Inizia da Cancun la nuova stagione di Coppa del Mondo: 12 le azzurre in pedana in Messico
A due mesi di distanza dai Giochi Olimpici Rio2016, inizia da Cancun la stagione di Coppa del Mondo di fioretto femminile.
Sulle pedane messicane si taglia il nastro alla nuova stagione internazionale ed all'intero quadriennio olimpico che condurrà sino a Tokyo2020.
Sono dodici le atlete azzurre che hanno preso il volo direzione Messico. A salire in pedana saranno Martina Batini, Chiara Cini, Valentina Cipriani, Valentina De Costanzo, Carolina Erba, Camilla Mancini, Beatrice Monaco, Martina Sinigalia, Serena Teo, Elisa Vardaro, Alice Volpi ed Arianna Errigo, che torna al fioretto dopo avere affrontato, la scorsa settimana, la gara di sciabola nella Prima prova di qualificazione nazionale.
E' assente la medaglia d'argento di Rio2016, Elisa Di Francisca, che ha chiesto al Commissario tecnico Andrea Cipressa di saltare le prime gare di stagione. Ma a non essere presente a Cancun è l'intero podio olimpico brasiliano. Tra le iscritte alla gara infatti, oltre all'azzurra olimpionica di Londra, non risulta anche la medaglia d'oro di Rio, Inna Deriglazova e la tunisina Ines Boubakri che due mesi fa ha festeggiato il bronzo.
La gara inizierà venerdi con la fase a gironi, da cui verranno escluse le prime sedici del ranking mondiale, tra cui Errigo, Batini e Volpi che saranno quindi ammesse di diritto al tabellone principale che scatterà sabato alle 16, ora italiana.
Domenica invece la gara a squadre con l'Italia che sarà in pedana col quartetto composto da Errigo, Batini, Volpi e Cini.
PROGRAMMA GARE
Venerdi 14 Ottobre
ore 9.00 (16.00 in Italia): fase a gironi - tabellone di qualificazione
Sabato 15 Ottobre
ore 9.00 (16.00 in Italia): tabellone principale
ore 13.00 (20.00 in Italia): semifinali e finali
Domenica 16 Ottobre
ore 9.00 (16.00 in Italia): gara a squadre
Malagò: "Interrotto il percorso di Roma 2024. Candidiamo Milano per la sessione CIO del 2019"
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, insieme al Vice Presidente del Comitato Promotore di Roma 2024, Luca Pancalli, e al Coordinatore Generale del Comitato, Diana Bianchedi, ha tenuto oggi una conferenza stampa al Salone d'Onore per illustrare le novità riguardanti il progetto di candidatura della Capitale per l'assegnazione della XXXIII edizione dei Giochi Olimpici Estivi.
Questi i tratti salienti del discorso di Malagò. "Oggi è il giorno della chiarezza. Questa mattina ho scritto al CIO la lettera con la quale interrompiamo il percorso di candidatura di Roma 2024. Forse non tutti sanno – ma siamo qui per chiarire – che il CIO riconosce come interlocutori istituzionali soltanto i Comitati Olimpici. Chiunque può scrivere al CIO, ma l’unica lettera che conta è quella del Presidente del Comitato Olimpico. Ho sempre sostenuto che per portare avanti questo progetto servivano tre gambe. Sin dall’inizio c’erano, ma una di queste – esclusivamente per motivi ideologici e demagogici – è venuta a mancare. E quindi sono stato costretto mio malgrado ad interrompere il processo ad undici mesi dalla sua conclusione e dopo quasi tre anni di attività di lobby per creare consenso all’estero su un progetto che – credetemi – sarebbe stato difficile da battere. Interrompere il processo ad undici mesi dall’aggiudicazione comunque non è un record storico. C’è un precedente, analogo, triste, ma molto eloquente che ve lo cito per farvi rendere conto di quale danno sia stato perpetrato ai danni dello sport italiano in quest’occasione. Il 4 aprile 1974 la città canadese di Vancouver candidata ai Giochi Olimpici del 1980 si ritirò dalla corsa sei mesi prima dell’assegnazione lasciando l’americana Lake Placid unica candidata. L’allora membro CIO canadese James Worrall scrisse ai governanti locali della Regione del British Columbia definendo quella scelta una decisione “tipicamente miope e basata su pensieri erronei e parrocchiali”.
Ebbene, Vancouver dopo quel rifiuto è riuscita ad avere i Giochi solo nel 2010, vale a dire 30 anni dopo. E’ vero che nel frattempo il Canada ha ottenuto altre due assegnazioni (Montreal e Calgary), ma credo che Vancouver abbia pagato un prezzo importante per quella decisione. Roma e l’Italia oggi sono di fronte ad una storia analoga. Ho il diritto-dovere di tutelare l’immagine del mio mondo che – lo ricordo – all’unanimità si era schierato in favore della candidatura, cercando politicamente di far tornare credibile agli occhi del mondo olimpico internazionale il sistema sportivo italiano e il sistema Paese Italia. In questi giorni di amarezza e di sofferenza ho studiato soluzioni alternative, mi sono confrontato con i miei stakeholders, ho verificato la fattibilità di nuovi percorsi che ridiano agli occhi dei membri del CIO una luce diversa (e magari più realistica) di quello che l’Italia sente verso il mondo olimpico.
