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tuta018Orgoglio tricolore. Un abbraccio avvolgente fatto di emozioni e medaglie, tante e tutte insieme. E poi ancora sorrisi e frasi piene di sincera enfasi. Che sanno di soddisfazione, di missione compiuta. Il cerchio, olimpico, che si chiude. Al Quirinale, dal Presidente della Repubblica Napolitano, da sempre affettuoso sostenitore dello sport, nella sua accezione più nobile. Il giusto tributo per mettere il sigillo su un’avventura entusiasmante. Sullo sfondo Londra 2012, un remix di luci, suoni e colori che hanno accompagnato l’edizione olimpica capace di confermare l’Italia nel gotha dello sport mondiale. Medagliati olimpici e paralimpici premiati dal Capo dello Stato, in una cerimonia pomeridiana che ha acceso i riflettori sull’eccellenza sportiva del nostro Paese. Cinquantasei podi, intrecciati a tante storie, di sacrificio, di passione e di talento. Un parterre di rilievo: il Segretario Generale del CONI e Capo Missione ai Giochi Olimpici, Raffaele Pagnozzi, il Segretario Generale del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, la Giunta e il Consiglio Nazionale del CONI, i Presidenti, i Segretari federali e i Commissari Tecnici delle discipline vincitrici di medaglie e i vertici delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato in rappresentanza dei rispettivi Gruppi sportivi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il Ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi, e Gianni Letta.

Il pomeriggio si è aperto con l’Inno Nazionale cantato dal Coro di voci bianche dell’Accademia di Santa Cecilia, un breve filmato,e con il sincero ringraziamento del Presidente del CONI, Giovanni Petrucci, a Giorgio Napolitano. “Ogni volta che mi trovo al suo cospetto la parola che mi sorge spontanea è grazie. Oggi davanti a lei c'è il mondo olimpico e paralimpico, il mondo dello sport ha superato le barriere ed oggi possiamo dire che c'e' un mondo unico. Abbiamo vinto 56 medaglie, equamente distribuite, sono frutto di un grande risultato. Non posso dimenticare la vigilia delle Olimpiadi in cui lei venne a trovare la nostra delegazione. Era un giorno triste per lei, per la famiglia del Quirinale, eppure lei era con noi, insieme al Ministro Gnudi che ringrazio per la sua vicinanza. Abbiamo sempre detto che i nostri atleti erano i migliori ambasciatori al mondo, mi auguro che noi possiamo portare questi atleti nel mondo come ambasciatori del made in Italy. Noi come lei ci ha chiesto abbiamo fatto il gioco di squadra, una squadra straordinaria. Mi sono congedato da Lei quando venne a Londra dicendole 'io l'abbraccio', oggi dico signor presidente il mondo dello sport le vuole veramente bene. I nostri atleti sono i migliori ambasciatori del mondo e le faccio questa proposta, signor Presidente: in futuro, quando ci saranno delegazioni italiane che si recano all'estero, noi possiamo portare i nostri atleti come ambasciatori del made in Italy nel mondo. L'Italia si è desta”.

Parole che tradiscono soddisfazione anche per Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico. “Una certezza ce l'ho, l'esempio che ha dato il mio, il nostro Paese, attraverso tanti giornalisti della stampa italiana e attraverso le tv che hanno rotto uno schema, tanti italiani si sono appassionati a questi straordinari atleti, alle loro storie e alle loro vittorie, hanno mostrato quel volto dello sport italiano che non è soltanto terreno di confronto agonistico ma anche strumento e riabilitatore sociale. Attraverso loro diamo un'immagine al Paese della disabilità completamente diversa. Sebastian Coe ha chiuso la Paralimpiade dicendo che nulla sarà più come prima, e che da domani lo sport e il mondo guarderà con occhi diversi la disabilità. Io non sono così ottimista, ho troppi anni sulle spalle di esperienza per capire che quando si spengono i riflettori, quando passa l'attimo fuggente dell'onda emotiva, il rischio è di ritrovarci con i mille problemi quotidiani. Però il CONI ci è sempre stato vicino, vedo il ministro Gnudi e il presidente Catricalà, ci avete aiutato e ci avete dato la possibilità di avere un futuro. Chiudo signor Presidente con un grazie per telefonate di cui mi ha onorato per complimentarsi per i risultati dei miei atleti. Ho percepito l'uomo Giorgio Napolitano che si è informato sulle storie dei ragazzi, su quello che c'e' dietro la loro vita e non solo sul risultato. Oggi io le consegno idealmente la nostra 29esima medaglia, quella che non abbiamo colto ma che e' rappresentata dalle migliaia di mail di ragazzi e ragazze disabili che affascinati da quelle immagini ci stanno scrivendo per chiederci come poter iniziare a fare sport. In questo regalo ideale della 29esima medaglia c'è il nostro obiettivo e il nostro futuro”.

