Disegna la medaglia olimpica, Losanna 2020 chiama a raccolta i designer di tutto il mondo
- AL VIA CONCORSO INTERNAZIONALE
Losanna 2020 chiama a raccolta i designer e i creativi di tutto il mondo. Il comitato organizzatore dei prossimi Youth Olympic Games Invernali ha indetto un concorso per scegliere le medaglie con cui saranno premiati gli atleti che prenderanno parte alla rassegna che si terrà in Svizzera e, in parte in Francia, dal 9 al 22 gennaio 2020.
Partecipare è semplice: basta collegarsi al sito www.medal-design-competition.com, trovare l’ispirazione e inviare il proprio progetto. Il concorso si apre oggi 14 febbraio 2019 e si concluderà l'8 aprile 2019.
Il designer vincitore e i due secondi classificati saranno selezionati da una giuria composta da Young Change-Makers+ e Young Reporters che sono stati coinvolti nelle precedenti edizioni dei Giochi. Tra i giudici ci saranno inoltre la responsabile della commissione coordinatrice del CIO per Losanna 2020, l'olimpionica Danka Bartekova, Virginie Faivre, presidente del comitato organizzatore e leggenda dello sci freestyle e Viviane Morey, preside dell’Eracom, la Scuola professionale di arti applicate e comunicazione di Losanna i cui studenti hanno creato la mascotte dei Giochi Olimpici Giovanili del 2020.
Oltre al prestigio di partecipare alla creazione della storia olimpica, il designer vincitore vincerà un viaggio a Losanna per godersi la Cerimonia d'Apertura, assistere alla premiazione delle sue medaglie nelle competizioni sportive e ricevere una serie completa di medaglie da collezionare.
Nuova edizione dei Concorsi Letterari e del Racconto Sportivo. Presentazione testi entro il 17 aprile
- CONI
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano rinnova la propria tradizione culturale con l'emissione dei bandi del LIII Concorso Letterario e del XLVIII Concorso del Racconto Sportivo. Il Concorso più antico, che ha contribuito negli anni alla produzione letteraria di contenuto sportivo e dato nuovo impulso agli studi specializzati in materia di sport, offre la possibilità agli autori italiani di partecipare, entro il 17 aprile 2019, con le opere editate nel 2018 nelle tre sezioni: 1) Narrativa - libri di poesie, romanzi o raccolte di racconti di pura creazione con argomento sportivo; 2) Saggistica - monografie, studi storico-letterari, biografie e simili, sempre di argomento sportivo; 3) Tecnica - studi specializzati in materia di sport.
Il Racconto sportivo si propone di promuovere e divulgare un genere narrativo sempre più diffuso. Chi ha pubblicato un testo nel 2018 e chi ha invece realizzato un'opera inedita, potrà inoltrare il proprio racconto seguendo le indicazioni del bando, entro il 17 aprile. Confermata la presenza del premio "Under 18", riconosciuto all'autore del miglior racconto sportivo scritto da un giovane nato dopo il 1° gennaio 2001.
Il concorso giornalistico conferma invece il doppio riconoscimento per gli Under 35, mantenendo immutato lo schema legato alle altre, consuete categorie di riferimento.
Il bando del LIII Concorso Letterario
Il bando del XLVIII Racconto Sportivo
Mondiali: domani le azzurre impegnate nel gigante, resta l'incognita meteo
- SCI ALPINO
L’Italsci torna in pista ai Mondiali di Are con le azzurre impegnate domani nello slalom gigante. La squadra è pronta ed è composta da Federica Brignone, Marta Bassino, Sofia Goggia e Francesca Marsaglia. Resta l'incognita meteo, visto che in queste ore, sulle Alpi svedesi, si sta scatenando una vera bufera di vento, pioggia e neve a tratti, che non lascia ben sperare.
L'ultima medaglia iridata azzurra al femminile nella specialità è quella di Sofia Goggia a St. Moritz, nel 2017, mentre Federica Brignone vinse l'argento a Garmisch nel 2011. Per trovare l'oro bisogna risalire, invece, a Sestriere '97 quando vinse Deborah Compagnoni, che ripeté il successo già ottenuto l'anno precedente a Sierra Nevada. La medaglia più antica è quella di Giuliana Chenal-Minuzzo nel 1960, cui sono seguiti altri due bronzi (Karbon ad Are, nel 2007 e, appunto, Goggia), tre argenti (Putzer 2001 e Karbon 2003 prima di Brignone) e due ori.
