World League: Azzurre ok contro l’Ungheria
Il Setterosa ha vinto in trasferta 11-9 contro l’Ungheria e restando solitario al comando del girone A della World League 2014/2015. A Szentes, nel secondo turno di qualificazione, il CT Fabio Conti è severo con le sue ragazze. Della gara di oggi prende per buoni soltanto il risultato e la reazione (ordinata dopo i primi 8 minuti). "Abbiamo cominciato male. Non mi è piaciuto l'approccio. Loro erano ancora al quarto tempo degli Europei di Budapest - spiega il Ct - mentre noi sembrava che non fossimo ancora entrate in acqua. Alla fine del primo tempo ho chiesto più intensità e la reazione c'è stata. Abbiamo sbagliato tanto, e ci può stare in un campo caldo come questo; abbiamo migliorato la difesa in inferiorità ma siamo stati poco efficaci nell'attacco in più. Mi sono piaciute Millo e Galardi, sono entrate nel clima gara".
La partita si è messa subito male per le azzurre. Dopo la botta e risposta Toth e Cotti in superiorità, le ungheresi hanno concluso meglio dai sei metri e hanno chiuso il primo tempo avanti di tre gol (5-2). Nel primo intervallo arriva la strigliata di Fabio Conti e nel secondo tempo l’Italia ha ridotto il gap a -1 (5-6). Aumenta l’intensità: il Setterosa ha cominciato a graffiare, l’Ungheria a sentire la pressione. Gorlero ha insaccato ancora una volta, poi la rimonta è lanciata da Garibotti. Il pareggio è arrivato su rigore trasformato da Bianconi e il sorpasso grazie a Emmolo a 41 secondi dalla fine del terzo tempo (7-8). A questo punto l’Italia ci ha creduto. Nell’ultimo tempo ha lottato e al centro Aiello è riuscita a conquistare il rigore poi è stata brava Frassinetti a procurarsene un altro verso la fine. Così il Setterosa sbanca Szentes con i rigori trasformati da Garibotti e Bianconi, il gol in apertura di Emmolo e tanta sofferenza per il pressing ungherese.
Il 18 dicembre riunioni di Giunta e Consiglio Nazionale
La 1030ª riunione della Giunta Nazionale del CONI si terrà giovedì 18 dicembre a Roma, presso il Foro Italico, con inizio alle ore 10.00.
Questo l'ordine del giorno:
1) Verbale del 18 novembre 2014
2) Comunicazioni del Presidente
3) 237° Consiglio Nazionale CONI
4) Attività Olimpica e Alto Livello
5) Attività Federazioni Sportive Nazionali - Discipline Sportive Associate - Enti di Promozione Sportiva - Attività Antidoping
6) Organizzazione Territoriale
7) Rapporti CONI-CONI Servizi Spa
8) Affari Amministrativi
9) Varie e proposte dei membri della Giunta Nazionale
Il 237° Consiglio Nazionale del CONI si riunirà nello stesso giorno, giovedì 18 dicembre, alle ore 15.00, presso la Casa delle Armi nel Parco del Foro Italico (Roma - Via delle Olimpiadi, 60).
Questo l'ordine del giorno:
1) Approvazione verbale della riunione del 28 ottobre 2014
2) Comunicazioni del Presidente
3) Attività F.S.N.-D.S.A.-E.P.S.
4) Organizzazione Territoriale
5) Varie
Il 22 dicembre udienze Malagò /FIN e Gerli/FIGC

Il Collegio di Garanzia dello Sport ha fissato la prossima sezione di udienze il 22 dicembre 2014, alle ore 14.00.
In quella data sarà discusso, dinanzi alle Sezioni Unite del Collegio, il ricorso presentato da Presidente Giovanni Malagò contro la FIN (sospeso da ogni attività sociale e federale per 8 mesi).
Sarà, inoltre, discusso, il ricorso presentato dal sig. Gerli contro la FIGC (squalificato per tre anni).
Venerdì la Messa degli Sportivi a San Pietro in diretta tv. Interverrà Papa Francesco
Venerdì mattina, con inizio alle ore 10.30 in diretta su Rai Sport Uno e su Tv 2000 verrà celebrata la tradizionale Messa degli Sportivi che, quest’anno - eccezionalmente – si terrà nella Basilica di San Pietro per chiudere le celebrazioni legate al Centenario del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. La funzione religiosa sarà officiata dal Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura e della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.
La delegazione del CONI, guidata dal Presidente Giovanni Malagò, dal Segretario Generale, Roberto Fabbricini, e dal Vice Segretario Generale, Carlo Mornati, sarà composta da una vasta rappresentanza dei membri di Giunta e Consiglio Nazionale, dei Presidenti di Federazioni, Discipline Associate, Enti di Promozione, Associazione Benemerite, Presidenti dei Comitati Regionali e Delegati Provinciali. Presenti anche i vertici della Coni Servizi, il Presidente Franco Chimenti e l’Amministratore Delegato, Alberto Miglietta. Al termine della Santa Messa, Papa Francesco interverrà nella Basilica di San Pietro per salutare la delegazione del CONI.
