Malagò incontra il Presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher
- CONI
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, è stato ricevuto questa mattina a Palazzo Widmann dal presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher. Il colloquio ha avuto luogo poco prima dell’inizio della riunione della Giunta nazionale del CONI presso il Municipio del capoluogo, e i temi affrontati sono stati sostanzialmente 3: la candidatura di Milano e Cortina, con il coinvolgimento di Anterselva per il biathlon, ad ospitare le Olimpiadi invernali 2026, il sostegno agli atleti di punta dell’Alto Adige, il futuro della collaborazione con il CONI alla luce delle proposte di riforma avanzate dal governo. (Foto Simone Ferraro)
La Provincia di Bolzano, come noto, ha aderito alla candidatura di Milano e Cortina per l’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2026, stanziando anche i primi fondi. In Alto Adige, in caso di successo dell’Italia nei confronti della rivale Stoccolma (la decisione del CIO arriverà a giugno), si svolgeranno le prove di biathlon grazie alle strutture all’avanguardia già esistenti ad Anterselva. "Proprio la sostenibilità – ha precisato Kompatscher – dovrà essere la parola d’ordine di questa candidatura. Alcune delle discipline si svolgono nelle Dolomiti, area tutelata anche dall’UNESCO, dunque l’obiettivo, in caso di effettiva assegnazione, dovrà essere quello di trovare soluzioni condivise non solo per gli impianti, ma anche per la viabilità. Non servono opere faraoniche, ma infrastrutture rispettose dell’ambiente e del territorio".
Arno Kompatscher e Giovanni Malagò hanno concordato sul fatto che l’Alto Adige rappresenta una delle regioni in grado di produrre il maggior numero di atleti di punta in tutti gli sport, non solo nelle discipline invernali, e il presidente del CONI ha assicurato che il Comitato Olimpico Nazionale continuerà a sostenere l’attività di formazione degli atleti in Alto Adige. Il Landeshautpmann, infine, ha espresso la propria preoccupazione riguardo la proposta di riforma dello sport italiano, in particolare riguardo il futuro della collaborazione con il CONI. "Vi sono alcuni aspetti poco chiari – ha sottolineato Kompatscher – che riguardano direttamente la Provincia di Bolzano. Sino ad oggi il CONI metteva a disposizione 1 milione di euro l’anno per gli impianti, che venivano distribuiti sulla base delle indicazioni di una commissione paritetica: non sappiamo cosa potrà accadere in futuro e chi potranno essere i nostri interlocutori".
Al via gli Europei di Minsk, Italia in Bielorussia con 14 azzurri
- PATTINAGGIO DI FIGURA
Prenderà il via domani a Minsk il primo grande appuntamento internazionale del pattinaggio di figura 2019. La Bielorussia, infatti, ospiterà i Campionati Europei con tutti i migliori atleti del continente pronti a darsi battaglia nella quattro giorni di gare in programma alla Minsk Arena. La Nazionale italiana, composta da quattro pattinatori nel singolo e da cinque coppie per un contingente complessivo di 14 atleti, si presenta in gara con ambizioni importanti, forte di una prima parte di stagione eccelsa, costellata di podi e grandi prestazioni in tutte le tappe di Grand Prix.
Freschi campioni nazionali e capaci di conquistare uno splendido bronzo nella loro prima partecipazione in una Finale di Grand Prix, Charlene Guignard e Marco Fabbri nella danza rappresentano una delle migliori frecce dell’arco azzurro. Con i francesi Papadakis-Cizeron grandi favoriti per l’oro continentale e i russi Sinitsina-Katsalapov primi candidati per aggiudicarsi un posto alle loro spalle, la coppia tricolore delle Fiamme Azzurre potrebbe vedersela a Minsk ancora una volta contro i russi Stepanova-Bukin per una corsa al podio avvincente e combattuta: Charlene e Marco, in una annata da prime volte, cercheranno di superare la fatidica quota dei 200 punti (il primato è a 198.65) e di centrare un’ambiziosa top 3 dopo il 5° posto della scorsa stagione che per loro rappresenta finora il miglior piazzamento in carriera in un Europeo. Con loro a tenere alti i colori azzurri altri due tandem: Tessari-Fioretti (IceLab) e Moscheni-Fabbri (IceLab). Per i primi l’obiettivo è di proseguire il miglioramento messo in mostra nelle due ultime stagioni quando da 22esimi nel 2017 sono passati 18esimi nel 2018; i secondi sono invece al debutto in un Europeo e sfrutteranno al meglio l’occasione per accumulare esperienza al cospetto dei migliori avversari del continente.
Grandi attese per l’Italia anche tra le coppie di artistico, con la Nazionale che porta sul ghiaccio due tandem: Della Monica-Guarise (Fiamme Oro) e Ghilardi-Ambrosini (IceLab). Due volte secondi nelle due tappe di Grand Prix disputate in stagione e con la cliegina della partecipazione alle Finali di Vancouver, Della-Monica-Guarise, campioni tricolori in carica, arrivano a Minsk puntando altissimo. Mai nella top five di un Europeo in carriera, Nicole e Matteo proveranno addirittura a guadagnarsi un posto sul podio di Minsk con i pronostici che li vedono alle spalle soltanto dei francesi James-Ciprès e dei russi Tarasova-Morizov; certo per la coppia allenata da Cristina Mauri ci sarà da battagliare soprattutto con i russi Boikova-Kozlovskii e Pavliuchenko-Khodykin. Per Ghilardi-Ambrosini, undicesimi all’esordio lo scorso anno, l’obiettivo è invece tentare di scalare una posizione per piazzarsi nella top ten continentale.
