Stati Generali, gli interventi di DSA, EPS, AB, Comitati Regionali e Delegati Provinciali
- CONI
La sesta, la settima, l'ottava, la nona e la decima sessione - che hanno chiuso i lavori degli Stati Generali - sono state caratterizzate dagli interventi dei rappresentanti delle Discipline Sportive Associate, degli Enti di Promozione Sportiva, dei Comitati Regionali e dei Delegati Provinciali e delle Associazioni Benemerite.
SESTA SESSIONE – DISCIPLINE SPORTIVE ASSOCIATE
Donato Antonio Milano (Federazione FIKBMS): rappresentiamo circa 260mila tesserati e 5mila società certificate e otteniamo risultati di alto livello enormi e ancora oggi non capisco la differenza una DSA e una FSN. Tutto ciò è basato sul volontariato. Lavoriamo con applicazione e una programmazione decisa e siamo spinti da passione. Questa non è una riforma ma un intervento a gamba tesa. Se si fosse trattato di riforma avremmo dovuto leggere qualcosa all’interno del dossier. Ma il dossier è vuoto. Il nostro Presidente Malagò è il nostro faro e tale resterà qualsiasi cosa accada. Questo è un intervento politico a gamba tesa. Ho atteso 47 anni per mettermi addosso lo stemmino del CONI e col cavolo che me lo faccio togliere. Sono pronto a sfilare con i gilet tricolori. Scriviamo bene questa norma affinché non diventi Sport e salute e massaggi dei piedi.
Enzo Casadidio (Federazione FIGeST): Appartengo ad una federazione che ha all’interno 19 discipline. Faccio parte delle DSA e condivido lo scudetto del CONI. Chiediamo di rivedere il rapporto con gli Enti di Promozione e le Federazioni Sportive Nazionali. Abbiamo tanti riconoscimenti ma chi ci salva da quelle pseudo federazioni lucrative? Volgiamo difendere il nostro mondo e dire alla politica cosa significa essere una federazione e fare lo sport. Noi siamo sul territorio, su 70 province. Compiamo uno sforzo immenso e non vogliamo che tutto ciò venga buttato via. Noi vogliamo vivere, non sopravvivere.
Stefania Lenzini (Presidente FITw): Si dice che non vogliamo accettare una manovra perché non siamo disposti al cambiamento, ma io sono l’esempio vivente di chi ha voluto accettare le sfide. E come me ce ne sono tante di persone. Sono l’unico Presidente donna e sono fiera che in Consiglio Nazionale ci siano altre donne – tra i tecnici e le atlete - che rappresentano il mondo dello sport. Questa manovra ci sta disorientando e il disorientamento crea vuoto. Non abbiamo bisogno che qualcuno ci insegni a tutelare sport di base. Noi siamo lo sport di base. Io mi sento nella casa dello sport sotto l’egida dello scudetto e dei cinque cerchi e da nessuna altra parte posso sentirmi nella casa dello sport. Siamo in un momento in cui qualcuno ha deciso di appropriarsi di un’identità che non dobbiamo farci togliere.
Ariano Amici: Alcuni anni fa festeggiavamo i 100 anni del CONI e oggi si parla di Sport e Salute. Non voglio dire che tutto ciò che è stato fatto sia stato fatto bene, avremmo potuto infatti riformarci da soli.
Vincenzo Drago (Presidente FIWuK): Le linee guida che il Governo ci sta sottoponendo presuppongono un approccio di tipo politico, non è vero che la politica non debba occuparsi dello sport. Lo sport si occupa di politica quando si occupa ad esempio di disagio sociale, vanno di pari passo. Lo sport deve rappresentare i propri interessi. Il dialogo che vogliono è di tipo politico e questo dobbiamo dargli. In questo momento la politica combatte i centri di potere, usciamo allo scoperto, facciamo noi politica dello sport. Spero che in questa contrattazione tutte le federazioni siano rappresentate e non ci siano associazionismi di federazioni che vanno per i fatti loro. Vorrei che il Presidente Malagò si faccia garante nell’interesse di tutti.
Carlo Bordini (Presidente FID): Grazie al modello CONI qui ci siamo sentiti a casa. Ci sentiamo parte completa del CONI ed eravamo anche noi dal Presidente della Repubblica con i campioni delle altre federazioni. Se ciò ci permette di migliorare, non ci spaventa questa riforma. Con l’impegno che ci siamo dati Presidente Malagò porta lo sport a dama affinché possa vincere la passione.
Sergio Anesi (Commissario FISO): Sono preoccupato di questa riforma? Sì, sono preoccupato per come ci è stata proposta e sono perplesso per alcune assenze oggi. Vorrei dire al Governo che cercare di fare più grande lo sport italiano significa riconoscere la sua grande storia. Il modello Italia ha dimostrato di saper funzionare, sarà da correggere ma non da cancellare. Occorre migliorare e cambiare attraverso proposte che diano pari identità. Abbiamo un solo modello virtuoso da migliorare ma da difendere con i denti: il CONI.
