Mondiali, Ganna come Coppi e Moser. Oro nell'inseguimento e nuovo record italiano
Un'impresa straordinaria. Filippo Ganna ha vinto la medaglia d'oro nell'inseguimento individuale ai Mondiali di ciclismo su pista in corso a Londra. L'azzurro ha coronato una giornata fantastica battendo nella finale per l'oro il tedesco Domenic Weinstein, con il tempo di 4'16"141, al termine di una rimonta sensazionale che gli ha consentito prima di recuperare lo svantaggio iniziale e poi di staccare il rivale, che ha chiuso in 4'18"275.
Il diciannovenne di Verbania, in mattinata, aveva percorso i 4 km di gara con il tempo di 4'16"127, nuovo primato italiano, ben sotto ai 4'19"699 che aveva fatto registrare venti anni fa Andrea Colinelli, ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996. L'ultimo oro iridato azzurro risaliva al 1997 con Silvio Martinello nella corsa a punti. Era stato invece Moser l'ultimo italiano a trionfare nella stessa specialità 40 anni fa, nel 1976, a Monteroni di Lecce. Impresa che era riuscita anche all'indimenticato Fausto Coppi nel 1947 e 1949. Ganna (nella foto tratta dal sito ufficiale del Mondiale londinese) è il sesto azzurro a vincere il Mondiale nell'inseguimento. Un risultato che probabilmente in molti non pensavano possibile in così poco tempo per questo ragazzo che ha il nonno, Ambrogio, originario di Varese come Luigi Ganna, celebre per aver vinto il primo Giro d'Italia nel 1909.
Nella finalina per il bronzo a prevalere, in una lotta tutta britannica con Owain Doull, è stato, invece, Andrew Tennant.
Ma sulla pista londinese 'volano' anche le azzurre. Con il tempo di 4’26”162, infatti, Simona Frapporti, Tatiana Guderzo, Francesca Pattaro e Silvia Valsecchi hanno stabilito un altro record italiano, nell’inseguimento a squadre femminile, migliorando di un secondo il tempo ottenuto lo scorso anno nella prova di Coppa del Mondo in Messico con la Falconieri al posto della Pattaro (foto FCI).
La performance sfornata nella sfida contro la Polonia (4’29”166) migliora di oltre tre secondi e mezzo il tempo delle qualifiche e ha proiettato l’Italia nella finale 5°-6° posto vinta però dall’Australia, una delle nazioni guida della specialità olimpica. Come da previsioni, quindi, le azurre già qualificate per Rio2016, hanno chiuso al sesto posto. Il titolo, invece, è andato alle superfavorite ragazze statunitensi.
Pellegrino nella storia: è il primo non scandinavo a vincere la Coppa del Mondo nella Sprint
Federico Pellegrino non manca il suo appuntamento con la storia. Il poliziotto valdostano, infatti, con una gara di anticipo si è aggiudicato la Coppa del Mondo nella Sprint di fondo diventando il primo non scandinavo a riuscire nell’impresa: dalla stagione 1996-1997, anno dell'istituzione del trofeo, infatti, sono riusciti a vincere la sfera di cristallo soltanto norvegesi e svedesi. Un successo che arriva sette anni dopo la vittoria della Coppa del Mondo di distanza conquistata dall’altro italiano, Pietro Piller Cottrer.
Una gioia rovinata parzialmente dall'epilogo della Sprint tecnica libera disputata oggi a Quebec City, in Canada, dove l'italiano è stato protagonista di una sfortunata caduta, provocata dall'americano Andrew Newell (a sua volta caduto). Il valdostano, però, si è prontamente rialzato e ha chiuso la sua batteria al 5° posto. E forte del vantaggio di 91 punti (su 100 complessivi ancora da assegnare), accumulato in stagione sul suo diretto inseguitore, il norvegese Petter Northug si è aggiudicato comunque la sfera ( è arrivato 21°, quando gli bastava arrivare tra i primi 22).
Il 25enne è riuscito così in un'impresa che altri azzurri, fino ad oggi, avevano soltanto sfiorato: Fulvio Valbusa, secondo nel 1996-1997, Cristian Zorzi, secondo nel 2000-2001 e infine Renato Pasini secondo nel 2008-2009, mentre lo stesso Pellegrino arrivò terzo nella scorsa stagione.