Grande attesa poi per la gara maschile dove l’Italia schiera due giovani di grandissimo talento: da una parte Matteo Rizzo (Fiamme Azzurre), già entrato lo scorso anno tra i migliori dieci e capace negli scorsi mesi di centrare un 3° e 4° posto nelle due tappe stagionali di Coppa del Mondo, dall’altra Daniel Grassl (Young Goose Academy), sempre vincente in autunno tra Golden Spin, Alpen Trophy e Varsavia Cup nonché nei campionati Italiani di dicembre a Trento dove ha superato proprio Rizzo cogliendo il suo primo titolo tricolore senior a soli 16 anni. Al femminile spazio infine a Lucrezia Gennaro (2001 Srl) e Lara Naki Guttman (CPA Trento), rispettivamente classe 2001 e 2002 ed entrambe al debutto nella rassegna continentale.
Lorenzo De Luca terzo nel GP di Lipsia in Coppa del Mondo di salto ostacoli
- SPORT EQUESTRI
Dopo lo splendido risultato di Paolo Paini e Ottava Meraviglia di Ca’ San Giorgio, secondi nel Gran Premio della tappa di FEI World Cup™ di salto ostacoli di Dubai (valido per la lega araba del circuito di Coppa del Mondo), arriva da Lipsia (Germania) una gran risposta di Lorenzo De Luca. Il 1° aviere in sella ad Armitages Boy (Prop. Guillaume Canet, Gregory Mars, Stephex Stable), infatti, ha conquistato un’ottima terza posizione nel Gran Premio dell’undicesima tappa del circuito, valido per la lega Europa occidentale.
Solo sette dei 40 binomi alla partenza hanno ottenuto un lasciapassare per il barrage conclusivo della prova mista (h. 160), in forza del netto realizzato nel primo tracciato. De Luca e Armitage hanno concluso anche il barrage e concluso al terzo posto della classifica grazie al secondo tracciato privo di errori e soprattutto per il tempo impiegato: 42”19. La vittoria della gara è andata al cavaliere di casa, il tedesco Christian Ahlmann in sella a Caribis Z (0/0; 40”70). Piazza d’onore per il belga Francois Mathy Jr su Uno del la Roque (0/0; 41”49). Con questo risultato Lorenzo De Luca raggiunge il nono posto (47 punti a pari merito con Edwina Tops Alexander) nella graduatoria generale provvisoria del circuito di Coppa del Mondo (due tappe ancora alla fine: Amsterdam e Bordeaux). Punteggio e posizione di classifica che consentono al cavaliere italiano di volgere lo sguardo verso la finale di FEI World Cup™ in programma a Göteborg in Svezia dal 3 al 7 aprile prossimo. (Foto FISE)
Coppa del Mondo, Paternoster-Confalonieri seconde nel Madison. Bertazzo 3° nell'omnium, Fidanza vince nello scratch
- CICLISMO SU PISTA
Chiusura in bellezza dell'Italia nella quinta prova di Coppa del Mondo di ciclismo disputata a Cambridge, In Nuova Zelanda. Dopo il bronzo del quartetto rosa nell'inseguimento a squadre della prima giornata, oggi la nazionale azzurra ha conquistato altre tre medaglie pesanti. Martina Fidanza ha vinto lo scratch alla grande superando la polacca Daria Pikulik e la beniamina di casa Jessie Hodges con una volata perfetta. Non meno brave Maria Giulia Confalonieri e Letizia Paternoster, argento con 27 punti nell'americana alle spalle delle belghe Jolien D'Hoore e Lotte Kopecky, oro con 39 punti. Terze le neozelandesi Racquel Sheath e Rushlee Buchanan con 9 punti.
Grazie a questo piazzamento l'Italia è al secondo posto della classifica di Coppa in questa specialità dietro la Gran Bretagna e davanti alla Danimarca. Infine, bronzo di grossa caratura per Liam Bertazzo nell'omnium maschile. L'azzurro ha chiuso le quattro prove con 108 punti, cinque in meno dello svizzero Claudio Imhof, vincitore della prova con 113 punti, uno in più del bielorusso Raman Tsishkou. Questi i piazzamenti parziali di Bertazzo: 8° nello scratch, 1° nella gara a tempo; 4° nell'eliminazione; 3° nella corsa a punti. Nelle altre finali di giornata, oro all'australiano Nathan Hart nella velocità (argento al polacco Mateusz, bronzo al francese Vigier). Oro alla cinese di Hong Kong Wai Sze Lee, argento alla britannica Katy Marchant, bronzo all'ucraina Liubov Basova. Miriam Vece chiude al 17°posto.
