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(agc) - Carlo Recalcati, Commissario Tecnico della Nazionale, ha incontrato a Vighizzolo di Cantù, in provincia di Como, centocinquanta fra studenti delle scuole medie e superiori della locale scuola Santa Marta. Recalcati, accolto da un boato dagli studenti, nell'affollata palestra trasformata per l'occasione in sala conferenze, ha parlato con semplicità di temi scottanti come il bullismo e l'omertà. "Non si è capoclasse, o allenatore della Nazionale perché si è nominati in quel ruolo. Si diventa capoclasse quando si riesce a farsi accettare dagli altri", ma anche "il bullismo è sempre esistito. E' la negazione del rispetto verso se stessi e gli altri. Anche io da ragazzino l'ho dovuto affrontare e subire. Ma c'è sempre un'alternativa, un'altra scelta. Per me è stata lo sport. E i problemi si risolvono solo in un modo: affrontandoli e parlandone con i vostri genitori e i vostri insegnanti". Recalcati non nasconde niente agli studenti e con linguaggio appropriato spiega: "Chi è prepotente non accetta la diversità. Vuole affermarsi come capobranco e poggia la sua presunta leadership sulla soggezione che incute agli altri. Ma tutto questo è sintomo di debolezza. La diversità è arricchimento, e non ce nulla di male a riconoscere la propria debolezza. Con le mie squadre, non voglio mai assistenti allenatori caratterialmente uguali a me, e poi quando siamo riusciti a riconoscere che le altre squadre potevano essere più forti di noi, beh, è stato proprio in quel momento che abbiamo cominciato a vincere". Recalcati, che in carriera come allenatore ha vinto quasi tutto, dall'Argento olimpico, a tre scudetti con tre squadre diverse, un bronzo europeo, ha spazziato a tutto campo: "Ho allenato cinque anni a Reggio Calabria e so cosa sia l'omertà. E' il terreno di cultura delle mafie. Ma l'omertà, l'atteggiamento mafioso, non c'è solo nei paesi notoriamente dannati dalla mafia e dalla camorra, ma, purtroppo, è dovunque intorno a noi. Nei posti di lavoro, come a scuola: significa ottenere favori con la prepotenza che si esprime nelle diverse forme. Dovete stare attenti a che ciò non accada - ha detto il ct della Nazionale ai ragazzi attentissimi- dovete parlarne con i vostri genitori, come con i vostri insegnanti e affrontarli tutti insieme, come fa una vera squadra, dove le debolezze del singolo possono essere rafforzata e superata con l'aiuto di tutta la squadra". Poi l'esempio: "Chi usa la playstation? E il Nintendo - ha chiesto Recalcati, sorprendendo insegnanti ed alunni - io gioco con Shrek 2 insieme a mio nipote Gianmarco. Per superare il primo livello, Shrek, Fiona, Ciuchino e biscottino devo agire in collaborazione per superare il Gatto con stivali, che fa la parte del bullo. Ma la cosa bella è che al secondo livello, il Gatto con gli stivali viene recuperato da tutti e non fa più il bullo. In altre parole, l'unico modo per risolvere i problemi è di affrontarli e tutti insieme è meglio".