Coppa del Mondo, Gross secondo nello slalom di Kranjska Gora
Prima vittoria in carriera per Michael Matt, ma, soprattutto, ottimo secondo posto per Stefano Gross nello slalom di Kranjska Gora, su una pista rovinata dalla pioggia che ha rivoluzionato i valori nella seconda manche. L'austriaco, secondo a metà gara, è riuscito ad assecondare al meglio le buche che si erano create lungo il tracciato e a chiudere al primo posto finale. L'azzurro, invece, ha provato in tutti i modi a mantenere il grande vantaggio accumulato dopo una stupenda prima frazione, il secondo e 15 che il fassano aveva su Matt è andato svanendo e Gross si è accomodato al secondo posto, per quello che rappresenta comunque il podio numero 11 della sua carriera.
Terzo posto per Felix Neureuther che riesce a superare Hirscher e a entrare nei premi. Qaurto Hirscher che si aggiudica la quarta coppa di slalom della carriera.
Sesto posto e qualifica per le Finali di Aspen per uno strepitoso Patrick Thaler, che dopo il 28/o posto della prima manche, mette in pista il miglior tempo della seconda manche e, agevolato anche dal rovinarsi della pista, risale ben 22 posizioni per terminare al sesto posto. Settimo un efficace Manfred Moelgg, anch'egli in difficoltà sulle vasche della Podkoren.
Non si erano qualificati Razzoli, Tonetti, Deville, Sala e Liberatore.
Nella classifica di disciplina, dopo Hirscher e Kristoffersen c'è Manfred Moelgg che andrà in America a difendere il podio. Gli altri qualificati sono: Gross, Thaler e Razzoli con il 24 posto.
Nella discesa di Jeongseon 1ª storica vittoria di Sofia Goggia in CdM: 10° podio, nessuna azzurra come lei
Arriva sulla futura pista olimpica del Jeongseon Alpine Centre, in Corea del Sud, la prima vittoria in carriera di Sofia Goggia in Coppa del Mondo. La ventiquattrenne finanziera bergamasca, che prima di oggi aveva raccolto ben nove podi ma nessuna vittoria e la medaglia di bronzo nel gigante iridato di St. Moritz, si è presa il lusso di battere Lindsey Vonn che nei due allenamenti ufficiali dei giorni precedenti era stata la più veloce.
Sofia ha aggiustato la mira nei punti del tracciato che in prova l'avevano fatta sbagliare e con una prova maiuscola ha centrato il meritato obiettivo che le consente addirittura di diventare la prima sciatrice nella storia dello sci italiano ad ottenere un numero talmente elevato di podi in una sola stagione, battendo una campionessa del calibro di Deborah Compagnoni.
Sono stati appena 7 i centesimi che hanno impedito a Vonn di proseguire per questa volta la rincorsa al record di successi di tutti i tempi detenuto da Ingemar Stenmark, ma nell'occasione Goggia ha dimostrato tutta la sua voglia di vincere, sfiorata in più di un'occasione ma spesso sfuggita di un niente nel corso dell'anno. E a testimoniare la preziosità dell'impresa odierna è la composizione del podio che vede, oltre alla campionessa statunitense, la presenza al terzo posto della campionessa del mondo di specialità Ilka Stuhec, pure leader della graduatoria di discesa.
La giornata indimenticabile della squadra azzurra è stata completata dall'ottava posizione di una coriacea Johanna Schnarf, capace di stringere i denti nonostante il dolore che tuttora prova alla spalla per ottenere un bel piazzamento nella top ten, così come Verena Stuffer ha ottenuto un significativo decimo posto. Punti anche per Elena Curtoni (sedicesima) e Federica Brignone (ventesima), fuori dalle trenta Marta Basisno, Anna Hofer, ritirata Francesca Marsaglia. Nella classifica generale di coppa Mikaela Shiffrin rimane al comando con 1323 punti davanti a Stuhec con 1085 e Gut con 1023, Goggia sale a 921 in quarta posizione e Brignone è ottava con 594. Domani è previsto un supergigante con partenza alle ore 3 italiane.