Per questo ho deciso di candidare la Città di Milano per ospitare la sessione del CIO del 2019. E’ la prima data utile visto che nel 2017 la sessione si terrà a Lima e nel 2018, anno olimpico, sarà a Pyeongchang. Credo che la Sessione del Cio del 2019 a Milano sia il nostro primo passo per riavvicinare l’Italia dopo questa inaccettabile interruzione di Roma 2024. Una Sessione del CIO che assegna i Giochi manca dall’Italia dal 1966 e si svolse a Roma. Stavolta candidiamo Milano. Ne ho parlato col Presidente Bach e col Direttore Generale del CIO De Kepper e mi hanno mostrato ampia disponibilità a supportare questo progetto. Ne ho parlato col Governatore Maroni e col Sindaco Sala che si sono detti entusiasti. Vedete che in Italia c’è ancora qualcuno che ha a cuore il nostro movimento e solo con questi interlocutori noi possiamo voltare pagina e guardare avanti. Ma per fare ragionamenti futuri sui Giochi Olimpici in Italia dobbiamo prima rimarginare le ferite causate dall’ideologia e dalla demagogia. Se riusciremo a portare la Sessione del CIO del 2019 a Milano, sarà il primo passo verso una nuova possibile avventura.
Durante la conferenza stampa del 21 settembre in Campidoglio la Sindaca di Roma ha detto alcuni NO. Visto che dobbiamo fare chiarezza mi permetto di smentirla su ognuno dei suoi NO. Non sarebbero stati i Giochi del Mattone, perché sono previsti solo 2 impianti nuovi su un totale di 36 e sul concetto che le 'Olimpiadi sono sempre assegni in bianco': grazie all’Agenda 2020 del CIO non sono possibili raffronti con il passato. Quelle del 2024 saranno, infatti, le prime Olimpiadi con le nuove regole volute dal CIO che, proprio per evitare spese esagerate, impone progetti contenuti in termini di investimenti, prevedendo anche impianti temporanei. Inoltre, non a caso, il progetto di candidatura di Roma prevedeva una vera e propria Olimpiade diffusa sul territorio. I Giochi avrebbero interessato, infatti, anche le città di Cagliari, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Torino, Udine, Verona.
Non è vero neanche che anche Boston, Amburgo, Dubai e Madrid hanno detto NO come noi. Madrid si è candidata ben 4 volte, di cui le ultime 3 consecutive (per i Giochi del 2012, 2016, 2020), arrivando rispettivamente terza, seconda e terza: non ha mai ritirato la sua candidatura, ha deciso – alla luce delle sconfitte precedenti – di non tentare per la quarta volta consecutiva. Dubai e Tijuana/San Diego non hanno mai presentato alcuna candidatura. Boston in realtà non è mai stata candidata dal Comitato Olimpico Americano, ha ritirato la disponibilità a candidarsi, facendo in modo che il Comitato Olimpico Americano potesse candidare Los Angeles. Infine la situazione di Amburgo è molto diversa. Era una candidatura condizionata, per una legge dello stato tedesco, ad un referendum interno. Il referendum popolare ha raccolto il 51,6% dei NO e quindi la candidatura non è stata ratificata. Tutto il resto sono mistificazioni della realtà.
Mi permetto di smentire anche il concetto che il 70% dei romani ha detto 'no'. Anche la Sindaca è in possesso di ultimi e recenti sondaggi che danno sempre la percentuale dei romani in misura favorevole rispetto ai contrari. Non ce n’è stato uno che ha dato esito diverso sia quelli commissionati dal Comitato sia quelli indipendenti (alcuni dei quali ci hanno persino sorpreso in positivo come quello del Condacons). Non sarebbero stato le Olimpiadi dello spreco: la città di Roma non avrebbe pagato un euro perché le spese sarebbero state interamente a carico del CIO e del Governo. Il 70% degli impianti interessati al progetto di candidatura erano già esistenti. Il 24 % sarebbe stato temporaneo e solo il 6% da costruire. Inoltre la gestione dei Giochi sarebbe stata fatta da persone scelte dal Comune. Bastava leggere attentamente il dossier per sapere queste cose. Non è vero, infine, che ancora paghiamo i debiti delle Olimpiadi del 1960. Mi dispiace ma non è così: il Commissario al debito del Comune di Roma Silvia Scozzese mi ha fatto pervenire una relazione (tra l’altro deposita ad aprile scorso alla Camera dei Deputati, bastava chiederla per ottenerla…) in cui si chiarisce che la cifra è riferita al complesso degli espropri effettuati in 40 anni, ovvero tra il 1950 al 1990, e che quelli relativi a Roma1960 ammontano a poche centinaia di migliaia euro (per via di cause in corso).
Nella conferenza della Sindaca c’è stato un sì, ma negativo. 'E’ da irresponsabili dire sì. Stavolta invece ci sarebbe voluto un no: è da irresponsabili dire no e rinunciare ai soldi del CIO (1,7 miliardi) e del Governo (circa 4 miliardi), con cui si realizzerebbero tutte le opere di cui la città ha bisogno (metropolitana, anello ferroviario, collegamento Termini-Fiumicino, recupero Stadio Flaminio, rigenerazione palestre e impianti sportivi comunali); è da irresponsabili rinunciare ai 177.000 nuovi posti di lavoro e all’aumento della ricchezza (PIL) del 2,4% previsto dal 2017 al 2023.
