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Coperta 126

 

STORIA DELLO SPORT

 

Gianni Bondini

 

LA MOSSA DEL CAVALLO

 

 

 

Simone Corbetta

 

LUGLIO, UN MESE D’ORO

 

 

 

Gianni Bondini

 

OLIMPIADE ANTICA PASSIONE

 

  

 

STORIA DELLO SPORT

 

Augusto Frasca

 

RITORNO ALLE ORIGINI

 

Storico dello Sport, autore di fondamentali ricerche specialistiche, tra cui la Storia dell’Atletica Italiana e pubblicazioni sullo sport femminile, Marco Martini ha scritto numerosi saggi sullo sport tra i popoli di interesse etnologico, tra cui l’inedito Ritorno alle tradizioni, oggetto della presentazione firmata da Augusto Frasca. Per l’Enciclopedia Garzanti dello sport Martini ha curato le sezioni Antropologia, Circo, Colonialismo, Dilettantismo e Professionismo, Donne, Etnologia, Religione, Sport. Nel 1994 fu tra i promotori della costituzione dell’ASAI, l’Archivio Storico dell’Atletica Italiana.

 

 

 

SCIENZA DELL’ALLENAMENTO

 

Ralf Sygusch, Martin Muche, Sebastian Liebl, Wiebke Fabinski, Gudrun Schwind-Gick

 

IL MODELLO DELLE COMPETENZE DELLA DOSB PER LA FORMAZIONE DEGLI ALLENATORI

 

Parte 2: Cultura del compito e della verifica

 

Nella prima parte di questo studio (pubblicato nella SdS-Scuola dello Sport 125) è stato analizzato l’“Orientamento alle competenze nella formazione degli allenatori” dal punto di vista del DOSB e della Scienza dello Sport. Nella rappresentazione del modello delle competenze del DOSB, presente nella Parte 1 sono state esaminate inizialmente le Situazioni critiche: allenamento e gara” e la “Cultura degli obiettivi formativi”. Ora a seguire si focalizza l’attenzione sulla cultura del compito e della verifica.

 

 

 

SCIENZA DELL’ALLENAMENTO

 

Patrice Santero, Georges Cazorla, Philippe Deliac, Philippe Deliac

 

SUI MODELLI DI PRESTAZIONE

 

Il caso specifico delle discipline di boxe pieds-poings

 

Nello sport moderno, i modelli di prestazione sono alla base della preparazione degli atleti. Seguono un percorso prestabilito che risponde alle esigenze delle varie discipline. Sulla base di altri modelli, le discipline di boxe pieds-poings (“piedi-pugni”), e gli sport di combattimento in generale, hanno creato un ibrido che risponde alla complessità della loro pratica multipla.

 

 

 

METODOLOGIA DELL’ALLENAMENTO

 

Alessia Pieretti, Attilio Parisi, Renato Manno

 

PENTATHLON MODERNO UNO SPORT COMPLESSO

 

Prove di monitoraggio del carico individualizzato

 

Il Pentathlon Moderno (PM) è uno sport multidisciplinare dove operano più tecnici creando rilevanti difficoltà nello stabilire quale sia il carico che l’atleta subisce. Dopo aver visionato la letteratura esistente si è pensato che l’RPE potesse essere utile per capire quale fosse il carico individuale percepito dai pentathleti. Dopo aver descritto le principali caratteristiche del PM sono stati raccolti i primi risultati sull’osservazione di 13 atleti nazionali, suddivisi nelle categorie giovani, junior, senior, per un periodo di 4 settimane. Dai dati rilevati si è riscontrato che un pentathleta di élite effettua, in media, un carico settimanale superiore a quello di un calciatore professionista. Sono emerse indicazioni interessanti su come le diverse discipline incidono sull’impegno giornaliero e settimanale dell’atleta. È stata inoltre comparata la stima dell’impegno del lavoro proposto da parte del tecnico con quello percepito dall’atleta nelle diverse discipline. Dal confronto dei dati è emerso che gli atleti riferiscono un livello di fatica soggettiva leggermente superiore a quella indicata dagli allenatori con la sola eccezione della scherma, disciplina nella quale il valore stimato dal tecnico supera quello dell’atleta. L’esperienza messa in campo ha evidenziato come l’utilizzo del RPE sia attuabile nel PM e quale potenziale ha nel monitorare il carico dando un importante aiuto al tecnico per proporre un allenamento ottimale, ovviamente è un primo tentativo che richiede ulteriori approfondimenti per capirne i limiti e la specificità.

 

 

 

SCIENZA DELLO SPORT

 

Renato Manno

 

METODI E MONITORAGGIO DELL’ALLENAMENTO DELLA FORZA

 

Negli ultimi 10 anni sono aumentati notevolmente gli studi sulla forza, così da diventare la qualità fisica più studiata nella scienza dell’allenamento. I metodi e gli effetti conosciuti (ipertrofia, frequenza di allenamento, tempi di recupero, velocità esecutiva, lavori veloci, balistici e lenti) sono stati rivisitati e confrontati con altre tecniche, per poterne verificare la specificità e l’efficacia. Molte nuove tecniche e “aneddoti” sulle stesse metodiche hanno mostrato sia limiti che efficacia, superando o confermando spesso luoghi comuni. L’obiettivo di questa rassegna è l’analisi, parziale, della letteratura principale comprendendo tutti i diversi aspetti e, al contempo, affrontando un nuovo tema: l’applicazione del RPE nella forza con limiti ed evoluzione per la sua individualizzazione. Lo scopo è di monitorare gli effetti globali dei diversi allenamenti sulla fatica dell’atleta, sulla sua prontezza di realizzare nuovi carichi, in una visione che confronta gli effetti e le caratteristiche dei diversi metodi. Sono emerse potenzialità importanti ma anche limiti: si è aggiunta conoscenza in un settore che sta diventando sempre più importante per molte forme di prestazione e di prevenzione, considerando il tipo di competizione e l’età.