UCI World Tour, Longo Borghini regina delle Strade Bianche
L'italiana Elisa Longo Borghini (Wiggle High5), già medaglia di bronzo nella prova su strada ai Giochi di Rio 2016, ha vinto la terza edizione della Strade Bianche Women Elite NamedSport, prima prova nel calendario stagionale del UCI Women's WorldTour, da Siena (Fortezza Medicea) a Siena (Piazza del Campo) di 127 km. Sul traguardo finale nella storica piazza ha ottenuto la prima vittoria italiana nella classica senese staccando Katarzyna Niewiadoma (WM3 Pro Cycling Team) e Elizabeth Deignan del Boels Dolmans Cycling Team. Da sottolineare anche il decimo posto di Elena Cecchini con la maglia della Canyon SRAM (Photobicicailotto).
Pochi secondi dopo aver attraversato il traguardo, la vincitrice Elisa Longo Borghini (foto FCI) ha dichiarato: "Fantastico! Sono caduta male su uno dei tratti più lunghi di sterrato. Ho pensato di non riuscire a finire ma le mie compagne di strada mi hanno aiutato tantissimo. Audrey Cordon mi ha dato la sua bicicletta. Dopo alcuni chilometri sono riuscito a prendere la mia bici di riserva dall'ammiraglia. La squadra è stata semplicemente incredibile. Questa vittoria è per loro perché abbiamo corso alla grande sin dal via È una vittoria prestigiosissima, non la dimenticherò mai. Nel finale ero sicura di essere tra le più forti del gruppo di testa. Sapevo che qualcuno avrebbe anticipato l'attacco [come hanno fatto Shara Gillow e Lucinda Brand a due chilometri dall'arrivo], perché avevano finito la benzina. Sono andata a tutta sulla salita finale. Con il Fiandre e le Olimpiadi questa è una delle mie più belle vittorie perché è un luogo unico ed una corsa straordinaria".
ORDINE D'ARRIVO
1 - Elisa Longo Borghini (Ita, Wiggle High5) Km. 127 in 3h44’45”, media 33,904 km/h
2 - Katarzyna Niewiadoma (Pol, WM3 Pro Cycling Team) a 2"
3 - Elizabeth Deignan (Gbr, Boels Dolmans Cycling Team) a 5"
4 - Lucinda Brand (Ola, Sunweb) a 8”
5 - Annemiek Van Vleuten (Ola, Orica-Scott) a 9”
6 - Shara Gillow (Aus, FDJ) a 12”
7 - Katrin Garfoot (Aus, Orica-Scott) a 18”
8 - Amanda Spratt (Aus, Orica-Scott) a 36”
9 - Cecilie Uttup Ludwig (Daan, Cervélo-Bigla) a 1’06”
10 - Elena Cecchini (Ita, Canyon-SRAM)
Il Surf entra nella Federazione Sci Nautico e Wakeboard
Il Presidente della Federazione Sci Nautico e Wakeboard, Luciano Serafica, ha annunciato di aver accolto nella “famiglia” federale, su richiesta del CONI, in vista della programmazione per le qualificazioni ai Giochi Olimpici di Tokyo, la disciplina del Surfing con tutte le sue specialità. “Siamo pronti ad accettare la sfida” dichiara il presidente Serafica con entusiasmo, “siamo decisi a indirizzare il nostro lavoro verso l’obiettivo olimpico, sostenendo con vigore gli atleti del Surfing e tutte le compagini federali, valorizzando senza esitazioni le competenze esistenti per un unico obiettivo comune, l’Olimpiade e lo Sport”.
”Desideriamo ringraziare il Presidente Alessandro Di Spirito”, continua Serafica, “e il Consiglio federale della FISURF per l’ottimo lavoro svolto in questi anni in cui il Surfing si è diffuso guadagnando tanto seguito nel nostro Paese e formando campioni come Leonardo Fioravanti (nella foto ANSA), la nostra punta di diamante. La Federazione Sci Nautico e Wakeboard”, continua Serafica “è tra le più medagliate nel confronto europeo e mondiale, gli ultimi anni sono stati particolarmente ricchi di riconoscimenti, conquistiamo circa 60 medaglie all’anno in gare internazionali titolate e in gare Pro. Siamo nati nel 1950 come Unione Italiana Sci Nautico e siamo cresciuti aggiornandoci continuamente, ad oggi regolamentiamo sette discipline: Classiche, Piedi Nudi, Cable Ski, Cable Wake, Wakeboard, Velocità e settore Disabili che, in seno alla nostra Federazione da più di vent’anni ci esalta sotto il profilo agonistico e umano”.
