Europei di slalom in Slovacchia: C1 e C2 azzurri all'ultima chiamata per Rio
La resa dei conti per C1 e C2, il trampolino di lancio verso Rio 2016 per K1 maschile e K1 femminile. Quello che inizierà venerdì a Liptovsky Mikulas, in Slovacchia, sarà un campionato europeo di canoa slalom dal valore doppio rispetto al solito. In palio ci saranno ovviamente i titoli continentali andati lo scorso anno, quando si gareggiò in Germania, allo sloveno Benjamin Savsek nel C1 maschile, ai tedeschi Behling e Becker nel C2, al francese Boris Neveu nel K1 maschile e alla spagnola Maialen Chorraut nel K1 femminile e alla britannica Kimberley Woods nel C1 con l’Italia che portò a casa il bronzo nel K1 a squadre grazie a Daniele Molmenti, Giovanni De Gennaro e Andrea Romeo.
Ma in palio, da venerdì a domenica, ci saranno anche i posti per Rio de Janeiro 2016 con l’Italia chiamata a gareggiare su due fronti (C1 e C2 per conquistare il posto non ancora ottenuto, K1 maschile e femminile per decidere quale sarà l’atleta a rappresentare l’Italia alle prossime Olimpiadi. Venerdì qualifiche per tutte le categorie dalle 9 alle 19; sabato semifinali e finali per C1 maschile e femminile e per K1 maschile, domenica dalle 9.30 alle 14.30 semifinali e finali per C2 e K1 femminile.
Per quanto riguarda K1 maschile e K1 femminile l’Italia ha già garantito il posto barca a Rio de Janeiro 2016. Le gare di Liptovsky Mikulas serviranno dunque per decidere chi sarà l’atleta che rappresenterà il nostro paese alle Olimpiadi in Brasile; nel K1 maschile sono in gara il friulano Daniele Molmenti (Forestale), il bresciano Giovanni De Gennaro (Forestale) e Andrea Romeo, anch’egli friulano (Marina Militare); nel K1 femminile gareggeranno Stefanie Horn (Marina Militare) tedesca d’origine ma italiana in seguito al matrimonio con il bresciano Riccardo de Gennaro (fratello di Giovanni) e la genovese Chiara Sabattini (Fiamme Azzurre).
Discorso diverso invece per C1 e C2, barche nelle quali ai mondiali 2015 non riuscimmo a qualificarci. L’europeo che prende il via venerdì rappresenta anche l’ultimo appello per provare a mettere in tasca un’ulteriore soddisfazione verso Rio 2016.
Nel C1 gareggeranno il laziale di Subiaco Roberto Colazingari (Forestale), il bolognese Stefano Cipressi (Marina Militare, nella foto Ansa) ed il veronese Raffaello Ivaldi (CC Verona); nel C2 l’Italia sarà rappresentato dall’equipaggio dell’Aeronautica Militare composto dal bolognese Pietro Camporesi e da Niccolò Ferrari, da anni a Bologna ma originario di Verona.
Quest
C1: l’Italia qualifica la barca se si classifica come miglior nazione europea tra le escluse all’ultimo mondiale. Ciò significa che il miglior italiano, per qualificarsi, dovrà piazzarsi davanti ai rappresentanti di Svizzera, Spagna, Croazia, Belgio, Grecia, Bielorussia e Portogallo.
C2: l’Italia qualifica la barca se si classifica come miglior nazione europea tra le escluse all’ultimo mondiale. Il C2 Camporesi/Ferrari conquisterà il posto barca per l’Italia piazzandosi davanti a Spagna e Svizzera.
In caso di qualifica sia per C1 che per C2, l’Italia dovrà però operare una scelta in quanto, per ogni nazione, sono a disposizione solo 2 quote Atleta. Solo 2 atleti per nazione potranno quindi qualificarsi a Rio da questo europeo. In caso di C1 e C2 capaci di ottenere la qualifica, avremmo 3 POSTI ATLETA; ciò porterà lo staff tecnico a dover operare una scelta. Anche le altre nazioni, in caso di più di due atleti qualificati, saranno chiamate a delle scelte. Scelte che inevitabilmente potrebbero modificare il quadro per C1 e C2. Ai mondiali 2015 David Florence ha qualificato per la Gran Bretagna sia il C1 che il C2. Stessa cosa ha fatto l’americano Smolen, qualificando per gli States sia il K1 che il C2. Questo ha liberato, secondo i non facili criteri di qualificazione, due quote ulteriori che, al momento, non sono ancora state riassegnate.
