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Trofeo CONI - Generico

Candido_Cannavo1grande.jpgIl Presidente del CONI, Giovanni Petrucci, e il Segretario Generale Raffaele Pagnozzi ricordano così Candido Cannavò. Giovanni Petrucci: "Oggi lo sport ha perso un campione. Un campione che amava lo sport e lo ha narrato con sublime passione e impareggiabile sentimento. Candido Cannavò non è stato solo un fuoriclasse del giornalismo ma anche un maestro di vita. rappresentava per me un punto di riferimento costante, una figura carismatica capace di dispensare consigli preziosi e tavolta giuste critiche dalla sua "rosea" prospettiva privilegiata. Mi fidavo della sua innata abilità nel trovare la soluzione giusta per ogni situazione complessa, della sua sempre efficace capacità critica, mai sopra le righe, frutto di un’esperienza e di un equilibrio senza paragoni. Oggi ci ha lasciato uno di noi, per questo è un giorno triste per lo sport italiano e per il mondo olimpico, ai quali Cannavò ha dedicato tutta la sua vita diventando cosi il nostro inseparabile compagno di avventura. Addio Candido, senza di te ci sentiamo tutti più soli". Raffaele Pagnozzi: "In questo momento ricordo non il direttore, non il giornalista ma soprattutto il vero uomo di sport, che ci ha accompagnato durante tutte le Olimpiadi, occasioni speciali in cui ho avuto modo di apprezzarne le indiscusse qualità, lavorando insieme a lui. C’era sempre una curiosità umana unita a una grande conoscenza tecnica che sconfinava nella sincera ammirazione per tutte le imprese e per tutti i campioni del nostro sport. Non foss’altro che per questo, lo sport italiano gli deve molto e sono certo che saprò ricordarlo come merita, per farlo rimanere sempre in mezzo a noi".