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PUGILATO: Il Presidente Falcinelli a Londra come Delegato Tecnico AIBA

presidente falcinelli 1 - dattiDal suo primo esordio sul ring nel 1962 alla nomina di Delegato Tecnico AIBA per Londra 2012 nel 2009, anno in cui la Federazione Pugilistica italiana, che con le sue 44 medaglie olimpiche è la quarta disciplina più titolata dello sport italiano, grazie al grande lavoro di chi la guida è stata premiata come “Migliore Federazione AIBA”. Alla sua ottava Olimpiade, quattro da Direttore Tecnico della Nazionale Italiana (Mosca, Los Angeles, Seoul e Barcellona), una da commentatore tecnico al fianco di Mario Mattioli (Atlanta) e tre da Presidente Federale (Atene, Pechino e Londra), con un bottino di 12 medaglie conquistate, Falcinelli avrà un compito importante. Il via ufficiale ai lavori è stato dato in occasione dell’ultima riunione della Commissione Tecnica e del Regolamento  AIBA che si è svolta a Bangkok dall’8 al 12 luglio. Le novità introdotte a Londra 2012, prima fra tutte l’inserimento del pugilato femminile con tre categorie (Kg. 48-51, 60 e 75), faranno da volano alle Olimpiadi di Rio 2016 in cui il pugilato aprirà le porte ai professionisti togliendosi il caschetto. Valori di sempre e innovazioni: ne parliamo con il Presidente Falcinelli.

Presidente con la sua nomina a Delegato Tecnico AIBA è stato raggiunto un primato storico dal Pugilato Italiano. Domani inizierà la sua avventura a Londra, è pronto?

 

Sì e questa sarà la più grande soddisfazione di una lunga carriera che quest’anno compie cinquant’anni. Nel 1966 e 1967 anch’io ho vestito la maglia azzurra e per questo sono consapevole della forte emozione che si prova nel cammino verso il ring olimpico. Per questo incarico, che cercherò di ricoprire al meglio, ringrazio sentitamente il Presidente dell’AIBA Ching-Kuo Wu e per la fiducia in me riposta dirigerò con la massima neutralità e trasparenza l’organizzazione tecnica del Torneo Olimpico. Dovrò controllare scrupolosamente lo svolgimento tecnico-organizzativo e garantire che i combattimenti ed i risultati tecnici siano conformi al rispetto delle regole.

In qualità di Chairman della Commissione Tecnica e del Regolamento AIBA ha partecipato a tutte le riunioni previste dell’ente mondiale per la trentesima edizione dei Giochi Olimpici. Nell’ultima a Bangkok sono state definite le linee guida per Londra ed è stato dato il via al “Road to Rio”. In che modo?

 

Per quanto riguarda Londra abbiamo definito lo staff arbitrale che vedrà 36 arbitri-giudici dell’AIBA impegnati sul ring olimpico, tra cui, e lo nomino con grande orgoglio, l’arbitro-giudice italiano Albino Foti. Il sistema del punteggio sarà quello finora adottato nelle competizioni internazionali. I risultati saranno visibili ad ogni round ed a fine incontro. Abbiamo ribadito che questa Olimpiade dovrà essere al di sopra di ogni sospetto e per questo abbiamo previsto severi provvedimenti contro chi non si atterrà ai regolamenti. Il Presidente Wu vuole consolidare la strategia dei verdetti non solo per motivi politici ma in linea con le aspettative di questa Olimpiade. Vogliamo che il Torneo sia la massima espressione del Pugilato Olimpico e che quindi si rifaccia alle regole, alla tradizione e che sia spettacolare, considerando che i riflettori saranno puntati soprattutto sulle donne. L’AIBA ha finalmente raggiunto le pari opportunità in uno sport da combattimento e per completare l’opera farà pressione sul CIO affinché aumenti il numero delle categorie di peso femminili partecipanti e per questo l’esordio di Londra sarà determinante. Noi purtroppo non abbiamo centrato l’obiettivo non avendo nessuna donna qualificata. L’argento mondiale Terry Gordini se avesse gareggiato in una categoria olimpica avrebbe avuto una grande opportunità. Siamo fiduciosi per Rio 2016, la prima Olimpiade a cui parteciperanno anche i professionisti facenti parte del nascente organismo APB – AIBA Professional Boxing. A Bangkok abbiamo stabilito le regole per i sessantasei professionisti che faranno il loro ingresso nell’arena olimpica e che affiancheranno i pugili dilettanti. Sei pugili per ciascuna delle categorie di peso che vanno dai 49 agli 81 Kg. e quattro per quelle dei 91 e +91 Kg, a cui vanno ad aggiungersi i dieci pugili provenienti dalle WSB, i primi due del ranking per ogni categoria di peso. Dopo una lunga analisi, abbiamo deliberato anche il superamento del caschetto prevedendo un periodo di adattamento che servirà per verificare i vantaggi e gli svantaggi. A tal fine è stata fondamentale la valutazione analitica di Serik Konakbayev, avversario di Patrizio Oliva alle finali di Mosca ‘80 e componente del Comitato Esecutivo dell’AIBA, che ha combattuto con e senza il caschetto giungendo alla conclusione che quest’ultimo ha ridotto di molto le sue abilità tecniche, rallentando i tempi di reazione e rendendo meno visibili i colpi laterali. Questa preziosa testimonianza, in base alla quale la maschera crea problemi nonostante protegga l’atleta, va ad aggiungersi ai risultati scaturiti dalle WBS. Siamo in attesa della valutazione definitiva della Commissione Medica del CIO che comunque ha dato già parere favorevole.