“I ragazzi stanno bene e siamo arrivati a questo europeo con l’obiettivo di non doverci affidare ai calcoli per portare a Rio altri azzurri oltre al K1 maschile e al K1 femminile - spiega il dt Mauro Baron - sappiamo ciò che dobbiamo fare, i nostri avversari sono agguerriti ma questo non ci spaventa e siamo pronti a dare il massimo”.
Grand Prix di Almaty, 11 azzurri a caccia di punti "olimpici"
Oltre cinquecento atleti, ben 92 nazioni ad Almaty, per il Grand Prix che, da venerdì a domenica, conclude il circuito di gare valide per la qualificazione olimpica. I punti, e tanti, li metterà in palio anche il World Masters a Guadalajara (27-29 maggio), ma essendo riservati ai soli top 16 potranno spostare soltanto l’ordine delle teste di serie a Rio. Ad Almaty invece, non saranno in gara Odette Giuffrida ed Edwige Gwend che preparano il World Masters con l’OTC ad Antalya (16-21 maggio), mentre Fabio Basile difenderà il suo recentissimo ingresso nella zona dei qualificati, ed altri otto azzurri cercheranno il risultato positivo che consentirebbe di mettere il timbro sul pass per Rio.
Fra questi c’è anche Assunta Galeone (nella foto ANSA) che, scontata la sospensione IJF per il comportamento irriguardoso tenuto a Casablanca, può farcela se arrivasse alla finale per il primo posto nei 78 kg. Potrebbe bastare il terzo posto invece, a Valentina Moscatt nei 48 kg, mentre Antonio Ciano - attualmente dentro la punta a un risultato di consolidamento e, nella bella ipotesi di una finale tutta azzurra, l’eventuale vittoria di Matteo Marconcini porterebbe entrambi fra i qualificati. Ancora in corsa anche Walter Facente nei 90 kg, cui serve il primo posto, mentre se si piazza secondo o terzo è soggetto alla lotteria delle quote continentali e, situazione quasi analoga per Elios Manzi e Domenico Di Guida che possono trovare il ticket con il primo posto rispettivamente nei 60 e 100 kg. A ridosso della zona qualificazione c’è anche Elio Verde che, nei 66 kg, punta ad un risultato che gli consenta anche di riprendersi il posto di titolare. Questi gli undici azzurri partiti per Almaty con i coach Paolo Bianchessi e Francesco Bruyere, si tratta di Elios Manzi (60), Elio Verde, Fabio Basile (66), Enrico Parlati (73), Antonio Ciano, Matteo Marconcini (81), Walter Facente (90), Domenico Di Guida (100), Valentina Moscatt (48), Maria Centracchio (57), Assunta Galeone (78).
World League, il Settebello fa festa: batte la Croazia 14-12 e vola alla Superfinal
Vibrante, bella, speciale. Una notte vincente che regala al Settebello il biglietto per la Superfinal di World League. Gli azzurri hanno battuto la Croazia 14-12 a Siracusa dopo i rigori, conquistando la fase finale della manifestazione che si disputerà a giugno in Cina. Partita viva, bella e nervosa come una finale. Italia prima avanti, poi a rincorrere. Il 9-9 dei tempi regolamentari già basterebbe per essere ancora primi nel girone ma vincere ai rigori allunga lo spettacolo e raddoppia la festa.
All’inizio non funziona l’uomo in più (0 su 3) ma funziona bene la difesa. La Croazia segna solo su rigore con il capitano Jokovic per il momentaneo pareggio. Italia avanti 2-1 e sfortunata sulla girata di Presciutti che centra la traversa a 7’52”. Christian è dappertutto nel secondo periodo: dopo 40 secondi interrompe il digiuno in superiorità numerica, passano due minuti e dalla difesa lancia in controfuga Di Fulvio che, però, viene stoppato dal portiere Bijac e infine si va a prendere la sesta espulsione a favore che Icardi non riesce a schiacciare in rete. Tempesti para il secondo rigore della Croazia (secondo fallo Di Fulvio e ancora al tiro Jokovic) ma non può evitare la doppietta di Petkovic che riaccende i croati. A 15’04 il gol di Loncar per il primo vantaggio dei campioni olimpici (3-4). Nel terzo tempo sorpasso azzurro in due minuti e mezzo con Nora e Aicardi e controsorpasso croato negli ultimi due minuti con la doppietta di Setka in superiorità (5-6). Ultimo periodo ad altissima tensione.