"E' stata una seconda parte di stagione molto difficile da gestire - spiega il poliziotto valdostano -, però ho cercato di essere quanto più professionista per rimanere concentrato sia per l'allenamento sia per tutti gli aspetti che circondano la nostra professione. Nonostante la seconda parte di stagione sia stata al di sotto delle attese, è una grande soddisfazione perché le gare non erano più a mio vantaggio, sono arrivate le prove cittadine in tecnica classica, molto più ostiche per le mie caratteristiche ma alla fine ce l'ho fatta ugualmente. Ho un piccolo rammarico: avrei potuto chiudere con un bel risultato perché lo sentivo nelle gambe, ho portato a casa un trofeo che nessuno aveva mai conquistato in Italia e strapparla ai nordici è una grande gioia. Non ci avrei creduto ad inizio stagione e invece è successo, significa essere competitivo per tutta una stagione e battere un campione come Northug è molto bello.
Una dedica grande - ha aggiunto - va agli sport invernali che quest'anno stanno andando molto bene e questa mia gemma impreziosirà la nostra stagione. L'anno scorso fui terzo, non pensavo che a 25 anni avrei centrato un obiettivo del genere, anche perché era l'annata più difficile per farlo visto che, senza Mondiali ed Olimpiadi, era l'unico obiettivo degli sprinter. Il mio primo grazie va alla Federazione e alle Fiamme Oro, ma voglio ricordare anche il ruolo fondamentale che hanno la mia fdamiglia e la mia fidanzata Greta Laurent".
Giovanni Coccoluto vince il bronzo europeo nella classe Laser
Gran finale e super Italia ai Campionati Europei delle classi Laser Standard (singolo olimpico maschile) e Laser Radial (singolo olimpico femminile e singolo non olimpico maschile), manifestazione che da domenica scorsa ha riunito a Las Palmas, isole Canarie, ben 267 atleti distribuiti nelle tre categorie.
Dopo le ultime tre prove disputate oggi, l’azzurro Giovanni Coccoluto ha conquistato un’importante medaglia di bronzo nella classe Standard, risultato che è il frutto di una settimana in cui l’atleta delle Fiamme Gialle, dopo una partenza in sordina, è risalito costantemente in classifica, giorno dopo giorno, fino a raggiungere un meritato podio e una medaglia di bronzo cercata con forza e ostinazione.
Davvero avvincente il finale di oggi, con Coccoluto (foto di Fabio Taccola/AGnetwork/FIV), nato a Trieste nell’agosto del 1993, che dopo aver chiuso la prima prova in 33ma posizione, nella successiva ha ottenuto un ottimo quinto, per poi andare a chiudere la giornata con un settimo, sufficiente per agguantare il terzo posto della classifica europea (quarto Open) e conquistare così una bella medaglia di bronzo, dietro l’oro dello svedese Jesper Stalheim e l’argento del norvegese Kristian Ruth.
Conclusione amara, invece, per Francesco Marrai, l’azzurro già selezionato per rappresentare l’Italia ai Giochi di Rio nella classe Standard, che è incappato in una giornata negativa e dal terzo posto che occupava questa mattina prima di scendere in acqua, è scivolato fino al decimo della classifica europea (12mo Open), dopo aver ottenuto, nelle tre regate di oggi, i parziali 34-17-26: un peccato per Marrai, ma anche la conferma di riuscire a navigare costantemente nel gruppo dei migliori e di poter lottare fino all’ultimo per un posto sul podio.
Gli altri italiani, seguiti a Las Palmas dal Tecnico federale della disciplina Alp Alpagut, hanno chiuso al 23mo posto con Marco Gallo (29mo Open), al 27mo con Alessio Spadoni (34mo Open) e al 54mo con Michele Benamati (62mo Open), anche questa - la presenza di ben quattro atleti azzurri tra i primi 30 di un’impegnativa classe come quella del Laser Standard - un’altra conferma dell’ottimo lavoro portato avanti in questo quadriennio dalla Direzione Tecnica della Federazione Italiana Vela, coordinata dal DT Michele Marchesini.
