Coppa del mondo fioretto: podio individuale tricolore con Errigo, Vardaro, Batini. Italia 1ª a squadre
E’ iniziata nel migliore dei modo la stagione del fioretto femminile in Coppa del Mondo. A Cancun (Messico) le azzurre hanno occupato infatti tutti e tre i gradini del podio nella gara individuale e conquistato il primo posto anche nella gara a squadre.
Nella gara a squadre il Commissario tecnico del fioretto azzurro, Andrea Cipressa, ha schierato il quartetto composto da Arianna Errigo e Martina Batini, Alice Volpi e Chiara Cini.
E' stato un esordio facile per le azzurre che, ai quarti di finale, hanno battuto il Giappone per 45-26. In semifinale c’è stata la sfida contro la Germania con Arianna Errigo e compagne che si sono imposte sin da subito approdando alla finalissima dopo la stoccata del 45-28.
Infine, in finale, è stata sfida agli Stati Uniti, unico avversario di giornata a superare quota 30 nel computo delle stoccate piazzate alle azzurre. L'assalto finale ha visto infatti il trionfo del quartetto italiano con il punteggio di 45-36.
Grande entusiasmo per la squadra azzurra che così torna sul gradino più alto del podio in una prova di Coppa del Mondo, dieci mesi dopo il successo ottenuto a Danzica.
"Non c'era modo migliore per iniziare la nuova stagione - ha commentato il Commissario tecnico delle azzurre, Andrea Cipressa, al termine del fine settimana messicano -. Questi successi infodono tanta fiducia ed ovviamente ci spingono già da subito a pensare alla prossima tappa di Coppa del Mondo, in programma ad inizio novembre a Saint Maur, in Francia".
Nella gara individuale ha vinto Arianna Errigo, già vincitrice della Coppa del Mondo 2015-2016, che escludendo la delusione a Rio 2016, continua a rimanere sul podio, da dove non scende dal novembre 2015. L’azzurra ha battuto in finale Elisa Vardaro 15-6 mentre ha conquistato il terzo posto Martina Batini, superata dalla Errigo in semifinale 15-3.
Ma tutto il fioretto femminile azzurro in verità ha dominato l'intera gara individuale. Dodici atlete sono entrate nel tabellone delle prime 64, di cui sette tra le prime 16 e ben cinque tra le 8 dei quarti di finale.
Arianna Errigo dopo i primi turni, è giunta sino al tabellone delle 16 dove ha superato la statunitense Dubrovich per 15-7. Da lì in poi, la fiorettista monzese ha dovuto affrontare una sfilza di derby. Prima ai quarti contro la giovane Camilla Mancini superata 15-14, quindi in semifinale contro Martina Batini.
In finale la Errigo ha trovato Elisa Vardaro.al suo primo podio in carriera. L'atleta dell’Aeronautica Militare, classe 1988, dopo aver superato la fase a gironi nella venerdì, ha passato i primi due turni del main draw, giungendo al turno delle 16 dove ha avuto la meglio contro la statunitense Blow per 15-3.
Il successo più importate di giornata lo ha conquistato ai quarti contro la testa di serie numero 1 del tabellone, l'altra portacolori degli Usa, Lee Kiefer, sconfitta col punteggio di 15-11. In semifinale poi ancora una statunitense, Nicole Ross, battuta anche lei per 15-11.
La pisana Martina Batini, prima di fermarsi in semifinale contro Arianna Errigo, aveva avuto ragione agli ottavi di finale contro l'altra azzurra Valentina Cipriani per 15-7 e poi ai quarti si era aggiudicata il derby della Torre pendente contro Chiara Cini, col punteggio di 15-14.
Mondiali su strada: nel caldo di Doha l'Italia si affida a Viviani e Nizzolo
Sole cocente, vento e deserto. Saranno questi gli avversari in più da battere per l’Italbici del ct Davide Cassani che domani prenderà parte alla corsa in linea Elite che chiuderà i Mondiali di ciclismo su strada di Doha, in Qatar.
Nella prima edizione iridata che si svolge in Medio Oriente il caldo (con la temperatura che superererà i 40 gradi) potrebbe avere un ruolo non secondario nella decisione del successore dello slovacco Peter Sagan.
I primi 150 km del percorso di 257,5 km (i restanti saranno coperti con i sette giri del circuito disegnato sull’isola artificiale ‘The Pearl’), infatti, saranno corsi nel deserto. Un percorso che, deserto e folate di vento a parte, potrebbe favorire i velocisti: il già citato Sagan, Mark Cavendish e Tom Boonen, tra i favoriti.
Le speranze azzurre sono affidate principalmente ad Elia Viviani (Team Sky), nonostante quest’anno abbia svolto una preparazione focalizzata più sulla pista su cui ha vinto l’oro olimpico (nell’omnium) a Rio 2016, e il campione italiano Giacomo Nizzolo (Trek - Segafredo), fresco vincitore del Gran Piemonte, che però non è un velocista puro.