Sale il boato del pubblico che accompagna tutte le azioni. Il Settebello non molla, rimane sempre attaccato al match; gioca per vincere ma alla fine guadagna un pareggio che porta ai rigori ma che soprattutto vale il biglietto aereo per la Cina. Presciutti è sempre nelle azioni principali, segna altri due gol che potevano essere tre se non avesse sbagliato l’ultima controfuga; Di Fulvio straripante a 1’35” dalla sirena per il gol che vale il 9-9. Dall’altra parte la Croazia faceva di tutto, proteste della panchina comprese, per metterla sulla bagarre. Si va ai rigori con la qualificazione alla Superfinal già acquisita; 5 su 5 dai cinque metri e Tempesti ancora una volta super a respingere il tiro di Setka. Di Fulvio chiude i contri 14-12.
Europei di Londra, Linda Cerruti bronzo nel solo. Giovanni Tocci argento dal trampolino da 1 m
Linda Cerruti balla sul primo bronzo individuale europeo della carriera, ma col brivido finale.
L'atleta della Marina Militare e della Carisa Savona (foto Federnuoto), infatti, impegnata agli Europei di nuoto di Londra, prima domina con dolcezza le note di Philip Glass, si piega elegantemente alla coreografia di Gana Maximova e ottiene 90.4333 punti (27.2000 esecuzione, 361333 impressione artistica, 27.2000 elementi), punteggio che sarebbe stato record, più in là dei 90.1000 ottenuto nei preliminari; poi, nel finale, incappa in una penalità di un punto per avere effettuato la camminata di presentazione 17 centesimi oltre i 30" consentiti dal regolamento. Dunque il totale che appare sul tabellone della finale del solo libero recita 89.4333, con 0.2222 punti di vantaggio sulla spagnola Cristina Salvador, necessari per scongiurare un'incredibile beffa che si stava consumando davanti al pubblico dell'Aquatics Centre.
La ventitreenne savonese - che nuoterà tutte le specialità femminili in programma sino a venerdì - è preceduta dalla trentenne russa Natalia Ischenko, tre ori olimpici e 19 mondiali, che incanta sulle note del violinista tedesco-statunitense David Garrett e vince il suo quinto oro individuale europeo con 96.4000 punti a dodici anni dalla prima rassegna continentale a Madrid 2004. Seconda l'ucraina Anna Voloshyna, già bronzo europeo a Berlino, che chiude con punti 93.4000 punti.
"Prima della gara era un po' agitata - spiega l'azzurra - con l'allenatrice abbiamo cambiato qualche figura perchè volevamo evidenziare le differenze che ci sono tra il nostro esercizio e quello della Spagna. Mentre arrivavo in zona mista mi era arrivata la comunicazione della squalifica. Ho visto che mi avevano assegnato due punti di penalizzazione, subito corretti in uno, e temevo di perdere il bronzo per un errore stupido. Mai potevo immaginare di poter incorrere in questo problema, perdere una medaglia così sarebbe stata una beffa".
Per l'Italia è il secondo bronzo in altrettante finali con sette prove ancora tutte da vivere da protagonista. "Non so come spiegare il valore di questa medaglia - aggiunge Linda - Questo bronzo ripaga tanti sacrifici e mi dà la forza per andare avanti e cercare di dimostrare quello che posso fare. A volte uno si dà per vinto, ma poi arrivano questi risultati a dimostrazione che il lavoro paga e non bisogna mai mollare. Un grazie particolare a Gana Maximova con cui abbiamo ricominciato a collaborare da un anno. Il suo supporto è stato importante e ha arricchito il lavoro dello staff tecnico rendendo l'esercizio ancora più curato".
Cerruti diventa la terza italiana a salire sul podio europeo dopo Giovanna Burlando (bronzo tra il 1997 e il 1999 a Siviglia e Istanbul) e Beatrice Adelizzi (bronzo a Eindhoven 2008), cui è legata anche l'unica medaglia iridata della storia italiana conquistata a Roma 2009. Sesta al debutto europeo non ancora 17enne sulle rive magiare del Danubio; quinta a Eindhoven e quarta a Berlino, la crescita di Cerruti è stata graduale e costante, fino ad esplodere insieme alla squadra nazionale con la qualificazione olimpica di duo e squadra: en plein che non riusciva da 12 anni.
