YOG, Canzio ancora sul podio: bronzo nella combinata, 2ª medaglia per l'Italia
Pietro
Pietro Canzio non si ferma più e regala all'Italia la seconda medaglia ai Giochi Olimpici Giovanili Invernali in corso a Lillehammer. Il giovane sciatore di Trieste, ieri argento nel SuperG che ha aperto il programma di sci alpino agli YOG, oggi ha conquistato il bronzo nella combinata. L'azzurro (foto Augusto Bizzi), 5° dopo il SuperG disputato in mattinata, ha confezionato una strepitosa rimonta nello slalom, chiudendo 3° a 78 centesimi dallo statunitense Radamus. Decimo Michael Tedde (2.25 di distacco).
Nella combinata femminile Carlotta Saracco (decima dopo il SuperG) ha concluso settima, mentre Sofia Pizzato (18esima al termine del SuperG) non ha terminato la gara di slalom. Nono posto per Patrick Braunhofer (19.56) e 25° per Cedric Christille (2.01.9) nella 7.5 km di biathlon. Samela Comola si è piazzata sesta (18.55.2 a 31.7 di distacco) nella 6 km di biathlon, Irene Lardschneider si è piazzata 29esima (20.49.9).
Nello slittino singolo 5° posto per Fabian Malleier (1.36.119), con Ivan Nagler 7° (1.36.244). L’Italia del curling ha invece prima sconfitto la Cina 6-3 e poi perso 9-5 con la Turchia nel girone A del torneo misto,
Gloria Ioratti (foto Bizzi) ha chiuso all'8° posto nello Short Track, sulla distanza dei 1000 metri (4° posto nella Finale B).
Anita Muraro si è qualificata per la finale (in programma il 16) nello Skills Challenge di Hockey sul Ghiaccio, grazie all'ottavo posto parziale (nelle prove odierne ha collezionato un 5°, 9°, 5° e un 12° posto). Infine il Pattinaggio di figura: Pietro Papetti e Francesca Righi sono dodicesimi (38.22) al termine del corto di Ice Dance, mentre nella prova individuale Lucrezia Gennaro ha chiuso - sempre il corto - all'11° posto (47.45).
Gli azzurri in gara il 15 febbraio
Coppa del Mondo, la staffetta femminile azzurra trionfa anche a Dordrecht
La staffetta femminile azzurra di short track vince ancora. Dopo il successo ottenuto la scorsa settimana a Dresda, la squdra composta da Arianna Fontana, Elena Viviani, Lucia Peretti e Arianna Valcepina (Cecilia Maffei è stata impegnata nella semifinale), ha ottenuto il bis a Dordrecht, in Olanda, nella sesta e ultima tappa di Coppa del Mondo. Le azzurre (4.13.418), hanno preceduto Russia e Francia. Nei 500 metri, invece, quarto posto per Arianna Fontana.
Spada: Garozzo vince a Vancouver. Per l'azzurro è il primo successo in Coppa del Mondo
Arriva sulle pedane di Vancouver il primo successo in Coppa del Mondo per Enrico Garozzo. E' l'azzurro, infatti, a trionfare nella prova individuale della tappa canadese del circuito di Coppa del Mondo di spada maschile.
Per il siciliano classe 1989 si tratta dell'ottavo podio in carriera, ma come detto, del primo piazzamento sul gradino più alto. Tutto merito di una prestazione superba che lo ha visto superare in semifinale il quotato sudcoreano Sangyoung Park per 15-9 e poi coronare la 'giornata perfetta' con il successo nell'assalto finale contro il tedesco Constantin Boehm col punteggio di 15-13.
"E' stata una giornata fantastica", commenta a caldo l'azzurro sul proprio profilo Facebook, supportato dal maestro Dario Chiadò che sottolinea come "Enrico abbia saputo sciogliere la tensione che lo teneva contratto nei primi assalti, realizzando poi un crescendo conclusosi con il successo in semifinale contro il sudcoreano Park. In finale - aggiunge - è poi stato abile a gestire l'ansia e la voglia di vincere in un assalto complicato sotto l'aspetto emozionale".
