Con #BecomeTheLight lo sport illumina i rifugiati del Ruanda
- AL VIA CAMPAGNA CIO-UNHCR
Il Comitato Olimpico Internazionale ha lanciato la campagna #BecomeTheLight che mira a promuovere i valori olimpici di eccellenza, amicizia e rispetto. La campagna usa la "luce" come rappresentazione simbolica dei valori olimpici e punta a dimostrare come i risultati degli atleti e lo spirito olimpico possano motivare le persone di tutto il mondo a "diventare la luce" e a diventare dei fari di positività.
Il CIO crede che lo sport possa contribuire a costruire un mondo migliore e in questa campagna, realizzata in collaborazione con l'UNHCR, invita tutti i partecipanti a fare una “donazione” particolare. Oltre alla classica donazione, infatti, è possibile ‘regalare’ dell’attività fisica attraverso il Canale Olimpico (www.olympicchannel.com/light).
Il Comitato “convertirà” le attività registrate in supporti tangibili per i rifugiati fornendo delle soluzioni sostenibili di illuminazione a energia solare per il campo profughi di Mahama in Ruanda. Nove rifugiati su dieci, infatti, non hanno accesso alla luce. Una volta raggiunto l'obiettivo, infatti, farà una donazione all'UNHCR per illuminare strade, famiglie e aree sportive nel campo profughi che assiste oltre 55.000 rifugiati.
"Lo sport significa costruire ponti, riunire le persone in uno spirito di amicizia e rispetto", ha dichiarato Thomas Bach, presidente del Comitato olimpico internazionale. "In un mondo di incertezze, il messaggio è che la nostra umanità è più grande delle forze che ci dividono. Gli atleti portano la luce e ci ispirano, dandoci la speranza che un mondo migliore sia possibile. Siamo lieti di poter continuare la nostra stretta collaborazione con l'UNHCR e a fornire il nostro sostegno ai rifugiati con questa campagna".
L’Alto Commissario ONU per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha aggiunto: “Lo sport può essere un'ancora di salvezza per i giovani rifugiati sradicati da conflitti e violenze e costretti ad abbandonare le loro case, le comunità e persino le loro famiglie. Lo sport ripristina l'infanzia. Aiuta a guarire e a restituire un senso di normalità, offrendo uno spazio sicuro dove i bambini possono crescere, imparare e svilupparsi. Fornendo un'illuminazione solare sostenibile nei campi profughi, possiamo aumentare le occasioni per offrire ai giovani rifugiati occasioni per praticare sport ed istruirsi".
"Diventa la luce" è partita sulle varie piattaforme social con gli hashtag #BecomeTheLight e #WithRefugees a meno di 80 giorni dai Giochi Olimpici Invernali di PyeongChang2018, quando la staffetta della torcia olimpica percorre la Corea del Sud con il suo messaggio di speranza e ispirazione. Il lancio della campagna segue, inoltre, l'adozione della Risoluzione sulla tregua olimpica che di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno sottoscritto il 13 novembre all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "Come olimpionica, credo davvero che gli atleti abbiano un ruolo cruciale da giocare per ispirare la prossima generazione, specialmente quelli che condividono la passione per lo sport, perché lo sport può unire il mondo, abbattere le barriere e avere un impatto positivo sulla società", ha detto Angela Ruggiero, presidente della commissione atleti CIO.
La campagna, che prevede una serie di filmati realizzati con gli atleti che emanano luce mentre praticano i propri sport, si sviluppa in quattro fasi dedicate alla raccolta di 'luce' per l'illuminazione stradale, aree sport, abitazioni e aree comuni e si chiuderà a fine marzo.
Completata la revisione CIO del progetto PyeongChang2018, "sarà un evento memorabile"
- A 77 GIORNI DAI GIOCHI

A meno di 80 giorni dal via dei XXIII Giochi Olimpici Invernali, il Comitato Olimpico Internazionale ha completato la revisione del Progetto di PeongChang, certo che atleti e tifosi, dal 9 al 25 febbraio, vivranno in Corea del Sud un’esperienza memorabile.
“Le Venues sono state completate, si sta allestendo il Villaggio Olimpico, la staffetta della Fiaccola sta generando molta attesa nel Paese e posso attestare la praticità della nuova ferrovia ad alta velocità KTX. Gli ultimi preparativi termineranno in tempo per quello che sarà un evento memorabile per atleti e supporter”, ha dichiarato Gunilla Lindberg, Presidente della Commissione di Coordinamento del CIO al termine della due giorni di studio.
Oltre ai comodi cluster posizionati a ridosso delle montagne e sul mare, dove sarà possibile ammirare i migliori atleti invernali del mondo gareggiare sulla neve o sul ghiaccio, i titolari dei biglietti olimpici potranno anche accedere al Parco Olimpico e alla Plaza, dove ci sarà un mix di attività culturali e mostre.
