Mondiali, Filippo Ganna oro nell'inseguimento individuale con il record italiano
- CICLISMO SU PISTA
Filippo Ganna torna sul tetto del mondo. L'azzurro ha vinto l'oro nell'inseguimento individuale ai Mondiali in corso ad Apeldoorn, con il tempo di 4'13"607 (record italiano), superando nella finale il portoghese Oliveira (4'15"428). Terzo posto per il russo Evtushenko (4'13"786). Ganna (nella foto ANSA) aveva già vinto il titolo iridato nel 2016, mentre nel 2017 aveva centrato l'argento.
Amaro quarto posto per Elisa Balsamo nell'omnium: seconda nello scratch, ottava nella corsa a tempo, terza nell'eliminazione e quarta nella corsa a punti, ha chiuso a 105 punti totali, contro i 106 della neozelandese Buchanan, che ha sfruttato i punti decisivi dell'ultima prova. Oro per l'olandese Wild (121), argento per la danese Dideriksen (112).
Mondiali di Apeldoorn, quartetti azzurri di bronzo nell'inseguimento a squadre
- CICLISMO SU PISTA
L'Italia guadagna la copertina ai Mondiali di ciclismo su pista in corso ad Apeldoorn con un doppio bronzo da applausi e un argento entusiasmante. La prima medaglia iridata è arrivata dal quartetto azzurro, composto da Filippo Ganna, Simone Consonni, Liam Bertazzo e Francesco Lamon, terzo nell'inseguimento a squadre, con il nuovo record italiano: nella sfida per il podio ha sconfitto la Germania con il tempo di 3'54"606. I tedeschi hanno chiuso al quarto posto in 3'56"594. Oro alla Gran Bretagna (3'53"389), davanti alla Danimarca (3'55"232).
Bronzo anche per il quartetto femminile, composto da Elisa Balsamo, Letizia Paternoster, Tatiana Guderzo e Silvia Valsecchi, che con il tempo di 4'20"202 ha vinto la sfida per il podio contro il Canada, grazie a una straordinaria rimonta finale. Oro per gli Stati Uniti (4'15"669), davanti alla Gran Bretagna.
Michele Scartezzini ha invece conquistato l'argento nella scratch, chiudendo dietro al bielorusso Karaliok e davanti all'australiano Scotson.
Mondiali indoor, bronzo per Alessia Trost nell'alto
- ATLETICA
Subito una medaglia per l’atletica italiana, nella serata di apertura dei Campionati Mondiali indoor a Birmingham, in Gran Bretagna. L’azzurra Alessia Trost conquista il bronzo nel salto in alto con la misura di 1,93 superata alla seconda prova, migliorando il suo stagionale di due centimetri. Per la quasi 25enne delle Fiamme Gialle è la prima volta sul podio in una rassegna globale assoluta, dopo l’argento degli Europei indoor nel 2015 e le tante vittorie a livello giovanile, con i titoli mondiali vinti da under 18 nel 2009 e tra le under 20 nel 2012.
La friulana di Pordenone che da un anno e mezzo si allena ad Ancona sotto la guida tecnica di Marco Tamberi, il papà del campione europeo Gianmarco, mette così a segno la migliore gara della sua stagione nell’occasione più importante. Oro con 2,01 all’imbattibile russa Mariya Lasitskene-Kuchina che centra il suo 38° successo consecutivo, argento alla ventenne statunitense Vashti Cunningham, campionessa uscente, con 1,93 ma un errore in meno alle quote precedenti rispetto all’azzurra Trost.
Malagò consegna i collari d'oro ad Errigo, Cassarà e Garozzo
- AL FORO ITALICO
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò - insieme ai Vice Presidenti Franco Chimenti ed Alessandra Sensini, al Segretario Generale, Roberto Fabbricini, al Vice Segretario Generale e Responsabile della Preparazione Olimpica, Carlo Mornati, alla presenza di molti membri di Giunta - ha consegnato oggi, al Foro Italico, il Collare d'oro al merito sportivo ad Arianna Errigo, Daniele Garozzo e Andrea Cassarà.