Riunione di Giunta Nazionale martedì 22 gennaio a Bolzano per la prima volta nella storia
- CONI
La 1084esima Giunta Nazionale del CONI si terrà martedì 22 gennaio per la prima volta nella storia a Bolzano, presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale, con inizio previsto alle ore 10. Alla riunione è prevista la presenza del Sindaco di Bolzano, Renzo Caramaschi, e dell'Assessore ai Giovani, Sport, alla Partecipazione e all'edilizia abitativa, Angelo Gennaccaro, oltre alla partecipazione di alcuni campioni - legati al territorio - che hanno scritto la storia dello sport italiano, tra cui Gustavo Thoeni (Sci Alpino, oro a Sapporo '72 nel gigante, argento nello slalom sempre a Sapporo '72 e a Innsbruck '76), Gunther Huber (Bob, oro Nagano '98 in coppia con Antonio Tartaglia e bronzo a Lillehammer '94 con Stefano Ticci), Paul Hildgartner (Slittino, oro nel singolo a Sarajevo '84, argento sempre nel singolo a Lake Placid '80 e oro nel doppio a Sapporo '72 con Walter Plaikner, anch'egli presente), Gerda Weissensteiner (Slittino, oro nel singolo a Lillehammer '94 e bronzo nel Bob a 2 a Torino 2006), e Simone Giannelli (Pallavolo, argento a Rio 2016). Prima della Giunta il Presidente Malagò avrà un incontro riservato con il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher.
La Giunta Nazionale discuterà il seguente ordine del giorno:
1) Verbale riunione 18 dicembre 2018
2) Comunicazioni del Presidente
3) Attività Olimpica e Alto Livello
4) Attività Federazioni Sportive Nazionali – Discipline Sportive Associate – Enti di Promozione Sportiva – Attività Antidoping
5) Promozione Sportiva
6) Organizzazione Territoriale
7) Affari Amministrativi
8) Varie e proposte dei Membri della Giunta Nazionale
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, terrà una conferenza stampa al termine dei lavori di Giunta (ore 12.30 circa), sempre all'interno del Palazzo Municipale, nella Sala attigua a quella Consiliare.
Coppa del Mondo: Italia protagonista in Nuova Zelanda, il 'trenino rosa' è terzo nell'inseguimento
- CICLISMO SU PISTA
Il trenino rosa si fa onore anche nella prova di Coppa del Mondo di ciclismo su pista in corso a Cambridge (Nuova Zelanda). Elisa Balsamo, Letizia Paternoster, Martina Alzini e Marta Cavalli hanno conquistato il terzo posto del podio superando nella finale per il bronzo in 4’18”069 la squadra Subaway New Zealand (seconda formazione locale) crollata alla distanza.
Le azzurre avevano ottenuto il terzo tempo delle qualificazioni in 4’20”791 alle spalle della Nuova Zelanda, prima in 4’18”849, e del Canada, secondo tempo in 4’19”737. Nel primo turno di semifinale le canadesi hanno prevalso sull’Italia in 4’15”579 contro 4’18”601 mentre la Nuova Zelanda si è imposta senza fatica al Belgio in 4’18”967 per poi aggiudicarsi la finalissima con il Canada in 4'16"028 contro 4’17”270.
Dunque le posizioni delle qualifiche sono state mantenute nella classifica finale.
Da evidenziare che le azzurre si sono sempre migliorate nei tre turni del torneo, a conferma di un’ottima condizione fisica. L’Italia è in testa nella classifica di Coppa di specialità con 4050 punti davanti alla Gran Bretagna (3700 punti) e alla Nuova Zelanda (2700).
La nazionale di casa ha dominato anche in campo maschile. I neozelandesi hanno infatto vinto la finale (ancora contro il Canada) in 3’50”159, un tempo non lontano dal record del mondo, contro 3’53”156. In entrambi i casi migliorati sensibilmente i tempi delle qualificazioni intorno ai 3’55”. Gli azzurri Liam Bertazzo, Francesco Lamon, Stefano Moro e Michele, Scartezzini, quinto tempo delle qualificazioni in 3’59”882, hanno migliorato nel primo round in 3’56”731, ma l’exploit dell’Australia (3’56”379) li ha relegati alla sesta posizione finale.
Bentornata Arianna! La Fontana tra i 18 convocati azzurri per il raduno di Courmayer
- SHORT TRACK
Da poco conclusi i Campionati Europei di Dordrecht, in Olanda, la Nazionale italiana di short track guidata dagli allenatori Anthony Barthell e Assen Pandov si ritrova oggi al centro tecnico federale di Courmayeur per dieci giorni di raduno in vista dei prossimi appuntamenti internazionali: a febbraio sono infatti in programma le ultime due tappe stagionali di Coppa del Mondo. Si parte fra due settimane da Dresda, in Germania, per poi spostarsi al Palavela di Torino da venerdì 8 a domenica 10. Esattamente un mese più tardi in programma gli importantissimi Mondiali di Sofia, in Bulgaria. La grande novità di questo raduno è segnata dal ritorno di Arianna Fontana, la campionessa olimpica che rientra in gruppo dopo l'assenza della prima parte di stagione. Per lei cinque giorni di lavoro con la squadra anche se non prenderà poi parte alla Coppa del Mondo. (Foto Mezzelani-GMT Sport)
Diciotto dunque gli atleti convocati per il raduno azzurro: Mattia Antonioli (Esercito), Arianna Fontana (Fiamme Gialle), Nicole Botter Gomez (C.P. Pinè), Andrea Cassinelli (Velocisti Ghiaccio Torino), Yuri Confortola (C.S. Carabinieri), Tommaso Dotti (Fiamme Oro Moena), Davide Viscardi (Esercito), Marco Giordano (C.S. Esercito), Milan Grugni (Milan Evolution Skating), Cecilia Maffei (Fiamme Azzurre), Lorenzo Morrone (Velocisti Ghiaccio Torino), Cynthia Mascitto (Skating Club Courmayeur), Arianna Sighel (Sporting Club Pergine), Arianna Valcepina (Fiamme Gialle), Martina Valcepina (Fiamme Gialle), Elena Viviani (Fiamme Gialle), Lucia Peretti (Esercito) e Augusto Duzioni (Milan Evolution Skating).