Il Comitato Organizzatore di PyeongChang2018 sta inoltre lavorando per garantire agli spettatori aggiornamenti sugli alloggi e informazioni sul trasporto per facilitare i loro spostamenti ai Giochi che, ai possessori dei biglietti, garantiranno anche autobus navetta di cortesia e l’esenzione dei pedaggi autostradali sulla via verso PyeongChang.
"La cultura locale è ciò che rende unica ogni edizione dei Giochi", ha proseguito Lindberg. "Non ho dubbi che il mondo intero, dopo aver visto la bellezza della regione e aver conosciuto l'ospitalità coreana, apprezzerà il fatto che l’Olimpiade sia stata assegnata a PyeongChang. Incoraggio tutti a venire a sostenere i loro atleti, a scoprire la cultura coreana, a parlare con le persone nelle venues e a fare amicizia".
Nell'ultimo mese, il Comitato Organizzatore ha puntato molto ad accrescere l'entusiasmo per i Giochi con il lancio della sua app ufficiale PyeongChang 2018 e ha promosso una serie di eventi ed iniziative per coinvolgere la Corea e il mondo. La staffetta della Torcia, che ha attraversato più di 20 città da quando è giunta in Corea, continua inoltre a legare il Paese alla passione dei Giochi.
Con le strutture ormai complete, il Comitato ha rivolto la sua attenzione alla verifica della prontezza operativa e alla cura dei dettagli per garantire agli atleti la possibilità di competere nei migliori campi di gara possibili.
"Siamo a soli 77 giorni dall'avvio dei Giochi Olimpici Invernali PyeongChang 2018 e siamo pronti ad accogliere il mondo", ha dichiarato il presidente del Comitato Lee Hee-beom. "Questa settimana abbiamo avuto da parte del CIO un’altra valutazione del progetto positiva e produttiva. Le prossime settimane saranno impegnative ma al tempo stesso emozionanti perché completeremo i nostri preparativi”.
“La neve sta cominciando a cadere e noi stiamo facendo tutto ciò che è possibile per far crescere la passione e l’attesa in tutto il Paese invitando tutti ad essere parte di questi Giochi stravaganti. Sarà la più bella vetrina di sport e cultura che la Corea abbia mai visto e vi invitiamo a comprare i biglietti e a raggiungerci a PyeongChang".
Completata la revisione CIO del progetto PyeongChang2018, "sarà un evento memorabile"
- A 77 GIORNI DAI GIOCHI OLIMPICI
A meno di 80 giorni dal via dei XXIII Giochi Olimpici Invernali, il Comitato Olimpico Internazionale ha completato la revisione del Progetto di PeongChang, certo che atleti e tifosi, dal 9 al 25 febbraio, vivranno in Corea del Sud un’esperienza memorabile.
“Le Venues sono state completate, si sta allestendo il Villaggio Olimpico, la staffetta della Fiaccola sta generando molta attesa nel Paese e posso attestare la praticità della nuova ferrovia ad alta velocità KTX. Gli ultimi preparativi termineranno in tempo per quello che sarà un evento memorabile per atleti e supporter”, ha dichiarato Gunilla Lindberg, Presidente della Commissione di Coordinamento del CIO al termine della due giorni di studio.
Oltre ai comodi cluster posizionati a ridosso delle montagne e sul mare, dove sarà possibile ammirare i migliori atleti invernali del mondo gareggiare sulla neve o sul ghiaccio, i titolari dei biglietti olimpici potranno anche accedere al Parco Olimpico e alla Plaza, dove ci sarà un mix di attività culturali e mostre.
Il Comitato Organizzatore di PyeongChang2018 sta inoltre lavorando per garantire agli spettatori aggiornamenti sugli alloggi e informazioni sul trasporto per facilitare i loro spostamenti ai Giochi che, ai possessori dei biglietti, garantiranno anche autobus navetta di cortesia e l’esenzione dei pedaggi autostradali sulla via verso PyeongChang.
"La cultura locale è ciò che rende unica ogni edizione dei Giochi", ha proseguito Lindberg. "Non ho dubbi che il mondo intero, dopo aver visto la bellezza della regione e aver conosciuto l'ospitalità coreana, apprezzerà il fatto che l’Olimpiade sia stata assegnata a PyeongChang. Incoraggio tutti a venire a sostenere i loro atleti, a scoprire la cultura coreana, a parlare con le persone nelle venues e a fare amicizia".