Per quanto riguarda i risultati finali del singolo olimpico femminile Laser Radial, il titolo Europeo è andato alla forte olandese Marit Bouwmeester, che ha avuto la meglio, per soli due punti, sulla svedese Josefin Ollson, crollata proprio nell’ultima prova affrontata con un buon margine sull’avversaria diretta. Al terzo posto ha chiuso la finlandese Tuula Tenkanen, mentre per quanto riguarda le azzurre, Silvia Zennaro è 27ma nella classifica europea (32ma Open), Martha Faraguna 31ma (37ma Open) e Joyce Floridia 40ma (47ma Open). Titolo maschile (classe non olimpica) invece al polacco Rudawski, con Erberto Sibilia 19mo, Matteo Tulli 23mo e Giuseppe Sorrentino 38mo.
“Sono orgoglioso di questa squadra - dichiara il Direttore Tecnico della FIV, Michele Marchesini -, che negli anni ha raggiunto un livello veramente alto anche in una disciplina difficile come il singolo maschile Laser Standard: rientriamo dall’Europeo con una medaglia di bronzo e con un altro risultato in top ten, ottenuti tra l’altro da ragazzi di 23 anni di età. A questo si aggiunga che in totale piazziamo quattro atleti nelle prime 27 posizioni, risultati che non necessitano di ulteriori parole. Giovanni Coccoluto ha saputo gestire le regate di finale con freddezza e caparbietà, riportando un risultato che pesa come tanti altri ottenuti finora nel corso di questo quadriennio olimpico: mi complimento con lui anche a nome di tutti i velisti italiani. Ora continuiamo nel nostro percorso e a guardare avanti con serietà e impegno, che sono il nostro stile di lavoro”.
Archiviati questi Campionati Europei Laser Standard e Laser Radial, la vela olimpica riprende la sua corsa verso i Giochi di Rio con un altro appuntamento di rilievo: il Campionato Europeo del singolo per equipaggi pesanti Finn, in programma a Barcellona da oggi (le operazioni di stazza, prime regate lunedì) fino a sabato 12 marzo.
Coppa Davis: Lorenzi 'infinito', doma Chiudinelli in quasi 5 ore.Poi Seppi firma il 2-0 sulla Svizzera
Comincia con una doppia vittoria azzurra la sfida di Coppa Davis tra Italia e Svizzera. Merito di un Paolo Lorenzi 'infinito' che, nel match d’esordio del confronto valido per il primo turno del World Group 2016, in corso sulla terra rossa indoor dell’Adriatic Arena di Pesaro, ha superato l’elvetico Marco Chiudinelli (n.146 Atp) in cinque set, con il punteggio di 7-6 (14), 6-3, 4-6, 5-7, 7-5, in 4 ore e 43' di gioco. Ma anche di Andreas Seppi che, a seguire, ha battuto Henri Laaksonen 7-5, 7-6(4), 3-6, 6-3.
Quella di Lorenzi è stata una vera e propria ‘maratona’ - in particolare il tie break, il più lungo della storia di un singolare nel World Group di Coppa Davis - in cui l’azzurro, n.54 Atp, non ha mai mollato per consegnare all’Italia il primo punto della sfida con i rossocrociati.
”E’ stata una partita durissima, non credevo che continuasse a combattere tanto una volta andato sotto due set a zero – ha commentato a 'caldo' Lorenzi che oggi ha centrato contro il tennista di Basilea il primo successo in quattro testa a testa -. E’ stato anche un pizzico fortunato. Poi sul 5-2 del quinto set non ce l’ha fatta più. I sei 6 set-point del primo set? Non ero preoccupato di perderlo, ho cercato di rimanere concentrato. Dal terzo set in poi lui ha giocato benissimo, soprattutto sulle palle-break mentre io ho perso un po’ di campo e non riuscivo più a comandare gli scambi. Sui tre match-point in suo favore ho cercato solo di tenere la palla in campo. Vincere una partita del genere è un sogno di bambino che si avvera”.
