Mondiali assoluti: Arianna Errigo porta a casa l'argento nel fioretto, è la sua nona medaglia iridata
- SCHERMA
La seconda medaglia per la spedizione italiana ai Campionati Mondiali del Cairo viene dalla gara di fioretto femminile e porta la firma di Arianna Errigo. L’azzurra in finale, opposta alla francese Ysoara Thibus, è uscita sconfitta (10-15) ottenendo la medaglia d'argento.
Per Errigo questa è comunque la nona medaglia iridata (oro 2013 e 2014, argenti 2010,2022, bronzi 2009, 2015, 2017, 2018 e 2019) e l'ennesima conferma internazionale per lei che dal 2009, anno dei suoi primi Campionati Mondiali, è sempre stata sul podio a eccezione dell'edizione in casa di Catania 2011.
La monzese dei Carabinieri ha affrontato una semifinale al cardiopalma contro la campionessa olimpica americana Lee Kiefer: in vantaggio 10-3 l'azzurra si è poi fatta riprendere e superare dalla statunitense fino al 13-14, ma non ha mollato ed è riuscita a mettere le due stoccate vincenti per approdare al match in cui si giocherà l'oro.
Errigo ha iniziato la sua gara superando la brasiliana Rafaella Gomes (10-8), poi ha dominato contro la spagnola Maria Marino (15-3) e si è assicurata un posto nella top 8 grazie alla vittoria contro la portacolori di Hong Kong Yue Shi col punteggio di 15-8. Ai quarti è arrivato il successo a discapito della compagna di squadra Francesca Palumbo, che si è arresa alla connazionale sul 15-3.
Proprio la potentina dell'Aeronautica Militare ha raccolto un sesto posto di grande valore. Prima del derby azzurro Palumbo aveva messo a segno i successi contro la spagnola Ariadna Castro (15-9) e l'americana Zander Rhodes (15-13), per poi battere la campionessa europea in carica Leonie Ebert col punteggio di 15-10 in un match condotto fin dall'inzio con autorevolezza.
Si è fermata nel tabellone dei 32 Alice Volpi, sconfitta dalla diciannovenne americana Maria Mei Weintraub 15-13 in un assalto che la senese aveva dominato fino al 9-4. Nel turno precedente la fiorettista delle Fiamme Oro aveva avuto la meglio sulla rumena Malina Calugareanu 15-11. Fuori nei 32 Martina Favaretto, che aveva superato il primo turno senza scendere in pedana a causa della defezione dell'austriaca Beatrice Kudlacek e poi ha perso all'ultima stoccata 15-14 contro la spagnola Maria Teresa Diaz.
Nella spada maschile hanno chiuso la loro gara nel tabellone dei 16 Davide Di Veroli e Federico Vismara. Il romano delle Fiamme Oro aveva battuto 15-11 lo spagnolo Juan Pedro Romero e 15-9 il francese Nelson Lopez Pourtier, prima della sconfitta 15-11 contro l'atleta di Hong Kong Hoi Sun Fong. Il milanese delle Fiamme Azzurre ha fallito l'accesso agli 8 dopo essere stato superato 15-12 dal campione olimpico francese Romain Cannone, mentre prima aveva ottenuto le vittorie 15-5 sull'iberico Manuel Bargues e 15-8 sull'estone Sten Priinits.
Out nei 64 Andrea Santarelli, che partiva come numero 4 del ranking mondiale, e che è uscito contro il colombiano John Edison Rodriguez 15-6 così come Gabriele Cimini, eliminato 15-13 dal belga Neisser Loyola, che si è poi aggiudicato la medaglia di bronzo.
Domani giornata clou per le ultime prove individuali: per la sciabola femminile saranno in gara Rossella Gregorio, Martina Criscio, Michela Battiston ed Eloisa Passaro, per il fioretto maschile sono attesi Daniele Garozzo, Tommaso Marini, Giorgio Avola e Alessio Foconi.
Da domani partiranno anche le gare a squadre con i tabelloni fino ai quarti di finale. Giovedì, è invece la giornata in cui verranno assegnate le medaglie. Alle 8 scenderanno in pedana gli sciabolatori Luca Curatoli, Luigi Samele, Pietro Torre e Michele Gallo e affronteranno l'Iraq nei 32. Dallo stesso turno partiranno alle 11 anche le spadiste Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Alberta Santuccio e Federica Isola con il match contro l'Uzbekistan.
Comunicato del Consiglio Nazionale
- CONI
Il 290° Consiglio Nazionale del CONI si è riunito oggi, presso il Foro Italico, per discutere il seguente ordine del giorno:
1) Approvazione verbale riunione del 4 maggio 2022: approvato all’unanimità.
2) Comunicazioni del Presidente: Il Consiglio, in apertura dei lavori, ha ricordato con un minuto di silenzio il dirigente Ottavio Cinquanta, scomparso ieri all’età di 83 anni, esprimendo “profonda gratitudine” per quanto da lui fatto per il movimento sportivo italiano e internazionale. Malagò si è quindi complimentato con Davide Tizzano, Presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, per l’edizione di Orano 2022.
Malagò, assieme al Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati, ha insignito il Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport, avv. Gabriella Palmieri Sandulli, della Stella d’oro al merito sportivo e ha consegnato una targa al professor Giuseppe Pellicone, Presidente onorario della FIJLKAM, in quanto “straordinario interprete del nostro movimento e figura speciale a livello internazionale per la qualificata attività al servizio dello sviluppo del karate”. La FISI, con il Presidente Flavio Roda, ha invece riconosciuto il massimo attestato tecnico di Istruttore Nazionale ad honorem al Presidente del Consiglio di Stato, Franco Frattini.