Folta anche la presenza di atleti ed ex atleti, a cominciare dagli azzurri del club olimpico Valeria Straneo (Atletica), Daniele Lupo e Paolo Nicolai (Beach Volley), Romano Battisti e Francesco Fossi (Canottaggio), Arianna Facchinetti, Sofia Lodi, Alessia Maurelli, Marta Pagnini, Camilla Patriarca, Andreea Stefanescu (Ginnastica Ritmica), Alex Giorgetti (Pallanuoto), Terry Gordini (Pugilato), Valerio Aspromonte, Martina Batini, Arianna Errigo, Mara Navarria, Francesco Quondamcarlo, Ilaria Salvatori, Lucrezia Sinigaglia, Valentina Vezzali (Scherma), Martina Valcepina (Short Track), Armin Zoeggeler (Slittino), Carlo Molfetta (Taekwondo), Petra Zublasing (Tiro a Segno), Antonino Barillà, Giovanni Pellielo e Jessica Rossi (Tiro a Volo). Annunciata la partecipazione anche di molti medagliati olimpici, tra cui Nino Benvenuti (Pugilato), Andrea Minguzzi (Lotta), Antonio Bailetti (Ciclismo), Carlo Massullo (Pentathlon Moderno), Cesare Salvadori (Scherma), Gabriella Dorio (Atletica), Ippolito Sanfratello (Pattinaggio velocità), Novella Calligaris (Nuoto), Marco Giovannetti (Ciclismo), Marino Vigna (Ciclismo), Mario Armano (Bob), Maurizio Randazzo (Scherma), Paolo Pezzo (Ciclismo), Roberto Zandonella (Bob), Rolando Rigoli (Scherma), Sara Simeoni (Atletica), Daniele Masala (Pentathlon Moderno), Elisa Santoni, Anzhelika Savrayuk, Elisa Blanchi, Falca Marinella (Ginnastica Ritmica), Francesco Moser (Ciclismo), Oxana Corso, Matteo Tassetti (CIP), oltre a numerosi tecnici e direttori tecnici, tra cui Emanuela Maccarani e Marina Piazza (Ginnastica).
Le letture saranno recitate da Arianna Errigo, Jessica Rossi, Nino Benvenuti, Emanuela Maccarani, Oxana Corso, Sara Simeoni e Alex Giorgetti. Tra le autorità presenti anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo Sport, Graziano Delrio, e il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti.
Roma candidata per i Giochi Olimpici 2024, l'annuncio del Premier Renzi: "In campo per vincere"
CONI e Governo insieme per giocare la partita più importante: la candidatura di Roma per i Giochi Olimpici Estivi del 2024. L’atteso annuncio – in diretta RAI - porta la firma, in calce, del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con un messaggio di indubbia efficacia. “L'Italia si candida alle Olimpiadi del 2024, con Roma al centro del progetto, e non lo faremo con lo spirito di De Coubertin, per partecipare: lo faremo per vincere, statene certi". Applausi convinti e scroscianti dal Salone d’Onore del CONI, che brilla di luce propria per presenze, qualificate, e medaglie in vetrina: ori olimpici di tutti i tempi, campioni del mondo, personalità di spicco, società pluridecorate. C’è uno spaccato significativo della leggenda agonistica del Paese a salutare l’investitura del Premier. La cornice è quella della cerimonia di consegna dei Collari d’Oro, della Stella D'Oro e di quella d’Argento al Merito Sportivo.
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, sul palco insieme al Segretario Generale, Roberto Fabbricini, aveva aperto la giornata di celebrazioni con un messaggio di ringraziamento a tutte le componenti della grande famiglia dello sport. “Siamo orgogliosi di festeggiare tanti campioni che, con i loro successi e il loro esempio, consentono al Paese di mostrare il volto vincente. Mai come in questo momento, l'appuntamento è diventato così importante, anche in considerazione dell'attesa e delle aspettative che ci sono. Oggi caro premier qui c'è tutto il nostro mondo, è una festa dello sport in cui celebriamo tutti gli atleti che nella passata stagione hanno fatto grande lo sport italiano. I collari d'oro sono sempre molto apprezzati, anche da persone abituate a salire sui podi mondiali e competizioni olimpiche. Matteo, grazie: in questo periodo sei sempre molto vicino al nostro mondo, e con il sottosegretario Graziano Delrio c'è un rapporto di amicizia che va al di là dei rapporti istituzionali”. Malagò sintetizza concretamente il concetto rivelando un prossimo provvedimento legislativo riguardante la risoluzione del problema legato alle Federazioni inserite nell’elenco ISTAT, quindi saluta tutti idealmente i campioni presenti, dedicando un pensiero particolare “a due per tutti: Sara Simeoni e Armin Zoeggeler. Viva lo sport, viva lo sport in Italia”, prima che Andrea Fusco, che ha condotto l’evento insieme a due protagonisti d’eccezione, come Federica Pellegrini e Alex Zanardi, lasciasse la parola al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
