European Tour, impresa Paratore! Suo il British Masters, 1°successo azzurro in un torneo post ripartenza
- GOLF
Il golf azzuro si prende la vetrina internazionale. L'azzurro colora l’European Tour, grazie alla grande impresa compiuta da Renato Paratore, capace di vincere con 266 colpi (65 66 66 69, -18) il Betfred British Masters, primo di una serie di sei tornei denominati “UK Swing”, tutti a porte chiuse, con cui è ripartito l’European Tour dopo lo stop a marzo per la pandemia.
Quarantaquattro anni dopo il fiorentino Baldovino Dassù (1976) un golfista italiano torna quindi a primeggiare in questo torneo.
Sul percorso del Close House GC (par 71), a Newcastle-upon-Tyne in Inghilterra, Paratore, 23enne romano, ha ottenuto il secondo titolo sul circuito, dopo il successo nel Nordea Masters del 2017, lasciando a tre colpi il danese Rasmus Hojgaard (269, -15) e a quattro il sudafricano Justin Harding (270, -14). Si tratta del primo successo tricolore in un torneo post ripartenza, oltre che in quello del massimo circuito continentale del green maschile.
Secondo dopo il turno iniziale, Paratore ha preso il comando nel secondo giro e ha fronteggiato con molta calma e sicurezza gli attacchi degli avversari, dimostrando una padronanza del gioco in tutte le parti del campo. Ha concluso con un parziale di 69 (-2) colpi, frutto di quattro birdie e di due bogey, tenendo conto che sulle prime 62 buche non ha segnato bogey. Si sono classificati al 38° posto con 281 (69 72 69 71, -3) Andrea Pavan e al 60° con 285 (71 70 66 78, +1) Guido Migliozzi.
L’irresistibile progressione di Maurizio Damilano nella 20 km di marcia vale l'oro e il record olimpico
- 40 anni fa i Giochi Olimpici a Mosca
La magnificenza di Mosca, la cui bellezza ai tempi della Guerra Fredda era solo un racconto di immagini accuratamente selezionate, si trasformò, il 24 luglio 1980, in un palcoscenico con recita a soggetto in cui emerse la classe e la tecnica di Maurizio Damilano. Il 23enne di Scarnafigi si laureò campione olimpico nella 20 chilometri di marcia al termine di una gara ricca di colpi di scena e che tenne con il fiato sospeso gli appassionati fino all’ingresso nello stadio Lenin.
L’azzurro si presentò ai Giochi Olimpici reduce dal sesto posto ai Campionati Europei di Praga del 1978, ma soprattutto dopo la cocente delusione patita nella Coppa del Mondo di Lugano del 1979, quando, a 300 metri dal traguardo, ad un passo dal successo, venne squalificato. A Mosca si presentò come outsider, ma con la consapevolezza di poter lottare almeno per una medaglia. Il grande favorito era il messicano Daniel Bautista, campione olimpico a Montreal 1976.
La gara programmata per il pomeriggio ebbe come protagonista assoluto il meteo, che in controtendenza con il clima moscovita, rappresentò un’autentica variabile: caldo e afa incisero e non poco sull’andamento della gara. Al via si presentarono 34 atleti in rappresentanza di 20 paesi, 25 terminarono la gara, dei 9 che non la conclusero 7 furono squalificati.b L’Italia era rappresentata dai gemelli Maurizio e Giorgio Damilano, allenati dall’altro fratello Sandro.
La prima parte di gara fu controllata dai messicani Bautista e Domingo Colin. Dal quindicesimo chilometro, invece, si trasformò in un vero e proprio thrilling, con colpi di scena a ripetizione. Colin venne squalificato, così come l’altro favorito, lo svedese Bo Gustafsson. A quel punto, Baustista provò l'allungo, mentre il sovietico Anatoly Solomin cercò di rimanergli in scia. Maurizio Damilano, grazie ai consigli a bordo strada di Pino Dordoni (olimpionico ad Helsinki 1952 nella 50 km. di marcia), preferì non cambiare ritmo nel tentativo di riprendere i fuggitivi, ma cercò il recupero in progressione. Quando mancavano poco più di due chilometri arrivò la svolta.
Bautista conduceva con quindici secondi di vantaggio, mentre Solomin precedeva di circa 30-40 metri Damilano. A sorpresa, il giudice capo, il polacco Kirkor, alzò la bandiera rossa e squalificò Bautista. Incredibile, il grande favorito era fuori dai Giochi e per Damilano si aprirono nuovi scenari. Solomin aveva un vantaggio di almeno 20 metri, ma Damilano, tra i vialetti stretti del parco dello stadio, non si diede per vinto gettando il cuore oltre l’ostacolo. Ad un certo punto il russo si bloccò all’improvviso, non per un problema fisico, tutt’altro, ancora una volta si alzò la bandiera rossa che decretò il suo fine gara.