Andrea Mancino (Presidente FIBS): Ci dicono che nulla cambia e allora di cosa stiamo parlando? Viene fuori una certezza: cioè che il tentativo di cambiare nome ad una società esistente sia il tentativo di svuotare il CONI di competenze. Il problema non sono i 411 milioni di euro. Questa non è una riforma. Una riforma prevede un’idea, un progetto, una conoscenza. Mi dispiace ma non ho visto nulla di tutto ciò. Basta considerare le DSA come discipline a parte, noi siamo federazioni sportive. Si dice che dobbiamo investire sulle associazioni, sulla scuola, ma stia sereno l’onorevole Valente: la mia federazione già investe nella scuola e nelle attività giovanili. Noi nelle scuole ci siamo il problema sono le scuole che non hanno spazi e risorse. Hanno detto che il sistema non si vuole riformare ma questa gestione del CONI ha avuto la capacità di affrontare sempre il problema. Siamo passati da 7000 a 386 discipline, questo vuol dire che il CONI sa autoriformarsi. Noi non ci identificheremo mai in un soggetto diverso dal CONI.
SETTIMA SESSIONE – ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA
Damiano Lembo (Presidente US ACLI): Mi sento abbastanza rincuorato da ciò che ho sentito questa mattina. Grazie a questi Stati Generali è stata data una libertà piena di interventi a tutti i soggetti del mondo dello sport. Questo è un grande segno di apertura. È un bel risultato quello che abbiamo vissuto questa mattina. Nel report della commissione per la catalogazione delle discipline si auspica di valutare l’impatto sociale delle attività sportive e ciò dimostra la sensibilità di questo mondo su questo argomento.
Vincenzo Manco (Presidente UISP): Sono fermamente convinto che lo sport è cultura, ma non esiste una definizione di sport in questo paese. Cosa vuol dire sport in questo Paese alla luce di un’abbozzata riforma? È evidente che la domanda di sport si sia modificata, ed è così anche nel mondo olimpico. Ma voglio anche discutere se Sport e Salute sia la medicalizzazione della pratica sportiva. La scuola? Noi vogliamo continuare ad approcciare l’alfabetizzazione, c’è un problema anche nostro, ma c’è tutta una prateria che va messa sul tavolo a partire dall’unicità e dall’unitarietà del sistema sportivo. Occorre costruire una piattaforma dove tutti ci si rivede.
Bruno Molea (Presidente AICS): Ormai la legge c’è, proviamo a capire l’idea. Ragioniamo sul futuro. Da Giorgetti e Valente c’è stata un’apertura ed è un elemento nuovo. Per governare una nave così complessa servono competenze. Queste due persone, anche per colpa nostra, hanno ritenuto di dover costruire le condizioni di un nuovo governo. Forse dico che se fossimo stati in grado di anticipare e spiazzare certe strategie politiche saremmo stati qui in condizioni diverse. Oggi siamo costretti a rincorrere, ma io credo che ci sia lo spazio. Gli Enti di promozione non sono la feccia dello sport, forse hanno all’interno alcune associazioni che vanno messe in riga. Dobbiamo avere il coraggio di fare squadra ed essere propositivi nella direzione che questa legge ha tracciato per avere il danno minore. Dobbiamo dimostrare che c’era bisogno di fare riforma ma farla in maniera diversa e siamo pronti a lavorarci. Diversamente la musica la suoneranno solo gli altri.
Luigi Musacchia (Presidente LIBERTAS): La Libertas condivide il concetto di autonomia dello sport. Se lo sport non è inteso come cultura c’è aspetto solamente campionistico, ma c’è un grande segmento della popolazione italiana che vorrebbe partecipare ad un’attività sportiva. Occorre una politica sportiva che persegua degli obiettivi che individuino con chiarezza chi fa che cosa. Il CONI e le Federazioni hanno ottenuto degli ottimi risultati, ma circa 8 milioni di sportivi costituiscono un bacino di domanda latente. Serve una legge quadro che fissi con chiarezza le competenze e dica con chiarezza chi è dilettante, che preveda l’espansione dell’impiantistica e la piena fruibilità degli impianti esistenti.
Marco Perissa (Presidente OPES): Ho ascoltato con attenzione le parole del Governo e devo dire che le condivido quando si parla di prevenzione e dell’attività scolastica. Ma ho un dubbio. La burocrazia di cui parlano è colpa del CONI? Ristrutturare l’impiantistica è una prerogativa del CONI? Anziché riformare lo sport perché allora riformano il CONI? Ho un dubbio semantico: dovremmo spiegare che una riforma è un progetto normativo strutturato. Un emendamento alla finanziaria è invece un intervento economico nell’ambito delle controllate dello Stato. È legittimo ma è diverso. La mia preoccupazione è che la possibile incompiutezza del processo di riforma sia pagata dagli utenti finali: i bambini e genitori che fanno sport nelle periferie. Serve vigilare sul Governo, c’è stata un’apertura apprezzabile ma il mondo dello sport ce l’abbiamo noi. Va bene la collaborazione, assumendoci la responsabilità di vigilare sull’effettivo funzionamento della macchina.