I tre campioni azzurri - impossibilitati a partecipare alla cerimonia di consegna dello scorso 19 dicembre a cui avevano preso parte il Premier Paolo Gentiloni e il Ministro dello Sport, Luca Lotti - hanno ottenuto la massima onorificenza sportiva per la vittoria del titolo iridato nel fioretto maschile a squadre (Cassarà e Garozzo) e del titolo mondiale nel fioretto femminile a squadre (Errigo) ai Mondiali di Lipsia 2017.
Svelate le mascotte dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020
- SCELTE DAGLI STUDENTI GIAPPONESI
Il Comitato organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020 ha svelato oggi, di fronte a circa 600 bambini della Hoyonomori Gakuen School, le due mascotte ufficiali dell’evento a cinque cerchi. A sceglierle sono stati gli studenti delle scuole elementari di tutto il Giappone e delle scuole giapponesi all’estero. Hanno partecipato al voto 205755 classi di 16769 scuole con il set A - realizzate da Ryo Taniguchi, 44enne disegnatore di Fukuoka - che ha ricevuto 109041 voti, avendo la meglio sui bozzetti B (61.423 voti) e C (35.291 voti).
Il processo di voto della mascotte, iniziato nel dicembre 2017, fa parte del programma educativo nazionale Tokyo 2020 "Yoi Don!" ("Preparatevi!"), pensato per portare le Olimpiadi e le Paralimpiadi nelle scuole di tutto il Giappone e per consentire agli studenti di partecipare attivamente ad iniziative legate ai Giochi, facendogli conoscere i valori dei movimenti olimpici e paralimpici.
"I Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020 hanno finalmente le loro mascotte – ha commentato Ryohei Miyata, presidente della commissione selezionatrice -. Questo significa molto, specialmente in Giappone. Non vedo l'ora di vedere questi due personaggi prendere vita negli stadi, nelle strade e in TV. I bambini hanno scelto due mascotte che incarnano la tradizione antica e l’innovazione. Credo che questa sia una scelta eccellente dal momento che la vision del logo di Tokyo 2020 è "innovazione dall'armonia", il che implica che l'innovazione si verificherà quando il vecchio e il nuovo di Tokyo e del Giappone si uniranno".
Toccherà ora al board della Commissione decidere i nomi delle due mascotte che faranno il loro debutto ufficiale a luglio, con i Giochi Olimpici che prenderanno il via dal 24 luglio al 9 agosto.
Giovedì al via i Mondiali indoor, 13 azzurri a Birmingham
- ATLETICA
Tredici atleti, 4 uomini e 9 donne, per l'Italia nella 17esima edizione dei Campionati Mondiali Indoor in programma a Birmingham (Gran Bretagna) da giovedì 1° a domenica 4 marzo. Quattro giornate di gare come nell’ultima edizione di due anni fa a Portland, negli Stati Uniti, dove il prologo era stato dedicato al salto con l’asta. La manifestazione stavolta invece si aprirà con le due finali di salto in alto e al femminile sarà impegnata Alessia Trost, prima azzurra al via nella rassegna iridata, oltre ai 3000 metri donne. Statistiche alla mano, il numero di convocati è superiore alle due precedenti occasioni: cinque italiani in squadra nel 2016 e dodici a Sopot 2014.
