Malagò riceve il Presidente Marabini e i vertici della Federazione Cricket Italiana
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha ricevuto oggi al Foro Italico il nuovo Presidente della Federazione Cricket Italiana, Fabio Marabini. All’incontro, in cui è stato presentato il nuovo logo della Disciplina Associata, erano presenti il Segretario Generale della federazione, Luca Bruno Malaspina, Ed Shuttleworth, Regional Development Manager Europe dell’International Cricket Council e Kelum Asanka Perera, Consigliere Nazionale CONI e responsabile dell’attività sportiva della FCrI.

Inaugurato l'anno giudiziario con Frattini e Cataldi. Malagò: orgoglioso della 'nuova' giustizia sportiva
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagó, ha partecipato oggi – al Salone d’Onore – all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario Sportivo 2017, alla presenza del Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport, Franco Frattini, e del Procuratore Generale della Procura dello Sport, Enrico Cataldi.
Malagò (foto Mezzelani-GMT) ha aperto i lavori con il suo saluto istituzionale. “Siamo alla conclusione di un quadriennio bello e importante che é stato una volata. Lo dicono i numeri nonostante molte difficoltà congiunturali. La crescita della pratica sportiva dell'1,5%, certificata dall'Istat è un segnale che inorgoglisce. Insieme alle medaglie d'oro olimpiche ci dobbiamo preoccupare di vincere altre sfide come quella dell'attività fisica, grazie all'impegno dell'associazionismo sportivo che promuovono il nostro movimento. Per migliorare la tendenza occorre sviluppare anche il discorso legato all’impiantistica, e per questi ci siamo impegnati a sviluppare il progetto ‘Sport e Periferie’ che, grazie alle risorse stanziate dal Governo, si propone di creare i presupposti infrastrutturali nelle zone meno servite e maggiormente periferiche. Abbiamo fatto delle riforme nevralgiche come quelle relative all’antidoping, spogliandoci di ogni potere, e alla giustizia sportiva. Ci abbiamo messo la faccia seguendo i consigli del nostro mondo. Abbiamo oggettivamente ottenuto risultati brillanti, per far funzionare meglio e più rapidamente la giustizia sportiva, nell’ottica di preservarne l’autonomia. Rispetto sempre le sentenze ma il mio ruolo istituzionale mi impone di farmi portavoce di alcune considerazioni ed istanze, molto sentite anche in ambito federale, legate proprio alla necessità di tutelare l’autonomia della giustizia sportiva, che ricordo essere stata riconosciuta espressamente, più di dieci anni fa, da una legge dello Stato. Mi riferisco, in particolare, ad alcune sentenze recentemente rese dal Giudice Amministrativo, legate a sospensioni di natura disciplinare. Nello stesso tempo, però, non posso e non voglio nascondere l’orgoglio per quanto abbiamo realizzato in questo campo. Voglio ringraziare e complimentarmi con il Collegio di Garanzia e con il Presidente Frattini, ma fatemi citare anche la prof.ssa Zambrano, il consigliere D’Alessio e i professori Sanino, Zaccheo e Zimatore, per l’attività svolta, peraltro a titolo completamente gratuito, sia sotto il profilo quantitativo che, soprattutto, dal punto di vista qualitativo. Il mio encomio va quindi al Generale Cataldi, per la mole di lavoro e per la qualità del lavoro profuso. La Procura Generale dello Sport si sta rivelando un organo sempre più prezioso e fondamentale. Questi personaggi sono un unicum nel panorama mondiale. Oggi se il CONI è forte e credibile è anche grazie al valore aggiunto di queste strutture”.