I due azzurri potranno comunque svolgere il ruolo da outsider, grazie anche all’apporto che fornirà la squadra scelta da Cassani: Daniele Bennati (Tinkoff), Sonny Colbrelli (Bardiani – Csf), Jacopo Guarnieri (Team Katusha), Daniel Oss e Manuel Quinziato (Bmc Racing Team), Fabio Sabatini e Matteo Trentin (Etixx–Quick Step).
Doppietta storica per Ruffini e Bruni: il Re e la Regina di Coppa sono italiani

Lo sport tricolore si sveglia con due nuovi titoli in bacheca. Nella notte italiana, infatti, è andato in scena l’ultimo atto della Coppa del Mondo di nuoto in acque libere, scritto a quattro mani da due protagonisti assoluti come Rachele Bruni e Simone Ruffini. Un epilogo felice per i due fondisti azzurri (foto Federnuoto) che si sono imposti nella 10 km di Hong Kong, conquistando così entrambe le Coppe del Mondo di specialità.
Per Bruni si tratta di un altro importantissimo risultato (con 86 punti in classifica e tre vittorie in questa edizione), dopo l'argento olimpico di Rio 2016, che bissa il successo di Coppa dello scorso anno. Un risultato per nulla scontato, conquistato al termine di una gara dove erano al via le prime quattro della gara olimpica e che ha visto Arianna Bridi ottenere un ottimo secondo posto.
Ruffini, invece, campione del mondo della 25 km di Kazan, ha staccato sul podio Peterson (Usa) e Muffels (Ger), mentre il leader della classifica alla vigilia, Waschburger (Ger), è scivolato in quinta posizione facendosi rimontare dal marchigiano che conquista la sua prima Coppa (chiudendo in classifica generale a 94 punti, con tre vittore nel circuito).
I due azzurri scrivono così una pagina importante per lo sport italiano, protagonisti di una doppietta storica (mai due italiani avevano vinto insieme sia nel maschile che nel femminile) che li consacra Re e Regina del nuoto di fondo.
Coppa del Mondo, domani Rachele Bruni e Simone Ruffini cercano il trionfo a Hong Kong nell'ultima tappa
Ultima tappa della Coppa del Mondo di nuoto in acque libere. Simone Ruffini (Esercito/CC Aniene), Rachele Bruni (Esercito) e Arianna Bridi (Esercito/RN Trento) saranno in gara nell'appuntamento conclusivo della World Cup Fina, la dieci chilometri di Hong Kong di domani. Rachele Bruni, medaglia d'argento nella 10 km olimpica di Rio e campionessa in carica del circuito, dopo il quarto posto di domenica 9 ottobre nella penultima tappa di Chun'An (Cina), è ancora al comando della classifica generale della World Cup con 66 punti, alle sue spalle la brasiliana Poliana Okimoto Cintro con 58 punti, più staccata la tedesca Angela Maurer con 49 punti; Arianna Bridi in classifica generale è al quinto posto con 36 punti. La Bruni, allenata dal tecnico Fabrizio Antonelli, ha vinto due gare nella World Cup 2016: a Viedma in Argentina il 7 febbraio e quella disputata sul lago di Balaton il 18 giugno.
Tra i maschi comanda il tedesco Andreas Waschburgher con 80 punti ma dietro di lui a 74 punti c'è Simone Ruffini che ha fin qui vinto due tappe: quella di Balaton e proprio quella di Chun'An. Per il campione del mondo della 25 km a Kazan, sesto nelle acque olimpiche di Copacabana, la possibilità di conquistare la sua prima Coppa del Mondo. Gli azzurri sono seguiti dal dirigente responsabile delle squadre nazionali Stefano Rubaudo e dal tecnico federale Fabrizio Antonelli.
Sport e Periferie, definito il piano dei 183 interventi. Il Premier Renzi: facciamo politica con lo sport
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, hanno presentato - nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi - il piano degli interventi analitici infrastrutturali che saranno realizzati attraverso il fondo "Sport e Periferie". La proposta pluriennale, istituita dalla legge 185 del 2015, prevede un investimento complessivo di 100 milioni nel triennio 2015-2017, con una serie di iniziative urgente già approvate, tra cui lo Zen, Scampia, Barletta, Ostia, Reggio Calabria, Milano – Cardellino, Corviale, 15 playground a Roma e, recentemente, Amatrice ed Accumoli.