Malagò si è inoltre complimentato con i Presidenti federali per i risultati ottenuti nell'ultimo periodo, e con la Preparazione Olimpica per quelli dell’Italia Team, vincitore del medagliere ai Giochi del Mediterraneo di Orano 2022. Si è anche congratulato con Antonio Urso, per l’elezione alla carica di Segretario dell’International Weightlifting Federation, la federazione internazionale di sollevamento pesi.
Il Presidente ha sottolineato gli ottimi risultati dell’OTT del CONI che ha trasmesso in esclusiva le gare degli azzurri a Orano 2022, “un’esperienza di un lungo percorso, un servizio che metteremo a disposizione delle Federazioni”.
Riguardo al tema dei rapporti con le Istituzioni, il Presidente si è detto preoccupato di quello che sta accadendo a livello governativo e ha reso noto di aver parlato con il Presidente Draghi, in quanto abbiamo oneri e onori nell’organizzare i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 e i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 e le Federazioni Internazionali e il CIO si interrogano sulla situazione italiana, annunciando che potrebbe esserci una Giunta Straordinaria in merito.
Sul lavoro sportivo Malagò ha detto di aver condiviso alcune cose, altre meno, annunciando la redazione di un documento in cui si chiede che si prenda in considerazione, tra l’altro, della possibilità di fare un unico contratto sul lavoro sportivo, individuando la tipizzazione di chi lavora nelle ASD e SSD. In tema di esenzione fiscale e contributiva Malagò ha auspicato, in questa fase particolare, un discorso più graduale sull’abolizione del vincolo sportivo.
Malagò si è complimentato con il Presidente della Federscherma, Paolo Azzi, per la promozione della scherma come ambassador italiano nel mondo grazie al progetto “Orgoglio Italia” sviluppato in collaborazione con il Ministero degli Esteri. Complimenti rivolti anche a Gherardo Tecchi, Presidente della Federginnastica, per il progetto “Safe Guarding”: “un elemento di protezione” per contrastare qualsiasi pratica discriminatoria nei confronti dei tesserati e, in particolare, degli atleti.
Il Presidente ha comunicato la nomina di Michele Signorini quale commissario ad acta delle federazioni sportive nazionali per l’adeguamento degli statuti ai sensi di legge e “per modificare gli Statuti poiché il governo chiede di mettere un rappresentante nel collegio sindacale”.
Malagò ha proposto al Consiglio Nazionale il riconoscimento del CUSI quale Federazione Sportiva Nazionale.
Malagò ha invitato il Consiglio alla cerimonia d’apertura del Trofeo CONI a Chianciano il 29 settembre alle 17.30, mentre ha annunciato che sarà Trento ad ospitare il Trofeo CONI invernale, dopo la rinuncia del Piemonte.
Il Presidente ha comunicato inoltre che il 15 settembre si svolgeranno le riunioni della Giunta e il Consiglio Nazionale e che il giorno successivo sono in programma due cerimonie che coinvolgeranno il Presidente del CIO, Thomas Bach che riceverà il Collare d’Oro e il massimo riconoscimento del Panathlon Internazionale. Bach sarà presente al Campionato Mondiale di Completo ai Pratoni del Vivaro. Il 30 settembre Bach tornerà per partecipare in Vaticano a un incontro sullo sport.
In tema di aggregazioni Malagò ha sottolineato che non può obbligare nessuno ma che oggi il CONI segue 371 discipline diverse ed “esiste un problema se non individuiamo dei contenitori per le nuove discipline che stanno arrivando e chiedono spazio”.
Il Segretario Generale, Carlo Mornati, ha fatto il resoconto sul CdA di Sport e Salute di ieri pomeriggio e sulla delibera relativa ai contributi che non fanno parte della contribuzione ordinaria ma di un fondo istituito nel 2020 in capo all’autorità di governo in tema di sport, pari a circa 88 milioni di euro. L’indicazione dei criteri è stata fatta dal Dipartimento Sport che si avvale di Sport e Salute come ente attuatore. Nel più breve tempo possibile saranno realizzati i bandi in tema di organismi sportivi per la promozione delle attività per un totale di 82 milioni. Il 35% dei fondi saranno assegnati a progetti dedicati a bambini-adolescenti per contrastare la sedentarietà, il 28% a progetti di attività fisica per over 65 e ceti fragili, il 30% a progetti scolastici e prescolastici che portano bambini e famiglie verso le ASD e le SSD, il 5% per l’attività motoria di base per discipline come nuoto, corsa e le abilità funzionali della ginnastica, il 2% per la Scuola dello Sport per attività di formazione. Sei milioni di euro, invece, sono previsti per FISI e FISG per la promozione delle discipline di base in vista di Milano Cortina 2026.
Malagò, alla luce di ciò, ha detto che “fortunatamente il CONI non è mai stato invitato” agli incontri con il Segretario con delega allo Sport e la dirigenza di Sport e Salute spa, “ma non esiste” che dei soggetti privati siano vincolati nell’utilizzo dei contributi.
Sulle comunicazioni del Presidente e su altri temi di carattere generale sono intervenuti: Gherardo Tecchi (ginnastica), Paolo Pizzo (rappresentante atleti in Giunta Nazionale) Marco Giunio De Sanctis (bocce), Gianni Petrucci (pallacanestro), Mauro Checcoli (Accademia Olimpica Nazionale Italiana) e Angelo Cito (taekwondo).