A Dordrecht, lo scorso week end, l'argento di Martina Valcepina sui 500 ha regalato all'Italia la prima medaglia di questa stagione. Buone le prove individuali con tanti azzurri abili a superare i primi turni di qualificazione sulle distanze; meno fortuna invece con le staffette, partite con ambizioni da podio e rimaste invece fuori dalle top 3. La possibilità di riscatto è comunue vicinissima proprio guardando alle prossime tappe di Coppa del Mondo.
Coppa del Mondo: terzo podio per Lisa Vittozzi, seconda nella Sprint di Ruhpolding
- BIATHLON
Lisa Vittozzi è caduta a terra stremata dopo il traguardo della sprint di Ruhpolding. La gioia per l’azzurra è arrivata dopo, in questa prova di Coppa del Mondo, quando ha realizzato di essere arrivata seconda dietro la russa Anastasija Kuzmina, pluricampionessa olimpica, che è riuscita ad ottenere un tempo più basso di 11"5. Per la terza volta consecutiva l'atleta di Sappada è salita sul podio in gare individuali dopo i due trionfi di Oberhof.
Dopo la pausa natalizia Lisa è sembrata in condizione strepitosa dal punto di vista fisico e mentale. Il primo aspetto si rileva dai tempi sugli sci, perché sua è stata la seconda prestazione di giornata, davanti a Kaisa Mäkäräinen, andando più veloce anche della Kuzmina nell'ultimo giro. Il secondo si capisce da come spara, da tempi di rilascio sempre più veloci e dal fatto che non si è cullata sugli allori dopo Oberhof.
Il settimo podio in carriera consente a Lisa Vittozzi di accorciare il distacco in classifica generale dalla compagna di squadra Dorothea Wierer. Con un livello sempre più alto, purtroppo per l'altoatesina anche un solo errore si paga: lei ha sbagliato quasi subito, poi è tornata a dare spettacolo al secondo poligono e come le è capitato spesso ha chiuso con il miglior range time. Alla fine è sesta a 40"2 da Kuzmina, dietro anche alla norvegese Roeiseland (un errore come lei) e alla francese Bescond, ma davanti ad Anais Chevalier, pericolosa per la classifica generale. Così ora Dorothea è in testa con 476 punti contro i 450 della Vittozzi (sempre più leader della sprint), mentre dietro di loro perde altro terreno Paulina Fialkova, solo 14ª oggi e a quota 401 nella graduatoria.
Tra le altre azzurre in gara Nicole Gontier ha riscattato gli errori nella staffetta di Oberhof chiudendo 41ª.
Stati Generali dello Sport con i Sottosegretari Giorgetti e Valente. Malagò: riforma, ora sono ottimista
- CONI
Lo sport riunito per capire il futuro analizzando il presente. Una galassia, rappresentata dalle sue orgogliose declinazioni, pronta a raccontarsi e a raccontare per far luce sul destino del movimento, alla luce della riforma del Governo. Si sono tenuti, nel Salone d’Onore del CONI, gli Stati Generali dello Sport Italiano, dieci sessioni di approfondimenti per sviluppare il tema “CONI, futuro segnato e/o futuro sognato?”, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti, e del Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Simone Valente. (Foto Mezzelani-GMT Sport)
I lavori sono stati introdotti dal saluto del Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò. “Questa iniziativa nasce da un combinato disposto. Il CONI voleva mettere in condizione di ascoltare le voci del nostro mondo e le componenti volevano esprimere il loro pensiero. Gli Stati Generali servono a contemperare
interessi tra settori che ne hanno di diversi e contrapposti. Siamo felici della presenza dei Sottosegretari Giorgetti e Valente. Grazie a loro perché la presenza istituzionale, in considerazione al tema, è in linea con i propositi manifestati dal Sottosegretario Giorgetti. In questi mesi ho rispettato l’opinione di tutti, non ho mai sollecitato una presa di posizione da parte di nessuno. Nei giorni in cui è uscita la notizia è emerso un dato di fatto oggettivo, che il Consiglio Nazionale a larghissima maggioranza, ha chiesto che si instaurasse il dialogo con il Governo. Penso e spero che questo mandato l'ho rappresentato al meglio e mi auguro di continuare a farlo per attuare al meglio le istanze del nostro mondo, rispetto all’articolo contenuto nella Legge di Bilancio di fine anno. Il dialogo sta andando avanti con positività. Si vede una luce in fondo al tunnel. Abbiamo una centralità come CONI in nome della condivisione. Cari Sottosegretari, davanti avete una platea di oltre 250 persone, rappresentanti minino di enti di terzo livello e si va avanti fino al sesto livello. Faccio fatica a poter pensare che nel mondo, e in altri contesti, ci sia un esempio così trasparente di rispetto della democraticità. Non c’è nessuna volontà di aprire una polemica ma questo va evidenziato. Il Consiglio Nazionale è lo specchio di un movimento immenso. Questa mattina parlavo degli Special Olympics, del CUSI, tanto per citare due casi di realtà che compongono il nostro mondo. Un mondo così articolato ha rappresentato un’eccellenza del Paese e lo continuerà a fare seppur con dinamiche diverse, che vanno chiarite e scritte, formalizzate. Mi sento di pensare che ci saranno dei correttivi in corso d’opera. Non ero ottimista quando è arrivato questo articolo, oggi sì, perché c’è volontà di collaborare. Grazie a tutti, potete dire nel modo che riterrete più opportuno, sappiamo che siete persone di sport. Sagge, equilibrate, molti volontari che rappresentano la spina dorsale del movimento. Invito tutti a cercare di essere costruttivi. Grazie a quel mandato ho potuto trattare. Mi piacerebbe fare a breve una conferenza stampa per chiarire gli aspetti che ci stanno più a cuore. Viva il Comitato Olimpico, viva lo Sport, in particolare quello italiano. Siamo giganti della storia, grazie a ognuno di voi. Viva l’Italia, sempre”.
