Sei mesi a Rio 2016: Italia Team "pronto a volare". Malagò: penalizzati dal programma ma faremo bene
“I sogni non si inseguono con i piedi per terra. Pronti a volare”. L’ambizioso claim sintetizza i contenuti di una presentazione in grande stile: l’Italia Team a sei mesi dai Giochi di Rio 2016 ha tolto il velo sui vari aspetti legati alla mission azzurra in vista della XXXI edizione dei Giochi Olimpici Estivi. Presentazioni, dati e numeri, oltre a una suggestiva anteprima di Casa Italia, fiore all’occhiello di una spedizione che si propone di non lasciare nulla al caso. Il Vice Segretario del CONI e Responsabile della Preparazione Olimpica, Carlo Mornati, ha curato l’introduzione della giornata aperta a Presidenti, Segretari e tecnici federali, sintesi esaustiva del lavoro di squadra destinato a scandire la marcia di avvicinamento all’evento a cinque cerchi, che inizierà il 5 agosto, con chiusura prevista il 21 agosto. Sono 133 gli atleti già sicuri di volare in Brasile.
Mornati (nella foto Mezzelani-GMT) ha lanciato il guanto di sfida verso l’atteso appuntamento, rappresentando – con orgoglio – il senso di appartenenza di tutta la delegazione italiana in predicato di rappresentare il Paese. “Partecipare ai Giochi Olimpici ha delle implicazioni emotive notevoli perché si sente sulle proprie spalle un senso positivo perché si ha la possibilità di essere alfieri dell’Italia. Quindi la preparazione olimpica in questi 16 mesi ha dato un po’ di armonia per accompagnare in maniera sinergica la squadra a Rio. I lavori che stiamo facendo a Rio dovrebbero essere la conclusione di questo cammino, di un lavoro di squadra. Sono stati stanziati 6 milioni e mezzo dal comitato olimpico se ci aggiungiamo il milione destinato alle promesse olimpiche 2015 che hanno interessato 818 atleti arriviamo a un totale di 7 milioni e mezzo di borse di studio. Ci sembrava doveroso l’anno prima dei Giochi Olimpici, in cui si concentrano tutti gli sforzi delle federazioni poter assecondare anche le esigenze degli atleti che erano rimasti esclusi dal club olimpico o giovani atleti. Quasi 500 azzurri hanno potuto beneficiare di un contributo da parte del CONI in questi 16 mesi. Se consideriamo che la nostra delegazione sarà più o meno di circa 300 unità possiamo dire che la quasi totalità degli atleti che parteciperà ai Giochi ha potuto beneficiare di borse di studio. La preparazione olimpica, sempre grazie al contributo messo a disposizione dalla Giunta, ha potuto stanziare un milione e 800 mila euro per progetti speciali.
Sono stati finalizzati per partecipare soprattutto ai test event di Rio, fare programmi di ricerca e per organizzare collegiali ad hoc. Sui centri preparazione olimpica sono stati realizzati sei milioni di interventi. E’ doveroso ripercorrere questi 16 mesi per grosso sforzo messo a disposizione della preparazione olimpica per interventi chirurgici e mirati. Rio sarà la prima edizione di un’Olimpiade sudamericana, per la prima volta i Giochi si svilupperanno in pieno inverno. Da un punto di vista tecnico poco cambia dal punto di vista dell’adattamento, però il sole tramonta alle 17:30 il che vuol dire che per tutte le federazioni e gli sport che sono abituati a organizzare la giornata spalmata in un periodo lungo, bisognerà ripensare gli allenamenti in funzione di questo giorno più breve. Anche le esigenze televisive ci imporranno degli adattamenti: per l’atletica leggera, ad esempio, ci sono 13 finali al mattino, le finali del nuoto saranno alle 22. Mi auguro che sappiate organizzare le vostre squadre in modo che possano adattarsi nel modo migliore possibile. Andiamo a fare le Olimpiadi che sono una cosa stupenda e quindi è meglio che nelle difficoltà ci cadano gli altri e che si vada preparati con l’idea di andare a fare qualcosa di straordinario”.
Il Presidente Malagò ha sottolineato la volontà del CONI di preparare nei dettagli la trasferta olimpica. “Questo è il momento di Mornati e quello della sua bellissima squadra che ha l’onere, la responsabilità e il merito di portare avanti. E' un momento fondamentale della nostra vita da dirigenti sportivi, un passaggio chiaro del quadriennio. Penso che l’abbiamo preparato con grandissima passione, dedizione, destinando anche tutte le risorse possibili. Non vi nascondo che ci sono state molte complessità perché il Brasile è un paese particolare, in cui uno deve avere delle garanzie e spesso non è così automatico. Con grande franchezza la nostra spedizione - sia numericamente che in termini qualitativi - avrebbe già un connotato se tre delle altre quattro squadre ancora in corsa potessero imbarcarsi con noi sull’aereo per Rio.
