Coppa del Mondo: Sollazzo e Ceccarello terzi a Baku nel mixed team di carabina 10 metri
- TIRO A SEGNO
C’è una coppia azzurra sul podio del mixed team di carabina ad aria compressa dai 10 metri nella tappa della Coppa del Mondo di tiro a segno di scena a Baku.
In Azerbaijan Danilo Dennis Sollazzo e Sofia Ceccarello (foto UITS) superano le qualificazioni con il terzo miglior punteggio, poi si impongono con il punteggio di 16-14 sull’Austria.
Il successo ai danni di Alexander Schmirl e Oliva Hoffmann vale il terzo posto alle spalle di due coppie cinesi: vincono Lihao Sheng e Yuting Huang, secondi Linshu Du e Jiayu Han. (agc)
Europei di Rimini: Esposito trionfa a trave e corpo libero, D’Amato alle parallele. Iorio d’argento, bronzo ad Andreoli
- GINNASTICA ARTISTICA
Ancora Manila Esposito. Dopo il trionfo nel concorso generale, l’azzurra vince e convince anche nella giornata delle finali degli attrezzi agli Europei di ginnastica artistica ospitati da Rimini.
La diciassettenne campana (foto Simone Ferraro/FGI) conquista la medaglia d’oro alla trave davanti alla romena Sabrina Maneca-Voinea e alla francese Marine Boyer.
Poi l’oro anche al corpo libero, il cui podio è completato dall’argento della stessa Sabrina Maneca-Voinea e da un’altra italiana, Angela Andreoli, che si prende il bronzo.
A secco solo nel volteggio, la Nazionale brinda, inoltre, a una splendida doppietta alle parallele asimmetriche: vince Alice D’Amato, argento ad Elisa Iorio. Sul gradino più basso del podio la britannica Georgia-Mae Fenton. (agc)
Coppa del Mondo di fioretto: l’Italia vince la prova a squadre femminile di Hong Kong, secondi gli azzurri
- SCHERMA
Un trionfo e un secondo posto. Questo il bilancio azzurro della giornata dedicata alle gare a squadre nella tappa della Coppa del Mondo di fioretto ospitata da Hong Kong.
Dominanti Arianna Errigo, Martina Favaretto, Alice Volpi e Francesca Palumbo (foto Federscherma), che fanno la voce grossa ed eliminano Singapore (45-16), Polonia (45-30), Ucraina (45-32) e Francia (45-30) vincendo il torneo femminile.
Provano ad emulare le colleghe Guillaume Bianchi, Alessio Foconi, Filippo Macchi e Tommaso Marini (foto Federscherma), ma dopo i successi contro Ucraina (45-44), Egitto (45-42) e Cina (45-37), sono proprio i padroni di casa di Hong Kong ad imporsi in finale con il punteggio di 45-41. Gli azzurri chiudono dunque sul secondo gradino del podio. (agc)

Europei: gli azzurri pronti per la trasferta di Belgrado
- TAEKWONDO
Tutto pronto per l’inizio degli Europei di taekwondo, in programma a Belgrado da giovedì 9 a domenica 12 maggio.
Sarà un banco di prova importante nel percorso di avvicinamento ai Giochi Olimpici: in Serbia, infatti, ci saranno Vito Dell’Aquila (-58 kg, foto ANSA), Simone Alessio (-80 kg) ed Ilenia Matonti (-49 kg), i tre azzurri qualificati a Parigi 2024.
Iscritti anche Andrea Conti (-54 kg), Daniel Lo Pinto (-63 kg), Antonio Falco (-68 kg), Angelo Mangione (-74 kg), Mattia Molin (+87 kg), Sofia Zampetti (-46 kg), Sarah Al Halwani (-53 kg), Giada Al Halwani (-57 kg), Luna De Matteo (-62 kg), Natalia D’Angelo (-67 kg) e Hadi Tiranvalipour, che volerà ai Giochi come membro della Squadra Olimpica dei Rifugiati del CIO. (agc)
Grand Slam di Dushanbe, categoria -57 kg: Veronica Toniolo chiude al terzo posto
- JUDO
C’è spazio per Veronica Toniolo sul podio del Grand Slam di judo ospitato da Dushanbe, in Tagikistan.