L’atleta con il maggior numero di presenze in Nazionale è il bronzo olimpico 2012 del triplo Fabrizio Donato (Foto FIDAL Colombo) a quota 44 “caps”, il più esperto visto che è nato nel 1976. Al femminile hanno collezionato 25 maglie azzurre le staffettiste della 4x400 metri Marta Milani e Maria Enrica Spacca. L’unica matricola in Nazionale senior per questa trasferta è l’ostacolista Elisa Di Lazzaro, che è anche la più giovane con i suoi 20 anni da compiere a inizio giugno. Torna in azzurro dopo quasi 4 stagioni il primatista italiano dei 60 ostacoli Paolo Dal Molin, con la sua ultima presenza che risale agli Europei outdoor di Zurigo nel 2014. Sarà la prima volta in questo evento per Yassin Bouih, Hassane Fofana, Anna Bongiorni e Raphaela Lukudo, attesi anche alla prima apparizione in una gara iridata individuale, e per Ayomide Folorunso, mentre Fabrizio Donato si prepara a vivere il suo settimo Mondiale indoor della carriera. La regione più rappresentata è l’Emilia-Romagna con 4 atleti: Bouih, Folorunso, Lukudo e Di Lazzaro, seguita dal Lazio con 3 (Donato, Spacca, Borsi), poi Lombardia e Toscana a 2, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte con 1.
Da domani i Mondiali su pista in Olanda
- CICLISMO
Scatta domani - fino a domenica 4 marzo - al velodromo di Apeldoorn, in Olanda, il Mondiale di ciclismo su pista. Dopo aver vinto tre medaglie nei mondiali del 2017 a Hong Kong (oro di Rachele Barbieri nello scratch, argento di Filippo Ganna nell’inseguimento individuale e bronzo del quartetto uomini), l’Italia della pista è ben agguerrita per i titoli in palio che saranno assegnati (20 in tutto). Il quartetto azzurro maschile leader nel Ranking UCI punta ad una medaglia - Per il quartetto uomini che nel 2017 ha conquistato uno splendido bronzo, l’obiettivo è sempre di puntare in alto. Già leader del ranking UCI con la vittoria in Coppa del Mondo 2017-2018, gli azzurri dell’inseguimento a squadre andranno a caccia di una medaglia. Inoltre, occhi puntati sul giovane Filippo Ganna, in Olanda per puntare ancora al titolo nell’inseguimento individuale, su Simone Consonni, che nella rassegna iridata dello scorso anno arrivò quarto nella disciplina olimpica dell’Omnium, e su Marco Coledan, che dopo la prova in Coppa del Mondo a Minsk, è pronto ad un ritorno su pista nell’inseguimento individuale. Per il Madison il Ct deciderà in seguito.
La Nazionale donne: “Il potenziale c’è ed è competitivo” dice Salvoldi - Le prime gare ad aprire la rassegna iridata saranno le qualifiche dell’inseguimento a squadre donne. Nel 2017 le azzurre avevano registrato il quarto tempo: un piazzamento davvero al Top che le vede, anche in questa edizione, puntare ad essere tra le prime cinque squadre migliori al mondo. Il CT Salvoldi, sceglierà le quattro titolari per le prove di qualifica tra Alzini, Balsamo, Frapporti, Guderzo, Paternoster e Valsecchi: “Il nostro obiettivo è di migliorare il nostro crono ed entrare nella Top Five” – dice il CT. La prima giornata per l’Italia sarà già da adrenalina con Rachele Barbieri che nello scratch tenterà di difendere il titolo iridato dello scorso anno e se la gara si concluderà con lo sprint finale probabilmente l’Italia potrà essere ancora protagonista in questa specialità. Mentre, Elena Bissolati e Miriam Vece difenderanno la maglia azzurra nella velocità a squadre: due atlete U23 che faranno di questo mondiale una valida esperienza per lavorare ed essere più competitive da agosto in avanti. Vece si misurerà anche nei 500 mt TT.
“Per le altre prove, il programma delle gare impone delle scelte obbligate - continua il CT Salvoldi – ma credo che in ogni specialità possiamo essere potenzialmente competitivi anche se almeno due individualità o team per evento ci sono ancora superiori”. Nell’omnium infatti, la giovane Elisa Balsamo sta bene ed è molto competitiva: “cercheremo di migliorare il piazzamento dello scorso anno e l’atteggiamento in gara, perché è il momento di farlo”- afferma Salvoldi. Nell’inseguimento individuale si misurerà Silvia Valsecchi, con l’obiettivo di entrare nelle prime sei. Per Letizia Paternoster ci sarà oltre alla corsa a punti, l’ultimo giorno di gara ed il Ct non ha nessuna previsione, anche il Madison con Maria Giulia Confalonieri. L’obiettivo è di entrare nella Top Five.