Quando sono stato eletto mi ricordo bene, tra le tante cose che ho raccontato, e tutto mi manca tranne che il coraggio, di non essere giudicato per le medaglie che abbiamo vinto ai Giochi ma, spero, anche per altre cose. Questo non vuol dire che mi tiro indietro rispetto a una responsabilità. Abbiamo un programma olimpico che ci penalizza da morire per l'assenza del fioretto femminile a squadre e della sciabola a squadre campione del mondo in carica, però sono convinto che faremo bene a prescindere da queste situazioni: a Londra ci sono state discipline che sono andate meno bene ma sono elemento di grandissima garanzia sportiva.
In questi anni non ho smesso nemmeno un giorno di parlare con i presidenti federali, segretari e gli stessi tecnici per capire come andava la progressione della qualificazione e per capire i problemi che hanno caratterizzato l’attività sportiva per una qualificazione che sempre di più onestamente diventa una cosa complicata. Un abbraccio a Malori, vice campione del mondo che è una delle grandi speranze. Non è stato fortunato è il momento giusto per mandargli il nostro messaggio. Ringrazio tutti i presidenti, che sono stati tutti complici e abbiamo remato nella stessa direzione. Questo tipo di lavoro che abbiamo fatto, penso a Roberto Fabbricini da sempre collegamento più concreto tra il sottoscritto e tutti quanti voi, è di gran lunga la migliore carta che ci possiamo giocare per essere sempre più credibili anche e soprattutto nella candidatura di Roma 2024. A Rio, dietro al portabandiera e a Carlo Mornati, sfileranno solo gli atleti e i tecnici. Penso al gruppo degli ambassador, voi avrete un ruolo molto ma molto importante: siete i sindaci di Casa Italia. Per noi sarà fondamentale ricevere al meglio tutti gli stakeholder internazionali. Inaugureremo Casa Italia il 3 agosto con un invito già mandato a tutti membri del CIO, a tutti i presidenti di federazioni internazionali, da parte di Matteo Renzi e del sottoscritto, con un concerto di Gigi d’Alessio, con una cena tipicamente italiana, occasione più unica che rara per presentare meglio la candidatura olimpica”.
Il concetto è stato amplificato dalla testimonianza del Segretario Generale, Roberto Fabbricini. “Potete immaginare con quanta emozione sono qui a parlarvi oggi di questa grandissima avventura che si chiama Rio de Janeiro. Con un po’ di esperienza ho seguito più o meno da vicino l’attività del Coni e delle federazioni in questi tre anni e mezzo e devo assicurarvi che la preparazione olimpica è stata fatta in modo egregio e che si occupa di tutti gli aspetti della trasferta ha fatto un lavoro egregio. Voglio complimentarmi con l’Istituto Scienza dello Sport e soprattutto complimentarmi con le federazioni perché ho visto una grandissima unità di azioni e di intenti fra il Coni, nella persona di Carlo Mornati e del suo gruppo magnifico, e le federazioni. Il presidente ha espresso grande ottimismo, io credo che sia comprensibile per il lavoro che è stato fatto insieme. Sarà un’olimpiade difficile, complessa, con avversari particolarmente pericolosi, ma sono convinto che saremo in grado tutti insieme con la nostra forza di dare la migliore assistenza agli atleti. Tornando al CONI dopo tre anni e mezzo ho trovato dei regolamenti estremamente difficili da superare per partecipare in qualunque veste ai Giochi. Io credo che l’impegno massimo di tutti quanti noi e voi sia quello di garantire agli atleti e ai tecnici le migliori condizioni per le gare. Dobbiamo essere concordemente uniti nel far sì che gli atleti avvertano il sostegno di tutti, ogni federazione stretta attorno ai propri atleti e a quelli della squadra italiana. Credo che alla fine il risultato verrà. Abbiamo ancora delle qualificazioni in corso, siamo tutti ottimisti perché dobbiamo esserlo e una volta ottenuta la qualificazione di questi sport di squadra che mancano all’appello sarà forse più facile pensare a un bel percorso nel torneo olimpico. A nome personale credo di aver trovato in ogni federazione un’attenzione forte verso l’evento e uno spirito di collaborazione che tante volte in passato non è stato così forte”.
