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liu_xiang_infortunio_01.jpgMolti sportivi vivono nella convinzione che a loro non toccherà mai o che, se succederà, basterà rivolgersi a un qualunque terapeuta per risolverlo in poco tempo; oppure pensano che a loro non dovrebbe succedere perché "un organismo sano deve potersi allenare senza problemi". Ma chi pratica sport sa di non essere immune dagli infortuni. Per questo un corretto programma di allenamento deve focalizzarsi tanto sul miglioramento della performance quanto, parallelamente, sulla prevenzione di possibili infortuni.
Se questo spiacevole avvenimento si verifica, l'atleta e la società sanno che può trattarsi di un momento critico della carriera sportiva.
Nello sport di alto livello, gli obiettivi sono dunque due: prevenire l'infortunio, o far sì che il recupero del medesimo sia rapido e completo. Questo per due ragioni: perché l'atleta non intende rinunciare alle competizioni (per mantenere o migliorare la propria performance o il proprio ranking); perché le pressioni economiche che ruotano intorno agli interessi di una società sportiva sono tali, a volte, da spingere verso un recupero affrettato.
Tutto questo in una situazione in cui l'intensificarsi degli appuntamenti agonistici e delle richieste dell’allenamento sottopongono gli atleti a stressor sempre maggiori, rendendo l'evenienza dell'infortunio percentualmente più probabile.
In tale contesto, il recupero dell'infortunio deve essere affrontato non solo dal punto di vista medico e fisioterapico, ma anche con un approccio "mentale" a trecentosessanta gradi che sia conforme alla personalità dell'atleta. Con tutto ciò che questo implica per la struttura societaria (procedure che coinvolgono, in caso di infortunio, la "catena" atleta – staff medico – psicologo – fisioterapista – preparatore fisico – allenatore – dirigenza) e per le implicazioni di tipo etico (fino a che punto "forzare" il rientro all'attività agonistica di un atleta infortunato?).
Saranno questi i temi affrontati ne "Il recupero dell'atleta infortunato", il 4° Seminario di Formazione continua per Tecnici Sportivi che si svolgerà a Roma il 12 ottobre 2009.
Ospite del Seminario è la dottoressa Bruna Rossi, psicologa, ex atleta olimpionica di Tuffi che ha insegnato Psicologia dello Sport all’ISEF di Roma e da anni collabora come docente con la Scuola dello Sport. Attualmente insegna a Grenoble: nella sua carriera ha collaborato con svariate discipline sportive, tra cui le squadre nazionali di Pentathlon Moderno e Pallanuoto, oltre che con il Calcio (FC Internazionale Milano).
Il suo intervento si divide in due parti: "Gli antecedenti dell'infortunio" e "La gestione psicologica dell’atleta infortunato e le modalità del suo recupero".
Nel pomeriggio il professor Carlo Tranquilli, Direttore Sanitario dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport di Coni Servizi, che vanta un’esperienza pluriennale con la Nazionale di Calcio Under 21, tratterà gli aspetti medici e fisioterapici del recupero funzionale.
Il Seminario si concluderà con una Tavola Rotonda moderata da Guido Brunetti (Preparatore fisico di Scherma, Docente SdS e IUSM) in cui interverranno, oltre ai due relatori principali, Diana Bianchedi (ex atleta di alto livello e ora medico sportivo specializzato in recupero infortuni, attualmente Direttore del Centro Isokinetic di Roma); Sandro Campagna (CT della Nazionale maschile di Pallanuoto) e Corrado Morandini (Preparatore fisico di Rugby e Taekwondo).
I temi trattati in questo Seminario e l'approccio non solo accademico della trattazione allargano la platea dei possibili partecipanti: non solo Allenatori, Tecnici e Preparatori fisici, ma anche Medici sportivi, Fisioterapisti, Psicologi, Direttori sportivi e non di meno i Dirigenti sportivi stessi.