Interrompendo il cammino di Roma 2024, è chiaro ed evidente che anche il Coni e la Coni Servizi dovranno rimodulare e rimodellare i loro impegni e le loro strategie sia in termini di sviluppo organizzativo sia di impiantistica sportiva. D’ora in avanti concentreremo sforzi e interessi esclusivamente sui nostri asset che a Roma sono il Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti e il Parco del Foro Italico, un’area che il mondo ci invidia e sui quali la Coni Servizi da oltre un decennio ha investito e continuerà a farlo. In quest’area da 80 anni si celebrano gli Internazionali di Tennis, da 10 anni in joint venture con Coni Servizi: da 53 anni si disputa il Sette Colli di Nuoto, da quattro anni in joint venture con Coni Servizi, da 36 anni si disputa il Golden Gala di Atletica Leggera, poi diventato tappa di Diamond League e da 6 anni in joint venture con Coni Servizi, dal 2008 si disputa a gara unica la finale della Coppa Italia di calcio intitolata al Presidente della Repubblica in totale sinergia con Coni e Coni Servizi, dal 2012 è stato portato il Sei Nazioni di Rugby, da 5 anni in joint venture con Coni Servizi, dal 2015 ospitiamo allo Stadio dei Marmi il Global Champions Tour di Equitazione, in joint venture con Coni Servizi. Tutto questo ha portato negli ultimi 10 anni ad un fatturato globale di oltre 260 milioni di euro con un impatto potenziale sulla città di circa un miliardo di euro se prendiamo come indice di riferimento lo studio fatto da Luiss e Ernst & Young per la Federtennis relativamente al 2015.
In quest’area negli ultimi 56 anni si sono disputati: una Olimpiade, un mondiale di calcio, due Europei di calcio, 4 finale di Coppa dei Campioni, poi Champions League, una finale di Coppa Uefa, due mondiali di Nuoto, un mondiale di Atletica Leggera, un Europeo di Nuoto, un Europeo di Atletica leggera, un Mondiale di Beach Volley, un Mondiale di Pentathlon Moderno. Nessun NO potrà mai cancellare la nostra storia. Ma guardiamo al futuro, alla ristrutturazione del Giulio Onesti, per il rifacimento Palazzetto Polivalente e costruzione nuovi impianti per Taekwondo e Rugby, il potenziamento del Laboratorio Antidoping e dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, il miglioramento quantitativo e qualitativo delle strutture ricettive della foresteria. Nel Parco Parco del Foro Italico è prevista la copertura del Centrale entro il 2019 altrimenti rischio che ATP, modificando i criteri di accesso al Master 1000, dequalifichi il Torneo oppure ci chieda altra sede (col rischio concreto che gli Internazionali possano andare altrove). Nell’estate del 2017 avvio dei lavori di ristrutturazione dello Stadio Olimpico così come richiesto dall’Uefa per gli Europei 2020 fortemente voluti dalla Federcalcio e dal CONI.
C'è un tema di educazione anche nella modalità. Nella mia testa avrei avuto tre nomi per una governance ideale per Roma 2024. Presidente del comitato organizzatore Nerio Alessandri, non un immobiliarista, non un romano, personaggio noto e gradito al CIO . A supervisionare il tutto il senatore a vita architetto Renzo Piano e la terza persona era il generale Enrico Cataldi, Procuratore Generale dello Sport, che è stato anche contattato dallo stesso Comune. Sarebbe stato difficile dire di no a questi nomi, li avrei fatti alla sindaca se mi avesse incontrato. Invece non abbiamo neanche mai potuto aprire il dossier. Domani presenteremo con il Premier Renzi i risultati dei 180 interventi analitici previsti nell'ambito del progetto 'Sport e Periferie', spero che Roma trovi le risorse per prevedere comunque interventi importanti, penso al Flaminio e alle Vele e ai palazzetti. Ringrazio tutto il Comitato, i membri del CIO Franco Carraro, Mario Pescante e poi Ivo Ferriani, Manuela Di Centa, senza dimenticare Bruno Grandi e Francesco Ricci Bitti, quindi tutta la struttura del CONI e chiunque abbia lavorato su questo progetto. Il CIO era imbarazzato più di noi. Ci hanno riconosciuto di aver fatto più del massimo. Ringrazio anche Luca di Montezemolo: ha lavorato gratis e ci avrebbe permesso di avvicinare e prendere il 20% dei voti. Grazie anche ai testimonial. Mi dispiace anche per Luca Pancalli. Per il suo mondo la legacy ha ancora più importanza alla luce dei riscontri ottenuti dalle città che hanno ospitato recentemente i Giochi. Oggi dovevo fare chiarezza. Vi ho raccontato la storia, vi ho descritto il presente, vi ho illustrato un nuovo futuro con le sfide che ci attendono. Alcune non passeranno da Roma, altre sì a condizione che non si dicano altri 'no'. Altrimenti dovremo rivisitare il vecchio proverbio dicendo: “Non tutte le strade portano più a Roma”.