Il percorso di gara dello spadista italiano era iniziato nel turno dei 64, con la vittoria per 15-13 contro lo svizzero Florian Staub, a cui ha fatto seguito il successo contro l'altro elvetico Peer Borsky per 10-6. A seguire, nel turno dei 16, l'azzurro aveva sconfitto il francese Yannick Borel, col punteggio di 15-13, proseguendo con il netto successo, ai quarti di finale, contro il russo Vadim Anokhin per 15-6.
Si è fermato alle porte dei quarti di finale invece Paolo Pizzo. L'iridato 2011, dopo aver vinto tutti i match del proprio girone nella prima giornata di gara, aveva esordito superando nel derby del primo turno di giornata, l'altro azzurro Gabeiele Cimini per 15-13. A seguire aveva avuto ragione dell'ungherese Daniel Berta col punteggio di 15-11, prima di fermarsi contro l'israeliano Yuval Freilich per 15-8.
Oltre a Gabriele Cimini, a fermarsi nel primo assalto di giornata, sono stati anche Andrea Sanarelli, sconfitto dal sudcoreano Sangyoung Park per 15-10, ed Andrea Vallosio, eliminato per mano del campione del Mondo in carica, l'ungherese Geza Imre, col punteggio di 15-7.
Erano usciti di scena nella giornata di ieri, nella fase di qualificazione Marco Fichera, fermato dal sudcoreano Kim Seung Gu per 12-9, ed Andrea Baroglio, sconfitto dal russo Avdeev per 3-2.
Nel primo turno del tabellone preliminare, invece, si erano fermati Gabriele Bino, superato 15-12 dall'estone Priinits, Luca Ferraris, eliminato per mano del francese Treveho col punteggio di 15-12, Fabrizio Citro, sconfitto nel derby azzurro da Marco Fichera per 13-12, Andrea Cipriani, che ha subìto il punteggio di 15-10 dal polacco Mikolajczak e Lorenzo Bruttini, battuto 12-11 dall'ucraino Stankevych.
COPPA DEL MONDO - SPADA MASCHILE - Vancouver, 12-14 Febbraio 2016
Finale
Garozzo (ITA) b. Boehm (Ger) 15-13
Semifinali
Garozzo (ITA) b. Park Sangyoung (Kor) 15-9
Boehm (Ger) b. Freilich (Isr) 15-0
Quarti
Park Sangyoung (Kor) b. Sukhov (Rus) 15-14
Garozzo (ITA) b. Anokhin (Rus) 15-6
Boehm (Ger) b. Alimzhanov (Aze) 15-9
Freilich (Isr) b. Lucenay (Fra) 12-8
Tabellone dei 16
Freilich (Isr) b. Pizzo (ITA) 15-8
Garozzo (ITA) b. Borel (Fra) 15-13
Tabellone dei 32
Garozzo (ITA) b. Borsky (Sui) 10-6
Pizzo (ITA) b. Berta (Hun) 15-11
Tabellone dei 64
Park (Kor) b. Santarelli (ITA) 15-10
Imre (Hun) b. Vallosio (ITA) 15-7
Garozzo (ITA) b. Staub (Sui) 15-13
Pizzo (ITA) b. Cimini (ITA) 15-13
Tabellone dei 64 - qualificazione
Avdeev (Rus) b. Baroglio (ITA) 3-2
Vallosio (ITA) b. Abajo (Esp) 15-14
Santarelli (TIA) b. Mohsen (Egy) 15-11
Kim Seung Gu (Kor) b. Fichera (ITA) 12-9
Cimini (ITA) b. Reizlin (Ukr) 15-14
Tabellone dei 128 - qualificazione
Baroglio (ITA) b. Limardo F. (Ven) 15-11
Vallosio (ITA) b. Taranenko (Ukr) 15-12
Trevejo (Fra) b. Ferraris (ITA) 15-12
Priinits (Est) b. Bino (ITA) 12-11
Fichera (ITA) b. Citro (ITA) 13-12
Mikolajczak (Pol) b. Cipriani (ITA) 15-10
Stankevych (Ukr) b. Bruttini (ITA) 12-11
Fase a gironi
Andrea Baroglio: 3 vittorie, 3 sconfitte
Lorenzo Bruttini: 3 vittorie, 3 sconfitte
Luca Ferraris: 3 vittorie, 3 sconfitte
Andrea Vallosio: 3 vittorie, 3 sconfitte
Andrea Cipriani: 2 vittorie, 4 sconfitte
Paolo Pizzo: 5 vittorie, 1 sconfitta
Marco Fichera: 3 vittorie, 3 sconfitte
Fabrizio Citro: 3 vittorie, 3 sconfitte
Andrea Santarelli: 4 vittorie, 1 sconfitta
Gabriele Cimini: 4 vittorie, 2 sconfitte
Gabriele Bino: 2 vittorie, 3 sconfitte
Classifica (191): 1. Garozzo (ITA), 2. Boehm (Ger), 3. Freilich (Isr), 3. Park (Kor), 5. Sukhov (Rus), 6. Anokhin (Rus), 7. Alimzhanov (Kaz), 8. Lucenay (Fra).
