Europei su strada: Giorgia Bronzini è d’argento
Giorgia Bronzini ha vinto la medaglia d’Argento ai Campionati Europei di Herning (Danimarca). Alllo sprint finale l’azzurra ha dovuto subire la velocità della pluricampionessa olandese Marianne Vos, che si è aggiudicata il titolo continentale.Terzo posto per la russa Olga Zabelinskaya.
Elisa Longo Borghini, che nel finale ha svolto un preziosissimo lavoro in funzione della compagna di squadra, ha ceduto nell’ultimo chilometro rientrando nel gruppo. Al nono posto si è classificata Maria Confalonieri.
I sei giri del circuito danese, per un totale di 120,65 km, è stato coperto dalla vincitrice in 2:51.13.
La corsa e stata caratterizzata costantemente dal controllo tra le azzurre e le olandesi che hanno piazzato proprie atlete in ogni tentativo di fuga, cosi come nell'azione che ha deciso la prova.
A circa 25 chilometri dalla conclusione al comando si e formato un gruppetto con le italiane Bronzini e Longo Borghini, l'olandese Vos, la russa Zabelinskaya, la tedesca Becker, la polacca Pawlowska e la spagnola Gutierrez che é stata cedere.
Nel finale sono rimaste al comando le tre atlete che si sono giocate il successo allo sprint che ha visto prevalere la Vos.
World Challenge Cup: le Farfalle vincono a Minsk il Concorso generale
Ottimo risultato della Squadra Nazionale di Ritmica, impegnata a Minsk (Bielorussia) nella World Challenge Cup. Le azzurre hanno vinto la medaglia d’oro nel Concorso generale grazie al totale di 36.700 (ieri 18.800 con i 5 cerchi + 17.900 oggi con 3 palle/2).
La squadra, capitanata da Alessia Maurelli e in pedana con Martina Centofanti, Beatrice Tornatore, Agnese Duranti, Martina Santandrea e Anna Basta, ha replicato così il primo posto All-around conquistato a maggio nella tappa di Portimao, dimostrando di essere a tutti gli effetti la squadra da battere ai prossimi Campionati del Mondo di Pesaro, in programma dal 30 agosto al 3 settembre prossimo. Sulla piazza d’onore le padroni di casa della Bielorussia (36.050) seguite dal Giappone, terzo classificato con punti 35.250.
A livello individuale, invece, Alexandra Agiurgiuculese (Udinese) e Milena Baldassarri (Fabriano) hanno chiuso, rispettivamente, al 7° e all’8° posto con punti 66.200 (16.550 CE; 16.900 PA; 17.05 CV; 15.700 NA) e 65.900 (16.300 CE; 16.850 PA; 16.100 CV; 16.650 NA). Domani sia le Farfalle guidate da Emanuela Maccarani che le due individualiste torneranno sulla pedana della Falcon Club per disputare le finali di specialità.
Final Six: Italia batte Cina (3-1). Domani azzurre in finale contro il Brasile
Azzurre fantastiche conquistano la finale della Final Six battendo a Nanjing la Cina 3-1 (18-25;25-23;25-22; 27-25) al termine di una gara sofferta.
L’Italia guidata dal Ct Mazzanti ha saputo, dopo un primo set un po’ incerto, imporre il proprio gioco e superare, davanti al proprio pubblico, le fortissime campionesse olimpiche cinesi. Che fino alla fine hanno cercato contromisure per limitare la superiorità di Chirichella e compagne.
Nella gara contro la Cina la migliore marcatrice è stata Paola Egonu con 26 punti, seguita da Chirichella (13 p.) e Caterina Bosetti (11.). Molto buona la prestazione a muro delle azzurre (13 vs 8) così come in difesa, dove è emersa ancora una volta la classe di Monica De Gennaro.
Per la nazionale femminile italiana è la seconda finale nella storia di questo torneo la prima fu nel 2004 a Reggio Calabria.
Nell’altra semifinale il Brasile ha superato la Serbia 3-1 (20-25, 25-23, 25-14, 25-23) e domani sarà la prossima avversaria dell’Italia nella gara conclusiva.