Nell'ultimo mese, il Comitato Organizzatore ha puntato molto ad accrescere l'entusiasmo per i Giochi con il lancio della sua app ufficiale PyeongChang 2018 e ha promosso una serie di eventi ed iniziative per coinvolgere la Corea e il mondo. La staffetta della Torcia, che ha attraversato più di 20 città da quando è giunta in Corea, continua inoltre a legare il Paese alla passione dei Giochi.
Con le strutture ormai complete, il Comitato ha rivolto la sua attenzione alla verifica della prontezza operativa e alla cura dei dettagli per garantire agli atleti la possibilità di competere nei migliori campi di gara possibili.
"Siamo a soli 77 giorni dall'avvio dei Giochi Olimpici Invernali PyeongChang 2018 e siamo pronti ad accogliere il mondo", ha dichiarato il presidente del Comitato Lee Hee-beom. "Questa settimana abbiamo avuto da parte del CIO un’altra valutazione del progetto positiva e produttiva. Le prossime settimane saranno impegnative ma al tempo stesso emozionanti perché completeremo i nostri preparativi”.
“La neve sta cominciando a cadere e noi stiamo facendo tutto ciò che è possibile per far crescere la passione e l’attesa in tutto il Paese invitando tutti ad essere parte di questi Giochi stravaganti. Sarà la più bella vetrina di sport e cultura che la Corea abbia mai visto e vi invitiamo a comprare i biglietti e a raggiungerci a PyeongChang".
Domani elezioni a Zagabria. Kocijancic presidente e Pagnozzi segretario candidati unici
- COMITATI OLIMPICI EUROPEI
La 46^ Assemblea dei Comitati Olimpici Europei si svolgerà domani e dopodomani a Zagabria. L’appuntamento di quest’anno è particolarmente importante perché nella capitale croata si celebreranno anche le elezioni dei COE per il quadriennio 2017-2021. Per il ruolo di Presidente risulta candidato unico lo sloveno Janez Kocijancic, da un anno facente funzione dopo l’uscita di scena dell’irlandese Hickey.
Come segretario risulta candidato unico l’italiano Raffaele Pagnozzi, alla sua terza riconferma nell’incarico. Stesso discorso per il cipriota Kikis Lazarides come tesoriere. Due i candidati al ruolo di vicepresidente, il danese Niels Nygaard e l’olandese Andrè Bolhuis. Per i 12 posti da membro dell’esecutivo sono invece 23 i candidati. All’Assemblea di Zagabria (prima volta nella storia in Croazia) il CONI sarà presente col Presidente Giovanni Malagò e col Segretario Generale, Roberto Fabbricini. All’apertura dei lavori sono previste le presenze del Presidente del CIO, Thomas Bach, e del Presidente dell’ACNO, lo sceicco Ahmad Al Fahad Al Sabah.
Il 28 novembre si terrà il convegno "Medico dello Sport", in memoria di Marcello Faina
- AL CPO 'GIULIO ONESTI'
Un convegno per ricordare Marcello Faina. A cinque anni dall’improvvisa scomparsa del Direttore del Dipartimento di Scienza dello Sport dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI, l’Aula Magna del CPO dell’Acqua Acetosa ospiterà martedì 28 novembre i lavori di “Medico dello Sport – polispecialista al servizio della salute”.
L’evento, che prenderà il via martedì 28 novembre alle ore 8.30, è promosso dal Comitato Regionale Lazio della Federazione Medico Sportiva Italiana, con il patrocinio del CONI, del CIP, della Regione Lazio, del Comune di Roma e dell’Ordine Provinciale di Roma dei Medico-Chirurghi e degli Odontoiatri.
Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport e Rettore dell’Università del Foro Italico, Fabio Pigozzi e del Presidente della FMSI, Maurizio Casasco, Antonio Dal Monte, già Direttore scientifico e Capo del Dipartimento di Fisiologia e Biomeccanica dell’IMSS e Paolo Zeppilli, della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport dell’Università Cattolica Sacro Cuore, proporranno “Una vita per insegnare ai giovani”, una lettura in memoria del Faina, scomparso nel novembre 2012 all’età di 62 anni.
