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conferenzaNewsIl Presidente del CONI, Giovanni Petrucci, e il Segretario Generale e il Capodelegazione a Pechino, Raffaele Pagnozzi, hanno stilato oggi a Casa Italia il consuntivo della spedizione azzurra a Pechino. La missione si chiude con 28 medaglie (8 d'oro, 10 d'argento e 10 di bronzo) e il nono posto nella classifica mondiale, davanti alla Francia (per la prima volta dopo 24 anni). In Cina, rispetto all'edizione di Atene 2004, si è abbassata l'età media degli ori: dai 28.7 del 204 a 26.5 del'edizione cinese. Inoltre quattro su otto medagliati finiti sul gradino più alto del podio erano esordienti. In assoluto l'età media dei medagliati è scesa da 30,47 a 29,84. Il Presidente Petrucci ha espresso la sua soddisfazione: "Non era facile rimanere tra i primi paesi nel mondo nello sport: e invece se nell'economia siamo 46esimi su 126, qui su 204 siamo al 9° posto. Il nostro marchio evidentemente è vincente". 

Sulla stessa lunghezza d'onda il Capomissione a Pechino Raffaele Pagnozzi: "Sono stati 86 i paesi medagliati sui 204 partecipanti, ma sono stati soprattutto i Giochi della svolta: a Pechino c'è stato il cambio dei paralleli e dei meridiani dello sport. Oltre alla scontata crescita della Cina e dell'Asia, nel vecchio continente l'unico vero exploit lo ha fatto registrare la Gran Bretagna: il Paese che ospiterà le Olimpiadi del 2012 è schizzata nel medagliere con 17 medaglie in più rispetto ad Atene.  Le nostre 30 medaglie rappresentavano il confine tra un'edizione ottima e straordinaria. Così siamo sull'ottimo. Sette medaglie vengono dal veneto, sei dalla Campania e ci sono anche tredici quarti posti".