Convegno su specificità dello sport e formazione dei giovani nell'UE. Malagò: tutelare i vivai
Si è tenuto questa mattina, nel Salone d’Onore del CONI, il convegno “la natura specifica dello sport e la formazione dei giovani atleti nel diritto dell’Unione Europea”. Un approfondimento di respiro internazionale capace di coinvolgere qualificati relatori, illustri giuristi e rappresentanti istituzionali per maturare riflessioni, proposte e obiettivi da perseguire in nome dell’autonomia e della specificità del movimento agonistico nell’ambito dell’UE.
La giornata, organizzata dal CONI in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport e co-finanziato dalla Commissione europea, nell'ambito del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione europea, è stata aperta dal saluto del Presidente Malagò. “Siamo onorati e orgogliosi di ospitare questo evento che tratta una tematica importante per il nostro mondo. Il CONI deve sostenere la diffusione dello sport nel Paese e il nostro modello è spesso invidiato all’estero, molti tentano di imitarlo. Una ricerca di mercato fatto dal mio collega danese sul CONI ha rivelato che il nostro Comitato è il più autorevole al mondo, merito ovviamente anche dei Presidenti che mi hanno preceduto. Lo sport è una di quelle parole che mette tutti d’accordo. C’è un tema di piacevole condivisione che va oltre i risultati, è sinonimo di aggregazione. La funzione sociale dello sport è sempre più un must, soprattutto nel Vecchio Continente, culla del movimento. C’è da occuparsi del ruolo dei giovani, perché devono essere sempre più protagonisti. Paghiamo gap a livello infrastrutturale a livello scolastico con il resto dell’Europa ma anche nel mondo, che si riflette poi sul dato relativo alla sedentarietà. Però dopo il percorso scolastico andiamo paradossalmente a migliorare, cresciamo addirittura nella terza età: scatta l’individualismo del voler essere orgogliosi di essere italiani. Questo deve far riflettere, così come il discorso dei vivai. Ci sono discipline sotto attacco oggi: il calcio ha recentemente definito il perimetro entro il quale operare in questo senso, ma ci sono altri sport che rischiano di rimanere penalizzati, cosa che può inficiare la competitività delle Nazionali. Oggi i ragazzi che si avvicinano ad alcune discipline fanno ragionamenti sulla prospettiva futura di un loro eventuale impiego alla luce della situazione attuale. I presidenti delle società sentono meno l’esigenza di sviluppare questo argomento, portano avanti scelte in base ad altre prospettive. Lo sport deve quindi trovare un sistema di riferimento normativo, deve sdoganarsi. Bisogna trovare un ordinamento che regoli l’attività, che tuteli questo ambito, un risultato da lasciare in eredità alle nuove generazioni”.
L’apertura del convegno, riservata ai saluti istituzionali e moderata da Francesco Soro – Responsabile Affari Legislativi e Attività di Presidenza del CONI, è proseguita con il saluto del Sottosegretario di Stato con delega allo sport, Graziano Delrio. “Siamo felici di chiudere questo semestre di Presidenza italiana all’UE con un’iniziativa rivolta ai giovani e dedicata al principio dell’autonomia e della responsabilità. Il Governo italiano ha messo al centro lo sport in questo semestre. La politica deve rispettare l’autonomia dello sport, che è anche cultura del Paese. E’ un linguaggio universale che non ha bisogno di traduttore, è uno degli argomenti che rende più vera l’Europa. Per questo nel corso del semestre abbiamo insistito su alcuni concetti: sport come motore economico, come strumento educativo, abbiamo indirizzato sforzi per lo sviluppo della pratica motoria nelle scuole. Sport è inclusione sociale, risorsa di superamento di problemi di coesione. Lo sport non è attività come le altre e va considerato nella propria specificità. Va individuata una disciplina sui giocatori cresciuti nel vivaio senza tradire la libera circolazione UE, ma cercando di valorizzazione i nostri settori giovanili”.
Jens Nymand-Christensen, Vice Direttore Generale, Dg Istruzione, Cultura, Gioventù e Sport, Commissione Europea, ha rappresentato il punto di vista ufficiale dell’UE. “Si tratta di un tema molto importante. Quella dell’Italia è stata una Presidenza UE eccezionale, che ha avuto incredibile successo. Siamo soddisfatti, soprattutto in questo momento così particolare. La nuova Commissione europea guidata da Juncker ha iniziato il proprio mandato. In questo senso, è molto importante il segnale rappresentato dal fatto che per la prima volta formalmente assegnato la delega allo sport nel portafoglio di un Commissario,Tibor Navracsics. In Europa ci sono molti giovani disoccupati, in alcuni Paesi oltre il 50%. Spesso quando parliamo di impiego ci dimentichiamo dello sport. Sappiamo che il 2,1% dei lavoratori nell’UE sono sportivi, non dobbiamo dimenticarlo. Dobbiamo aiutare dei giovani a trovare impiego. Lo sport ha un ruolo fondamentale nella nostra società, a livello formativo ed educativo, senza dimenticare i benefici sotto il profilo della salute. Nel 2009 il Trattato di Lisbona ha introdotto per la prima volta la parola sport nell’ambito di un documento sul funzionamento dell’UE. Prima era già successo molto: la pietra miliare è rappresentata dalla sentenza Bosman del 1995, senza dimenticare i discorsi relativi ai diritti televisivi: lo sport va molto oltre quindi il punto incluso nel Trattato. Allo sport può essere riconosciuto un trattamento speciale senza violare le regole europee. In questo caso parliamo di giovani dei vivai: non ci può essere discriminazione a livello di libera circolazione dei lavoratori nell’UE ma per lo sport si può concedere un’interpretazione flessibile. Stesso discorso valevole per i diritti tv, così come le norme sull’interpretazione del doping. Ci sono tanti documenti che vanno in questa direzione, che contemplano eccezioni legate allo sport. La Corte valuta di volta in volta le eccezioni che si fanno alle norme comunitarie. Qualcuno pensa che ci sia erosione delle regole, ma queste misure vanno incoraggiate per adottare politiche ambiziose, perché queste eccezioni sono un’opportunità. Vogliamo che lo sport rimanga una componente importante. Speriamo di trovare soluzioni uniformate alle esigenze attuali”.