Luca Pancalli, Vice Presidente del Comitato Promotore e Presidente del CIP, ha sottolineato i concetti di Malagò. "Provo una profonda amarezza, mi sento derubato di una speranza. Da cittadino, di dimostrare che questo Paese può cambiare veramente e organizzare un grande evento sportivo, evitando gli errori del passato. Da uomo dello sport, per la mortificazione di non essere riuscito a confrontarci tra il nostro punto di vista e la visione dell'amministrazione. Forse non siamo stati abbastanza bravi noi a comunicarla ma non abbiamo neanche avuto la possibilità di farlo".
L'intervento di Diana Bianchedi, Coordinatore Generale di Roma 2024, ha chiuso la conferenza. "In questi ultimi 15 giorni, dopo il mancato incontro con la sindaca Raggi, in tanti mi hanno chiesto cosa le avrei detto. Non credo che alla fine sarei entrata nel tema del dossier, ma lei avrei chiesto semplicemente: perché tutta questa fretta? Non è facile cercare di essere lucida, sapevamo tutti cosa sarebbe successo oggi. Ma gli atleti fino all'ultimo provano a combattere. Ci ho creduto e credo che oggi, nonostante il clima che si respira, qualcosa abbiamo dimostrato in termini di cambiamento. Abbiamo mandato la seconda parte del dossier perché dopo la fase 1 abbiamo lavorato a ritmi serratissimi per produrre un lavoro serio e credibile. E lo abbiamo consegnato proprio per dimostrare la serietà del lavoro e la profondità dell'analisi fatta. Credo sia stato coerente con il lavoro fatto, per dimostrare che non abbiamo nascosto mai niente. E lasciamo alle altre candidate uno spunto importante".
Le slide dell'intervento del Presidente Malagò
All'Under 21 basta il pareggio: lo 0-0 con la Lituania le regala il pass per Euro 2017
L’Italia Under 21 si qualifica per Euro 2017. Agli azzurrini di Gigi Di Biagio basta il punto conquistato con lo 0-0 ottenuto a Kaunas, in casa della Lituania, per staccare il pass per la prossima rassegna continentale di calcio in programma in Polonia.
Il pareggio di oggi pomeriggio rende infatti ininfluente la vittoria della Serbia contro la Slovenia: è l'Italia a chiudere il Gruppo 2 al primo posto con 24 punti, uno in più dei serbi (che ora dovranno giocarsi la qualificazione ai playoff).
E il percorso che ha portato la squadra di Di Biagio a Euro 2017 è stato netto: gli Azzurrini chiudono le qualificazioni imbattuti, con 7 vittorie e 3 pareggi, 17 gol realizzati e soltanto 3 subiti.
"La prestazione non è stata al massimo ma la qualificazione meritata - rileva il ct della Nazionale U21 al termine di un match che, nonostante l'assenza di gol, è stato dominato dai suoi -. Speravamo di vincere, volevamo una prestazione importante. E' stata una gara ostica, ma lo sapevamo. E' una qualificazione meritata per quanto fatto vedere in un anno e mezzo. Siamo contenti. Era uno dei gironi più equilibrati, abbiamo mostrato una crescita notevole dei ragazzi basta pensare alle tante assenze. Abbiamo un parco di giocatori importante, ma ora abbiamo tempo per lavorare e scoprire qualche altro giocatore".
"Sport e Periferie", a Palazzo Chigi la conferenza stampa di Malagò con il Premier Renzi
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, terranno oggi una conferenza stampa per presentare la lista degli interventi analitici che verranno realizzati - a livello di impiantistica - attraverso i finanziamenti previsti dal fondo "Sport e Periferie". L'appuntamento con gli organi di informazione è fissato per le ore 12.30 a Palazzo Chigi - Sala Galeoni - e non più al Circolo del Tennis nel Parco del Foro Italico.
I giornalisti, i fotografi e gli operatori televisivi, interessati a seguire l’evento, dovranno collegarsi al portale AMEI (Accreditamento Media Eventi Istituzionali) tramite il seguente indirizzo: https://amei.palazzochigi.it e quindi accreditarsi seguendo le istruzioni riportate, entro le ore 11.30 di oggi, mercoledì 12 ottobre.
Per ulteriori informazioni sugli accrediti è possibile contattare la Sala Stampa al numero 06.67793566.
Finale di Coppa del Mondo a Roma, domani i verdetti di Double Trap e Skeet femminile
“Dichiaro aperta la Finale di Coppa del Mondo Roma 2016”. Con la formula di rito il Presidente della Federazione Internazionale di Shooting, Olegario Vazquez Rana, ha dato il via alla competizione conclusiva della stagione agonistica mondiale, che si disputerà a Roma.
“E’ per noi un piacere ed un onore avere qui i vertici della Federazione Internazionale, i rappresentanti del Comitato Olimpico Internazionale, il Segretario Generale del CONI Roberto Fabbricini e tutti gli ospiti che hanno voluto portarci il loro saluto in questo momento ufficiale – ha detto Luciano Rossi, Presidente della Federazione Italiana Tiro a Volo e Vice Presidente della ISSF – Abbiamo fortemente voluto questa competizione per dimostrare, ancora un volta, che il nostro Paese è in grado di fare grandi cose. Da domani in gara ci sarà il gotha del Tiro a Volo Mondiale che darà vita ad un bellissimo show. A rendere ancora più speciale questo evento è il 90° anniversario della Federazione Italiana, quest’anno confermatasi come la migliore del panorama triavolistico internazionale grazie ai prestigiosi risultati ottenuti dai nostri atleti e dai nostri tecnici in tutte le specialità, sia olimpiche sia amatoriali. Rappresentiamo una eccellenza di questo Paese e lo rappresentiamo orgogliosamente in tutte le occasioni”.