Più tardi l'impianto londinese ha portato bene anche all'Italia dei tuffi: Giovanni Tocci, infatti, vince uno storico argento dal trampolino da un metro, grazie a un'ottima ultima serie di tuffi che gli consente di scalare la classifica fino al secondo posto (414.30 punti), soltanto alle spalle dell'ucraino Illya Kvasha (439.70) e davanti all'austriaco Constantin Blaha (402.55).
Era da Torino 2009 che un uomo nei tuffi non andava a medaglia: anche allora fu un metro con Christopher Sacchin che salì sul secondo gradino.
"E' un'emozione indescrivibile - rileva il 21enne cosentino, due volte campione europeo juniores della specialità nel 2009 e nel 2011 -. Avevo iniziato al rallentatore anche per un fastidio alla schiena, poi mi sono scaldato per bene e ho recuperato. In finale avrei potuto far meglio secondo e terzo e avrei potuto puntare anche un po' più in alto ma sono strafelice racconta a caldo il portacolori di Esercito e Tubisider Cosenza. Nel doppio e mezzo rovesciato non avevo mai preso 9. Ero eccitato perchè gli ultimi due tuffi sono quelli che mi riescono un po' meglio. Prima dell'ultimo tuffo ho guardato la classifica, ho visto che ero secondo. Un po' d'emozione c'era ma per fortuna sono riuscito a controllarla con la giusta concentrazione. Ho dato il massimo e contentissimo di questo grande risultato. Avevo detto che puntavo alla medaglia ma pensavo di essermi sbilanciato troppo. Invece sono riuscito a centrare l'obiettivo".
Tocci ha esordito ai campionati europei ad Eindhoven, nel 2012, con un nono posto; successivamente si è piazzato sesto a Berlino 2014 e quinto ai campionati europei di specialità, a Rostock nel 2015 (385.60). Ai campionati mondiali di Kazan, l'estate scorsa, è stato eliminato nei preliminari col 16esimo punteggio. "È stata una gara abbastanza regolare - aggiunge -. Stamattina invece ho avuto troppe difficoltà. Ero a -20 dalla quaificazione e ho rischiato di non riprendermi. Invece sono riuscito a concentrarmi. Non so se riusciremo a fare il sincro con Chiarabini perchè è ancora fermo con il mal di schiena. Ci tengo molto anche perchè sarebbe un test importante per Rio de Janeiro. Abbiamo inserito un tuffo nuovo e vorremmo provarlo - racconta ancora visibilmente emozionato Tocci. Ci metto sempre un po' a realizzare quello che faccio. Ho impiegato un giorno a credere alla quaificazione olimpica. Quindi forse mi godrò questa medaglia tra un po'. Per il momento mi sembra tutto ovattato. Mi sento di ringraziare la mia allenatrice Barsukova con cui sono cresciuto a Cosenza".
Malagò incontra l'ex tennista Stan Smith
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha incontrato stasera - nel Parco del Foro Italico - Stan Smith, ex tennista americano, tra i più grandi interpreti della disciplina. Smith, nella sua carriera, ha collezionato - tra l'altro - la vittoria dell'US Open (1971) e di Wimbledon (1972), guadagnandosi un posto nella International Tennis Hall of Fame nel 1987. Una nota marca di scarpe di ginnastica ha dedicato tra l'altro a Smith uno dei suoi modelli più popolari. Il colloquio tra Malagò e l'ex tennista è avvenuto durante la festa serba alla quale hanno partecipato il Ministro dello Sport serbo, l'ex campione di pallanuoto Vanja Udovicic, e l'ambasciatore serbo in Italia, Ana Hrustanovic.
"Passione in movimento", presentata la partnership con la Coca Cola. Malagò: per noi è un orgoglio
Giovanni Malagò, Presidente del CONI, ed Evguenia Stoitchkova, Direttore Generale di Coca-Cola Italia, hanno presentato questa mattina, al Circolo del Tennis del Foro Italico di Roma, la partnership che legherà CONI e Coca-Cola per tutto il 2016, supportando l’Italia Team – la squadra olimpica nazionale che rappresenterà l’Italia a Rio 2016.
All'incontro erano presenti anche il Segretario Generale, Roberto Fabbricini, il Vice Segretario Generale e Responsabile della Preparazione Olimpica, Carlo Mornati, l'Amministratore Delegato della Coni Servizi, Alberto Miglietta e il Presidente della FIT, Angelo Binaghi, oltre a Nicola Pietrangeli, Lea Pericoli e una delegazione di atleti dell'Italia Team, tra cui Carlotta Ferlito, Luca Dotto, Carlo Molfetta, Elisa Santoni, Marco De Luca, Mara Santangelo.