Mario Pescante, membro del CIO, ha ripercorso le tappe del rapporto tra organismi sportivi e UE. “Questa giornata può costituire un punto di ripresa per il dialogo sulla specificità dello sport e sulla propria autonomia con la Commissione Europea. Oggi sono 19 anni dalla sentenza Bosman. Il dialogo, da quel giorno, è stato frammentato, fino ad arrivare all’incomunicabilità. Un milione e 350 mila cittadini europei gravita nel mondo dello sport, per questo il dialogo va mantenuto. Con lo sport è facile perché perseguiamo gli stessi valori e gli stessi obiettivi. C’è disagio soprattutto per quanto riguarda l’autonomia della governance sportiva. Ci sono tante Federazioni italiane, 47 a livello europeo, sottoposte a procedimento di infrazione delle norme europee. Mi rivolgo alla Commissione Europea per riprendere questo dialogo. L’Europa è una grande idea, che è indispensabile perseguire ma a volte le istituzioni rappresentano una realtà che provoca il distacco con i cittadini. Si parla di abbattimento delle barriere ma si devono creare le condizioni affinché ciò avvenga. Lo sport non ha nemici ma solo avversari. Non c’è confronto ideologico o politico ma di altra natura. L’Unione ha nel tempo disciplinato le attività sportive applicando norme previste per altri settori. Chiediamo il riconoscimento della specificità. Dopo anni di dibattito il CIO ha ottenuto, nel trattato del 2009, l’inserimento della parola sport sul funzionamento UE ma questo non ha migliorato la situazione. Occorre sviluppare la dimensione europea dello sport, i limiti stabiliti dai Trattati vanno superati. Specificità, indipendenza e autonomia sono concetti sacri. Mandela sosteneva che lo sport aveva il potere di unire i popoli. Può creare speranza dove c’è disperazione. Chiediamo rispetto per i valori che rappresentiamo, per la lotta alle discriminazioni, per la tutela dei diritti umani che incoraggiamo. Sport promotore di valori universali, creiamo quel villaggio globale che senza di noi sarebbe solo un’utopia”.
PRIMA SESSIONE - Lo Sport nell'ordinamento europeo
La parte successiva del dibattito è stata moderata da Giulio Napolitano, Professore di Diritto Amministrativo presso l’Università di Roma Tre e Presidente della Commissione di Riforma della Giustizia Sportiva. “Dobbiamo impegnarci per trovare cornice europea allo sport. L’autonomia non vive in isolamento ma va alimentata con cooperazione”.
Sul tema dello sport nell’ordinamento europeo si sono succeduti sette interventi. Santiago Fisas Ayxelà (Membro Parlamento Europeo, già Ministro dello Sport in Spagna): “So che abbiamo 2 limiti: il primo è la sussidiarietà, il secondo è relativo alla specificità dello sport. Lo sport non è sopra la legge e allora si deve trovare una soluzione che compenetri le due dimensioni. Abbiamo bisogno di queste regole certe nel rispetto della legge”. Robert Siekmann (Università di Rotterdam): “Non ci sono regole sportive che hanno a che vedere con la politica. La specificità dello sport è la madre di tutte le battaglie. Conoscere i regolamenti vuol dire poter migliorare la situazione, confrontare, fare studi comparativi tra le discipline per crescere. La legislazione trova fondamento su quel che accade sul campo di gioco. Un altro elemento importante dello studio riguarda queste regole, nel dimostrare la specificità”.