A seguire, Giorgio Santilli, Presidente Onorario della FMSI, aprirà i lavori di un convegno (che assegnerà 4 crediti ECM e 5 crediti formativi FMSI per i soci) che proseguirà con l’intervento di Antonio Gianfelici, Presidente AMSD Roma FMSI, intitolato “La Scienza dello Sport ieri, oggi, domani”. Carlo Tranquilli, Presidente C.R. Lazio FMSI, affronterà il tema “Lo Specialista in Medicina dello Sport – Tra Alta Prestazione e Prescrizione dell’Esercizio Fisico – un professionista della salute insostituibile". Poi lo stesso Tranquilli con Piercarlo Presutti, Capo Redattore ANSA Sport, modererà il “Faccia a faccia con lo Specialista” con si svilupperà attraverso quattro confronti:
- “Medico dello Sport VS Medico Legale”, tra Ferdinando Iellamo (Direttore Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport Università di Roma – Tor Vergata) e Natale Mario Di Luca (Ordinario di Medicina Legale Università di Roma – La Sapienza);
- “Medico dello Sport VS Pneumologo”, tra Antonio Todaro (Istituto di Medicina e Scienza dello Sport – CONI) e Paolo Palange (Università di Roma – La Sapienza);
- “Medico dello Sport VS Cardiologo”, tra Franco Giada (Dipartimento Cardiovascolare, Azienda ULSS 13 Mirano) e Leonardo Calò (Policlinico Casilino Roma);
- “Medico dello Sport VS Nutrizionista”, tra Attilio Parisi (Ordinario MDEF-01 Università di Roma “Foro Italico” - Consigliere Federale Nazionale FMSI) e Giorgio Calabrese (Università del Piemonte Orientale di Alessandria Nutrizionista Juventus F.C.);
- “Medico dello Sport VS Fisiatra/Traumatologo”, tra Arrigo Giombini (Medico Federale FITARCO) e Raul Saggini (Ordinario Medicina Fisica e Riabilitazione
- Università G. D’Annunzio – Chieti)
Al termine del convegno, dopo le conclusioni affidate a Tranquilli e Giunfelici, Don Mario Lusek celebrerà la Santa Messa in Memoria di Faina.
Giunta Nazionale il 28 novembre per la prima volta a Bari
- CONI
La 1068ª riunione della Giunta Nazionale del CONI si terrà martedì 28 novembre 2017 a Bari, presso la Sala Consiliare della Città Metropolitana (ex Palazzo della Provincia) in Lungomare Nazario Sauro 29, con inizio alle ore 10.00.
E’ la prima volta, nella storia centenaria del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che il massimo organo direttivo si riunisce nel capoluogo pugliese.
Questo l'ordine del giorno:
1) Verbale riunione del 24 ottobre 2017
2) Comunicazioni del Presidente
3) Attività Olimpica e Alto Livello
4) Attività Federazioni Sportive Nazionali - Discipline Sportive Associate - Enti di Promozione Sportiva – Attività Antidoping
5) Promozione Sportiva
6) Organizzazione Territoriale
7) Rapporti CONI-CONI Servizi Spa
8) Affari Amministrativi
9) Varie e proposte dei membri della Giunta Nazionale
Malagò, Fabbricini e Binaghi restituiscono a Vinci le onorificenze rubate
- AL FORO ITALICO
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, con il Segretario Generale, Roberto Fabbricini e il Presidente della Federtennis e membro di Giunta, Angelo Binaghi ha incontrato oggi al Foro Italico la campionessa azzurra, Roberta Vinci e le ha consegnato le copie delle onorificenze che le erano state conferite dal Comitato Olimpico nel corso della sua brillante carriera ma che le erano state rubate lo scorso agosto nella sua abitazione di Taranto.
Nello specifico si tratta dei due Collari d’Oro, uno vinto nel 2006, grazie al successo in Fed Cup e l'altro nel 2014, per la vittoria nel doppio femminile a Wimbledon, di tre Diplomi (2009, 2010 e 2013) per altrettanti successi in Nazionale e della medaglia di bronzo che il CONI le aveva conferito nel 2003 per essersi aggiudicata il Campionato Italiano a squadre.
Da oggi le onorificenze saranno di nuovo nella sua bacheca, a celebrare dei successi che restano comunque impressi nella storia del tennis e dello sport italiano e che, insieme alle emozioni che ha fatto vivere a tanti appassionati, non potranno mai essere rubati.