CINA - ITALIA 1-3 (25-18, 23-25, 22-25, 25-27)
CINA: Yuan Xinyue 7, Zhu Ting 21, Gao Yi 2, Gong Xiangyu 8, Ding Xia 2, Zhang C. 13. Libero: Lin Li. Qian J., Diao L., Liu Xiaotong 10, Wang Yuanyuan 2, Wang Mengjie (L). N.e: Li Jing, Zheng Yixin. All. An Jiajie
ITALIA: Malinov 2, C. Bosetti 11, Folie 10, Egonu 26, L. Bosetti 10, Chirichella 13. Libero: Di Gennaro. Sylla 2, Loda. N.e: Sorokaite, Orro, Bonifacio, Danesi e Parrocchiale. All. Mazzanti
Arbitri: Fabian Concia (Arg) e Rolf (Usa)
Spettatori: 6000. Durata Set: 26’, 32’, 31’, 31.
Cina: 7 a, 9 bs, 8 m, 21 et.
Italia: 7 a, 12 bs, 13 m, 30 et.
'VIVA' Rio 2016, il CIO festeggia i Giochi brasiliani con un documentario
Luci, colori, emozioni, ricordi. Esattamente un anno fa, un Maracanã vestito a festa ospitava la cerimonia inaugurale di Rio 2016. E con un copione suggestivo che, a ritmo di musica, raccontava il Brasile al mondo, prendeva il via la XXXI edizione dei Giochi Olimpici Estivi: la prima volta in cui i cinque cerchi abbracciarono il Sudamerica. Nel tempio del calcio, si celebrò una lunga sfilata di 207 Nazioni.
L’Italia, 102esima, guidata dal Capo Missione Carlo Mornati, fece il suo ingresso alle 21.52 locali (le 2.53 italiane) capitanata dalla ‘Divina’ Federica Pellegrini, davanti agli occhi incantati del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, del Segretario Generale, Roberto Fabbricini e dell’allora Premier Matteo Renzi.
Ad un anno di distanza, il CIO, attraverso l’Olympic Channel, ricorda l’edizione brasiliana con una serie di iniziative social e con la pubblicazione di “VIVA”, un documentario che, attraverso il racconto delle comparse e degli altri protagonisti, svela il dietro le quinte di quella cerimonia (guarda qui il filmato).
Dopo 19 giorni di emozioni e successi - festeggiati nella suggestiva Casa Italia, al Costa Brava Club - l’Italia Team chiuse al nono posto del medagliere olimpico con 28 podi (8 ori, 12 argenti e 8 bronzi): come nelle ultime due edizioni estive ma con un numero maggiore complessivo di argenti (12, tre in più), nonostante il programma penalizzante e le circa 50 medaglie perse complessive da Russia e Cina.
Un’edizione, quindi, assolutamente da ricordare e da rivivere per i protagonisti azzurri, anche attraverso le immagini di “Games to remember – Re-Experience Rio2016”, realizzato dall’Olympic Channel (il video).
Grande Italia agli Europei di Kiel: oro nel Nacra 17 (Tita-Banti) e bronzo nel 49er (Plazzi-Tesei)
L'Italia del Nacra 17 è sul tetto d'Europa. A primeggiare nella classe olimpica agli Europei in corso sulle acque tedesche di Kiel sono stati Ruggero Tita e Caterina Banti, al termine di una medal race sperimentale suddivisa in tre regate molto brevi (riservate ai primi otto in classifica generale) e con i nuovi catamarani "volanti" foiling. Ma l'Italia vince anche un bronzo nel 49er con Jacopo Plazzi e Andrea Tesei, quarti al traguardo ma terzi nella classifica continentale per il secondo posto di un equipaggio australiano (sul podio invece nella classifica Open).
Il successo di Tita e Banti assume ulteriore importanza perché raggiunto nel primo campionato disputato con la variante “foiling”, rispetto ai catamarani visti a Rio 2016, con le barche che sono a disposizione degli atleti da pochissimo tempo.
Siglato nuovo protocollo sicurezza negli stadi. Malagò: cambiamento culturale, da oggi si risale la china
Insieme per una migliore fruizione degli stadi di calcio. E' questo l’obiettivo del nuovo Protocollo d’intesa ‘Il rilancio della gestione, tra partecipazione e semplificazione’ firmato oggi presso la sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio a Roma da FIGC, CONI, Ministero dell’Interno, Ministro dello Sport, Lega Serie A, Lega B, Lega Pro, LND, AIC, AIAC e AIA (foto Mezzelani - GMT).