A quel punto Damilano s’involò verso lo Stadio Lenin, con il cuore in gola, ma soprattutto con il maledetto ricordo di un anno prima quando vide svanire i sogni di gloria a pochi metri dl traguardo. Non si voltò, non volle dare l’impressione di essere affaticato, lo sguardo al cielo verso lo schermo, dove si materializzò la sagoma dell’altro sovietico Pyotr Pochenchukma, ma ormai era fatta, la vittoria in pugno, pochi metri e l’impresa diventò realtà. Medaglia d’oro con il tempo di 1h23’35”5 e record olimpico! Le emozioni, però, non finirono. Una volta tagliato il traguardo rimase in attesa dell’arrivo del gemello Giorgio, che si classificherà undicesimo. Un abbraccio che rimarrà scolpito nella memoria dello sport italiano.
L'Italia Team a 365 giorni dai Giochi: "torniamo a sognare per l'Italia, per lo sport"
- TOKYO 2020
365 giorni per tornare a vivere il sogno olimpico, 365 giorni per tornare a far vincere l’Italia. A un anno dall’inizio dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e alla vigilia di quella che, se non ci fosse stata la pandemia da Covid 19, sarebbe stata domani la cerimonia di apertura dell’Olimpiade giapponese, l’Italia Team fa squadra e, con un nuovo video, si lancia in questa sfida soltanto rimandata ma viva nel desiderio degli atleti azzurri.
“Torniamo a sognare. Per l’Italia. Per lo sport” dicono i campioni della Squadra Olimpica Italiana, mentre scorrono le immagini dei loro allenamenti quotidiani, degli attimi che precedono il gesto tecnico, delle sfide vinte e di quelle raccolte in questo anno segnato dall’emergenza da coronavirus, proiettandosi verso quelle da vivere insieme il prossimo anno in Giappone.
“Non ho mai smesso di credere, non ho mai pensato fosse finita, non smetterò di correre, ho trattenuto il respiro aspettando il mio momento. Adesso ripartiamo ancora più determinati, la gloria è a un soffio di vento, difenderemo con più grinta, combatteremo con più forza, ci tufferemo ancora più coordinati, fino a quel giorno. Tokyo, 23 luglio 2021”.
A prestare il volto a questo nuovo video dell’Italia Team sono stati campioni e campionesse come Frank Chamizo, Gianmarco Tamberi, Mauro Nespoli, Filippo Tortu, Gregorio Paltrinieri, Giuseppe Vicino, Federica Pellegrini, Paola Egonu, Ivan Zaytsev, Alessia Maurelli e le Farfalle della ginnastica e, tra i tanti, gli azzurri della vela, della scherma, del ciclismo, del nuoto, dei tuffi, del beach volley e della pallavolo. Un messaggio di squadra, quella olimpica italiana, a 365 giorni dal sogno. Con un obiettivo soltanto rimandato: far sventolare in alto il Tricolore sul podio a cinque cerchi di Tokyo.
One year to go: evento in Giappone e campagna social CIO a un anno dai Giochi
- TOKYO 2020
Una kermesse simbolica nel giorno del “-1" anno ai Giochi Olimpici Estivi. Il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 ha deciso di salutare la speciale ricorrenza del countdown con una breve celebrazione all'Olympic Stadium della capitale giapponese, nella venue e all’orario (le 20 nipponiche) destinati a scandire – proprio tra 12 mesi, il 23 luglio del 2021 - la cerimonia di apertura dell’evento a cinque cerchi, rinviato quest’anno a causa della pandemia legata al virus COVID-19. L’evento – trasmesso in diretta streaming sul sito del CONI grazie ad Olympic Channel – si è svolto senza pubblico: presente solo una delegazione degli organi di informazione.
Nell’occasione è stato lanciato un video all’insegna dell’hashtag #StrongerTogether lanciato dal CIO, che include messaggi di gratitudine e di sostegno per chiunque sostenga l’importanza della manifestazione, esprimendo supporto agli atleti impegnati nel loro percorso di avvicinamento ai Giochi. È stata la giovane nuotatrice giapponese Ikee Rikako a farsi portavoce del pensiero collettivo, mentre veniva proiettata la lanterna con la fiamma olimpica, in uno scenario impreziosito da alcuni slogan eloquenti - tra cui “Together we can all win” -, come segno di speranza e di coesione in vista dell’attesa edizione dei Giochi. La ricorrenza è stata celebrata anche via social, sul canale Instagram del CIO @Olympics, grazie alle ginnaste giapponesi Mai Murakami e Kohei Uchimura, all’americana Simone Biles e al nuotatatore statunitense Nathan Adrian.