Un’intesa estremamente importante per attivare sinergie con un’azienda che da sempre è impegnata in progetti di sostegno allo sport e alla vita attiva, in perfetta sintonia con i valori promossi dal CONI. Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò (nella foto Mezzelani-GMT), ha espresso l'orgoglio del CONI per questa sinergia. "Chiudiamo una partnership con il marchio più famoso e popolare del mondo, che coinvolge il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, gli Internazionali d'Italia di tennis e alcuni testimonial di eccezione. E' un impegno `tridente' di cui siamo molto orgogliosi, un valore aggiunto. Questo accordo significa molto - anche nell'ottica del sogno di Roma 2024. Il CONI è stato individuato per quello che sta facendo, per l'impegno, per il prestigio. Coca-Cola è partner del CIO, da cui dipendiamo. E' una scelta che ci riempie di orgoglio anche perché copre una categoria merceologica, che - di fatto - con le regole del Comitato Olimpico Internazionale non avremmo potuto ricoprire. La Coca-Cola - intelligentemente - non farà solo attività corporate istituzionale, ma ha scelto una serie di atleti, testimonial perfetti anche in sport che non sono popolari".
Coca-Cola, già sponsor del CIO a livello mondiale, ha deciso di impegnarsi attivamente con il CONI per onorare il forte legame con l’Italia in termini sociali, economici e culturali, grazie a un modello di business fortemente legato alla realtà locale. È stato quindi un passo quasi naturale per Coca-Cola sostenere il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, in un anno molto importante per lo sport nel nostro Paese. “Lo scorso anno abbiamo scommesso sull’Italia diventando Partner di Expo Milano 2015 e ospitando 400.000 visitatori nel nostro Padiglione. Quest’anno, vogliamo continuare a testimoniare la vicinanza dell’azienda al nostro Paese, dove siamo presenti da quasi 90 anni con 5 impianti di produzione e oltre 2.000 dipendenti, legandoci all’emblema dello sport Italiano e supportando gli atleti azzurri che rappresenteranno il nostro Paese alle prossime Olimpiadi di Rio 2016” ha raccontato Evguenia Stoitchkova, Direttore Generale di Coca-Cola Italia. "Sarà un grande onore per Coca-Cola essere presente accanto agli atleti italiani impegnati a brillare nelle prossime competizioni internazionali”.
A meno di 100 giorni dall’evento sportivo più atteso, CONI e Coca-Cola presentano quindi una partnership che vivrà attraverso la presenza costante dell’azienda, insieme agli Ambassador Italia Team, in tutti i principali eventi CONI sul territorio nazionale – dalle manifestazioni sportive agli eventi nelle scuole - con l’obiettivo di promuovere l’importanza dell’attività sportiva quale elemento di socialità e condivisione, oltre che di passione e appartenenza.
Per l’occasione CONI e Coca-Cola hanno creato un’immagine coordinata, caratterizzata dal claim “Passione in Movimento” e arricchita da elementi grafici che richiamano il tricolore italiano, che accompagnerà tutti gli eventi e le iniziative organizzate da CONI e Coca-Cola nel corso dell’anno. A celebrare la partnership sarà una bottiglia Coca-Cola da 330 ml in Limited Edition non in vendita, che verrà utilizzata da CONI e Coca-Cola nei diversi momenti di comunicazione per veicolare i valori che contraddistinguono e legano i due partner.
Malagò consegna a Ranieri la Palma d'Oro al Merito Tecnico
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, insieme al Segretario Generale, Roberto Fabbricini, ha consegnato oggi la Palma d'Oro al Merito tecnico a Claudio Ranieri. L'attribuzione dell'onorificenza è avvenuta nel Salone d'Onore, nel corso della cerimonia del "Premio Bearzot", organizzata dall'US Acl. La massima onorificenza prevista per i tecnici sportivi è stata assegnata all'allenatore romano in seguito ai risultati ottenuti con il Leicester, condotto in questa stagione alla storica vittoria della Premier League, la massima serie inglese di calcio. Dal 2004, anno in cui il CONI ha istituito l'onoreficenza, soltanto un altro tecnico del calcio, Marcello Lippi, aveva ricevuto la Palma d'Oro in occasione della vittoria del Campionato Mondiale disputato in Germania nel 2006.