La Cerimonia di Apertura al campo di Tiro di Valle Aniene è stata chiusa dall’inno di Mameli eseguito dalla Fanfara dell’Esercito Italiano e da domani sarà già gara. Impegnati in pedana già dalle 8.30 saranno gli specialisti di Double Trap e Skeet. A rappresentare l’Italia ci saranno, per il Double Trap, Marco Innocenti (foto Mezzelani-GMT), argento olimpico a Rio, e Alessandro Chianese (Marina Militare), vincitore della Prima Prova di Coppa del Mondo ISSF di quest’anno a Cipro. Per loro la competizione si articolerà in 150 piattelli di qualifica da cui scaturiranno i sei semifinalisti che si giocheranno le medaglie. In questo caso la semifinale inizierà alle 13.30.
Per quanto riguarda lo Skeet, il comparto maschile sarà impegnato nelle prime tre serie di qualifica e concluderà la gara il giorno successivo, mentre quello femminile affronterà la gara completa, ovvero 75 piattelli di qualificazione e finale, prevista per le ore 15.00. In questa specialità l’Italia brillerà per quantità e qualità dei tiratori in gara. Nella gara femminile la nostra bandiera verrà portata da un super squadrone di mamme guidato da Diana Bacosi (Esercito), neo Campionessa Olimpica, Chiara Cainero (Forestale), Vice Campionessa Olimpica a Rio e Campionessa Olimpica a Pechino 2008, e da Simona Scocchetti (Esercito), quest’anno medaglia di bronzo alla Prova di Coppa del Mondo a Baku (AZE) e già Vice Campionessa del Mondo nel 2013 a Lima (PER).
In quella maschile verremo rappresentati dal neo Campione Olimpico e vincitore della Finale di Coppa del Mondo 2016 a Cipro Gabriele Rossetti (Fiamme Oro), e da Tammaro Cassandro (Forestale); quest’anno a podio in tre delle quattro Coppe di Mondo qualificanti con l’argento di San Marino ed i bronzi di Baku e Rio De Janeiro. In questo caso, dopo i 75 piattelli di mercoledì 12, la gara si concluderà giovedì 13 con ulteriori 50 piattelli e le finali, in programma per le ore 14.00. Per tutti quelli che non avranno la possibilità di partecipare di persona, le gare verranno trasmesse in differita su Rai Sport 1 dalle 16.30 alle 18.30
Gol e solidarietà: mercoledì all'Olimpico "Uniti per la pace", la partita promossa da Papa Francesco
Mercoledi 12 ottobre, allo Stadio Olimpico di Roma, si svolgerà l’evento “Uniti per la Pace”, partita di calcio di solidarietà promossa da Papa Francesco, cui parteciperanno i migliori giocatori in attività e le leggende che hanno lasciato un’impronta nella storia di questo sport. L’evento è coordinato da Scholas Occurrentes, la Fondazione Internazionale di Diritto Pontificio voluta da Papa Francesco, in collaborazione con il CSI - Centro Sportivo Italiano, AMLIB – Comunità Amore e Libertà Onlus e UNITALSI.
I fondi raccolti saranno utilizzati per permettere l’integrazione e l’inclusione dei ragazzi e dei bambini di zone che vivono un forte disagio sociale ed economico; in particolare si offrirà un aiuto concreto alle zone colpite dal terremoto del 24 agosto nel Centro Italia riattivando strutture sportive di base, gli oratori e dando un impulso alla formazione di educatori e istruttori sportivi.
Vedi tutte le informazioni dell'evento
Qualificazioni Europeo Under 21, domani Lituania-Italia: basta un punto per centrare Polonia 2017
A un passo dal traguardo. Domani la Nazionale di calcio Under 21 (ore 18 locali, le 17 italiane – diretta su Rai Tre) affronterà la Lituania nell’ultimo match delle qualificazioni al Campionato Europeo. Per avere la certezza di staccare il pass per Polonia 2017 all’Italia sarà sufficiente un pareggio, un risultato che impedirebbe di fatto alla Serbia, impegnata domani con la Slovenia e in vantaggio nella differenza reti in caso di arrivo a pari merito, di scalzare dal primo posto gli Azzurrini.
“Ma non giocheremo per il pari – avverte Luigi Di Biagio (foto FIGC) – sarebbe un errore gravissimo. Affronteremo la gara come abbiamo sempre fatto finora, cercando di vincere”. In serata si aggregherà al gruppo Marco Benassi: il centrocampista del Torino tornerà con l’Under 21 dopo aver risposto alla convocazione di Gian Piero Ventura per la gara di ieri sera a Skopje tra la Nazionale maggiore e la Macedonia. La sua esperienza sarà utile per mettere alle corde una Lituania terz’ultima nel girone e senza nessuna speranza di potersi qualificare, ma che venerdì a Kaunas ha dimostrato le sue qualità battendo la più quotata Slovenia: “La Lituania ci creerà sicuramente dei problemi – sottolinea il tecnico – dovremo essere bravi a mettere in campo la cattiveria agonistica che ci ha sempre contraddistinto e a tenerli nella loro metà campo stando attenti alle ripartenze”.