CONI e GP2Sport insieme nel formare la dual career degli atleti
- FIRMATO PROTOCOLLO
Il CONI e la Fondazione Giovanni Paolo II per lo Sport insieme per formare gli atleti sulla dual career. Il protocollo è stato siglato oggi al Foro Italico dal Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò e da quello della Fondazione GP2Sport, Daniele Pasquini, alla presenza della Presidente della Commissione Nazionale Atleti CONI, Raffaella Masciadri e di Mara Santangelo, membro del Comitato Direttivo della Commissione.
Grazie all’intesa, firmata questa mattina nella Sala delle Fiaccole, il CONI, attraverso la propria Commissione Nazionale Atleti, e GP2Sport avviano una collaborazione finalizzata alla realizzazione di processi di sensibilizzazione e formazione degli atleti sui temi della dual career del movimento olimpico nell’ambito della formazione e iniziative promosse da entrambi, attraverso forme e modalità congiuntamente individuate.
Riconoscendo il ruolo e il valore insostituibile affidato allo sport nella formazione delle giovani generazioni affinché crescano come cittadini maturi e consapevoli dei propri diritti e doveri, CONI e GP2Sport, interlocutore tra il sistema universitario del mondo ecclesiale, promuoveranno la costituzione di una rete di collaborazione con altri soggetti impegnati nel mondo dello sport e organizzeranno momenti di condivisione con gli atleti, le Federazioni Sportive Nazionali, le Associazioni Sportive o altri soggetti anche con la partecipazione di esperti e testimonial. Grazie a questo accordo, sport e studio faranno ancor di più squadra e nasceranno e si rafforzeranno percorsi formativi che offriranno agli atleti contenuti e competenze di tipo laico, educativo, umanistico e culturale da utilizzare nella vita, anche al termine dell’attività agonistica.
Giovannetti è il primo azzurro a vincere l’oro. Sale il tricolore ma è un errore
- 40 anni fa i Giochi Olimpici a Mosca
Un cappellino che vola in cielo, un urlo di liberazione e la gioia che pervade lo sguardo dopo tre giorni di tensioni ed adrenalina allo stato puro. Luciano Giovannetti conquista la prima medaglia d’oro azzurra ai Giochi Olimpici di Mosca 1980 confermando la “regola dell’otto” nella fossa olimpica. Una tradizione iniziata da Galliano Rossini a Melbourne 1956, proseguita con Ennio Mattarelli a Tokyo 1964 ed Angelo Scalzone a Monaco 1972 e resa indimenticabile dalla prova superlativa dell’estroso 34enne di Bottegone nella XXII Olimpiade moderna.
Un cacciatore prestato al tiro, amava definirsi. Nel periodo di chiusura della stagione della caccia, infatti, si cimentò con le gare dimostrando di avere i numeri per poter competere. Una storia di passione e di talento, che lo vide emergere, a soli vent’anni, con la vittoria del Gran Premio Industrie di Piombino. Negli anni successivi fece incetta di titoli europei e mondiali, ma il grande sogno, come per tutti gli sportivi, era quello di conquistare il titolo olimpico.
A Mosca di presentò da outsider, i grandi favoriti erano il tedesco dell’est, Jörg Damme e il cecoslovacco Josef Hojny. Giovannetti, alla sua prima Olimpiade, voleva dimostrare di giocarsela con i più forti, che malgrado il boicottaggio, erano tutti ai nastri di partenza. Le gare ebbero inizio domenica 20 luglio, si sparava da cinque posizioni diverse su bersagli imprevedibili: 34 tiratori alla ricerca delle ambite medaglie. Nel bosco di betulle che avvolgeva il Mytischtschi, campo di tiro della Dynamo Mosca, l’azzurro si presentò dopo una notte insonne, causata da un’improvvisa infiammazione ad un dente. Una vigilia complicata, che ne poteva minare la concentrazione, ma che Giovannetti superò brillantemente con un esordio quasi perfetto: un solo errore nella prima serie da 75 colpi.
Il giorno successivo, in cui pioggia e sole facevano a gara nel dominare il cielo moscovita, fu protagonista di una prestazione magistrale: 75/75. Un risultato che gli valse il primo posto, con 149/150, davanti proprio a Damme e Hojny, appaiati a 148/150. A seguire i russi Yambulatov (147) e Asanov (146), lo spagnolo Vallduvi (145) e il compagno di squadra Silvano Basagni (145), già bronzo a Monaco 1972. Nella terza e decisiva giornata, martedì 22 luglio, erano in programma due serie da 25 piattelli.