Anna Riccardi, dirigente della Preparazione Olimpica, ha invece parlato e rappresentato – nel dettaglio – le location destinate a ospitare la squadra azzurra per gli allenamenti e il villaggio olimpico. “È un villaggio olimpico molto ampio (l’Italia sarà all’edificio 20, ndr) quindi abbiamo prestato particolare attenzione a quelle che sono le distanze dalla mensa e dai trasporti, che sono i servizi essenziali per la nostra squadra. Faremo attenzione anche alla pianificazione e alla sistemazione dei diversi gruppi in base alle diverse discipline e agli orari di gara, in modo che tutti i gruppi non si diano fastidio l’uno con l’altro. Bora Bora, il Collegio di Cruzeiro, il Tijuca Tenis Club, Notre Dame, Cepeusp e Unisanta (che sta Santos, dedicata a nuoto e triathlon) saranno i nostri punti di riferimento per gli allenamenti e per la gestione degli atleti prima delle gare"
Antonio Spataro, Direttore sanitario dell’Istituto di Medicina e di Scienza dello Sport, ha invece presentato i dati relativi all’attività di supporto medico. “La nostra struttura da oltre 50 anni rappresenta il punto di riferimento per valutare l’aspetto relativo all’idoneità agonistica degli atleti. Nel 2015 abbiamo effettuato circa 22 mila interventi specialistici, visitando 724 azzurri di 28 discipline olimpiche. Grazie ai nostri screening innovativi, dal 2004 al 2014, abbiamo individuato 171 casi di atleti considerati sani con patologie cardiache, evitando eventi acuti: questo lo faccio a beneficio della salute. A Rio, nel Villaggio Olimpico, metteremo a disposizione 4 medici e 3 fisioterapisti, oltre ad apparecchiature all’avanguardia. Fuori dal Villaggio ci sarà un medico e un fisioterapista a disposizione anche dei medici federali. Zika? Il CIO è a stretto contatto con le autorità brasiliane e con l’OMS per dettare le linee guida di sicurezza. Informeremo puntualmente, in accordo con l’Istituto delle malattie infettive dello Spallanzani. Tutti gli atleti saranno sottoposti a test antidoping prima dei Giochi e vigileremo affinché nessun o assuma sostanze senza il nostro consenso”.
Diego Nepi, responsabile marketing, del CONI ha focalizzato il suo intervento sulla scelta di Casa Italia, riscuotendo l’ammirato applauso della Sala. “Siamo partiti con l’idea di concretizzare una missione impossibile: cercare di scegliere un luogo che fosse l’emanazione dei valori che rappresentano lo sport italiano e che sapesse emozionare. Volevamo anche essere originali e creativi e lontani dai soliti stereotipi, per questo abbiamo scelto sei ‘ambassador’ per trasmettere e promuovere l’unicità dell’essere italiani: Antonio Rossi, Jury Chechi, Carlton Myers, Andrea Lucchetta, Elisa Santoni e Alessandra Sensini, oltre a Fiona May”. Casa Italia sorgerà nel Costa Brava Club, affascinante location che si trova nell’affascinante cornice tra Barra da Tijuca e Sao Conrado. Lo chef sarà Davide Oldani”.
Danilo di Tommaso, Responsabile della Comunicazione, ha invece presentato i numeri e le dinamiche legati agli accrediti dei media italiani ai Giochi, ricordando le differenze intervenute negli ultimi anni. “Rispetto a Londra abbiamo registrato un -12,42% complessivo dell’assegnazione del CIO al CONI. Questo è legato ad alcuni fattori, tra cui l’aumento dei Paesi accreditati: ad Atene erano 135, a Rio 195, il 44% in più. Poi incidono i “no show”, legato a chi riceve l’accredito ma non li ritira e l’altro al discorso ‘continente’: i Giochi stavolta si disputano in Sudamerica quindi c’è una riduzione delle concessioni per l’Europa”. Sono state poi ricordate le limitazioni riguardanti gli accreditati, in ossequio alla carta olimpica, che prevede anche restrizioni per l’utilizzo dei social media.
L'Italia Team è pronto a "volare": missione Rio 2016.
Studenti e atleti? Si, con #LaBuonaScuola! Iniziativa Miur, CONI, Lega Serie A
Conciliare la vita da studenti con quella da atleti diventa finalmente possibile. È stato infatti presentato al Miur un Programma rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di II grado che praticano attività sportiva di alto livello. Obiettivo: consentire a questi giovani di inseguire il loro sogno senza dover rinunciare allo studio. Si parte con 1.342 studenti appartenenti alle categorie giovanili Allievi e Primavera della Lega Serie A, di cui 326 con contratto professionistico e 13 già esordienti nel massimo campionato. Per loro niente più lezioni perse a causa di gare e allenamenti. Grazie a soluzioni didattiche ad hoc e all’uso della tecnologia, potranno stare al passo con la loro classe.
Il Programma presentato oggi, presso il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, attua quanto previsto dalla legge ‘Buona Scuola’ (articolo1, comma 7) in materia di diritto allo studio degli studenti-atleti. È realizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Coni, il Cip (Comitato italiano paralimpico) e con la Lega Serie A. L’iniziativa è stata presentata dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, dal Sottosegretario Gabriele Toccafondi, dal Presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta e dal Presidente del Coni Giovanni Malagò. Hanno portato la loro testimonianza alcuni giovani atleti: il portiere della Juventus, Emil Audero, che frequenta l’ultimo anno di Liceo scientifico (“Le lunghe assenze mi penalizzano più di ogni altra cosa”, ha raccontato, riferendosi alle continue trasferte con la squadra); il centrocampista della Lazio e della nazionale italiana under 21, Danilo Cataldi, che ha lasciato la scuola al terzo anno del Liceo scientifico (“Nell’affrontare i due impegni, sport e scuola, le problematiche erano tante. Ora spero di riprendere e finire gli studi grazie a questo Programma”); la campionessa di nuoto Simona Quadarella, al IV anno del Liceo scientifico (“Difficile rimanere concentrati in classe e poi fare gli allenamenti, magari in vista di una gara”). Tra i testimonial d’eccezione anche Andrea Lucchetta, il campione mondiale di pallavolo, che è riuscito a diplomarsi, ma, ha raccontato, “non sono riuscito a laurearmi in Ingegneria elettronica come avrei voluto. A tutti dico di non arrendersi mai. Bisogna trovare sempre gli spazi. La scuola ti forma”.