Il Sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha illustrato il suo punto di vista relativamente alla riforma: “Prendo la parola dopo 3 mesi di conflittualità mediatica sulla cosiddetta riforma dello sport che va ricondotta a quella che è. Credo sia importante sottolineare la distinzione dei ruoli, chi fa politica ha idee e presume siano positive per cambiare in meglio la società. Non automaticamente tradotte in legge riescono nell’intento. Magari non sarà così in questa occasione. Questa dimensione interessa molto il Palazzo ma non chi fa attività sportiva quotidianamente. Questa riforma, per quanto riguarda il CONI, esalta l’indirizzo della politica sportiva del Comitato. Secondo noi nell’assoluta autonomia questa dimensione viene esaltata. Le preoccupazioni dell’intromissione della politica non esiste. Per FSN, DSA e le altre realtà non cambia nulla, anzi per quanto riguarda la contribuzione emancipa lo sport dalla Legge di Bilancio, e parliamo di un successo storico. Tutti continueranno a fare quello che si faceva prima, anche con più risorse. Coni Servizi cambia nome, continuerà a fare servizi nell’interesse di CONI ente, però nella nostra intenzione e nei nostri sogni dovrebbe essere un braccio operativo per sviluppare la dimensione formativa educativa legata alla scuola, dove si è fatto poco negli anni, e la dimensione della prevenzione sanitaria e/o medicina sportiva, dove mutuando le esperienze degli altri, pensiamo che lo sport possa fare moltissimo. Ora è ovvio che va attuata e implementata, imparando dagli errori e dall’esperienza con la collaborazione di tutti gli attori del processo. Per questo siamo impegnati con Mornati, Malagò e Miglietta per cercare di far produrre i risultati migliori da questa riforma. Credo che questi Stati Generali si interrogheranno sul futuro dello sport non legato al passato e neanche al presente ma cercando di guardare al movimento per quello che sta diventando. Più volte ho esaltato la figura degli animatori sportivi, dei volontari, che tengono in piedi il sistema in mezzo a tante difficoltà. Paragonerei queste persone agli artigiani, che oggi sono in difficoltà per la burocrazia che li soffoca, per le tasse. Affrontare la globalizzazione vale anche per il mondo dello sport. Ci sono situazioni da affrontare, pensando ad esempio che autorità come l’Antitrust si interrogano sul confine dell’attività delle Federazioni e degli Enti di Promozione Sportiva. E su come, relativamente alle manifestazioni sportive, si rischi di scardinare il modello del merito, senza dimenticare il tema dei procuratori sportivi. Questi Stati Generali mi auguro diventino un momento in cui arrivi quello che si respira sul territorio, per dare le risposte e indirizzare il percorso. Il sistema dello sport funziona e produce risultati, è un sistema però che non può rimanere ancorato al passato. Pensiamo che la riforma sia buona, non perfetta, per questo abbiamo bisogno di collaborazioni per fare crescere lo sport e la cultura sportiva, patrimonio dei tifosi. E nel fare questo ci auguriamo che aumentino anche i risultati da festeggiare”.
I saluti iniziali sono stati chiusi dall'intervento del Sottosegretario Simone Valente: “Grazie a chi viene molto da lontano per partecipare a questa giornata. La collaborazione è la chiave per far funzionare un modello che come Governo si è pensato. Abbiamo ricevuto un mandato dai cittadini, anche per intervenire nel sistema sportivo. Nel programma elettorale c’era scritto che bisognava dire un segnale di miglioramento. La modifica della Legge di Bilancio è un punto di partenza che deve essere migliorativo. Il 2019 ci auspichiamo sia un anno importante, dobbiamo far funzionare lo sport di base per dare sostegno alle associazioni sportive che hanno difficoltà sul territorio. Il nostro sguardo è stato orientato soprattutto lì, per dare un impulso forte, anche con nuove risorse e speriamo siano sempre di più. L’invito è alla collaborazione per lasciare un’eredità. La prospettiva è lasciare un modello che funzioni. La politica cambierà ma il mondo sportivo rimarrà. Per me il patrimonio da mantenere è questo, tutto quello che c’è di buono. Penso ad alcuni temi che possono essere sviluppati. Si è parlato di prevenzione, e poi c'è il tema della scuola. Deve esserci unità di intenti funzionale alla pratica sportiva. Mi piacerebbe poi mettere ancora di più al centro i diritti di chi lavora in questo mondo. La linea del Governo dovrà essere quella di garantire tutele previdenziali e appunto diritti. Da soli non possiamo farlo. Abbiamo bisogno di esperienze, di persone che ci indirizzino. Questo deve essere l’approccio. Ci mettiamo a disposizione di chi a cuore il modello sportivo e antepone gli interessi collettivi a quelli personali. Vuol dire gestire in modo meritocratico il sistema”.