NAZIONALE DONNE
Alzini Martina (Astana Women's Team) - Inseguimento a squadre
Balsamo Elisa (G.S. Fiamme Oro) - Inseguimento a squadre e Omnium
Barbieri Rachele (G.S. Fiamme Oro) - Scratch
Bissolati Elena (Racconigi Cycling Team) - Velocità a squadre
Cavalli Marta (Valcar Pbm) - Riserva
Confalonieri Maria Giulia (G.S. Fiamme Oro) - Madison
Frapporti Simona (G.S. Fiamme Azzurre) - Inseguimento a squadre
Guderzo Tatiana (G.S. Fiamme Azzurre) - Inseguimento a squadre
Manzoni Gloria (Eurotarget - Bianchi - Vitasana) -Riserva
Paternoster Letizia (G.S. Fiamme Azzurre) - Inseguimento a squadre, Corsa a punti, Madison
Pattaro Francesca (Bepink) -Riserva
Valsecchi Silvia (Bepink) - Inseguimento a squadre e individuale
Vece Miriam (Valcar Pbm) - Velocità a squadre e 500 mt
NAZIONALE UOMINI
Bertazzo Liam (Wilier Triestina)
Coledan Marco (Wilier Triestina) - Inseguimento individuale
Consonni Simone (Uae Team Emirates) - Inseguimento a squadre
Ganna Filippo (Uae Team Emirates) - Inseguimento a squadre e individuale
Lamon Francesco (GS Fiamme Azzurre)
Plebani Davide (Team Colpack)
Scartezzini Michele (Sangemini - M.G. K Vis) - Inseguimento a squadre e individuale
Viganò Davide (Ctfriuli).
Grazie Arianna! Da portabandiera a leggenda olimpica
- IL SIMBOLO AZZURRO DI PYEONGCHANG 2018

A PyeongChang è arrivata da portabandiera e ha finito da leggenda olimpica. Arianna Fontana ha scritto la storia: grazie ai 3 podi conquistati in Corea del Sud ha toccato quota 8 medaglie ottenute nelle ultime 4 edizioni della manifestazione a cinque cerchi. Ora non è solo l’atleta azzurra più giovane di sempre a essere salita sull’Olimpo grazie al bronzo in staffetta a Torino 2006: le ultime tre “gemme” l'hanno consacrata sl secondo posto tra gli atleti italiani più medagliati di sempre ai Giochi Invernali e la quinta assoluta all time, contemplando anche le edizioni estive. Ha disintegrato record e primati, si è messa al collo l’oro che ancora le mancava, ha centrato il podio nei 1000 che reclamava spazio nella sua collezione olimpica, agguantando anche lo scettro assoluto tra i fuoriclasse pluridecorati della sua disciplina a livello mondiale (foto Mezzelani GMT).
Ha messo la firma in calce su un'impresa, è diventata un Mito, contribuendo a issare in alto il tricolore, come simbolo eccelso di una spedizione diventata la quarta di sempre all’estero nella storia dei Giochi. PyeongChang2018 sarà ricordata per il suo sorriso e per le sue straordinarie gesta: sul ghiaccio ma con lame intrise di passione, classe e stile. “E’ nel Pantheon dello sport”, ha sottolineato il Presidente Malagò, facendosi portavoce del sentimento di riconoscenza e di ammirazione dell’intero Paese. Unito e stretto intorno a una campionessa davvero speciale. Grazie, Arianna.