“L’attività agonistica ha laureato numerosi campioni del mondo in tutte le discipline, mentre dal punto di vista organizzativo”, aggiunge Luciano Serafica, “abbiamo ospitato diversi Campionati del Mondo e organizzato innumerevoli Campionati Europei. La FISW”, conclude Serafica “metterà a disposizione le competenze manageriali e la profonda esperienza acquisita in tanti anni di attività agonistica e istituzionale, per sviluppare gli sport d’acqua e potenziare il Surfing con le sue specialità. Come primo passo nomineremo il direttore agonistico che porterà i surfisti a Tokyo 2020, che lavorerà insieme a loro per questo obiettivo tanto prestigioso” conclude il Presidente Serafica.
Europei 10 metri in Slovenia: 13 azzurri in gara dal 6 marzo. Prove miste con vista Tokyo 2020
Dal 6 al 12 marzo 2017 si svolgeranno a Maribor, in Slovenia, i Campionati Europei a 10 metri con 577 atleti provenienti da 46 paesi (per un totale di 716 prestazioni) che gareggeranno nelle specialità di pistola e carabina ad aria compressa, maschile e femminile, per aggiudicarsi i prestigiosi titoli europei. Per la prima volta gli atleti parteciperanno anche alle competizioni di carabina e pistola mista a 10 metri, due nuove specialità introdotte ufficialmente dalla ISSF che alle prossime Olimpiadi di Tokio sostituiranno rispettivamente la carabina libera a terra a 50 metri e la la pistola libera a 50 metri. Di seguito la squadra che parteciperà all'evento:
Squadra seniores
Lorenzo Bacci (Fiamme Oro), Giuseppe Pio Capano (Carabinieri), Simon Weithaler (Esercito), Elania Nardelli (Marina), Maria Schiava (Esercito), Martina Ziviani (Cerea), Francesco Bruno (Fiamme Gialle), Dario Di Martino (Carabinieri), Giuseppe Giordano (Esercito), Arianna Comi (Carabinieri), Antonio Del Cuore (Lecce), Angelo Mangiameli (Napoli), Diego Mola (Napoli).
Staff tecnico
Valentina Turisini (Direttore sportivo squadra seniores), Roberto Di Donna (tecnico pistola), Michela Suppo (tecnico pistola), Marco De Nicolo (tecnico carabina), Tommaso Cannata.
Squadra juniores
Riccardo Armiraglio (Monza), Marco Suppini (Vergato), Alexandros Chatziplis (Verona), Nicole Gabrielli (Appiano San Michele), Elena Pizzi (Lucca), Alessandra Luciani (Roma), Franco Caputo (Caserta), Paolo Monna (Carabinieri), Alessio Torracchi (Fiamme Gialle), Rebecca Lesti (Jesi), Giulia Campostrini (Verona), Maria Varricchio (Benevento).
Staff tecnico
Horst Geier (Direttore Sportivo squadra juniores), Giuseppe Fent (tecnico carabina), Enrico Pappalardo (tecnico carabina), Marta Ida Sabine (tecnico carabina), Gianpiero Cutolo (medico federale).
Malagò riceve il Presidente Marabini e i vertici della Federazione Cricket Italiana
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha ricevuto oggi al Foro Italico il nuovo Presidente della Federazione Cricket Italiana, Fabio Marabini. All’incontro, in cui è stato presentato il nuovo logo della Disciplina Associata, erano presenti il Segretario Generale della federazione, Luca Bruno Malaspina, Ed Shuttleworth, Regional Development Manager Europe dell’International Cricket Council e Kelum Asanka Perera, Consigliere Nazionale CONI e responsabile dell’attività sportiva della FCrI.