3) Attività FSN-DSA-EPS: È stata approvata all’unanimità la delibera relativa al riconoscimento ai fini sportivi, in qualità di Federazione Sportiva Nazionale, del Centro Universitario Sportivo Italiano – C.U.S.I., rappresentato dal Presidente pro-tempore Antonio Dima, a condizione che lo Statuto venga uniformato ai Principi Fondamentali degli Statuti delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate entro il termine di 150 giorni dalla data odierna. La decorrenza, a far data dal 1° gennaio 2023, per gli effetti economici e contributivi. Sempre all’unanimità è stata deliberata la nomina, ferma la designazione dell’avv. Vincenzo Nunziata quale Presidente della Sezione del Collegio di Garanzia dello Sport sulle controversie in tema di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche, delle persone Anna Bottiglieri, Guido Cecinelli, Guido Corso, Paola Chirulli, Monica Delsignore, Tammaro Maiello, Raffaele G. Rizzi, Giammario Rocchitta, Aurelio Vessichelli quali componenti della Sezione Medesima. È stato approvato all’unanimità il nuovo Regolamento della Commissione Nazionale Atleti. (foto Pagliaricci CONI)
Comunicato della Giunta Nazionale
- CONI
Si è tenuta questa mattina al Foro Italico la 1128ª riunione della Giunta Nazionale CONI che ha aperto i lavori dedicando un minuto di silenzio nel ricordo di Ottavio Cinquanta, scomparso ieri a 83 anni.
La Giunta ha quindi approvato i verbali della precedente riunione del 15 giugno. Sono stati premiati con la stella d’argento al merito sportivo la nuova presidente dell’Amova, Ingrid Van Marle, il presidente dell’Opes, Jury Morico e il presidente della Libertas, Andrea Pantano.
Campionati Mondiali: Rossella Fiamingo bronzo nella Spada vince la prima medaglia azzurra al Cairo
- SCHERMA
La prima medaglia azzurra del Campionato del Mondo Assoluto 2022, che si disputa al Cairo fino al 23 luglio, porta la firma di Rossella Fiamingo. La siciliana dei Carabinieri ha conquistato la medaglia di bronzo nella spada battuta in semifinale dalla tedesca Alexandra Ndolo vincitrice per 15-10.
L’azzurra ha vinto il primo assalto di giornata 15-6 contro la dominicana Violeta Ramirez Peguero e poi si è presa la rivincita sull'ucraina Vlada Kharkova, che l'aveva battuta nella finale europea di Antalya a giugno, imponendosi col punteggio di 15-9. Nei 16 successo alla priorità 15-14 contro la francese Auriane Mallo, mentre la certezza della medaglia è arrivata al turno successivo con la vittoria 15-11 contro l'estone Nelli Differt.
Fuori ai quarti Mara Navarria, che nel giorno del suo 37esimo compleanno è stata eliminata solo alla priorità dalla portacolori di Hong Kong Man Wai Vivian Kong 12-11. Navarria in precedenza ha superato l'atleta di casa Nardin Ehab 15-10, la francese Lauren Rembi 14-12 e l'ungherese Anna Kun 15-9.
Stop nei 16 per Federica Isola, che ha iniziato il primo assalto di giornata battendo alla priorità 15-14 la svizzera Noemi Moeschlin in un match iniziato in salita per la vercellese, che si è trovata sotto anche di tre stoccate prima di iniziare la rimonta che l'ha portata tra le migliori 32. Qui è poi arrivato il successo 13-7 contro la venezuelana Maria Martinez, prima della sconfitta 9-8 contro la cinese Mingye Zhu al minuto supplementare.
Out nel tabellone dei 32 Alberta Santuccio: la siciliana delle Fiamme Oro aveva iniziato con la vittoria 15-13 contro l'israeliana Dar Hecht, poi ha ceduto 15-10 contro la francese Josephine Jacques Andre Coquin e si è classificata diciassettesima.
Nella sciabola maschile sono stati fermati ai quarti Pietro Torre e Luigi Samele. E’ comunque un grandissimo risultato per il 20enne livornese, al suo esordio nella rassegna iridata, che nei 64 ha sconfitto 15-7 l'egiziano Adhman Moataz, poi ha avuto la meglio 15-14 sul temibilissimo coreano Bongil Gu, due volte argento mondiale individuale e si è assicurato un posto tra i migliori otto grazie al successo netto 15-8 contro il canadese Fares Arfa, anche se poi non ha raggiunto le semifinali fermato dall’ungherese Arrona Szilagyi (8-15).
E’ tornato in grande stile anche Samele, dopo il forfait europeo: il foggiano vicecampione olimpico ha battuto agilmente 15-5 il vietnamita Van Quyet Nguyen e poi, in un match molto più duro, l'egiziano Ziad Elsissy 15-14, prima del derby contro il connazionale Michele Gallo, superato 15-12. Poi non ha raggiunto però zona medaglie perché sconfitto dal francese Maxime Pianfetti (14-15). Da sottolineare anche la prova di Gallo, anche lui alla prima esperienza mondiale, che ha vinto 15-13 contro il cinese Xiao Lin e poi 15-12 contro l'americano numero 10 del ranking mondiale Eli Dershwitz, classificandosi quattordicesimo.
Ha chiuso nono Luca Curatoli, che aveva superato 15-8 l'americano Khalil Thompson e 15-7 l'uzbeko Musa Aymuratov, per poi essere eliminato 15-14 dal rumeno Iulian Teodosiu, capace di recuperare il vantaggio che lo sciabolatore napoletano aveva costruito.
Addio Ottavio Cinquanta! Il cordoglio di Malagò. Domani un minuto di silenzio in Giunta e Consiglio Nazionale
- CIO
Ottavio Cinquanta ci ha lasciato. Dirigente di lungo corso degli sport del ghiaccio Cinquanta, nato il 15 agosto del 1938 a Roma, laureato in economia aziendale con indirizzo gestionale e marketing, è stato dirigente di azienda nel settore chimico. Dopo aver praticato l’atletica leggera, si è dedicato all’hockey su ghiaccio e in seguito al pattinaggio di velocità. Già all’inizio degli anni ’70 ha intrapreso la carriera dirigenziale sportiva.
Presidente del Comitato Tecnico (1973-1980) poi Vicepresidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (1984-1988); arbitro internazionale designato in numerose edizioni dei campionati del mondo e Giochi Olimpici Invernali. E’ stato membro e Presidente del Comitato Tecnico dell'International Skating Union (ISU) (1975-1992); membro (1975-1992), Vicepresidente (1992-1994) poi Presidente (1994-2016) della stessa Federazione Internazionale di Pattinaggio (ISU) di cui è rimasto Presidente Onorario dal 2016.