Il Presidente Malagò (nella foto Mezzelani GMT) ha illustrato le finalità e l'importanza del progetto. "Un uomo di sport deve saper perdere e vincere ma dal giorno dopo ha la possibilità di iniziare una nuova partita. Ringrazio il Premier per la sua disponibilità, siamo felici che abbia lui la delega allo sport perché c'è la possibilità di interagire in modo diretto rappresentando le nostre istanze. Sport e Periferie ci dà la possibilità di sanare situazioni difficili in territori importanti. Le 142 mila società che caratterizzano il nostro mondo hanno bisogno di una casa. Ci sono 3 criteri con cui si è agito nell'ambito di questo piano. Il completamento del censimento dell'impiantistica sportiva con 3 milioni (fondamentale per programmare dove fare gli interventi in futuro), la ristrutturazione, rigenerazione e realizzazione impianti sportivi e la previsione di interventi nell'ottica di quella che era la candidatura di Roma 2024. Per individuare gli interventi da proporre alla Presidenza del Consiglio, il CONI – volendo allargare il proprio patrimonio di conoscenze – ha invitato sul proprio sito chiunque a segnalare entro il 15 febbraio 2016 le proprie proposte di intervento: sono arrivate 1.681 proposte, per circa 1 miliardo e 300 milioni di euro di richieste di contributo. A questo punto, il CONI, con il supporto del Prefetto Riccardo Carpino, ha nominato un Comitato indipendente di giuristi di chiara fama per istruttoria e analisi delle proposte pervenute: Consigliere Carlo Deodato (Consigliere di Stato), Avv. Vincenzo Nunziata (Vice Avvocato Generale dello Stato), Avv. Danilo Del Gaizo (Avvocato dello Stato).
All’esito del lavoro del Comitato indipendente, la Giunta del CONI, sulla base di criteri di politica sportiva, ha individuato gli interventi da sottoporre alla Presidenza del Consiglio. Le decisioni sono state assunte con l'obiettivo di garantire massima diffusione degli interventi su tutto il territorio nazionale, con la rappresentanza del maggior numero di discipline sportive possibile. Prima però, alla luce del devastante terremoto del 24 agosto, la Giunta ha deciso di intervenire con 480 mila euro a favore delle proposte pervenute dai Comuni maggiormente colpiti dal sisma, Accumoli e Amatrice. In futuro cercheremo di fare qualcosa anche per Arquata del Tronto, che non aveva presentato richieste. In tutto saranno 183 gli interventi, oltre a quelli di Accumoli e Amatrice. Nell’individuazione dei progetti, sono rappresentate tutte le Regioni d’Italia, eccezion fatta per Trentino e Val d’Aosta dalle quali non sono pervenute proposte oppure non sono pervenute proposte incomplete. Le Regioni del Sud sono maggiormente rappresentate con particolare riferimento a Calabria (34), Sicilia (22), Campania (19), anche in ragione del maggior numero di proposte ricevute. Al Nord la Regione con più progetti è la Liguria (9), mentre al Centro sono le Marche (15). Sono presenti i Comuni di tutte le dimensioni: piccoli (meno di 10.000 abitanti), medi (tra i 10.000 e i 20.000 abitanti) e grandi (più di 20.000 abitanti).
Il gruppo di Comuni con più di 20.000 abitanti è quello in cui è stato individuato il numero più ampio di progetti (91). Nelle scelte c’è anche un equilibrio dal punto di vista economico, per assicurare la maggiore diffusione sul territorio italiano e tutte le tipologie di intervento (piccole e grandi). Circa il 70% ha valore fino a 200.000 euro. Qui la scelta è stata quella di privilegiare interventi che potessero generare valore economico-sociale sul territorio a fronte di limitati valori di investimento. Sono infine rappresentate quante più discipline sportive possibili: al netto di calcio e calcetto, le palestre e i centri polivalenti rappresentano il 39% dei progetti. Anche qui, l’intento è quello di raccogliere un bacino potenziale di utenza più ampio possibile e di favorire la sostenibilità degli impianti, consentendo la pratica di più discipline. A seguire tennis, atletica leggera, rugby e pattinaggio. La rinuncia a Roma2024 prevede che le somme programmate per gli impianti polifunzionali previsti nelle periferie verranno ri-destinate nel resto d’Italia. La Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà approvare il Piano. Fino a quel momento, dunque, il Piano non ha valore definitivo. Successivamente si passerà alla fase esecutiva. Prima della fase esecutiva, però, dovranno essere firmate le Convenzioni con gli enti proponenti e pertanto andrà preliminarmente verificata la sussistenza di tutti i requisiti dichiarati all’atto della proposta, incluso il valore stimato e la congruità dell’intervento. È fondamentale comprendere che se qualcosa non dovesse quadrare, non verrà stipulata la convenzione e pertanto non verrà realizzato l’intervento. Per l’esecuzione degli interventi sarà costituita un’Unità organizzativa apposita del CONI, sarà applicata la convenzione già stipulata con INVITALIA, che utilizza l’accordo di vigilanza collaborativa con l’ANAC, e saranno individuate insieme a Palazzo Chigi le modalità operative migliori per realizzare gli interventi di piccole dimensioni.
Voglio ringraziare ancora una volta il Governo, perché con l'istituzione di questo Fondo ha fatto contenti tutti. Sarebbe bello venisse confermato anche per il futuro. Grazie Governo e viva lo sport".
Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha voluto sottolineare l'importanza strategica del Fondo. "Oggi è giornata particolare, perché arriva dopo l'annuncio dell'interruzione della candidatura di Roma 2024. Oggi è un giorno bello per Malagò e per il CONI. La sintesi è che noi pensiamo che lo sport sia fondamentale per costruire comunità, per promuovere i valori fondanti che caratterizzano il vostro movimento. Li dove c'è comunità il Paese è più forte. Questo mondo è tenuto in piedi dai volontari e in passato la politica ha fatto poco. Questo fondo non è un omaggio ma è il minimo per lo sport, per allenare le ambizioni dei giovani in luoghi belli. E sono sicuro che l'aver tarpato il volo il sogno olimpico ai bambini non comprometterà il processo di crescita. Ieri hanno fatto festa le periferie di Parigi e delle altre città candidate non quelle di Roma. Il fatto che la candidatura della Capitale - ora lo possiamo dire - fosse in vantaggio, amplifica le responsabilità di chi si è arrogato il diritto di negare questa possibilità con miopia. Noi però non ci arrendiamo da veri uomini dello sport e per questo offriamo opportunità di fare attività fisica. Questo progetto vuol dire orgoglio e senso di appartenenza e faremo in modo di accogliere l'invito del Presidente Malagò e di confermarlo. Perché significa portare lo sport ovunque, creare comunità e far crescere la civiltà. accanto a questa attività deve stringersi il Paese. Entro ottobre vogliamo chiudere la pratica burocratica, senza entrare nel merito di ogni singolo intervento. Per noi va bene quel che ha deciso il CONI. Fondamentale l'attenzione mostrata verso il Sud e il Mezzogiorno ed è nevralgico far dialogare questi impianti con la scuola. Vanno anche agevolate e semplificate le procedure a carico delle società. Il primo investimento sanitario è fare attività fisica e sta tutto nello sport. In Italia si fa politica con lo sport, nel senso che la politica si occupa di sport e riconosce nello sport un valore universale e di cittadinanza".
Alla conferenza hanno partecipato anche il Presidente di Coni Servizi, Franco Chimenti, i Presidenti federali Maurizio Casasco (FMSI), Carlo Magri (FIPAV), Angelo Sticchi Damiani (ACI), Carlo Tavecchio (FIGC) e il membro di Consiglio Nazionale Bruno Molea (AICS).
3° Corso di Management Olimpico. Malagò: “modello nuovo per lo sport italiano di domani"
Per i 27 studenti che partecipano al 3° corso di Alta Specializzazione in Management Olimpico oggi è stato il primo giorno di scuola. Il corso, organizzato dalla Scuola dello Sport del CONI presso il Centro di Preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa, è stato aperto dal Presidente del CONI, Giovanni Malagò insieme con l’Amministratore Delegato di CONI Servizi, Alberto Miglietta.
A fare gli onori di casa il Direttore della Scuola dello Sport, Rossana Ciuffetti, alla presenza di alcuni relatori e degli esponenti del Comitato Scientifico – presieduto da Antonello Bernaschi - che coordina il progetto didattico, finalizzato alla formazione dei dirigenti sportivi del futuro.
Più numeroso degli anni precedenti il corso quest’anno ha preso il via con una folta rappresentanza femminile: sono 13, infatti, le studentesse che hanno aderito all’iniziativa. Tra i partecipanti anche il canottiere azzurro Pierpaolo Frattini che vanta al suo attivo la presenza a 3 edizioni olimpiche (Atene 2004, Londra 2012, Rio 2016) e 8 mondiali, dove si è aggiudicato, una medaglia d’oro iridata, nel 2 con (2011) e tre d’argento (otto 2005 e 2006, due con 2010).
Il corso, rivolto a giovani laureati con il compito di prepararli ad un immediato ingresso nel mondo del lavoro, attraverso l'acquisizione di competenze, di capacità relazionali e di lavoro di gruppo, si svolgerà in 12 moduli a frequenza obbligatoria per un totale di 360 ore di lezione. Al termine del percorso gli studenti sosterranno un esame nel mese di marzo 2017 che, se superato, garantirà loro lo svolgimento di almeno 300 ore di stage retribuito.
Malagò ha aperto i lavori sottolineando l’importanza dell’iniziativa: “Vogliamo un modello nuovo per guidare domani lo sport italiano in tutti suoi settori. Oggi avrei voluto dirvi di sbrigarvi a sostenere questo percorso formativo in vista dell’esito della candidatura olimpica di Roma 2024. Ma ormai sappiamo come sono andate le cose. Ieri è stata una giornata triste per lo sport italiano. Oggi però abbiamo varato una nuova iniziativa che ci proietta subito verso nuovi interventi. Questa mattina, con la diffusione dei dati degli stanziamenti per lo sviluppo dello sport nelle periferie, siamo tornati a svolgere quel ruolo attivo che lo sport sa imprimere in ogni circostanza”.
“Penso abbiate fatto un buon investimento – ha proseguito Malagò – partecipando a questa iniziativa. Oggi ha più senso frequentare questo tipo di master piuttosto che quelli che non forniscono sbocchi concreti”.
L’Amministratore Delegato di Coni Servizi, Alberto Miglietta, ha rivolto ai ragazzi i complimenti per la scelta fatta ed ha aggiunto: “Per prendere delle decisioni occorre aumentare la propria conoscenza. Prima di dare giudizi bisogna sapere di cosa si tratta. Vi chiedo dunque di essere curiosi e di non smettere mai di approfondire.”