Sugli spalti dell'impianto marchigiano uno striscione indicava in Lorenzi un esempio per tutti. ”Sono felice quando mi dicono che sono un esempio - il commento del 34enne -: sono arrivato tardi nel tennis che conta ma sto lavorando duro pe restarci il più a lungo possibile”.
Poi il pubblico di casa ha spinto Seppi in un'altra lotta durata 3 ore di gioco in cui il tennista di Caldaro (n.40 del ranking mondiale) ha regolato lo svizzero Laaksonen (n.174 Atp).
”Non un match bellissimo da parte mia: ci sono stati troppi gratuiti - ha ammesso Seppi -. Del resto erano sette-otto mesi che non giocavo sulla terra e quattro giorni di allenamento non potevano bastare. Sono contento di aver portato a casa la partita ma c’è da alzare il livello. Speriamo di chiudere col doppio. La lunga attesa? Non voglio più giocare dopo Paolo! E' davvero dura aspettare così tanto, ma sono contento per lui. Se il capitano lo ritiene opportuno sono pronto a scendere in campo con Simone per il doppio”.
”Stremato? Come sto io conta poco. L’importante è che siamo sul 2-0” - ha detto capitan Barazzutti -. Siamo soddisfatti ma non siamo ancora felici. Paolo ha giocato una splendida, classica partita di Coppa Davis. Hanno finito entrami con i crampi. Paolo è stato eroico: era sotto 5-2, ha salvato tre match-point. Davvero bravo. Andreas non ha giocato uno dei suoi match migliori ma nei momenti importanti è venuto fuori, soprattutto nel quarto set ha fatto sentire la differenza”.
Con qualche difficoltà di troppo, la squadra azzurra si è portata sul 2-0 e ha la possibilità di chiudere i giochi con il doppio già domani (alle 16), approdando così ai quarti di finale.
Malagò alla presentazione del progetto della Cittadella dello Sport di Salerno
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha partecipato oggi pomeriggio alla presentazione del progetto della Cittadella dello Sport di Salerno. Nella sede del Comune, alla presenza del sindaco facente funzioni, Vincenzo Napoli, erano presenti il Presidente della FICK e Vicepresidente del CONI, Luciano Buonfiglio, il membro di Giunta, Guglielmo Talento, il membro del Consiglio Nazionale, Giampiero Pastore, il Presidente della FIC, Giuseppe Abbagnale, il Presidente della Federazione Sci Nautico, Luciano Serafica, il Presidente della FIDASC, Felice Buglione, il Presidente della Federscacchi, Giampietro Pagnoncelli, il Presidente della FIKBMS, Donato Milano, e il Presidente del Coni Campania, Cosimo Sibilia, oltre a diversi vicepresidenti federali e ad altre rappresentanze sportive territoriali.
L'idea è legata all'esigenza di aumentare la capacità di ospitare a Salerno eventi sportivi di rilevanza nazionale e soddisfare, contestualmente, la crescente richiesta di spazi dove poter svolgere attività motoria. Ora si attende l'avvio della procedura di finanziamento per concretizzare un'idea che prevede la realizzazione di una struttura su tre piani, con un Palazzetto da 4 mila posti e una Beach Arena di 7 mila metri quadrati e una foresteria di 58 camere.
Malagò ha salutato con entusiasmo l'iniziativa. "A Salerno feci la mia prima uscita ufficiale da Presidente del CONI. E' una città cui sono legato e che fa parte di un territorio che ha sfornato tante eccellenze agonistiche pur presentando tante criticità, soprattutto a livello infrastrutturale. Il progetto Sport e Periferie, grazie ai fondi del Governo, può dare impulso a tante realtà.
Al Sud - ha aggiunto - è necessario intervenire anche perché sono stati commessi errori nel passato. Faccio il tifo affinché questo progetto vada in porto. Non credo che il problema sia il reperimento delle risorse ma quello della gestione. Il CONI ora fa moral suasion ma può intervenire in un momento successivo, favorendo la promozione della location grazie a eventi di rilievo. Questo può diventare un luogo simbolo per il Paese e rappresentare un veicolo valoriale formidabile".