Nella prima mise a segno un fenomenale 25/25, mentre, nella seconda, sbagliò il 17° piattello, chiudendo con 24/25. In tribuna il Presidente del CONI, Franco Carraro, il Capo Missione Mario Pescante e il Presidente della FIGC, Artemio Franchi, con una trentina di tifosi italiani, trattenevano il fiato. Dai campi adiacenti, però, arrivavano notizie confortanti: Damme e Hojny non andarono a bersaglio per ben due volte. Giovannetti non lo sapeva e continuò la sua marcia trionfale laureandosi campione olimpico con il punteggio di 198/200, davanti a Yambulatov e Damme, costretti poi allo spareggio per la piazza d’onore. Settimo Basagni con 194/200.
Era l’apoteosi e quel cappellino sbiadito, ma portafortuna, poteva essere lanciato in aria! Nel suo paese d’origine, in provincia di Pistoia, le campane della Chiesa di San Michele Arcangelo suonarono a festa. A pochi chilometri da Mosca, invece, nel corso della premiazione, si rischiò l’incidente diplomatico. Alcuni tifosi italiani convinsero l’addetto al cerimoniale ad issare il tricolore, che venne subito ammainato in fretta e furia, perché l’Italia, a causa del boicottaggio, gareggiava sotto la bandiera del CIO. L’Inno di Mameli, però, si alzò dalle tribune, dove un gruppo di tifosi cantò a squarcia gola, rendendo indimenticabile una giornata da incorniciare per lo sport italiano.
A 2026 giorni dall'apertura dei Giochi, primo CdA dopo il lockdown
- MILANO CORTINA 2026
A 2026 giorni dalla cerimonia di apertura dell’Olimpiade invernale Milano Cortina 2026, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione che organizza i Giochi si è riunito nell’iconica sede milanese del Pirellone per due giorni di lavori sotto la guida del Presidente Giovanni Malagò. Durante la sessione di ieri e ancora questa mattina, il management guidato dall’Amministratore Delegato Vincenzo Novari ha fornito ai consiglieri un’informazione ampia e dettagliata sull’andamento del progetto Olimpico e Paralimpico, che è proseguito senza ritardi anche durante il lockdown, e sulle linee di sviluppo per il futuro.
“Siamo ottimisti, positivi e propositivi”, ha dichiarato il Presidente Malagò. “C’è grande curiosità e interesse verso questa Olimpiade perché con la doppia candidatura di Milano e Cortina abbiamo aperto una nuova era: decolla concretamente il progetto di un grande evento innovativo, carico di energia sul piano sportivo e leggero dal punto di vista economico e strutturale. Costruire meno, costruire meglio e lasciare una legacy per il futuro, questi sono dei punti fermi. Una visione a cui tutti i consiglieri, sia i rappresentanti dei territori e delle istituzioni che quelli dello sport, in questa due giorni hanno contribuito con spirito positivo”.
Milano Cortina 2026 è la prima Olimpiade invernale che muove dal rispetto dell’Agenda 2020 del Comitato Internazionale Olimpico e della New Norm, la riforma del 2018 che mira a rendere i Giochi Olimpici e Paralimpici un grande evento sostenibile, flessibile ed efficiente, sia sotto il profilo operativo che finanziario, creando al contempo più valore per le città ospitanti nell’immediato e nel lungo termine.
“Sarà un’Olimpiade corale. Vogliamo che Milano-Cortina 2026 non siano solo i Giochi di Milano o di Cortina, ma di tutta l’Italia”, ha sottolineato l’ad Vincenzo Novari. “E’ un’occasione unica di sviluppo per un Paese che deve ripartire: per questo il nostro lavoro inizia subito e lascerà un’eredità positiva ben oltre il 2026. Il progetto che abbiamo elaborato e che il Consiglio sposa integralmente, coniuga l’eccellenza sportiva e l’efficienza economica, i due criteri che guideranno tutte le nostre scelte. L’obiettivo, con il concorso del CIO, del mondo Paralimpico, delle Federazioni sportive e dei rappresentanti dei Territori, è realizzare un’edizione indimenticabile dei Giochi. La prima che, per quanto riguarda l’operatività dell’evento, non utilizzerà un euro di denaro pubblico, lasciando un’impronta leggera e positiva del proprio passaggio”.
Al termine della due giorni – un’occasione anche per fare il punto anche sui progetti e gli eventi che accompagneranno i Giochi sul territorio - il CDA della Fondazione ha approvato all’unanimità la relazione del Presidente e, a maggioranza, alcune modifiche statutarie di natura tecnica, e ascoltato la relazione del Project Director, Diana Bianchedi. Al CDA, che ha già programmato la sua prossima riunione entro fine ottobre, erano presenti - oltre al Presidente Malagò e all’AD Novari - il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, le Federazioni, i consiglieri di area sportiva e quelli in rappresentanza del Governo e dei Territori che ospiteranno i Giochi (Regione Lombardia, Regione Veneto, Comune di Milano, Comune di Cortina d’Ampezzo, Provincia autonoma di Bolzano e Provincia autonoma di Trento).
