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PortaIn scena una favola, sullo sfondo la storia. “Il ragazzo che voleva il mondo” è il titolo del suggestivo racconto proiettato al Lysgardsbakken Ski Jumping Arena, uno dei posti simboli che nel 1994 permise a Lillehammer di scrivere un indimenticabile capitolo olimpico, grazie alla XVII edizione dei Giochi Olimpici Invernali. E’ il filone scelto per celebrare un’altra cerimonia di apertura: 22 anni dopo la fiamma si accende per il secondo atto degli YOG. L’Italia sfila dietro il volto imberbe ma già campione (del mondo, juniores) di Felix Schwarz (nella foto Augusto Bizzi), slittinista e portabandiera dei 37 azzurri, guidati dalla Capomissione Anna Riccardi, accompagnati dall'ex slittinista Sandra Gasparini (Young Ambassador) e applauditi dal Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e dal Vice Segretario Generale e Responsabile della Preparazione Olimpica, Carlo Mornati.

 

OpeningLo spettacolo nel gelo norvegese scocca insieme alla scintilla che accende il mondo, e viaggia illuminando il percorso di un ragazzo che cerca di coronare un sogno fantastico: diventare un grande sciatore, il migliore al mondo, coltivando il suo talento con abnegazione e spirito di sacrificio. La concorrenza però lo scoraggia, non gli permette di concretizzare il proposito, facendogli progressivamente perdere il fuoco “sacro”, allontanandolo dall’obiettivo, fino a quando nello stadio non entra un mito – che prende le fattezze della campionessa Marit Bjorgen - con la fiamma Olimpica, che riaccende la speranza, alimentando la passione sopita. La torcia che passa a Sua Altezza Reale, Ingrid Alexandra, tedofora dopo l’olimpionica dello sci di fondo, ripete il rito del 1994, quando fu suo padre, Sua Altezza Reale, Haakon Magnus, a sancire l’inizio dei Giochi. E’ il fuoco dei cinque cerchi che squarcia il buio della notte norvegese, regalando una lezione di vita: la metafora della quotidianità, il senso autentico dello sport, passione, coraggio e determinazione sono gli elementi chiave per raggiungere i traguardi più ambiziosi.

 

Lille1Tanti i protagonisti coinvolti nello spettacolo: Re Harald e la Regina Sonja, il Principe Haakon, la Principessa Mette Marit, il trionfo della regalità norvese. La sfilata degli atleti, tutti rigorosamente in gruppo senza distinzioni di nazionalità, preceduti dall’apparizione della squadra di Twirling della Kringsja (campioni Europei juniores a ottobre), è stata salutata dalle parole del Presidente del Comitato Organizzatore di Lillehamer 2016, Siri Hatlen, e dal discorso del Presidente del CIO, Thomas Bach, che ha preceduto l’apertura dei Giochi, proclamata da Re Harald. Sei campioni hanno successivamente consegnato ad altrettanti talenti norvegesi la bandiera olimpica, per suggellare simbolicamente il giuramento: Eric Alard (Bob), Yun Kim (Pattinaggio di figura), Stine Lise Hattestad (Freestyle), Bjorn Daehlie, Anita Moen Bonden (Sci di Fondo) ed Espen Bredesen (Salto) hanno idealmente consegnato alle giovani leve la responsabilità di onorare i valori che animano il percorso olimpico. Alla fine tanti sorrisi e fuochi d'artificio: un epilogo pirotecnico per lanciare la sfida al futuro. Nove giorni di gare, 1000 atleti, 70 Paesi: ora i cinque cerchi che uniscono il mondo sotto la bandiera dello sport vivono a Lillehammer e si chiamano YOG.