Malagò al Liceo Imbriani di Avellino. "Nuova cultura sportiva la medaglia più importante"
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha partecipato questa mattina - al Liceo Paolo Emilio Imbriani di Avellino - all'approfondimento "Sport e scuola, verso i Giochi 2024". All'evento hanno partecipato anche il membro di Giunta Nazionale, Guglielmo Talento, e il Presidente del CONI Campania, Cosimo Sibilia, oltre a diversi esponenti del movimento sportivo territoriale.
Preolimpico: Cerruti e Ferro seconde nel duo, l'Italsincro danzerà ai Giochi. A Rio 2016 145 azzurri
Sale a 145 il numero degli azzurri che prenderanno parte ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Proprio dalla città brasiliana, infatti, arrivano per l'Italia due nuovi pass olimpici, conquistati da Linda Cerruti e Costanza Ferro (foto tratta dal sito Fina), protagoniste nel duo al preolimpico di nuoto sincronizzato in corso al Maria Lenk Acquatic Centre. In quella che sarà la sede dei Giochi Olimpici, le due sincronette liguri si sono piazzate al secondo posto dietro alla Spagna, ottenendo il pass al termine del primo round dell'esercizio libero.
Premiata l'esibizione delle due azzurre, tesserate per la Marina Militare e Carisa Savona, che si sono esibite nella routine libera sulle note di "Sweet dreams" degli Euritmics con la coreografia di Gana Maximova, atleta russa di nuoto sincronizzato che dal padre Vladimir ha ereditato l'arte del "Teatr na Vode", il teatro nell'acqua. Un'esecuzione che è valsa loro il secondo punteggio della giornata con 90,1 punti, per un totale di 176,0 punti. Fanno meglio di loro soltanto le spagnole che hanno conquistato 92,6 punti (181,7816 totali). Si piazzano alle spalle delle sincronette azzurre, invece, le francesi Laura Auge e Margaux Chretien con 87,6667 (172,1965).
La prova odierna si somma a quella di ieri, in cui le italiane avevano ottenuto il secondo posto (85,9 punti) nell'esercizio tecnico, precedute nella classifica provvisoria ancora dal duo spagnolo (89,1816) rappresentato da due protagoniste del movimento degli ultimi anni: Gemma Mengual Civil e Ona Carbonell Ballestero che in carriera hanno conquistato rispettivamente due medaglie olimpiche - argento nel duo e con la squadra a Pechino 2008 -, 17 medaglie mondiali (un oro, 9 argenti e 7 bronzi) ed europee (5 ori, 9 argenti e 3 bronzi) e due medaglie olimpiche - un argento nel duo e un bronzo con la squadra a Londra 2012 -, 18 medaglie mondiali (un oro, 7 argenti e 10 bronzi) e undici medaglie europee (3 ori, 6 argenti e 2 bronzi).
Per Cerruti e Ferro, nate a poco meno di 100 giorni l'una dall'altra e a 50 chilometri di distanza (Costanza il 5 luglio 1993 a Genova e Linda il 7 ottobre a Savona) si tratta della prima partecipazione ai Giochi dopo una serie di risultati in crescita registrati nel quadriennio olimpico: il quinto posto nel libero e l'ottavo nel tecnico ai campionati mondiali di Barcellona 2013 seguiti dal sesto posto nel libero e dal settimo nel tecnico ai campionati mondiali di Kazan 2015, nonché il quarto posto ai campionati europei di Berlino 2014, il il quinto posto in coppa Europa a Savona 2013 ed quarto posto ad Haarlemmermeer nel 2015 e la medaglia di bronzo conquistata alle Universiadi di Kazan nel 2013.
Ora viene il difficile. Si tornerà a danzare sabato e domenica alle 15.15 italiane con la squadra che proverà a conquistare il pass olimpico. Tre i posti ancora disponibili su otto totali, con Brasile, Egitto, Russia, Australia e Cina già qualificati. I risultati delle ultime manifestazioni internazionali pongono l'Italia in posizione di outsider alle spalle di Giappone, Ucraina e Spagna ed in linea con il Canada. In gara anche Francia e Cile. Le azzurre nuoteranno sulle note di "Interstellar Synchro" il tecnico in programma sabato e su quelle "The season on earth" il libero di domenica. Le musiche sono state curate dal compositore Michele Braga.
