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pagnozzi per londraL’Italia dello sport archivia idealmente Londra. E lo fa con il sorriso: i numeri incoronano la missione tricolore, l’ottavo posto nel medagliere certifica la presenza azzurra nel gotha del sistema mondiale. Con la certezza che il “fare squadra” - tra il CONI e le singole Federazioni – abbia rappresentato il valore aggiunto d’una trasferta ricca di soddisfazioni, all’insegna dei 28 podi inanellati con merito. Senza dimenticare i risvolti statistici, i possibili correttivi, i percorsi di crescita da condividere per assumere gli orientamenti più proficui in vista di Rio 2016. L’eloquente sintesi del debriefing post Londra, che si è tenuto presso il Salone d’Onore, a cura della Direzione Sport e Preparazione Olimpica guidata da Rossana Ciuffetti, apre la finestra sul futuro. Presidenti federali, tecnici, segretari: erano circa 80 i presenti, pronti a tributare il ringraziamento al CONI, offrendo la loro testimonianza.

I lavori sono stati aperti dalla dettagliata relazione del Segretario Generale, e Capomissione a Londra, Raffaele Pagnozzi. Uno sguardo d’insieme esaustivo, che ha toccato i punti salienti della trasferta olimpica, partendo dai ringraziamenti per la missione, i dirigenti, i tecnici e tutte le figure professionali che hanno contribuito a supportare la spedizione londinese. “Torniamo vincitori”, ha esordito Pagnozzi, prima di sviluppare l’approfondita disamina. “Questi Giochi Olimpici hanno rappresentato una lezione importante, da analizzare con strumenti razionali Abbiamo dimostrato di avere una squadra coesa, la sinergia CONI-Federazioni ha funzionato in modo perfetto, c’è stata una collaborazione decisiva ai fini del risultato finale. Rimanere nel G10 dello sport è il frutto di un lavoro ponderato, che ha previsto gruppi di lavoro, approfondimenti, seminari e tanti scambi di informazioni, nozioni e di idee. Dei 289 atleti, 63 sono andati a medaglia e 151 tra i primi otto, cioè oltre il 52% dei partecipanti azzurri. Dei 63 medagliati il 30% era già andato a podio in precedenti edizioni: l’età media delle donne a medaglia è scesa di 4 anni anche se l’età media complessiva ci vede tra le nazioni più anziane, quindi per Rio occorre un ricambio generazionale. In questa direzione ci siamo mossi, promuovendo alcuni gruppi di lavoro sull’attività giovanile: i risultati degli juniores sono incoraggianti, in diverse discipline. In piedi poi ci sono una serie di progetti per favorire lo sviluppo tecnologico e migliorare le prestazioni: con la Ferrari, con il Politecnico di Milano, con l’Insean, i cui frutti ci auguriamo producano risultati importanti in vista dei prossimi appuntamenti olimpici. Le 15 discipline che sono andate a medaglie, rispetto alle 13 di Pechino, rappresentano un successo importante perché Londra è stata una grande Olimpiade. I paesi a medaglia sono stati 85, numero sostanzialmente invariato rispetto a Pechino ma c’è stato un ricambio di Paesi. Gli USA hanno guadagnato nuovamente la leadership, la Francia ha ottimizzato i piazzamenti anche con meno medaglie all’attivo ma con più ori, Australia, Germani e Giappone hanno mostrato una minore competitività. La star assoluta è stata l’Ungheria, che ha coltivato i talenti come avevamo evidenziato in precedenti riunioni ed è un punto di riferimento per tutti. L’Europa è definitivamente scesa sotto il 50% delle medaglie totali: degli 85 paesi con almeno un podio all’attivo solo 37 sono continentali. In vista di Rio 2016 saranno comunque Corea, Ucraina e Giappone le nostre antagoniste più agguerrite. Direi che in Brasile dovremo guardarci dall’Oriente”. Il dibattito, moderato da Marcello Faina, Direttore del Dipartimento di Scienza dello Sport, Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, è proseguito con gli interventi dei Presidenti Federali. I contributi di Paolo Barelli (FIN), Ernfried Obrist (Tiro a Segno), Sun Jae Park (Taekwondo), Giorgio Scarso (Scherma), Enrico Gandola (Canottaggio), Luciano Buonfiglio (Canoa), Renato Bertrandi (Triathlon), Antonio Urso (Pesistica), Franco Falcinelli (Pugilato), oltre a quelli dei Vicepresidenti del CONI, Riccardo Agabio e Luca Pancalli, hanno contribuito a fornire un ulteriore punto di vista dell'esperienza londinese, suggerendo idee per il futuro.


Il debriefing è proseguito con l'analisi della spedizione, coordinato da Rossana Ciuffetti, Responsabile della Direzione Sport e Preparazione Olimpica del CONI, alla quale hanno partecipato i Direttori tecnici delle singole discipline, illustrando le note positive e gli aspetti specifici dell'esperienza londinese. Contestualmente, nella Sala Giunta, si sono riuniti i medici per un approfondimento delle attività sanitarie. I partecipanti di entrambi i workshop hanno ringraziato il CONI e tutti i componenti della missione per la collaborazione e per il contributo offerto ai fini del raggiungimento dei risultati. "Torniamo vincitori", l'incipit di Pagnozzi è mutuato da tutte le componenti federali. Con lo sguardo già rivolto a Rio 2016.

La relazione del Segretario Generale Raffaele Pagnozzi

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