Lorenzo Lentini (Presidente CUSI): C’è il pericolo che venga minata l’autonomia dello sport universitario. Per l’ente che rappresento mi sono posto un interrogativo: chi siamo e cosa rappresentiamo? La risposta mi piace affidarla ad una metafora: la terza camera dello sport italiano. La prima le federazioni sportive, la seconda è lo sport per i disabili, la terza sono gli Enti di Promozione. Il CUSI da oltre 70 anni riveste un ruolo di federazione di servizio dello sport e dell’università. Rivendichiamo il nostro ruolo all’interno dello sport e al servizio degli studenti.
OTTAVA SESSIONE – COMITATI REGIONALI
Paola Mora (Presidente CONI Trento): “Mi piacciono gli Stati Generali che danno voce alla base che si rinnova e che si pone come attore. L’unico rammarico è che qui manchino gli attori principali. Venire a chiederci delle proposte quando la legge è stata approvata mi sembra una correzione in corso d’opera. Lo sport parte dalla base. Non possiamo dividere sport in compartimenti stagni. Oggi chiedo l’unità dello sport dalla base alla preparazione olimpica. Se cambia lo sport cambia la società italiana e non possiamo permetterlo senza il nostro contributo. Perché quando si parla di soldi dobbiamo cancellare il nome CONI? Ci accusano che lo sport è autoreferenziale e si sta allargando troppo ma il CONI ha presidiato dei vuoti lasciati da altri. Questa non è una colpa. Mai come in questo momento dobbiamo dimostrarci uniti”.
Oreste Perri (Presidente CONI Lombardia): Sono stato insegnante di educazione fisica che era considerata una materia era di serie B. La ginnastica era un intervallo guidato. La riforma all’interno del CONI ha sviluppato le conoscenze e le competenze ed oggi parlare di sport fuori dal CONI non dà il livello di competenze che ci sono qui. Oggi questa riforma è legge e noi sappiamo muoverci nel rispetto delle regole. Andiamo avanti sfruttando le nostre competenze”.
Piero Paolo Marchiando (Presidente CONI Valle d’Aosta): “Il mondo dello sport non è contrario al cambiamento, è abituato. Agonismo vuol dire confronto con gli altri. Questo confronto avviene in un mondo che oggi è basato su una forte democrazia e volontarismo. Il nostro mondo, nonostante le problematiche del Paese, sta proficuamente lavorando per lo sviluppo dello sport anche nelle scuole. Non si può fare uno spezzatino delle competenze fondamentali acquisite”.
Gianfranco Porqueddu (Presidente CONI Piemonte): “C’era bisogno di questi Stati Generali per far capire ai nostri governanti che c’era bisogno di un confronto. Sarebbe stato interessante che ascoltassero tutte le voci del territorio perché di territorio non ho sentito parlare dai Sottosegretari. Il CONI tramite le sue strutture territoriali ed assieme alle Federazioni, alle DSA, agli EPS consente di ampliare la base di praticanti e favorire la ricerca del proprio talento che se ben guidato può trasformarsi in una nuova medaglia olimpica. Il territorio è uno dei pilastri essenziali del Comitato Olimpico. Se le medaglie sono arrivate è merito della capacità del CONI di favorire la cucitura e la coesione sociale”.
Antonio Micillo (Presidente CONI Liguria): “Se stiamo qui a parlare di territorio è merito del Presidente Malagò. Lo sport è democrazia, autonomia e competenza. Il grande valore del CONI sono le risorse umane. Avrei voluto qui davanti i due Sottosegretari. Hanno fatto degli interventi interessanti, ma visto che parlano di troppa burocrazia perché non ci danno la semplificazione burocratica?”
Maurizio Condipodero (Presidente CONI Calabria): “Ho il timore di vedere morire la nostra indipendenza. Bisogna trovare le soluzioni a un momento scellerato. Un emendamento ha cancellato un secolo di storia. Siamo 12 milioni, spero che lo sport resti sempre una metafora della vita”.
NONA SESSIONE – DELEGATI PROVINCIALI
Elena Avallone (delegato Trapani): “Essere sportivi vuol dire conoscere gioco e le regole. Abbiamo alcuni aspetti di difficoltà. C’è la necessità di ribadire l’importanza del termine scuola che non c’è nello statuto del CONI e del termine sport che non è nella Costituzione. I valori sportivi sono ancora relegati come aspetti secondari nella nostra società. Autonomia non vuol dire anarchia, rivendico con forza delle regole da riscrivere per il CONI, per un futuro sognato e non segnato da chi vuole solo giocare in maniera autoreferenziale”.
Antonio Bonetti (delegato Parma): “Per me cambia tutto. L’immagine sul territorio è un po’ sbiadita, nonostante ciò sono orgoglioso della storia e dell’autorevolezza del CONI. Con Sport e Salute mi sentirei rappresentante di una beauty farm, ma questi rappresentanti vengono pagati”.
Giuseppe Canzone (delegato Palermo): “Dobbiamo prendere atto che c’è stata una sottrazione di cassa, un’appropriazione indebita”.