“La nostra volontà - ha spiegato il Ministro Stefania Giannini - è di far sì che lo sport diventi una componente fondamentale, strutturale, della nostra formazione e della formazione che la scuola dà ai nostri studenti. Con questa iniziativa abbiamo messo un primo mattoncino per costruire un edificio che sono convinta porterà un grande risultato. Un cambiamento culturale che era necessario e che ci riconsegnerà una competitività sul piano internazionale, anche in questo settore”.
“Scuola e sport agonistico possono non essere in contrasto. Chi ha una dote e tanta volontà deve poter fare scuola fino in fondo. Nel 90% dei casi lo sport che si pratica anche a livello agonistico da giovani non diventerà l’attività principale nella vita, è bene quindi che l’istruzione non sia abbandonata dai ragazzi. Con questa sperimentazione - ha spiegato il Sottosegretario Gabriele Toccafondi - vogliamo offrire la possibilità agli studenti-atleti di portare avanti una carriera da professionisti ed allo stesso tempo vogliamo abbattere l’alto tasso di dispersione scolastica che colpisce gli studenti che praticano sport ad alto livello. Per la prima volta il sistema nazionale d’istruzione si occupa, con un'azione concreta ed innovativa, di sostenere il percorso scolastico di questi ragazzi, un obiettivo importante che compariva come uno degli aspetti qualificanti della ‘Buona Scuola’”.
“Dare a questi giovani la possibilità di proseguire e completare gli studi è molto importante - ha dichiarato il Presidente del Coni, Giovanni Malagò -anche per garantire loro un futuro quando interromperanno l’attività agonistica, perché sappiamo che anche dopo aver ottenuto la massima consacrazione sportiva, questi atleti non sempre hanno la certezza di avere una tranquillità lavorativa ed economica. Ecco dunque che questo progetto diventa fondamentale e dobbiamo già immaginare di ampliarlo a livello universitario. Questo anche perché al giorno d’oggi si creano nuove opportunità lavorative all’interno dell’ordinamento sportivo. Con questo progetto ci mettiamo al passo coi tempi, è un segnale di civiltà che prepara una categoria fino a poco tempo fa totalmente spiazzata di fronte alle difficoltà lavorative che gli sportivi devono affrontare nel momento in cui interrompono l’attività sportiva”.
"La Lega Serie A è orgogliosa di intraprendere, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il Coni e con il Cip, questo ambizioso progetto dal forte impatto sociale, volto alla sperimentazione di percorsi didattici innovativi - ha dichiarato il Presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta -. L’obiettivo è quello di aiutare i giovani atleti delle nostre Società a conciliare gli impegni scolastici con quelli sportivi ottimizzando i tempi, sfruttando appieno tutte le loro potenzialità, intellettuali e calcistiche, e riducendo il più possibile il loro abbandono scolastico".
La sperimentazione ha una durata triennale. In questa prima fase coinvolgerà gli studenti coinvolti nelle attività della Lega Serie A. Dal prossimo anno scolastico sarà estesa agli studenti-atleti di tutte le discipline sportive. Si tratta di ragazzi che per il loro impegno sportivo-agonistico si vedono spesso costretti ad uscire dal sistema di istruzione e che, ora, invece, potranno scegliere di usufruire di percorsi personalizzati e completare il ciclo di studi.
Nel concreto: gli studenti-atleti non avranno “sconti” sui programmi di studio, che saranno uguali a quelli dei loro compagni, ma potranno seguire le lezioni tramite una piattaforma web conciliandole con gli impegni sportivi; sempre tramite questa piattaforma potranno dialogare e interagire con i docenti o con i compagni e avranno a disposizione tutti i materiali didattici.
Ad affiancare ciascuno studente ci saranno due tutor: uno scolastico e uno sportivo. Le attività di e-learning (documentate e certificate dal Consiglio di classe) potranno essere equiparate ai fini della valutazione a quelle svolte in presenza, per una quota massima del 25% del monte orario annuale. Le verifiche, sia orali che scritte, valide anche ai fini della ammissione alla classe successiva, non potranno essere effettuate tramite la piattaforma digitale.
Scuola dello Sport, domani presentazione della collaborazione con De Agostini e del piano formativo 2016
Domani, martedì 2 febbraio, al Salone d’Onore del CONI il Presidente Giovanni Malagò e il Presidente di De Agostini Scuola, Gianluca Pulvirenti, presenteranno una prestigiosa collaborazione tra CONI e De Agostini che riguarderà nuovi testi a marchio congiunto per la Scuola Secondaria di primo e secondo grado nonché seminari di formazione e aggiornamento per i docenti.
L’incontro con la stampa, il cui inizio è fissato per le ore 12, sarà anche l’occasione per presentare il piano formativo 2016 della Scuola dello Sport del CONI.