14. Pizzo (ITA), 49. Santarelli (ITA), 50. Cimini (ITA), 59. Vallosio (ITA), 85. Fichera (ITA), 90. Baroglio (ITA), 115. Bruttini (ITA), 118. Citro (ITA), 121. Ferraris (ITA), 136. Bino (ITA), 142. Cipriani (ITA).
European Open, 2° posto per la Galeone nella corsa verso Rio
Il secondo posto di Assunta Galeone ha fatto brillare la seconda giornata dell’European Open a Ostia. Superata la francese Garry e la sudcoreana Park, la 29enne napoletana è stata costretta a cedere la prima piazza alla coetanea cubana Yalennis Castillo, argento olimpico a Pechino, attualmente quattro posizioni dietro alla Galeone nel ranking mondiale. È stata una sfida giocata assolutamente alla pari con le sanzioni, tre per parte, a segnare l’equilibrio di un verdetto assegnato soltanto al golden score.
“Delusa? È normale che sia così quando perdi, ma sicuramente ci ho messo anche del mio – ha detto la Galeone - perché qualche cosa in più l’avrei potuta fare, in particolare quando non le sono andata sopra su quel ‘quasi-yuko’ ad un minuto dalla fine. Certo è che al golden score non dovevamo arrivarci in ogni caso – ha concluso l’azzurra - perché quell’ultima sanzione solo a me… ma va bene così, questo è il judo e la prossima settimana sarò nuovamente in gara a Dusseldorf a lottare per meritarmi questo pass per Rio”. Giornata difficile per azzurre che, con l’eccezione della Galeone, sono state tutte eliminate al primo turno e la sola Giulia Cantoni (70) al secondo, ma ciò non toglie che il medagliere dell’Open ha collocato l’Italia (1° posto di Giuffrida e 2° di Galeone) al secondo posto dietro alla Cina (un primo posto, 2 secondi posti, 3 terzi posti), ma davanti alla Mongolia (1-0-4) ed è certamente interessante che i sette successi sono andati ad atlete di nazionalità tutte diverse, Cina, Italia, Mongolia, Corea del Sud, Cuba, Francia, Portorico.
-70 kg
1. PEREZ, Maria PUR
2. GAZIEVA, Irina RUS
3. TSEND AYUSH, Naranjargal MGL
3. ZHOU, Chao CHN
-78 kg
1. CASTILLO, Yalennis CUB
2. GALEONE, Assunta ITA
3. PARK, Yujin KOR
3. PUREVJARGAL, Lkhamdegd MGL
+78 kg
1. YU, Song CHN
2. MA, Sisi CHN
3. ALTHEMAN, Maria Suelen BRA
3. ORTIZ, Idalys CUB
Tamberi sempre più in alto: 2.38, nuovo record italiano
Un'altra serata incredibile per il salto in alto azzurro. Ad Hustopece (Repubblica Ceca) Gianmarco Tamberi conquista la terza vittoria consecutiva in tre gare facendo volare il record italiano assoluto a 2,38. Nessuno nella storia dell'atletica azzurra era mai arrivato così in alto, nemmeno all'aperto dove fino ad oggi la miglior misura di sempre era proprio il 2,37 che Tamberi aveva saltato il 2 agosto del 2015 ad Eberstadt in Germania. Il risultato dell'ancora 23enne marchigiano delle Fiamme Gialle - che lo scorso 4 febbraio a Banska Bystrica insieme a Marco Fassinotti aveva già incrementato il primato nazionale indoor a 2,35 - lo riporta al numero 1 delle liste mondiali stagionali, due centimetri sopra il 2,36 centrato poche ore prima da Mutaz Barshim a Malmo. Tamberi ad Hustopece ha avuto la meglio sul sorprendente britannico Baker arrivato a quota 2,36 davanti al cipriota Kyriakos Ioanou (2,32). L'ascesa di "mister halfshave" (per la sua ormai popolare caratteristica di rasarsi il viso solo a metà) è stata perfetta: 2,20, 2,25, 2,30, 2,34 e anche 2,38 tutti alla prima. Applausi e pubblico in delirio. Lo show continua così a 2,40: tre tentativi stasera senza fortuna per una misura che il finanziere anconetano sembra poter affrontare con ambizioni sempre più convincenti.