Franco Frattini, in qualità di Presidente del Collegio di Garanzia, è entrato nello specifico dell’attività svolta dall’organo di giustizia. “Il quadriennio è stata caratterizzato dalla stagione delle grandi riforme. Per quanto riguarda la parte ordinamentale il fiore all'occhiello è la riforma che ha previsto la nascita del Collegio di Garanzia e della Procura Generale che hanno iniziato a funzionare nel secondo semestre del 2014. Il percorso è ampiamente apprezzato. Sono stati esaminati oltre 200 ricorsi, oggetto di decisioni di diritto complesse e rilevanti, suscettibili di produrre effetti importanti sul piano dell’ordinamento sportivo nel suo complesso. Fondamentale anche la funzione consultiva, anche nel 2016 ha affrontato quesiti delicatissimo anche a livello istituzionale e lo ha fatto con sobrietà. Ci siamo impegnati su questioni rilevanti, dando spazio al consolidarsi della giustizia endofederale. Il legislatore ha preservato, responsabilizzandoli, i giudici federali. Questo disegno ha comportato la eliminazione delle terzo grado di merito presso il CONI, che era suscettibile di una celebrazione ex novo del processo. E nel frattempo è stato sperimentata la consultazione con la Procura Generale dello sport e i rapporti stanno diventando sempre più fluidi e collaborativi. Il ruolo del Collegio di Garanzia va letta nella qualità del contenzioso, grazie al ruolo di legittimità che ci hanno affidato e che riguarda unicamente questioni di diritto. Il ricorso al Collegio è preordinato all’annullamento delle pronunce che si assumono viziate solo da violazione di specifiche norme, o da omessa o insufficiente o contradditoria motivazione su un punto decisivo della controversia. Dobbiamo superare i casi in cui la Procura non può ricorrere perché sono intervenute due decisioni endofederali di tipo assolutorio. Un altro importante aspetto è legato alla mancanza, nell’attuale formulazione del Codice della Giustizia Sportiva, di un termine ad hoc entro il quale obbligare ciascuna Procura Federale a iscrivere la notizia di infrazione nel relativo registro, a far data dal momento in cui la Procura ha avuto contezza della notizia ‘criminis’. In questo caso si potrebbe indicare un termine temporale o un’apposita locuzione per escludere che il Procuratore federale procrastini ad libitum l’iscrizione della stessa infrazione. Voglio ringraziare chi non ha solo ha lavorato gratuitamente ma ha sottratto spazio e tempi alle famiglie. Tra breve valuteremo qualche variazione nella composizione delle sezioni. Le decisioni hanno avuto la portata di ribadire principi consolidati in seno all’ordinamento sportivo, come il principio della legittimazione attiva ad adire gli organi di giustizia e del principio legato alla legittimazione passiva, per i fatti commessi in costanza di tesseramento, anche se da soggetti non più tesserati. Penso anche al principio dello standard probatorio per poter adottare una pronuncia di condanna in sede di giudizio disciplinare che non si spinge fino al superamento del ragionevole dubbio, come nel diritto penale, ma necessita di un grado inferiore di certezza, che si fonda su indizi gravi, precisi e concordanti. Abbiamo istituito sei borse di studio assegnate a favore di studenti universitari che affiancano l'attività del Collegio. Nel 2018 terminerà il primo mandato quadriennale dei componenti del Collegio e nei prossimi mesi si potrebbe valutare anche qualche limitata e ragionata variazione nell’ambito della composizione delle Sezioni. Il nostro caposaldo é costituito dal principio di autonomia sportiva da quella ordinaria, sancito anche da una legge dello Stato, e ci auguriamo che questo possa essere maggiormente osservato dalla giustizia amministrativa per evitare di incentivare le parti a impugnare le decisioni che vertono esclusivamente sull’applicazione e interpretazioni di regole dell’ordinamento statuario degli organi e delle federazioni dello sport italiano”.
La chiusura è stata affidata al Procuratore Generale dello Sport, Enrico Cataldi. “Voglio esordire sottolineando che non ci sono particolari criticità perché si è consolidato rapporto di collaborazione e di condivisione con gli organi federali. Sono stati aperti circa 2500 fascicoli nel 2016. Ci stiamo adoperando ad approfondire la materia degli Illeciti disciplinari connessi alle scommesse sportive. Ormai si scommette su qualsiasi cosa. Bisogna monitorare tutti i giorni i punti gioco e questo non è possibile. Di questo aspetto si sta occupando la commissione antimafia. Dobbiamo pensare agli strumenti per penetrare questo fenomeno che è allarmante. Vengono registrati flussi anomali e devono essere facilmente perseguibili. Una soluzione é di carattere politico interpretativo e riguarda la condizione premiale di chi collabora con la giustizia. L'altra è quella dell'infiltrazione in questo mondo. Questo è il quadro cui dobbiamo rivolgerci. Il nuovo codice di giustizia sportiva richiede incisività investigativa e le procure devono scendere in campo. Per questo servono risorse e nei budget federali una parte dovrebbe essere riservata a questa attività”.