“Per uno come me che è abbastanza incapace di fare sport, essere qui è proprio il massimo. Nell'ufficio di Malagò mi sono messo a giocare con i palloni, è il più bell'ufficio del mondo: è come per un bambino stare a Disneyland. Il triathlon fatto da Alex Zanardi non sarei riuscito a farlo in motoscafo. Qualsiasi atleta quando parte sa che non sarà facile, se dovesse aspettare la facilità per provarci, non farebbe l'atleta. E bene, con lo stesso spirito, saremo accanto al CONI perché da qui al settembre del 2015 l'Italia presenti la propria candidatura ai Giochi Olimpici del 2024. Una candidatura che ci riempie il cuore di emozione, di orgoglio, di difficoltà. Avremo la struttura più all'avanguardia del mondo, perché il made in Italy è anche questo. Saremo all'avanguardia su tutte le strutture tecniche, dal punto di vista del controllo della spesa, saremo all'avanguardia per il progetto, che sarà incentrato su Roma capitale, come è ovvio che sia. Poi toccherà al CONI, e alla squadra tecnica, riuscire ad allargare, rispetto alla proposta che è uscita dal CIO. Immaginiamo di poter avere un raggio di azione che consenta alla candidatura di essere credibile e di vincere, perché con tutto il rispetto per de Coubertin - ha continuato il presidente del Consiglio-, non facciamo questa candidatura per partecipare ma la facciamo per vincere e ci metteremo insieme le città che più possono aiutare questo progetto, a partire dal cerchio vicino a Roma, quindi Firenze, Napoli e la Sardegna. Le modalità per come tecnicamente questo avverrà saranno nelle disponibilità del comitato promotore che partirà da gennaio, e saranno sotto la supervisione di Giovanni Malagò e del CONI. Noi faremo di tutto perché questo progetto che andrà a giudizio nel settembre del 2017 possa essere un progetto di cui andare fieri. Può succedere di non vincere, di non farcela, di mollare. Ma quel momento in cui non ci si fa, deve essere un momento che ci scopre vivi, che ci vede in forma, determinati, pronti. Tutti sapete che l'impegno su ogni singolo punto, centimetro, colpo, è quello che rende ciascuno di noi persone e non dei numeri. Il governo italiano è pronto assieme a fare la propria parte. Non pensiamo che possa essere un progetto campato in aria, fatto di grandi infrastrutture, di grandi sogni, ma un progetto fatto di grandi persone, gli atleti, voi che siete andati a medaglia, e i tanti atleti che nelle palestre scalcinate delle nostre periferie non ce la fanno, ma che con il loro impegno dimostrano che lo sport in Italia è qualcosa di più di una attività, ma un modo di vivere, un modo di essere e di guardare al futuro, fatto di orgoglio e determinazione. Per tutti questi motivi, grazie, noi ci siamo. Non so se ce la faremo. Penso di si, ne sono molto convinto, ma so che sarà una delle cose più belle da fare perché la facciamo per noi, per i nostri figli, per l'Italia".
Un’ovazione del Salone ha preceduto l’inizio della sfilata di campioni per le premiazioni, intervallate da clip emozionanti e battute ironiche dei protagonisti con il Premier Renzi e il Presidente Malagò. Oltre ai medagliati insigniti sono saliti sul
palco, in rappresentanza dei gruppi civili e militari, anche Davide Tizzano (Canottieri Napoli), Elisa Di Francisca e Giovanna Trillini (Club Scherma Jesi), Cristhof Innerhofer (Fiamme Gialle), Armin Zoeggeler (Carabinieri), Roberto Cammarelle (Polizia), Mauro Sarmiento (Esercito), Stefania Belmondo (Forestale), Elisa Santoni (Aeronautica), Alessandra Romiti (Marina Militare), Tatiana Guderzo (Fiamme Azzurre) e Maurilio De Zolt (Vigili del Fuoco). Molto emozionante il ritiro dell'onorificenza attribuita alla memoria di Alfredo Martini e ritirato dalle figlie Silvia e Milvia.
Questo l'elenco degli insigniti, che comprende 18 atleti, 7 uomini di sport, 21 tra società e gruppi sportivi militari e un Comitato Regionale.
COLLARE D’ORO AL MERITO SPORTIVO
ATLETI
Ciclismo
Vincenzo Nibali
Vincitore del Tour de France 2014
Pugilato
Giacobbe Fragomeni
Campione Mondiale 2012 - WBC Pesi Massimi Leggeri
Clemente Russo
Campione Mondiale 2013 - Dilettanti 91 Kg
Scherma
Arianna Errigo
Campionessa Mondiale 2014 - Fioretto Individuale
Rossella Fiamingo
Campionessa Mondiale 2014 - Spada Individuale
Sport Del Ghiaccio
Anna Cappellini
Campionessa Mondiale 2014 - Danza su Ghiaccio
Luca Lanotte
Campione Mondiale 2014 - Danza su Ghiaccio
Tennis
Roberta Vinci
Vincitrice del Grand Slam Wimbledon 2014 - Doppio
Vincitrice della Fed Cup 2013
Flavia Pennetta
Vincitrice della Fed Cup 2013
Francesca Schiavone
Vincitrice della Fed Cup 2013
COLLARE D’ORO AL MERITO SPORTIVO
Tiro a Segno
Petra Zublasing
Campionessa Mondiale 2014 - Carabina 10 Metri
Tiro a Volo
Giovanni Pellielo
Campione Mondiale 2013 - Fossa Olimpica Individuale
Jessica Rossi
Campionessa Olimpica 2012 - Campionessa Mondiale 2013 Fossa Olimpica Individuale
Sport Paralimpici
Assunta Legnante
Campionessa Paralimpica 2012
Atletica Leggera – Lancio del Peso
Hockey e Pattinaggio
Silvia Marangoni
Vincitrice di 10 Titoli Mondiali tra il 2002 e il 2013
Pattinaggio Artistico In Line
Motociclismo
Antonio Cairoli
Campione Mondiale 2014 - Motocross
Kiara Fontanesi
Campionessa Mondiale 2014 - Motocross
Motonautica
Alex Carella
Vincitore di 3 Titoli Mondiali 2011-2012-2013 - Formula 1
COLLARE D’ORO AL MERITO SPORTIVO
UOMINI DI SPORT
Luca Cordero di Montezemolo
Giacomo Agostini
Alfredo Martini “Alla Memoria”
STELLA D’ORO AL MERITO SPORTIVO
Pier Luigi Marzorati
Gugliemo Moretti
Bruno Pizzul
Tito Stagno
COLLARE D’ORO AL MERITO SPORTIVO
SOCIETÀ - 2012
Tiro a Segno Nazionale Sezione di Parma A.S.D.