Quello di domani sarà l’ultimo ostacolo di un percorso sin qui esaltante, con gli Azzurrini imbattuti e capaci di collezionare sette vittorie e due pareggi. Sono 17 i gol realizzati da Cerri e compagni, solo 3 quelli subiti: “Se devo fare un bilancio sono orgoglioso del nostro percorso fatto – conclude Di Biagio - abbiamo disputato partite da squadra vera in uno dei gironi più difficili ed equilibrati di tutti. Devo fare un plauso a questi ragazzi per quello che hanno fatto in questo anno e mezzo”.
Programma e classifica del Gruppo 2
11 ottobre: Lituania-ITALIA
11 ottobre: Serbia-Slovenia
La classifica: ITALIA 23 punti, Serbia 20, Slovenia 15, Repubblica d’Irlanda 12, Lituania 9, Andorra 3.
Qualificazioni Mondiali, l'Italia vince 3-2 in Macedonia. Decide Immobile nel recupero
L’Italia soffre, ma alla fine conquista un risultato importante in una partita valida per la terza giornata del gruppo G di qualificazione per i Mondiali 2018. Una vittoria (3-2) in casa della Macedonia, che consente agli Azzurri di restare agganciati in classifica alla Spagna che ha battuto l’Albania e di tirare un sospiro di sollievo dopo 90 minuti tiratissimi risolti solo in extremis. Successo in rimonta per la squadra di Ventura che, dopo essere passata in vantaggio al 23’ del primo tempo con Belotti, nella ripresa ha subito nel giro di due minuti prima il pareggio e poi il vantaggio della Macedonia, soffrendo fino al 29’ quando Ciro Immobile (foto ANSA) ha siglato il 2-2 e poi firmato la sua doppietta in pieno recupero.
Cinque cambi rispetto alla partita di giovedì scorso contro la Spagna, in campo un’Italia rinnovata, ma soprattutto giovane con sei giocatori classe 1992. Con il veterano Buffon in porta, Ventura schiera la difesa a tre Barzagli, Bonucci, Romagnoli, a centrocampo Verratti in cabina di regia con Candreva e De Sciglio esterni e con Bernardeschi e Bonaventura, in attacco Belotti-Immobile, che il ct ha avuto nel Torino. Con il pubblico a favore, la Macedonia parte subito all’attacco e crea il primo pericolo con Pandev, al quale risponde Buffon. Fanalino di coda a zero punti, la squadra di casa è tutto tranne che arrendevole. E, dopo un gol annullato a Candreva per fuorigioco (10’), i macedoni si riversano a testa bassa all’attacco colpendo la traversa con Nestorovsky.
Trema il palo sopra la testa di Buffon, ma trema anche l’Italia, in difficoltà quando la Macedonia verticalizza il gioco, sfruttando la velocità dei propri attaccanti. La traversa sveglia gli Azzurri, che si organizzano per sfruttare le fasce e in particolare le qualità di Candreva, protagonista al 23’. Un perfetto cross, infatti, mette in condizione Immobile di tirare e costringere Bogatinov a salvarsi in angolo. Sugli sviluppi del corner battuto da Bernardeschi, Belotti con perfetta scelta di tempo anticipa tutti e realizza di interno destro l’1-0 e il suo primo gol con la maglia della Nazionale. Una volta in vantaggio, la squadra azzurra prende in mano la partita con più convinzione, chiudendo il primo tempo in attacco con il solito, perfetto cross di Candreva sul secondo palo, sul quale interviene in maniera scoordinata Bonaventura.
Nella ripresa, l’Italia prova a chiudere il conto. Ma, dopo un’iniziativa di Immobile neutralizzata da Bogatinov, nel giro di due minuti la Macedonia pareggia e passa in vantaggio prima con Nestorovsky (12’) e poi con Hasani (14’), due gol nati da altrettanti errori degli Azzurri. Ventura corre ai ripari effettuando due cambi al 19’: Parolo per Bonaventura e Sansone per Bernardeschi. Momento di grande difficoltà per gli Azzurri, che non riescono a superare il muro alzato dai macedoni tra difesa e centrocampo. E rischiano addirittura la terza rete quando al 25’ Mojsov colpisce a botta sicura e Buffon con un grande riflesso si salva in angolo.
Dalla paura alla gioia passano quattro minuti; al 29’, infatti, con l’interno del piede sinistro, Ciro Immobile firma il 2-2. Ritrovata la carica, l’Italia cerca di mettere alle corde i padroni di casa. E al 38’ Bogatinov si salva in angolo su Candreva. Subito dopo, a dare man forte all’assalto azzurro, entra anche Eder. Trascinata dall’orgoglio e dal carattere, la squadra di Ventura trova il gol al 44’ con Parolo, annullato per fuorigioco, e poi al 46’ con Ciro Immobile, che realizza la sua doppietta: stavolta è quella buona e gli Azzurri tornano a casa con un successo importantissimo.