Michele De Simone (Caserta): “Quando si parla di sport si parla di territorio e il territorio è il luogo degli affetti e dell’entusiasmo”.
Claudia Giordani (Milano): “Auspico una maggiore apertura anche alle donne, sempre sotto il grande cappello del nostro simbolo”.
Domenico Ubaldi (Ancona): “C’è stata una rasoiata che non ha provocato nessuna reazione nella nostra periferia. Abbiamo migliaia tesserati e non abbiamo detto niente. Perché non abbiamo detto che oggi mancano rappresentanti importanti del mondo sportivo? Questa è confusione. Noi non rappresentiamo più le nostre società sul territorio. Il Registro 2.0 è stata una cosa straordinaria ma dobbiamo avere lo stesso coraggio per le delegazioni provinciali. Noi abbiamo perso potere rappresentativo e siamo spesso bypassati dai Comitati Regionali. O queste delegazioni le facciamo funzionare bene o conviene chiuderle poiché non siamo in grado di dare un servizio alle società sportive. Definite chi deve fare che cosa, la società è cambiata e dobbiamo farlo anche noi, se lo facciamo in fase difensiva perdiamo”.
A sottolineare l'importanza che svolge il territorio nel sistema sportivo italiano sono stati anche Lavinia Saracco (Asti) e Lucio Taschin (Rovigo).
Vittorio Vito (delegato Venezia): “Il territorio andrebbe rimesso nelle condizioni di fornire maggiori servizi ed essere più utile alla promozione dell’attività sportiva. Non sono d’accordo a dire che tutto quello che è stato fatto è fatto. Occorre una sintesi per poter dire a chi ci governa che questa volta avete sbagliato perché lo sport è la manifestazione umana che gode della maggiore universalità. Nulla divide lo sport. A nome di questi valori dobbiamo assumere un’iniziativa per dare mandato al Presidente CONI e alla Giunta Nazionale per una radicale rivisitazione delle politiche sportive”.
DECIMA SEZIONE - ASSOCIAZIONI BENEMERITE
Ruggero Alcanterini (Presidente Comitato Nazionale Italiano per il Fair Play): “Giulio Onesti ha avuto un rapporto molto collaborativo con il Governo e basta citare i Giochi Olimpici di Roma 1960 per valutare l’importanza della sua opera. Il nostro atteggiamento è quello di chi vuole trovare una soluzione nell’interesse dello sport. Chi ha vissuto la storia del movimento da Roma ’60 in poi ha portato avanti una missione, mettendo insieme le varie componenti dello sport, dal vertice alla base, senza distinzione alcuna. Oggi ci troviamo davanti a un’apertura: in realtà non siamo di fronte a un progetto di riforma organico, ma abbiamo i numeri, la forza e l’esperienza per proporlo”.
Mauro Checcoli (Presidente dell'Accademia Olimpica Nazionale Italiana): “Quando ho letto gli articoli di legge avevo pensato di andarmi a legare davanti a Palazzo Chigi. Corrispondeva al sentimento di ognuno di noi. Tutti siamo cresciuti come CONI. Tagliare questo rapporto con Coni Servizi non serve a nessuno. Alcuni anni fa una parte politica italiana arrivata al Governo decise che il mondo dell’ippica andava riformato, accentrando le funzioni al Ministero dell’Agricoltura. In 15 anni quel mondo è andato distrutto. Oggi nessuno ha più voglia di investire e quel partito non esiste più. Il nostro mondo è troppo educato alla formazione, alla preparazione, non può essere legato alla politica. Ci aspettavamo un intervento dello Stato ma non questo. Siamo al servizio per qualunque cosa”.
Giuseppe Cindolo (Presidente Federazione Italiana Educatori Fisici e Sportivi): “Sono stato anche atleta e insegnante di educazione fisica prima di diventare dirigente. Dal Presidente Malagò ho sentito che in questi anni ha dovuto cambiare interlocutori con frequenza e ricordo come il CONI – da statuto - non si sarebbe dovuto occupare della scuola, perché rientrava nelle altrui competenze. Suggerirei di modificare i programmi di Scienze Motorie, attraverso una riforma che serve anche per il miglioramento della cultura sportiva”.
Gianni Gola (Presidente Associazione Nazionale Stelle al Merito Sportivo): “Possiamo dire la nostra dall’alto del percorso che abbiamo compiuto. C’è distonia tra quello che hanno annunciato e la realtà. Non c’era bisogno di questo tsunami per raggiungere le finalità che si prefiggono. Il modo ancora mi offende. Ora serve dialogo in attesa dei criteri attuativi, giochiamo a carte scoperte, vediamo come si arriva all’attuazione. Abbiamo bisogno che il CONI sia rappresentato a livello più importante a livello provinciale. Possiamo provare a fare la riforma delle Benemerite prima dei decreti attuativi”.