E’ stato Membro del CIO, in quota Federazione Internazionale, dal 1996 al 2016 (e come tale Membro di Giunta e Consiglio Nazionale CONI). Ha preso parte al Comitato Esecutivo del CIO come rappresentante di federazione Internazionale Invernale (2000-2008) ed è stato componente delle seguenti Commissioni CIO: Movimento Olimpico (1994-1999), Solidarietà Olimpica (1994-2001), Coordinamento per i XIX Giochi Olimpici Invernali nel 2002 a Salt Lake City (1996-2002), “IOC 2000” (Executive Committee, 1999), Marketing (2002-), TV Rights and New Media (2002-2015), Follow-up della riforma "CIO 2000" (2002), Coordinamento per i XXI Giochi Olimpici Invernali nel 2010 a Vancouver (2003-2010) , Coordinamento dei XXII Giochi Olimpici Invernali nel 2014 a Sochi (2007-2014), Coordinamento dei 1° Giochi Olimpici Invernali della Gioventù nel 2012 a Innsbruck (2009-2012), Coordinamento dei XXIII Giochi Olimpici Invernali nel 2018 a PyeongChang (2011- 2018).
Alla sua gestione della Federazione internazionale si deve l’introduzione dello Short Track nel programma olimpico e la riforma delle valutazioni delle giurie nel pattinaggio di figura.
Appresa la notizia il Presidente del CONI Giovanni Malagò, ha disposto un minuto di silenzio nella Giunta e nel Consiglio nazionale, ed ha espresso il suo profondo cordoglio alla famiglia, anche a nome di tutto lo Sport Italiano, per la perdita di un grande dirigente che ha dato tanto allo sviluppo della pratica sportiva e prestigio in campo internazionale.
VNL Finals: storica vittoria dell’Italia che batte il Brasile e conquista la sua prima Nations League
- PALLAVOLO
Trionfa l’Italvolley femminile del CT Davide Mazzanti. Ad Ankara le azzurre hanno battuto il Brasile 3-0 (25-23, 25-22, 25-22) nella finalissima di Volleyball Nations League 2022, ottenendo la prima storica vittoria nella VNL. Contro le sudamericane, con cui l’Italia aveva perso le due finali del World Grand Prix disputate (Reggio Calabria 2004 e Nanchino 2017), Egonu e compagne hanno offerto l’ennesima superba prestazione dimostrandosi la squadra più forte della competizione: 11 la striscia di partite vinte consecutivamente in quest’edizione.
L’Italia è salita sul gradino più alto del podio, interrompendo il regno degli Stati Uniti vincitrice delle edizioni 2018, 2019 e 2021 della Volleyball Nations League.
Le ragazze di Mazzanti hanno chiuso il torneo intercontinentale con 13 vittorie e 2 sconfitte (entrambe nella prima week).
Una vera e propria marcia trionfale quella delle campionesse d’Europa in carica, che al rientro in Italia godranno di un periodo di meritato riposo prima di iniziare a lavorare in vista del Campionato del Mondo, dal 23 settembre al 15 ottobre in Polonia e Olanda. Nella finalina 3° - 4° posto la Serbia ha battuto la Turchia con un netto 3-0, salendo sul gradino più basso del podio.
PREMI INDIVIDUALI – L’Italia è stata la formazione più premiata come riconoscimenti individuali, nel best team della Volleyball Nations League 2022 queste le azzurre presenti: Paola Egonu (MVP e Miglior opposto), Alessia Orro (Miglior palleggiatrice), Caterina Bosetti (Miglior schiacciatrice) e Monica De Gennaro (Miglior libero).
Tabellino: ITALIA - BRASILE 3-0 (25-23, 25-22, 25-22)
ITALIA: Chirichella 9, Orro, Pietrini 8, Danesi 9, Egonu 21, Bosetti 11, De Gennaro (L). Lubian, Malinov 1, Fersino (L). N.e: Sylla, Nwakalor, Gennari, Bonifacio, All. Mazzanti
BRASILE: Macris 2, Gabi 11, Carol 8, Kisy 14, Julia 3, Kudiess 1, Costa (L). Geraldo 1, Roberta, Rosamaria, Ana Cristina 6, Daroit 1, Natalia, Lorena 1. All. Ze Roberto
Arbitri: Ozbar Nurper (Tur) e Rene Karina Noemi (Arg).
Durata: 28’, 26’, 26’.
Italia: 0 a, 3 bs, 8 m, 19 et.
Turchia: 3 a, 3 bs, 4 m, 16 et.
Risultati
Finali
3° - 4° posto: Turchia-Serbia 0-3 (25-27; 17-25; 24-26)
1° - 2° posto: Italia – Brasile 3-0 (25-23; 25-22; 25-22)
Il 19 luglio riunioni di Giunta e Consiglio Nazionale
- CONI
La 1128ª riunione della Giunta Nazionale del CONI si terrà martedì 19 luglio 2022 a Roma, presso il Foro Italico, con inizio alle ore 10.00.
Questo l'ordine del giorno:
1) Verbali riunioni del 15 giugno 2022
2) Comunicazioni del Presidente
3) 290° Consiglio Nazionale
4) Attività Olimpica e Alto Livello
5) Attività Federazioni Sportive Nazionali – Discipline Sportive Associate – Enti di Promozione Sportiva – Attività Antidoping
6) Affari Amministrativi
7) Varie e proposte dei membri della Giunta Nazionale
Il 290° Consiglio Nazionale del CONI si riunirà nella stessa giornata, martedì 19 luglio 2022, a Roma, presso il Foro Italico, con inizio alle ore 15.00.