Da segnalare anche il 2,30 del vicecampione europeo indoor Silvano Chesani (Fiamme Oro), recentemente rientrato alle competizioni dopo mesi di stop per un intervento. Il trentino migliora così di 5 centimetri il primato stagionale e sale un centimetro sopra il 2,29 dello standard indicato nei criteri di partecipazione per i Giochi Olimpici di Rio. Out a 2,25 Marco Fassinotti (Aeronautica) che, dopo il secondo assalto mancato a 2,30, ha preferito non proseguire la gara in seguito ad un colpo avvertito al piede in fase di stacco.
Esordio stagionale a quota 1,90 per Alessia Trost (Fiamme Gialle), con il successo nel meeting di Gent in Belgio. La vicecampionessa europea indoor supera la quota vincente al primo tentativo, poi compie tre nulli a 1,93 dopo aver superato 1,84 e 1,87 alla seconda prova. Nella stessa gara, quarto posto di Desirée Rossit (Fiamme Oro) con 1,81 e sesto di Eleonora Omoregie (Atl. Malignani Libertas Udine) a 1,71.
Canzio d'argento nel SuperG: 1ª medaglia per l'Italia agli YOG
Prima medaglia per l'Italia nella seconda edizione dei Giochi Olimpici Invernali in svolgimento a Lillehammer. Pietro Canzio ha vinto l'argento nel SuperG disputato a Hafjell: l'azzurro ha visto sfumare l'oro per soli 3 centesimi, piazzandosi dietro allo statunitense Radamus (1.10.62). Terzo l'austriaco Traninger, a 41 centesimi. Settimo l'altro azzurro Michael Tedde a 90 centesimi. Canzio (nella foto Augusto Bizzi), nato a Trieste e tesserato per lo Ski College Veneto, festeggerà il suo 18° compleanno il prossimo 26 febbraio. "E' un regalo anticipato, sono felicissimo. Mi piace molto sciare e per questo gareggio in tutte le specialità: proverò a togliermi una soddisfazione anche nella combinata di domani".
Nel SuperG femminile 9° posto per Sofia Pizzato, 15° per Carlotta Saracco. Nello sci di fondo niente finale per Chiara Ponte De Zolt, terza nella sua semifinale ma fuori dal novero dei migliori 9 tempi che hanno guadagnato l'accesso alla gara che ha assegnato le medaglie. L'azzurra ha quindi chiuso all'undicesimo posto. Nella gara maschile 5° posto per Luca Del Fabbro. L'Italia del curling ha invece battuto in mattinata la Nuova Zelanda (7-2) ma è stata sconfitta (8-5) dagli Stati Uniti nel pomeriggio.

A Hamar, nell'Olympic Hall Viking Ship, 6° posto per Noemi Bonazza e 10° per Chiara Cristelli nei 500 metri. In campo maschile 14° Jeffrey Rosanelli e 22° Francesco Betti (foto Jed Leicester for YIS/IOC). Nono posto per la coppia Edoardo Caputo-Irma Angela Caldara (35.49) al termine del programma corto del pattinaggio di figura. Decimo posto anche per Adrian Alessandro Bannister, sempre al termine del programma corto maschile (46.68). Anita Muraro, infine, è al 4° posto parziale nello Skills Challenge dopo le prime due prove (fastest lap e shooting accuracy).