Inaugurato l'anno giudiziario con Frattini e Cataldi. Malagò: orgoglioso della 'nuova' giustizia sportiva
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagó, ha partecipato oggi – al Salone d’Onore – all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario Sportivo 2017, alla presenza del Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport, Franco Frattini, e del Procuratore Generale della Procura dello Sport, Enrico Cataldi.
Malagò (foto Mezzelani-GMT) ha aperto i lavori con il suo saluto istituzionale. “Siamo alla conclusione di un quadriennio bello e importante che é stato una volata. Lo dicono i numeri nonostante molte difficoltà congiunturali. La crescita della pratica sportiva dell'1,5%, certificata dall'Istat è un segnale che inorgoglisce. Insieme alle medaglie d'oro olimpiche ci dobbiamo preoccupare di vincere altre sfide come quella dell'attività fisica, grazie all'impegno dell'associazionismo sportivo che promuovono il nostro movimento. Per migliorare la tendenza occorre sviluppare anche il discorso legato all’impiantistica, e per questi ci siamo impegnati a sviluppare il progetto ‘Sport e Periferie’ che, grazie alle risorse stanziate dal Governo, si propone di creare i presupposti infrastrutturali nelle zone meno servite e maggiormente periferiche. Abbiamo fatto delle riforme nevralgiche come quelle relative all’antidoping, spogliandoci di ogni potere, e alla giustizia sportiva. Ci abbiamo messo la faccia seguendo i consigli del nostro mondo. Abbiamo oggettivamente ottenuto risultati brillanti, per far funzionare meglio e più rapidamente la giustizia sportiva, nell’ottica di preservarne l’autonomia. Rispetto sempre le sentenze ma il mio ruolo istituzionale mi impone di farmi portavoce di alcune considerazioni ed istanze, molto sentite anche in ambito federale, legate proprio alla necessità di tutelare l’autonomia della giustizia sportiva, che ricordo essere stata riconosciuta espressamente, più di dieci anni fa, da una legge dello Stato. Mi riferisco, in particolare, ad alcune sentenze recentemente rese dal Giudice Amministrativo, legate a sospensioni di natura disciplinare. Nello stesso tempo, però, non posso e non voglio nascondere l’orgoglio per quanto abbiamo realizzato in questo campo. Voglio ringraziare e complimentarmi con il Collegio di Garanzia e con il Presidente Frattini, ma fatemi citare anche la prof.ssa Zambrano, il consigliere D’Alessio e i professori Sanino, Zaccheo e Zimatore, per l’attività svolta, peraltro a titolo completamente gratuito, sia sotto il profilo quantitativo che, soprattutto, dal punto di vista qualitativo. Il mio encomio va quindi al Generale Cataldi, per la mole di lavoro e per la qualità del lavoro profuso. La Procura Generale dello Sport si sta rivelando un organo sempre più prezioso e fondamentale. Questi personaggi sono un unicum nel panorama mondiale. Oggi se il CONI è forte e credibile è anche grazie al valore aggiunto di queste strutture”.