Questo l'ordine del giorno:
1) Approvazione verbale riunione del 4 maggio 2022
2) Comunicazioni del Presidente
3) Attività FSN-DSA-EPS
4) Affari amministrativi-Bilancio
5) Varie
VNL Finals: l’Italia domina 3-0 la Turchia e vola in finale contro il Brasile
- PALLAVOLO
Sventola alta la bandiera italiana allo Sports Hall di Ankara. Le azzurre hanno battuto le padrone di casa della Turchia 3-0 (25-18, 27-25,25-22) volando in finale di VNL al termine di una partita perfetta, a cui hanno fatto da cornice quasi 11mila spettatori tra i quali il presidente della Federazione Italiana Pallavolo Giuseppe Manfredi. Le campionesse d’Europa in carica, alla decima vittoria consecutiva in VNL, hanno impresso il proprio ritmo al match e per niente intimorite dalla bolgia turca hanno mandato completamente fuori giri il gioco delle ragazze di Giovanni Guidetti.
Ad attendere in finale le azzurre c’è il Brasile che nell’altra semifinale della giornata ha superato la Serbia 3-1. Per l’Italia quella di domani contro il Brasile sarà la prima finale in assoluto nella Volleyball Nations League e la terza, sempre contro il Brasile, tenendo conto anche del World Grand Prix e VNL.
L’appuntamento è fissato per domani alle 17:30 italiane (diretta su Sky Sport Uno e in streaming su NOW, Volleyball World TV e sulla piattaforma gratuita Rai Play), quando l’Italia si giocherà contro le sudamericane il primo posto nel torneo, impresa mai riuscita alla nazionale tricolore tra World Grand Prix e VNL. Le altre due finali del World Grand Prix risalgono al 2004 a Reggio Calabria (3-1 per il Brasile) e al 2017 a Nanchino (3-2 per la formazione verdeoro).
LA CRONACA – L’Italia ha aperto il match con Orro ed Egonu in diagonale, Bosetti e Pietrini schiacciatrici, Danesi e Chirichella al centro, De Gennaro libero. La carica degli 11mila ha spinto la Turchia nelle primissime battute del match, aperto da un errore al servizio di Egonu. L’Italia ha mostrato sangue freddo trovando con Chirichella due punti in fast consecutivi. Dopo un muro subito da Danesi, le azzurre hanno iniziato definitivamente a carburare, trovando con Egonu e Pietrini (al termine di un lungo scambio) lo scatto per il primo break del set (10-5). Erdem e Sahin hanno provato a tenere le turche in scia ma Egonu, Bosetti e Pietrini sono riuscite ad avere continuità in attacco e, nonostante qualche piccola sbavatura in ricezione (17-12). Le azzurre non si sono più voltate indietro e continuando a spingere forte con Bosetti ed Egonu, sono riuscite a chiudere il primo set grazie all’attacco di Pietrini che ha parzialmente placato l’Ankara Sports Hall (25-18).
Nel secondo parziale la musica è cambiata: le turche si sono sistemate a muro e hanno iniziato a pungere con maggiore continuità per mano di Karakurt e Sahin. Dopo essersi portata sull’8-6 con una giocata di grande lettura di Pietrini, l’Italia ha subito il ritorno di fiamma delle padrone di casa, che hanno tenuto il match in equilibrio al timeout tecnico (12-11 grazie ad un challenge della panchina azzurra). Egonu in pipe ha restituito 2 punti di gap alle azzurre, poi costrette a cedere il passo a Erdem e a una ritrovata Karakurt dopo le difficoltà del primo set (16-19). Sotto nel punteggio e con il pubblico sempre più clado sugli spalti, Egonu (12 punti nel solo 2° set) ha preso in mano la partita, rispondendo colpo su colpo a Karakurt. Mazzanti ha concesso qualche scambio per rifiatare a Orro lanciando in campo Malinov che ha dato il suo contributo nel contro-break azzurro e il set è andato ai vantaggi. Nel momento clou della frazione è salita in cattedra Caterina Bosetti: sul 26-25 ha piazzato un colpo beffardo che ha spento l’entusiasmo del pubblico di casa portando le azzurre sul 2-0 (28-26).
Il contraccolpo psicologico ha frenato la Turchia anche in avvio di terzo set: Chirichella, Egonu, Pietrini e Danesi hanno aperto la strada verso la finale all’Italia (7-4), brava a mettere a nudo tutte le lacune delle turche, per niente ritemprate dai timeout del CT Giovanni Guidetti. Gunes, Erdem e Baladin si sono caricate sulle spalle le padrone di casa, ricucendo lo strappo sino al 13-12. Il ritorno di fiamma, però, è stato prontamente spento da Egonu e Danesi (21-17). L’ ultimo guizzo turco ha portato la firma di Karakurt (21-20), ma per le padrone di casa non c’è stato più niente da fare, e il colpo finale è arrivato con l’ace di Egonu (25-22).
Tabellino: ITALIA – TURCHIA 3-0 (25-18; 27-25; 25-22)
ITALIA: Orro 1, Pietrini 8, Danesi 10, Egonu 27, Bosetti 10, Chirichella 4, De Gennaro (L). Malinov, Lubian, Gennari, Sylla. N.e: Bonifacio, Fersino, Nwakalor. All. Mazzanti
TURCHIA: Erdem, Ozbay, Baladin, Gunes, Karakurt, Sahin, Akoz (L). Sahin E, Boz, Aydin. N.e: Arici, Senoglu, Ismailoglu, Aykac. All. Guidetti
Arbitri: Rene Kariona Noemi (Arg) e Khattab Taghrid (Egy)
Durata: 24’, 30’, 27’.
Spettatori: 11.000.
Italia: 2 a, 9 bs, 9 m, 19 et.
Turchia: 2 a , 8 bs , 5 m , 19 et.