L’azzurra vince la Pool D della categoria -57 kg eliminando la portoghese Telma Monteiro e la cinese Qi Cai. Poi in semifinale la sconfitta con la francese Sarah Leonie Cysique (a sua volta battuta nell’ultimo atto del tabellone dalla canadese Jessica Klimkait) e il successo ai danni della turkmena Maysa Pardayeva ai ripescaggi che vale il definitivo terzo posto.
Un risultato che fa morale per la triestina classe 2003 (foto IJF) nel percorso di avvicinamento ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, ai quali è già qualificata. (agc)
Coppa del Mondo di fioretto: Bianchi trionfa a Hong Kong, terzo Marini. Tangherlini ed Errigo sul podio femminile
- SCHERMA
La scherma italiana continua a collezionare podi in Coppa del Mondo.
Nelle prove individuali di fioretto a Hong Kong sono quattro gli azzurri arrivati in fondo.
Nel tabellone maschile trionfa Guillaume Bianchi, protagonista di una splendida cavalcata chiusa con il successo in finale ai danni del giapponese Takahiro Shikine con il punteggio di 15-10.
In semifinale il romano classe ’97 (foto Federscherma) si era imposto nel derby tricolore su Tommaso Marini (15-3), terzo classificato.
Sfiora la vittoria nella gara femminile, invece, Elena Tangherlini, impeccabile nel suo percorso ad eccezione dell’ultima sfida: a conquistare il titolo è la statunitense Maia Mei Weintraub (15-11 lo score della finale), termina seconda la ventiseienne di Jesi (foto Federscherma).
L’atleta a stelle e strisce l’aveva spuntata in semifinale su Arianna Errigo (portabandiera dell’Italia Team a Parigi 2024) con il punteggio di 15-13: la trentacinquenne di Monza arriva dunque terza. (agc)

Europei di Rimini, storica doppietta azzurra nel concorso generale: oro a Manila Esposito, argento ad Alice D’Amato
- GINNASTICA ARTISTICA
Brilla l’azzurro alla Fiera di Rimini.
Manila Esposito vince il concorso generale agli Europei di ginnastica artistica: strepitosa la prestazione della campana, che totalizza il punteggio di 55.432 e conquista la medaglia d’oro.
Ma non finisce qui. Alice D’Amato chiude infatti a 54.831 punti: è il secondo migliore score e vale l’argento. Si tratta della prima doppietta europea (foto Simone Ferraro/FGI) della storia della nostra Nazionale nell’all-around individuale.
Due le note stonate. Angela Andreoli termina con il punteggio di 53.766: è terza, ma per il regolamento della competizione la tripletta non è possibile e la medaglia di bronzo finisce alla britannica Alice Kinsella, quarta (53.599 punti).
Inoltre preoccupa l’infortunio di Asia D’Amato, che ha accusato un problema al ginocchio sinistro e non è stata in grado di completare la gara. (agc)
Torneo preolimpico: selezionate le otto azzurre che voleranno a Debrecen
- BASKET 3X3
Chiara Consolini, Rae D’Alie, Sara Madera, Debora Carangelo, Beatrice Del Pero, Caterina Gilli, Giulia Natali e Beatrice Stroscio. Sono le otto azzurre che proveranno a qualificare la Nazionale di basket 3x3 ai Giochi Olimpici di Parigi 2024.
Il commissario tecnico Andrea Capobianco ha scelto il gruppo che si allenerà a Roma da lunedì 8 maggio e che poi da giovedì 16 a domenica 19 giocherà a Debrecen, in Ungheria, il torneo preolimpico.