Il Ministro per il Turismo e per lo Sport, Piero Gnudi, ha ringraziato a nome del Governo. “Questa è stata una bella estate per lo sport italiano, a cominciare dagli Europei di calcio per proseguire con le Olimpiadi e le Paralimpiadi, e questo è il frutto del sacrificio di tanti atleti che hanno voluto con determinazione giungere a questi risultati, ma non solo gli atleti che sono stati premiati, ma tutti quelli che hanno partecipato a questi Giochi. Questi risultati si devono anche al Coni e a Pancalli, che con la sua federazione ha preparato questi Giochi nel modo adeguato, ma anche a tutte le associazioni sportive e a quelle migliaia di persone che dedicano il loro tempo libero per aiutare i giovani per fare sport. Questa è la ricchezza del nostro paese, perché il guardare al bene comune è in Italia uno spirito ancora molto vivo. Ringrazio anche tutte le strutture delle Forze Armate, che hanno contribuito a questo successo”.

Gli applausi per i discorsi hanno fatto da premessa per la riconsegna del tricolore al Capo dello Stato da parte dei portabandiera Valentina Vezzali e Oscar De Pellegrin, mentre Daniele Molmenti e Alex Zanardi hanno rispettivamente donato al Presidente della Repubblica una medaglia d’oro e una borsa con la tuta olimpica EA7, sventolata fiera da Napolitano.

Quindi la sfilata degli 80 atleti olimpici e paralimpici: nell’ordine bronzi, argenti e ori di Londra 2012, con le uniche eccezioni degli assenti Lasko e Boninfante (Pallavolo), Luigi Tarantino (Scherma), Alvise De Vidi (Atletica paralimpica), Giorgio Farroni (Ciclismo paralimpico).

Il Presidente Napolitano ha agli atleti una medaglia d’argento dedicata ai Giochi di Londra e rivolto un saluto ai presenti. “E' stata per noi italiani un'Olimpiade ricca di successi e soddisfazioni, per le grandi prove degli atleti olimpici e paralimpici medagliati azzurri alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Londra. Grazie a tutta la delegazione italiana ed in particolare al suo capo Raffaele Pagnozzi per quanto hanno fatto. Sono state Olimpiadi anche con qualche delusione e amarezza ma è normale e umano che sia così, gli atleti non sono macchine e bisogna essere loro vicini per rimettersi al lavoro e per imparare dagli errori personale e collettivi. Abbiamo vinto in alcune discipline che da tempo ci riservano soddisfazioni, ad esempio la scherma. Abbiamo colto grandi successi anche in altri sport meno noti al grande pubblico, anche questo ci offrono le Olimpiadi, la possibilità di conoscere tanti atleti che lavorano in silenzio per anni fino a raggiungere livelli agonistici insperati. Abbiamo vinto molte medaglie anche negli sport e nelle competizioni di squadra, siamo partiti con defezioni nello sport di squadra, ma poi da pallanuoto e pallavolo sono arrivati risultati a dimostrazione che se ben guidati sappiamo fare gruppo. Quante vittorie anche nelle Paralimpiadi, splendide vittorie accompagnate da belle storie personali. Da loro abbiamo ricevuto grandi lezioni di vita e morale e questo l'ha capito tutta l'Italia. Vero Zanardi? Accolgo volentieri l'idea di Petrucci, di considerare gli atleti parte del nostro migliore made in italy, le loro vittorie sono proprio made in italy. Cari Petrucci e Pancalli, mi avete rivolto ringraziamenti sinceri e generosi, ma un grazie lo devo anche io a voi. Incontrandovi, mi sono un po' ringiovanito e questo è stato un dono non da poco”.

Prima della cerimonia il Segretario Generale del CONI, Raffaele Pagnozzi, Capo Missione dell'Italia alle Olimpiadi di Londra 2012, era stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A Londra Pagnozzi è stato capo delegazione dell'Italia per la decima volta. La breve cerimonia è avvenuta nella Sala di Rappresentanza del Quirinale. Al presidente Petrucci era stata conferita la stessa onorificenza nel 2006, dopo le Olimpiadi Invernali di Torino, dall'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Ordine di chiamata dei medagliati olimpici e paralimpici

Il discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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