A Londra l’Europa sarà il continente più rappresentato con 90 atleti partecipanti. Tra questi ci saranno anche sette azzurri per i quali il “Road to London” è iniziato il 24 agosto del 2008 al termine della gloriosa Olimpiade di Pechino in cui l’Italia ha brillato grazie all’oro di Cammarelle, all’argento di Russo ed al bronzo di Picardi. Un risultato che potrebbe ripetersi? E quali sono gli avversari più temibili a fronte del nuovo scenario dilettantistico?

Pechino è stato il frutto di un grande lavoro di programmazione da parte dello staff tecnico, diretto prima dal DT Nazzareno Mela, poi da Vailij Filimonov e ora dal DT Francesco Damiani, che ha portato ad avere una Squadra di alto livello e con un altissimo grado di esperienza. Mi riferisco ai pugili che sono alla loro terza esperienza olimpica, ossia a Roberto Cammarelle, Clemente Russo e Domenico Valentino, a quelli che sono alla seconda come Vincenzo Picardi e Vittorio Jahin Parrinello. Per Vincenzo Mangiacapre e Manuel Cappai si tratta della prima ma i risultati ottenuti ai Mondiali di Baku ed al Torneo di Qualificazione di Trebisonda ci fanno ben sperare. Non c’è mai stata una Squadra così esperta alle Olimpiadi, senza contare che un buon numero degli azzurri qualificati saranno sicuramente teste di serie. All’Excel Arena di Londra l’ascesa al podio non sarà facile perché il campo degli avversari si è ampliato e c’è stata una notevole crescita dal punto di vista tecnico. I più temibili sono gli Ucraini, i Russi ed i Cubani oltre agli atleti di casa compresi gli Irlandesi. A seguire abbiamo i Kazaki, gli Azeri, i Cinesi, i Thailandesi, gli Uzbeki, i Mongoli, gli Statunitensi, i Brasiliani, gli Indiani e molti altri outsider che tenteranno il tutto per tutto pur di mettersi in luce. L’esperienza è importante ma quello che conta di più nei tre round è la tenuta del ritmo di gara. La terza ripresa è fondamentale. In base al nuovo sistema vengono segnati tutti i colpi e quindi al terzo round si può capovolgere l’incontro. La strategia è: partire in vantaggio e mantenere il vantaggio, per impressionare i giudici al primo round e poi vincere. Questo l’obiettivo dei tecnici federali che stanno stimolando gli atleti al fine di tenere alto il livello di intensità. Martedì 24 luglio la Squadra Azzurra arriverà a Londra e qui inizierà la sua sfida. Facendo i debiti scongiuri, mi auguro di vedere sul podio almeno due dei nostri valorosi atleti. Sono molto fiducioso e spero anche questa volta di assistere ad un’impresa che resterà nella storia della nostra disciplina sportiva.