Si tratta di un documento che aggiorna in maniera sensibile l’attuale disciplina ed è frutto di un lavoro di diversi mesi ad opera degli uffici della Federcalcio e dell’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive. Il nuovo vademecum muove i primi passi in conseguenza del miglioramento complessivo dei dati sulla sicurezza in occasione di eventi calcistici, dell’adozione da parte della FIGC di norme che responsabilizzano e professionalizzano figure centrali come lo steward ed il supporter liaison officer (SLO), e dell’adeguamento agli standard europei dei criteri infrastrutturali nei campionati professionistici (entro 3 anni).
Il Protocollo rafforza la cornice di legalità e gli strumenti che consentono l’implementazione di un nuovo modello di gestione organizzativa. Non si fa nessun passo indietro sulla sicurezza: si guarda avanti pianificando nei prossimi tre anni modalità più dirette e snelle per favorire l'accesso e la partecipazione alle gare, anche semplificando le procedure di acquisto dei biglietti e degli abbonamenti. Si tratta di un processo di ‘normalizzazione’ nel quale comunque è riservata la facoltà, per determinate partite valutate a rischio dall’Osservatorio, di far valere alcune cautele già sperimentate negli ultimi anni.
"Oggi è una bella giornata per il calcio è per lo sport in generale - ha sottilineato il Presidente del CONI, Giovanni Malagò -. Per molti anni abbiamo vissuto stagioni difficili e i provvedimenti presi in passato sono stati dolorosi e difficili da prendere. Come CONI non posso che fare i complimenti e dire bravi e grazie al Ministro dell'Interno, Marco Minniti, alla Responsabile dell'Osservatorio Daniela Stradiotto, al Capo di Polizia, Franco Gabrielli, al Comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette, alle forze militari e dell'ordine e alla Federazione e alle sue componenti. E grazie al Ministro per lo Sport, Luca Lotti, per la forte presa di posizione sulle barriere che ha messo in moto un percorso virtuoso. È un vero cambiamento culturale di cui dobbiamo prendere atto, per qualche anno si è voluto rendere più difficile l'accesso agli stadi, oggi si punta sull'inclusione. Sono stati persi degli spettatori in controtendenza con gli altri campionati europei, da oggi si comincia a risalire la china.
Tutti provvedimenti presi sono di buonsenso ora sta alle società essere maggiormente responsabilizzate. Questo nuovo protocollo può aprire anche delle possibilità ai giovani che si vogliono formare in specifiche attività professionali. Penso al management sportivo che portiamo avanti con la Scuola dello Sport, con delle professionalità costruite in maneria mirata e chirurgica. Manca un ultimo pezzetto: completare e ammodernare l'impiantistica delle società professionistiche per chiudere il cerchio. Abbiamo qualche esempio virtuoso ma non possono essere delle eccezioni. In Europa tutti Paesi con cui ci confrontiamo hanno impianti in linea Con questo protocollo, impianti che sono nati sempre da grandi eventi. Questo protocollo ha usato un propellente: ospiteremo infatti un girone di Euro 2020 e spero che l'Olimpico che è uno stadio a 5 stelle, ma che sarà adeguato alle direttive con un investimento di 20 milioni di euro, possa ospitare la partita inaugurale".
"La FIGC – ha dichiarato il Presidente Carlo Tavecchio – persegue la sostenibilità del sistema calcistico sotto tutti i punti di vista: economico-finanziario, infrastrutturale e ora anche della fruibilità degli eventi. Lo ha fatto attraverso l’introduzione di norme più stringenti che regolano l’iscrizione ai campionati e oggi lo fa promuovendo un aggiornamento normativo che, grazie alla collaborazione delle Istituzioni competenti, mette la dimensione sportiva al centro dell’evento calcistico, con conseguente migliore accessibilità negli stadi da parte dei tifosi e investendo nella gestione organizzativa delle partite da parte dei Club”.