Franco Frattini, in qualità di Presidente del Collegio di Garanzia, è entrato nello specifico dell’attività svolta dall’organo di giustizia. “Il quadriennio è stata caratterizzato dalla stagione delle grandi riforme. Per quanto riguarda la parte ordinamentale il fiore all'occhiello è la riforma che ha previsto la nascita del Collegio di Garanzia e della Procura Generale che hanno iniziato a funzionare nel secondo semestre del 2014. Il percorso è ampiamente apprezzato. Sono stati esaminati oltre 200 ricorsi, oggetto di decisioni di diritto complesse e rilevanti, suscettibili di produrre effetti importanti sul piano dell’ordinamento sportivo nel suo complesso. Fondamentale anche la funzione consultiva, anche nel 2016 ha affrontato quesiti delicatissimo anche a livello istituzionale e lo ha fatto con sobrietà. Ci siamo impegnati su questioni rilevanti, dando spazio al consolidarsi della giustizia endofederale. Il legislatore ha preservato, responsabilizzandoli, i giudici federali. Questo disegno ha comportato la eliminazione delle terzo grado di merito presso il CONI, che era suscettibile di una celebrazione ex novo del processo. E nel frattempo è stato sperimentata la consultazione con la Procura Generale dello sport e i rapporti stanno diventando sempre più fluidi e collaborativi. Il ruolo del Collegio di Garanzia va letta nella qualità del contenzioso, grazie al ruolo di legittimità che ci hanno affidato e che riguarda unicamente questioni di diritto. Il ricorso al Collegio è preordinato all’annullamento delle pronunce che si assumono viziate solo da violazione di specifiche norme, o da omessa o insufficiente o contradditoria motivazione su un punto decisivo della controversia. Dobbiamo superare i casi in cui la Procura non può ricorrere perché sono intervenute due decisioni endofederali di tipo assolutorio. Un altro importante aspetto è legato alla mancanza, nell’attuale formulazione del Codice della Giustizia Sportiva, di un termine ad hoc entro il quale obbligare ciascuna Procura Federale a iscrivere la notizia di infrazione nel relativo registro, a far data dal momento in cui la Procura ha avuto contezza della notizia ‘criminis’. In questo caso si potrebbe indicare un termine temporale o un’apposita locuzione per escludere che il Procuratore federale procrastini ad libitum l’iscrizione della stessa infrazione. Voglio ringraziare chi non ha solo ha lavorato gratuitamente ma ha sottratto spazio e tempi alle famiglie. Tra breve valuteremo qualche variazione nella composizione delle sezioni. Le decisioni hanno avuto la portata di ribadire principi consolidati in seno all’ordinamento sportivo, come il principio della legittimazione attiva ad adire gli organi di giustizia e del principio legato alla legittimazione passiva, per i fatti commessi in costanza di tesseramento, anche se da soggetti non più tesserati. Penso anche al principio dello standard probatorio per poter adottare una pronuncia di condanna in sede di giudizio disciplinare che non si spinge fino al superamento del ragionevole dubbio, come nel diritto penale, ma necessita di un grado inferiore di certezza, che si fonda su indizi gravi, precisi e concordanti. Abbiamo istituito sei borse di studio assegnate a favore di studenti universitari che affiancano l'attività del Collegio. Nel 2018 terminerà il primo mandato quadriennale dei componenti del Collegio e nei prossimi mesi si potrebbe valutare anche qualche limitata e ragionata variazione nell’ambito della composizione delle Sezioni. Il nostro caposaldo é costituito dal principio di autonomia sportiva da quella ordinaria, sancito anche da una legge dello Stato, e ci auguriamo che questo possa essere maggiormente osservato dalla giustizia amministrativa per evitare di incentivare le parti a impugnare le decisioni che vertono esclusivamente sull’applicazione e interpretazioni di regole dell’ordinamento statuario degli organi e delle federazioni dello sport italiano”.
La chiusura è stata affidata al Procuratore Generale dello Sport, Enrico Cataldi. “Voglio esordire sottolineando che non ci sono particolari criticità perché si è consolidato rapporto di collaborazione e di condivisione con gli organi federali. Sono stati aperti circa 2500 fascicoli nel 2016. Ci stiamo adoperando ad approfondire la materia degli Illeciti disciplinari connessi alle scommesse sportive. Ormai si scommette su qualsiasi cosa. Bisogna monitorare tutti i giorni i punti gioco e questo non è possibile. Di questo aspetto si sta occupando la commissione antimafia. Dobbiamo pensare agli strumenti per penetrare questo fenomeno che è allarmante. Vengono registrati flussi anomali e devono essere facilmente perseguibili. Una soluzione é di carattere politico interpretativo e riguarda la condizione premiale di chi collabora con la giustizia. L'altra è quella dell'infiltrazione in questo mondo. Questo è il quadro cui dobbiamo rivolgerci. Il nuovo codice di giustizia sportiva richiede incisività investigativa e le procure devono scendere in campo. Per questo servono risorse e nei budget federali una parte dovrebbe essere riservata a questa attività”.