Walter Veltroni (Presidente Onorario della Lega di Pallacanestro): “Nella mia cultura italiana dell’Europa si va fino agli Stati Uniti di Europa, in un concetto estensivo della tutela dei diritti comunitari. Sono convinto che si debba andare ancora più avanti ma con l’idea di maggiore integrazione e flessibilità, soprattutto nei campi della cultura e dello sport. Questo per consentire una tutela dei vivai, che viene perseguita attraverso procedure di infrazione. Oggi c’è un combinato disposto che crea la crisi dei settori giovanili, ed è un problema per l’Europa. Il rischio è avere una restrizione del numero di ragazzi che fanno sport. Bisogna incoraggiare le società ad acquisire giovani, dobbiamo trovare un meccanismo che armonizzi questo principio, senza violare le regole. C’è bisogno magari di norme solo temporanee, questo intendo per flessibilità. Il livello dello sport si sta abbassando: importiamo tanti giocatori americani il cui livello non è migliore dei nostri ragazzi che potrebbero crescersi e formarsi da noi. Questo si chiede all’Europa: riconoscere flessibilità e specificità, per affrontare questa emergenza”. Franco Frattini (Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport, già Commissario Europeo alla Giustizia): “Anche io parlo di Stati Uniti di Europa. La mia riflessione verte sul fatto che l’integrazione politica europea sarà forte tanto più l’Europa declinerà la sussidiarietà per ordinamenti. Nel trattato di Lisbona ci sono anche punti forti, non solo deboli. Come la collocazione dello sport, accanto all’istruzione, alla formazione e alla gioventù. E’ un elemento da preservare in base a questa interpretazione. E in questo caso le norme europee devono essere garanti. La tutela dei vivai non è discriminazione, bisogna affermare questo principio. Creare un commissario allo sport non deve allontanare il principio di sussidiarietà”. Yves Le Lostecque (Capo dell’Unità per lo Sport, Commissione Europea): “Lo sport ha una sua natura specifica, come riconosciuta dal Trattato. Anche per quanto riguarda le esenzioni, perché non è un’attività economica. Siamo accusati, come Commissione Europea, di non fare abbastanza per lo sport ma dobbiamo ricordare da dove veniamo. All’inizio non era tra gli argomenti di nostra competenza. Dieci anni non c’erano neanche fondi per occuparci di sport, oggi ci sono risorse e anche un programma. Non c’è legislazione vincolante, il principio chiave è quello della sussidiarietà. Rispettiamo l’autonomia delle organizzazioni sportive riconosciute, preserviamo le competenze delle istituzioni preposte. Dobbiamo intervenire solo quando occorre. Per i prossimi 3 anni abbiamo un tavolo di lavoro per lo sport: buona amministrazione, antidoping, gare truccate, parità di genere, educazione, istruzione. Il secondo strumento è Erasmus Plus, che prevede un capitolo per lo sport. Siamo ambiziosi e modesti allo stesso tempo”. Christophe Vedder : “La caratteristica specifica dello sport, per la funzione di educazione sociale che svolge, è innegabile. Abbraccia vari ambiti, anche se non è menzionata nel trattato. La legislazione suggerisce che la specificità si rintracci nelle disposizioni della Corte di Giustizia Europea”. Gabriella Palmieri Sandulli (Avvocato dello Stato presso l’UE): “La pluralità di ordinamenti deve partire dal concetto di specificità di sport ma va reso compatibile con la molteplicità delle norme. La Corte di Giustizia si collega, come giurisprudenza, sulla concorrenza e sul libero mercato, è stato introdotto il concetto chiave di proporzionalità e di ragionevolezza. Non va ridotta a una casistica ma si ha visione di insieme. Il concetto di specificità si declina ed è concetto visibile e concreto, e tiene anche conto delle singole discipline che meritano adeguata rilevanza”.
SECONDA SESSIONE - L'UE E LA FORMAZIONE DEI GIOVANI ATLETI
La seconda e ultima sessione, moderata dall’Avvocato Antonio Conte, membro della Commissione di riforma della Giustizia Sportiva, è stata aperta dal Sottosegretario di Stato per gli Affari Europei, Sandro Gozi: “Tenevamo molto a questa iniziativa nell’ambito del Semestre italiano alla Presidenza UE. In gioco non ci sono le regole del mondo dello sport, quel che si discute attiene proprio al rapporto tra il settore agonistico e l’Unione Europea. Non c’è sempre stata intesa tra i due mondi. Lo sport produce ricchezza che andrebbe adeguatamente considerata. La creazione di un portafoglio per il Commissario è fondamentale per attuare concretamente il concetto di specificità dello sport nell’ambito europeo. A livello europeo ci sono state entrate a gamba tesa, soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione della legge Bosman e i relativi effetti negativi. Non si devono creare restrizioni, un’Europa che vuole sviluppare nuove politiche per lo sport deve considerare questo aspetto. La via della sussidiarietà e quella dell’impatto sociale sono fondamentali nell’ambito della tutela dei settori giovanili”.
Karen Jones (Professoressa di Diritto Internazionale Sportivo dell’Università di Amsterdam, avvocato): “Credo sia importante l’aspetto sociale della norma dei vivai. Molti giocatori sono giovanissimi, per questo è importante l’aspetto educativo. Bisogna allenare tanti ragazzi per scoprire un campione. Dobbiamo sviluppare appieno queste persone, sotto il profilo individuale proprio per lo sviluppo della comunità, per garantire un futuro a chi non avrà un futuro da campione”. Sophie Dion (Onorevole Parlamento francese, Professoressa): “La formazione deve essere accompagnata da un contratto di lavoro. Vanno trovate soluzione che non pongano problemi a livello europeo, che non operino discriminazione, poi subentra la sussidiarietà. Non possiamo subire la realtà, perché altri Paesi esterni stanno andando avanti, stanno progredendo. Ci vuole volontà politica per la protezione dei giovani”.
Jean-Pierre-Siutat (Membro del Consiglio della Federazione Europea di Pallacanestro e Presidente della Federazione Francese di Pallacanestro): “La nostra difficoltà è semplice: abbiamo le Nazionali da tutelare. A partire dalla sentenza Bosman c’è stata un’evoluzione. I bilanci vanno da 2 milioni a 50 milioni: i più ricchi possono andare a trovare giocatori fuori. Noi dobbiamo continuare a formare dei giocatori ma senza che loro siano tutelati. Per essere competitivi e se vogliamo continuare a preparare Nazionali forti dobbiamo preservare i nostri giovani”.