Presente anche Piers Jones, Head of Games Delivery del CIO: “Lavoriamo in stretta sinergia con il Comitato Organizzatore. Un’Olimpiade è la più grande sfida che un Paese possa affrontare in tempo di pace. Una straordinaria occasione per il movimento sportivo e per l’Italia intera. Il CIO apprezza molto il lavoro fin qui svolto ed è a fianco della Fondazione perché Milano Cortina 2026 sia un esempio per tutti i prossimi Giochi ”.
Gli Educamp toccano quota 200. A livello nazionale guida la Liguria con 42 realtà coinvolte
- CONI
Gli Educamp toccano quota 200. E' forte l'adesione a livello nazionale ai centri sportivi multidisciplinari targati CONI e, declinati sul territorio, tramite un format collaudato con lo scopo di supportare gli Organismi Sportivi, le associazioni e la società dilettantistiche in questo difficile momento di ripresa dell’attività post Covid-19.
Rivolti ai giovani dai 6 ai 14 anni, gli Educamp CONI si caratterizzano per un percorso multidisciplinare volto ad ampliare il bagaglio motorio degli iscritti con l’obiettivo di aiutare i piccoli atleti a creare le premesse per diventare i campioni di domani. Il progetto dei Centri estivi sportivi del Comitato Olimpico Nazionale Italiano è stato inoltre attualizzato a seguito dell'emergenza coronavirus e rispetta le Linee Guida Nazionali che riguardano la tutela della salute e il contenimento del contagio.
Grazie alla sinergia con i Comitati Regionali CONI, Regioni ed Enti Locali è stato quindi possibile dar vita ad un progetto su scala nazionale che ha permesso, ad oggi, l’attivazione di 200 sedi Educamp CONI in 17 diverse regioni. La Liguria, con 42 realtà coinvolte, è quella con la più ampia offerta seguita da Veneto (30) e Sicilia (24).
Novità dell’edizione 2020 è anche l’Educamp in corso presso il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti, organizzato dal Comitato Regionale CONI Lazio con il supporto della Preparazione Olimpica e dell’Istituto di Scienza dello Sport del CONI. Durante le giornate all’Acqua Acetosa i giovani possono accedere a un luogo "sacro" dello sport e praticare scherma, rugby, calcio, hockey, pallacanestro, taekwondo, baseball/softball, ginnastica e triathlon (foto Mezzelani - GMT Sport).
Il programma settimanale prevede inoltre la possibilità di interagire con gli atleti che hanno scritto pagine indelebili dello sport italiano. Nelle prime due settimane sono stati ospiti all’Acqua Acetosa Marta Pagnini, bronzo nella ginnastica ritmica a Londra 2012, Raffaella Masciadri, storica capitana dell’Italbasket e Presidente della Commissione Nazionale Atleti CONI, Marco Di Costanzo, canottiere medaglia di bronzo nel due senza a Rio 2016, e Orazio Arancio, rugbista azzurro con due partecipazioni mondiali e Presidente della Commissione Nazionale Tecnici CONI.
Nei prossimi appuntamenti al Giulio Onesti verranno invece coinvolti Valerio Aspromonte, oro nel fioretto a squadre a Londra 2012, e Valentina Marchei, azzurra del pattinaggio che ha rappresentato l’Italia ai Giochi Olimpici Invernali di Sochi 2014 e PyeongChang 2018.
Le iscrizioni all’Educamp di Roma possono essere presentate attraverso l’area riservata areaeducamp.coni.it.
Anche il Centro sportivo estivo che si svolge al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti può essere frequentato usufruendo del voucher che le famiglie della Regione Lazio hanno ottenuto grazie al “Piano regionale per l’infanzia, l’adolescenza e le famiglie 2020”. L'edizione romana, nell'ambito del 'programma di promozione sportiva inerente allo sport di cittadinanza e all’inclusione sociale’ dettato dal protocollo d’intesa fra Regione Lazio e CONI, favorisce inoltre l’iscrizione gratuita, senza alcun onere economico, dei ragazzi ospitati delle case famiglia della città di Roma e si sviluppa con il coinvolgimento dell’Assessorato Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali.
Coppa del Mondo, chiusa la stagione 2019-2020. Foconi re del fioretto per il 3° anno consecutivo
- SCHERMA
La scherma italiana festeggia, grazie ad Alessio Foconi, la conquista della Coppa del Mondo di fioretto maschile.
L'ufficializzazione è giunta direttamente dalla Federazione Internazionale di Scherma che ha sancito la conclusione della stagione 2019-2020, definendo così le classifiche stagionali di Coppa del Mondo per singola specialità.