Il discorso del Presidente del Collegio di Garanzia Franco Frattini
Il DT Elio Locatelli pensa a Tokyo2020: "Gli Euroindoor di Belgrado sono un punto di partenza"
Da Helsinki 1994 a Belgrado 2017. Alla vigilia degli Euroindoor, Elio Locatelli, oggi Direttore Tecnico dell'Alto Livello della Federatletica, ricorda la sua ultima avventura agli Europei sempre alla guida, dal 1987, della squadra azzurra (in quell'occasione, 8 medaglie per l'Italia nella rassegna continentale all'aperto), ma pensa al presente e, soprattutto, guarda al futuro.
"Non so se il mio si possa definire un ritorno - esordisce il DT azzurro in un'intervista riportata sul sito della Federazione - perché l'atletica non ha mai smesso di essere una parte importante della mia vita di dirigente nelle mie lunghe esperienze professionali nell'ambito della IAAF e del CONI. Belgrado è soltanto l'inizio di un percorso. Su 26 atleti convocati, cinque sono all'esordio e l'età media della squadra è di 25 anni. Vuol dire che, accanto ad un gruppo di atleti più esperti, sta emergendo una base di giovani su cui sono al lavoro da tempo Stefano Baldini (Direttore Tecnico allo Sviluppo, ndr) e il suo staff".
I tre lunghisti Howe, Jacobs e Randazzo, le tre migliori carte azzurre a Belgrado, possono essere una sintesi del volto che, a livello generazionale, sta assumendo l'Italia Team?
"In questo momento in squadra si intrecciano diversi profili. Howe è il grande campione che, grazie al lavoro con Fabrizio Donato, si sta rigenerando e torna in Nazionale dopo quattro anni di assenza. Jacobs è il nome nuovo e con un notevole potenziale così come Randazzo che, a vent'anni, qui potrà fare un'importante esperienza. E' vero, i tre migliori accrediti stagionali tra gli iscritti corrispondono ai loro nomi, ma bisognerà stare attenti a due atleti come lo svedese, campione uscente, Torneus e allo spagnolo Caceres".
Su chi altro si potrebbe scommettere?
"Abbiamo puntato molto sulla 4x400 femminile e ritengo che le nostre ragazze possano giocarsela. Potenzialmente ci sono quattro staffette nel giro di un secondo e mezzo che in pratica vale un posto sul podio. Sono fiducioso nelle prove dell'altista Chesani che vuole alzare l'asticella per difendere il suo argento del 2015, e Tumi, primatista d'Italia dei 60 metri e in crescendo di condizione in una rassegna dove è stato bronzo quattro anni fa. E non dimentichiamo che in questo momento a casa abbiamo altri quattro protagonisti assoluti dell'alto come Tamberi, Fassinotti, Trost e Rossit. Sono in ripresa e aspettiamo di vederli di nuovo in azione all'aperto".
Possibili sorprese sotto il tetto degli Euroindoor?
"La Derkach con un salto oltre 14 metri nel triplo può puntare ad un posto tra le migliori d'Europa. Molto motivata anche la lunghista Strati, mentre questo è il contesto giusto per aspettarsi nuovi progressi cronometrici dalle sprinter Bongiorni e Hooper. Nei 3000 metri, oltre ad una ritrovata Viola, da tenere d'occhio Razine e Crippa dopo i 5000 da record a Birmingham".
Gli Europei Indoor arrivano dopo nemmeno due mesi che ha ufficialmente assunto il suo nuovo incarico. Che impostazione ha scelto di darsi per affrontare questo impegno?
"L'obiettivo del nostro lavoro deve essere quello di creare intorno agli atleti un ecosistema su misura in cui possano avere a disposizione tutto quello di cui hanno bisogno per esprimersi al meglio. In quest'ottica diventa fondamentale una pianificazione realistica degli obiettivi in un percorso che deve poter permettere anche i tecnici personali di crescere".
Come si può fare per innescare questo upgrade?