Malagò chiude gli Stati Generali: CONI al centro della vita del Paese
- CON GIANNI LETTA E PAOLA SEVERINO
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha chiuso - insieme a Paola Severino e a Gianni Letta - i lavori degli Stati Generali dello Sport italiano. Il Presidente ha voluto ringraziare i qualificati relatori per il loro contributo e lo staff - coordinato da Diana Bianchedi - che si è occupato dell'organizzazione. "Siamo orgogliosi di aver creato questo evento, capace di riunire gli stakeholder del nostro mondo e di sviluppare argomenti nevralgici per il futuro, in modo non autoreferenziale. Ogni intervento è stato autonomo e siamo felici siano emerse le attività portate avanti con passione, coraggio e spirito di iniziativa dall'Ente. Negli ultimi anni abbiamo razionalizzato la macchina del CONI - attraverso Coni Servizi - risparmiando notevolmente e incrementando sensibilmente i ricavi con il marketing, aspetto che ci ha permesso di crescere nonostante non sia arrivato un euro di contribuzione in più. C'è soddisfazione per i risultati raggiunti a livello istituzionale, dalla giustizia sportiva all'antidoping - con il riconoscimento della terzietà di NADO Italia - le iniziative con i Ministeri per il sociale e con il MIUR per lo sport a scuola, senza dimenticare i Centri di Preparazione Olimpica che sono quasi irriconoscibili, grazie agli interventi effettuati, ma ora per sostenerli serve l'aiuto degli stakeholder. Mi rendo conto che alla Federazioni servano sempre più risorse per fare attività e quindi bisogna lavorare per crescere. Penso alle realtà che hanno chiuso in perdita, investendo - come il ciclismo - per raggiungere risultati straordinari. Vorremmo avere la responsabilità di rispondere a molte istanze che ci arrivano dal Paese, ma a volte non ci competono. Il CONI però vuole stare al centro della vita sportiva, economica, sociale del Paese: per fare questo bisogna anche trovare ulteriori risorse. Ringrazio gli atleti che hanno vinto tanto e che ci preparano a nuove sfide. Oggi c’è un’attenzione crescente delle aziende nei confronti del nostro mondo, c’è una grande domanda, e si vede lo sport anche come opportunità occupazionale post carriera. Non a caso l’applauso più fragoroso è stato quello per Niccolò Campriani, per l’esperienza che ha saputo vivere e raccontare. In 5 anni ha vinto 3 ori e un argento olimpici, Ieri Alleva ci ha detto che chi smette di fare sport, in una certa fascia di età, lo fa per motivi di studio. Niccolò ci ha detto che invece è stato proprio il connubio sport-lavoro a permettergli di alimentare la passione per il movimento agonistico".
Paola Severino, rettore della Luiss: “E’ stato un approfondimento importante per la capacità di aver saputo mettere insieme tante tematiche, esperimento straordinariamente efficace. La LUISS ieri ha celebrato la festa dello sport, e siamo felici perché ha esaltato l’importanza del movimento. Credo che la managerialità rappresenti un aspetto fondamentale, l'aspetto formativo è nevralgico e valorizza ancora di più i contenuti di un movimento straordinario".
Gianni Letta: “Sono stati due giorni di grande interesse, orientati alle riforme con momenti di alta cultura. Dobbiamo dare atto a Malagò, Fabbricini e Bianchedi, hanno fatto opera civica di grande importanza. Nei 5 cerchi hanno riassunto i problemi dello sport, c’era una densità di difficoltà e una qualità di relatori che ha permesso di sviluppare dibattiti di grande livello. Malagò non ha parlato solo agli sportivi ma ha proiettato lo sport nella sua cornice sociale, ogni intervento era orientato in questa direzione. Lo sport è una cosa bellissima ma è molto di più: è una delle componenti che può fare la differenza, che può trascinare il Paese perché ha una capacità dinamica di proporsi come modello. Indica la strada giusta per la ripresa. Malagò ha ricordato come nella nostra Costituzione non c’è la parola sport ma anche ha aggiunto che non c’è la parola scuola nello Statuto del CONI. Le istituzioni devono essere sensibilizzate per valorizzare sempre di più lo sport. Per questo sono importanti le riforme. L’esempio del quadro valoriale dello sport, come ricordato dal generale Gallitelli, è decisivo. La parola autonomia è santa, deve essere difesa dalla politica stessa, e sta più nella volontà che nelle norme scritte. Tutte le riflessioni hanno un valore che supera questo orizzonte e deve essere fattore di riflessione istituzionale per le proposte che sono state avanzate. Un richiamo forte al valore che lo sport nell’ambito di una comunità".
L'importanza del connubio sport-scuola. Campriani: studio fondamentale per i miei ori olimpici
- STATI GENERALI - CERCHIO ROSSO
L’ultimo cerchio degli Stati Generali, quello rosso, è il colore del cuore ed il tema trattato è stato: “Cultura, Formazione, Opportunità”, moderato dal Direttore de Il Messaggero, Virman Cusenza. L’introduzione è stata affidata al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Alla tavola rotonda hanno partecipato: Marcella Panucci (Direttore Generale Confindustria, Gabriele Romagnoli (Direttore RaiSport), Teresa Zompetti (Strategia e Responsabilità Sociale CONI), Rossana Ciuffetti (Direttore Scuola dello Sport CONI), Carlo Cimbri (AD Unipol), Niccolò Campriani, bi-campione olimpico Rio 2016, Maurizio Casasco, Presidente Federmedici sportivi.
