Sommario del numero 115

Coperta 115

Rossana Ciuffetti

Formazione 2018 Scuola dello Sport

 


Wolfgang Schöllhorn, Diana Henz, Fabian Horst 

APPRENDIMENTO DIFFERENZIALE: UN TURBO PER IL CORPO E PER IL CERVELLO
Parte seconda: stati cerebrali nei diversi 
metodi di allenamento e di apprendimento

Nella seconda parte dell’articolo vengono evidenziate le differenze significative che i diversi metodi di apprendimento creano nella composizione delle bande di frequenza dell’attività cerebrale. L’apprendimento basato sulla ripetizione, l’interferenza contestuale, l’apprendimento differenziale graduale e quello differenziale caotico, attivano diversi processi neurofisiologici mettendo in luce l’esistenza di varie forme di capacità mnemonica. Un’ampia stimolazione delle aree cerebrali, somatosensoriali e visive è indotto dall’allenamento differenziale graduale e caotico che stimola uno stato cerebrale ottimale per l’apprendimento motorio stabile in situazioni di stress, di gara e di interferenze interne ed esterne. Le future ricerche ci diranno fino a che punto l’apprendimento differenziale acceleri il percorso di crescita personale e di allenamento individuale e quindi sia anche un turbo della via del sé.

 

 

Moritz Kirsch, Moritz Mees, Peter Kovar, Michael Fröhlich

L’ALLENAMENTO DELL’EQUILIBRIO PER LA PRATICA DELLO SCI
Studio esplorativo per la valutazione di programmi preparatori di allenamento dell’equilibrio finalizzati a migliorare gli spostamenti del baricentro

La preparazione di inizio stagione sciistica viene sempre più spesso integrata da programmi per l’allenamento dell’equilibrio, una tendenza confermata anche dai programmi didattici delle associazioni sciistiche tedesche (DSV, DSLV). Con SKIA Sweetsport Ski Trainer è stato ideato un nuovo attrezzo per l’allenamento che mira direttamente a migliorare la risposta all’esigenza di mantenere l’equilibrio. Questo specifico allenamento si ripropone, tra l’altro, la formazione o meglio il miglioramento delle capacità tecniche dello sciatore. Lo studio è focalizzato sulla valutazione dell’attrezzatura di allenamento SKIA nonché sul confronto con un programma di preparazione sviluppato in via alternativa allo SKIA. A questo scopo 44 studenti di scienze motorie sono stati suddivisi in tre diversi gruppi di allenamento. Dopo un’analisi in condizioni di laboratorio della risposta alle sollecitazioni del senso di equilibrio, è stato eseguito uno studio sul campo per favorirne la messa in pratica reale. Per i gruppi di soggetti che hanno seguito i due diversi programmi di allenamento per l’equilibrio, è stato riscontrato un miglioramento dell’equilibrio in confronto al gruppo di controllo. Per quanto riguarda invece le capacità tecniche non si sono notate differenze significative tra i due gruppi. Un risultato simile è stato ottenuto anche in occasione di un test di ritenzione dopo un corso di sci della durata di una settimana.

 

 

Marco Rizzi, Federico Nigro, Franco Merni 

MATCH ANALYSIS APPLICATA AL RUGBY
Studio sugli effetti del cambiamento di regole 
di ingaggio della mischia nel torneo delle Sei Nazioni

Nel 2014 la World Rugby ha cambiato le regole d’ingaggio della mischia, al fine di renderla più sicura. Gli atleti partono più vicini tra loro riducendo l’impatto. Lo studio pone l’attenzione sulle mischie disputate dall’Italia nel Sei Nazioni 2013 (vecchio regolamento) e 2014 per vedere se il cambiamento di queste regole ha avuto effetto.

Sono stati studiati i 10 match disputati nei due anni dall’Italia utilizzando le riprese televisive. Il numero di mischie giocate nell’annata 2013 (99) è maggiore di quelle giocate nel 2014 (78). Le mischie vinte dall’Italia sono diminuite e sono aumentate quelle perse. Sono state considerate anche mischie con esito falloso; nel 2014 gli azzurri hanno ricevuto più calci di punizione a favore, ed hanno fatto crollare meno mischie rispetto al 2013. È stata analizzata anche la durata della mischia, che è aumentata per gli avversari.

Gli azzurri hanno segnato meno punti da mischia nell’annata 2014, mentre gli avversari li hanno raddoppiati. Gli italiani si sono adattati bene al nuovo regolamento, mostrando però un’incapacità nel trarre beneficio a livello di punteggio, passando dal 28% di punti conseguenti a mischia rispetto al totale dei punti segnati nel 2013 al 16%.

L’Italia ha giocato meno mischie in termini assoluti ed in queste il numero di crolli e reset è diminuito, grazie alla maggior stabilità ed il minore impatto in mischia, quindi i cambiamenti hanno avuto gli effetti preventivati dalla World Rugby.

 

 

Paola Zuccolotto, Marica Manisera 

NELL’ERA DEI BIG DATA GLI STATISTICI CONTANO… ANCHE NELLO SPORT
Competenze di alto livello, collaborazione e multidisciplinarità: 
ecco i segreti per le analytics al servizio dello sport

Un nuovo progetto scientifico internazionale è nato presso l’Università degli Studi di Brescia, finalizzato all’analisi dei dati sportivi attraverso le più moderne tecniche statistiche, algoritmi di data mining e intelligenza artificiale. Il Team conta ad oggi più di 50 partecipanti provenienti da svariati paesi europei ed extraeuropei.