Michele Uva (Direttore Generale FIGC): “La capacità di sviluppare un settore giovanile è sinonimo di virtù gestionale, un illuminante esempio è rappresentato dalla cantera del Barcellona, che produce il 90% dei giocatori nel vivaio. C’è necessità di investire, non una parte degli utili come prevede la legge, ma una parte proporzionale del fatturato per l’importanza della tematica. Il settore giovanile ha riflessi di natura sociale. Oltre 9 mila ragazzi all’anno si tesserano per la prima volta ogni anno. Il settore giovanile è un forte fattore di caratterizzazione territoriale, è sinonimo di senso di appartenenza. Nel calcio l’UEFA considera le spese per il settore giovanile come investimenti non come voci da inserire nel Financial Fair Play. L’Inghilterra ha il più alto numero di stranieri ma il problema delle Nazionali va affrontato perché generale. Su questo la Germania è esempio da seguire. La Federazione Italiana sta lavorando: ha introdotto nell’ambito di rose di 25 giocatori, il principio del 4+4: 4 elementi cresciuti in Italia e 4 formati in Italia. L’obiettivo, da condividere e da raggiungere insieme a tutte le componenti istituzionali, perché al momento vietato dalle norme comunitarie, è arrivare a metà delle rose composte da giovani del vivaio. E’ importante studiare un percorso che preveda anche l’allineamento delle procedure per ottenere la cittadinanza in ogni Nazione e una omogeneità del trattamento fiscale, perché in Italia c’è pressione più alta. Lo sport ha bisogno di fattori di crescita, che passano dal dialogo. Non si può non ripartire dai settori giovanili”.
Stefano Bastianon (Professore Università Bergamo): “Il concetto di specificità è molto vago, senza definizione precisa. E’ ancora alla ricerca di se stesso. Possiamo dire che è un campo speciale perché diverso da ogni altro tipo di attività per la sua dimensione sociale. La formazione dei giovani è uno dei vari aspetti che caratterizza la legislazione sportiva nell’UE, ma non è sempre lo stesso secondo le specificità di ogni singola disciplina. Ogni normativa sportiva è soggetta all’ordinamento europeo, quindi è speciale ma di fatto viene trattato come altri settori. Per questo diventa un tema di natura politica”. Antonio Naddeo (Capo Dipartimento per gli affari Regionali, le Autonomie e lo Sport): “La formazione è fondamentale. Come Italia abbiamo perso la capacità di investire nei giovani, non solo nello sport. Si cerca il risultato a breve. Come strategia vogliamo indirizzare sforzi in ambito scolastico per invertire questa tendenza”.
Francesco Soro ha chiuso la giornata, ringraziando i relatori e la Commissione Europea per l’attenzione mostrata nei confronti di un tema centrale nelle prospettive di sviluppo dello sport, con l’obiettivo di proseguire con la politica nel dialogo finalizzata al raggiungimento di un traguardo unanimemente condiviso.
Aiba Pro Boxing, domani Russo cerca la vittoria a Caserta per sognare Rio 2016
Domani sarà il giorno decisivo per Clemente Russo, quello del dentro o fuori. Nel suo terzo match della fase Pre Ranking APB il vice campione olimpico affronterà a Caserta, nella categoria 91 kg, il kazako Pinchuk.
Sarà un incontro decisivo perché solo una vittoria consentirebbe a Tatanka di staccare il pass per la finale di Catania (in programma il 30 gennaio 2015 al PalaCatania) dove si giocherà sia la qualificazione per i Giochi Olimpici di Rio 2016 sia l'accesso alla prima finalissima APB, che avrà luogo nel prossimo settembre.
Presso il PalaMaggiò di Castel Morrone domani, dalle ore 21.00, (Diretta Raisport 1 ore 22.45 per il match di Russo cui farà seguito la differita degli altri tre incontri, ndr), oltre al match di Russo, se ne svolgeranno altri tre: Bouloudinats (Algeria) vs Charles (USA); Golovaschenko (Ucraina) vs Peralta (Argentina); Egorov (Russia) vs Ahmatovic (Germania).
World League, il Settebello vince in Montenegro 15-13
La nazionale italiana di pallanuoto, allenata da Alessandro Campagna, ha battuto il Montenegro ai rigori per 15-13 (11-11 i regolamentari acciuffati da Ivovic a 11 secondi dalla fine) nel secondo impegno di World League disputato a Budva. Una vittoria che ha un significato doppio perché ottenuta contro i vice campioni del mondo e in trasferta, in una nazione dove l'Italia non era mai riuscita a vincere. Per il Settebello vice campione olimpico e bronzo europeo un'altra prova di maturità, crescita e cattiveria agonistica.
E' il secondo successo per gli azzurri dopo quello ottenuto ad a Aix en Provence per 15-9 il 18 novembre scorso. Questa la decisiva sequenza dei rigori: Ivovic (M) para Tempesti; Figlioli (I) gol; Darko Brguljan para Tempesti; Gallo gol; Saric gol; Luongo gol; Paskovic gol; Fondelli gol.