CdM sciabola: Montano vince a Padova e ottiene il pass per Rio. Sono 133 gli azzurri ai Giochi

Aldo Montano ha vinto la finale del Trofeo Luxardo di sciabola a Padova superando l’ungherese Szilagyi 15-12. L’azzurro ha raggiunto per la seconda volta consecutiva il successo stagionale in Coppa del mondo ma soprattutto ha conquistato aritmeticamente il pass olimpico individuale per Rio 2016. Traguardo raggiunto già con la vittoria in semifinale dove ha battuto il coreano Kim Junghwan 15-12.
Contro il coreano Montano è partito subito con tre lunghezze (6-3) di vantaggio, ha poi subito il ritorno del coreano che lo ha raggiunto su 10-10. Poi l’azzurro ha cambiato passo. Ha infilato quattro stoccate consecutive ed è riuscito a chiudere l’incontro a suo vantaggio che gli apre le porte per la partecipazione al prossimo torneo olimpico, il quarto per lui, dove vanta un oro un argento e due bronzi
Montano dopo aver superato anche il belga Sepp Van Holsbeke col punteggio di 15-10, ha fermato l'avanzata del russo Veniamin Reshetnikov per 15-14. Con lo stesso punteggio, ai quarti di finale, ha poi sconfitto l'iraniano Mojtaba Abedini al termine di un assalto che ha visto l'azzurro soffrire per via di crampi alle gambe.
Gli azzurri certi della partecipazione a Rio 2016 sono 133 (81 uomini, 52 donne) in 18 discipline differenti, con 33 pass individuali. Ecco il dettaglio:
- Nuoto (2 pass individuali: Gregorio Paltrinieri 1500 sl; Federica Pellegrini 200 sl - 20 carte olimpiche – 4x100 sl m e f – 4x100 mista m e f – 4x200 sl f);
- Canottaggio (14 carte olimpiche - due senza, due di coppia PL, quattro senza, quattro senza PL, doppio);
- Pallavolo (carta olimpica per la squadra maschile, 12 unità);
- Vela (11 carte olimpiche di cui 6 individuali: nel 49er FX; nel RS:X femminile; nel Nacra 17 misto) in 8 classi: Laser Radial d, Laser Standard m Francesco Marrai, RS:X 1 m / RS:X d Flavia Tartaglini, 49er FX Giulia Conti e Francesca Clapcich, Nacra 17 Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri, 49er 2 u, Finn 1 u;
- Tiro a Volo (9 carte olimpiche- Trap 3 – 2 uomini e 1 donna- Double Trap -2 – Skeet 4 – 2 uomini e 2 donne);
- Tiro a Segno (5 carte olimpiche – Carabina 10 metri d, Carabina 3 p. m, carabina a terra m, Pistola libera m, Carabina 50 metri m);
- Ginnastica artistica (5 carte olimpiche d);
- Ginnastica ritmica (5 carte olimpiche d);
- Tiro con l’Arco (4 carte olimpiche – 3 m e 1 d);
- Nuoto di Fondo (3 pass individuali: Simone Ruffini, Federico Vanelli, Rachele Bruni nella 10 km);
- Pugilato (2 pass individuali: Valentino Manfredonia 81 kg e Clemente Russo 91kg)
- Scherma (2 pass individuali nel fioretto femminile: Elisa Di Francisca e Arianna Errigo; 1 pass individuale nella sciabola maschile: Aldo Montano; 6 carte olimpiche -squadre di fioretto e di spada maschile);
- Tuffi (2 carte olimpiche – Trampolino 3 metri d e piattaforma d);
- Pentathlon Moderno (2 pass individuali: Riccardo De Luca, Alice Sotero);
- Lotta (una carta olimpica, stile libero categoria 65 kg);
- Canoa (due carte olimpiche, K1 slalom maschile e femminile);
- Ciclismo (10 carte olimpiche – 5 prova su strada m di cui 2 valide anche per la crono m, 4 inseguimento a squadre f, 1 omnium m );
- Atletica (15 pass individuali Eleonora Giorgi, Libania Grenot, Gloria Hooper, Anna Incerti, Antonella Palmisano,Yadisleidy Pedroso, Elisa Rigaudo, Alessia Trost, Marco De Luca, Fabrizio Donato, Marco Fassinotti, Stefano La Rosa, Daniele Meucci, Ruggero Pertile, Gianmarco Tamberi).
Europei: Cappellini e Lanotte vincono l'argento
Anna Cappellini e Luca Lanotte hanno vinto la medaglia d’argento ai Campionati Europei di Bratislava ottenendo la quarta medaglia continentale consecutiva.
Sulle note della “Dolce vita” di Nino Rota il duo azzurro ha eseguito il programma libero con puntualità e precisione completando la prova in maniera quasi perfetta totalizzando 178,01 .Meglio degli azzurri hanno però danzato i francesi Gabriella Papadakis e Guillaume Cizeron che si sono aggiudicati il titolo europeo. Con 182,71.
Anna Cappellini e Luca Lanotte, erano al comando dopo la prima prova nel programma corto con 72.31 punti, ed avevano un vantaggio di 1,57 punti nei confronti della coppia francese Papadakis e Cizeron (70.74).