“Sto bene, da dopo la combinata ho fatto tre giorni di gigante, uno sulla pista da riscaldamento in notturna per provare la luce della seconda manche – ha rilevato Federica Brignone (foto FISI) -. Un giorno invece abbiamo sciato nell'orario della prima manche. A me piace tantissimo la luce artificiale perché illumina benissimo il terreno. Secondo me ci saranno più problemi nella prima manche, mentre quando è veramente buio, le luci illuminano perfettamente. C'è solo un punto scuro, prima dell'ultimo dosso, dove bisogna assolutamente passare. Spero che l'organizzazione riesca a far arrivare un po' di luce. Ad Are i miei risultati sono: due secondi posti, due quarti e due ottavi, ma tutti sulla pista dei maschi. Quella di questi Mondiali non l'ho mai provata. Il meteo non l'ho mai guardato, ma penso che sia meglio se pioverà perché saleranno e dovrebbe tenere. Personalmente preferisco una condizione così, piuttosto che la neve bagnata di oggi. Credo che il vero problema non sarà la neve, ma il vento, che blocca la seggiovia e comunque impedisce di gareggiare in sicurezza. In realtà gli allenamenti di questi ultimi giorni servono a poco, conta molto di più quanto tranquillo un atleta riesce ad arrivare in partenza. La preparazione pre-Mondiale deve portare ad essere sicuri al cancelletto, pieni di fiducia in se stessi e certi del lavoro fatto".
"La medaglia della Team Event è tutta di chi ha gareggiato, io ero riserva, ma i protagonisti sono stati gli altri – ha sottolineato Marta Bassino, ieri riserva nel Team Event che ha regalato all’Italia il bronzo -. Li ho visti ben determinati, e volevano questo risultato a tutti i costi e ci sono riusciti. Io conosco un po' di più Lara Della Mea, perché ultimamente sta frequentando la squadra: è determinata e senza pensieri. Cerca di fare del suo meglio e così ha fatto anche ieri. Io ora ho maggiore consapevolezza, ma mi rivedo un po' in lei, se ripenso al mio primo Mondiale. Era tutto nuovo in un mondo completamente diverso. Adesso so quello che vale e quello che valgo. Nel gigante di domani so cosa posso fare e mi farò valere. Sono contenta di come mi sono ripresa nel corso della stagione. All'inizio non sono partita bene, ma poi ho ritrovato le giuste sensazioni ed mi hanno riportato sul podio di Kronplatz".
Mondiali: storico bronzo degli azzurri nel team event con Vinatzer, Maurberger, Della Mea, Curtoni
- SCI ALPINO
L'Italia conquista la medaglia di bronzo per la prima volta nella storia nella gara a squadre ai Campionati Mondiali di Åre (Svezia). Sconfitti in semifinale dalla formazione austriaca (2-2) per una manciata di centesimi (+0.29), Alex Vinatzer, Simon Maurberger, Lara Della Mea e Irene Curtoni hanno disputato con grande grinta la finale per il 3° posto battendo la Germania (3-1).
Superata la beffa della semifinale, in finale sembrava fatta sul 2-1 per l'Italia nella finale per il 3° posto, La Germania ha piazzato però il punto decisivo con Linus Strasser nella sfida contro Alex Vinatzer, pareggiando i conti e portando avanti i tedeschi nella somma dei tempi. Solo che, prima dell'uscita dell'altoatesino che stava rischiando il tutto per tutto contro un rivale sulla carta superiore, Strasser aveva inforcato. Così gli azzurri (foto FISI) hanno vinto 3-1, come nel calcio nella finale mondiale dell'82.
Al primo turno gli azzurri avevano battuto 3-1 la Finlandia portandosi subito sul 2-0 grazie alla netta vittoria di Lara Della Mea su Nella Korpio, distanziata 1"21, e a quella sofferta di Simon Maurberger, che ha messo i propri sci davanti a quelli di Henttinen per appena 4 centesimi. Poi Irene Curtoni, complice un errore iniziale, ha perso la propria sfida con la Henkanen, ma ci ha pensato Alex Vinatzer a portare a casa il punto decisivo contro Rasanen.