Il 15 dicembre cerimonia di consegna dei Collari d'Oro e delle Stelle al Merito Sportivo con il Premier Renzi. Diretta tv su Rai 2 e RaiSport 1 dalle 11
Lunedì 15 dicembre, con inizio alle ore 11, si svolgerà la cerimonia di consegna dei Collari d’Oro, della Stella D'Oro al Merito Sportivo e di quella d'Argento, per atleti, uomini di sport e società, che si sono particolarmente distinti nel corso del 2014 e della loro carriera. La premiazione, che avrà luogo nel Salone d’Onore del CONI, sarà effettuata dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi. La cerimonia verrà trasmessa in diretta su Rai2 e su RaiSport1.
Questo l'elenco degli insigniti, che comprende 18 atleti, 7 uomini di sport, 21 tra società e gruppi sportivi militari e un Comitato Regionale.
COLLARE D’ORO AL MERITO SPORTIVO
ATLETI
Ciclismo
Vincenzo Nibali
Vincitore del Tour de France 2014
Pugilato
Giacobbe Fragomeni
Campione Mondiale 2012 - WBC Pesi Massimi Leggeri
Clemente Russo
Campione Mondiale 2013 - Dilettanti 91 Kg
Scherma
Arianna Errigo
Campionessa Mondiale 2014 - Fioretto Individuale
Rossella Fiamingo
Campionessa Mondiale 2014 - Spada Individuale
Sport Del Ghiaccio
Anna Cappellini
Campionessa Mondiale 2014 - Danza su Ghiaccio
Luca Lanotte
Campione Mondiale 2014 - Danza su Ghiaccio
Tennis
Roberta Vinci
Vincitrice del Grand Slam Wimbledon 2014 - Doppio
Vincitrice della Fed Cup 2013
Flavia Pennetta
Vincitrice della Fed Cup 2013
Francesca Schiavone
Vincitrice della Fed Cup 2013
COLLARE D’ORO AL MERITO SPORTIVO
Tiro a Segno
Petra Zublasing
Campionessa Mondiale 2014 - Carabina 10 Metri
Tiro a Volo
Giovanni Pellielo
Campione Mondiale 2013 - Fossa Olimpica Individuale
Jessica Rossi
Campionessa Olimpica 2012 - Campionessa Mondiale 2013 Fossa Olimpica Individuale
Sport Paralimpici
Assunta Legnante
Campionessa Paralimpica 2012
Atletica Leggera – Lancio del Peso
Hockey e Pattinaggio
Silvia Marangoni
Vincitrice di 10 Titoli Mondiali tra il 2002 e il 2013
Pattinaggio Artistico In Line
Motociclismo
Antonio Cairoli
Campione Mondiale 2014 - Motocross
Kiara Fontanesi
Campionessa Mondiale 2014 - Motocross
Motonautica
Alex Carella
Vincitore di 3 Titoli Mondiali 2011-2012-2013 - Formula 1
COLLARE D’ORO AL MERITO SPORTIVO
UOMINI DI SPORT
Luca Cordero di Montezemolo
Giacomo Agostini
Alfredo Martini “Alla Memoria”
STELLA D’ORO AL MERITO SPORTIVO
Pier Luigi Marzorati
Gugliemo Moretti
Bruno Pizzul
Tito Stagno
COLLARE D’ORO AL MERITO SPORTIVO
SOCIETÀ - 2012
Tiro a Segno Nazionale Sezione di Parma A.S.D.
Società Dilettantistica Ginnastica “Francesco Petrarca” 1877
Fratellanza Ginnastica Savonese A.S.D.
Società Canottieri Lario “Giuseppe Sinigaglia” A.S.D.
Società Canottieri Lecco A.S.D.
SOCIETÀ - 2013
Tiro a Segno Nazionale Sezione di Bari A.S.D.
Società Ginnastica Fortitudo A.S.D.
Società Canottieri Milano A.S.D.
Unione Ciclisti Trevigiani A.S.D.
Fanfulla 1874 A.S.D. di Ginnastica e Scherma
SOCIETÀ E GRUPPI SPORTIVI MILITARI - 2014
Circolo Canottieri Napoli A.S.D.
Club Scherma Jesi
Gruppi Sportivi Fiamme Gialle
Centro Sportivo Carabinieri
Gruppi Sportivi della Polizia di Stato - Fiamme Oro
Centro Sportivo Esercito
STELLA D’ORO AL MERITO SPORTIVO
GRUPPI SPORTIVI MILITARI - 2014
Gruppo Sportivo Forestale
Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre - Polizia Penitenziaria
Gruppo Sportivo Marina Militare
Centro Sportivo Aeronautica Militare
STELLA D’ARGENTO AL MERITO SPORTIVO
GRUPPI SPORTIVI MILITARI - 2014
Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco - Fiamme Rosse
PREMIO AL VINCITORE DEL TROFEO CONI 2014
Comitato Regionale Lazio
NOTA PER LE REDAZIONI
Per accreditarsi è necessario inviare una mail a comunicazione@coni.it entro e non oltre l’11 dicembre alle ore 18.00 indicando nome cognome e testata delle persone da accreditare. La scadenza è uguale per tutti. L’ingresso in sala, per ragioni televisive non sarà consentito dopo le 10.30. Per quanto riguarda le telecamere, le uniche che avranno la possibilità di accedere saranno quelle già accreditate dalla Rai per la diretta. Altre emittenti potranno comunque entrare all’interno del CONI per effettuare interviste nei luoghi adibiti a tale opportunità. Per qualsiasi altra informazione si può contattare la Segreteria dell’ufficio stampa del CONI (06-36857241).