"Promuovere la socialità – ha affermato il Ministro Luca Lotti –, offrire una nuova immagine del calcio e ricondurlo a una dimensione di festa e condivisione sono alcuni dei punti per me fondamentali da perseguire con tenacia durante il mio mandato. Con coraggio e con un fruttuoso gioco di squadra assieme al Ministro Minniti, alla FIGC e al CONI abbiamo intrapreso un percorso in questo senso. Abbiamo prima rimosso le barriere dallo Stadio Olimpico; ora facciamo concretamente un ulteriore passo in avanti per riportare allo stadio le famiglie, le giovani generazioni di appassionati, per sostenere quel senso di inclusione che lo sport favorisce".
“Con il Protocollo sottoscritto oggi – ha sottolineato il Ministro Marco Minniti – vogliamo tutelare i tifosi e lo sport, facilitando l'accesso e la partecipazione dei tifosi sani e escludendo i violenti. Con i tifosi si può e si deve dialogare e lavorare, con i violenti deve esserci invece tolleranza zero. Gli obiettivi sono chiari: riportare al centro dell’evento calcistico la passione, il divertimento e la partecipazione attraverso il ritorno delle famiglie allo stadio, il contenimento dei costi sociali e il miglioramento dell’accessibilità e fruibilità degli stadi. Tutto ciò si svilupperà con la facilitazione delle procedure di acquisto dei biglietti e la valorizzazione degli steward e degli SLO (supporter liaison officer)”.
Il direttore generale della FIGC Michele Uva ha definito il protocollo d’intesa sugli stadi la “naturale evoluzione di un percorso intrapreso qualche anno fa che si articola su tre aree: l’impiantistica sportiva, l’organizzazione e la fruibilità. Sul ticketing c'è l'evoluzione della tessera del tifoso, con l'acquisto libero dei biglietti delle partite non a rischio e l'acquisto libero dell'abbonamento e l'introduzione del meccanismo del gradimento. Soprattutto, la società sarà libera di revocare l'abbonamento ai tifosi ritenuti non graditi".
“La tessera del tifoso – ha commentato il capo dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive Daniela Stradiotto - evolve e nell'arco di tre anni deve diventare una carta di fidelizzazione quale strumento esclusivamente di marketing per le società. Solo per le partite ad alto rischio potrà essere richiesto il possesso della tessera per entrare negli stadi. Tamburi e megafoni saranno ammessi e seguiranno una disciplina conforme a quella prevista per gli striscioni”.
Esordio vincente dell’Italia alle Final Six. Stati Uniti battuti 3-1 azzurre in semifinale
La nazionale femminile ha esordito in maniera fantastica nella Final Six del Grand Prix 2017 a Nanchino. Le azzurre infatti, grazie al 3-1 (25-21, 22-25, 25-22, 25-21) inflitto alla nazionale campione del mondo degli Stati Uniti, si sono già garantite il passaggio alle semifinali. Le ragazze, guidate dal Ct Davide Mazzanti, hanno messo in mostra una prova di altissimo livello, imponendo il proprio gioco sulle statunitensi che non sono riuscite a reagire. Con la qualificazione già in tasca, le semifinali sono in programma sabato, domani Chirichella e compagne affronteranno le vice-campionesse olimpiche serbe (ore 9 italiane), avendo come obiettivo quello di chiudere al primo posto la Pool K.
L’unica nota negativa del match è l’infortunio occorso a Lucia Bosetti, costretta ad abbandonare il campo nel corso del quarto set.
Come formazione iniziale il Ct Mazzanti ha schierato Malinov in palleggio, opposto Egonu, schiacciatrici Lucia e Caterina Bosetti, centrali Chirichella e Folie, libero De Gennaro.
Perfetto l’inizio delle azzurre, capaci di comandare il gioco e mettere in grandissima difficoltà le campionesse mondiali statunitensi. Il muro-difesa italiano ha contenuto ottimamente le americane e il contrattacco ha fatto il resto. Anche in battuta la nazionale tricolore si è rivelata molto efficace, mentre la squadra di Kiraly non è riuscita a pungere, scivolando indietro (7-16). Con il passare del gioco gli Stati Uniti sono cresciuti riuscendo ad accorciare le distanze, senza però impensierire Egonu (9 punti) e compagne (25-21).