Al terzo posto si sono confermati i e i russi Ekaterina Bobrova e Dmitri Soloviev. con 176,50, che nel corto avevano realizzato 68.71.
Oberstolz e Gruber concedono il bis mondiale. Azzurri, vincitori di un altro bronzo, premiati da Bach
Christian Oberstolz e Patrick Gruber concedono il bis e centrano il secondo bronzo in altrettante gare disputate nella 46sima edizione dei Mondiali di slittino su pista artificiale, partita ieri sulla pista tedesca di Koenigssee. Il doppio azzurro, che nella giornata di esordio aveva ottenuto il terzo piazzamento nella sprint, consegna all’Italia il 59° podio iridato nella storia dello slittino tricolore.
Dopo aver chiuso la prima manche al sesto posto, Oberstolz e Gruber recuperano tre posizioni agli avversari (fermando il crono sull'1:40.728) e spezzano il dominio di una Germania che si aggiudica i primi due gradini con le coppie Wendl/Arlt (con 1:38.975 conquistano il terzo oro iridato di fila nella specialità) ed Eggert/Benecken (+0.611) e che piazza Geueke/Gamm in quarta posizione. A premiare gli azzurri, autori di una nuova pagina di una carriera infinita, è stato il presidente del Cio, Thomas Bach.
Il primo successo in Coppa del 39enne Oberstolz e di Gruber (38 anni domani) risale al 2002 a Lake Placid: da allora sono arrivati due vittorie nella classifica finale di Coppa del mondo (e nove piazzamenti sul podio), sedici successi di tappa e quattro medaglie mondiali (argento a Cesana Pariol 2011, bronzo a Sigulda 2015 e un altro doppio bronzo in questo fine settimana tedesco).
La classifica premia anche i giovani Ludwig Rieder e Patrick Rastner, settimi al traguardo con tre posizioni recuperate nella seconda manche, mentre Florian Gruber e Simon Kainzwaldner hanno terminato tredicesimi.
Coppa del Mondo, sei italiani in acqua a Miami per le medal races
Finalmente il sole a Miami, nella penultima giornata di regate della tappa americana della Coppa del Mondo delle classi olimpiche: dopo una settimana di nuvole, pioggia e vento debole quanto instabile, ieri i 711 atleti, provenienti da 64 Nazioni, impegnati in questo secondo appuntamento della World Cup, hanno affrontato una magnifica giornata di vela sotto un cielo azzurro e con una brezza costante da Nord tra gli 8 e i 12 nodi d’intensità, che ha finalmente consentito di chiudere regolarmente la serie di regate di flotta. Una giornata positiva per la vela azzurra, che porta ben sei equipaggi in Medal Race – le regate secche a punteggio doppio riservate ai migliori dieci di ogni classifica, in programma oggi a partire dalle 11:10, ora locale – pur essendo presente solo in otto classi su dieci (niente italiani nel 470 F e nel 49er FX).
Conquista la Medal, con ambizioni da podio, Flavia Tartaglini nella tavola a vela RS:X femminile, al momento quarta a soli sei punti dalla medaglia di bronzo, a conferma di un ottimo stato di forma e di una costanza di rendimento che la colloca ai piani alti delle classifiche da inizio quadriennio, così come Daniele Benedetti, il giovane azzurro che ha chiuso la serie di flotta al decimo posto nella tavola RS:X maschile (con Mattia Camboni che, a causa di una brutta giornata, esce dai top ten e chiude all’undicesimo posto) e l’equipaggio formato da Gabrio Zandonà e Andrea Trani, sesti nel 470 uomini. Ben due invece gli equipaggi azzurri del 49er che raggiungono l’obiettivo, Stefano Cherin-Andrea Tesei, noni, e Ruggero Tita-Pietro Zucchetti, decimi e rallentati da una squalifica ottenuta nell’ultima prova (nell’arco delle quattordici regate di flotta disputate, sono quelli che hanno ottenuto più vittorie parziali: tre), così come Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri nel catamarano per equipaggi misti Nacra 17, decimi dopo una settimana con parecchi alti e bassi. Medal Race mancata per un soffio invece per Giorgio Poggi, undicesimo nel singolo Finn, Joyce Floridia, anche lei undicesima nel singolo femminile Laser Radial, e per il già citato Mattia Camboni nell’RS:X.
Se le classi olimpiche si apprestano a terminare le regate oggi, ieri per le due classi paralimpiche del Sonar e del 2.4 mR è stata la giornata conclusiva, con successi finali che sono andati a all’inglese Helena Lucas (2.4) e all’equipaggio canadese Tingley-Campbell-Lutes (Sonar).
Montezemolo: candidatura, sfida per cambiare la città
Cogliere l’occasione della candidatura di Roma per trasformarla in una Smart city, una città intelligente basata su un sistema di tecnologie e innovazione che risponda ai bisogni di ogni cittadino. Questo l’obiettivo della collaborazione nata dall’incontro di oggi tra Comitato Roma 2024, startupper, imprese e Università, organizzato con il supporto della Regione Lazio e di Unindustria.