Alle sette Coppe del Mondo stagionali conquistate in ambito under20, la scherma azzurra aggiunge l'ottava: quella portata in dote dallo schermidore ternano che si aggiudica la vetta del ranking di fioretto maschile con un bottino di 210 punti. L'azzurro (foto FIS), in forza all'Aeronautica Militare, mette così in bacheca la terza Coppa del Mondo di specialità, conquistata in maniera consecutiva dal 2018 ad oggi, eguagliando - per successi consecutivi - l'altro italiano e compagno di Nazionale, Andrea Cassarà.
Foconi, campione del Mondo a Wuxi2018, per la circolarità dei punteggi che determinano i ranking, ha potuto contare sull'ammontare di punti che hanno tenuto conto dei risultati maturati nel corso della stagione 2019-2020 e di quanto ottenuto ai Campionati Europei Dusseldorf2019 e dei Campionati del Mondo Budapest2019.
Quarto posto nel ranking dei fiorettisti per Andrea Cassarà, mentre Daniele Garozzo ha concluso la sua stagione in sesta posizione.
L'Italia ha complessivamente ben figurato in tutte le classifiche di specialità.
E' il caso del fioretto femminile, dove a vincere è stata la russa Inna Deriglazova, seguita dal terzetto azzurro composto da Alice Volpi, Elisa Di Francisca ed Arianna Errigo, rispettivamente al secondo, terzo e quarto posto nel ranking.
Podio stagionale sfiorato invece nella sciabola maschile, dove Luca Curatoli conclude al quarto posto, mentre nella spada maschile ed in quella femminile, i colori azzurri occupano la quinta piazza rispettivamente con Andrea Santarelli e Mara Navarria.
Nella sciabola femminile, invece, il miglior piazzamento azzurro è stato il diciottesimo posto di Irene Vecchi.
Nelle classifiche a squadre, l'Italia non è scesa sotto al quinto posto. Nel fioretto femminile, le azzurre hanno concluso al secondo posto. Terzo posto conclusivo invece per le squadre italiane di fioretto maschile, spada maschile, sciabola maschile e sciabola femminile, mentre nella spada femminile l'Italia ha concluso al quarto posto.
FIORETTO MASCHILE
1. Alessio FOCONI - ITA - pt. 210
2. Enzo Lefort - Fra - PT. 174
3. Gerek Meinhardt - Usa - pt. 156
4. Andrea CASSARA' - ITA - pt. 154
5. Alexander Massialas - Usa - pt. 152
6. Daniele GAROZZO - ITA - pt. 133
7. Nick Itkin - Usa - pt. 126
8. Race Imboden - Usa - pt. 122
9. Alexey Cheremisinov - Rus - pt. 122
10. Julien Mertine - Fra - pt. 119
..
24. Tommaso MARINI - ITA - pt 78
29. Giorgio AVOLA - ITA - pt. 64
FIORETTO FEMMINILE
1. Inna Deriglazova - Rus - pt. 309
2. Alice VOLPI - ITA - pt. 200
3. Elisa DI FRANCiSCA - ITA - pt. 197
4. Arianna ERRIGO - ITA - pt. 180
5. Lee Kiefer - Usa - pt. 179
6. Ysaora Thibus - Fra - pt. 172
7. Yuka Ueno - Jpn - pt. 127
8. Hee Sook Jeon - Kor - pt. 124
9. Adelina Zagidullina - Rus - pt. 111
10. Sera Azuma - Jpn - pt. 107
...
18. Martina BATINI - ITA - pt. 83
19. Francesca PALUMBO - ITA - pt. 76
23. Erica CIPRESSA - ITA - pt. 63
29. Camilla MANCINI - ITA - pt. 52
SPADA MASCHILE
1. Sergey Bida - Rus - pt. 205
2. Masaru Yamada - Jpn - pt. 164
3. Gergley Siklosi - Hun - pt. 162
4. Igor Reizlin - Ukr - pt. 156
5. Andrea SANTARELLI - ITA - pt. 147
6. Yannick Borel - Fra - pt. 140
7. Bas Verwijlen - Ned - pt. 122
8. Sangyoung Park - Kor - pt. 112
9. Kazuyasu Minobe - Jpn - pt 111
10. Ruben Limardo Gascon - Ven - pt. 108
...