Società Dilettantistica Ginnastica “Francesco Petrarca” 1877
Fratellanza Ginnastica Savonese A.S.D.
Società Canottieri Lario “Giuseppe Sinigaglia” A.S.D.
Società Canottieri Lecco A.S.D.
SOCIETÀ - 2013
Tiro a Segno Nazionale Sezione di Bari A.S.D.
Società Ginnastica Fortitudo A.S.D.
Società Canottieri Milano A.S.D.
Unione Ciclisti Trevigiani A.S.D.
Fanfulla 1874 A.S.D. di Ginnastica e Scherma
SOCIETÀ E GRUPPI SPORTIVI MILITARI - 2014
Circolo Canottieri Napoli A.S.D.
Club Scherma Jesi
Gruppi Sportivi Fiamme Gialle
Centro Sportivo Carabinieri
Gruppi Sportivi della Polizia di Stato - Fiamme Oro
Centro Sportivo Esercito
STELLA D’ORO AL MERITO SPORTIVO
GRUPPI SPORTIVI MILITARI - 2014
Gruppo Sportivo Forestale
Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre - Polizia Penitenziaria
Gruppo Sportivo Marina Militare
Centro Sportivo Aeronautica Militare
STELLA D’ARGENTO AL MERITO SPORTIVO
GRUPPI SPORTIVI MILITARI - 2014
Gruppo Sportivo Vigili del Fuoco - Fiamme Rosse
PREMIO AL VINCITORE DEL TROFEO CONI 2014
Comitato Regionale Lazio
Il video dell'annuncio del Presidente del Consiglio Matteo Renzi
Malagò: "Orgoglioso per le parole di Renzi"
"Le parole di Renzi rendono orgoglioso lo sport italiano. Domani sarà un giorno importante per tutti, per Roma, per Napoli, per Firenze, per la Sardegna, ma anche per il Nord Italia che ha in Milano un punto di riferimento irrinunciabile. Compatibilmente con la flessibilità che è stata adottata dal CIO attraverso le nuove norme approvate a Montecarlo questa settimana, finalmente possiamo sognare in grande tutti insieme: il Coni, il Governo, Renzi e l'Italia".
Malagò Socio Onorario della Federcanottaggio
“Mi fa molto piacere ricevere questo riconoscimento da un Presidente che ha fatto la storia dello sport italiano. Ho sempre seguito con estremo interesse il canottaggio, ma ora sono parte della famiglia remiera e sarò ancora più vicino a questo meraviglioso mondo”. Con queste parole il Presidente del CONI Giovanni Malagò è intervenuto all’Assemblea Nazionale della FIC durante la quale gli è stata conferita la benemerenza di Socio Onorario.
Oltre al Presidente federale Giuseppe Abbagnale erano presenti anche i Vice Presidenti Davide Tizzano e Marcello Scifoni e il Consiglio federale. Al Presidente Malagò è stato regalato anche un remo di coppia con una dedica a firma del Presidente Abbagnale.
AIBA Pro Boxing, Russo vince e va in finale. Il 30 gennaio la sfida a Egorov che vale Rio 2016
Clemente Russo non tradisce. Il pugile azzurro si regala una notte da favola. Nella sua tana, il Palamaggiò di Caserta, vince il terzo evento italiano dell'AIBA Pro Boxing - categoria 91 Kg - contro il kazako Pinchuk per 3-0, e stacca il pass per la finalissima del 30 gennaio al PalaCatania, dove si giocherà anche la qualificazione per Rio 2016. Sulla sua strada solo verso i Giochi solo il russo Egorov, che stasera ha sconfitto Ahmatovic (58-56; 59-55; 58-56): Tatanka vuole riscattare la sconfitta di fine novembre a Bergamo per centrare l'obiettivo più importante. Contro Pinchuk, sospinto da un palazzetto gremito, prevale per esperienza e potenza (58-56; 58-56; 58-56), nonostante una ferita all'occhio, rimediata nella prima ripresa per una gomitata involontaria dell'avversario.
"Match complicato" queste le parole di Russo "perché mi sono trovato di fronte un avversario scorbutico, fortunatamente sono riuscito subito a prendere le contromisure per fare mio il match. Ora sono già proiettato alla finalissima di Catania, nella quale combatterò nuovamente contro Egorov. Sarà, però, tutta un'altra storia rispetto a Bergamo". "Clemente" dichiara Damiani "sa bene che il suo sarà un Natale di lavoro, perché c'è necessità di arrivare al meglio alla sfida contro Egorov. Ma sono sicuro che così sarà".