Michele Maffei (Presidente Associazione Medaglie d'Oro al Valore Atletico: “Chi ha vissuto lo sport per tanti anni deve far corrispondere i valori che lo animano a quelli della quotidianità. Le Associazioni Benemerite sono espressione di una passione senza confine. Siamo consapevoli di essere in una realtà di nicchia ma siamo ancora fedeli al nostro modo di essere e abbiamo la certezza che fino a oggi siamo sempre stati rispettati grazie al CONI. Il certo per l’incerto ci può preoccupare. Cercheremo di avere fiducia nel movimento olimpico, con la speranza che venga tutelata l’identità che ci rende orgogliosi”.
Stati Generali dello Sport: Malagò, Giorgetti, Valente e tutte le sessioni
Mercoledì 16 gennaio gli Stati Generali dello Sport Italiano
- CONI
Una giornata di approfondimenti e dibattiti per cercare di far luce sul destino del movimento. Mercoledì 16 gennaio – con inizio previsto alle ore 10, presso il Salone d’Onore del CONI – si terranno gli Stati Generali dello Sport Italiano. Dieci sessioni per sviluppare il tema “CONI, futuro segnato e/o futuro sognato?”. Ai lavori, che saranno aperti dal saluto del Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò, è prevista la partecipazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti e del Sottosegretario ai Rapporti col Parlamento, Simone Valente.
Le cinque tavole rotonde della mattinata prevedono, nell’ordine, l’intervento dei membri del CIO, della Giunta Nazionale, dei Presidenti delle Federazioni Olimpiche e di quelle non olimpiche, per chiudere con le Discipline Sportive Associate.
Nel pomeriggio sono invece in programma le altre cinque sessioni, con gli interventi - rispettivamente - degli atleti e dei tecnici, degli Enti di Promozione Sportiva, dei Presidenti dei Comitati Regionali, dei Delegati Provinciali e delle Associazioni Benemerite. La conclusione e la sintesi dei lavori saranno curate dal Presidente Malagò e dal Segretario Generale, Carlo Mornati.
I rappresentanti dei mezzi d’informazione interessati a partecipare all’evento dovranno inviare una richiesta, comprensiva di nome, cognome e testata - all’indirizzo mail comunicazione@coni.it, entro e non oltre, le 12 di martedì 15 gennaio 2019.
Coppa del Mondo: Marta Bassino terza nel Gigante di Plan de Corones
- SCI ALPINO
Grande impresa di Marta Bassino! Nello slalom gigante di Coppa del Mondo sulla pista di Plan de Corones l’azzurra ha conquistato il terzo gradino del podio dopo due anni di assenza.
Marta, scesa con il pettorale numero 8, ha chiuso la prima manche al 4° posto migliorandosi nella seconda prova chiudendo con un distacco di 1.57 alle spalle della statunitense Mikaela Shiffrin (2:04.75) e della francese Tessa Worley (1.21). ha concluso la gara al 6° posto Federica Brignone (2.36) mentre 14ª si è classificata Francesca Marsaglia (3.98) e 16ª Karoline Pichler (4.25).
Europei, Martina Valcepina d'argento nei 500 metri a Dordrecht
- SHORT TRACK
Martina Valcepina sale sul podio degli Europei di short track in corso a Dordrecht (Olanda). L'azzurra ha vinto l'argento nei 500 metri, chiudendo in 43.241, dietro la polacca Natalia Maliszewka, oro in 42.842. Terzo posto per per l'olandese Van Ruijven (43.507). Yuri Confortola e Arianna Sighel hanno invece terminato al sesto posto la finale dei 1500 metri.
E’ il primo podio della stagione dello short track azzurro. Dopo averla sfiorata già in autunno in Coppa del Mondo, Martina Valcepina, entra nella top 3 di una competizione internazionale grazie allo splendido argento. La ventiseienne valtellinese delle Fiamme Gialle - lo scorso anno vice campionessa continentale nella classifica Overall e detentrice del titolo sulla distanza più breve - è stata l'unica azzurra a superare oggi i quarti di finale dei 500 approdando poi fino in Finale A.
Penalizzata invece (e dunque eliminata) nella prima semifinale dei 1500, Valcepina viaggia ora in quarta posizione nella classifica overall e domani scenderà sul ghiaccio nei 1000 per poi verosimilmente giocarsi le proprie chance nella super finale dei 3000 riservata alle migliori.
L'argento della Valcepina non è però l'unica buona notizia di giornata per la Nazionale degli allenatori Barthell e Pandov. La staffetta femminile composta proprio da Martina insieme a Cecilia Maffei (Fiamme Azzurre), Elena Viviani (Fiamme Gialle) e Arianna Sighel (Sporting Club Pergine) è stata danneggiata nella propria semifinale dalla Polonia e viene così avanzata in Finale A nonostante il terzo posto alle spalle di Russia e Ungheria: domani dunque l'ultimo atto a cinque con, oltre a Russia e Ungheria, anche Olanda e Francia.
