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Coperta 118

 

Gianni Bondini, Luca Plaino

FEDERAZIONE CICLISTICA ITALIANA

 

Gudrun Fröhner

PROBLEMI DI SOTTOPESO NELLO SPORT – COSA FARE?

Nello sport agonistico un marcato sottopeso solitamente si collega ad un disturbo alimentare conclamato. Si tratta di un problema che può avere notevoli ripercussioni sulla salute, sulla resilienza e sul rendimento quando si sta programmando una carriera sportiva a lungo termine. Soprattutto fattori di rischio specifici di certe discipline sportive, innescati dal presunto vantaggio in termini di prestazioni sportive, ma anche fattori di rischio generici, come alcune caratteristiche della personalità del soggetto o anche determinate fasi della maturazione fisica (ad esempio problemi con l’elaborazione della pubertà), sono di grande rilievo per l’insorgenza e lo sviluppo di questa condizione.

Le conseguenze negative per l’organismo, che in una certa misura possono svilupparsi non solo in presenza della forma fortemente patologica dell’anoressia nervosa, ma in parte anche quando si tratta dell’anoressia atletica, spesso si palesano solo relativamente tardi, poiché lo sportivo inizialmente si sente particolarmente forte, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico, e spesso sembra mantenersi piuttosto resiliente, nonostante il sottopeso, per un periodo assai lungo. I sintomi predominanti a livello individuale all’inizio sono dovuti ad un metabolismo “a risparmio“ che con il tempo si cristallizza in uno spostamento dei valori nominali sia a livello psicologico che organico, in modo da rendere molto più difficile il ripristino di una funzionalità normale e benefica.

Per il necessario contenimento delle ripercussioni sulla salute in seguito ad un sottopeso marcato associato a disturbi alimentari negli allenamenti sportivi, in linea di principio è fondamentale possedere le necessarie conoscenze sulla corretta alimentazione, sia per implementarla nella misura dovuta sia per adeguare lo stile di vita alla pratica dello sport.

Anche nelle discipline sportive nelle quali il basso peso corporeo è valutato anche come fattore determinante ai fini della prestazione, più spesso sono invece gli atleti normopeso quelli che riescono ad avere il migliore rendimento a lungo termine. In particolare, nelle discipline maggiormente esposte ai pericoli dei disturbi alimentari a causa della ricerca della riduzione del peso corporeo, è necessario rilevare e dare giusta considerazione ai segnali precoci di uno sviluppo sfavorevole della condizione fisica.

Per riuscire ad effettuare un intervento efficace è spesso necessaria la collaborazione di tutte le parti coinvolte: genitori, allenatori e medici ed è inoltre importante la comprensione e la volontà dell’atleta di lavorare per normalizzare la propria condizione.

 

Matthieu Lefebvre

CONCENTRAZIONE E PERFORMANCE: QUALI SONO I MECCANISMI COINVOLTI?

Allenatori, atleti, responsabili ed esperti di psicologia dello sport riconoscono l’importanza dei processi mentali (o psicologici) coinvolti nella realizzazione della performance sportiva.

Non di rado gli attori del mondo sportivo evocano alcune nozioni fondamentali in rapporto alla motivazione (come ad esempio la perseveranza, la determinazione, l’impegno o il fatto di fissare degli obiettivi) e/o le emozioni (ad esempio: il benessere, la paura, lo stress, l’aggressività). Un preparatore fisico porrà degli obiettivi di prestazione: un tempo da raggiungere, una distanza da percorrere … Un insegnante di educazione fisica cercherà di creare le condizioni per sviluppare la motivazione e la perseveranza nei suoi allievi. Anche l’attenzione (o la concentrazione) è un concetto ricorrente nel linguaggio sportivo, spesso considerato un requisito indispensabile per il raggiungimento della prestazione.

Tuttavia, non sempre si conosce bene che cosa ciò significhi concretamente, mentre la letteratura scientifica, ampia a questo riguardo, la descrive come multidimensionale. L’interesse delle molteplici dimensioni che si accavallano dietro questo concetto nello sport è evidente. Spesso le ragioni di un successo o di una sconfitta vengono collegate alla capacità dell’atleta di gestire le distrazioni e mantenere così la concentrazione sugli elementi utili alla prestazione. Marion Bartoli ha detto di non essere riuscita a mantenere la concentrazione a causa delle grida della sua avversaria in un torneo.

L’attenzione è quindi onnipresente ed ha un impatto di primaria importanza, ma è vero anche che viene sollecitata ed allenata in modo specifico in ogni disciplina. Per raggiungere alte prestazioni negli sport agonistici è necessario comprendere a fondo il ruolo dell’attenzione e delle sue diverse dimensioni, sia in allenamento che in gara.