Il discorso del Presidente del Collegio di Garanzia Franco Frattini
Il DT Elio Locatelli pensa a Tokyo2020: "Gli Euroindoor di Belgrado sono un punto di partenza"
Da Helsinki 1994 a Belgrado 2017. Alla vigilia degli Euroindoor, Elio Locatelli, oggi Direttore Tecnico dell'Alto Livello della Federatletica, ricorda la sua ultima avventura agli Europei sempre alla guida, dal 1987, della squadra azzurra (in quell'occasione, 8 medaglie per l'Italia nella rassegna continentale all'aperto), ma pensa al presente e, soprattutto, guarda al futuro.
"Non so se il mio si possa definire un ritorno - esordisce il DT azzurro in un'intervista riportata sul sito della Federazione - perché l'atletica non ha mai smesso di essere una parte importante della mia vita di dirigente nelle mie lunghe esperienze professionali nell'ambito della IAAF e del CONI. Belgrado è soltanto l'inizio di un percorso. Su 26 atleti convocati, cinque sono all'esordio e l'età media della squadra è di 25 anni. Vuol dire che, accanto ad un gruppo di atleti più esperti, sta emergendo una base di giovani su cui sono al lavoro da tempo Stefano Baldini (Direttore Tecnico allo Sviluppo, ndr) e il suo staff".
I tre lunghisti Howe, Jacobs e Randazzo, le tre migliori carte azzurre a Belgrado, possono essere una sintesi del volto che, a livello generazionale, sta assumendo l'Italia Team?
"In questo momento in squadra si intrecciano diversi profili. Howe è il grande campione che, grazie al lavoro con Fabrizio Donato, si sta rigenerando e torna in Nazionale dopo quattro anni di assenza. Jacobs è il nome nuovo e con un notevole potenziale così come Randazzo che, a vent'anni, qui potrà fare un'importante esperienza. E' vero, i tre migliori accrediti stagionali tra gli iscritti corrispondono ai loro nomi, ma bisognerà stare attenti a due atleti come lo svedese, campione uscente, Torneus e allo spagnolo Caceres".
Su chi altro si potrebbe scommettere?
"Abbiamo puntato molto sulla 4x400 femminile e ritengo che le nostre ragazze possano giocarsela. Potenzialmente ci sono quattro staffette nel giro di un secondo e mezzo che in pratica vale un posto sul podio. Sono fiducioso nelle prove dell'altista Chesani che vuole alzare l'asticella per difendere il suo argento del 2015, e Tumi, primatista d'Italia dei 60 metri e in crescendo di condizione in una rassegna dove è stato bronzo quattro anni fa. E non dimentichiamo che in questo momento a casa abbiamo altri quattro protagonisti assoluti dell'alto come Tamberi, Fassinotti, Trost e Rossit. Sono in ripresa e aspettiamo di vederli di nuovo in azione all'aperto".
Possibili sorprese sotto il tetto degli Euroindoor?
"La Derkach con un salto oltre 14 metri nel triplo può puntare ad un posto tra le migliori d'Europa. Molto motivata anche la lunghista Strati, mentre questo è il contesto giusto per aspettarsi nuovi progressi cronometrici dalle sprinter Bongiorni e Hooper. Nei 3000 metri, oltre ad una ritrovata Viola, da tenere d'occhio Razine e Crippa dopo i 5000 da record a Birmingham".
Gli Europei Indoor arrivano dopo nemmeno due mesi che ha ufficialmente assunto il suo nuovo incarico. Che impostazione ha scelto di darsi per affrontare questo impegno?
"L'obiettivo del nostro lavoro deve essere quello di creare intorno agli atleti un ecosistema su misura in cui possano avere a disposizione tutto quello di cui hanno bisogno per esprimersi al meglio. In quest'ottica diventa fondamentale una pianificazione realistica degli obiettivi in un percorso che deve poter permettere anche i tecnici personali di crescere".
Come si può fare per innescare questo upgrade?