Mondiali in vasca corta, Paltrinieri d'oro nei 1500 sl
Gregorio Paltrinieri sul tetto del mondo. L'azzurro ha conquistato la medaglia d'oro nei 1500 stile libero ai Mondiali di nuoto in vasca corta disputati a Doha. Il fondista è stato protagonista di una gara formidabile, condotta dall'inizio alla fine. In completa sicurezza. Mai un accenno di cedimento. Mai la possibilità di rientrare per gli avversari sfiniti da un inseguimento vano. Cade il record europeo in 14'16"10, tre centesimi in meno del precedente che il russo Yuri Prilukov aveva stabilito ai campionati europei di Helsinki 2006. Sbriciola il primato italiano gommato di 14'24"21 con cui Federico Colbertaldo divenne il 13 dicembre 2008 campione d'Europa a Rijeka. Butta giù 11"55 al personale di 14'27"95 che aveva nuotato in coppa del mondo, a Eindhoven l'8 agosto 2013. Firma la seconda prestazione all time e si pone immediatamente dietro il record mondiale di 14'10"10 nuotato dall'australiano Grant Hackett il 7 agosto 2001 a Perth. Paltrinieri guarda il mondo dall'alto verso il basso. Diventa il terzo italiano della storia a vincere il titolo iridato in vasca corta dopo Fabio Scozzoli nei 100 rana e Ilaria Bianchi nei 100 farfalla. Quinto posto per Gabriele Detti col primato personale di 14'29"94.
La 4x50 stile libero femminile ha invece ottenuto un prestigioso quarto posto portando il record italiano sull' 1'35"78, ad appena quattro centesimi dalla migliore prestazione mondiale in tessuto nuotata dall'Olanda in batteria che poi migliora in finale conquistando l'oro in 1'34"24. Record italiano abbassato di 1"78 - peraltro senza l'apporto di Federica Pellegrini che ha chiuso al quinto posto la finale dei 200 stile libero, con il tempo di 1'54"01, nella gara vinta da Sarah Sjoestroem in 1''50"78, nuovo recordo del mondo, che cancella il vecchio primato detenuto proprio da Federica (1'51"17). Ilaria Bianchi ha chiuso al 6° posto i 100 farfalla, in 56"67, due centesimi in più di quanto nuotato in semifinale. Il podio era un'impresa proibitiva, con la svedese Sarah Sjoestroem al record mondiale di 54"61, prima nuotatrice al mondo sotto il muro dei 55", che segue il successo nei 50 in 24"58. Argento alla cinese Lu Ying in 55"25; bronzo alla danese Jeanette Ottesen in 55"32. Fabio Scozzoli, a 15 mesi dalla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro si è preso il quinto posto nei 50 rana in 26"15, tirando giù 21 centesimi dalle semifinali. Oro al brasiliano Felipe Franca Da Silva col record dei campionati di 25"63; argento al britannico Adam Peaty in ex aequo con il compagno di allenamento dell'azzurro, nonché olimpionico, il sudafricano Cameron Van Der Burg, in 25"87.
Erika Ferraioli si è piazzata settima nella finale dei 50 stile libero in 24"09, un centesimo in meno del record italiano che aveva già portato sul 24"12 in batteria e 24"10 in semifinale. Una crescita costante dell'allieva di Mirko Nozzolillo che lancia la 28enne romana tra le più veloci stileliberiste del mondo. Questo risultato arriva dopo il 23"35 lanciato in apertura di pomeriggio con la staffetta 4x50 stile libero.
Mondiali in vasca corta, bronzo per la 4x50 sl maschile
La staffetta azzurra 4x50 stile libero maschile, composta da Dotto, Orsi, Magnini e Belotti, ha conquistato il bronzo alla 12esima edizione dei Mondiali in vasca corta, in svolgimento all'Hamad Aquatic Center di Doha, in Qatar. I quattro alfieri italiani (nella foto Andrea Staccioli) hanno chiuso in 1'24"56 una prestazione vissuta sull'exploit di Marco Orsi in seconda frazione (20"43), dopo la partenza di Luca Dotto in 21"45: Filippo Magnini (21"35) e Marco Belotti (21"33), hanno terminato la gara con 16 centesimi di vantaggio sul Belgio. Oro alla Russia in 1'22"60. Argento agli Stati Uniti in 1'23"47. Per l'Italia è la quinta medaglia nella rassegna iridata.
Quarto posto per la staffetta mista 4x50 stile libero (Dotto, Orsi, Di Pietro e Ferraioli), che
chiude in 1'29"22 nella gara vinta, con il nuovo primato mondiale (1'28"57) dagli Stati Uniti (Schmeider, Grevers, Kennedy e Weitzeil) davanti alla Russia (Sedov, Morozov, Popova e Nasretdinova) in 1'29"13: bronzo al Brasile (Cielo Filho, De Lucca, Medeiros e Oliveira) in 1'29"17. Ottime prestazioni per le velociste azzurre nelle semifinali dei 50 stile libero. Erika Ferraioli si qualifica alla finale col sesto tempo e record italiano di 24"10; Silvia di Pietro non strappa il pass ma, con un miglioramento di 24 centesimi, eguaglia il record italiano di 24"37. Una crescita costante di entrambe le allieve di Mirko Nozzolillo che lancia Erika Ferraioli tra le più veloci sprinter del mondo.