All’inizio delle lezioni erano presenti anche Marcello Marchioni e alcuni esponenti del Comitato Scientifico del Corso: Alberto Acciari, Fabio Barchesi, Moris Gasparri, Valeria Panzironi. Le lezioni saranno tenute dai dirigenti del CONI, da docenti universitari e da professionisti operanti nel mondo sportivo.
Inizia da Cancun la nuova stagione di Coppa del Mondo: 12 le azzurre in pedana in Messico
A due mesi di distanza dai Giochi Olimpici Rio2016, inizia da Cancun la stagione di Coppa del Mondo di fioretto femminile.
Sulle pedane messicane si taglia il nastro alla nuova stagione internazionale ed all'intero quadriennio olimpico che condurrà sino a Tokyo2020.
Sono dodici le atlete azzurre che hanno preso il volo direzione Messico. A salire in pedana saranno Martina Batini, Chiara Cini, Valentina Cipriani, Valentina De Costanzo, Carolina Erba, Camilla Mancini, Beatrice Monaco, Martina Sinigalia, Serena Teo, Elisa Vardaro, Alice Volpi ed Arianna Errigo, che torna al fioretto dopo avere affrontato, la scorsa settimana, la gara di sciabola nella Prima prova di qualificazione nazionale.
E' assente la medaglia d'argento di Rio2016, Elisa Di Francisca, che ha chiesto al Commissario tecnico Andrea Cipressa di saltare le prime gare di stagione. Ma a non essere presente a Cancun è l'intero podio olimpico brasiliano. Tra le iscritte alla gara infatti, oltre all'azzurra olimpionica di Londra, non risulta anche la medaglia d'oro di Rio, Inna Deriglazova e la tunisina Ines Boubakri che due mesi fa ha festeggiato il bronzo.
La gara inizierà venerdi con la fase a gironi, da cui verranno escluse le prime sedici del ranking mondiale, tra cui Errigo, Batini e Volpi che saranno quindi ammesse di diritto al tabellone principale che scatterà sabato alle 16, ora italiana.
Domenica invece la gara a squadre con l'Italia che sarà in pedana col quartetto composto da Errigo, Batini, Volpi e Cini.
PROGRAMMA GARE
Venerdi 14 Ottobre
ore 9.00 (16.00 in Italia): fase a gironi - tabellone di qualificazione
Sabato 15 Ottobre
ore 9.00 (16.00 in Italia): tabellone principale
ore 13.00 (20.00 in Italia): semifinali e finali
Domenica 16 Ottobre
ore 9.00 (16.00 in Italia): gara a squadre
Malagò: "Interrotto il percorso di Roma 2024. Candidiamo Milano per la sessione CIO del 2019"
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, insieme al Vice Presidente del Comitato Promotore di Roma 2024, Luca Pancalli, e al Coordinatore Generale del Comitato, Diana Bianchedi, ha tenuto oggi una conferenza stampa al Salone d'Onore per illustrare le novità riguardanti il progetto di candidatura della Capitale per l'assegnazione della XXXIII edizione dei Giochi Olimpici Estivi.
Questi i tratti salienti del discorso di Malagò. "Oggi è il giorno della chiarezza. Questa mattina ho scritto al CIO la lettera con la quale interrompiamo il percorso di candidatura di Roma 2024. Forse non tutti sanno – ma siamo qui per chiarire – che il CIO riconosce come interlocutori istituzionali soltanto i Comitati Olimpici. Chiunque può scrivere al CIO, ma l’unica lettera che conta è quella del Presidente del Comitato Olimpico. Ho sempre sostenuto che per portare avanti questo progetto servivano tre gambe. Sin dall’inizio c’erano, ma una di queste – esclusivamente per motivi ideologici e demagogici – è venuta a mancare. E quindi sono stato costretto mio malgrado ad interrompere il processo ad undici mesi dalla sua conclusione e dopo quasi tre anni di attività di lobby per creare consenso all’estero su un progetto che – credetemi – sarebbe stato difficile da battere. Interrompere il processo ad undici mesi dall’aggiudicazione comunque non è un record storico. C’è un precedente, analogo, triste, ma molto eloquente che ve lo cito per farvi rendere conto di quale danno sia stato perpetrato ai danni dello sport italiano in quest’occasione. Il 4 aprile 1974 la città canadese di Vancouver candidata ai Giochi Olimpici del 1980 si ritirò dalla corsa sei mesi prima dell’assegnazione lasciando l’americana Lake Placid unica candidata. L’allora membro CIO canadese James Worrall scrisse ai governanti locali della Regione del British Columbia definendo quella scelta una decisione “tipicamente miope e basata su pensieri erronei e parrocchiali”.