"Per salti, ostacoli e lanci stiamo avviando una collaborazione con quattro importanti tecnici di altissimo livello internazionale come Vitaly Petrov, Santiago Antunez, Wolfgang Ritzdorf e Werner Goldmann. In questa prima fase saranno a disposizione di atleti e allenatori durante le attività tecniche programmate in Italia". Petrov è l'uomo che ha costruito i successi di superstar di salto con l'asta come Sergey Bubka, Yelena Isinbayeva, senza dimenticare l'iridato azzurro Giuseppe Gibilisco e l'attuale campione olimpico Thiago Braz. Il cubano Antunez è, invece, un maestro degli ostacoli, specialità in cui ha portato al titolo olimpico Anier García e Dayron Robles. Il tedesco Ritzdorf, direttore del centro internazionale di Colonia per il salto in alto, e il connazionale Goldmann sono stati rispettivamente i coach delle altiste Ulrike Meyfarth e Heike Henkel e del discobolo Lars Riedel.
Allargando lo sguardo, qual è lo scenario all'orizzonte?
"Ripeto: Belgrado è soltanto il primo passo. Ad agosto ai Mondiali di Londra ci troveremo di fronte a un banco di prova ancora più impegnativo. Ma è da qui che passa la strada che speriamo ci porti a rivedere un'atletica più azzurra in prospettiva Tokyo 2020".
Mirko Celestino, neo CT XCO e XCM, traccia la via: "spirito di gruppo e giovani per crescere ancora"
Dal mese scorso l'attività MTB della Federciclismo è affidata al neo CT Mirko Celestino. Professionista per 14 stagioni su strada e per altre 7 bikers, campione d’Europa U23 all’esordio del titolo nel 1995 a Trutnov, il 42enne ligure ha vinto nella sua carriera nel 1999 due gare di Coppa del Mondo (Giro di Lombardia e Classica di Hamburgo) una Milano Torino (2001), una Tre Valli Varesine (2001) un Trofeo Laigueglia collezionando anche un secondo posto nella Milano Sanremo del 2003, poi ha iniziato la sua “seconda vita”, da biker, nel 2008 ed è stato subito amore. Nel 2010 è secondo al Mondiale Marathon, nel 2011 è terzo ai Mondiali in Italia a Montebelluna, ma in bacheca ha anche due titoli italiani Marathon (2009 e 2011) e la SellaRondaHero 2011. Nelle vesti di neo CT, al termine del raduno di Follonica, Celestino traccia, con la Federciclismo, un primissimo bilancio di questa nuova avventura da Commissario Tecnico.
“Si tratta del coronamento della mia carriera - spiega -; un importante traguardo raggiunto ma anche un punto di partenza… Le regole del ciclismo sono semplici e uguali per tutte le discipline: sacrificio e dedicare tempo alla bici. Però ogni specialità ha i suoi segreti e le sue particolarità, per questo mi avvicino al Crosscountry con umiltà e curiosità. Sono qui anche per imparare”.
- Partiamo quindi dal raduno appena concluso, che impressioni hai tratto?
“Sono soddisfatto della risposta degli atleti. Ci tengo molto che si crei un gruppo coeso. L’ho chiarito fin dal primo incontro e ho avuto una risposta entusiasta, anche grazie ai bikers di maggior esperienza presenti qui in Toscana, che si sono messi a disposizione dei più giovani dando l’esempio e dispensando consigli.”
- A che punto è il crosscounty in Italia?
“A livello organizzativo, e faccio riferimento agli Internazionali d’Italia, siamo ad un livello di assoluto valore. I nostri ragazzi dono fortunati di poter partecipare ad un calendario del genere. Per quanto riguarda il livello della concorrenza.. datemi qualche mese per vedere i nostri avversari sul campo e poi vi saprò dire!”
- Entusiasmo e voglia di fare, da dove cominciare?
“Ho grandi progetti in mente e cercherò di metterli in campo al più presto, prima però dovrò conoscere al meglio i corridori e motivarli. Avrò un occhio di riguardo per il settore giovanile. Abbiamo giovani molto promettenti, alcuni hanno già dimostrato il loro talento altri lo dimostreranno, ne sono sicuro. Una delle idee che sto cercando di realizzare riguarda la partecipazione alla prima prova della UCI Junior Series, quella del 12 marzo a Milano, nella quale ho intenzione di utilizzare le wild card a disposizione per convocare gli atleti che non hanno ancora punteggio, in modo da dare la possibilità di fare un’esperienza internazionale al maggior numero di giovani. Sono fiducioso riguardo il lavoro che ci aspetta, anche perché posso contare su uno staff di altissimo livello: in questi primi giorni da CT ho conosciuto dei grandi professionisti, entusiasti e competenti sia per quanto riguarda gli aspetti amministrativi che tecnici (meccanici e massaggiatori) che mi hanno supportato in modo impeccabile. Sono certo che insieme riusciremo a fare grandi cose.”