Con lo stesso risultato (3-1) l'Italia aveva domato anche la Norvegia. Stavolta le cose si erano messe male, con la sconfitta di misura di Irene Curtoni, superata proprio nelle ultime porte da Thea Louise Stjernesund, poi però è cominciata la rimonta con Alex Vinatzer che ha approfittato dell'uscita di Foss-Solevaag, la bellissima manche di Lara Della Mea contro Lysdhal e il sigillo conclusivo di Maurberger nella sfida con Nestvold-Haugen.
La medaglia d’oro è stata vinta dalla Svizzera che superato l’Austria (2-2) per miglior somma di tempi.
Ploner argento nello slalom, 2° podio azzurro a Sarajevo. Delegazione ricevuta dall'Ambasciatore Minasi
- EYOF
Nella seconda giornata di gare agli EYOF di Sarajevo arriva la prima medaglia azzurra negli sport invernali.
A conquistarla è stato Manuel Ploner, altoatesino classe 2001, secondo nello slalom che si è disputato sulle nevi di Jahorina, dove Paola Magoni vinse l’oro olimpico nel 1984.
Lo sciatore azzurro si è piazzato a 1”34 dall’austriaco Joshua Sturm, che ha vinto in 1’52”05, e davanti al norvegese Oscar Zimmer (+1”37). Quinto, invece, Matteo Bendotti.
Si tratta della seconda medaglia italiana al Festival Olimpico della Gioventù Europea dopo l'oro vinto ieri nello short track dalla portabandiera Elisa Confortola.
La delegazione italiana in serata è stata poi ricevuta ieri dall'Ambasciatore italiano in Bosnia, Nicola Minasi. All'incontro - avvenuto presso l’Hotel Hills, adibito a villaggio atleti -, hanno partecipato anche alcuni rappresentanti della comunità italiana a Sarajevo nonché alcuni imprenditori italiani attivi nel paese. L’Ambasciatore ha voluto conoscere e parlare con i ragazzi di questa esperienza agonistica, rivolgendo in particolare i complimenti ai due atleti capaci di salire sul podio nei primi giorni di gara.
“Questa è un’occasione informale per dirvi quanto siamo contenti di avervi qui a Sarajevo. Siamo contenti di festeggiare le prime medaglie, non dico nulla per scaramanzia sul prosieguo dei giochi ma fate del vostro meglio. Vorrei anche dirvi che questa manifestazione è molto importante e la vostra presenza lo è altrettanto almeno per due motivi: il primo è che c’è una grande comunità italiana, non tanto per numero ma per qualità: tante persone arrivate già dal 1800, e questa comunità è molto contenta di avervi qua e di festeggiare con voi. L’Italia è una grande amica per la Bosnia Erzegovina, ci sono tanti imprenditori italiani e loro imprese danno lavoro a più di 10.000 persone e sopratutto ci sono grandi legami d’amicizia. Ci sono scuole che vengono da tutta Italia per incontrare le scuole locali e avere degli scambi e spero veramente che anche la vostra presenza invogli nuove persone a visitare la Bosnia Erzegovina. Il secondo motivo è che questi Giochi sono molto importanti per Sarajevo e per questo Paese perchè l’esperienza della prima Olimpiade dell’84 è stata importantissima come segno di pace e questo segno a maggior ragione è importante oggi perché per la prima volta dopo la guerra che c’è stata qui tra il 92 e il 95 c’è un segno tangibile di rinascita, quindi tutti i vostri sorrisi, tutte le vostre vittorie, tutte le vostre gare sono un segnale veramente importantissimo per tutta la nazione perchè è anche l’occasione per la BIH di riaprisi al resto del mondo, al resto dell’Europa, nel segno dello sport e penso sia molto bello anche perchè, dato che tutti voi siete nati nei primi anni 2000, voi come i vostri coetanei di qua siete quelli chiamati davvero a cambiare ulteriormente il futuro di questo paese e dell’Europa e quindi vi auguro di gareggiare con felicità e di vincere e far vincere questa idea dello sport che unisce".


Lillehammer '94, 25 anni fa debuttavano i primi Giochi 'white and green'
- OLIMPIADI INVERNALI
Il 12 febbraio di 25 anni fa si apriva a Lillehammer la 17esima edizione dei Giochi Olimpici Invernali, i primi tenuti in un anno differente dall’edizione estiva, a soli due anni dall'Olimpiade di Albertville.
Qualcuno li definì i Giochi più belli, sicuramente furono un successo: Lillehammer fu scoperta dal mondo e i suoi Giochi sono diventati, nel tempo, un esempio di buone pratiche sostenibili nella mega organizzazione di eventi. Furono, infatti, Olimpiadi rispettose dell’ambiente - tanto da essere riconosciuti come i primi Giochi “bianchi e verdi" - e attente alla crescita del business e del turismo della zona.