Sarà invece Finale B per il quartetto maschile composto da Tommaso Dotti (Fiamme Oro), Yuri Confortola (C.S. Carabinieri), Mattia Antonioli (Esercito) e Andrea Cassinelli (Velocisti Ghiaccio Torino): la squadra azzurra termina in terza posizione alle spalle di Russia e Francia e deve così dire addio alle speranze di medaglia. Da sottolineare poi nelle altre gare individuali le Finali A raggiunte da Sighel e Confortola nei 1500 metri: per entrambi un 6° posto con, al maschile, Dotti e Antonioli classificatisi quarto e quinto in Finale B e dunque complessivamente 11° e 12° sulla distanza. Confortola al momento è il miglior classificato tra gli azzurri nella classifica overall con il 9° posto complessivo.
Domenica 13 gennaio
Dalle ore 11.45: ripescaggi 1000
Dalle ore 14.45: quarti di finale, semifinali e finali 1000, super finali 3000 e finali staffette
Vittozzi nella storia: a Oberhof firma il 1° successo italiano di sempre nella pursuit. Terzo Hofer
- BIATHLON
Lisa Vittozzi non si ferma più, regalando un'altra gemma al biathlon tricolore. Con un trionfo che fa la storia. L'azzurra, dopo la vittoria nella sprint, ha infatti conquistato il successo anche nell'inseguimento 10 km di Coppa del Mondo disputata a Oberhof: con 32:32.9 ha chiuso davanti allo slovacca Kuzmina (+14.5), e alla francese Chevalier (+27.9). Quinta Dorothea Wierer (+37.4). La Vittozzi diventa la prima atleta azzurra (maschi compresi) a vincere in questo format.
Ottima prova anche la Wierer, con il terzo range time e la decima prestazione di giornata sugli sci. Dopo un inizio di stagione sensazionale che l'ha portata in vetta alla classifica generale, a Oberhof ha passato il testimone a Lisa Vittozzi. Questo doppio trionfo proietta la portacolori dei Carabinieri davanti a Paulina Fialkova nella classifica generale, a quota 396 punti, con soli 42 punti di distacco dalla Wierer. (Foto FISI)
Oberhof parla italiano anche in campo maschile, grazie al terzo posto di Lukas Hofer nell'inseguimento di 12,5 km che gli regala il primo podio stagionale in virtù di uno strepitoso score al poligono (20/20). Per la seconda volta in carriera chiude con uno zero una gara con quattro poligoni, per la sesta volta in carriera sale sul podio, chiudendo al terzo posto dietro l'inarrivabile leader della classifica generale Johannes Boe e dietro anche al tedesco Arnd Pfeiffer, che lo beffa in volata.

Coppa del Mondo, Foconi (fioretto) trionfa a Parigi, terzi Avola, Arianna Errigo e gli spadisti
- SCHERMA
Alessio Foconi è tornato sul gradino più alto del podio, un anno dopo e con un titolo iridato al collo, nella gara di Parigi, seconda tappa stagionale del circuito di Coppa del Mondo di fioretto maschile.
Sulle pedane parigine, Foconi ha concesso ha vinto di nuovo così come nell’edizione 2018.
Come lo scorso anno, gli azzurri del Fioretto si ritrovano a festeggiare. Stavolta si tratta di una doppietta da podio grazie al terzo posto di Giorgio Avola. Se dodici mesi fa si faceva festa per una tripletta con Foconi sul gradino più alto del podio, Daniele Garozzo sul secondo ed Avola sul terzo, il 2019 si apre con il ternano ancora lì ed il modicano ancora sulla terza piazza del podio parigino.
A sorridere di più è ancora il fiorettista umbro che urla il suo "daje" di vittoria dopo la stoccata del 15-12 giunta in finale contro lo statunitense Gerek Meinhardt che, in semifinale, aveva sconfitto Giorgio Avola per 15-13.
Il campione del Mondo è giunto in finale grazie al successo contro l'altro portacolori statunitense Race Imboden per 15-12, dando continuità ad un percorso di gara che lo aveva visto, da numero 1 del tabellone, superare all'esordio per 15-8 il francese Baptiste Mourrain e poi a seguire il russo Grigoriy Semenyuk anche in questo caso col punteggio di 15-8. Nel turno dei 16 il ternano dell'Aeronautica Militare aveva avuto ragione dell'altro transalpino Jeremy Cadot per 15-11, prima di affrontare e superare ai quarti il beniamino di casa, Erwan Le Pechoux, sconfitto 15-7.
L'Italia della spada ha chiuso al terzo posto la gara a squadre nella tappa di Coppa del Mondo che si è disputata a Heidenheim (Germania). Il quartetto composto da Marco Fichera, Andrea Santarelli, Gabriele Cimini e Valerio Cuomo ha infatti inflitto un sonoro 45-31 alla Polonia nella sfida che aveva in palio il terzo gradino del podio.
La squadra italiana era stata costretta a disputare la finalina, dopo essere stata condannata dalla stoccata del 45-44 subìta in semifinale dalla Russia, poi vincitrice della tappa tedesca, che ha respinto il tentativo di rimonta degli azzurri.
La formazione italiana, dopo aver superato nel primo turno del tabellone principale il Belgio per 39-34, aveva affrontato i padroni di casa della Germania vincendo per 45-36, approdando cosi ai quarti di finale dove era giunta la vittoria per 45-27 contro Israele.