Gli azzurri in gara domenica 14 febbraio

European Open. Odette Giuffrida vince nei 52 kg e si avvicina a Rio 2016
Odette Giuffrida è sempre più vicina alla qualificazione per i Giochi Olimpici di Rio 2016. L’azzurra ha vinto nei 52 kg l’European Open di Judo al PalaPellicone di Ostia, torneo valido per il ranking di qualificazione olimpica. La judoka romana con questa vittoria si è aggiudicata, infatti, 100 punti che la proiettano in buona posizione di classifica anche se non c’è ancora la aritmetica certezza. Il ranking si chiude il 1 giugno prossimo.
Giuffrida, ha traversato il tabellone della sua categoria con passo spedito. Partita come testa di serie numero due, ha prima sconfitto per ippon la danese Anja Lunding poi l’ostica francese Lucile Duport, approdando alle semifinali. Ad ostacolarle l’ascesa ha provato la mongola Tsolomon Adiyasambuu, superata con uno yuko ed un waza-ari. In finale poi l’azzurra ha dovuto affrontare la testa di serie numero uno del torneo la cinese Ma Yingnan. La campionessa asiatica in carica ha reso la molta incertezza all’incontro deciso poi da uno shido. Sul terzo gradino del podio hanno chiuso le due mongole Adiyasambuu e Bundmaa Munkhbaatar.
“E’ stato bellissimo – ha detto la 21enne romana – anche se devo ancora realizzare quello che è successo, ma avere la mia famiglia sugli spalti, i miei maestri, sentire il calore del pubblico è stato come avere una spinta in più!”.
“La finale è stata molto sentita – ha aggiunto Odette – anche perché è stata una rivincita di due anni fa, sempre in finale e sempre qui a Roma, ma questa volta mi sono detta ‘non esiste che ce riperdo’!”. E così è stato. “Odette è stata autoritaria sia sul piano tecnico che su quello fisico – ha commentato il coach azzurro Dario Romano – proprio quello che mi aspettavo dopo Parigi. Peccato invece per Edwige (Gwend, ndr) perché non è nemmeno entrata in gara, le altre ragazze invece, per quanto riguarda le più giovani, hanno avuto modo di fare un’esperienza importante, mentre quelle che già hanno qualche gara hanno espresso il loro attuale livello”.
Giornata non favorevole invece per Edwige Gwend subito eliminata nei 63 kg. Fra tutte emerge il settimo posto di Valentina Giorgis nei 57 kg, ottenuto con una vittoria, che è stata ottenuta anche da Francesca Giorda e Fabiola Pidroni, entrambe nei 52 kg, senza ottenere però lo stesso piazzamento. Domenica in gara Giulia Cantoni, Chiara Carminucci, Eleonora Ghetti, Carola Paissoni (70), Lucia Tangorre, Melora Rosetta, Linda Politi, Assunta Galeone (78), Rita Ughetti, Elisa Marchiò (+78).
Sei Nazioni: Olimpico 'sold-out' per Italia-Inghilterra. Parisse, per noi è una grande responsabilità
Un Olimpico di Roma prossimo al sold-out è pronto ad accogliere l’Italrugby, nella partita casalinga d’esordio al Sei Nazioni. Sono, infatti, meno di mille i biglietti ancora a disposizione per il match contro l’Inghilterra, secondo impegno degli Azzurri nel Torneo della palla ovale più antico del mondo, dopo l’impresa sfiorata in Francia contro 'Les Coqs’.
“Per noi è un grandissimo piacere sapere che lo stadio Olimpico sarà esaurito. E' bellissimo, ma è anche una grande responsabilità per tutti noi – dice il capitano Sergio Parisse -. Affrontiamo una grande squadra, più forte della Francia che abbiamo affrontato la scorsa settimana”.
Il numero otto azzurro si presenta in conferenza stampa, insieme al coach degli avanti Giampiero De Carli, poco dopo aver concluso il Captain’s Run della vigilia sul prato dell’impianto del Foro Italico. Ma il sole primaverile visto oggi, domani dovrebbe lasciare spazio alla pioggia. “Le condizioni meteo saranno un fattore, incideranno sul tipo di gioco – spiega Parisse -. Dopo Parigi, dove abbiamo commesso molti errori e non siamo riusciti a portare a casa la partita, l’obiettivo non può che essere quello di rimanere performanti e competitivi anche domani”.