La reazione statunitense non è tardata ad arrivare. Con gli ingressi di Drews e Courtney la squadra avversaria è partita molto forte guadagnando un buon margine sulle azzurre (8-2). L’Italia, però, non si è scoraggiata e con pazienza e determinazione ha ritrovato il suo gioco, agganciando prontamente le avversarie (10-10). Da quel momento in poi è nato un lunghissimo botta e risposta che si è protratto sino al (20-20). A spezzare la parità sono state le statunitensi, mentre le azzurre hanno commesso diversi errori pagati a caro prezzo (22-25).
Nella terza frazione l’Italia si è fatta subito sentire a muro e anche in battuta, creando molti problemi alle avversarie. Il servizio di Chrichella e soprattutto quello di Egonu si sono rivelati una vera spina nel fianco per la ricezione americana. Una volta avanti le ragazze di Mazzanti hanno resistito al tentativo di rimonta statunitense e guidate da un’ottima Egonu, si sono involate verso la vittoria del parziale (25-22).
Durante il quarto set l’Italia avanti 6-4 ha dovuto rinunciare per infortunio a Lucia Bosetti, sostituita da Miriam Sylla. Per lunghi tratti le squadre sono rimaste a contatto, nessuna delle due è infatti riuscita a staccare l’altra. Gli Usa hanno tentato per primi l’allungo, ma le azzurre si sono fatte trovare pronte e hanno preso in mano la situazione, conquistando la vittoria e soprattutto la qualficazione in semifinale (25-21).
Mondiali di Londra: Magnani (1500) e Ojiaku (lungo) primi azzurri in gara
Parte oggi il primo gruppo di atleti alla volta di Londra per disputare i Campionati Mondiali dal 4 al 13 agosto. La primatista italiana dei 400 ostacoli Yadisleidy Pedroso, la mezzofondista Margherita Magnani e il lunghista Kevin Ojiaku sono i primi a sbarcare oltre Manica anche perché Magnani e Ojiaku saranno anche i primi due italiani in gara nella giornata di apertura (venerdì 4 agosto) della rassegna iridata.
La squadra italiana a Londra sarà composta da 36 atleti, 18 uomini e 18 donne. Tra questi 8 sono velocisti, 5 ostacolisti, 6 mezzofondisti, 5 saltatori, 2 lanciatori, 2 maratoneti e 8 marciatori.
Non mancano le matricole come Yohanes Chiappinelli (campione europeo U23 dei 3000 siepi), Lorenzo Vergani e Ala Zoghlami. I più giovani in assoluto sono il campione europeo U20 dei 100 metri Filippo Tortu (19 anni) e, tra le ragazze, l'oro continentale U23 dei 400hs Ayomide Folorunso (20 anni), ma entrambi hanno già alle spalle più di un'esperienza in Nazionale senior. Compleanno pre-Mondiale, invece, per la marciatrice Antonella Palmisano che il 6 agosto taglierà il traguardo dei 26 anni e poi il 13 agosto sarà al via della 20km.
Il maggior numero di "caps" tra i convocati è quello del campione europeo di maratona Daniele Meucci a quota 30 come il collega di specialità Stefano La Rosa, mentre tra le donne è la staffettista della 4x400 Maria Enrica Spacca a vantare una collezione di 24 maglie azzurre in carriera.
L'atleta che ha al suo attivo più partecipazioni alla rassegna iridata è il marciatore Marco De Luca che a Londra affronterà la settima edizione consecutiva nella 50km. Per il cinquantista romano e altri nove azzurri sarà un ritorno nella capitale britannica: qui, infatti, nel 2012 avevano già preso parte ai Giochi Olimpici anche José Bencosme, Daniele Meucci, Giorgio Rubino, Gianmarco Tamberi, Marzia Caravelli, Eleonora Giorgi, Libania Grenot, Gloria Hooper e Maria Enrica Spacca.
Europei: Rossetti vince l’argento nello skeet
Gabriele Rossetti è salito ancora una volta sul podio nello skeet. A Baku l’azzurro ha conquistato la medaglia d’argento ai Campionati Europei. L’oro di Rio 2016 ha lottato con tutte le sue forze per un titolo continentale che fortemente voleva anche per iniziare a pareggiare i conti con il papà Bruno, che di Europei ne ha vinti 4, due sparando per la Francia, anzi tre se consideriamo anche un titolo junior, e 2 per l’Italia.