Gli azzurri certi della partecipazione a Rio 2016 sono 145 (85 uomini, 60 donne) in 19 discipline differenti, con 53 pass individuali. Ecco il dettaglio:
- Nuoto (2 pass individuali: Gregorio Paltrinieri 1500 sl; Federica Pellegrini 200 sl - 20 carte olimpiche – 4x100 sl m e f – 4x100 mista m e f – 4x200 sl f);
- Canottaggio (14 carte olimpiche - due senza, due di coppia PL, quattro senza, quattro senza PL, doppio);
- Pallavolo (carta olimpica per la squadra maschile, 12 unità);
- Vela (11 carte olimpiche di cui 6 già attribuite a titolo individuale: nel 49er FX; nel RS:X femminile; nel Nacra 17 misto) in 8 classi: Laser Radial d, Laser Standard m
Francesco Marrai, RS:X 1 m / RS:X d Flavia Tartaglini, 49er FX Giulia Conti e Francesca Clapcich, Nacra 17 Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri, 49er 2 u, Finn 1 u;
- Tiro a Volo (9 carte olimpiche già attribuite a titolo individuale: Trap 3 (2 uomini e una donna, Massimo Fabbrizi, Giovanni Pellielo, Jessica Rossi), Double Trap (2 uomini, Antoninò Barilla e Marco Innocenti), Skeet 4 (2 uomini e 2 donne, Valerio Luchini e Gabriele Rossetti, Diana Bacosi e Chiara Cainero);
- Tiro a Segno (5 carte olimpiche – Carabina 10 metri d, Carabina 3 p. m, 2 Pistola libera m, Carabina 50 metri m);
- Ginnastica artistica (5 carte olimpiche d);
- Ginnastica ritmica (5 carte olimpiche d);
- Tiro con l’Arco (4 carte olimpiche – 3 m e 1 d);
- Nuoto di Fondo (3 pass individuali: Simone Ruffini, Federico Vanelli, Rachele Bruni nella 10 km);
- Pugilato (2 pass individuali: Valentino Manfredonia 81 kg e Clemente Russo 91kg);
- Scherma (2 pass individuali nel fioretto femminile: Elisa Di Francisca e Arianna Errigo; 1 pass individuale nella sciabola maschile: Aldo Montano; 1 pass individuale nella spada femminile – nome da definire - 9 carte olimpiche -squadre di fioretto e di spada maschile, squadra di sciabola femminile);
- Tuffi (7 pass individuali – Trampolino 3 metri d - Tania Cagnotto e Maria Marconi - e Trampolino 3 m u - Andrea Chiarabini e Michele Benedetti - e piattaforma d - Noemi Batki, Trampolino 3 metri sincro u - Giovanni Tocci - e d - Francesca Dallapè);
- Pentathlon Moderno (2 pass individuali: Riccardo De Luca, Alice Sotero);
- Lotta (una carta olimpica, stile libero categoria 65 kg);
- Canoa (due carte olimpiche, K1 slalom maschile e femminile);
- Ciclismo (10 carte olimpiche – 5 prova su strada m di cui 2 valide anche per la crono m, 4 inseguimento a squadre f, 1 omnium m );
- Atletica (16 pass individuali Eleonora Giorgi, Libania Grenot, Gloria Hooper, Anna Incerti, Antonella Palmisano,Yadisleidy Pedroso, Elisa Rigaudo, Alessia Trost, Marco De Luca, Fabrizio Donato, Marco Fassinotti, Stefano La Rosa, Daniele Meucci, Ruggero Pertile, Gianmarco Tamberi, Silvano Chesani);
- Nuoto sincronizzato (2 pass individuali nel duo femminile: Linda Cerruti e Costanza Ferro).