Al termine delle dieci sessioni di interventi e di approfondimento sono state le conclusioni del Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati, e del Presidente Malagò a chiudere la giornata.
Carlo Mornati: “Non ho un ruolo politico e su questo tema è giusto si esprima il Presidente ma volevo dire che mi ha fatto estremamente piacere sentire i vostri interventi. Abbiamo ascoltato con interesse. Si parla di decreti attuativi perché tutta la riforma ora ruota a come la si interpreta. Alla luce di quello che è stato detto questa mattina sentire che la Legge Melandri rimane è importante. Adesso dobbiamo capire le risorse che verranno assegnate al CONI in base alla mission che dovrà sviluppare. Deve essere eliminata ogni incertezza, siamo al lavoro per questo. Ci dovremmo adattare in vista di Tokyo: saremo bravi a farlo. Ringrazio gli atleti, siamo figli di una riforma, la Melandri, che ci permette oggi di essere qui. Quella legge fu molto invasiva ma fu una grande opportunità e spero che anche l'attuale situazione ci lasci in dote un discorso concreto, reale, come merita lo sport italiano”.
Il saluto finale di Malagò: “Grazie a tutte e a tutti. Ho ascoltato discorsi di qualità dalle esponenti dell’universo femminile e ne sono orgoglioso. Siamo felici anche dell’introduzione della norma legata alla rappresentanza di genere nei Consigli Federali, precursori. So che qualcuno pensa che se ci fossimo mossi prima noi, avremmo potuto evitare la riforma ma non condivido questa interpretazione. Anche perché nei 4 anni precedenti ho avuto sei interlocutori diversi nei rapporti con il Governo, aspetto che sottolineo per farvi capire l’impossibilità nel costruire qualcosa di diverso. Ho sempre parlato di quelle che erano le nostre aspettative, so perfettamente quali sono le esigenze. Non conoscevo quali sarebbero stati i contenuti dei vostri interventi e penso questo sia apprezzabile. La realtà è univoca e omogenea a livello pensiero. Cinque Federazioni non erano presenti, due erano oggettivamente impegnate in altri contesti istituzionali. Mi avete caricato di energie e di speranze, anche di aspettative. Spero di poter essere all’altezza di questa considerazione. Oggi abbiamo lavorato per la messa a terra dei decreti attuativi. Mi ha fatto riflettere chi ha paragonato il nostro mondo a una grande nave, che dipende dal capitano e da un grande equipaggio e la nostra, malgrado la sua eterogeneità, è andata sempre avanti. Una cosa ci mette tutti d’accordo: ha reso orgoglioso il Paese. Però oggi questa buona nave qualcuno la vuole utilizzare per risolvere altri problemi dell’Italia. E' stato deciso di cambiare il modello per risolvere le problematiche di impianti, salute e sport a scuola. Ora vediamo nelle prossime ore cosa accadrà. In virtù della Legge Melandri il CONI deve assolvere ai propri compiti e lo stesso governo ribadisce che deve mantenere le sue funzioni. La partita è questa, tutti facciamo il tifo per arrivare a risolvere il problema. Ma le prerogative devono rimanere e rimangono solo se quegli impegni vengono confermati. Sono ottimista. Lasciamo che un nome rimanga una cosa formale, ma il brand va tutelato anche a livello territoriale per salvaguardare la tradizione di questo straordinario marchio".
Stati Generali dello Sport: Malagò, Giorgetti, Valente e tutte le sessioni
Stati Generali, gli interventi dei membri CIO e dei componenti della Giunta Nazionale
- CONI
I lavori degli Stati Generali dello Sport, introdotti dagli interventi del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e dei Sottosegretari, Giancarlo Giorgetti e Simone Valenti, sono iniziati con le prime due sessioni, riservati ai membri CIO e ai componenti della Giunta Nazionale del CONI. (Foto Mezzelani-GMT Sport)
PRIMA SESSIONE
Franco Carraro: “Sono legato al modello che ci ha caratterizzato fino a dicembre e penso che ci abbia lasciato un bilancio complessivamente positivo. Quando ho visto la prima bozza della legge di riforma sono rimasto perplesso. Il Presidente Malagò ha successivamente sintetizzato bene lo spirito di un mondo che voleva tutelare la propria identità, pur raccogliendo l’invito a dialogare. Fino al 30 dicembre questa la linea aveva una logica. Oggi le cose sono diverse ed è giusto che siano stati convocati gli Stati Generali. Le società sportive hanno molte difficoltà perché vivono di volontariato, di persone che sottraggono tempo alla propria famiglia per l’amore nei confronti dello sport. Ci sono i sacrifici degli atleti, dei tecnici e di tante altre figure. Oggi ciascuno di voi deve esplicitare delle istanze da far recepire dalle norme attuative. Mi farebbe piacere poter dire, tra qualche anno, che questa riforma sia stata un bene per lo sport. E sarebbe importante che arrivino proposte, idee attraverso le quali la vita delle componenti diventi migliore, come i risultati”.
