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Gli italiani tornano a praticare sport. Dopo la flessione registrata fra il 2010 e il 2013, i livelli di partecipazione alla pratica sportiva hanno iniziato a risalire nel 2014 e nel 2015 del 2,7%. È la fotografia scattata dall’ISTAT (qui lo studio completo) e presentata stamane a Roma, presso l’Istituto Comprensivo ‘A. De Curtis’ dal Presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica, Giorgio Alleva e dal Presidente del CONI, Giovanni Malagò.

 

"Siamo al confine di Tor Vergata dove il sogno è di portare le Olimpiadi e il Villaggio Olimpico - sottolinea Malagò -. Ma pensate cosa possono essere questi numeri, non solo per questa città,  dal 13 settembre 2017, se le cose andassero bene, fino al 2024: ci sarebbe una grande ricaduta sul sistema non solo sportivo del nostro Paese". Alla presentazione ‘I numeri dello sport e la pratica sportiva tra i giovani’ hanno preso parte il Dirigente Scolastico dell'Istituto, Serafina Di Salvatore, l'ad di CONI SERVIZI, Alberto Miglietta, il Presidente del CONI Lazio, Riccardo Viola, il presidente della Federbocce, Romolo Rizzoli e il Presidente del VI Municipio, Marco Scipioni. Ma a far visita agli studenti ci hanno pensato anche testimonial come Alessandra Sensini, Andrea Lucchetta, Carlo Molfetta, Rosalba Forciniti, Edwige Gwend, Giovanni di Cristo e Andrea Lemmi che con i ragazzi hanno svolto alcune attività ludiche in palestra. 

 

"La responsabilità delle scuole è grandissima nel promuovere lo sport - riconosce Alleva -, il benessere dei cittadini e il valore culturale dello sport. Questi numeri offrono un quadro interessante, anche dal punto di vista economico. Ci occupiamo di attività sportive svolte nel tempo libero. Poco meno di 20 milioni di persone nel 2015 hanno dichiarato di praticare uno o più sport, un terzo della popolazione residente. La notizia importante è che dopo la flessione avuta tra il 2010 e il 2013 i livelli di partecipazione sono ricominciati a risalire. Negli ultimi due anni, in cui altri indicatori hanno segnato performance meno esaltanti, c’è un aumento significativo dei praticanti. Lo sport sembra un elemento su cui le persone hanno continuato ad investire”.

 

coni istat2"Non a caso è stata voluta una scuola di questo genere - spiega Malagò -, oggi siamo nella nona città italiana per numero di abitanti. Questo VI Municipio ha 390mila abitanti, qui ci sono 160 scuole e in questa scuola la percentuale di popolazione di immigrati che si sono integrati è pari quasi al 30%. Qui sono presenti 44 etnie diverse. E quei numeri sono così migliorati anche e soprattutto per quello che è stato l’apporto e il contributo degli immigrati".

Secondo lo studio ISTAT, l'aumento si registra in tutte le classi di età, ma con una crescita più decisa fra i bambini di 6-10 anni (dove la quota passa da 59,5% a 65,3%) e fra le persone che risiedono in comuni centro dell'area metropolitana. "La presenza del Presidente dell’ISTAT - prosegue Malagò -, certifica con la sua autorevolezza e quella dell’ente che rappresenta, che c’è sicuramente un merito per quello che stiamo facendo con il territorio. I dati di oggi sono eccellenti. E' dimostrato che ogni punto di quella pratica sportiva recuperato fa risparmiare allo Stato 80 milioni di euro e oggi nel complesso impatta per un miliardo e mezzo sul bilancio dello Stato. Siamo sulla strada buona ma dobbiamo continuare. Sono molto felice di festeggiare i tre anni della mia presidenza con questi dati, ora viene il bello: stiamo conquistando tra chi la pratica sportiva la faceva saltuariamente e lì possiamo fare di più. E dobbiamo continuare a lavorare sul tema del sovrappeso, obesità e obesità meno grave.  C’è un'integrazione tra la pratica sportiva e la corretta alimentazione. C’è un problema culturale: paradossalmente nelle zone meno abbienti c’è il più alto tasso di obesità". L’abitudine a praticare sport, infatti, diminuisce man mano che si scende da Nord verso Sud, si va dal 39% al 23,9%, anche se la quota risale al 26,8% fra i residenti nelle Isole. Nell'indagine ISTAT, inoltre, le differenze di genere sono marcate: pratica sport con continuità il 28,3% degli uomini mentre un altro 11,4% lo fa in modo saltuario; le quote femminili scendono invece a 19,5% e a 7,7%. Solo fra i piccolissimi (3-5 anni) vi è un'incidenza maggiore di bambine che fanno sport, aspetto che fa ben sperare per il futuro. La pratica sportiva dei genitori, inoltre, influenza positivamente la pratica sportiva dei figli.