- Sabato è previsto un primo incontro con le società del settore: parlerai o starai ad ascoltare?
“Un incontro che mi servirà prima di tutto per illustrare il mio pensiero riguardo l’attività. Poi ascolterò cosa pensano le Società. Il mio intento è scrivere un programma insieme, ovvero che tenga conto delle loro osservazioni ed esigenze.”
- L’obbiettivo primario, a lungo termine, non può essere che Tokyo 2020. Guardando invece il 2017 ci sono prima gli Europei (a luglio in Turchia) e poi i Mondiali (a settembre in Australia). Come pensi di impostare il lavoro?
“Cercherò di essere presente in prima persona al maggior numero di gare, a cominciare dagli Internazionali d’Italia che, come ho detto prima, rappresentano un test importante. Chi dimostrerà di essere all’altezza, non solo fisicamente ma anche mentalmente, sarà convocato. Gli atleti mi dovranno dimostrare di avere carattere non solo quando si lotta per la vittoria ma sempre, anche solo per conquistare qualche posizione... E’ naturale che all’inizio punterò sui bikers che hanno maggiore esperienza internazionale e che hanno dimostrato di essere grandi campioni, come Marco Aurelio Fontana, i fratelli Braidot, Andrea Tiberi e, per quanto riguarda le donne, Eva Lechner. Ci tengo a ricordare che in questo raduno di Follonica ho avuto modo di apprezzare il loro valore non solo tecnico, ma anche umano: sempre disponibili nei confronti dei giovani, sempre pieni di entusiasmo. Mi servono atleti così, in grado di fare gruppo.”
- Hai dichiarato che riserverai un occhio di riguardo per i giovani. Cosa ti senti di consigliare loro?
“Il nostro movimento per fortuna può contare su diversi giovani di talento che in questa prima convocazione hanno risposto tutti positivamente. In base alla mia esperienza consiglio di non forzare troppo con il desiderio di bruciare le tappe. Spesso i giovani arrivano ai ritiri carichi, desiderosi di tenere il passo dei campioni per dimostrare di non essere da meno. Così facendo però rischiano di bruciarsi subito… Bisogna invece allenarsi bene e di tenere in considerazione il recupero.”
- Prossimi raduni?
“Ne ho programmati due, uno dal 17 al 19 marzo, ad Alassio, con gli Juniores. Il giorno successivo, sempre ad Alassio e fino al 26 marzo, toccherà al gruppo Marathon e a quegli atleti del Crosscountry che non ho incontrato a Follonica.”
- Il tuo motto è “se avete fatto tutto che dovevate, allora tornate vincitori”; cosa serve per essere un biker di successo?
“Nello sport a mio avviso vale sempre una regola: non lasciare nulla al caso ma programmare e dedicarsi completamente a quella che resta una grande passione.”
Coppa del Mondo, doppietta azzurra nello skeet in India. Filippelli vince davanti all'olimpionico Rossetti
Lo skeet parla sempre italiano. Dopo il trionfo a cinque cerchi - ottenuto da Gabrie Rossetti a Rio 2016 - è arrivata una doppietta azzurra nella prima tappa stagionale di Coppa del Mondo di specialità a Nuova Delhi. Riccardo Filippelli ha vinto proprio davanti a Rossetti (57-53), con l'australiano Paul Adams (45) che ha chiuso sul gradino più basso del podio. Si tratta di un'altra, importante conferma per il Tiro a Volo tricolore, capace di confermarsi ancora massima espressione del movimento internazionale.
Sei Nazioni: scelti i 31 azzurri per le ultime due gare. Dal 5 marzo raduno al CPO Giulio Onesti
Il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di Rugby, Conor O’Shea, ha convocato 31 giocatori per le ultime due giornate dell’RBS 6 Nazioni 2017. Gli incontri in programma sono: sabato 11 marzo all’Olimpico di Roma contro la Francia, sabato 18 marzo al BT Murrayfield Stadium di Edinburgo, contro la Scozia.