Chiudono i Giochi di PyeongChang, l'Italia saluta con Kostner portabandiera
- ROAD TO BEIJING 2022

I XXIII Giochi Olimpici Invernali si chiudono così come si erano aperti, all’insegna della pace. L’appuntamento è tra quattro anni, ancora in Asia, con la fiamma olimpica che si sposta in Cina, a Pechino che tornerà a vivere il sogno a cinque cerchi quattordici anni dopo aver organizzato l’edizione estiva.
Nella cerimonia di chiusura di PyeongChang2018, andata in scena questa sera all’Olympic Stadium, la bandiera a cinque cerchi è stata affidata dal Presidente del CIO, Thomas Bach a Jining Chen, sindaco di Pechino, che ospiterà i Giochi del 2022. È toccato al regista cinese Zhang Yimou, che curò già le cerimonie di Pechino 2008, dare un’anticipazione dei Giochi che saranno. Cartoline dalla Cina, accomunate da un auspicio: "Ci vediamo a Pechino".
Stasera, però, è tempo di salutare i Giochi che sono stati. Quelli azzurri si collocano al quinto posto per numero di podi nella classifica delle edizioni invernali di tutti i tempi (al quarto se non si considera quella di ‘casa’ di Torino 2006) e parlano di un’Olimpiade al femminile in cui sei delle dieci medaglie italiane portano la firma di atlete e i cui i tre ori hanno i sorrisi di Arianna Fontana (short track), Michela Moioli (snowboard) e Sofia Goggia (sci alpino).
Volti di donna, come quello di Carolina Kostner (foto Ferraro-Pagliaricci GMT), scelta per sfilare questa sera - sotto gli sguardi del Capo Missione e Vice Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati e dell’Ambasciatore italiano in Corea, Marco Della Seta - con il Tricolore che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato al Quirinale ad Arianna Fontana.
Il giusto riconoscimento per la carriera della pattinatrice bronzo olimpico a Sochi 2014 che, giovanissima, aveva sfilato con la bandiera italiana a Torino 2006.
Dodici anni dopo è ancora Carolina a rappresentare l’Italia e a ripercorrere le orme, ma in senso inverso, della campionessa olimpica dello short track che era stata portabandiera nella cerimonia di chiusura dei Giochi russi.
L'azzurra fa il suo ingresso nello stadio tra l'Iran e Israele (secondo l'alfabeto coreano), intorno alle 20:15 e con gli altri 90 portabandiera (qui l'elenco completo) va a costituire un cerchio colorato attorno al quale sfilano i protagonisti di questi Giochi: gli atleti. La squadra italiana entra poco prima delle 20:30 e su tutti gli azzurri svetta Arianna Fontana, con al collo le sue tre medaglie, portata in trionfo dai pattinatori Luca Lanotte e Ondrej Hotarek, perché le sue vittorie sono le vittorie di una squadra e di un Paese intero.
Così come accaduto il 9 febbraio, lo show di stasera ha continuato a raccontare la tradizione e l'innovazione della penisola e a parlare di pace, ancora una volta con le due Coree che sfilano insieme, per ultime, con le proprie bandiere, alternate a quelle della Corea unita.
Ogni edizione dei Giochi che si chiude resta immortalata in alcuni fotogrammi che passano alla storia. Quelli di PyeongChang2018 sono raccolti nella stretta di mano tra il Presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in e Kim Yojong, sorella del dittatore della Corea del Nord Kim Jong-un, nelle emozioni che hanno regalato le atlete dei due Paesi in campo nella stessa squadra di hockey femminile e riunite, per le due sfilate, sotto un’unica bandiera.
La cerimonia di questa sera non può che sigillare ciò che è stato: differenti elementi che, insieme, diventano armonia e uniscono il mondo. "The new Wave" (il titolo dello show andato in scena), una nuova onda che supera qualsiasi ostacolo, un messaggio che lo sport lancia e che si spinge in avanti oltre ogni barriera.