numeri coni 2015La pratica sportiva organizzata è legata direttamente al CONI, attraverso le Federazioni Sportive Nazionali (FSN), le Discipline Sportive Associate (DSA) e gli Enti di Promozione Sportiva (EPS), rimane il pilastro del sistema sportivo italiano. Nel 2015, secondo i dati forniti dal Comitato, si contano 11.103.000 di praticanti e atleti, di cui 4.471.000 tesserati alle FSN e DSA e 6.635.000 iscritti agli EPS. Le società sportive iscritte al registro del CONI sono119.000. Il numero di rapporti di affiliazioni arriva a 146.000. I volontari che svolgono attività di supporto (come dirigenti, tecnici ed ufficiali di gara) sono invece 1.193.000. Ogni 100.000 abitanti gli atleti tesserati alle FSN e DSA sono circa 7.350, mentre i praticanti iscritti ad un EPS sono oltre 10.000. Circa il 55% degli atleti tesserati delle FSN e DSA ha meno di 18 anni. Le società sportive sono 118.723. Si tratta di soggetti giuridici distinti iscritti al Registro, costituiti per il 95% come associazioni senza personalità giuridica. I rapporti di affiliazione che caratterizzano lo sport dilettantistico sono 146.000. Le FSN contribuiscono con 50.521 affiliati iscritti, le DSA con 3.407 affiliazioni e gli EPS con 92.013 affiliazioni. La Lombardia è la regione, in assoluto, con il maggior numero sia di atleti (844 mila) e di praticanti (913 mila) e sia di affiliazioni e soggetti distinti (16.800).

 
Lo studio ISTAT analizza anche i costi sostenuti dagli italiani. Nel 2014, il 21,6% delle famiglie residenti in Italia (oltre 5 milioni 500 mila) ha sostenuto spese per praticare attività sportive; il 4,3% (oltre 1 milione 100 mila famiglie) ha speso per articoli sportivi. Tra le famiglie che la sostengono, la spesa media mensile per praticare sport è di 48 euro (l’1,4% della spesa media mensile per consumi). La quota di famiglie che sostengono spese per la pratica sportiva è più alta nelle coppie con figli; se i figli sono due oltre il 40% delle famiglie sostiene questo tipo di spesa; se i figli sono 3 o più tale quota scende al 37%. Probabilmente ciò è dovuto ai vincoli di bilancio che sono più stringenti per le famiglie più numerose. La spesa destinata alla pratica sportiva, inoltre, cresce all’aumentare della disponibilità economica della famiglia.

 

Interessante anche la quantificazione fatta del valore economico dello sport. Concentrando l’attenzione sul settore privato “business” e considerando i principali settori produttivi direttamente legati all’attività sportiva (quindi non solo quella della gestione di impianti sportivi ma anche le attività manifatturiere e commerciali legate allo sport), le imprese sono quasi 35mila e oltre 100mila gli addetti; esse realizzano oltre 4,5 miliardi di valore aggiunto e circa 14 miliardi di fatturato. Tra il 2008 e il 2013 gli addetti sono aumentati nei servizi mentre sono diminuiti nella manifattura e nel commercio.

 

Ma, come detto, lo sport produce benefici anche al Sistema Sanitario Italiano. Il Centro Studi del CONI ha quantificato che il risparmio sulla spesa sanitaria e non, di cui si beneficia con gli attuali livelli di pratica sportiva e fisica rilevati nel 2015, è di oltre oltre 1,5 miliardi di euro all’anno. L’attività fisica, infatti, riduce le probabilità di ammalarsi di cinque patologie come malattie cardiovascolari, ictus, tumore al colon, tumore al seno e diabete tipo 2. Inoltre, si stima che la riduzione dei sedentari di 1 punto % in meno (circa 215 mila persone) porterebbe un beneficio incrementale annuo di circa 80 milioni di euro di risparmio della Spesa sanitaria e non.


coni istat3Per favorire ulteriormente questa tendenza il Comitato Olimpico Italiano ha lanciato quest’anno, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Salute, CONI RAGAZZI (clicca per consultare la presentazione), un progetto sociale, sportivo ed educativo nato per declinare concretamente il principio del diritto allo sport di tutti; fornire un servizio sportivo e sociale alla comunità e sostenere le famiglie che hanno maggiore difficoltà economica in aree di disagio sociale, individuate grazie alla collaborazione del Centro Studi dell’ANCI. Aree che, da Milano ad Agrigento, coinvolgono 300 comuni, 300 impianti, oltre 500 società sportive (per più di 50 sport) e circa 14mila ragazzi (di cui il 67% provenienti da famiglie con reddito ISEE sotto i 7.500 € e l’80% da famiglie con reddito ISEE sotto i 12.000 €) che partecipano a una campagna informativa sui corretti stili di vita, svolgono un’attività sportiva pomeridiana di due ore a settimana (da novembre 2015 a giugno 2016), beneficiando anche di un servizio navetta che li collega con gli impianti più difficili da raggiungere.

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