Risultati
Quarti di finale
Brasile – Giappone 3-1 (29-27; 28-26; 20-25; 25-14)
USA – Serbia 2-3 (27-29; 23-25; 25-20; 25-20; 13-15)
Italia – Cina 3-1 (25-22; 25-19; 24-26; 25-22)
Turchia – Thailandia 3-1 (23-25; 25-15; 25-18; 25-21)
Semifinali
Brasile – Serbia 3-1 (14-25; 25-18; 26-24; 25-19)
Italia – Turchia 3-0 (25-18; 27-25; 25-22)
Calendario Finals – Ankara (Turchia)
Finali
17 luglio ore 14:00: Finale 3° - 4° posto Serbia -Turchia
17 luglio ore 17:30: Finale 1° - 2° posto Italia-Brasile
La pandemia da Covid-19 costa all’Italia un milione e 760mila tesserati, ma non cancella la voglia di fare sport
- PRESENTATO “I NUMERI DELLO SPORT 2019-2020"
Un milione e 760mila tesserati o iscritti e 5166 associazioni e società dilettantistiche in meno. Tanto è costata la pandemia da Covid-19 al sistema sportivo italiano. È quanto emerge dal report “I Numeri dello Sport 2019-2020” elaborato dal Centro Studi e Uffici Statistici del CONI e presentato oggi al Foro Italico dal Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò, dal Presidente dell’ISTAT, Gian Carlo Blangiardo e dal Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati.
Nel 2020 il movimento sportivo promosso sotto l’egida del CONI ha raccolto oltre 13 milioni 113 mila persone tesserate e 115 mila società sportive, registrando, rispetto all’anno precedente, un calo di oltre 1 milione e 760 mila tesserati/iscritti, da addebitare principalmente all’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia. Complessivamente nel 2020 si contano 11 milioni 857 mila atleti tesserati o praticanti iscritti; 731 mila sono dirigenti; 490 mila tecnici e 101 mila ufficiali di gara.
Nel dettaglio, le autodichiarazioni degli Enti di Promozione Sportiva (EPS) - fornite all’Ufficio Riconoscimento ai fini sportivi del CONI - per il 2020, individuano inoltre 7 milioni e 637 mila praticanti (circa 1 milione e 300 mila in meno rispetto all’anno pre-Covid 19), 234 mila dirigenti sportivi e 225 mila tecnici tesserati dagli EPS tramite le ASD e SSD affiliate e iscritte al Registro CONI.
Dopo il boom di tesserati spinto dalle vittorie azzurre a Rio 2016, nel quadriennio olimpico 2017-2020 le tendenze generali hanno risentito delle influenze legate alla sfavorevole congiuntura economica, al calo demografico e ai relativi squilibri intergenerazionali della popolazione, nonché alle incertezze generate dalla riforma del settore sportivo e in ultimo all’emergenza sanitaria da Covid-19.
La pandemia e il primo lock-down, con l’impossibilità di poter svolgere attività non agonistica nei luoghi al chiuso o attività didattica-promozionale nelle palestre scolastiche, hanno inevitabilmente impattato sulle attività federali, in particolar modo per quelle di carattere promozionale-scolastico, con le variazioni percentuali più evidenti che si riscontrano soprattutto tra le iscrizioni degli EPS: -14,4% i praticanti e -12,5% gli operatori sportivi, mentre sono più contenuti i decrementi per FSN e DSA: -7,9% gli atleti -3,2% gli operatori sportivi. In controtendenza solo 14 Federazioni su 61 FSN-DSA che hanno riscontrato invece un incremento del numero di tesserati.
In calo anche le affiliazioni: 146.961 (contro le 154.128 del 2019), con le Associazioni/Società sportive dilettantistiche iscritte al Registro del CONI che passano da 120.635 a 115.469 soggetti giuridici distinti.
Tra i fattori che hanno mitigato la perdita di tesserati si annoverano le facilitazioni previste per il tesseramento e le affiliazioni, la pratica di attività sportive da remoto durante il lock-down o svolte all’aperto nella stagione estiva e il consolidamento di alcuni settori federali legati alle nuove discipline sportive riconosciute in anni recenti.
Nel 2020 il 71,6% dei tesserati è raccolto in 10 Federazioni: con in testa calcio (1.024.726 atleti), tennis (325.954), pallavolo (308.169), pallacanestro (293.090) e atletica leggera (211.771). Per numero di società sportive si distinguono, invece, calcio (11.915), pallavolo (4.331), pallacanestro (3.299), tennis (3.168) e ciclismo (2.980). Tra le DSA in evidenza invece dama (46.551 atleti) e, per numero di società, il biliardo sportivo (860).
Il 71,8% degli atleti e degli operatori sportivi tesserati per FSN e DSA è uomo, il 53,6% è under 18. Tra gli atleti delle FSN, il 34,9% è tesserato nel calcio, l’8,9% dalla pallacanestro e l’8,3% dal tennis. Le atlete, invece, hanno optato principalmente per pallavolo (21,4%, circa 235mila), ginnastica (10,4%) e sport equestri (8,3%). In aumento il numero di dirigenti donna che occupano il 12,7% delle cariche federali (+1.8%), primi effetti delle riforme introdotte dal CONI.
Il mondo sportivo federale risente dello storico divario territoriale dell’Italia. Nell’area Nord sono concentrati il 56% degli atleti e il 48% delle società sportive italiane, soprattutto nelle regioni del Nord-Ovest. Nel Centro risiede il 22% degli atleti e operano il 22% delle società sportive al Meridione l’incidenza è pari al 22% degli atleti e al 30% delle società sportive. La Lombardia è in assoluto la regione con il più alto numero di atleti tesserati (806.736) e di società sportive (9.165) e ha un peso pari al 19% del tesseramento nazionale. Con il 32,63% dei tesserati (1.377.032) raccolto nelle tre regioni (Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige) che ospiteranno i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026.