Mario Pescante: “Condivido tutto quello che ha detto Franco Carraro e per questo focalizzo il mio intervento sulla candidatura olimpica, senza dimenticare la crisi delle candidature nel mondo, situazione per la quale il CIO ha studiato le contromisure. Penso a diverse edizioni dei Giochi organizzati in passato con costi lievitati in corso d'opera, situazione che ha gettato molte ombre sul tema. Il CIO con l’Agenda 2020 ha rivisto i criteri, cambiato l'approccio legato alle candidature. Milano e Cortina sono due belle cartoline nel mondo, per motivi diversi. Siamo in due a concorrere per l'assegnazione dell'edizione invernale a cinque cerchi del 2026. E anche stavolta ci possiamo fare male da soli. Devo dire che la partenza è stata giusta, le cose procedono, addirittura anzitempo rispetto a certe tematiche. A giugno si deciderà, non sarà facile. La speranza è che il sistema Italia sia compatto, a costo di dichiararci una tregua olimpica interna. Dobbiamo dimostrare di voler alzare la testa, dopo due candidature dalle quali ci siamo ritirati. Diamo questa possibilità e sono convinto che la candidatura avvicini le parti. Il punto di forza della candidatura è anche il prestigio dello sport italiano sotto il profilo organizzativo, oltre agli uomini della governance del nostro movimento nel mondo. Il rispetto di certe esperienze in campo internazionale non si può fare a meno. Sono fiducioso, una candidatura vincente darà spinta per migliorare il modello e la riforma”.
Bruno Grandi: “Ho vissuto due cambiamenti. Uno durò due anni e poi furono costretti a cambiarlo. Ringrazio per il dialogo. La prima volta ci fu arroganza da parte del mondo politico, non sono d’accordo neanche tanto questa volta ma c’è la volontà di dialogo. I cambiamenti nella scuola li auspichiamo da sempre anche noi. Questo mondo vive di grande democrazia, per questo dico grazie a quello che volete intenzionalmente fare. Per parlare di sport e scuola, troverete molte difficoltà, in diversi ambiti ma l’intento è importante. Spero che le intenzioni siano indirizzate nel migliorare il nostro mondo con qualcosa che ci proietti nel futuro”.
SECONDA SESSIONE – GIUNTA NAZIONALE
Franco Chimenti (Vice Presidente Vicario CONI): “Forse c’era qualcuno che si aspettava ci fosse il morto in questa vicenda, non noi. Ho partecipato in prima persona alla successione dei vertici CONI. Si era instaurata una tradizione che vedeva succedere al vecchio Presidente il Segretario Generale. Sostenemmo Malagò e arrivammo a un risultato insperato per molti. Sapevo che ci sarebbe stato Valente nel nuovo Governo ma avevo dei dubbi sul fatto che ci fosse Giorgetti e invece sono felice perché conosce il nostro mondo. Grandi timori quando si parlava di cambiamenti e invece oggi, grazie alle parole del Sottosegretario, penso che possiamo rallegrarci perché stiamo parlando di qualcosa che poteva significare uno sconvolgimento e invece abbiamo più fiducia sul fatto che sia una riforma. Ho la certezza che lo sport su cui si può contare, funziona veramente. Cambiare è un pericolo ma se significa migliorare sono il primo ad augurarmelo. I dissensi sono superati, si va avanti verso un futuro che può voler dire qualcosa di ancora più importante. Una raccomandazione: andiamo avanti con un certo spirito, dando sempre alle Federazioni la stessa dignità”.
Sabatino Aracu (Presidente Sport Rotellistici): “Il sogno deve andare avanti. Ho avuto la fortuna di stare nel Parlamento italiano per 4 legislature. Devo ringraziare il Sottosegretario Giorgetti, gli riconosco di essere abile, e apprezzo Valente perché ci mette la faccia. Se la politica ci deve mettere la testa mi auguro si vada in una direzione migliore. La scuola ha un potenziale enorme, la politica può sfruttarlo e valorizzarlo, noi no senza il loro aiuto. Lo sport è un’azienda e la classe politica ha il dovere di gestire e di guardare, di migliorare. Ognuno di noi ha il dovere di aiutare il Governo in questa missione”.
Sergio D’Antoni (Rappresentante Comitati Regionali): “Guardiamo al futuro però partendo da certezze relativamente a quello che rappresentiamo. Rispetto a quello che ho ascoltato oggi mi accontenterei dell’autonomia e del riconoscimento dell’unicità del nostro mondo, ereditata da Onesti. Siamo un tutt’uno e dobbiamo difenderlo. Sport e Salute si può occupare di impianti, di scuola, ci sono oltre un milione di bambini che non fanno niente oltre alla scuola dell’obbligo, quindi neanche sport. E poi la salute, se finalmente si capisce che fare attività vuol dire combattere l’obesità. Tutto questo può fare la riforma. Sarebbe importante la collaborazione anche in previsione di una riforma del modello, dando pieno mandato al Presidente. Vogliamo difendere l’unicità del modello. Lo spirito è la positività”.