“Solo attraverso un grande lavoro di squadra possiamo far emergere le potenzialità di questa città. Le Olimpiadi e le Paralimpiadi devono essere un’opportunità per tutta la popolazione”, così il presidente del Comitato promotore Luca di Montezemolo, intervenuto alla sala stampa dello Stadio Olimpico. “Ora più che mai abbiamo bisogno di questa sfida per guardare al futuro, per rimettere Roma e l’Italia in gioco, ma soprattutto per creare sviluppo. Non sostenere la candidatura vuol dire arrendersi e continuare a non dare la possibilità alla Capitale di migliorare e di crescere. Questa è un’occasione non solo per ristrutturare o costruire nuovi impianti sportivi, ma anche per investire sulle idee. Abbiamo bisogno di giovani che mettano in piedi iniziative importanti. Dobbiamo sostenerli e indirizzare le loro iniziative in quello che è fondamentale per vincere questa grande sfida”, ha continuato Montezemolo.
“Il contributo del mondo dell’innovazione è fondamentale per la candidatura della Capitale”, ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico e alle Attività produttive della Regione Lazio Guido Fabiani. “Il Lazio è la terza regione italiana per il numero di start up innovative, a dimostrazione che qui si concentra una grande quantità di realtà creative. Credo che il mondo dei giovani abbia molto da dire per contribuire al miglioramento della città in vista dei Giochi”, ha concluso Fabiani. "Il ruolo dei grandi eventi, come le Olimpiadi e le Paralimpiadi per le quali Roma è candidata, è fondamentale e strategico per la crescita e lo sviluppo del territorio. Roma ha bisogno di nuove sfide, di nuovi progetti, di nuovi obiettivi. I Giochi sono un stimolo per il futuro della città e dei suoi cittadini”, ha sottolineato Giampaolo Letta, vice presidente di Unindustria, con delega al Giubileo della Misericordia e alle Olimpiadi del 2024.
“Molti sono i giovani talenti che hanno cambiato Paese per dar vita alle proprie idee. Questa è l’occasione giusta anche per riportare i “cervelli in fuga” a casa propria, nel loro Paese”, ha commentato Fausto Bianchi, presidente del gruppo giovani imprenditori di Unindustria, con delega alle start up e alla promozione dell’imprenditoria giovanile. “Da parte nostra dobbiamo creare sin da subito un networking di condivisione delle idee. Dobbiamo porre da adesso le basi per la futura Smart City e condividere i progetti con il Comitato promotore. Dobbiamo approfittare di questa grandiosa opportunità per creare una vetrina a livello internazionale e per trasformare la città, migliorando e sviluppando le potenzialità del territorio per il bene pubblico”.
Laser Standard, scelto Francesco Marrai per Rio 2016
Il Consiglio Federale riunito oggi a Genova, presso la sede della Federazione Italiana Vela, ha ufficializzato con propria delibera la proposta della Direzione Tecnica per la presentazione al CONI di un altro azzurro - dopo gli equipaggi formati da Giulia Conti e Francesca Clapcich per la disciplina skiff femminile 49er FX, da Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri per la disciplina catamarano per equipaggi misti Nacra 17 e da Flavia Tartaglini per la tavola a vela femminile RS:X - che potrà far parte della Spedizione Olimpica a Rio 2016, una volta approvata dal Comitato Olimpico Nazionale. L'individuazione riguarda la disciplina del singolo maschile Laser Standard e l’atleta confermato è Francesco Marrai, seguito dal Tecnico Alp Alpagut.
Nato a Pisa il 4 gennaio 1993, iscritto alla Facoltà di Ingegneria Nautica e tesserato per le Fiamme Gialle, il Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza, Francesco Marrai si appresta a partecipare alla sua prima Olimpiade, in una classe estremamente competitiva, quella del singolo maschile Laser Standard, in cui ha ottenuto numerosi successi di livello internazionale, sia in ambito giovanile che senior, l’ultimo dei quali è il trionfo, lo scorso agosto, nelle acque che ospiteranno fra pochi mesi le regate olimpiche, nel Test Event a Rio de Janeiro, appuntamento di livello massimo a cui erano presenti tutti i migliori esponenti della disciplina.
Amante dei viaggi, grande sportivo, testardo, determinato e molto maturo considerata la giovane età, Marrai in questo quadriennio è cresciuto e migliorato a dismisura, fino a raggiungere risultati eccellenti – vedi il già citato successo nella regata pre-Olimpica di Rio - che l’hanno fatto entrare nell’élite della classe a soli 23 anni. “A inizio quadriennio mi sono posto l’obiettivo di raggiungere una certa regolarità e ad arrivare nei primi dieci nelle regate importanti, che non vuol dire vincere sempre, o arrivare sul podio, ma restare lì, tra i migliori. Ed è su questa continuità che ho costruito la mia crescita”, spiega il livornese. “Ora chiaramente punto ad andare lì e giocarmela, senza timore. I Giochi sono un sogno, la regata più importante a cui si possa aspirare: partecipare è già una grande emozione, ma vado lì a testa alta”.