Tre i posti in palio per l’evento a cinque cerchi. L’appuntamento si avvicina: le azzurre (foto FIP) si preparano alla resa dei conti. (agc)
Speed e boulder: poker di azzurri a Salt Lake City per la seconda tappa di Coppa del Mondo
- ARRAMPICATA SPORTIVA
Saranno quattro gli azzurri a partecipare alla seconda tappa stagionale della Coppa del Mondo di arrampicata sportiva.
L’evento è in programma da venerdì 3 a domenica 5 maggio allo USA Climbing Training Center di Salt Lake City: nella competizione di speed ci saranno Matteo Zurloni (foto ANSA) e Luca Robbiati, mentre gareggeranno nel boulder (che a Parigi 2024 farà parte della nuova combinata assieme al lead) Pietro Biagini e Nicolò Sartirana.
Venerdì 3 maggio alle ore 17.00 partiranno le qualifiche di boulder, mentre sabato 4 alle 18.00 si disputeranno le semifinali. La finale è in programma alle ore 2.00.
Domenica 5 maggio alle ore 23.45 inizieranno le qualifiche di apeed, mentre la finale avrà luogo alle ore 4.00. (agc)
Il CIO annuncia i 36 atleti della Squadra Olimpica dei Rifugiati: presenti due residenti in Italia
- PARIGI 2024
Ufficiale: 36 atleti provenienti da undici Paesi diversi, ospitati da quindici Comitati Olimpici Nazionali e che gareggiano in dodici sport, sono stati nominati membri della Squadra Olimpica dei Rifugiati del CIO per Parigi 2024. L'annuncio è stato dato dal Presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach, durante una cerimonia trasmessa in diretta streaming dalla Olympic House di Losanna, in Svizzera. Per la terza volta ai Giochi Olimpici, la Squadra Olimpica dei Rifugiati del CIO rappresenterà gli oltre 100 milioni di sfollati nel mondo.
“Accogliamo tutti voi a braccia aperte. Siete un arricchimento per la nostra comunità olimpica e per le nostre società. Con la vostra partecipazione ai Giochi Olimpici, dimostrerete il potenziale umano di resilienza ed eccellenza. Invierete un messaggio di speranza agli oltre 100 milioni di sfollati nel mondo. Allo stesso tempo, renderete consapevoli miliardi di persone in tutto il mondo della portata della crisi dei rifugiati. Pertanto, incoraggio tutti, in tutto il mondo, a unirsi a noi nel fare il tifo per voi, la Squadra Olimpica del CIO per i Rifugiati" le dichiarazioni del Presidente del CIO Thomas Bach, rivolgendosi a tutti i membri della squadra, che si sono uniti alla riunione virtualmente.
La composizione della squadra è stata approvata dal Consiglio Esecutivo del CIO e si è basata su una serie di criteri tra cui, in primo luogo, le prestazioni sportive di ciascun atleta e il suo status di rifugiato verificato dall'UNHCR, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Inoltre, la squadra rappresenta gli oltre 100 milioni di sfollati nel mondo. Si è tenuto conto anche di una rappresentanza equilibrata di sport e genere, nonché della diffusione dei Paesi di origine. Di seguiti l'elenco completo degli atleti.