Anche perché l’Italia non ha mai vinto contro il XV della Rosa. “Loro sicuramente cercheranno di metterci pressione al piede, sui palloni alti – rivela il capitano -. Brown, il loro estremo, è uno dei migliori al mondo in quest’area del gioco”. La sua sfida personale, però, sarà con Billy Vunipola, suo diretto avversario in maglia bianca: “E’ un ottimo giocatore, sarà un bel duello. Ma a questo livello lo sono tutti…”
Queste le formazioni domani in campo a Roma:
Roma, Stadio Olimpico – domenica 14 febbraio 2016, ore 15.00
RBS 6 Nazioni, II giornata – diretta DMAX Canale 52/Deejay TV
Italia v Inghilterra
Italia: McLean; Sarto L., Campagnaro, Garcia, Bellini; Canna, Gori; Parisse (cap), Zanni, Minto; Fuser, Biagi; Cittadini, Gega, Lovotti. A disposizione: Giazzon, Zanusso, Castrogiovanni, Bernabò, Steyn, Palazzani, Padovani, Pratichetti A. All. Brunel
Inghilterra: Brown; Watson, Joseph, Farrell, Nowell; Ford, Youngs; Vunipola B., Haskell, Robshaw; Kruis, Lawes; Cole, Hartley (cap), Vunipola M. A disposizione: George, Marler, Hill, Launchbury, Itoje, Clifford, Care, Goode. all. Jones
Arb. Jackson (NZL)
CdM: Blardone fantastico 3° nel Gigante di Naeba. Per SuperMax è il 25° podio in carriera
Massimiliano Blardone torna prepotentemente sul podio di Coppa del mondo nel gigante di Yuzawa Naeba che lo consegna nella storia dello sci. Il 37enne campione di Domodossola, che ha esibito due manches degne della classe che gli ha permesso di conquistare ben 25 podi in carriera, ha ottenuto un inaspettato quanto meritato terzo posto fra le porte larghe della pista giapponese, interpretando molto meglio di tanti altri blasonati avversari l'insidioso tracciato nipponico.
E così, più di 12 anni dopo il secondo posto di Flachau del gennaio 2004 che aprì una fantastica storia fatta di 7 successi, 12 secondi e 6 terzi posti e poche settimane dopo essere diventato papà per la seconda volta, SuperMax si toglie forse la soddisfazione più grande di una carriera che sembrava giunta al crepuscolo e che invece gli ha regalato l'ennesima giornata di gloria, con un rimonta dal nono posto nella prima manche che ci ha riportato alla memoria il Blardone dominatore sulle piste più importanti al mondo come la Gran Risa della Badia, oppure il Kuonisbaergli di Adelboden. L'azzurro, salito l'ultima volta sul podio di Coppa quasi quattro anni fa a Crans Montana, è stato battuto soltanto dal duo francese composto da Alexis Pinturault e Mathieu Favre.
"E' stata una giornata speciale perché ho lavorato tanto in questi anni per raggiungere questo podio e dedicarlo ai miei figli, a mia moglie e a tutta la mia famiglia - racconta il finanziere -. È la mia ultima stagione, e' difficile dirlo ma è giusto così, voglio fare bene le prossime gare e mi sento pronto per essere con i migliori. Non è un caso questo terzo posto, spero di potere fare ancora delle belle gare per chiudere nel migliore dei modi. Il mio segreto della gara odierna è stata l'esperienza che mi ha permesso di capire dove potevo rischiare e dove dovevo invece controllare la velocità. Partire con un pettorale alto non è mai bello, però guardo sempre me stesso e cerco di dare il meglio in occasione, studiando quelli più forti di me. Finora era stato spesso così, oggi è andata meglio. Negli anni successivi al ritiro di Alberto Tomba, l'Italia è stata più forte in questa specialità rispetto agli anni precedenti, ci sono tanti ottimi atleti ma pochi se li ricordano perché Tomba era la star. Sono cambiate tante cose, sono nati i carving e con essi sono cambiate le misure, adesso siamo tornati un po' indietro ma ci siamo dovuti adeguare".