Progettato nel 1971 dall’americano Bruce Kirby, il Laser è la deriva più diffusa e famosa al mondo, anche al di fuori dell’ambito strettamente agonistico. Lungo poco più di 4 metri, per circa 60 chili di peso, è un monotipo essenziale nell’attrezzatura e dotato unicamente di randa, per una sola persona d’equipaggio. Diventato, nella sua versione Standard, classe olimpica per uomini a partire dall’edizione 1996 dei Giochi, quella disputata ad Atlanta (le regate a Savannah), nel 2008, ai Giochi di Pechino, ha fatto la sua prima apparizione olimpica anche nella versione Radial (vela più piccola di circa il 15 per cento con un taglio radiale e parte inferiore dell’albero più corta) come singolo olimpico femminile. In entrambe le versioni, è una barca strettamente one design (peso, dimensioni, vele e attrezzatura identiche per tutti), perfetta per far emergere le qualità sia fisiche che tattiche del timoniere, nonché la sua capacità di messa a punto del mezzo a seconda delle condizioni. “Francesco Marrai ha evidenziato una crescita marcata, con un percorso continuo che lo ha visto riportare importanti risultati a livello giovanile prima ed in classe Olimpica successivamente, fino alla vittoria del Test Event Olimpico del 2015”, ha dichiarato il DT della Nazionale Michele Marchesini. “E’ un atleta molto giovane, che proviene dal nostro vivaio e che è espressione del ricambio in Squadra. Tecnicamente ha un’impostazione, una costruzione della regata molto pulita ed efficace che apprezzo molto, unita ad una capacità di conduzione ed un livello di preparazione fisica in linea con i migliori singolisti mondiali”.
Mondiali, Fischnaller guida gli azzurri a Koenigssee. Bronzo per Oberstolz/Gruber nella sprint
E' terminato il conto alla rovescia della 46sima edizione dei Mondiali di slittino su pista artificiale, partiti oggi con le gare di sprint, sulla pista tedesca di Koenigssee. La nuova specialità ha regalato la prima medaglia all'Italia: a conquistarla il doppio composto da Christian Oberstolz e Patrick Gruber, bronzo al termine dell'evento vinto dai tedeschi Wendl/Arlt, con il tempo di 39"032, davanti agli austriaci Penz/Fischler, staccati di 229 millesimi. Al terzo posto gli azzurri con un distacco di 396 millesimi.
Il bronzo azzurro beneficia anche della squalifica inflitta dalla giuria ai tedeschi Eggert/Benecken, secondi al termine della run, ma poi estromessi dalla classifica. Per l'esperta coppia azzurra si tratta del terzo alloro iridato, dopo l'argento ai Mondiali di Cesana del 2011 e il bronzo di Sigulda dello scorso anno. Per l'Italia dello slittino, vera miniera per lo sport italiano, quella di oggi è la medaglia numero 58 ai Campionati Mondiali: la prima fu l'argento del '57 a Davos, conquistato dal doppio Pichler/Ebner. Completano la classifica azzurra Rieder/Rastner con il 12/o posto. Nella gara femminile la medaglia d'oro all'elvetica Martina Koch, con il tempo di 39"451, davanti alle tedesche Natalie Geisenberger, staccata di 35 millesimi e Dajana Eitberger a 86. La sprint maschile ha registrato una tripletta tedesca con Felix Loch d'oro, Andi Langenhan in argento e Ralf Palik in bronzo.
Armin Zoeggeler, direttore tecnico della squadra azzurra, ha convocato per il singolo maschile (previsto domenica 31 gennaio alle ore 10.15 e 12.25) Dominik Fischnaller, Kevin Fischnaller, Emanuel Rieder, Theo Gruber. Nel doppio di sabato 30 gennaio (ore 12.45 e 14.00) saranno schierati Ludwig Rieder/Patrick Rastner, Christian Oberstolz/Patrick Gruber e Simon Kainzwaldner/Florian Gruber, mentre nel singolo femminile di sabato (ore 15.20 e 17.05) toccherà ad Andrea Voetter e Sandra Robatscher.
Dominik Fischnaller (nella foto FISI), leader della squadra azzurra con la vittoria nell'opening di Igls e il terzo posto nella sprint di Park City, ha sperimentato diverse cose negli allenamenti di questi giorni ed è pronto al riscatto dopo le recenti uscite in cui ha raccolto molto meno di quanto sperasse. "Sono partito bene vincendo la gara inaugurale di Coppa del mondo ma via via ho peggiorato le prestazioni - ammette il carabiniere di Rio di Pusteria -, quindi ho grande voglia di riprendermi quello che non sono riuscito a ottenere. Le prime indicazioni su questa pista sono buone, le motivazioni sono fondamentali in questo genere di competizioni. Conservo dolci ricordi di Koenigssee, dove conquistai il mio primo podio in carriera con un terzo posto qualche anno fa. Gli avversari sono fortissimi, Loch e gli altri tedeschi sono tornati in alto dopo un inizio di stagione difficoltoso e l'hanno l'indubbio vantaggio di partire favoriti, ma noi allo stesso tempo non partiamo battuti". 
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