Farida Abaroge (donna, Etiopia, Francia, atletica)
Omid Ahmadisafa (uomo, Iran, Germania, pugilato)
Yahya Al Ghotany (uomo, Siria, Giordania, taekwondo)
Mohammad Amin Alsalami (uomo, Siria, Germania, atletica)
Amir Ansari (uomo, Afghanistan, Svezia, ciclismo su strada)
Sibghatullah Arab (uomo, Afghanistan, Germania, judo)
Matin Balsini (uomo, Iran, Regno Unito, nuoto)
Mahboubeh Barbari Zharfi (donna, Iran, Germania, judo)
Edilio Francisco Centeno Nieves (uomo, Venezuela, Messico, tiro sportivo)
Muna Dahouk (donna, Siria, Paesi Bassi, judo)
Jamal Abdelmaji Eisa Mohammed (uomo, Sudan, Israele, atletica)
Saeid Fazloula (uomo, Iran, Germania, canoa sprint)
Tachlowini Gabriyesos (uomo, Eritrea, Israele, atletica)
Eyeru Gebru (donna, Etiopia, Francia, ciclismo su strada)
Yekta Jamali Galeh (donna, Iran, Germania, sollevamento pesi)
Fernando Dayán Jorge Enríquez (uomo, Cuba, USA, canoa sprint)
Dorian Keletela (uomo, Repubblica Democratica del Congo, Francia, atletica)
Adnan Khankan (uomo, Siria, Germania, judo)
Perina Lokure (donna, Sudan del Sud, Kenya, atletica)
Iman Mahdavi (uomo, Iran, Italia, lotta libera)
Farzad Mansouri (uomo, Afghanistan, Regno Unito, taekwondo)
Alaa Maso (uomo, Siria, Germania, nuoto)
Kasra Mehdipournejad (uomo, Iran, Germania, taekwondo)
Cindy Ngamba (donna, Camerun, Regno Unito, pugilato)
Dina Pouryounes Langeroudi (donna, Iran, Paesi Bassi, taekwondo)
Mohammad Rashnonezhad (uomo, Iran, Paesi Bassi, judo)
Amir Rezanejad (uomo, Iran, Germania, canoa slalom)
Ramiro Mora Romero (uomo, Cuba, Regno Unito, sollevamento pesi)
Nigara Shaheen (donna, Afghanistan, Canada, judo)
Luna Solomon (donna, Eritrea, Svizzera, tiro sportivo)
Saman Soltani (donna, Iran, Austria, canoa sprint)
Musa Suliman (uomo, Sudan, Svizzera, atletica)
Manizha Talash (donna, Afghanistan, Spagna, breaking)
Hadi Tiranvalipour (uomo, Iran, Italia, taekwondo)
Jamal Valizadeh (uomo, Iran, Francia, lotta greco-romana)
Dorsa Yavarivafa (donna, Iran, Regno Unito, badminton)
Per la prima volta dalla creazione della squadra Olimpica dei Rifugiati, sono presenti due atleti rifugiati residenti in Italia. Si tratta di Iman Mahdavi, lotta libera 78 kg e Hadi Tiranvalipour (che si allena al Centro di Preparazione Olimpica 'Giulio Onesti' del CONI a Roma), taekwondo categoria -58 kg, entrati a far parte del Programma Olimpico per i Rifugiati nel 2022 e 2023.
“La selezione di Iman Mahdavi e Hadi Tiranvalipour per l’Olimpiade di Parigi 2024 è senza dubbio un traguardo importantissimo non solo per i due atleti selezionati ma per ciò che esso rappresenta per la causa dei rifugiati e per l'Italia che li ha accolti. Le persone in fuga sognano di poter ricostruire il proprio futuro in sicurezza e dignità. Troppo spesso la narrazione che li riguarda mette in luce solo i bisogni primari tralasciando il talento, il coraggio e la determinazione che portano con loro. Lo sport rappresenta uno dei palcoscenici più importanti per ribadire i valori della solidarietà e dell’inclusione e per questo siamo grati al CONI per l’impegno dimostrato nel sostenere gli atleti rifugiati nel loro sogno olimpico” le parole di Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino.
La Chef de Mission della Squadra Olimpica dei Rifugiati Masomah Ali Zada, che ha gareggiato per la Squadra Olimpica dei Rifugiati a Tokyo 2020 ed era presente oggi durante la cerimonia, ha dato il benvenuto agli atleti: “Tutti voi avevate un sogno e oggi il vostro sogno di gareggiare ai Giochi Olimpici è più vicino che mai. Con tutte le sfide che avete affrontato, ora avete la possibilità di ispirare una nuova generazione, rappresentare qualcosa di più grande di voi e mostrare al mondo di cosa sono capaci i rifugiati. Voglio dirvi: questo sarà il vostro momento a Parigi, godetevelo. Non vedo l'ora di lavorare con tutti voi per fare in modo che questa sia l'esperienza di una vita”.