Coppa del Mondo, 2° posto per Karin Oberhofer nella sprint di Hochfilzen
Italia ancora protagonista nella Coppa del mondo femminile di biathlon. Dopo il terzo posto di Dorothea Wierer nella pursuit della settimana scorsa a Oestersund, Karin Oberhofer si è piazzata seconda nella sprint che ha aperto oggi la tre giorni di Hochfilzen. L'azzurra, precisissima al poligono e veloce sugli sci, si è inchinata solamente allo strapotere di Kaisa Makarainen, nettamente davanti a tutte le avversarie nonostante un errore al tiro. Per Karin, fra le protagoniste dello storico bronzo olimpico di Sochi nella staffetta mista, si tratta del primo podio assoluto in Coppa del mondo in gare individuali e conferma l'ottimo lavoro di squadra che lo staff tecnico sta portando avanti da qualche anno a questa parte. Inoltre entra nella speciale graduatoria di italiane arrivate nelle prime tre posizioni in coppa che vede la presenza di Nathalie Santer, Michela Ponza e Dorothea Wierer.
Proprio quest'ultima ha collezionato un'altra prova positiva, condizionata da un errore nella serie in piedi. La 24enne si è classificata tredicesima, ma avrà modo di rifarsi nella pursuit di domenica, così come Lisa Vittozzi che ha commesso un errore (il primo dopo il filotto di settimana scorsa a Oestersund) per il cinquantaquattresimo posto finale. Non si qualifica invece Nicole Gontier, sessantanovesima e condizionata da quattro errori. Sabato 13 dicembre il programma prevede la staffetta alle ore 11.00 con le sette quattro atlete schierate nella sprint.
Convegno su specificità dello sport e formazione dei giovani nell'UE. Malagò: tutelare i vivai
Si è tenuto questa mattina, nel Salone d’Onore del CONI, il convegno “la natura specifica dello sport e la formazione dei giovani atleti nel diritto dell’Unione Europea”. Un approfondimento di respiro internazionale capace di coinvolgere qualificati relatori, illustri giuristi e rappresentanti istituzionali per maturare riflessioni, proposte e obiettivi da perseguire in nome dell’autonomia e della specificità del movimento agonistico nell’ambito dell’UE.
La giornata, organizzata dal CONI in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport e co-finanziato dalla Commissione europea, nell'ambito del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione europea, è stata aperta dal saluto del Presidente Malagò. “Siamo onorati e orgogliosi di ospitare questo evento che tratta una tematica importante per il nostro mondo. Il CONI deve sostenere la diffusione dello sport nel Paese e il nostro modello è spesso invidiato all’estero, molti tentano di imitarlo. Una ricerca di mercato fatto dal mio collega danese sul CONI ha rivelato che il nostro Comitato è il più autorevole al mondo, merito ovviamente anche dei Presidenti che mi hanno preceduto. Lo sport è una di quelle parole che mette tutti d’accordo. C’è un tema di piacevole condivisione che va oltre i risultati, è sinonimo di aggregazione. La funzione sociale dello sport è sempre più un must, soprattutto nel Vecchio Continente, culla del movimento. C’è da occuparsi del ruolo dei giovani, perché devono essere sempre più protagonisti. Paghiamo gap a livello infrastrutturale a livello scolastico con il resto dell’Europa ma anche nel mondo, che si riflette poi sul dato relativo alla sedentarietà. Però dopo il percorso scolastico andiamo paradossalmente a migliorare, cresciamo addirittura nella terza età: scatta l’individualismo del voler essere orgogliosi di essere italiani. Questo deve far riflettere, così come il discorso dei vivai. Ci sono discipline sotto attacco oggi: il calcio ha recentemente definito il perimetro entro il quale operare in questo senso, ma ci sono altri sport che rischiano di rimanere penalizzati, cosa che può inficiare la competitività delle Nazionali. Oggi i ragazzi che si avvicinano ad alcune discipline fanno ragionamenti sulla prospettiva futura di un loro eventuale impiego alla luce della situazione attuale. I presidenti delle società sentono meno l’esigenza di sviluppare questo argomento, portano avanti scelte in base ad altre prospettive. Lo sport deve quindi trovare un sistema di riferimento normativo, deve sdoganarsi. Bisogna trovare un ordinamento che regoli l’attività, che tuteli questo ambito, un risultato da lasciare in eredità alle nuove generazioni”.
L’apertura del convegno, riservata ai saluti istituzionali e moderata da Francesco Soro – Responsabile Affari Legislativi e Attività di Presidenza del CONI, è proseguita con il saluto del Sottosegretario di Stato con delega allo sport, Graziano Delrio. “Siamo felici di chiudere questo semestre di Presidenza italiana all’UE con un’iniziativa rivolta ai giovani e dedicata al principio dell’autonomia e della responsabilità. Il Governo italiano ha messo al centro lo sport in questo semestre. La politica deve rispettare l’autonomia dello sport, che è anche cultura del Paese. E’ un linguaggio universale che non ha bisogno di traduttore, è uno degli argomenti che rende più vera l’Europa. Per questo nel corso del semestre abbiamo insistito su alcuni concetti: sport come motore economico, come strumento educativo, abbiamo indirizzato sforzi per lo sviluppo della pratica motoria nelle scuole. Sport è inclusione sociale, risorsa di superamento di problemi di coesione. Lo sport non è attività come le altre e va considerato nella propria specificità. Va individuata una disciplina sui giocatori cresciuti nel vivaio senza tradire la libera circolazione UE, ma cercando di valorizzazione i nostri settori giovanili”.