"Riprendiamo questa vecchia e sana abitudine tra l'ISTAT e il CONI, due enti pubblici, con gli oneri e gli onori di essere nel pubblico - ha detto Malagò aprendo la presentazione -. L'abitudine di raccontare quello che è successo che è non solo importante ma doveroso. Lo facciamo con il più autorevole interlocutore che ringraziamo per la straordinaria collaborazione offerta. Questi dati sono fortissimamente alterati da quello che è successo non solo nel nostro Paese e non si può non tenere conto di quello che è successo. Va tenuto conto inoltre che nell’ambito dei tesseramenti e delle affiliazioni ci sono Federazioni che fanno i tesseramenti sull'anno solare e altre sull'anno sportivo. Ill numero dei tesserati è sceso ai livelli del 2008. C’è stato anche un calo nell’associazionismo ma sinceramente avremmo pensato a numeri maggiori. È prevedibile inoltre che si registrerà una significativa perdita nell’anno sportivo 2021 nonostante il trend diffuso della cultura sportiva del nostro Paese. Sono dati molto importanti e vorrei sottolineare inoltre che l’aspetto demografico è la prima istanza del nostro mondo, che deve ottenere delle risposte da chi di competenza. L'Italia è ferma a una cifra apparente di 60 milioni di persone. Stiamo lavorando sul materiale umano che in 20 anni ha perso 5 milioni di italiani che sono normalmente le persone che utilizziamo per fare grande il nostro Paese nello sport. Se perdiamo 5 milioni in 20 anni, pur avendo i migliori tecnici e in assoluto la migliore organizzazione, è chiaro che se non succede qualcosa sarà impossibile ottenere quei risultati che ci hanno fatto diventare un modello da imitare”.
"I dati CONI presuppongono un calo inevitabile dopo l'anno di pandemia - ha aggiunto Mornati - . Questi numeri ci servono per capire l'andamento settoriale e ci consentono di riflettere, in chiave futura, sull'incidenza del fattore legata alla natalità. Quando il bacino si va a inaridire sparisce un tessuto di quasi 5 milioni di potenziali atleti, come si evince dal trend registrato negli ultimi 25 anni. L'effetto sugli sport di squadra lo vedremo in futuro ma chi sta entrando nella fase agonistica per due anni è scomparso. Tra 3 anni capiremo gli effetti di quello che si è verificato".
Calano i tesserati ma, secondo le rilevazioni dell’ISTAT sull’anno 2021, continua a ridursi la sedentarietà – al 33,7 % - (al 35,2% nel 2020, mentre era addirittura al 41,2% nel 2013) anche se si contrae la pratica sportiva continuativa tra i più giovani (in parallelo, si è fortemente ridotta la quota dei 6-14enni che ha praticato sport 3 o più volte a settimana), con la sedentarietà in aumento proprio tra gli adolescenti: i soggetti che hanno pagato, più di altri, un’emergenza sanitaria che ha condizionato gli stili di vita e i comportamenti legati allo sport. Nel 2022 si attende, però, un ritorno alla normalità in questa fascia di età.
Più in generale, nonostante le difficoltà, la popolazione ha cercato comunque di mantenersi fisicamente attiva. Sono cambiate però le modalità con cui la pratica sportiva è stata svolta, spesso in modo non strutturato: è calata la quota dei praticanti che hanno fatto sport in luoghi a pagamento (soprattutto tra le donne), che hanno preso lezioni o che hanno pagato una retta.
"La pratica sportiva è fondamentale perché lo sport è piacevole ed è salute, un modo per migliorare la qualità della vita - ha evidenziato Blangiardo - . Lo sport inoltre è anche economia e i cambiamenti che si determinano provocano degli effetti anche in questo settore. È successa una tempesta con la pandemia. In qualche modo c’è stato un certo progresso nella pratica sportiva, siamo un Paese in cui si fa in maniera crescente attività fisica, ma con la pandemia il primo segnale importante che vediamo è che gli adolescenti chiusi in casa che hanno patito una mancanza di attività di pratica sportiva e socializzazione. Più in generale, in ambito di pratica sportiva dobbiamo lavorare di più rispetto agli altri Paesi Europei".
L’impatto dell’emergenza sanitaria (ed economica) è stato del resto molto forte: nel 2021, solo il 12,7% delle famiglie residenti in Italia (3 milioni 300 mila) ha sostenuto spese per attività sportive (erano il 22,9% nel 2019); sempre nel 2021, il 2,3% (600 mila famiglie) ha sostenuto spese per articoli sportivi, contro il 3,1% nel 2019. Sono, peraltro, le famiglie giovani e numerose a sostenere di più le spese per l’attività sportiva e l’attuale congiuntura economica potrebbe ridurre la pratica sportiva proprio nelle famiglie con minori risorse economiche.
La contrazione delle spese ha avuto inevitabilmente delle ripercussioni sulla forza lavoro del settore che viene stimata in 104 mila occupati, in calo rispetto al 2020 (128 mila) e al 2019 (132 mila).
La voglia di fare sport, che non si è piegata alla pandemia, rappresenta comunque una base importante da cui ripartire, pur monitorando che la ripresa dell’attività sportiva sia uniforme sul territorio e non accentui lo svantaggio del Meridione e dei piccoli comuni. (foto Pagliaricci CONI)
Dati sulla pratica sportiva CONI e ISTAT
Sei campioni olimpici tra i 60 azzurri ai Mondiali di Eugene. DT La Torre: “Spero che le posizioni raggiunte si trasformino in risultati”
- ATLETICA
I Mondiali di Eugene, in Oregon (Stati Uniti), iniziano domani e si concluderanno il 24 luglio. Saranno impegnati in gara 60 azzurri (29 uomini e 31 donne). Della squadra italiana fanno parte sei campioni olimpici di Tokyo 2020: l’oro dei 100 metri e della 4x100 Marcell Jacobs, l’oro del salto in alto Gianmarco Tamberi, il marciatore Massimo Stano che gareggerà nella 35 km e gli staffettisti Filippo Tortu (200 e 4x100), Fausto Desalu (200 e 4x100) e Lorenzo Patta (4x100). Toccherà proprio ad uno di loro scendere in pedana da subito. Due e trenta è la misura di qualificazione diretta fissata per il salto in alto, la prima gara con azzurri a questi Mondiali, che si disputerà nel tardo pomeriggio italiano di venerdì (alle 19.10), quando in Oregon saranno le 10.10 di mattina: in pedana ci sarà il campione olimpico Gianmarco Tamberi e l’altro saltatore azzurro Marco Fassinotti per entrare tra i migliori dodici che si contenderanno il titolo nella notte italiana tra lunedì 18 e martedì 19.