 

Alberto Cei

SVILUPPARE ATLETI E ALLENATORI CON UNA MENTALITÀ ORIENTATA ALLA CRESCITA

Nello sport è necessario imparare a reagire immediatamente agli errori, costruendo una cultura del lavoro che consideri gli insuccessi come parte integrante e non eliminabile del processo di miglioramento. Per gli atleti e gli allenatori non è comunque facile accettare questo presupposto anche se tutti sanno che gli errori sono una costante di ogni prestazione.

Non esiste, infatti, la prestazione perfetta ma solo quella che si fornisce in un dato momento, espressione dei limiti personali o di squadra e di come vengono affrontati gli ostacoli tipici, ma anche quelli imprevisti, presenti in ogni competizione. Viene indagata la relazione fra prestazione, abilità ed errore, in cui il primo fattore dipende dall’interazione fra gli altri due. Allo scopo di predire quale potrebbe essere la reazione all’errore o a un insuccesso, è importante conoscere quale sia la motivazione alla competenza di un atleta e su quali credenze personali è stata impostata.

L’atleta mostra un approccio alla competizione orientato alla crescita oppure ha sviluppato una concezione fissa delle sue qualità sportive? Questi due approcci diversi influenzano in modo diverso la reazione a una prestazione insoddisfacente. Chi mostra una mentalità orientata alla crescita deciderà con più probabilità d’impegnarsi di più, spendendo più tempo e sperimentando nuove strategie.

Gli atleti con una concezione fissa della loro mentalità saranno invece maggiormente preoccupati di mostrare nuovamente le loro carenze e s’impegneranno di meno. Vengono discusse le implicazioni pratiche e come orientare gli atleti verso una mentalità orientata alla crescita.

 

Federica Invernizzi, Maurizio Pizzoli, Antonio La Torre, Nicola Lovecchio

EQUILIBRIO E AGILITÀ NELLA GINNASTICA: ARTISTICA VS RITMICA

In questo studio vengono prese in esame due componenti intrinseche alle capacità d’equilibrio (statica e dinamica) che sono il presupposto di base per realizzare azioni motorie di fondamentale importanza nella ginnastica, sport tecnico combinatorio di alta precisione esecutiva. L’analisi è stata eseguita su un gruppo di ginnaste di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni, nel pieno sviluppo di tali capacità.

Solo nella componente di velocità le ragazze della ginnastica artistica hanno mostrato idoti migliori rispetto a quelle della ritmica.

 

Vincenzo Canali, Federica Franzini

QUALITÀ DI ESECUZIONE DEI MOVIMENTI TECNICI

 

Mario Salisci

I LICEI SCIENTIFICI A INDIRIZZO SPORTIVO

Analisi del sistema e modelli di riferimento

I licei scientifici a indirizzo sportivo (LiSS) nascono nel 2013. Attualmente sono più di 200: si tratta di uno dei nuovi percorsi ordinamentali di maggior successo.
Il tentativo è quello d’integrare la pratica sportiva con quella scolastica, al fine di colmare un ritardo che caratterizza il nostro sistema formativo rispetto a quelli più avanzati.
Questo studio vuole offrire una prima lettura sociologica del fenomeno attraverso un’analisi secondaria dei dati raccolti dal Miur e l’analisi dei rapporti dei LiSS con i centri Coni.

 

Barbara Maussier

LA PROGETTAZIONE DI UN EVENTO SPORTIVO: DALL’IDEAZIONE ALLA REALIZZAZIONE

Negli ultimi anni è cresciuta la partecipazione (attiva/ passiva, amatoriale/professionale, diretta e indiretta) agli eventi sportivi. In questo saggio, dopo una breve introduzione sulla centralità del tempo libero nella società contemporanea e sull’evoluzione delle pratiche sportive, si illustrano gli elementi fondanti di un evento, analizzandoli in relazione alle diverse fasi di progettazione e introducendo alcuni concetti base del project management applicato agli eventi.

 

Marco Bruscolotti, Marco Chiera, Nicola Barsotti

IL PARADIGMA PNEI PER L’ATTIVITÀ SPORTIVA
La performance integrata

La Psiconeuroendocrinoimmunologia (Pnei) è una “disciplina sistemica a base molecolare” che studia le interazioni fra i sistemi corporei, la mente e l’ambiente fisico e sociale, appoggiandosi alle più recenti ricerche di neuroscienze, biologia molecolare, epigenetica e non solo. L’attività sportiva, data la sua estrema varietà e l’elevato carico psicofisico, rappresenta un fenomeno complesso che merita di essere affrontato nella maniera più esaustiva possibile.

Studiare l’attività sportiva tramite la lente della Pnei permette di avere ben chiaro come, oltre alla meccanica e al classico principio di ogni allenamento “use it or lose it”, molteplici aspetti influenzano la performance e lo stato di salute dell’atleta. Pertanto, in questo articolo mostreremo i legami in ottica Pnei della prestazione sportiva con fattori quali postura, neuro-endocrinologia muscolare, nutrizione e ritmi biologici.