Jens Nymand-Christensen, Vice Direttore Generale, Dg Istruzione, Cultura, Gioventù e Sport, Commissione Europea, ha rappresentato il punto di vista ufficiale dell’UE. “Si tratta di un tema molto importante. Quella dell’Italia è stata una Presidenza UE eccezionale, che ha avuto incredibile successo. Siamo soddisfatti, soprattutto in questo momento così particolare. La nuova Commissione europea guidata da Juncker ha iniziato il proprio mandato. In questo senso, è molto importante il segnale rappresentato dal fatto che per la prima volta formalmente assegnato la delega allo sport nel portafoglio di un Commissario,Tibor Navracsics. In Europa ci sono molti giovani disoccupati, in alcuni Paesi oltre il 50%. Spesso quando parliamo di impiego ci dimentichiamo dello sport. Sappiamo che il 2,1% dei lavoratori nell’UE sono sportivi, non dobbiamo dimenticarlo. Dobbiamo aiutare dei giovani a trovare impiego. Lo sport ha un ruolo fondamentale nella nostra società, a livello formativo ed educativo, senza dimenticare i benefici sotto il profilo della salute. Nel 2009 il Trattato di Lisbona ha introdotto per la prima volta la parola sport nell’ambito di un documento sul funzionamento dell’UE. Prima era già successo molto: la pietra miliare è rappresentata dalla sentenza Bosman del 1995, senza dimenticare i discorsi relativi ai diritti televisivi: lo sport va molto oltre quindi il punto incluso nel Trattato. Allo sport può essere riconosciuto un trattamento speciale senza violare le regole europee. In questo caso parliamo di giovani dei vivai: non ci può essere discriminazione a livello di libera circolazione dei lavoratori nell’UE ma per lo sport si può concedere un’interpretazione flessibile. Stesso discorso valevole per i diritti tv, così come le norme sull’interpretazione del doping. Ci sono tanti documenti che vanno in questa direzione, che contemplano eccezioni legate allo sport. La Corte valuta di volta in volta le eccezioni che si fanno alle norme comunitarie. Qualcuno pensa che ci sia erosione delle regole, ma queste misure vanno incoraggiate per adottare politiche ambiziose, perché queste eccezioni sono un’opportunità. Vogliamo che lo sport rimanga una componente importante. Speriamo di trovare soluzioni uniformate alle esigenze attuali”.
Mario Pescante, membro del CIO, ha ripercorso le tappe del rapporto tra organismi sportivi e UE. “Questa giornata può costituire un punto di ripresa per il dialogo sulla specificità dello sport e sulla propria autonomia con la Commissione Europea. Oggi sono 19 anni dalla sentenza Bosman. Il dialogo, da quel giorno, è stato frammentato, fino ad arrivare all’incomunicabilità. Un milione e 350 mila cittadini europei gravita nel mondo dello sport, per questo il dialogo va mantenuto. Con lo sport è facile perché perseguiamo gli stessi valori e gli stessi obiettivi. C’è disagio soprattutto per quanto riguarda l’autonomia della governance sportiva. Ci sono tante Federazioni italiane, 47 a livello europeo, sottoposte a procedimento di infrazione delle norme europee. Mi rivolgo alla Commissione Europea per riprendere questo dialogo. L’Europa è una grande idea, che è indispensabile perseguire ma a volte le istituzioni rappresentano una realtà che provoca il distacco con i cittadini. Si parla di abbattimento delle barriere ma si devono creare le condizioni affinché ciò avvenga. Lo sport non ha nemici ma solo avversari. Non c’è confronto ideologico o politico ma di altra natura. L’Unione ha nel tempo disciplinato le attività sportive applicando norme previste per altri settori. Chiediamo il riconoscimento della specificità. Dopo anni di dibattito il CIO ha ottenuto, nel trattato del 2009, l’inserimento della parola sport sul funzionamento UE ma questo non ha migliorato la situazione. Occorre sviluppare la dimensione europea dello sport, i limiti stabiliti dai Trattati vanno superati. Specificità, indipendenza e autonomia sono concetti sacri. Mandela sosteneva che lo sport aveva il potere di unire i popoli. Può creare speranza dove c’è disperazione. Chiediamo rispetto per i valori che rappresentiamo, per la lotta alle discriminazioni, per la tutela dei diritti umani che incoraggiamo. Sport promotore di valori universali, creiamo quel villaggio globale che senza di noi sarebbe solo un’utopia”.
PRIMA SESSIONE - Lo Sport nell'ordinamento europeo
La parte successiva del dibattito è stata moderata da Giulio Napolitano, Professore di Diritto Amministrativo presso l’Università di Roma Tre e Presidente della Commissione di Riforma della Giustizia Sportiva. “Dobbiamo impegnarci per trovare cornice europea allo sport. L’autonomia non vive in isolamento ma va alimentata con cooperazione”.