L'Italia di Ventura sbarca a Skopje. Domani sera la sfida con la Macedonia
L’Italia di Gian Piero Ventura è sbarcata a Skopje. Dopo l’ultima seduta di allenamento svolta nel Centro Sportivo di Vinovo la Nazionale, reduce dall'1-1 con la Spagna, ha raggiunto la Macedonia per sfidare i padroni di casa, nella 3/a partita del Gruppo G di qualificazione ai Mondiali di calcio del 2018. Tra gli Azzurri non ci sarà Giorgio Chiellini, presente anche oggi a Vinovo ma con la maglia d’allenamento della Juventus. Il difensore, che aveva saltato per squalifica la sfida di giovedì con le 'Furie Rosse', ha iniziato il lavoro di recupero dal trauma contusivo al polpaccio destro che lo ha costretto a dare forfait per il match di domani sera.
Salterà ovviamente la gara in programma allo Stadio Arena Filippo II (ore 20.45 – diretta su Rai 1) anche Riccardo Montolivo: il centrocampista del Milan, infortunatosi giovedì con gli spagnoli, si è sottoposto questa mattina ad un intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. A Montolivo sono arrivati tanti messaggi affettuosi da parte dei compagni di Nazionale e anche il sostegno su Twitter del difensore della Spagna Sergio Ramos, protagonista dell’episodio costato l’infortunio al capitano rossonero.
In mezzo al campo, toccherà a Marco Verratti. "E' un capitale della Nazionale - riconosce Ventura -. Se non ci sono sorprese domani giocherà. Con la Spagna non era in condizione". Il Ct non snobba l'avversario di domani: "Sarà un match ostico. La Macedonia ha perso due partite ma ha avuto sfortuna. Sara una gara importante e determinante".
L’elenco dei convocati
Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Gianluigi Donnarumma (Milan), Mattia Perin (Genoa);
Difensori: Davide Astori (Fiorentina), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Angelo Obinze Ogbonna (West Ham), Alessio Romagnoli (Milan);
Centrocampisti: Marco Benassi (Torino), Federico Bernardeschi (Fiorentina), Giacomo Bonaventura (Milan), Antonio Candreva (Inter), Domenico Criscito (Zenit S. Pietroburgo), Matteo Darmian (Manchester United), Daniele De Rossi (Roma), Mattia De Sciglio (Milan), Alessandro Florenzi (Roma), Marco Parolo (Lazio), Marco Verratti (Paris Saint Germain);
Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Eder Citadin Martins (Inter), Manolo Gabbiadini (Napoli), Ciro Immobile (Lazio), Nicola Sansone (Villareal).
La Scuola dello Sport guarda a Tokyo 2020. Malagò: "prepariamo le risorse professionali per il domani"
La Scuola dello Sport del CONI guarda al futuro. Tagliato il traguardo dei 50 anni di storia, l’Istituzione che ha dato lustro al movimento sportivo italiano, pensa già al domani e conclude la settimana di iniziative e appuntamenti programmati per festeggiare la ricorrenza, pronta ad affrontare le nuove sfide che l’attendono. Il simposio conclusivo è stato intitolato proprio ai prossimi obiettivi: “Verso Tokyo 2020 le nuove sfide nell’allenamento e le performances di alto livello: metodologie, ricerche e innovazioni scientifiche”, organizzato al Centro di Preparazione Olimpica "Giulio Onesti" in collaborazione con la Società Italiana delle Scienze Motorie e Sportive (foto Mezzelani/GMT).
“E’ un altro appuntamento che integra questa ricorrenza dei 50 anni della Scuola dello Sport, un’eccellenza del nostro mondo – ha sottolineato il Presidente del CONI, Giovanni Malagò aprendo i lavori assieme al Segretario Generale Roberto Fabbricini, al Vice Segretario, Carlo Mornati, al presidente della CONI Servizi, Franco Chimenti, al membro CIO Mario Pescante e al Presidente SISMES, Pasqualina Buono e il professor Antonio La Torre -. Qui oggi c’è una fortissima identificazione con i nostri stakeholder, i nostri rappresentanti. Dobbiamo seminare e preparare le risorse professionali per il domani. Ne abbiamo bisogno oggi, non è soltanto un problema generazionale. Non è detto che se sei stato un grande atleta, sarai necessariamente un buon dirigente sportivo. Non accade in automatico, perché sappiamo che oggi vivi più con gli aspetti amministrativi e gestionali piuttosto se, per esempio, conosci cosa sia la massa magra o un certo tipo di allenamento. Non si deve confondere il ruolo tra tecnico e dirigente. Ma questo è il vero traguardo dello sport in assoluto e dei nostri atleti. Siamo messi bene, abbiamo una bella base e, salvo quelle eccezioni che confermano la regola, un’eccellente credibilità internazionale grazie a persone come Mario Pescante che hanno preparato un buon terreno che va arato di nuovo, riseminato e da cui vanno raccolti i frutti. Il CONI sarà sempre al vostro fianco, siamo felici di investire sulla progettualità”.
“Come siamo arrivati a questo CONI di cui siamo tutti orgogliosi? – ha esordito Pescante - Questa struttura è erede di quel momento meraviglioso che si è sviluppato dopo le Olimpiadi del 1960. L’entusiasmo di quelle giornate, la legacy che lasciò ha fatto sì che lo sport italiano si è trasformato. L’Istituto di Medicina, prima della Scuola, fu la prima iniziativa al mondo di una struttura scientifica al servizio dello sport. Era un modello, qui sono passati allievi di ogni Paese. Poi tre anni dopo, si sviluppò l’idea della Scuola dello Sport: costruita perché erano avanzati tanti mattoni delle Olimpiadi da tre straordinari ingegneri che la realizzarono in stretta economia. E questi ingegneri girarono il mondo, incaricati dal CIO, per spiegare come in economia si potesse realizzare una cosa simile. Fu l’epoca poi dei centri sportivi. È passato mezzo secolo, ma questa resta l’immagine di come il CONI abbia saputo costruire una struttura ammirata in tutto il mondo”.