 

  

 

PREMIO MADELLA

 

Ester Tommasini

 

EFFICACIA DI UN INTERVENTO MOTORIO QUALIFICATO NELLA SCUOLA PRIMARIA

 

Parte prima: Effetti di un programma di educazione fisica condotto da laureati in Scienze Motorie sulla correlazione tra destrezza e salute nei bambini

 

L’attività fisica aumenta il livello di physical fitness, migliora la salute emotiva, cognitiva e sociale dei bambini e previene l’insorgenza di patologie croniche. L’OMS identifica la scuola come ambiente privilegiato per la promozione dell’attività fisica tra i bambini. Tuttavia, nella scuola primaria l’educazione fisica (EF) è condotta da un insegnante non specializzato in Scienze Motorie (SM). Questo potrebbe influenzare la qualità delle lezioni di EF. Lo studio è stato elaborato all’interno del progetto “Lombardia in gioco: a scuola di sport” e ha avuto lo scopo di valutare l’efficacia di 20 lezioni di EF, condotte da laureati in SM, sulle qualità di destrezza e salute correlate dei bambini. I 5.165 bambini (6-11 anni) di 25 scuole della Regione Lombardia sono stati assegnati al gruppo sperimentale (GS) o di controllo (GC). L’intervento del GS è stato progettato da un laureato in SM che ha condotto una delle due lezioni settimanali di EF, l’altra è stata replicata dall’insegnante generalista. L’intervento del GC è stato gestito dall’insegnante generalista. I gruppi hanno completato prima e dopo l’intervento una batteria di test per le qualità di destrezza e salute correlate.

 

 

 

SPORT GIOVANILE

 

Jacopo Vitale, Francesca Villa, Antonio La Torre

 

IL PROGETTO ObLoMoV

 

Una nuova metodologia basata su High Intensity Interval Training e tecniche teatrali per contrastare inattività fisica e obesità nei pre-adolescenti europei

 

Il progetto Oblomov vuole proporre una nuova metodologia di allenamento basata su esercizi fisici ad alta intensità (HIIT: High Intensity Interval Training) accompagnati da momenti di teatralizzazione durante le fasi di recupero a bassa intensità, con lo scopo di contrastare e limitare le problematiche di obesità e sedentarietà nei pre-adolescenti europei. L’esecuzione della metodologia si basa su un “Open Scenario” un vero e proprio canovaccio teatrale che con criterio scientifico racchiude in sé l’allenamento HIIT all’interno di una storia. L’intervento nelle scuole è durato 15 lezioni da 90 minuti ciascuna e ha coinvolto circa 100 ragazzi di età compresa tra 11 e 13 anni. La lezione era suddivisa in tre fasi: fase di giochi iniziali con obiettivo di creare uno stato di coinvolgimento all’interno della storia e del gruppo. Fase centrale della lezione che prevedeva lo svolgimento di un episodio formato da 8 esercizi HIIT della durata di 2 minuti alternati a 2 minuti di recupero a bassa intensità dove venivano eseguiti i momenti di teatralizzazione. Fase finale di riflessione e condivisione. A inizio e fine progetto gli studenti sono stati sottoposti a una raccolta dati che comprendeva la misurazione di peso ed altezza con conseguente calcolo del BMI, test fisici come: 4x10 Shuttle Run e Broad Jump Test e questionari relativi allo stile di vita del soggetto come: PAQ-C (Physical Activity Questionnaire-Children) che valuta il livello di attività fisica svolto; AFHC (Adolescents Food Habits Checklist) che valuta le abitudini alimentari; TEIQue-ASF (Trait Emotional Intelligence Questionnaire – Adolescent Short Form) che valuta lo stato emotivo del soggetto. I risultati ottenuto hanno dimostrato che c’è stato un miglioramento statisticamente significativo nei test fisici di corsa e salto. Anche i risultati ottenuti dai questionari sono stati significativi, in questo caso analizzando i dati in modo separato tra maschi e femmine. Comparando i risultati ottenuti dal progetto con altri studi basati su HIIT si dimostra che questa metodologia di allenamento migliora i determinanti cardio-metabolici, inoltre apporta modifiche nella composizione corporea (diminuzione del BMI) e si ottengono risultati migliori nel tasso di sforzo percepito (RPE). Migliorando queste variabili il godimento dell’esercizio e la qualità della vita dei soggetti sono migliorati significativamente. Questa metodologia di allenamento ha dimostrato inoltre che interesse, coinvolgimento, partecipazione e fedeltà del soggetto nei confronti dell’allenamento sono superiori rispetto a un tradizionale allenamento a bassa intensità e prolungato nel tempo. Tutti i miglioramenti ottenuti con questa nuova metodologia portano a un benessere globale del soggetto il quale ha compreso che per stare bene fisicamente bisogna svolgere attività fisica in modo costante e continuativo).