Il Presidente Malagò (nella foto ANSA) ha sottolineato l'importanza del riconoscimento. "A nome di tutto lo sport italiano, e visto che bisogna sempre sognare qualcosa come stiamo facendo noi con le Olimpiadi del 2024, ti ringrazio per quello che hai fatto. Ha dimostrato che i sogni, prima o poi, si avverano".
Europei di Londra, azzurre di bronzo nel tecnico
Prima finale e prima medaglia. La Squadra di nuoto sincronizzato ha conquistato il bronzo nell'esercizio tecnico finale d'apertura degli Europei in corso all'Acquatics Centre di Londra. Elisa Bozzo, Beatrice Callegari, Camilla Cattaneo, Francesca Deidda, Costanza Ferro, Manila Flamini, Mariangela Perrupato e Sara Sgarzi hanno danzato sulle note di "The Interstellar Synchro" di Michele Braga e la coreografia di Burlando, Farinelli, Tomomatsu, Giallombardo, chiudendo con 88.9053 punti (27.1000 esecuzione, 27.2000 impressione artistica, 34.6053 elementi). E' la prima volta che agli europei si assegna la medaglia nell'esercizio tecnico. Le azzurre (foto di Giorgio Perottino / deepbluemedia.eu) nelle precedenti edizioni hanno conquistato due argenti e nove bronzi.
"La qualificazione olimpica ci ha dato una forte spinta per continuare a migliorare e ad arrivare a grandi risultati. Qui vogliamo vincere più medaglie possibili - racconta Manila Flamini, capitano dal 2009 - Siamo contente dell'esercizio e nella spinta sono riuscita quasi a compiere un doppio e mezzo. Avremmo meritato di stare più vicine alle ucraine, che hanno compiuto qualche errore. Spero che i giudici premino maggiormente i nostri progressi soprattutto in chiave olimpica. Ringraziamo per il supporto il tecnico Stephan Miermont, con cui abbiamo condiviso nuove metodologie di allenamento allargando le nostre conoscenze".
Un ulteriore passo in avanti della Squadra che, dopo la qualifica olimpica, conquista un podio euroepo che mancava da Eindhoven 2012. "La medaglia mondiale con il Duo misto ci ha dato una grande spinta e la qualificazione olimpica ha rafforzato la nostra posizione nei confronti dei giudici che hanno cominciato a vederci sotto un'ottica diversa - spiega il Cittì Patrizia Giallombardo - Questa consapevolezza ci consente di nuotare in maniera più tranquilla, senza strafare, essendo più liberi di mente. Abbiamo lavorato molto sulla concentrazione e sui movimenti d'insieme dal punto di vista individuale affinchè ognuna fosse più consapevole di ciò che faceva la compagna a fianco".
Particolarmente soddisfatta anche Roberta Farinelli, tecnico federale: "Quando abbiamo svolto il collegiale pre qualificazioni olimpiche a Rio abbiamo lavorato molto, ma sempre con dubbi relativi al nostro stato di avanzamento, di miglioramento. Arrivati alle gare e conquistata la qualificazione abbiamo acquisito determinazione e consapevolezza. Ci siamo ricordati dell'attenzione che prestavano le altre nazionali ai nostri allenamenti e abbiamo capito davvero di essere cresciute come squadra, come qualità, come espressione di insieme. Anche oggi abbiamo ricevuto complimenti e gratificazioni. Ritengo che la nostra parte tecnica sia stata superiore a quella dell'Ucraina. Sono certa che alla prossima gara saremo ancora più vicini al secondo posto".
La Russia, campionessa olimpica consecutivamente da quattro edizioni, ha dominato la scena incantando le oltre mille persone dell'Acquatics Centre sulle note di "Rythms of the City" di Safri Duo, un pezzo urban style che ha ritmato alla perfezione i movimenti sinuosi delle campionesse russe che hanno chiuso con 94.0994 punti. Completa il podio l'Ucraina seconda con 92.0844.