Una prerogativa fondamentale del progetto è la sua apertura a tutte le competenze coinvolte nel mondo dello sport, con un’ottica collaborativa e marcatamente interdisciplinare. Inoltre viene coperta una grande varietà di temi, dall’analisi della performance e delle strategie di gioco, alla previsione dei risultati dei match, dalla simulazione degli effetti della variazione di regole fino alla psicometria e all’analisi gestionale e di mercato delle società sportive. Le attività svolte dai membri coprono le aree della ricerca scientifica (pubblicazione di articoli su riviste internazionali, organizzazione di workshop e conferenze, cura di edizioni speciali di riviste scientifiche dedicate al tema dello sport, …), dell’applicazione sul campo (collaborazione con team e atleti), della didattica a tutti i livelli (scuole secondarie superiori, università, master e dottorati di ricerca), della divulgazione.

 

 

a cura di Antonio LaTorre

TALENTO… e buone pratiche italiane!

 

 

a cura di Gianni Bondini

Il cancro si batte (anche) con lo sport

 

 

Claudio Scotton

IL MANAGEMENT DIDATTICO PER LA FORMAZIONE NAZIONALE DELLA FEDERAZIONE GINNASTICA D’ITALIA
Il nuovo progetto formativo della ginnastica italiana

La FGI ha rinnovato il progetto formativo per i propri tecnici – oltre 6000 – con attenzione anche ai dirigenti sportivi e ai tesserati tutti, per assumere sempre più il ruolo di modelli di cultura sportiva.

L’articolo rende conto del percorso organizzativo e didattico tracciato e consolidato negli ultimi dieci mesi dal Centro Didattico e Ricerche-CeDiR della FGI, grazie agli step indispensabili del varo del Nuovo regolamento dei quadri tecnici – approvato dalla Giunta Nazionale del Coni il 31 maggio 2017 – e con la formulazione e riformulazione delle disposizioni applicative.

Il CeDiR ha curato la strutturazione del management didattico e scientifico accogliendo adeguatamente la progettazione  tecnica auspicata dai DTN delle sette sezioni, coinvolgendo competenti risorse umane esperte, già attive e disponibili negli scorsi quadrienni. Innovazioni significative sono state l’introduzione del tirocinio attivo obbligatorio nei quattro livelli, il considerevole aumento delle ore di formazione tecnica soprattutto specifica (al termine del percorso previsto per la figura di Tecnico Nazionale il numero di ore di formazione complessivo si attesterà a 1368), l’obbligo della formazione continua per la conferma della qualifica, il riconoscimento della laurea in Scienze motorie e conseguentemente dei crediti formativi di parte generale, il potenziamento della sezione Salute & Fitness, il coinvolgimento della SdS nelle iniziative del CeDiR rivolte agli allenatori di III e IV livello SNaQ e delle SRdS in quelle dedicate al I livello di Tecnico Societario organizzate dai CR della FGI.

 

 

Antonio Urso

LA PESISTICA COME MEZZO DI PREPARAZIONE FISICA PER ALTRI SPORT
Uno straordinario mezzo di allenamento 
non solo per lo sviluppo della forza

Avere definito qualche anno fa in maniera netta gli sport classificandoli in specifiche categorie ha creato nel tempo non poche interpretazioni errate. Averli catalogati in sport di forza di resistenza o di precisione ha semplificato troppo e categorizzato oltremodo i processi di allenamento. Oggi è noto che anche gli sport cosiddetti di resistenza (e non solo questi) necessitano di una base di forza su cui poggiare la prestazione. Alla luce delle conoscenze odierne è corretto affermare che non esiste disciplina sportiva che non necessiti di un appropriato sviluppo della forza, funzionale al modello prestativo ed utile all’economia del gesto specifico. Come può la pesistica essere d’aiuto in tutto questo?

 

 

Trofè Aurelio

TERMOREGOLAZIONE NEI BAMBINI IN ETÀ PRE-PUBERALE DURANTE L’ESERCIZIO FISICO
Come e perché le elevate temperature alterano la naturale risposta fisiologica 
dei bambini durante l’attività motoria

In questo articolo verrà analizzata la differente risposta fisiologica, che caratterizza la termoregolazione dei bambini in età pre-puberale rispetto agli adulti, durante lo svolgimento dell’esercizio fisico ad alte temperature.

Saranno analizzati i principali elementi antropometrici, che concorrono a determinare in età pre-puberale una risposta termoregolatoria meno efficiente, approfondendo con particolare attenzione i parametri fisiologici maggiormente incidenti, quali: gittata cardiaca, tasso di sudorazione, produzione di calore per chilogrammo di massa corporea, economia dello sforzo, costo dell’attività fisica, metabolismo basale e rapporto fra area di superficie e massa corporea (BSA/BM).

Nella parte conclusiva infine verrà spiegato come e perché una minore risposta termoregolatoria determini nei bambini una minore tolleranza allo sforzo fisico, che li espone in età pre-puberale ad un maggior rischio di eventi termici; in ultimo verrà sottolineata l’importanza di una corretta idratazione nel prevenire i potenziali effetti collaterali derivanti da un intenso esercizio fisico svolto in ambiente eccessivamente caldo e umido.