Presentato il libro "Bruno Zauli, il più colto uomo di sport". Malagò: è fonte di ispirazione
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il Segretario Generale, Roberto Fabbricini, hanno partecipato oggi – al Salone d’Onore - alla presentazione del libro “Bruno Zauli, il più colto uomo di sport”, scritto da Gianfranco Colasante. L’opera, dal sottotitolo “Il romanzo ritrovato del CONI (e dello sport) fino alla ‘grande bellezza’ di Roma ‘60” celebra l’indimenticato dirigente sportivo, scomparso il 7 dicembre 1963. Per celebrare il ricordo del dirigente sono intervenuti anche il membro CIO, Mario Pescante, il Rettore dell’Università degli Studi di Roma "Foro Italico" e membro di Giunta, Fabio Pigozzi, Vanni Loriga, con testimonianze di Tito Morale e Giacomo Crosa e del figlio Leonardo Zauli.
Zauli fu illuminato segretario generale del CONI e poi presidente della FIDAL dal 1946 al 1957. Ricoprì anche il ruolo di Commissario Straordinario della FIGC. Ideatore della Coppa Europa per nazioni e fondatore della Scuola Nazionale di Atletica Leggera di Formia, a lui si devono la rifondazione dello sport italiano nel dopoguerra e l'introduzione della pratica sportiva nei programmi scolastici.
Malagò, sottolineando l’importanza della pubblicazione, ha ricordato la statura di un uomo che ha scritto la storia del movimento agonistico tricolore. “Bruno Zauli non è stata una persona qualunque. Devo dire che se Giulio Onesti ci ha regalato un modello come il CONI, apprezzato unanimemente all’estero, è anche merito della grande opera di Bruno Zauli. Persone come lui hanno fatto grande il nostro paese e non solo per lo sport. Ha collezionato tanti meriti, perché ha saputo - più di tutti - coniugare i valori di dirigente sportivo con i valori della cultura, per questo deve essere un costante motivo di ispirazione”.
Fabio Pigozzi ha esaltato la figura di Zauli “antesignano della medicina dello sport e protagonista di innumerevoli intuizioni che hanno segnato la storia e l’affermazione delle scienze motorie a livello formativo”, mentre Mario Pescante – con un ricordo esaustivo e appassionato – ha ricordato tanti aneddoti che hanno visto protagonista Zauli. “Raccontare lui vuol dire raccontare il CONI e questo libro in realtà raccoglie e mette insieme per la prima volta tutti gli elementi che hanno contribuito ad alimentarne la fama. E’ stato un grandissimo, un catalizzatore, un profeta, per le sue qualità”. Nel suo articolato intervento il membro CIO ha ricordato – tra le altre cose – “anche due lettere dei primi anni ’60, che conservo, con i complimenti di Zauli quando ero al Cus Roma”.
L'autore del libro, Gianfranco Colasante, ha voluto specificare che "uno dei meriti maggiori di Bruno Zauli è lo sport scolastico. Lo sport nella scuola nasce nella testa di Zauli molto prima della Seconda Guerra Mondiale. A quel sogno lavorò moltissimo. A quegli anni si deve molto dello sport nazionale. La partenza dello sport della scuola, agli inizi degli anni ’50, portò a compimento i percorsi olimpici di Cortina e di Roma che io considero il momento più alto dello sport nazionale. Poi ovviamente lo sport è cambiato, noi possiamo fare quasi un’operazione ‘amarcord’ di quel periodo, ma volevo soffermarmi su un vecchio cimelio di quegli anni che porta la data del 5 maggio ’57, la pagina del Corriere dello Sport, la cronaca degli Studenteschi all’Olimpico. Il maggiore spazio della pagina è riservato agli Studenteschi. Un cimelio che mette in mostra i diversi rapporti di forza che c’erano nello sport italiano".
Dettagliati, emozionanti e pieni di originali curiosità anche i lunghi ricordi di Vanni Loriga, Tito Morale e Giacomo Crosa, dall’alto di esperienze personali, giornalistiche e agonistiche di alto profilo, associabili alla figura di Bruno Zauli.
Il volume è un corposo lavoro che, in 500 pagine e 31 capitoli, riscrive in toto la storia dello sport italiano fino alla “Grande Bellezza” di Roma ’60. Sullo sfondo, e neppure tanto in penombra, il “romanzo” dimenticato e denso di fascino del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dei tanti uomini che ne hanno costruito le fortune. E, in sottordine, le vicende della Federazione di Atletica che a Zauli deve tutto (fu proprio lui a “rifondarla” 70 anni fa, nel marzo 1946). Quindi storia e storie di avvenimenti, ma soprattutto delle idee e degli uomini che le hanno rese possibili, malgrado le difficoltà e gli sconquassi del “secolo breve”. Storie rievocate per il periodo del maggior sviluppo del Movimento Olimpico italiano, coincidente con l’arco di tempo che va dai primi anni Venti ai Giochi di Roma, ineguagliato apice dei nostri successi sportivi.