Ebbene, Vancouver dopo quel rifiuto è riuscita ad avere i Giochi solo nel 2010, vale a dire 30 anni dopo. E’ vero che nel frattempo il Canada ha ottenuto altre due assegnazioni (Montreal e Calgary), ma credo che Vancouver abbia pagato un prezzo importante per quella decisione. Roma e l’Italia oggi sono di fronte ad una storia analoga. Ho il diritto-dovere di tutelare l’immagine del mio mondo che – lo ricordo – all’unanimità si era schierato in favore della candidatura, cercando politicamente di far tornare credibile agli occhi del mondo olimpico internazionale il sistema sportivo italiano e il sistema Paese Italia. In questi giorni di amarezza e di sofferenza ho studiato soluzioni alternative, mi sono confrontato con i miei stakeholders, ho verificato la fattibilità di nuovi percorsi che ridiano agli occhi dei membri del CIO una luce diversa (e magari più realistica) di quello che l’Italia sente verso il mondo olimpico.
Per questo ho deciso di candidare la Città di Milano per ospitare la sessione del CIO del 2019. E’ la prima data utile visto che nel 2017 la sessione si terrà a Lima e nel 2018, anno olimpico, sarà a Pyeongchang. Credo che la Sessione del Cio del 2019 a Milano sia il nostro primo passo per riavvicinare l’Italia dopo questa inaccettabile interruzione di Roma 2024. Una Sessione del CIO che assegna i Giochi manca dall’Italia dal 1966 e si svolse a Roma. Stavolta candidiamo Milano. Ne ho parlato col Presidente Bach e col Direttore Generale del CIO De Kepper e mi hanno mostrato ampia disponibilità a supportare questo progetto. Ne ho parlato col Governatore Maroni e col Sindaco Sala che si sono detti entusiasti. Vedete che in Italia c’è ancora qualcuno che ha a cuore il nostro movimento e solo con questi interlocutori noi possiamo voltare pagina e guardare avanti. Ma per fare ragionamenti futuri sui Giochi Olimpici in Italia dobbiamo prima rimarginare le ferite causate dall’ideologia e dalla demagogia. Se riusciremo a portare la Sessione del CIO del 2019 a Milano, sarà il primo passo verso una nuova possibile avventura.
Durante la conferenza stampa del 21 settembre in Campidoglio la Sindaca di Roma ha detto alcuni NO. Visto che dobbiamo fare chiarezza mi permetto di smentirla su ognuno dei suoi NO. Non sarebbero stati i Giochi del Mattone, perché sono previsti solo 2 impianti nuovi su un totale di 36 e sul concetto che le 'Olimpiadi sono sempre assegni in bianco': grazie all’Agenda 2020 del CIO non sono possibili raffronti con il passato. Quelle del 2024 saranno, infatti, le prime Olimpiadi con le nuove regole volute dal CIO che, proprio per evitare spese esagerate, impone progetti contenuti in termini di investimenti, prevedendo anche impianti temporanei. Inoltre, non a caso, il progetto di candidatura di Roma prevedeva una vera e propria Olimpiade diffusa sul territorio. I Giochi avrebbero interessato, infatti, anche le città di Cagliari, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Torino, Udine, Verona.
Non è vero neanche che anche Boston, Amburgo, Dubai e Madrid hanno detto NO come noi. Madrid si è candidata ben 4 volte, di cui le ultime 3 consecutive (per i Giochi del 2012, 2016, 2020), arrivando rispettivamente terza, seconda e terza: non ha mai ritirato la sua candidatura, ha deciso – alla luce delle sconfitte precedenti – di non tentare per la quarta volta consecutiva. Dubai e Tijuana/San Diego non hanno mai presentato alcuna candidatura. Boston in realtà non è mai stata candidata dal Comitato Olimpico Americano, ha ritirato la disponibilità a candidarsi, facendo in modo che il Comitato Olimpico Americano potesse candidare Los Angeles. Infine la situazione di Amburgo è molto diversa. Era una candidatura condizionata, per una legge dello stato tedesco, ad un referendum interno. Il referendum popolare ha raccolto il 51,6% dei NO e quindi la candidatura non è stata ratificata. Tutto il resto sono mistificazioni della realtà.
Mi permetto di smentire anche il concetto che il 70% dei romani ha detto 'no'. Anche la Sindaca è in possesso di ultimi e recenti sondaggi che danno sempre la percentuale dei romani in misura favorevole rispetto ai contrari. Non ce n’è stato uno che ha dato esito diverso sia quelli commissionati dal Comitato sia quelli indipendenti (alcuni dei quali ci hanno persino sorpreso in positivo come quello del Condacons). Non sarebbero stato le Olimpiadi dello spreco: la città di Roma non avrebbe pagato un euro perché le spese sarebbero state interamente a carico del CIO e del Governo. Il 70% degli impianti interessati al progetto di candidatura erano già esistenti. Il 24 % sarebbe stato temporaneo e solo il 6% da costruire. Inoltre la gestione dei Giochi sarebbe stata fatta da persone scelte dal Comune. Bastava leggere attentamente il dossier per sapere queste cose. Non è vero, infine, che ancora paghiamo i debiti delle Olimpiadi del 1960. Mi dispiace ma non è così: il Commissario al debito del Comune di Roma Silvia Scozzese mi ha fatto pervenire una relazione (tra l’altro deposita ad aprile scorso alla Camera dei Deputati, bastava chiederla per ottenerla…) in cui si chiarisce che la cifra è riferita al complesso degli espropri effettuati in 40 anni, ovvero tra il 1950 al 1990, e che quelli relativi a Roma1960 ammontano a poche centinaia di migliaia euro (per via di cause in corso).