Gli Azzurri si raduneranno a Roma, presso il Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti”, nella serata di domenica 5 marzo per iniziare l’indomani la preparazione al derby latino per eccellenza contro una Francia attuale detentrice del “Trofeo Garibaldi”.
Sono due gli atleti alla prima convocazione assoluta inseriti in rosa dallo staff tecnico per l’ultima fase del Torneo: il mediano di apertura ed estremo del Rugby Calvisano Matteo Minozzi e l’ala/estremo della Benetton Treviso Luca Sperandio, entrambi classe 1996. I due volti nuovi del gruppo azzurro si aggiungono a Federico Ruzza, seconda linea delle Zebre già convocato, senza aver ancora debuttato, per le prime tre giornate.
Rispetto al gruppo che ha preparato la gara contro l’Inghilterra rientra il pilone destro Dario Chistolini, recuperato dal trauma da contusione alla coscia subito contro l’Irlanda e preferito a Michele Rizzo, mentre l’apertura Tommaso Allan ed il seconda linea Joshua Furno sono indisponibili, rispettivamente, per la lussazione all’acromion claveare sinistro riportato a Twickenham (previsti per lui 30 giorni di riposo) e per completare presso il proprio Club il recupero da un fastidioso problema muscolare.
Questi i trentuno atleti convocati per le ultime due giornate del Torneo:
Piloni
Pietro CECCARELLI (Zebre Rugby, 7 caps)
Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby, 16 caps)
Lorenzo CITTADINI (Aviron Bayonnais, 56 caps)
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 12 caps)
Sami PANICO (Patarò Calvisano, 8 caps)
Tallonatori
Tommaso D’APICE (Zebre Rugby, 12 caps)
Ornel GEGA (Benetton Treviso, 11 caps)
Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 84 caps)
Seconde linee
George Fabio BIAGI (Zebre Rugby, 17 caps)
Marco FUSER (Benetton Treviso, 19 caps)
Federico RUZZA (Zebre Rugby, esordiente)
Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 10 caps)
Flanker/n.8
Simone FAVARO (Glasgow Warriors, 35 caps)
Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby, 6 caps)
Francesco MINTO (Benetton Treviso, 32 caps)
Sergio PARISSE (Stade Francais, 124 caps) – capitano
Abraham Jurgens STEYN (Benetton Treviso, 9 caps)
Mediani di mischia
Giorgio BRONZINI (Benetton Treviso, 6 caps)
Edoardo GORI (Benetton Treviso, 59 caps)
Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 2 caps)
Mediani d’apertura
Carlo CANNA (Zebre Rugby, 18 caps)
Matteo MINOZZI (Patarò Calvisano, esordiente)
Centri
Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 40 caps)
Tommaso BONI (Zebre Rugby, 2 caps)
Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 28 caps)
Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 87 caps)
Ali
Giulio BISEGNI (Zebre Rugby, 7 caps)
Angelo ESPOSITO (Benetton Treviso, 9 caps)
Giovambattista VENDITTI (Zebre Rugby, 41 caps)
Estremi
Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 9 caps)
Luca SPERANDIO (Benetton Treviso, esordiente)
Coppa del Mondo in India: domani in pedana Diana Bacosi e Gabriele Rossetti, olimpionici dello skeet
Nell’impianto “Dr Kami Singh Shooting Range” di Nuova Delhi oggi è stata la giornata degli allenamenti ufficiali per gli specialisti di Skeet, in pedana per la gara domani e dopodomani, mercoledì 1 e giovedì 2 marzo. Grande l’attesa per il ritorno in pedana dei Campioni Olimpici di Rio de Janeiro Diana Bacosi e Gabriele Rossetti, entrambi convocati dal Direttore Tecnico Andrea Benelli per questa Prima Prova di Coppa del Mondo di Tiro a Volo del nuovo quadriennio olimpico.