Arianna Errigo ha invece conquistato il terzo posto al termine della gara di Coppa del Mondo di fioretto femminile svoltasi a Katowice.
L'azzurra torna sul podio dopo il bronzo ai Mondiali di Wuxi2018 e sale sul terzo gradino dopo la sconfitta giunta in semifinale contro l'olimpionica di Rio2016, la russa Inna Deriglazova poi vincitrice finale della gara, col punteggio di 15-10.
E' stato un ruolino di marcia straordinario quello che ha portato Arianna Errigo in semifinale. La plurititolata fiorettista italiana ha esordito con un perentorio 15-3 inflitto alla francese Rozene Castanie a cui ha fatto seguito il 15-4 contro la russa Leyla Pirieva. Nel tabellone dei 16 ha vinto per 15-12 il derby azzurro contro Martina Batini, proseguendo poi con il successo per 15-10 sulla russa Larisa Korobeynikova nel match dei quarti di finale.
Europei di Collalbo, la Lollobrigida bronzo nell'All Around. Prima medaglia azzurra di sempre nella specialità
- PATTINAGGIO VELOCITA'
Francesca Lollobrigida ha conquistato un bronzo storico nell'All Around dei Campionati Europei di Pattinaggio Velocità in svolgimento a Collalbo. La pattinatrice romana dell'Aeronautica Militare regala al movimento tricolore un podio che mai nessuna atleta azzurra era riuscita a conquistare da quando, nel 1970, ha preso il via la rassegna continentale al femminile
L'azzurra ha chiuso con il totale di 164.937: l'oro è stato vinto dall'olandese De Jong (162.918), davanti all'atleta della Repubblica Ceca Sablikova (164.064). Dopo i 2 terzi posti di ieri nei 500 e nei 3000 metri, sulla prima distanza di giornata, i 1500, la romana ha collezionato un secondo posto con 1.57.99, mentre nei 5000 ha terminato in sesta posizione. Nelle prime due prove della classifica disputate ieri, 500 e 3000 metri, aveva chiuso in seconda piazza, con il nuovo primato personale di 39"563 nei 500 che le era valso il 3° posto dietro all'olandese De Jong, prima in 39"194, e la russa Kazelina, seconda in 39"264. Poi un'altra performance da applausi sui 3000 metri, prova per lei più congeniale, dove la Lollo avea chiuso terza con il tempo di 4'11"282 alle spalle dell'olandese De Jong, prima in 4'08"075, e della ceca Sablikova, seconda in 4'08"226. (Foto Martin De Jong)
Coppa del Mondo: Di Veroli 2° a Heidenheim, primo podio tra i 'grandi' per l'oro di Buenos Aires 2018
- SCHERMA

Davide Di Veroli sul podio dei 'grandi'. Il giovane spadista azzurro (nato il 18 agosto 2001) conquista il primo podio in carriera in Coppa del Mondo grazie al secondo posto ottenuto nella prova individuale della tappa in corso a Heidenheim.
Di Veroli, portabandiera italiano ai Giochi Olimpici giovanili di Buenos Aires2018 dove conquistò il titolo di campione olimpico nella spada individuale, ha mostrato il suo talento cristallino anche con gli avversari più 'grandi', cedendo soltanto in finale al francese Alexandre Bardenet col punteggio di 15-7.
Lo spadista italiano, il più giovane della spedizione azzurra in Germania, dopo aver ottenuto ieri il pass per il tabellone principale nella giornata di qualificazione, aveva esordito nel main draw con il successo per 15-14 contro l'israeliano Yuval Shalom Freilich, per poi avere ragione col punteggio di 15-7 dell'argentino Jesus Andres Lugones Ruggeri. Nel tabellone dei 16 aveva piazzato la stoccata del 12-11 contro il quotato svizzero Max Heinzer, approdando così al tabellone dei quarti di finale dove ha vinto la sfida contro l'ungherese David Nagy per 15-8. In semifinale, invece, aveva avuto la meglio per 9-8, al minuto supplementare, del giapponese Koki Kano.
Proprio il nipponico era stato l'artefice dell'eliminazione ai quarti di finale dell'altro spadista azzurro, Gabriele Cimini, fermato da Kano per 15-13. Nel suo percorso di gara, Cimini, dopo aver superato per 15-9 il russo Sergey Khodos, aveva avuto la meglio nel derby azzurro contro Paolo Pizzo col punteggio di 15-12. Il toscano si era poi aggiudicato il match contro il polacco Mateusz Antkiewicz anche in questo caso per 15-12.
Nel turno dei 32, a fermarsi oltre a Paolo Pizzo, era stato anche Marco Fichera, sconfitto 15-13 dal giapponese Masaru Yamada.
Stop nel primo assalto del tabellone principale invece per Enrico Garozzo, sconfitto 15-9 dal padrone di casa, il tedesco Stephan Rein, e per Andrea Santarelli eliminato per mano del cinese Gaofeng Shi col punteggio di 15-11.