Il Ministro della Salute Lorenzin: “Spesso sottovalutiamo il tema della prevenzione che è quasi folle per un Paese come l’Italia. Lo sport non è un fattore che può essere banalizzato. Il concetto di salute è un dovere sociale, per rendere i nostri sistemi più sostenibili. Bisogna ragionare in questo modo, coinvolgendo il movimento sportivo in un progetto più ampio che diventa risparmio, economia sociale e qualità della quotidianità. Bisogna fare politiche trasversale. L’OMS si occupa molto di sport perché lo indica come strumento di prevenzione e mezzo terapeutico: un adulto su 4 non è sufficientemente attivo. In Europa un terzo della popolazione adulta non svolge abbastanza attività e questo significa diabete, disturbi cardiovascolari, obesità con ricadute sul sistema sanitario. In Italia la sedentarietà cresce con l’età. Riuscire a promuovere la pratica sportiva è una sfida educazionale e sociale. Lo sport salva delle vite, è necessario farlo nelle scuole. I bambini vanno aiutati, incentivati a fare attività perché è un investimento sul futuro. Guadagnare salute vuol dire coinvolgere le comunità sociale. Voglio ringraziare il mondo dello sport perché chiediamo sempre di più ma dobbiamo capire come far tornare indietro questo contributo e rendere sostenibile questa sfida. Sport è sano, sport è bello: è uno stile di vita da adottare”.
Marcella Panucci (Direttore Generale Confindustria): “Lo sport è una sfida educativa. Per prepararsi al mondo del lavoro servono requisiti che lo sport può favorire ad acquisire. Perché insegna a gestire la sconfitta: nelle imprese che investono si sa che per un prodotto che funziona ce ne sono altri che falliranno e si deve essere pronti a valutare questo aspetto. Lo sport insegna le regole e il gioco di squadra, che in un’azienda è diventato una condizione imprescindibile. Dare borse di studio per lo sport equivale a riconoscerne l’importanza. Chi pratica deve pensare anche al domani anche se il movimento - in assoluto - è anche un grande strumento formativo”.
Carlo Cimbri (Ad Unipol): “La nostra azienda si è avvicinata allo sport per un duplice motivo: uno è che si tratta di uno strumento di prevenzione che è legato alla nostra attività e la seconda è a che tipo di sport ci siamo avvicinati, cioè a quelli di massa, quello dei nostri bambini, perché siamo un’azienda italiana e competiamo. Imparare a competere è un valore fondamentale nella costruzione delle nuove generazioni, un valore che - complice anche l’avvento delle nuove tecnologie - stiamo perdendo. Dobbiamo enfatizzare che la vita è fatta di competizione, vogliamo aiutare i giovani a educarsi sempre di più a questo concetto. Vogliamo far crescere il nostro Paese come sistema per aiutarlo a competere con un contesto sempre più complesso”.
Teresa Zompetti (Strategia e Responsabilità Sociale): “Il binomio fondamentale si declina con sport e scuola. Il mondo del CONI è semplice: la sfida centrale è lo sport di alto livello ma sempre di più si sta strutturando il ruolo sociale, lo sport per tutti, di base. I filoni di interventi, in questo senso, sono stati orientati prima di tutto a rafforzare l’intervento in senso scolastico, con la sinergia con il MIUR, attraverso i progetti Sport di Classe (Scuola Primaria), Scuole aperte allo Sport (Scuola secondaria di primo grado) e i Campionati Studenteschi (Scuola secondaria di secondo grado). In aggiunta c’è il sostegno agli studenti atleti di alto livello. Per noi è un tema centrale”.
Rossana Ciuffetti (Responsabile della Scuola dello Sport): “Tra i tanti obiettivi dello sport c’è la crescita culturale del sistema, professionalizzando tutti gli attori protagonisti per rispondere in modo sempre più idoneo. Il Presidente ha voluto investire nel nostro ambito: abbiamo cercato di lavorare per dare centralità alla struttura, con un programma formativo completo. Abbiamo numeri sempre più significativi, con una crescita di interesse che è dettata dalla capacità di intercettare anche le nuove tendenze. Svolgiamo questo compito con le Scuole Regionali: c’è stato un incremento del 17% rispetto al 2013, relativamente ai corsi frequentati. C’è stato un aumento considerevole anche a livello di ricavi: +40%, sempre tenendo come riferimento il 2013. E’ cresciuta del 68,5% anche l’attività dei corsi istituzionali su base generale, con una potenziale necessità di implementazione di risorse per soddisfare le istanze. Nel 2016 le Scuole hanno avuto 31 mila partecipanti e 5 mila la scuola centrale. Per la prima volta abbiamo partecipato al Festival di Spoleto per permettere allo sport di avere una finestra importante per confermare l'importanza della cultura legata al nostro movimento. La Scuola è aperta al mondo universitario e a varie sinergie, siamo anche una casa editrice: +400% le entrate derivanti dalle pubblicazioni, collaboriamo con la De Agostini Scuola, per entrare nel mondo dei programmi sportivi scolastici. Il prossimo passo di sviluppo è legato alla Biblioteca Sportiva Nazionale, attraverso la digitalizzazione di oltre 40 mila testi”.