La portacolori dell’Esercito Italiano sarà in gara nella sola giornata di domani e scenderà in pedana con le compagne di squadra Katiuscia Spada (Fiamme Oro) e con Chiara Di Marziantonio (Fiamme Oro) di Cerveteri. Dopo le tre serie di qualifica le migliori sei tiratrici accederanno alla finale in programma a partire dalle ore 11.00 italiane. Al maschile, invece, insieme al poliziotto gareggeranno anche Riccardo Filippelli (Esercito) di Pistoia e Domenico Simeone (Fiamme Oro) di Baia e Latina (CE). Per loro la gara si articolerà in due giorni: domani tre serie di qualificazione e dopodomani due serie di qualificazione e finale, in programma dalle ore 10.00 di giovedì 2 marzo.
“Come anticipato alla vigilai della partenza, anche in questa occasione daremo il massimo per ben figurare – è stato il commento del Direttore Tecnico Andrea Benelli – In questi giorni abbiamo preso confidenza con l’impianto e con i piattelli ed i miei tiratori hanno avuto il tempo di acclimatarsi. Adesso la parola passa alle pedane, sperando che riusciranno ad addomesticarle cosi come fatto a Rio lo scorso anno”.
Inaugurata la sede del Liceo Scientifico Sportivo all'Acqua Acetosa. Malagò: puntiamo su di voi
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il Rettore del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele, Paolo Maria Reale (foto Mezzelani-GMT), hanno inaugurato questa mattina la sede del Liceo Scientifico a indirizzo sportivo presso il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti all’Acqua Acetosa. E’ il coronamento di un percorso iniziato con l’introduzione del nuovo indirizzo, che è stato sviluppato – negli anni – da CONI, MIUR e Convitto, precursore di un progetto che è diventato successivamente un fiore all’occhiello in tutto il Paese, certificando l’impegno profuso dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano per promuovere una sinergia sempre più accentuata tra il mondo dello sport e quello dell’istruzione, perseguendo una finalità che rappresenta un punto nevralgico del programma del Presidente Malagò. All’inaugurazione erano presenti anche il Vice Segretario Generale e Responsabile della Preparazione Olimpica, Carlo Mornati, e l’Amministratore Delegato di Coni Servizi, Alberto Miglietta, oltre a esponenti federali e a due ‘testimonial’ d’eccezione, come Dino Meneghin e Diana Bianchedi.
L’Acqua Acetosa è diventata la casa della sezione “A” del Liceo Scientifico Sportivo del Convitto: 120 alunni che hanno abbracciato il nuovo indirizzo, credendo nella possibilità di coniugare l’attività agonistica con quella didattica. E’ stato il rettore Paolo Maria Reale a rappresentare la soddisfazione del Convitto per la partnership: “Ringrazio il MIUR e porto i saluti del Ministro, oltre a esprimere gratitudine nei confronti dei presenti – tra cui la dottoressa Capasso – Direzione Generale del Personale Scolastico – per aver voluto condividere con noi questo momento di grande festa, reso possibile dal lavoro e dall’entusiasmo della professoressa Doglioli e dalla signora Mara. La collaborazione collaudata con il CONI, nata nel 2012, ha dato la possibilità di costruire questa splendida realtà. Da una classe pilota degli esordi siamo giunti a un intero quinquennio. Torna inevitabilmente in mente il mens sana in corpore sano che significa armonia, proporzione, in una sola parola equilibrio. A questo si aggiunge la prospettiva moderna dello sport, prima di tutto palestra di vita, all’insegna di una visione etica della persona che vede la chiave per il successo formativo di tutti e di ciascuno. Il Liceo Scientifico Sportivo persegue l’obiettivo di una solida e robusta preparazione culturale, coniugata all’approccio teorico e pratico delle discipline sportive. Il traguardo richiesto dal Presidente Malagò è ambizioso: coniugare l’eccellenza sportiva a quella didattica per formare i dirigenti del futuro. I due mondi insistono su un terreno comune, fatto di quei valori come lealtà, sacrificio, correttezza e generosità che aiutano a crescere, e perché no, anche a vincere”.