"Per salti, ostacoli e lanci stiamo avviando una collaborazione con quattro importanti tecnici di altissimo livello internazionale come Vitaly Petrov, Santiago Antunez, Wolfgang Ritzdorf e Werner Goldmann. In questa prima fase saranno a disposizione di atleti e allenatori durante le attività tecniche programmate in Italia". Petrov è l'uomo che ha costruito i successi di superstar di salto con l'asta come Sergey Bubka, Yelena Isinbayeva, senza dimenticare l'iridato azzurro Giuseppe Gibilisco e l'attuale campione olimpico Thiago Braz. Il cubano Antunez è, invece, un maestro degli ostacoli, specialità in cui ha portato al titolo olimpico Anier García e Dayron Robles. Il tedesco Ritzdorf, direttore del centro internazionale di Colonia per il salto in alto, e il connazionale Goldmann sono stati rispettivamente i coach delle altiste Ulrike Meyfarth e Heike Henkel e del discobolo Lars Riedel.
Allargando lo sguardo, qual è lo scenario all'orizzonte?
"Ripeto: Belgrado è soltanto il primo passo. Ad agosto ai Mondiali di Londra ci troveremo di fronte a un banco di prova ancora più impegnativo. Ma è da qui che passa la strada che speriamo ci porti a rivedere un'atletica più azzurra in prospettiva Tokyo 2020".
Mirko Celestino, neo CT XCO e XCM, traccia la via: "spirito di gruppo e giovani per crescere ancora"
Dal mese scorso l'attività MTB della Federciclismo è affidata al neo CT Mirko Celestino. Professionista per 14 stagioni su strada e per altre 7 bikers, campione d’Europa U23 all’esordio del titolo nel 1995 a Trutnov, il 42enne ligure ha vinto nella sua carriera nel 1999 due gare di Coppa del Mondo (Giro di Lombardia e Classica di Hamburgo) una Milano Torino (2001), una Tre Valli Varesine (2001) un Trofeo Laigueglia collezionando anche un secondo posto nella Milano Sanremo del 2003, poi ha iniziato la sua “seconda vita”, da biker, nel 2008 ed è stato subito amore. Nel 2010 è secondo al Mondiale Marathon, nel 2011 è terzo ai Mondiali in Italia a Montebelluna, ma in bacheca ha anche due titoli italiani Marathon (2009 e 2011) e la SellaRondaHero 2011. Nelle vesti di neo CT, al termine del raduno di Follonica, Celestino traccia, con la Federciclismo, un primissimo bilancio di questa nuova avventura da Commissario Tecnico.
“Si tratta del coronamento della mia carriera - spiega -; un importante traguardo raggiunto ma anche un punto di partenza… Le regole del ciclismo sono semplici e uguali per tutte le discipline: sacrificio e dedicare tempo alla bici. Però ogni specialità ha i suoi segreti e le sue particolarità, per questo mi avvicino al Crosscountry con umiltà e curiosità. Sono qui anche per imparare”.
- Partiamo quindi dal raduno appena concluso, che impressioni hai tratto?
“Sono soddisfatto della risposta degli atleti. Ci tengo molto che si crei un gruppo coeso. L’ho chiarito fin dal primo incontro e ho avuto una risposta entusiasta, anche grazie ai bikers di maggior esperienza presenti qui in Toscana, che si sono messi a disposizione dei più giovani dando l’esempio e dispensando consigli.”
- A che punto è il crosscounty in Italia?
“A livello organizzativo, e faccio riferimento agli Internazionali d’Italia, siamo ad un livello di assoluto valore. I nostri ragazzi dono fortunati di poter partecipare ad un calendario del genere. Per quanto riguarda il livello della concorrenza.. datemi qualche mese per vedere i nostri avversari sul campo e poi vi saprò dire!”
- Entusiasmo e voglia di fare, da dove cominciare?