Lillehammer ’94 gettò le le basi per lo sviluppo degli standard ambientali olimpici e rafforzò ulteriormente l'impegno della Norvegia per la sostenibilità.
A distanza di 25 anni tutte le 10 venues costruite appositamente per quei Giochi - e che durante la manifestazione ospitarono circa 200mila spettatori al giorno - sono ancora utilizzate e sette di queste sono state impiegate anche nell’edizione invernale degli Youth Olympic Games che la località norvegese ha ospitato nel 2016.
I Giochi furono un volano anche dal punto di vista sportivo. Essi, infatti, ispirarono una generazione "dorata" di atleti nel Paese che ha elevato la Norvegia tra i protagonisti assoluti negli sport invernali.
Ma è positivo anche il ricordo azzurro. L’Italia, che si presentò al mondo, nella cerimonia di apertura, con la portabandiera Deborah Compagnoni (poi vincitrice dell’oro nello slalom gigante), celebrò al meglio quell'Olimpiade innovativa conquistando 7 ori, 5 argenti e 8 bronzi: un bottino che valse alla spedizione tricolore il quarto posto nel medagliere.
Il fondo azzurro la fece da padrone con nove medaglie e protagonista assoluta della squadra italiana fu Manuela Di Centa (foto Allsport - CIO) che firmò cinque di quelle medaglie, portando in dote 2 ori, 2 argenti e un bronzo, vinte in altrettante gare disputate.
Furono i Giochi della rimonta di "Tomba la bomba" con l’Alberto nazionale che entusiasmò tutti con un’epica rimonta nello slalom che lo portò dal dodicesimo posto della prima manche alla medaglia d’argento.
Furono i Giochi, oltre a quelli già citati, di tanti campioni azzurri che entrarono nella storia: dal fondo, con Stefania Belmondo, Bice Vanzetta, Gabriella Paruzzi, Marco Albarello, Maurilio De Zolt, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner, allo sci alpino con Isolde Kostner, passando per lo slittino con Brugger-Huber, Gerda Weissensteiner e Armin Zoeggler e lo short track con Maurizio Carnino, Orazio Fagone, Hugo Herrnhof e Mirko Vuillermin.
E, a 25 anni di distanza, l’Italia non può ricordare Lillehammer ’94 se non con un sorriso.
Prima medaglia dallo short track, la portabandiera Confortola è d'oro nei 1500
- EYOF
Per l'Italia è un avvio con il botto quello degli EYOF Invernali in corso a Sarajevo.
La prima medaglia della spedizione azzurra impegnata in Bosnia è d’oro e porta la firma della portabandiera, Elisa Confortola, che ieri sera ha sfilato nella cerimonia di apertura della manifestazione dedicata agli atleti tra i 14 e i 18 anni.
L’azzurra dello short track si è aggiudicata la finale dei 1500 in 2’39”258 davanti alla slovacca Rusnakova e all’olandese Velzeboer.
Trofeo Inalpi: emozioni azzurre a Torino, podio tricolore nel fioretto femminile
- SCHERMA
Il Pala Alpitour di Torino si colora d'azzurro grazie alle emozioni che l'ItalFioretto regala al pubblico torinese. Il Grand Prix FIE trofeo "Inalpi" si conclude infatti con la tripletta italiana nel fioretto femminile, grazie ad Alice Volpi, Elisa Di Francisca e Francesca Palumbo, cui si aggiunge il terzo posto di Alessio Foconi nella gara di fioretto maschile.
Sul gradino più alto del podio femminile sale Volpi che bissa il successo torinese del 2015. In finale la campionessa del Mondo in carica si aggiudica il derby azzurro contro Elisa Di Francisca, col punteggio di 15-9. L'olimpionica di Londra2012 ed argento a Rio2016, a sua volta, aveva "dirottato" sul terzo gradino del podio Francesca Palumbo, al suo secondo podio in carriera, superandola per 15-7.