Giovanni Gallo (Rappresentante Enti di Promozione): “Il nostro modello sul territorio ha costruito aspetti positivi e alcuni da migliorare. Abbiamo parlato della riforma, ma questo è un articolo. Dentro a questo ragionamento c’è da chiarire molto. Credo che ci sia un passaggio ancora da fare. Mi piacerebbe il percorso che si intraprende possa essere ricondotto sotto il significato di sport è cultura”.
Alfio Giomi (Presidente FIDAL): “I decreti attuativi ci faranno capire quanto questa legge sarà adeguata al nostro modello. Importante il sistema di finanziamento automatico, l’altro pilastro è legato alla revisione delle competenze del CONI. Ci sono 2 aree che necessitano di interventi in tempi brevi. La prima riguarda l’attività di altissimo livello, a questo proposito a novembre sono stati assegnati alle Federazioni, per il 2019, gli stessi contributi del 2018. Si devono affrontare le qualificazioni e servono risorse diverse. L’altro aspetto è legato all’associazionismo di base. Noi rappresentiamo le società sportive, che devono continuare a vivere e sono basate per larga parte sul volontariato. Mi auguro vengano messe a disposizione le professionalità per far fronte alle necessità introdotte dalle recenti modifiche legislative”.
Francesco Ricci Bitti (Rappresentante Dirigenti): “Sono contento che la politica si interessi dello sport, però con qualche raccomandazione e preoccupazione. L’aspetto attuativo è fondamentale, il ruolo del CONI è importante perché sa cosa serve al nostro mondo. Sento di parlare molto di modelli stranieri, ma credo che il modello del Comitato Olimpico Nazionale Italiano sia molto apprezzato e goda di grande credibilità. Penso sia una delle cose che andasse meglio del Paese, poi è ovvio, si può sempre migliorare. Il modello francese va nella direzione del CONI e anche altri sistemi. Ritengo che certe cose possano essere integrate non divise, per questo bisogna studiare meglio i sistemi internazionali riconoscendo e partendo dal fatto che il CONI rappresenta un modello vincente”.
Alessandra Sensini (Vice Presidente CONI): “Senza gli atleti non c’è lo sport. L’atleta è testimone, con il suo stile di vita educa. Trasmette senso della disciplina, della lealtà, dei valori. Questa testimonianza è frutto di un percorso che inizia in giovane età e viene scandito da un cammino preciso e segnato dalle vittorie e dalle sconfitte. Questo percorso trasmette un esempio ai più giovani. In questo momento non si può dire che non cambia nulla, perché cambia lo schema e cambiano i punti di riferimento. Questo disorienta. Come si intende il percorso dell’atleta? Non bisogna dividere gli atleti perché non bisogna dividere lo sport. Non esistono solo le Olimpiadi dei grandi ma anche quelle giovanili. Questi sono i ragazzi del futuro olimpico, sono animati dagli stessi valori. Per questo occorre serenità”.
Guglielmo Talento (Rappresentante Delegati Provinciali): “Rappresento gli operatori di primo livello, che tutti i giorni sono sul campo recependo le aspettative della base. E’ un momento particolare, dobbiamo cercare di essere attenti. Noi delegati provinciali, abbiamo redatto un documento. Non è il momento di guardare indietro né di piangersi addosso ma di essere propositivi. Il Governo ha fatto un bagno di umiltà con certe dichiarazioni e vogliamo giocare d’anticipo con un testo di proposte. Rappresento il volontariato, ma dobbiamo sapere che stiamo perdendo una montagna di persone come me: se ci sono i primi livelli lo si deve a queste persone. Il vertice raccoglie i frutti del reclutamento che va fatto. Quello che vale nelle aziende sono l’avviamento e il nome. Sul territorio dobbiamo difendere il brand CONI, non posso immaginare Sport e Salute”.
Valentina Turisini (Rappresentante tecnici): “I tecnici sono una colonna portante del nostro mondo. La realtà legata a questa riforma è che nell’anno delle qualificazioni olimpiche non sappiamo su quali basi dobbiamo poggiare. Qualcuno dice che lo sport non è solo quello olimpico, ed è vero, ma il nostro movimento ha bisogno di conoscenza nel momento in cui si va a fare una riforma perché si possono creare danni a lungo termine. Agli atleti insegniamo ad adattarsi ai cambiamenti, siamo disponibili a collaborare ma sentiamo forte l’urgenza di essere interpellati dalle forze di Governo, come CONI, per fare un matrimonio di amore per il bene dello sport italiano”.
Riccardo Fraccari (Rappresentante Dirigenti): “Le norme non risolvono il problema ma vanno tradotte legandosi alle realtà. Siamo nel momento di riuscire a limitare quella norma, per farla aderire al nostro mondo. Vogliamo però essere noi gli attori di una riforma globale del sistema sportivo, costruendo un progetto importante ed essendo propositivi in questo senso. Dobbiamo andare a braccetto con chi ci vuole cambiare per farlo nel modo migliore”.
Stati Generali dello Sport: Malagò, Giorgetti, Valente e tutte le sessioni
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