13. Gabriele CIMINI - ITA - pt. 88
27. Enrico GAROZZO - ITA - pt. 57.250
SPADA FEMMINILE
1. Ana Maria Popescu - Rou - pt. 176
2. Nathalie Moellhausen - Bra - pt. 157
3. Yiewn Sun - Chn - pt. 149
4. Injeong Choi - Kor - pt. 140
5. Mara NAVARRIA - ITA - pt. 140
6. Sheng Lin - Chn - pt. 139
7. Man Wan Vivian Kong - Hkg - pt. 134
8. Coraline Vitalis - Fra - pt. 112
9. Young Mi Kang - Kor - pt. 111
10. Olena Kryvytska - Ukr - pt. 107
SCIABOLA MASCHILE
1. Oh Sanguk - Kor - pt. 263
2. Max Hartung - Ger - pt. 203
3. Eli Dershwitz - Usa - pt. 197
4. Luca CURATOLI - ITA - pt. 180
5. Aron Szilagyi - Hun - pt. 172
6. Bolade Apithy - Fra - pt. 164
7. Sandro Bazadze - Geo - pt. 131
8. Kamil Ibragimov - Rus - pt. 131
9. Gu Bongil - Kor - pt. 129
10. Veniamin Reshetnikov - Rus - pt. 128
...
11. Luigi SAMELE - ITA - pt. 122
22. Enrico BERRE' - ITA - pt. 69
29. Aldo MONTANO - ITA - pt. 53
SCIABOLA FEMMINILE
1. Olga Kharlan - Ukr - pt. 297
2. Sofya Velikaya - Rus - pt. 208
3. Manon Brunet - Fra - pt. 187
4. Anne-Elizabeth Stone - Usa - pt. 136
5. Olga Nikitina - Rus - pt. 136
6. Yaqi Shao - Chn - pt. 135
7. Jiyeon Kim - Kor - pt. 133
8. Jiarui Qian - Chn - pt. 124
9. Mariel Zagunis - Usa - pt. 121
10. Bianca Pascu - Rou - pt. 118
...
18. Irene VECCHI - pt. 82
21. Rossella GREGORIO - pt. 74
22. Martina CRISCIO - pt. 67
FIORETTO MASCHILE | SQUADRA
1. Usa - pt. 448
2. Francia - pt. 344
3. ITALIA - pt. 280
4. Russia - pt. 268
5. Hong Kong - pt. 262
6. Corea del Sud - pt. 250
7. Giappone - pt. 228
8. Egitto - pt. 213
9. Cina - pt. 211
10. Germania - pt. 203
FIORETTO FEMMINILE | SQUADRA
1. Russia - pt. 436
2. ITALIA - pt. 364
3. Francia - pt. 308
4. Usa - pt. 304
5. Giappone - pt. 258
6. Canada - pt. 219
7. Ungheria - pt. 204
8. Corea del Sud - pt. 203
9. Polonia - pt. 202
10. Cina - pt. 199
SPADA MASCHILE | SQUADRA
1. Francia - pt. 355
2. Svizzera - pt. 294
3. ITALIA - pt. 276
4. Giappone - pt. 262
5. Corea del Sud - pt. 257
6. Ucraina - pt. 254
7. Russia - pt. 245
8. Cina - pt. 242
9. Ungheria - pt. 230
10. Usa - pt. 194
SPADA FEMMINILE | SQUADRA
1. Cina - pt. 340
2. Russia - pt. 308
3. Polonia - pt. 304
4. ITALIA - pt. 294
5. Usa - pt. 288
6. Corea del Sud - pt. 259
7. Estonia - pt. 252
8. Germania - pt. 215
9. Ucraina - pt. 213
10. Francia - pt. 205
SCIABOLA MASCHILE | SQUADRA
1. Corea del Sud - pt. 436
2. Ungheria - pt. 332
3. ITALIA - pt. 316
4. Germania - pt. 284
5. Russia - pt. 242
6. Francia - pt. 240
7. Iran - pt. 234
8. Usa - pt. 217
9. Romania - pt. 187
10. Egitto - pt. 186
SCIABOLA FEMMINILE | SQUADRA
1. Russia - pt. 402
2. Francia - pt. 336
3. ITALIA - pt. 296
4. Corea del Sud - pt. 286
5. Ungheria - pt. 269
6. Ucraina - pt. 244
7 Usa - pt. 243
8. Cina - pt. 226
9. Polonia - pt. 200
10. Giappone - pt. 198
Cerimonia di apertura con pochi partecipanti. L’Italia c’è ma senza il tricolore
- 40 ANNI FA I GIOCHI OLIMPICI A MOSCA
Ore 16.00 di Mosca del 19 luglio 1980. I rintocchi dell’Orologio del Cremlino, nel silenzio dello Stadio Lenin, fanno da prologo alla cerimonia d’apertura dei Giochi della XXII Olimpiade. Lo spettacolo può iniziare, non solo per i 100.000 dell’impianto moscovita, ma anche per i milioni di telespettatori in mondovisione.
