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conferenza chiusuraOtto medaglie e due primati: 58 finalisti su 110 partecipanti – il maggior numero di sempre (pensare che a Lillehammer furono 44 nonostante le 22 medaglie complessive), la più bassa età media di tutti i tempi (25,81) degli atleti che sono saliti sul podio (nelle edizioni in cui sono state vinte almeno 5 medaglie). E poi ancora ventiduesimo posto nel medagliere per ori ma 12esimo per numero di podi e per la classifica CIO, che tiene in considerazione i piazzamenti dal 1° all’8° posto. Il bilancio azzurro dei XXII Giochi Olimpici Invernali è all’insegna di indicazioni confortanti nonostante non sia arrivato l’oro: non succedeva da Lake Placid 1980 ma Sochi 2014 regala una prospettiva importante in chiave futura. Otto quarti posti (il 100% delle medaglie, nessuna nazione come noi), l’età media dei partecipanti (25,94), grazie alla componente femminile di due anni più giovane di Vancouver (5 in meno di Salt Lake City), sono altri elemento di rilievo in ottica Pyeongchang 2018.

Lo sottolinea il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, nella conferenza stampa di chiusura a Casa Italia. “Avevo sempre detto, alla vigilia, che non volevo prendere vantaggi perché a Vancouver eravamo andati male ma non è neanche possibile misurare lo stato di salute di un Paese dal medagliere. Bisogna costruire e radicare una cultura sportiva che dia risultati nel tempo. Siamo riusciti a fare meglio del 2010, rispettando le previsioni ma ci dispiace per il mancato oro. Un atleta su due in finale (il 50% in più di Vancouver) è un ottimo segnale. Sono soddisfatto ma non mi accontento: l’obiettivo è toccare quota 10-13 medaglie in Corea, con un numero di ori che sia proporzionato. Voglio ringraziare il Capo Missione Carlo Mornati, il Segretario Generale, Roberto Fabbricini e tutta la squadra: si respirava un clima incredibile. A livello tecnico ci sono delle cose da migliorare ovviamente, nelle discipline in cui non siamo riusciti ad avvicinarci alle finali, come nel bob, nello skeleton e nel pattinaggio di velocità. Dobbiamo affrontare anche le problematiche del fondo, ma credo che FISI e FISG abbiano fatto un grande lavoro. Sono rammaricato per il caso di doping e ho apprezzato molto le parole del Presidente Roda. L’Italia è capofila nell’impegno contro il doping, penso non ci siano responsabilità nella gestione del caso”.

La successiva panoramica sui rapporti di forza internazionali hanno invece evidenziato che la Russia ha raddoppiato le medaglie di Vancouver (con qualche innesto straniero in extremis), la Germania ha perso un terzo delle medaglie della stessa edizione. E’ tornata sopra il 70% di medaglie l’Europa, ma senza raggiungere il 73% di Torino. E’ invece calata l’Asia rispetto al 2010, complici i regressi di Cina e Corea, compensati in parte dalla crescita del Giappone. In America ha tenuto bene il Canada dopo l’edizione casalinga, crollo degli Stati Uniti con il 30% di medaglie in meno.

Sui rapporti internazionali in vista di un’eventuale candidatura per il 2024: “Un grazie particolare a Mario Pescante perché ci ha permesso di fare un lavoro straordinario con i membri del CIO. In 30 sono venuti a Casa Italia, altri 50 li abbiamo incontrati nei siti olimpici. C’è grande considerazione per il nostro Paese nel caso in cui dovessero maturare le condizioni per presentare la candidatura”. Sul nuovo governo: “Con Renzi vanto un ottimo rapporto da tempo, sono fiducioso. Voglio comunque ringraziare Letta per la sua visita, è stato di parola e il suo gesto è stato apprezzato da tutti. Spero che Delrio mantenga la delega allo sport”. Infine un ultimo ringraziamento “a Sky per l’impegno e la passione profusi nel seguire l’evento”, senza dimenticare l’elogio per la struttura di Casa Italia “sobria ed efficiente”. Cala il sipario, appuntamento a Pyeongchang 2018.

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