Malagò: 4ª Olimpiade migliore di sempre all'estero. Mornati: 51 finalisti sinonimo di competitività
- IL BILANCIO DI PYEONGCHANG 2018
Un'Italia da applaudire. Incoronata dai numeri e premiata dai riscontri statistici, che proiettano l'immagine di un movimento in crescita: il consuntivo sintetico dei Giochi Olimpici di PyeongChang2018 sorride agli azzurri. La soddisfazione traspare evidente dalla disamina articolata e orgogliosa del Presidente del CONI, Giovanni Malagò. "E’ stata un’Olimpiade in cui ne abbiamo visto molte cose particolari, basta vedere quello che è successo con la Ledecka. Una favola che accresce questo meraviglioso mondo. Sono stati Giochi complicati, perché fino a un mese fa si parlava qausi esclusivamente di ragioni di sicurezza legate all’evento, invece è successo il miracolo, perché oggi i ragionamenti vertono solo in chiave positiva grazie alla magìa della manifestazione e del significato che da sempre la caratterizza. C’erano tante aspettative, avevamo una squadra forte ma ogni volta ti devi rimettere in discussione. Si può essere il miglior Presidente del CONI per quanto riguarda le attività intraprese e sviluppate in ogni ambito, poi però se non vinci ai Giochi viene capovolto ogni giudizio. Lo sapevo, ma nonostante questo ho detto che mi aspettavo di andare in doppia cifra e peccato che ci fosse qualcuno che andasse contro, non tifando per il nostro Paese. Niente è scontato e nessuna medaglia era sicura a prescindere, per questo si può anche fallire. Oggi pensavo ad esempio potesse essere una bella giornata e invece sono rimasto amareggiato da due risultati: penso alla gara di Fischnaller nello snowboard e alle anomalie sia del calendario sia della dinamica della gara e delle piste, e poi penso a Francesca Lollobrigida e mi dispiace da morire anche per lei, anche se sono convinto che il futuro sarà suo. Sono diventato Presidente nel 2013 e un anno dopo siamo andati a Sochi. Dobbiamo confrontarci con termini di paragoni moderni. Abbiamo incrementato del 25% il numero di medaglie rispetto al 2014 e del 100% rispetto a Vancouver. Siamo tra i primi 6 Paesi che hanno avuto il maggior incremento in percentuale di medaglie rispetto a Sochi, dopo Corea +87,5%, Giappone +50%, Germania +47,37%, Norvegia +46,15% e Svizzera +36,36%, vincendone 3 d’oro.
Questa di PyeongChang è la quinta Olimpiade di sempre per l’Italia. Dopo Lillehammer, Albertville, Salt Lake City e Torino, la quarta di sempre all’estero. Per capire l’importanza del risultato otttenuto, basta guardare a Rio 2016, che è stata considerata una grande Olimpiade ed era la sesta della storia italiana agli Estivi. Questi sono i nostri benchmark. Tra 4 anni a Pechino, non so chi ci sarà al nostro posto, dovremmo partire da questi numeri e fare meglio, toccando almeno 13 medaglie. Non abbiamo mai avuto medagliati così giovani negli ultimi 30 anni (26,30 anni) e permettetemi di dire di sempre visto che per avere una media età statisticamente valida bisogna prendere come riferimento almeno un’edizione con dieci medagliati. E’ anche la prima volta nella storia che gli ori sono tutti femminili. E’ vero è stata un’Olimpiade al femminile, però bisogna anche notare che l’età media delle atlete donne a questa edizione è stata la più alta degli ultimi 30 anni, mentre quella degli uomini è stata la più bassa degli ultimi 15 anni. Probabilmente a livello maschile siamo in una fase di ricambio generazionale di cui beneficeremo nelle prossime edizioni, penso ad esempio agli slittinisti. Arianna Fontana è stata il primo oro italiano nello short track donne e anche il primo oro individuale in assoluto nello short track azzurro, Michela Moioli è stata il primo oro in assoluto nello snowboard italiano e Sofia Goggia la prima azzurra di sempre a trionfare nella discesa libera. Complimenti alla Lombardia: mai aveva vinto tre ori in una stessa edizione. E ora con questi tre successi sale al secondo posto assoluto come numero di medaglie d’oro (10) alle spalle della Provincia di Bolzano (14) che come sapete in Italia è equiparata a Regione.