La squadra italiana piazza complessivamente cinque atleti nella top-15, mostrando significativi passi in avanti rispetto alle ultime uscite. Roberto Nani ha concluso al nono posto (ma a metà gara era quinto), Florian Eisath e' risalito al decimo posto (dal diciottesimo) col sesto tempo nella seconda parte, Manfred Moelgg tredicesimo e Riccardo Tonetti quattordicesimo. La classifica generale di coppa vede Marcel Hirscher salire a 1045 contro i 921 di Henrik Kristoffersen, l'assente Peter Fill conserva il quinto posto con 549 punti.
Lillehammer 2016, cerimonia "da favola". Emozione tricolore con Schwarz
In scena una favola, sullo sfondo la storia. “Il ragazzo che voleva il mondo” è il titolo del suggestivo racconto proiettato al Lysgardsbakken Ski Jumping Arena, uno dei posti simboli che nel 1994 permise a Lillehammer di scrivere un indimenticabile capitolo olimpico, grazie alla XVII edizione dei Giochi Olimpici Invernali. E’ il filone scelto per celebrare un’altra cerimonia di apertura: 22 anni dopo la fiamma si accende per il secondo atto degli YOG. L’Italia sfila dietro il volto imberbe ma già campione (del mondo, juniores) di Felix Schwarz (nella foto Augusto Bizzi), slittinista e portabandiera dei 37 azzurri, guidati dalla Capomissione Anna Riccardi, accompagnati dall'ex slittinista Sandra Gasparini (Young Ambassador) e applauditi dal Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e dal Vice Segretario Generale e Responsabile della Preparazione Olimpica, Carlo Mornati.
Lo spettacolo nel gelo norvegese scocca insieme alla scintilla che accende il mondo, e viaggia illuminando il percorso di un ragazzo che cerca di coronare un sogno fantastico: diventare un grande sciatore, il migliore al mondo, coltivando il suo talento con abnegazione e spirito di sacrificio. La concorrenza però lo scoraggia, non gli permette di concretizzare il proposito, facendogli progressivamente perdere il fuoco “sacro”, allontanandolo dall’obiettivo, fino a quando nello stadio non entra un mito – che prende le fattezze della campionessa Marit Bjorgen - con la fiamma Olimpica, che riaccende la speranza, alimentando la passione sopita. La torcia che passa a Sua Altezza Reale, Ingrid Alexandra, tedofora dopo l’olimpionica dello sci di fondo, ripete il rito del 1994, quando fu suo padre, Sua Altezza Reale, Haakon Magnus, a sancire l’inizio dei Giochi. E’ il fuoco dei cinque cerchi che squarcia il buio della notte norvegese, regalando una lezione di vita: la metafora della quotidianità, il senso autentico dello sport, passione, coraggio e determinazione sono gli elementi chiave per raggiungere i traguardi più ambiziosi.
Tanti i protagonisti coinvolti nello spettacolo: Re Harald e la Regina Sonja, il Principe Haakon, la Principessa Mette Marit, il trionfo della regalità norvese. La sfilata degli atleti, tutti rigorosamente in gruppo senza distinzioni di nazionalità, preceduti dall’apparizione della squadra di Twirling della Kringsja (campioni Europei juniores a ottobre), è stata salutata dalle parole del Presidente del Comitato Organizzatore di Lillehamer 2016, Siri Hatlen, e dal discorso del Presidente del CIO, Thomas Bach, che ha preceduto l’apertura dei Giochi, proclamata da Re Harald. Sei campioni hanno successivamente consegnato ad altrettanti talenti norvegesi la bandiera olimpica, per suggellare simbolicamente il giuramento: Eric Alard (Bob), Yun Kim (Pattinaggio di figura), Stine Lise Hattestad (Freestyle), Bjorn Daehlie, Anita Moen Bonden (Sci di Fondo) ed Espen Bredesen (Salto) hanno idealmente consegnato alle giovani leve la responsabilità di onorare i valori che animano il percorso olimpico. Alla fine tanti sorrisi e fuochi d'artificio: un epilogo pirotecnico per lanciare la sfida al futuro. Nove giorni di gare, 1000 atleti, 70 Paesi: ora i cinque cerchi che uniscono il mondo sotto la bandiera dello sport vivono a Lillehammer e si chiamano YOG.
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