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Ventura111 crDopo l’ultima seduta di allenamento di questa mattina a Coverciano, la Nazionale ha raggiunto nel tardo pomeriggio Stoccolma per trasferirsi alla ‘Friends Arena’ di Solna, l’impianto da 50.000 posti che domani (ore 20.45 – diretta Rai 1) ospiterà la gara d’andata del play off Mondiale con la Svezia.

 

L’Italia è pronta a giocarsi i primi novanta minuti di una doppia sfida che avrà il suo epilogo lunedì sera a Milano, quando gli Azzurri potranno contare anche sulla spinta di uno stadio ‘Meazza’ gremito per l’occasione. Ma domani la ‘Friend Arena’ sarà colorata di giallo per sostenere la squadra di casa e il Ct svedese Jan Olof Andersson assicura di non vedere l’ora di poter giocare.


Dal canto suo Gian Piero Ventura è fiducioso, pur sapendo bene che l’Italia non è attesa da un compito facile: “Abbiamo un grandissimo rispetto per la Svezia, ma da parte nostra ci sono la voglia e la convinzione di andare al Mondiale. E’ una sfida che si gioca in 180 minuti e domani sarà estremamente importante fare gol, i giocatori hanno preparato questa partita in maniera ottimale. Se farò un discorso alla squadra prima della partita? E’ una gara così importante che non ha bisogno di parole: c’è bisogno di serenità, consapevolezza e convinzione e sono tre componenti che già fanno parte del bagaglio dei giocatori”.

 


Questa mattina in allenamento si è fermato Simone Zaza: “Ha avuto un piccolo problema – conferma Ventura in conferenza stampa - ma non disperiamo. Se sta bene gioca, altrimenti cercheremo di recuperarlo per lunedì”.

 

Il Ct può contare su Andrea Belotti, recuperato dall’infortunio che lo aveva tenuto fuori contro Macedonia e Albania: “Ha lavorato tanto e qualora ci fosse bisogno sarebbe in grado di dare il suo contributo”. Accanto a Ventura in conferenza stampa c’è come di consueto Gigi Buffon, l’unico tra gli Azzurri ad aver già giocato vent’anni fa un play off Mondiale, quando a Mosca fece il suo esordio in Nazionale sostituendo tra i pali Gianluca Pagliuca: “Queste due gare possono permetterci di staccare il pass per una competizione grandiosa e alla quale siamo abbonati e di conseguenza dobbiamo fare il massimo perché questo abbonamento continui. Giocatori come il sottoscritto vivono per i traguardi più importanti, che a volte sono anche sogni di bambino. Finché rimarranno tali e riusciranno a darmi entusiasmo e motivazione per continuare a performare lo farò”.

 


Nei 23 precedenti con la Svezia, l’Italia vanta un bilancio di 11 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte. L’ultimo confronto risale all’Europeo di Francia 2016, quando un gol nel finale di Eder regalò agli Azzurri la qualificazione agli ottavi di finale. “Ricordo anche la partita dell’Europeo del 2004 – dichiara Buffon rispondendo alla domanda di un cronista svedese - e non è un gran ricordo. Pareggiammo e alla fine di quella gara sapevamo che le possibilità di passare il turno erano minime. L’unica volta che ho giocato in Svezia era prima del Mondiale del ’98 e perdemmo 1-0 (2 giugno del ’98 a Goteborg, ndr). E’ una nazionale che va rispettata perché è solida e non regala mai niente. Per batterla bisogna giocare un’ottima partita”. Nel 2004 il pareggio per 2-2 tra Svezia e Danimarca costò l’eliminazione all’Italia, ma per il portierone azzurro è inutile rinvangare il passato: “La vita va avanti, se siamo andati fuori a quell’Europeo è perché avremmo potuto e dovuto fare di più prima”. Giusto quindi concentrarsi sulla Svezia attuale, che anche senza Ibrahimovic resta una squadra con buone individualità, capace di eliminare nel proprio girone l’Olanda: “Ibrahimovic è tra i pochi campioni al mondo in grado di farti vincere una partita toccando un solo pallone. Senza di lui gli altri giocatori sono più responsabilizzati e la Svezia resta un’avversaria da temere ugualmente”.

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