Numerosi gli interventi che si sono succeduti: Antonio La Torre, professore associato Metodi e didattica delle Attività Sportive presso l’Università degli Studi di Milano e docente SdS di Metodologia dell’Allenamento Sportivo, ha introdotto il workshop “Ricerca e Performance: spunti e piste di lavoro futuro”; Nicola Maffiuletti, direttore del Laboratorio di ricerca neuromuscolare Schulthess Clinic di Zurigo si è occupato del tema “I fattori neuromuscolari: è questa la frontiera dell’allenamento della forza?”; “Energy saving e Brain training per ottimizzare le prestazioni di endurance” è stato l’argomento affrontato da Federico Schena, professore ordinario di Scienze dello Sport dell’Università di Verona; Antonio Paoli, professore associato di Scienze Motorie e collaboratore del centro di ricerca sulla cellula muscolare dell’Università di Padova ha trattato il tema “Nutrizione, prestazione agonistica & recupero”; Claudio Robazza, professore associato presso l’Università “d’Annunzio” di Chieti-Pescara, direttore della Scuola Regionale dello Sport d’Abruzzo e docente della Scuola dello Sport del CONI, ha parlato, invece, di “una mente senza limiti?”; Pasqualina Buono si è occupata di “Genomica & performance sportiva: teorie e ricadute sportive”, mentre Marco Cardinale, Head of Sports Physiology Aspire Academy, ha discusso delle “Innovazioni tecnologiche e prestazioni sportive: un approccio evidence based”.
È stato, invece, il Segretario Fabbricini, insieme a Claudio Gallozzi,responsabile del dipartimento Scienza dello Sport dell’Istituto Medicina e Scienza dello Sport, ha ricordare la figura di Marcello Faina, scomparso nel 2012 e già direttore del dipartimento Scienza dello Sport. “E’ stato un personaggio particolare che ha fatto un lavoro, con la sua competenza, la sua profonda conoscenza del mondo dello sport e la sua fame di conoscere, fondamentale. È stato uno studioso con una dedizione completa, che ha lavorato a tempo pieno per lo sport italiano”, è stato il suo pensiero.
Mornati, capo missione ai Giochi di Rio 2016 - intervenuto insieme a Matteo Varnier, tecnico della coppia d'argento del beach volley Lupo-Nicolai, al ct della pallanuoto bronzo a Rio, Sandro Campagna e a Francesco Cattaneo, coordinatore della squadra azzurra del canottaggio che in Brasile ha vinto due bronzi - ha tracciato un bilancio dell’Olimpiade brasiliana, con uno sguardo volto al futuro e a Tokyo 2020. “E’ stata un’olimpiade vissuta molto intensamente - ha spiegato, sottolineando il lavoro di programmazione svolto per affrontare al meglio i primi Giochi sudamericani -. I numeri parlano da soli: abbiamo avuto 314 ragazzi, una spedizione molto ampia, dal punto di vista qualitativo 69 ragazzi sono andati sul podio. Abbiamo un centinaio di ragazzi nel Club Olimpico, un terzo di quelli che sono andati a Rio sono arrivati nei primi quattro. Un aspetto non trascurabile poi è quello legato all’età. Il cambio generazionale forse lo abbiamo sfruttato al meglio: quelle di Rio sono le più giovani medaglie d’oro della storia dopo Los Angeles. Un aspetto da non sottovalutare, inoltre, è che siamo arrivati verso una specializzazione naturale: sono state otto le federazioni che hanno preso una medaglia contro le quattordici di Londra. Anche se questa specializzazione è stata quasi non voluta, perché il CONI guarda lo sport a 360°. Dovremmo pensare a una programmazione a 7 anni? L’ideale sarebbe lavorare sulla base di un doppio quadriennio. E poi, possiamo avere tutta la tecnologia del mondo, ma se non ci sono gli atleti. Se sport evoluti come il calcio fanno fatica… bisogna fare un’analisi e capire quali sono le specialità in cui possiamo investire”.
La conclusione dei lavori è stata affidata a Rossana Ciuffetti, direttore della Scuola dello Sport: “si conclude così una settimana di convegni, i risultati si ottengono per piccolissimi dettagli. Noi abbiamo la necessità di essere un supporto per tutti gli staff tecnici per consentire di ottenere tutti i risultati che lo sport italiano merita”. “La nostra presenza qui è motivo di orgoglio per noi - ha aggiunto il Presidente SISMES, Buono -, spero che si possa saldare un rapporto di collaborazione scientifica che possa essere importante per lo sport”. “Lo sforzo che dobbiamo fare tutti è quello di fare squadra – l’auspicio di Fabbricini -. Con le difficoltà che incontriamo nel quotidiano è l’unico modo. Siamo concentrati tutti allo stesso modo su qualunque forza riguardi i nostri giovani e promuova l’organizzazione di momenti di acculturamento maggiore”.
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