La maggior parte degli atleti è stata selezionata tra gli atleti rifugiati sostenuti dal CIO attraverso il Refugee Athletes Scholarship Programme, finanziato dal programma Olympic Solidarity del CIO e gestito dalla Olympic Refuge Foundation.
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi ha dichiarato: “La Squadra Olimpica dei Rifugiati dovrebbe ricordarci la resilienza, il coraggio e le speranze di tutti coloro che sono stati sradicati da guerre e persecuzioni. Questi atleti rappresentano ciò che gli esseri umani possono fare, anche di fronte ad avversità estreme. La squadra ci ricorda anche che lo sport può essere trasformativo per le persone la cui vita è stata sconvolta da circostanze spesso strazianti. Trasformativo non solo per gli olimpionici, ma per tutti. Lo sport può offrire tregua, una fuga dalle preoccupazioni quotidiane, un senso di sicurezza, un momento di divertimento. Può dare alle persone la possibilità di guarire fisicamente e mentalmente e di tornare a far parte di una comunità”.
Per la prima volta, la Squadra Olimpica dei Rifugiati gareggerà con il proprio emblema di squadra, un simbolo unificante che unisce atleti diversi e conferisce alla squadra una propria identità unica.
Provenendo da diversi angoli del mondo, ogni membro della squadra è un individuo con una propria storia. Come i 100 milioni che rappresentano, hanno anche l'esperienza condivisa e vissuta dei loro viaggi: l'emblema mira a trasmettere questo aspetto attraverso il design della freccia a pennarello. Al centro dell'emblema c'è un cuore, che deriva dal logo della Fondazione Olympic Refuge, a rappresentare l'appartenenza che la squadra spera di ispirare e che gli atleti e gli sfollati di tutto il mondo hanno trovato attraverso lo sport.
Ali Zada ha dichiarato: “Questo emblema ci unisce tutti. Siamo tutti uniti dalla nostra esperienza - anche se tutti diversi, abbiamo fatto un viaggio per arrivare dove siamo”. Gli atleti non rappresentano un Paese specifico, ma la Squadra Olimpica dei Rifugiati: avere il nostro emblema crea un senso di appartenenza e ci permette di rappresentare la popolazione di oltre 100 milioni di persone che condividono la stessa esperienza. Non vedo l'ora di indossarlo con orgoglio!”.
Il sostegno ai rifugiati e alle popolazioni sfollate rimane una priorità fondamentale per il CIO e fa parte della Raccomandazione 11 dell'Agenda Olimpica 2020+5. La Fondazione Rifugio Olimpico (ORF) è stata istituita nel 2017 per dare seguito a questo impegno. La Fondazione funziona al posto di un Comitato Olimpico Nazionale tradizionale, gestendo i borsisti atleti rifugiati e la Squadra Olimpica Rifugiati del CIO per Parigi 2024.
Oltre a sostenere gli atleti d'élite nella loro partecipazione ai Giochi olimpici, l'ORF lavora per garantire l'accesso allo sport sicuro alle persone colpite da sfollamento in tutto il mondo. Attraverso le partnership o i suoi programmi in tutto il mondo, l'ORF mira a costruire un movimento in cui gli sfollati possano godere dei benefici dello sport, ovunque si trovino, e attraverso il quale lo sport possa essere adottato a tutti i livelli come strumento di sostegno per i rifugiati. Dalla sua nascita nel 2017, il lavoro dell'ORF ha permesso a quasi 400.000 giovani di accedere a uno sport sicuro. Più di 1.600 allenatori sono stati formati per offrire sessioni di sport sicuro e i suoi programmi hanno sostenuto i giovani in 11 Paesi nei cinque continenti. (agc)
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