Il Presidente Malagò ha sottolineato con orgoglio l’importanza del progetto rivolgendosi agli studenti. “Questa sede rappresenta l’esempio degli investimenti che negli ultimi abbiamo voluto portare avanti. Vado a parlare una volta a settimana nelle scuole e nelle Università e credo di conoscere le vostre aspettative e le vostre idee: se potessi tornare indietro, pur amando alla follia il San Giuseppe De Merode, la mia scuola, non avrei dubbi a dire che sarei stato il primo a volermi iscrivere a questo indirizzo. Siete in questa sede fantastica grazie a Giulio Onesti, che merita eterna riconoscenza per quello che ha saputo costruire e lasciarci come patrimonio del nostro mondo, e grazie a Roma 1960. Perché questo centro, subito dopo i Giochi, è diventato un punto di riferimento irrinunciabile per il movimento. Stiamo cercando anche di allargare la rosa delle discipline: nell’area del galoppatoio sarà creato un nuovo Palazzetto dello Sport. Continueremo a investire perché questo è un vanto da valorizzare. E la creazione di questa sede è funzionale al proposito: in qualunque posto io vado ci richiedono un liceo sportivo. A Roma è nato come progetto sperimentale, anche grazie al MIUR, oggi si tratta di una splendida certezza. Ed essere uno studente di questo indirizzo deve essere motivo di orgoglio, perchè è proprio da un liceo sportivo che ripartirà Amatrice, pronta a ospitare ragazzi da tutta Italia e anche dal resto del mondo. Complimenti al vostro stile e alla vostra eleganza, noi contiamo su di voi perché abbiamo investito. Voi contate sul nostro mondo perché sicuramente non vi tradirà”.
Sono stati Dino Meneghin e Diana Bianchedi a rivolgere il saluto finale agli studenti, da indimenticati campioni che hanno saputo traslare le loro capacità in chiave dirigenziale. “La formazione è un aspetto fondamentale, perché coltivare il talento vuol dire anche diventare campioni di vita, curare l’aspetto didattico e sapersi distinguersi sui banchi è il miglior biglietto da visita per un futuro da protagonisti”.
Malagò incontra il nuovo Presidente della FIBa Carlo Beninati
Il Presidente del CONI Giovanni Malagò, alla presenza del Segretario Generale del CONI Roberto Fabbricini e del Vice Segretario del CONI Carlo Mornati, ha ricevuto presso il Palazzo H una delegazione della Federazione Italiana Badminton formata dal neoeletto Presidente Carlo Beninati, dal Presidente Emerito Alberto Miglietta e dal Segretario Generale Giovanni Esposito.
L’occasione è stata propizia per ribadire la continuità del progetto tecnico della Federazione, che ha visto un’atleta qualificata nelle ultime tre edizioni dei Giochi Olimpici e per proseguire sulla strada tracciata per la valorizzazione del talento attraverso il potenziamento del Centro Tecnico Federale – PalaBadminton di Milano, riconosciuto recentemente come Training Center Silver da Badminton Europe e la promozione della disciplina soprattutto a livello scolastico.
Il Presidente Malagò, dopo aver visionato i Progetti Federali, ha voluto sottolineare come il CONI continuerà ad appoggiare, nel prossimo quadriennio, il percorso di crescita e sviluppo del Badminton per raggiungere traguardi sempre più prestigiosi anche a livello internazionale.
Coppa del Mondo: 9 azzurre in Asia per discesa e SuperG, prove generali in vista di Pyeongchang 2018
Prove generali di Olimpiade per le azzurre dello sci alpino. Sabato e domenica, infatti, le sciatrici italiane testeranno la pista di Joengseon che il prossimo anno assegnerà le medaglie dell’Olimpiade di Pyeongchang 2018.
Inserita tra i 24 Test Event che scandiranno il countdown olimpico, la Coppa del Mondo femminile di sci alpino esordisce in Corea del Sud con due appuntamenti: la discesa libera in programma sabato 4 marzo e il SuperG, che si disputerà il giorno successivo.
Sono nove le azzurre convocate dal direttore sportivo Max Rinaldi e partite alla volta dell'Asia per studiare al meglio la pista dello Joengseon Alpine Centre: Federica Brignone, Sofia Goggia, Johanna Schnarf, Elena Fanchini, Francesca Marsaglia, Elena Curtoni, Marta Bassino, Verena Stuffer e Anna Hofer.
Le prove sono in programma giovedì e venerdì, poi il weekend di gara con le azzurre in cerca di buone sensazioni e, magari, di un piazzamento sul podio come quello ottenuto da Christof Innerhofer che, lo scorso anno, sulle nevi coreane, chiuse il SuperG maschile al secondo posto.
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