“Ho grandi progetti in mente e cercherò di metterli in campo al più presto, prima però dovrò conoscere al meglio i corridori e motivarli. Avrò un occhio di riguardo per il settore giovanile. Abbiamo giovani molto promettenti, alcuni hanno già dimostrato il loro talento altri lo dimostreranno, ne sono sicuro. Una delle idee che sto cercando di realizzare riguarda la partecipazione alla prima prova della UCI Junior Series, quella del 12 marzo a Milano, nella quale ho intenzione di utilizzare le wild card a disposizione per convocare gli atleti che non hanno ancora punteggio, in modo da dare la possibilità di fare un’esperienza internazionale al maggior numero di giovani. Sono fiducioso riguardo il lavoro che ci aspetta, anche perché posso contare su uno staff di altissimo livello: in questi primi giorni da CT ho conosciuto dei grandi professionisti, entusiasti e competenti sia per quanto riguarda gli aspetti amministrativi che tecnici (meccanici e massaggiatori) che mi hanno supportato in modo impeccabile. Sono certo che insieme riusciremo a fare grandi cose.”
- Sabato è previsto un primo incontro con le società del settore: parlerai o starai ad ascoltare?
“Un incontro che mi servirà prima di tutto per illustrare il mio pensiero riguardo l’attività. Poi ascolterò cosa pensano le Società. Il mio intento è scrivere un programma insieme, ovvero che tenga conto delle loro osservazioni ed esigenze.”
- L’obbiettivo primario, a lungo termine, non può essere che Tokyo 2020. Guardando invece il 2017 ci sono prima gli Europei (a luglio in Turchia) e poi i Mondiali (a settembre in Australia). Come pensi di impostare il lavoro?
“Cercherò di essere presente in prima persona al maggior numero di gare, a cominciare dagli Internazionali d’Italia che, come ho detto prima, rappresentano un test importante. Chi dimostrerà di essere all’altezza, non solo fisicamente ma anche mentalmente, sarà convocato. Gli atleti mi dovranno dimostrare di avere carattere non solo quando si lotta per la vittoria ma sempre, anche solo per conquistare qualche posizione... E’ naturale che all’inizio punterò sui bikers che hanno maggiore esperienza internazionale e che hanno dimostrato di essere grandi campioni, come Marco Aurelio Fontana, i fratelli Braidot, Andrea Tiberi e, per quanto riguarda le donne, Eva Lechner. Ci tengo a ricordare che in questo raduno di Follonica ho avuto modo di apprezzare il loro valore non solo tecnico, ma anche umano: sempre disponibili nei confronti dei giovani, sempre pieni di entusiasmo. Mi servono atleti così, in grado di fare gruppo.”
- Hai dichiarato che riserverai un occhio di riguardo per i giovani. Cosa ti senti di consigliare loro?
“Il nostro movimento per fortuna può contare su diversi giovani di talento che in questa prima convocazione hanno risposto tutti positivamente. In base alla mia esperienza consiglio di non forzare troppo con il desiderio di bruciare le tappe. Spesso i giovani arrivano ai ritiri carichi, desiderosi di tenere il passo dei campioni per dimostrare di non essere da meno. Così facendo però rischiano di bruciarsi subito… Bisogna invece allenarsi bene e di tenere in considerazione il recupero.”
- Prossimi raduni?
“Ne ho programmati due, uno dal 17 al 19 marzo, ad Alassio, con gli Juniores. Il giorno successivo, sempre ad Alassio e fino al 26 marzo, toccherà al gruppo Marathon e a quegli atleti del Crosscountry che non ho incontrato a Follonica.”
- Il tuo motto è “se avete fatto tutto che dovevate, allora tornate vincitori”; cosa serve per essere un biker di successo?
“Nello sport a mio avviso vale sempre una regola: non lasciare nulla al caso ma programmare e dedicarsi completamente a quella che resta una grande passione.”
Coppa del Mondo, doppietta azzurra nello skeet in India. Filippelli vince davanti all'olimpionico Rossetti
Lo skeet parla sempre italiano. Dopo il trionfo a cinque cerchi - ottenuto da Gabrie Rossetti a Rio 2016 - è arrivata una doppietta azzurra nella prima tappa stagionale di Coppa del Mondo di specialità a Nuova Delhi. Riccardo Filippelli ha vinto proprio davanti a Rossetti (57-53), con l'australiano Paul Adams (45) che ha chiuso sul gradino più basso del podio. Si tratta di un'altra, importante conferma per il Tiro a Volo tricolore, capace di confermarsi ancora massima espressione del movimento internazionale.
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