Schwazer trionfa nella 50 km di Roma: vale Rio 2016. Anche Caporaso (5°) ai Giochi: qualificati in 204
I Mondiali di marcia avvolti dal tricolore. Con la magìa di Roma a fare da sfondo a una giornata griffata d'azzurro intenso. Una giornata che, a immaginarla così, sarebbe stato difficile colorarla di sfumature tanto accecanti. Dall'Arco di Costantino alle Terme di Caracalla è un tripudio verde-bianco-rosso che assume le fattezze del trionfo, davanti agli occhi del Presidente del CONI, Giovanni Malagò. Alex Schwazer - al rientro alle gare dopo la squalifica di 3 anni e 9 mesi per la violazione delle normative antidoping - ha vinto l'oro nella 50 km in 3 h 39' 00", davanti all'australiano Tallent (3 h 42' 36) e all'ucraino Glavan (3h 44' 02"). Quarto Marco De Luca, quinto Teodorico Caporaso, ottavo Matteo Giupponi e 13° Federico Tontodonati: un risultato che vale anche l'oro a squadre, davanti all'Ucraina e alla Spagna. Schwazer e Caporaso hanno conquistato inoltre il pass per Rio 2016, definendo la composizione della squadra azzurra nell'evento olimpico: con loro ci sarà il già qualificato Marco De Luca. I criteri di qualificazioni della FIDAL, infatti, regalavano il biglietto per Rio a chi si fosse classificato nei primi 8, per un massimo di 3 atleti.
Schwazer (nella foto ANSA), dopo aver assunto il comando della gara al 15° km, ha inscenato un monologo di resistenza ed efficacia, incrementando progressivamente il vantaggio sugli inseguitori, senza mai subirne il ritorno.
Gli azzurri certi della partecipazione a Rio 2016 salgono così a 204 (114 uomini, 90 donne) in 24 discipline differenti, con 73 pass individuali. Ecco il dettaglio:
- Nuoto (9 pass individuali: Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti 1500 sl; Federica Pellegrini 200 sl; Simone Sabbioni 100 d; Luca Dotto 100 sl, Matteo Rivolta 100 farfalla, Federico Turrini 400 misti, Ilaria Bianchi 100 farfalla, Martina Carraro 100 rana- 20 carte olimpiche – 4x100 sl m e f – 4x100 mista m e f – 4x200 sl f);
- Canottaggio (14 carte olimpiche - due senza, due di coppia PL, quattro senza, quattro senza PL, doppio);
- Pallavolo (carta olimpica per la squadra maschile, 12 unità);
- Vela (11 carte olimpiche - di cui 7 già attribuite a titolo individuale - in 8 classi: Laser Radial d, Laser Standard m Francesco Marrai, RS:X Mattia Camboni, RS:X d Flavia Tartaglini, 49er FX Giulia Conti e Francesca Clapcich, Nacra 17 Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri, 49er 2 u, Finn 1 u);
- Tiro a Volo (9 carte olimpiche già attribuite a titolo individuale: Trap 3 (2 uomini e una donna, Massimo Fabbrizi, Giovanni Pellielo, Jessica Rossi), Double Trap (2 uomini, Antoninò Barilla e Marco Innocenti), Skeet 4 (2 uomini e 2 donne, Luigi Lodde e Gabriele Rossetti, Diana Bacosi e Chiara Cainero);
- Tiro a Segno (5 carte olimpiche – Carabina 10 metri d, Carabina 3 p. m, 2 Pistola libera m, Carabina 50 metri m);
- Ginnastica artistica (5 carte olimpiche d, un pass individuale nel maschile con Ludovico Edalli);
- Ginnastica ritmica (5 carte olimpiche d, un pass nell'individuale con Veronica Bertolini);
- Tiro con l’Arco (4 carte olimpiche – 3 m e 1 d);
- Nuoto di Fondo (3 pass individuali: Simone Ruffini, Federico Vanelli, Rachele Bruni nella 10 km);
- Pugilato (5 pass individuali: Valentino Manfredonia 81 kg, Clemente Russo 91kg., Vincenzo Mangiacapre kg.69, Manuel Cappai kg.49, Irma Testa 60 kg);
- Scherma (14 qualificazioni così suddivise: 2 pass individuali nel fioretto femminile: Elisa Di Francisca e Arianna Errigo; 2 pass individuale nella sciabola maschile: Aldo Montano e Diego Occhiuzzi; 1 pass individuale nella spada femminile – Rossella Fiamingo - 9 carte olimpiche - squadre di fioretto e di spada maschile, squadra di sciabola femminile);
- Tuffi (7 pass individuali – Trampolino 3 metri d - Tania Cagnotto e Maria Marconi - e Trampolino 3 m u - Andrea Chiarabini e Michele Benedetti - e piattaforma d - Noemi Batki, Trampolino 3 metri sincro u - Giovanni Tocci - e d - Francesca Dallapè);