Nella conferenza della Sindaca c’è stato un sì, ma negativo. 'E’ da irresponsabili dire sì. Stavolta invece ci sarebbe voluto un no: è da irresponsabili dire no e rinunciare ai soldi del CIO (1,7 miliardi) e del Governo (circa 4 miliardi), con cui si realizzerebbero tutte le opere di cui la città ha bisogno (metropolitana, anello ferroviario, collegamento Termini-Fiumicino, recupero Stadio Flaminio, rigenerazione palestre e impianti sportivi comunali); è da irresponsabili rinunciare ai 177.000 nuovi posti di lavoro e all’aumento della ricchezza (PIL) del 2,4% previsto dal 2017 al 2023.
Interrompendo il cammino di Roma 2024, è chiaro ed evidente che anche il Coni e la Coni Servizi dovranno rimodulare e rimodellare i loro impegni e le loro strategie sia in termini di sviluppo organizzativo sia di impiantistica sportiva. D’ora in avanti concentreremo sforzi e interessi esclusivamente sui nostri asset che a Roma sono il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti e il Parco del Foro Italico, un’area che il mondo ci invidia e sui quali la Coni Servizi da oltre un decennio ha investito e continuerà a farlo. In quest’area da 80 anni si celebrano gli Internazionali di Tennis, da 10 anni in joint venture con Coni Servizi: da 53 anni si disputa il Sette Colli di Nuoto, da quattro anni in joint venture con Coni Servizi, da 36 anni si disputa il Golden Gala di Atletica Leggera, poi diventato tappa di Diamond League e da 6 anni in joint venture con Coni Servizi, dal 2008 si disputa a gara unica la finale della Coppa Italia di calcio intitolata al Presidente della Repubblica in totale sinergia con Coni e Coni Servizi, dal 2012 è stato portato il Sei Nazioni di Rugby, da 5 anni in joint venture con Coni Servizi, dal 2015 ospitiamo allo Stadio dei Marmi il Global Champions Tour di Equitazione, in joint venture con Coni Servizi. Tutto questo ha portato negli ultimi 10 anni ad un fatturato globale di oltre 260 milioni di euro con un impatto potenziale sulla città di circa un miliardo di euro se prendiamo come indice di riferimento lo studio fatto da Luiss e Ernst & Young per la Federtennis relativamente al 2015.
In quest’area negli ultimi 56 anni si sono disputati: una Olimpiade, un mondiale di calcio, due Europei di calcio, 4 finale di Coppa dei Campioni, poi Champions League, una finale di Coppa Uefa, due mondiali di Nuoto, un mondiale di Atletica Leggera, un Europeo di Nuoto, un Europeo di Atletica leggera, un Mondiale di Beach Volley, un Mondiale di Pentathlon Moderno. Nessun NO potrà mai cancellare la nostra storia. Ma guardiamo al futuro, alla ristrutturazione del Giulio Onesti, per il rifacimento Palazzetto Polivalente e costruzione nuovi impianti per Taekwondo e Rugby, il potenziamento del Laboratorio Antidoping e dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, il miglioramento quantitativo e qualitativo delle strutture ricettive della foresteria. Nel Parco Parco del Foro Italico è prevista la copertura del Centrale entro il 2019 altrimenti rischio che ATP, modificando i criteri di accesso al Master 1000, dequalifichi il Torneo oppure ci chieda altra sede (col rischio concreto che gli Internazionali possano andare altrove). Nell’estate del 2017 avvio dei lavori di ristrutturazione dello Stadio Olimpico così come richiesto dall’Uefa per gli Europei 2020 fortemente voluti dalla Federcalcio e dal CONI.
C'è un tema di educazione anche nella modalità. Nella mia testa avrei avuto tre nomi per una governance ideale per Roma 2024. Presidente del comitato organizzatore Nerio Alessandri, non un immobiliarista, non un romano, personaggio noto e gradito al CIO . A supervisionare il tutto il senatore a vita architetto Renzo Piano e la terza persona era il generale Enrico Cataldi, Procuratore Generale dello Sport, che è stato anche contattato dallo stesso Comune. Sarebbe stato difficile dire di no a questi nomi, li avrei fatti alla sindaca se mi avesse incontrato. Invece non abbiamo neanche mai potuto aprire il dossier. Domani presenteremo con il Premier Renzi i risultati dei 180 interventi analitici previsti nell'ambito del progetto 'Sport e Periferie', spero che Roma trovi le risorse per prevedere comunque interventi importanti, penso al Flaminio e alle Vele e ai palazzetti. Ringrazio tutto il Comitato, i membri del CIO Franco Carraro, Mario Pescante e poi Ivo Ferriani, Manuela Di Centa, senza dimenticare Bruno Grandi e Francesco Ricci Bitti, quindi tutta la struttura del CONI e chiunque abbia lavorato su questo progetto. Il CIO era imbarazzato più di noi. Ci hanno riconosciuto di aver fatto più del massimo. Ringrazio anche Luca di Montezemolo: ha lavorato gratis e ci avrebbe permesso di avvicinare e prendere il 20% dei voti. Grazie anche ai testimonial. Mi dispiace anche per Luca Pancalli. Per il suo mondo la legacy ha ancora più importanza alla luce dei riscontri ottenuti dalle città che hanno ospitato recentemente i Giochi. Oggi dovevo fare chiarezza. Vi ho raccontato la storia, vi ho descritto il presente, vi ho illustrato un nuovo futuro con le sfide che ci attendono. Alcune non passeranno da Roma, altre sì a condizione che non si dicano altri 'no'. Altrimenti dovremo rivisitare il vecchio proverbio dicendo: “Non tutte le strade portano più a Roma”.