La regia di Yosiph Tumanov, coreografo del Teatro Bolscioi, è di quelle indimenticabili, con grandi effetti cromatici sia in campo che sulle tribune, una vera e propria innovazione stilistica che sarà ricordata a lungo e che vedrà il pubblico tra i protagonisti dello show.
L’ingresso delle Nazioni partecipanti, come da tradizione, vede sfilare per prima la Grecia e poi, a seguire, le altre 79, in ordine di apparizione secondo l’alfabeto cirillico, con i padroni di casa a chiudere il corteo.Oltre 5000 atleti in rappresentanza di 80 Paesi, il numero più basso di partecipanti, però, dai Giochi Olimpici di Melbourne 1956. Uno dei capitoli più tristi della storia olimpica, già ferita dall’attentato di Monaco del 1972. Ma come si arrivò a tutto questo?
Retrodatando l’orologio della Torre Spasskaja al 27 dicembre 1979, quando l’URSS invase l’Afghanistan, rovesciando, di fatto, il regime di Hafizullah Amin. Gli Stati Uniti reagirono e lo sport, suo malgrado, venne coinvolto nella vicenda, con la relativa richiesta al CIO di negare l’organizzazione dei Giochi Olimpici allo Stato invasore. Nel marzo del 1980 la situazione precipitò.
Il presidente del Comitato Olimpico, Lord Michael Morris Killanin, cercò una mediazione, ma non ci fu modo di trovare un accordo. Il 21 marzo del 1980, il presidente Jimmy Carter annunciò ad una delegazione di atleti presenti alla Casa Bianca che gli Stati Uniti non avrebbero partecipato all’Olimpiade russa. Il Comitato Olimpico statunitense, l’USOC, che fino a quel momento aveva sostenuto la partecipazione, in una drammatica seduta del 12 aprile 1980, ratificò la decisione del presidente. E il boicottaggio divenne realtà.
Sessantacinque Paesi, tra cui Canada, Giappone, Germania Ovest, il blocco arabo e la Cina, appena rientrata nel CIO, decisero di non partecipare. Il Governo italiano si mostrò solidale con gli alleati statunitensi dichiarando il “no ai Giochi”, ma il CONI, guidato da Franco Carraro, avvalendosi della propria autonomia autorizzò la partecipazione dei propri atleti ma senza la presenza dei tesserati delle Forze Armate. La squadra azzurra, composta da 242 uomini e 47 donne, sfilò, quindi, sotto la bandiera olimpica.
Lo sport, con i suoi valori, avrebbe lenito - secondo alcuni - le ferite che la politica gli aveva inferto e quell’ultimo tedoforo sembrava il simbolo di una nuova ripartenza. L’accensione del tripode da parte del cestista Sergej Belov - primo giocatore non americano ad essere inserito nella Hall of Fame, ma soprattutto oro olimpico a Monaco 1972 - rappresentò proprio quello spartiacque. Il discorso di apertura del Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell’URSS, Leonid Brezhnev, lasciò la parola allo sport, lo spettacolo atteso da tutti, dopo mesi di agonia. Pierre de Coubertin diceva che “i Giochi Olimpici sono la celebrazione quadriennale della primavera dell’umanità”. E così fu!
Le medaglie degli azzurri ai Giochi di Mosca 1980:
Pietro Mennea Oro - Atletica: 200 m
Pietro Mennea, Stefano Malinverni, Mauro Zuliani, Roberto Tozzi Bronzo – Atletica: staffetta 4 x 400 m
Giancarlo Ferrari Bronzo - Tiro con l'arco: individuale
Franco Cagnotto Bronzo – Tuffi: Trampolino 3 m
Giorgio Gorla, Alfio Peraboni Bronzo – Vela: classe Star
Euro Federico Roman, Anna Casagrande, Mauro Roman, Marina Sciocchetti Argento - Sport Equestri: Completo a squadre
Michele Maffei, Mario Aldo Montano , Ferdinando Meglio, Giovanni Scalzo, Marco Romano Argento – Scherma: Sciabola a squadre
Maurizio Damilano Oro – Atletica: Marcia 20 Km
Sara Simeoni Oro – Atletica: Salto in alto
Ezio Gamba Oro – Judo: 71 Kg
Claudio Pollio Oro - Lotta libera: 48 Kg
Patrizio Oliva Oro – Pugilato: 63,5 Kg
Euro Federico Roman Oro - Sport Equestri: Completo individuale
Luciano Giovannetti Oro - Tiro a Volo: Fossa olimpica
Marco Bonamico, Roberto Brunamonti, Fabrizio Della Fiori, Pietro Generali, Enrico Gilardi, Pierluigi Marzorati, Dino Meneghin, Romeo Sacchetti, Marco Solfrini, Michael Sylvester, Renzo Vecchiato , Renato Villalta
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