- Pentathlon Moderno (2 pass individuali: Riccardo De Luca, Alice Sotero);
- Lotta (due carte olimpiche: nello stile libero categoria 65 kg, u, nella greco-romana categoria 98 kg);
- Canoa (due carte olimpiche, K1 slalom maschile e femminile);
- Ciclismo (9 carte olimpiche – 5 prova su strada m di cui 2 valide anche per la crono m, 4 inseguimento a squadre f, 1 pass individuale nell'omnium maschile: Elia Viviani);
- Atletica (19 pass individuali: Eleonora Giorgi, Libania Grenot, Gloria Hooper, Anna Incerti, Antonella Palmisano,Yadisleidy Pedroso, Elisa Rigaudo, Alessia Trost, Marco De Luca, Fabrizio Donato, Marco Fassinotti, Stefano La Rosa, Daniele Meucci, Ruggero Pertile, Gianmarco Tamberi, Silvano Chesani, Veronica Inglese, Alex Schwazer, Teodorico Caporaso);
- Nuoto sincronizzato (9 carte complessive per la squadra femminile, di cui 2 pass individuali per il duo femminile composto da Linda Cerruti e Costanza Ferro);
- Sport Equestri (3 carte olimpiche per binomi nel completo, una carta olimpica per un binomio nel salto, una carta olimpica per un binomio nel dressage);
- Pallanuoto (2 carte olimpiche per la squadra femminile e per la squadra maschile, 26 unità totali).
- Pesistica (2 carte olimpiche, una nel maschile e una nel femminile).
- Badminton (1 pass individuale: Jeanine Cicognini).
- Judo (1 pass individuale: Odette Giuffrida (52 kg.)
Lupo-Nicolai vincono l'Open di Sochi: Rio 2016 si avvicina
Gli azzurri Paolo Nicolai e Daniele Lupo hanno trionfato nell’Open di Sochi di beach volley grazie alla vittoria in finale sui padroni di casa russi Semenov-Krasilnikov 2-0 (21-15, 21-18). A distanza di due anni i ragazzi di Matteo Varnier sono così tornati al successo in una tappa del World Tour, gli altri due primi posti erano datati 2014: Open di Fuzhou e Grand Slam Shanghai.
Per gli italiani il trionfo è arrivato al termine di un grandissimo torneo che li ha visti cedere solo un match, proprio contro gli stessi avversari russi poi dominati in finale. Dopo il ko nella fase a gironi la coppia dell’Aeronautica Militare ha cambiato marcia e partita dopo partita è salita di livello, completando l’opera oggi con un match perfetto. Nella finalissima gli azzurri hanno preso subito il comando delle operazioni, dominando il primo set. Le potenti battute di Paolo Nicolai hanno messo in grossa difficoltà i russi, che non sono stati in grado di reagire e si sono dovuti arrendere (21-15).
Più combattuta la seconda frazione, ma una volta avanti gli italiani non hanno concesso opportunità di rimonta agli avversarsi e si sono imposti (21-18). Oltre alla vittoria i ragazzi di Varnier possono esultare doppiamente perché i 500 punti conquistati mettono una seria ipoteca sulla qualificazione olimpica. Il primo trionfo dell’anno inoltre certifica il fatto che Nicolai-Lupo dopo le difficoltà dello scorso anno, legate soprattutto a problemi fisici, sono tornati tra le coppie più forti in circolazione. Prima del successo di Sochi in questo 2016 Paolo e Daniele avevano già raccolto due secondi posti: Open di Vitoria e Open di Fuzhou.
Gli altri azzurri Alex Ranghieri e Adrian Carambula si sono invece classificati al quarto posto, dopo esser stati superati dagli statunitensi Bourne-Hyden 1-2 (19-21, 21-19, 9-15). Per i ragazzi di Paulao si tratta dell’ennesimo buon piazzamento in quest’inizio di stagione.
Nel torneo femminile quarto posto per le azzurre Marta Menegatti e Viktoria Orsi Toth, battute nella finalina dalle tedesche Holtwick-Semmler 1-2 (22-20, 15-21, 10-15). Le ragazze di Lissandro hanno lottato, ma non sono riuscite a salire sul gradino più basso del podio. La quarta posizione consente comunque a Marta e Viktoria di migliorare la classifica per la qualificazione olimpica, che al momento le vede settime.
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