Gabriele ha tirato alla grande. I 122 piattelli centrati in qualificazione, rispetto al vento che è spirato nelle due giornate di gara, sono un risultato eccellente. Sulla sua strada però ha trovato Milos Slavicek, iridato junior a Maribor 2009, sempre molto lontano dalle finali dei grandi, ma che oggi ha incontrato la sua giornata di grazia. Il ventiquattrenne di Pardubice, cittadina a un centinaio di chilometri da Praga, un anno in meno del fuoriclasse italiano, dopo essere stato alla pari di Gabriele in qualificazione, sui 60 piattelli del Medals Match per l’oro e l’argento, lo ha di nuovo raggiunto sul 50 pari, per poi superarlo allo spareggio, 11-9. Gara lunga, difficile, combattutissima.
Qualche rammarico? “Quando arrivi secondo – è il commento a caldo di Rossetti- una vena di tristezza e rabbia c’è sempre, anche se ora sono più contento perché ho sparato bene in condizioni veramente estreme, continuo ad essere il numero uno al mondo nella speciale classifica e poi, soprattutto, credo che ogni gara serva per migliorare in quella successiva. Tra un mese a Mosca ci sarà il Mondiale, spero di fare meglio là. So che non devo mollare mai, in questa gara, soprattutto oggi alla fine quanto a concentrazione e motivazione avrei potuto fare meglio. Io spero che il Milan, la mia squadra del cuore, possa lottare da quest’anno al vertice come sto facendo io da un paio d’anni. Stanco di vederlo lontano dalle posizioni di vertici”.
Soddisfatto invece, il Ct Andrea Benelli: “Sì, i miei hanno fatto benissimo, abbiamo piazzato cinque finalisti, nove elementi su dodici della squadra hanno avuto un ottimo rendimento. Potevamo fare qualche cosina in più certamente, ma le condizioni di gara erano proibitive, va bene così”.
Settimo alla fine Riccardo Filippelli, che sul 120 pari è stato battuto per 5-6 allo spareggio dal russo Alexander Zemlin. Non ha potuto difendere così il titolo conquistato lo scorso anno sulle pedane del Tav Concaverde di Lonato.
Per l’Italia argento a squadre con 359/375, oro alla Russia (362), bronzo Svezia 357 mentre nella categoria Junior ha vinto il danese Johan Birklykke (119/125; 55/60) mentre l’argento è per Elia Sdruccioli (120; 53/60), 19 anni marchigiano di Ostra. Valerio Palmucci (117+2, 33/40), 20 anni di Fiano Romano, Campione del Mondo 2015 e Vice campione Europeo 2016, alla fine è quarto. Oro di squadra con il punteggio 352/375, 2° Danimarca (350), 3° Cipro (346).
Chiude domani il programma di tiro a volo agli Europei di Baku lo “Skeet Misto a Squadre”. Per l’Italia andranno in pedana Bacosi-Rossetti, i due ori di Rio, oltre a Spada-Filippelli. Qualificazione dalle 7 alle 11, Finale ore 12.45.
E’ morto Francesco La Macchia primo medagliato olimpico della canoa a Roma ‘60
Lo Sport italiano piange la scomparsa del canoista Francesco La Macchia deceduto, nella giornata di ieri, a 79 anni. Atleta, tecnico e figura di riferimento per tutto il mondo della canoa nazionale. Francesco La Macchia conquistò l’argento, assieme ad Aldo Dezi, ai Giochi Olimpici di Roma 1960. Fu la prima storica medaglia a cinque cerchi per la canoa italiana. In quell’occasione il C2 azzurro chiuse con il secondo posto la finale dei 1000 metri. Un risultato impresso nella memoria di tutti gli appassionati, custodito negli annali della canoa e dello sport del nostro paese.
Atleta originario di Tonnarella, in provincia di Messina, Francesco La Macchia ha saputo incarnare i veri valori dello sport, sia come atleta ma anche poi da tecnico, ruolo che ha ricoperto anche a livello nazionale.
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, a nome dello sport italiano, si stringe al dolore della famiglia per la perdita di un uomo e di un atleta che ha saputo onorare il tricolore.
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