Non per nulla, nella retrocopertina del libro si legge: “Le storie degli uomini – e delle loro istituzioni – restano un continuo divenire: una sequela ininterrotta di capitoli, l’ultimo dei quali viene sempre influenzato da quelli che l’hanno preceduto. Ecco perché non si può pensare alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024 senza rileggere come lo Sport Italiano abbia saputo ottenere e celebrare - negli anni della ricostruzione e con pochissimi mezzi – due Olimpiadi in cinque anni e soprattutto, allestire i fasti di Roma ‘60”.
Mondiali di Biathlon, domani il via a Oslo con la staffetta mista
Oslo ospita da domani i Campionati Mondiali di biathlon. Nella capitale norvegese l’antica disciplina torna per la quinta volta nella storia dopo il 1986, 1990 (sprint e team competition), 1999 (individuale e mass start), 2000 e 2002 (mass start). Saranno 35 le nazioni partecipanti con 168 uomini e 156 donne iscritti alle competizioni.
Le gare prendono il via giovedì 3 marzo con la staffetta mista alle ore 15.30 (diretta televisiva su Eurosport1). L'Italia sarà al via con Dorothea Wierer, Karin Oberhofer, Lukas Hofer e Dominik Windisch, il quartetto che ha conquistato la medaglia di bronzo olimpica a Sochi nel 2014 e quest'anno in Coppa del mondo si è piazzato secondo nella tappa di Canmore.
Le parole di Dorothea Wierer alla vigilia. "Siamo entrati nel momento più importante della stagione, dove tutto quello che è stato compiuto sinora si azzera. Saranno gare spettacolari e aperte a qualsiasi risultato, noi le affronteremo con grande umiltà, dando il 110% delle nostre capacità. Speriamo di essere fortunati".
Karin Oberhofer: "Sono qui per pensare solamente a gareggiare e a dare il mio contributo alla squadra. Sarebbe importante cominciare il Mondiale col piede giusto e noi nelle prove a squadre sappiamo comportarci bene, ma abbiamo tante possibilità per cogliere un buon risultato. Ci sentiamo pronti".
Lukas Hofer: "La Norvegia è la patria del biathlon, c'è un'atmosfera fantastica e correre davanti a tantissimi tifosi sarà un'ulteriore stimolo. Un Mondiale è il tipo di competizione a cui tutti gli atleti vorrebbero partecipare, penserò soltanto a divertirmi dando ogni goccia di energia presente in me".
Dominik Windisch: "In questi giorni c'è un po' di vento, per cui abbiamo dedicato grande attenzione soprattutto a capire come gira, oggi c'erano soltanto da definire gli ultimi dettagli. I norvegesi saranno i favoriti per la medaglia d'oro perchè gareggiano in casa, francesi e tedeschi e cechi li seguiranno a ruota. Noi faremo la nostra parte come sempre".
Patrick Oberegger, allenatore responsabile della squadra italiana, ha anche comunicato i nomi delle due riserve che sono Alexia Runggaldier e Pietro Dutto.
Positivo Leone Barbaro (Canottaggio), sospeso in via cautelare dal TNA
NADO ITALIA comunica che - a seguito degli esami eseguiti dal Laboratorio di Roma - è stata accertata la positività dell'atleta Leone Barbaro, tesserato per la Federazione Italiana Canottaggio.
Nel primo campione analizzato è stata rilevata la presenza di Clostebol Metabolita. Il controllo, fuori competizione, è stato disposto da NADO ITALIA il 12 febbraio 2016, a Sabaudia, in occasione del raduno nazionale del gruppo olimpico.
La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, in accoglimento dell’istanza proposta dall’Ufficio Procura Antidoping di NADO ITALIA, ha provveduto a sospendere l'atleta in via cautelare.
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