Sul tema dello sport nell’ordinamento europeo si sono succeduti sette interventi. Santiago Fisas Ayxelà (Membro Parlamento Europeo, già Ministro dello Sport in Spagna): “So che abbiamo 2 limiti: il primo è la sussidiarietà, il secondo è relativo alla specificità dello sport. Lo sport non è sopra la legge e allora si deve trovare una soluzione che compenetri le due dimensioni. Abbiamo bisogno di queste regole certe nel rispetto della legge”. Robert Siekmann (Università di Rotterdam): “Non ci sono regole sportive che hanno a che vedere con la politica. La specificità dello sport è la madre di tutte le battaglie. Conoscere i regolamenti vuol dire poter migliorare la situazione, confrontare, fare studi comparativi tra le discipline per crescere. La legislazione trova fondamento su quel che accade sul campo di gioco. Un altro elemento importante dello studio riguarda queste regole, nel dimostrare la specificità”.
Walter Veltroni (Presidente Onorario della Lega di Pallacanestro): “Nella mia cultura italiana dell’Europa si va fino agli Stati Uniti di Europa, in un concetto estensivo della tutela dei diritti comunitari. Sono convinto che si debba andare ancora più avanti ma con l’idea di maggiore integrazione e flessibilità, soprattutto nei campi della cultura e dello sport. Questo per consentire una tutela dei vivai, che viene perseguita attraverso procedure di infrazione. Oggi c’è un combinato disposto che crea la crisi dei settori giovanili, ed è un problema per l’Europa. Il rischio è avere una restrizione del numero di ragazzi che fanno sport. Bisogna incoraggiare le società ad acquisire giovani, dobbiamo trovare un meccanismo che armonizzi questo principio, senza violare le regole. C’è bisogno magari di norme solo temporanee, questo intendo per flessibilità. Il livello dello sport si sta abbassando: importiamo tanti giocatori americani il cui livello non è migliore dei nostri ragazzi che potrebbero crescersi e formarsi da noi. Questo si chiede all’Europa: riconoscere flessibilità e specificità, per affrontare questa emergenza”. Franco Frattini (Presidente del Collegio di Garanzia dello Sport, già Commissario Europeo alla Giustizia): “Anche io parlo di Stati Uniti di Europa. La mia riflessione verte sul fatto che l’integrazione politica europea sarà forte tanto più l’Europa declinerà la sussidiarietà per ordinamenti. Nel trattato di Lisbona ci sono anche punti forti, non solo deboli. Come la collocazione dello sport, accanto all’istruzione, alla formazione e alla gioventù. E’ un elemento da preservare in base a questa interpretazione. E in questo caso le norme europee devono essere garanti. La tutela dei vivai non è discriminazione, bisogna affermare questo principio. Creare un commissario allo sport non deve allontanare il principio di sussidiarietà”. Yves Le Lostecque (Capo dell’Unità per lo Sport, Commissione Europea): “Lo sport ha una sua natura specifica, come riconosciuta dal Trattato. Anche per quanto riguarda le esenzioni, perché non è un’attività economica. Siamo accusati, come Commissione Europea, di non fare abbastanza per lo sport ma dobbiamo ricordare da dove veniamo. All’inizio non era tra gli argomenti di nostra competenza. Dieci anni non c’erano neanche fondi per occuparci di sport, oggi ci sono risorse e anche un programma. Non c’è legislazione vincolante, il principio chiave è quello della sussidiarietà. Rispettiamo l’autonomia delle organizzazioni sportive riconosciute, preserviamo le competenze delle istituzioni preposte. Dobbiamo intervenire solo quando occorre. Per i prossimi 3 anni abbiamo un tavolo di lavoro per lo sport: buona amministrazione, antidoping, gare truccate, parità di genere, educazione, istruzione. Il secondo strumento è Erasmus Plus, che prevede un capitolo per lo sport. Siamo ambiziosi e modesti allo stesso tempo”. Christophe Vedder : “La caratteristica specifica dello sport, per la funzione di educazione sociale che svolge, è innegabile. Abbraccia vari ambiti, anche se non è menzionata nel trattato. La legislazione suggerisce che la specificità si rintracci nelle disposizioni della Corte di Giustizia Europea”. Gabriella Palmieri Sandulli (Avvocato dello Stato presso l’UE): “La pluralità di ordinamenti deve partire dal concetto di specificità di sport ma va reso compatibile con la molteplicità delle norme. La Corte di Giustizia si collega, come giurisprudenza, sulla concorrenza e sul libero mercato, è stato introdotto il concetto chiave di proporzionalità e di ragionevolezza. Non va ridotta a una casistica ma si ha visione di insieme. Il concetto di specificità si declina ed è concetto visibile e concreto, e tiene anche conto delle singole discipline che meritano adeguata rilevanza”.