Luca Pancalli, Vice Presidente del Comitato Promotore e Presidente del CIP, ha sottolineato i concetti di Malagò. "Provo una profonda amarezza, mi sento derubato di una speranza. Da cittadino, di dimostrare che questo Paese può cambiare veramente e organizzare un grande evento sportivo, evitando gli errori del passato. Da uomo dello sport, per la mortificazione di non essere riuscito a confrontarci tra il nostro punto di vista e la visione dell'amministrazione. Forse non siamo stati abbastanza bravi noi a comunicarla ma non abbiamo neanche avuto la possibilità di farlo".
L'intervento di Diana Bianchedi, Coordinatore Generale di Roma 2024, ha chiuso la conferenza. "In questi ultimi 15 giorni, dopo il mancato incontro con la sindaca Raggi, in tanti mi hanno chiesto cosa le avrei detto. Non credo che alla fine sarei entrata nel tema del dossier, ma lei avrei chiesto semplicemente: perché tutta questa fretta? Non è facile cercare di essere lucida, sapevamo tutti cosa sarebbe successo oggi. Ma gli atleti fino all'ultimo provano a combattere. Ci ho creduto e credo che oggi, nonostante il clima che si respira, qualcosa abbiamo dimostrato in termini di cambiamento. Abbiamo mandato la seconda parte del dossier perché dopo la fase 1 abbiamo lavorato a ritmi serratissimi per produrre un lavoro serio e credibile. E lo abbiamo consegnato proprio per dimostrare la serietà del lavoro e la profondità dell'analisi fatta. Credo sia stato coerente con il lavoro fatto, per dimostrare che non abbiamo nascosto mai niente. E lasciamo alle altre candidate uno spunto importante".
Le slide dell'intervento del Presidente Malagò
All'Under 21 basta il pareggio: lo 0-0 con la Lituania le regala il pass per Euro 2017
L’Italia Under 21 si qualifica per Euro 2017. Agli azzurrini di Gigi Di Biagio basta il punto conquistato con lo 0-0 ottenuto a Kaunas, in casa della Lituania, per staccare il pass per la prossima rassegna continentale di calcio in programma in Polonia.
Il pareggio di oggi pomeriggio rende infatti ininfluente la vittoria della Serbia contro la Slovenia: è l'Italia a chiudere il Gruppo 2 al primo posto con 24 punti, uno in più dei serbi (che ora dovranno giocarsi la qualificazione ai playoff).
E il percorso che ha portato la squadra di Di Biagio a Euro 2017 è stato netto: gli Azzurrini chiudono le qualificazioni imbattuti, con 7 vittorie e 3 pareggi, 17 gol realizzati e soltanto 3 subiti.
"La prestazione non è stata al massimo ma la qualificazione meritata - rileva il ct della Nazionale U21 al termine di un match che, nonostante l'assenza di gol, è stato dominato dai suoi -. Speravamo di vincere, volevamo una prestazione importante. E' stata una gara ostica, ma lo sapevamo. E' una qualificazione meritata per quanto fatto vedere in un anno e mezzo. Siamo contenti. Era uno dei gironi più equilibrati, abbiamo mostrato una crescita notevole dei ragazzi basta pensare alle tante assenze. Abbiamo un parco di giocatori importante, ma ora abbiamo tempo per lavorare e scoprire qualche altro giocatore".
"Sport e Periferie", a Palazzo Chigi la conferenza stampa di Malagò con il Premier Renzi
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, terranno oggi una conferenza stampa per presentare la lista degli interventi analitici che verranno realizzati - a livello di impiantistica - attraverso i finanziamenti previsti dal fondo "Sport e Periferie". L'appuntamento con gli organi di informazione è fissato per le ore 12.30 a Palazzo Chigi - Sala Galeoni - e non più al Circolo del Tennis nel Parco del Foro Italico.
I giornalisti, i fotografi e gli operatori televisivi, interessati a seguire l’evento, dovranno collegarsi al portale AMEI (Accreditamento Media Eventi Istituzionali) tramite il seguente indirizzo: https://amei.palazzochigi.it e quindi accreditarsi seguendo le istruzioni riportate, entro le ore 11.30 di oggi, mercoledì 12 ottobre.
Per ulteriori informazioni sugli accrediti è possibile contattare la Sala Stampa al numero 06.67793566.
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