Il Mondiale accende l’umore di Gianmarco Tamberi. Il capitano, olimpionico a Tokyo, andrà a caccia dell’unico sogno non ancora divenuto realtà: l’oro mondiale outdoor. “Con la maglia azzurra addosso mi trasformo – le parole di Gimbo – e non sento più nulla, nemmeno il fastidio che mi ha accompagnato in queste settimane alla gamba di stacco. Che cos’è? In poche parole, è l’irritazione di un nervo del retto femorale: come uno spillo, che mi impedisce di rimanere decontratto. Ma non ci penserò, ormai ho accettato il dolore, voglio solo concentrarmi sul mio salto, senza pensare ad altro. Ho fatto di tutto per risolvere, anche spostare la mia partenza per gli Stati Uniti, e devo ringraziare la Federazione per avermi supportato in tutto. È emerso tutto a Ostrava, quando ho saltato 2,30, ed oggi mi sento più forte che in occasione di quella gara”.
Nel complesso, è massiccia la presenza italiana nel day 1 della rassegna iridata, con 21 atleti iscritti, tra cui la staffetta 4x400 mista che andrà in pista alle 20.45: azzurri nella batteria di ferro con i campioni olimpici della Polonia, gli Usa di Allyson Felix, l’Olanda e la Gran Bretagna (avanti in tre più due tempi). La prima gara su strada dei Mondiali americani comincia alle 22.10: è la 20 km di marcia con Valentina Trapletti e Nicole Colombi. Alle 22.30, ad Hayward Field, è il momento del gruppo B di qualificazione del martello femminile (73,50 per la “Q” maiuscola): iscritta anche l’azzurra Sara Fantini.
Nella sessione pomeridiana della prima giornata, quando in Italia sarà già notte (tra venerdì e sabato), tocca ancora ai marciatori: 20 km per Francesco Fortunato e Gianluca Picchiottino con start a mezzanotte e dieci. Alle 2.15 le batterie dei 3000 siepi con Ahmed Abdelwahed (insieme al marocchino oro olimpico El Bakkali, via libera per i primi 3, più 6 tempi di recupero delle tre batterie) a caccia di un’altra finale dopo aver centrato quella dei Giochi di Tokyo. Cinque minuti più tardi, inizia l’assalto di Roberta Bruni ed Elisa Molinarolo nella qualificazione dell’asta: pass decisamente impegnativo (4,65) altrimenti bisogna restare tra le dodici. I 1500 metri al femminile propongono tre azzurre (dalle 3.10) con l’obiettivo della semifinale: Gaia Sabbatini nella prima batteria, Sintayehu Vissa nella seconda, Federica Del Buono nella terza (formula 6+6).
L’ora “x” alle 3.50 della notte: c’è la batteria dei 100 metri con il campione olimpico Marcell Jacobs e con l’altro sprinter azzurro Chituru Ali. La composizione sarà nota soltanto dopo il turno preliminare della mattinata di Eugene. Missione semifinale, in programma nella notte italiana tra sabato e domenica. Alle 3.55 vanno in pedana i due pesisti Nick Ponzio e Leonardo Fabbri: 21,20 per cogliere la finale diretta. È la finale della staffetta mista alle 4.50 ad assegnare il primo titolo in pista, con l’eventuale presenza degli azzurri in caso di qualificazione nella batteria della mattina americana.
“È un Mondiale complesso”. Non usa giri di parole, Antonio La Torre. Il DT delle Squadre Nazionali azzurre è cosciente delle difficoltà che hanno contraddistinto la viglia iridata della squadra azzurra. “Ci siamo arrivati con qualche acciacco di troppo – prosegue, alludendo ai tanti azzurri protagonisti a Tokyo meno di un anno fa, e oggi ai box -. Senza mettere le mani avanti, atleti come De Grasse, Gardiner, Warholm, hanno avuto le stesse difficoltà: segno che non è facile passare indenni rispetto al rischio di infortuni, e senza dimenticare che nessuno lo fa mai apposta, a farsi male... A livello generale, tornando a parlare di noi, ciò che mi aspetto da molti dei ragazzi è vedere se le posizioni che hanno raggiunto nel ranking mondiale, alcune molto intriganti, si trasformeranno in risultati in gara”.
Accanto al DT, due degli uomini simbolo dell’atletica azzurra, Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi: “Voglio ringraziarli, perché in virtù di quel che hanno fatto lo scorso anno, avrebbero potuto benissimo prendersi un anno sabbatico. E invece sono qui entrambi, pur con i problemi che hanno caratterizzato il loro percorso. Sono due condottieri, che mi auguro riescano ad ispirare, con il loro coraggio, la squadra ed i tanti giovani che ne fanno parte: vedremo quindi se la Sabbatini potrà raggiungere la finale dei 1500 metri, o se Dallavalle confermerà tutto ciò che di buono si dice di lui ormai da più parti nel mondo. A livello di numeri, siamo 60, ma avremmo potuto essere 82, considerato quanti hanno maturato il diritto di vestire la maglia azzurra”.
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