SECONDA SESSIONE - L'UE E LA FORMAZIONE DEI GIOVANI ATLETI
La seconda e ultima sessione, moderata dall’Avvocato Antonio Conte, membro della Commissione di riforma della Giustizia Sportiva, è stata aperta dal Sottosegretario di Stato per gli Affari Europei, Sandro Gozi: “Tenevamo molto a questa iniziativa nell’ambito del Semestre italiano alla Presidenza UE. In gioco non ci sono le regole del mondo dello sport, quel che si discute attiene proprio al rapporto tra il settore agonistico e l’Unione Europea. Non c’è sempre stata intesa tra i due mondi. Lo sport produce ricchezza che andrebbe adeguatamente considerata. La creazione di un portafoglio per il Commissario è fondamentale per attuare concretamente il concetto di specificità dello sport nell’ambito europeo. A livello europeo ci sono state entrate a gamba tesa, soprattutto per quanto riguarda l’interpretazione della legge Bosman e i relativi effetti negativi. Non si devono creare restrizioni, un’Europa che vuole sviluppare nuove politiche per lo sport deve considerare questo aspetto. La via della sussidiarietà e quella dell’impatto sociale sono fondamentali nell’ambito della tutela dei settori giovanili”.
Karen Jones (Professoressa di Diritto Internazionale Sportivo dell’Università di Amsterdam, avvocato): “Credo sia importante l’aspetto sociale della norma dei vivai. Molti giocatori sono giovanissimi, per questo è importante l’aspetto educativo. Bisogna allenare tanti ragazzi per scoprire un campione. Dobbiamo sviluppare appieno queste persone, sotto il profilo individuale proprio per lo sviluppo della comunità, per garantire un futuro a chi non avrà un futuro da campione”. Sophie Dion (Onorevole Parlamento francese, Professoressa): “La formazione deve essere accompagnata da un contratto di lavoro. Vanno trovate soluzione che non pongano problemi a livello europeo, che non operino discriminazione, poi subentra la sussidiarietà. Non possiamo subire la realtà, perché altri Paesi esterni stanno andando avanti, stanno progredendo. Ci vuole volontà politica per la protezione dei giovani”.
Jean-Pierre-Siutat (Membro del Consiglio della Federazione Europea di Pallacanestro e Presidente della Federazione Francese di Pallacanestro): “La nostra difficoltà è semplice: abbiamo le Nazionali da tutelare. A partire dalla sentenza Bosman c’è stata un’evoluzione. I bilanci vanno da 2 milioni a 50 milioni: i più ricchi possono andare a trovare giocatori fuori. Noi dobbiamo continuare a formare dei giocatori ma senza che loro siano tutelati. Per essere competitivi e se vogliamo continuare a preparare Nazionali forti dobbiamo preservare i nostri giovani”.
Michele Uva (Direttore Generale FIGC): “La capacità di sviluppare un settore giovanile è sinonimo di virtù gestionale, un illuminante esempio è rappresentato dalla cantera del Barcellona, che produce il 90% dei giocatori nel vivaio. C’è necessità di investire, non una parte degli utili come prevede la legge, ma una parte proporzionale del fatturato per l’importanza della tematica. Il settore giovanile ha riflessi di natura sociale. Oltre 9 mila ragazzi all’anno si tesserano per la prima volta ogni anno. Il settore giovanile è un forte fattore di caratterizzazione territoriale, è sinonimo di senso di appartenenza. Nel calcio l’UEFA considera le spese per il settore giovanile come investimenti non come voci da inserire nel Financial Fair Play. L’Inghilterra ha il più alto numero di stranieri ma il problema delle Nazionali va affrontato perché generale. Su questo la Germania è esempio da seguire. La Federazione Italiana sta lavorando: ha introdotto nell’ambito di rose di 25 giocatori, il principio del 4+4: 4 elementi cresciuti in Italia e 4 formati in Italia. L’obiettivo, da condividere e da raggiungere insieme a tutte le componenti istituzionali, perché al momento vietato dalle norme comunitarie, è arrivare a metà delle rose composte da giovani del vivaio. E’ importante studiare un percorso che preveda anche l’allineamento delle procedure per ottenere la cittadinanza in ogni Nazione e una omogeneità del trattamento fiscale, perché in Italia c’è pressione più alta. Lo sport ha bisogno di fattori di crescita, che passano dal dialogo. Non si può non ripartire dai settori giovanili”.
Stefano Bastianon (Professore Università Bergamo): “Il concetto di specificità è molto vago, senza definizione precisa. E’ ancora alla ricerca di se stesso. Possiamo dire che è un campo speciale perché diverso da ogni altro tipo di attività per la sua dimensione sociale. La formazione dei giovani è uno dei vari aspetti che caratterizza la legislazione sportiva nell’UE, ma non è sempre lo stesso secondo le specificità di ogni singola disciplina. Ogni normativa sportiva è soggetta all’ordinamento europeo, quindi è speciale ma di fatto viene trattato come altri settori. Per questo diventa un tema di natura politica”. Antonio Naddeo (Capo Dipartimento per gli affari Regionali, le Autonomie e lo Sport): “La formazione è fondamentale. Come Italia abbiamo perso la capacità di investire nei giovani, non solo nello sport. Si cerca il risultato a breve. Come strategia vogliamo indirizzare sforzi in ambito scolastico per invertire questa tendenza”.
Francesco Soro ha chiuso la giornata, ringraziando i relatori e la Commissione Europea per l’attenzione mostrata nei confronti di un tema centrale nelle prospettive di sviluppo dello sport, con l’obiettivo di proseguire con la politica nel dialogo finalizzata al raggiungimento di un traguardo unanimemente condiviso.
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