Ringrazio tutti perché è stata una bellissima avventura, dai media a Eurosport, ringrazio Diego Nepi e il suo staff per il lavoro svolto: Casa Italia è stata considerata da subito la migliore hospitality house. Ringrazio le Federazioni, il CIO, i partner: non abbiamo tradito la fiducia che ci è stata data. Ringrazio Carlo Mornati e il suo team: sono solo alla terza esperienza di Olimpiadi da Presidente ma ho solo sentito ringraziamenti per come è stata messa la delegazione nelle condizioni di fare e dare il massimo. Ringrazio anche Danilo di Tommaso perché è un libro vivente e ai Giochi dà il meglio. In assoluto per il futuro - in vista di Pechino - dobbiamo migliorare sicuramente e poi dobbiamo trovare il modo di investire nelle nuove discipline, perché fanno parte del programma olimpico e vanno valorizzate. Da Sochi a oggi siamo passati da 20 a 21 Paesi che hanno vinto l’oro, mentre 30 sono state le Nazioni andate a podio contro i 26 del 2014. C’è da colmare il gap a livello scolastico: abbiamo fatto passi da gigante negli ultimi cinque anni, ma è talmente tanto il divario con gli altri paesi che non so quanti anni ci vorranno per colmarlo se non diamo un'accelerata. Il nuovo Governo dovrà dare un'accelerata mostruosa: quello che riusciamo a fare è merito delle Associazioni Sportive e del loro impegno. Sono soddisfatto dei lavori del CIO ma non voglio di candidatura. Faccio mio l’appello della grande Arianna Fontana per l’invito al voto: mi dispiace che non sia potuta spostare la domenica di campionato di calcio, cosa che sarebbe stato necessario fare per tutte le altre discipline. La nostra portabandiera domani sarà Carolina Kostner. Abbiamo offerto una grande immagine di prestigio e di credibilità. Di stile. Il mio voto è 7: ricorderò per sempre la medaglia d’oro di Arianna perché è stata la mia prima invernale. E’ nel pantheon dello sport, non solo dello short track. Le dirò grazie per sempre. Questi Giochi sono stati una bella storia”.
Il Capomissione della spedizione italiana, Vice Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati ha amplificato i concetti: “Siamo venuti con una squadra numericamente importante con 122 atleti al seguito: 13 medagliati, 51 finalisti e 23 atleti del club olimpico tra i primi 4. Abbiamo vinto medaglie in 6 discipline, non siamo mai andati meglio. Abbiamo davanti Nazioni che sono mostri sacri. Per quanto riguarda i riferimenti statistici voglio ricordare che l'Italia - nella storia - ha vinto 5 medaglie di media nei Giochi Invernali, quindi il risultato acquisisce ancora più valore. E’ stata la prima vera Olimpiade pianificata per tutti i 4 anni. Voglio ringraziare le Federazioni, è stato molto facile interloquire con Presidenti che vengono dal campo e con Segretari che hanno un passato importante come Sanfratello e chi viene dal settore tecnico come la Piroia. C’è stato un ricambio generazionale importante, penso allo slittino, che ha perso la medaglia per 2 millesimi. Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti e anche di quelli che sono passati sotto traccia: come ad esempio il curling, che è stata una scommessa vinta, abbiamo battuto gli Stati Uniti campioni olimpici. Ringrazio tutti gli atleti perché sono stati eccezionali, mi dispiace per Roland Fischnaller perché meritava una medaglia. Ringrazio Anna Riccardi, Giampiero Pastore, Danilo di Tommaso e Diego Nepi per il lavoro svolto e l'impegno profuso”.
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