Gabriele Romagnoli (Direttore RaiSport): “Le cifre dell’ultimo anno dicono che siamo passati da 230 a 341 ore di sport sulla Rai. Per insegnare i valori i ragazzi è anche importante vedere manifestazioni agonistiche. Abbiamo ricevuto moltissime richieste di mandare in prima serata la Nazionale femminile di calcio su RaiUno: accadrà su un altro canale ma sarà visibile. Bisogna far scattare queste piccole leve per facilitare il percorso, coinvolgendo e avvicinando i giovani e la collettività allo sport”.
Maurizio Casasco (Presidente Federmedici): “Nel 1957 è stata istituita la prima Scuola Universitaria di Specializzazione in Medicina dello Sport al mondo a Milano. La nostra federazione e perfettamente in linea con la visione del CONI del presidente Malago sul ruolo dello sport all'interno della società: la medicina dello sport ha novanta anni di storia e oggi e al servizio di tutta la popolazione. Un tema importante è la prescrizione dell'attivita fisica, una nostra competenza. Ci vuole conoscenza, ci vuole esperienza come per la prescrizione di un farmaco. L'attività fisica fa bene e non solo per il benessere delle persone: per questo e importante cominciare dalla scuola. Ma noi facciamo di piu: oggi riusciamo ad andare al di la dell'eta anagrafica di una persona, stabilendo con esattezza la sua età biologica".
Niccolò Campriani (Campione olimpico Tiro a Segno): “Sono partito nel 2009 per gli Stati Uniti, grazie a una borsa di studio che a 21 anni mi consentiva di portare avanti le mie due passioni a braccetto. E’ stata un’esperienza che ha stimolato il senso di appartenenza: lì eravamo tutti studenti-atleti, condividevo la stessa filosofia di vita. E’ stata l’esperienza più bello della mia vita e mi ha permesso di arrivare a Londra da favorito e sono riuscito a vincere un oro e un argento. MI sono poi laureato nella specialistica e nel 2013 ho commesso l’errore più grande della mia vita: tentare la carriera da professionista e ho rovinato tutto, ho ucciso la passione perché è diventato un’ossessione. Avevo deciso di smettere ancor prima di arrivare a Rio, però mi è stato di lezione e ora lavoro al CIO proprio nei programmi post-carriera degli atleti. Quella che doveva essere un’esperienza empirica, ora è prova: le prime Nazioni nel medagliere sono quelle che coltivano la figura dello studente-atleta. Questo vuol dire che possiamo andare oltre e pensare a questo modello. Gli allenatori si devono preoccupare anche di come si va a scuola, non solo dei risultati.
Stati Generali: Cultura, Formazione e Opportunità
Focus sul doping, Gallitelli: importante la personalità giuridica formale di NADO ITALIA
- STATI GENERALI - CERCHIO NERO
Nella seconda parte è stato affrontato il tema del doping in una tavola rotonda moderata da Paolo Brusorio, Capo della Redazione Sportiva de La Stampa e aperta da Francesco Botrè, Direttore Laboratorio Antidoping Roma. “La FMSI mi ha offerto la direzione del laboratorio nel 1998. In poco meno di 20 anni è cambiato praticamente tutto: le sostanze vietate sono passate da 200 a 500, sono stati introdotti i controlli ematici, il passaporto biologico, è stata istituita l’agenzia mondiale, e il reato penale del doping. L’evoluzione tecnologica ha caratterizzato sia il doping sia l’antidoping. Non si può correre più veloce del doping, che non segue le regole, il nostro ruolo è di combatterlo con armi pulite. Chi non segue le regole va più veloce, ma non si può perdere terreno.
Il mio sogno è di realizzare una rete di laboratori mondiali, come se fosse un unico laboratorio con 30 sedi e lo stesso metodo messo a punto in un laboratorio deve essere applicato dagli altri laboratori, realizzando una collaborazione scientifica ai più alti livelli che ha come motore l’etica nello sport. La scienza senza l’etica è cieca ma l’etica senza scienza è monca. Questo lavoro va fatto con il massimo rispetto e non si deve mai sparare nel mucchio e accusare un atleta innocente. L’Italia è Italia messa molto bene nella lotta al doping e il nostro laboratorio registra un livello di positività 15 volte superiore ai laboratori mondiali, vuol dire che i controlli sono progettati bene, i prelievi fatti bene così come le analisi. Se ci sono meriti sono del sistema”.