Al maschile, invece, Foconi conclude la sua tappa torinese al terzo posto. A fermare la corsa dell'azzurro, che continua a rimanere sul podio in Coppa del Mondo dopo il successo di Parigi ed il terzo posto ottenuto nella tappa di Tokyo, è stato lo statunitense Race Imboden che in semifinale si è imposto per 15-13 e che a seguire ha vinto la gara maschile. Il campione del Mondo aveva sconfitto ai quarti il bronzo olimpico, il russo Timur Safin, col punteggio di 15-12, dando continuità ad un percorso iniziato di prima mattina con la vittoria contro il cinese Chen Li per 15-9.
Coppa del Mondo: Valcepina si concede il tris. A podio anche le staffette azzurre
- SHORT TRACK
La tradizione è rispettata: Torino porta ancora una volta fortuna alla Nazionale italiana di short track e la tappa finale di Coppa del Mondo si tinge magicamente d’azzurro. Nell’ultima giornata sul ghiaccio del PalaTazzoli la squadra tricolore degli allenatori Assen Pandov ed Anthony Barthell si toglie soddisfazioni enormi con l’ennesima impresa di Martina Valcepina e le straordinarie prove delle staffette. La valtellinese delle Fiamme Gialle è semplicemente perfetta nella sua distanze prediletta, i 500 metri, e ieri si è regalata la seconda vittoria in due giorni, la terza considerando la tappa della scorsa settimana a Dresda: per lei che non aveva mai vinto in carriera una gara di Coppa del Mondo, sono arrivati tre successi nel giro di una settimana che gli consentono di chiudere anche seconda assoluta (alle spalle della polacca Maliszewska) nella classifica di specialità del circuito internazionale. Se non è magia questa…
Il capolavoro si è concretizzato però proprio a fine giornata quando le staffette azzurre hanno infiammato il ghiaccio del PalaTazzoli. Primo a scendere in pista, il quartetto femminile composto da Martina Valcepina (Fiamme Gialle), Cecilia Maffei (Fiamme Azzurre), Elena Viviani (Fimme Gialle) ed Arianna Sighel (Sporting Club Pergine) – con riserva Lucia Peretti (Esercito), scesa sul ghiaccio nei quarti e in semifinale – si è piazzato al secondo posto alle spalle dell’Olanda e davanti alla Russia, terza, con la Corea del Sud penalizzata e quarta. “Un grande grazie a Torino che ci ha accompagnato dal primo all’ultimo secondo: chiudere così sul podio è una gioia enorme“, ha raccontato Arianna Sighel, al prima podio in Coppa del Mondo. Festa ed entusiasmo che esplode definitivamente con il secondo podio in sequenza: la squadra maschile formata da Yuri Confortola (C.S. Carabinieri), Mattia Antonioli (Esercito), Tommaso Dotti (Fiamme Oro Moena) ed Andrea Cassinelli (Velocisti Ghiaccio Torino) coglie infatti una splendida terza posizione dietro a Russia, prima, e Giappone, secondo. Quarta l’Olanda, ultima classificata della Finale A. “Siamo felici, è stato bello regalare questo risultato ai nostri tifosi che hanno fatto un tifo assordante. Questo week-end abbiamo pattinato alla grande e in finale potevamo anche ambire a qualcosa in più… Ora però testa ai Mondiali” le parole di Andrea Cassinelli. Già, perché la doppia performance da applausi certifica la qualificazione di entrambe le staffette ai Mondiali di Sofia di marzo in Bulgaria. Un altro obiettivo per un’Italia che non vuole fermarsi più.
Acceso il tripode olimpico, oggi si assegnano le prime medaglie
- APERTI GLI EYOF DI SARAJEVO
Con l’accensione del tripode da parte della judoka bosniaca Larisa Cerić, si è alzato il sipario sulla 14esima edizione degli EYOF Invernali, in programma fino al 16 febbraio a Sarajevo e a Sarajevo Est. Quella che si è svolta allo Stadio Olimpico "Asim Ferhatović Hase" è stata una cerimonia caratterizzata dallo slogan “We create together”, in un Paese che dopo la Guerra dei Balcani riannoda così il suo legame con i cinque cerchi che oltre tre decenni fa sventolavano in quello stesso stadio in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Sarajevo 1984. Tra i 46 Paesi presenti, a capitanare la delegazione italiana -composta da 37 azzurri (18 uomini e 19 donne) - è stata la portabandiera Elisa Confortola, medaglia di bronzo nella staffetta di short track ai Mondiali Junior di Tomaszow Mazowiecki 2018 e Montreal 2019.
Oggi si assegnano già le prime medaglie nelle otto discipline in programma nella manifestazione dedicata agli atleti tra i 14 e i 18 anni.
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