Speed skating e short track, Europei al via. A Collalbo l'Italia gioca in casa, Valcepina&Co. a Dordrecht
- SPORT DEL GHIACCIO
L’Italia del pattinaggio su ghiaccio scende in pista. Prendono il via domani a Collalbo i Campionati Europei di speed skating con i più grandi pattinatori del continente pronti a sfidarsi, nel primo grande appuntamento internazionale del 2019, sul velocissimo ghiaccio dell'Arena Ritten che, dopo le edizioni del 2007 e del 2011, torna ad ospitare questo prestigiosissimo evento in una tre giorni che vedrà alla partenza ben 82 atleti provenienti da 13 diverse nazioni. L'Italia, Paese ospitante, porterà sul ghiaccio dell’ovale altoatesino otto atleti con obiettivi e ambizioni importanti per una rassegna che metterà in palio sia i titoli Allround che i titoli Sprint.
A una settimana dai Campionati Italiani di Baselga di Pinè, i big della Nazionale del d.t. Marchetto arrivano in forma all'appuntamento con Andrea Giovannini (Fiamme Gialle) e Francesca Lollobrigida (Aeronautica Militare) punte di diamante della formazione azzurra. La pattinatrice romana, specialista nella Mass Start, ha dimostrato negli ultimi mesi una crescente solidità sulle distanze classiche e a Collalbo proverà a insidiare le concorrenti più agguerrite - Ireen Wüst e Martina Sablikova su tutte - per puntare ad un posto sul podio da contendere presumibilmente all'olandese De Jong e alla russa Voronina. Se Lollobrigida è l'unica azzurra nell'allround femminile, al maschile l'Italia schiera, oltre a Giovannini, anche Davide Ghiotto (Fiamme Gialle) e Gabriele Galli (H2O Varese) con Michele Malfatti (S.C. Pergine) riserva. Agguerritissimo il parco di avversari con il leggendario Sven Kramer grande favorito e gli altri olandesi Douwe de Vries e Patrick Röst, oltre ai norvegesi Havard Bokko e Sverre Lunde Pedersen e alla batteria russa, attesi protagonisti. Nello Sprint invece l'Italia porta la fresca campionessa tricolore Noemi Bonazza (Fiamme Oro) al femminile e la coppia David Bosa (Fiamme Oro) e Mirko Giacomo Nenzi (Fiamme Gialle), rispettivamente campione e vicecampione nazionale, al maschile.
Scaldano i 'motori' anche gli azzurri dello short track, impegnati da domani a Dordrecht, in Olanda, nella loro rassegna continentale. L'Italia degli allenatori Anthony Barthell ed Assen Pandov, schiera 11 atleti: Mattia Antonioli (Esercito), Nicole Botter Gomez (C.P. Pinè), Andrea Cassinelli (Velocisti Ghiaccio Torino), Yuri Confortola (C.S. Carabinieri), Tommaso Dotti (Fiamme Oro Moena), Davide Viscardi (Esercito), Cecilia Maffei (Fiamme Azzurre), Arianna Sighel (Sporting Club Pergine), Elena Viviani (Fiamme Gialle) e Martina Valcepina (Fiamme Gialle).
Dopo le eccezionali prove delle ultime edizioni farcite di vittorie, podi e medaglie, la squadra azzurra arriva a questi Europei senza la sua campionessa più rappresentativa, Arianna Fontana, ma con una Martina Valcepina decisa a ripetersi sui suoi livelli dopo lo splendido secondo posto della scorsa stagione. Grande attenzione è poi rivolta alle staffette, entrambe a caccia di una medaglia, mentre al maschile Tommaso Dotti, 8° nel 2018, è l'azzurro più accreditato per la classifica overall.
Super Vittozzi, nella sprint di Oberhof centra il primo successo in Coppa del Mondo
- BIATHLON
Arriva nella sprint di Oberhof il primo successo in Coppa del Mondo di Lisa Vittozzi. L’azzurra del biathlon centra l’impresa sulla pista tedesca in 22’34”6 (con zero errori al bersaglio) davanti alla francese Chevalier (+5.3) e alla svedese Oeberg (+15.0), confermando l’ottimo stato di forma che le aveva consentito in questa stagione di sfiorare il podio in tre gare individuali chiuse al quarto posto (contro una vittoria in staffetta e un terzo posto in staffetta mista).
La 23enne atleta di Sappada è la terza azzurra a salire sul gradino più alto del podio di Coppa nella storia del biathlon dopo Nathalie Santer, campionessa degli anni ‘90, e Dorothea Wierer e, con il successo odierno, ottiene il suo quinto podio in carriera dopo un secondo e tre terzi posti.
L'azzurra consolida così la terza posizione nella classifica generale salendo a 336 punti e guadagnando terreno sia sulla Wierer (399) che su Paulina Fialkova (365), oggi entrambe imprecise al tiro con due errori. La slovacca è ventesima, Wierer, invece, chiude 23ª, per la prima volta in stagione fuori dalle prime dieci.
A completare la grande giornata italiana ci sono anche Federica Sanfilippo e Nicole Gontier, rispettivamente 14ª e 15ª con un solo bersaglio mancato e una grande prova sugli sci: anche per loro arrivano i migliori risultati stagionali.
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