Alessandro Donati, Tecnico Sportivo, ha motivato il cambiamento che sarebbe necessario affrontare nelle tecniche di allenamento. “La performance di alto livello potrebbe apparire come sganciata dal contesto sportivo circostante, ma in realtà non è così: è una costruzione complessa che si misura con la condizione del Paese e il suo livello culturale. Negli ultimi hanno è stato registrato un cambiamento demografico e lo stile di vita è profondamente cambiato: oggi i bambini si dedicano attività sedentarie ed è scomparso il gioco spontaneo di movimento. Gli allenatori si devono misurare con questa situazione aggravata dalla situazione dell’attività motoria nella scuola secondaria. Un ulteriore fattore da considerare, inoltre, è quello degli insegnanti di educazione fisica, per cui ci sono sempre meno assunzioni. L’Italia ha perso molto terreno ma la possibilità di recuperarlo è a portata di mano. Da 20 anni c’è stata una rivoluzione nella gestione dell’alta performance, con l’avvento dell’alta tecnologia. Si tende a massificare e trattare atleti tutti allo stesso modo, ma un uso accorto delle applicazioni informatiche e della statistica può consentire l’osservazione del soggetto e l’elaborazione per lui di modello di allenamento. Questo gap tecnologico è da colmare con rapidità”.
Elisa di Francisca, campionessa olimpica del fioretto, ha, invece, offerto il suo punto di vista di atleta. “Faccio molta fatica a compilare su internet i whereabouts, mettere l’indirizzo di dove dormo la notte o ricordarsi di cambiare indirizzo, senza fare nulla di male. Sono contro il doping e non cerco scorciatoie. A Rio 2016 sono arrivata seconda perdendo in finale con una russa, subito dopo lo scandalo di doping che c’esta stato, ma non ho pensato nemmeno un secondo che si dopasse. Sono convinta che si vince con il sacrificio. Un confronto con gli atleti stranieri? Gli stranieri non hanno tutti questi controlli, ma io ringrazio di essere italiana. Molto spesso, parlando, mi domandano ma tu sei così impegnata dai whereabouts? Spesso loro fanno i controlli a caso e questo è triste ma noi vinciamo comunque e che ci frega”.
Ha chiuso la tavola rotonda il Presidente di Nado Italia, l’organizzazione nazionale antidoping, Leonardo Gallitelli. “Garantire la trasparenza non può non appartenere al mondo dello sport. La nostra attività è autonoma non solo perché nella sostanza il CONI ha voluto che ci fosse questo riconoscimento permanente della sua autonomia ma anche perché applichiamo un codice recepito dall’ordinamento nazionale ma che non è nazionale: il Codice Mondiale Antidoping.
Occorre, però, dare a NADO Italia una personalità giuridica formale perché possa essere autonoma così come lo è oggi sicuramente sul piano sostanziale.
L’Antidoping è forse il vero interprete dell’etica nello sport. Ciò che avvicina realmente etica all’atleta è questo meccanismo. Ieri il Presidente dell’Istat ci ha ricordato un’indagine da cui emerge che il 50% si dopa, Il 20% ritiene che il doping sia necessario e la stragrande maggioranza dei soggetti interpellati sa che il doping fa male. Questi sono dati che possono far inquietare. Probabilmente oggi il quadro valoriale non ci sostiene, è smarrito. Nella formazione dei nostri giovani sedentari questo processo allontana dai concetti di bene e giusto che non devono confliggere con l’utile. L’organizzazione antidoping persegue questa educazione al bene e al giusto, ma anche le famiglie e la scuola devono concorrere perché esse sono le istituzioni sociali, insieme allo sport, che formano l’uomo e il cittadino. I nostri ragazzi, forse inconsapevolmente, si avvicinano a sistemi e procedure che degradano la dignità e questo processo formativo. Mi permetto di trasmettere questa sollecitazione: siete uomini del mondo dello sport, non vi stancate di portare un messaggio educativo e concreto all’interno della vostra organizzazione, non vi stancate di aggiornare il whereabout: è un modo per agevolare i controlli, non deve incutere timore. Tante volte si sente parlare di sentenze severe. Io sono per il massimo rigore. Chi viola la regola nello sport non può essere perdonato ma deve essere un esempio per tutti. Nello sport l’etica non può e non deve essere tradita, il nostro mondo deve essere pulito perché così lo vogliamo. Noi dello sport non possiamo non essere quotidianamente un esempio per la società. Talvolta l’occhio è distratto e tutto ciò produce un danno, ma è indispensabile dare un messaggio di pulizia, rigore, etica trasparenza. È ciò che Nado Italia persegue quotidianamente, quello che lo sport persegue sui campi, quello che la società à persegue. Dobbiamo diradare lo smog che avvolge la società e sembra nascondere il malaffare e la scorciatoia. Il doping è corruzione dello sport e noi dobbiamo combatterla”.
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