In finale con una prova in piena sicurezza Ilaria Bianchi. La campionessa in carica dei 100 farfalla registra il quinto tempo progredendo dal 56"87 delle batterie al 56"65 delle semifinali. Il podio resta un'impresa proibitiva, con ipotetici tempi vicini al 56 netto, ma la 24enne bolognese di Castel San Pietro ci proverà come sempre. Torna tra i grandi Fabio Scozzoli che si prende la finale dei 50 rana dopo 15 mesi dalla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e dopo pochi
mesi dal trasferimento a Graz alla corte del tecnico tedesco Dirk Lange dove si allena con l'olimpionico sudafricano Cameron Van Der Burgh. Il 26enne forlivese passa con l'ottavo tempo delle semifinali in 26"36.
Grand Prix di spada, Garozzo 3° a Doha
La scherma regala ancora l'immagine di un'Italia protagonista. Nella prova di spada maschile, al Grand Prix FIE 2014 in corso a Doha, Enrico Garozzo, ha conquistato il terzo posto al termine della prova individuale vinta dal francese Daniel Jerent. L'azzurro è stato autore di un'ottima prova, conclusasi solo in semifinale contro il sorprendente svizzero Peer Borsky col punteggio di 15-9. Enrico Garozzo, bronzo iridato ai Mondiali di Kazan2014, dopo aver vinto il primo assalto di giornata contro il ceco Jiri Beran per 15-6, ha superato col punteggio di 15-6 il russo Sergey Khodos. Ad attendere Enrico Garozzo nel tabellone dei 16 vi è stato l'ungherese Gabor Boczko, con l'azzurro che ha avuto la meglio col punteggio di 15-7. Il turno dei quarti ha poi visto l'atleta italiano superare per 15-9 il finlandese Niko Vuorinen, approdando così in semifinale e conquistando la certezza di arrivare tra i primi 3.
Nel turno dei 16 si è invece fermato l'altro azzurro Andrea Santarelli. Il giovane spadista delle Fiamme Oro è stato sconfitto dal giapponese Satoru Uyama per 15-12. Il 21enne umbro, dopo aver staccato il pass di qualificazione nella giornata di ieri, aveva esordito vincendo, contro ogni pronostico, contro il Campione del Mondo ed attuale numero 1 del ranking mondiale, il francese Ulrich Robeiri col punteggio di 15-10. Quindi, a seguire, aveva sconfitto il russo Igor Tourchine per 15-14, "vendicando" in questo modo l'altro azzurro Lorenzo Bruttini, superato nel primo turno di giornata dal russo col punteggio di 15-12. Si è invece concluso il percorso di gara di Paolo Pizzo, il quale dopo aver vinto il primo match contro il tedesco Richard Schmidt per 15-12, è uscito sconfitto dall'assalto del turno dei 32 contro il portacolori della Repubblica Ceca, Pavel Pitra, per 15-13.
Il ceco, in precedenza, aveva sconfitto l'altro azzurro Marco Fichera col punteggio di 15-9. Stop nel turno dei 64, oltre che per Lorenzo Bruttini e per Marco Fichera, anche per Gabriele Bino, fermato col punteggio di 15-12 dal francese Gauthier Grumier. Si erano fermati ieri, nella fase di qualificazione, Matteo Tagliariol, Massimiliano Bertolazzi, Simone Esposito ed Andrea Vallosio. L'olimpionico di Pechino 2008 è stato superato per 15-14 dal francese Virgile Marchal, Massimiliano Bertolazzi e Simone Esposito sono stati invece sconfitti nei derby azzurri contro rispettivamente Gabriele Bino ed Andrea Santarelli, mentre Andrea Vallosio è stato sconfitto dal danese Jorgensen col punteggio di 15-14. Si era conclusa invece dopo la fase a gironi l'esperienza in terra qatariota di Luca Ferraris e di Edoardo Munzone.
Mondiali in vasca corta, argento storico per Orsi nei 50 sl. Bronzo per la 4x100 sl femminile
Due medaglie, due record italiani: azzurri protagonisti ai Mondiali di nuoto in vasca corta a Doha. Marco Orsi ha conquistato uno storico argento nei 50 stile libero. Con il tempo di 20.69 lo sprinter ha stabilito anche il nuovo primato italiano. Il record precedente 20.93 era stato stabilito, sempre dall’emiliano di Budrio, nel 2009 ai Campionati europei di Istanbul.
Il francese Florent Manadou ha vinto la gara con 20.26, nuovo record mondiale, terzo è giunto il brasiliano Cesar Cielo (20.88). Orsi è il primo atleta italiano della storia a salire sul podio dei 50 stile libero ai Mondiali in vasca corta. In lunga, vi era riuscito Luca Dotto d'argento il 30 luglio 2011 ai campionati mondiali di Shanghai. Raggiante l'azzurro al termine della gara. "L'obiettivo era il record italiano ma non immaginavo di riuscire a scendere così tanto. Sapevo che partenza e virata erano fondamentali. Sono due anni che ci lavoro con il mio allenatore (Roberto Odaldi, ndr) e sono anche seguito da uno psicologo dello sport. Tutti i tasselli si sono perfettamente allineati. I sacrifici prima o poi pagano. Mi sono inchinato solo ad un record del mondo! Sono strafelice. Soddisfatto".
Erika Ferraioli, Silvia Di Pietro, Aglaia Pezzato, Federica Pellegrini, nella staffetta 4x100 stile libero, hanno invece vinto il bronzo. Erika Ferraioli in prima frazione ha migliorato il record italiano dei 100 metri con 52.70 togliendo il primato a Federica Pellegrini (52.86) che - nell’ultima frazione - ha contribuito con la sua progressione a far salire sul podio la staffetta azzurra con 3:29.48, nuovo primato italiano. La medaglia d’oro è stata vinta dall’Olanda (3:26.56) mentre l’argento è stato raggiunto dagli Stati Uniti (3:27.70).
Gli altri risultati di giornata: Silvia Di Pietro, nei 50 farfalla, è giunta al quinto posto migliorando il primato italiano, già limato da lei stessa in semifinale, con 25”38 (p.p. 25”43). Quinto posto e nuovo record italiano anche per la staffetta 4x50 mista. Elena Di Liddo, Ilaria Bianchi, Arianna Castiglioni, Erika Ferraioli hanno fatto registrare 1:46.47 (p.p. 1:47.05). Impegnato nelle semifinali dei 50 dorso Niccolò Bonacchi con 23.48 si è classificato all’11° posto: per lui niente finale.
Il 22 gennaio le udienze al TNA per i casi Roberto Donati, Maurizio Checcucci e Simone Collio (FIDAL)
La Seconda Sezione del TNA comunica che, in virtù dei deferimenti disposti dall’Ufficio di Procura Antidoping il 28 novembre a carico degli atleti Roberto Donati, Maurizio Checcucci e Simone Collio (FIDAL), ha fissato la relativa sessione di udienze il giorno 22 gennaio 2015, alle ore 10.
Convegno europeo sulla tutela dei vivai. Programma e relatori
Lo sport è promotore di valori universali: la solidarietà, la tolleranza, la convivenza pacifica tra i popoli. Ed è, parallelamente, uno straordinario strumento per promuovere l'educazione, la salute e lo sviluppo, specialmente tra le nuove generazioni.
E' su queste basi che, nel 2009, il Trattato di Lisbona ha introdotto la parola sport per la prima volta nell'ambito di un Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, riconoscendo la "specificità dello sport". Si tratta di un passaggio fondamentale che faceva seguito alla volontà politica espressa dal Parlamento europeo con le Risoluzioni del 13 giugno 1997 e del 13 febbraio 1998, prima, e dal Consiglio europeo il 12 dicembre 2008, poi, e che oggi, di fronte al crescente interesse delle Istituzioni europee e degli Stati Membri nei riguardi delle politiche per lo sport, necessita di essere finalmente sviluppato.
In questo senso, è molto importante il segnale rappresentato dal fatto che la Commissione Europea ha per la prima volta formalmente assegnato la delega allo sport nel portafoglio di un Commissario, Tibor Navracsics. Questo vale a dire che la Commissione Europea, insediatasi il 1 novembre, nei prossimi 5 anni, avrà l'opportunità di declinare il significato della "specificità dello sport".
Garantire che tale specificità trovi sostanziale riconoscimento nell'ordinamento giuridico europeo significa, infatti, garantire che lo sport possa contribuire alla formazione delle politiche europee in ambito sociale, economico e scolastico e, in ultima istanza, alla crescita del sistema Europa.
Il convegno dell'11 dicembre 2014, organizzato dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport e co-finanziato dalla Commissione europea, nell'ambito del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione europea, ha pertanto l'obiettivo di porsi come cornice di dialogo istituzionale sulla specificità dello sport, con particolare riferimento alla formazione dei giovani atleti, alla luce dell'attuale contesto sportivo e giuridico europeo.
Gli investimenti nella promozione dello sport giovanile, soprattutto nei vivai, sono infatti alla base del ciclo virtuoso che lega lo sport professionistico allo sport di base, e che ha come protagonisti i giovani sportivi. È in questo costante equilibrio tra valori educativi e risultato sportivo, tra dimensione valoriale ed agonistica, che si sviluppa la specificità dello sport, ormai universalmente riconosciuto come una infrastruttura sociale di cittadinanza. E' per tale ragione che l'evento dell'11 dicembre intende concentrarsi su questo tema, proponendosi come cornice di riflessione.
Al convegno, aperto dal saluto del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, interverranno Graziano Delrio, Sottosegretario di Stato con delega allo Sport, Sandro Gozi, Sottosegretario di Stato con delega alle Politiche Europee, Jens Nymand-Christensen, Vice Direttore Generale, Dg Istruzione, Cultura, Gioventù e Sport, Commissione Europea, Mario Pescante e Patrick Baumann, Membri del CIO.
Al dialogo istituzionale parteciperanno anche, tra i molteplici esponenti del mondo accademico, giuridico e sportivo:
Walter Veltroni, Presidente Onorario della Lega Italiana Basket, Franco Frattini, Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport, Michele Uva, DG della FIGC, Jean-Pierre-Siutat, Membro del Consiglio della Federazione Europea di Pallacanestro e Presidente della Federazione Francese di Pallacanestro.
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