Europei - Sinfonia azzurra. Oro dalla staffetta
L'Italia chiude una giornata trionfale con una splendida staffetta. Gran finale, infatti, con la 4x100 stile libero mixed! Cinquina! Luca Dotto (48'78), Luca Leonardi (48"01), Erika Ferraioli (53"83) e Giada Galizi (54"40) hanno vinto oro e titolo euroepo della staffetta uomini e donne con 3'25"02 che vale anche il record italiano ed europeo perchè inferiore al target time indicato dalla FIN (3'27"00) e dalla LEN (3'29"10). (Fonte Federnuoto.it/Foto Deepbluemedia)
Europei - Paltrinieri e Detti si ripetono: oro e bronzo
Oro e bronzo. Come nei 1500 stile libero. Gregorio Paltrinieri è incontenibile e dopo aver trionfato nei 1500, si prende anche il titolo europeo degli 800 stile libero. Gabriele Detti non molla e conquista un'altra medaglia di bronzo, dopo quella dei 1500. La finale degli 800 stile libero, in apertura del pomeriggio del nuoto, ha regalato subito due gemme. Gregorio Paltrinieri ha vinto col nuovo record dei campionati di 7'44"98, a due secondi e due decimi dal record europeo di Gabriele Detti (7'42"74) e a poco meno di due secondi dal primato personale (7'43"01). Gabriele Detti si è classificato terzo con 7'49"35. Secondo, come nella distanza più lunga, Pal Joensen (FAR) con 7'48"49. Il precedente record dei campionati era 7'48"28 del francese Sebastien Rouault a Budapest 2010. Stesso podio dei 1500 e un'altra volta a feteggiare insieme, la seconda consecutiva in due giorni. (Fonte Federnuoto.it)
Europei - Leonardi-Bianchi, doppio bronzo
Il terzo squillo azzurro al Velodrom lo ha fatto Luca Leonardi nella finale dei 100 stile libero. Ha vinto la medaglia di bronzo con 48"38, a due centesimi dall'argento di Fabien Gilot, che gli vale il nuovo record personale assoluto. Più veloce anche di quando nuotava col gommato: il precedente col costumone era 48"45 del 2009 e quello con il costume in tessuto 48"66 in batteria. Il passaggio ai 50 di Leonardi è stato 22"95, quello di Gilot 22"83. Ha vinto Florent Manaudou con 47"98 (22"56). Quinto Luca Dotto con 48"58, dopo il passaggio di metà gara in 22"93.
Il quarto acuto è di Ilaria Bianchi che accende il turbo nelle gambe e nella seconda vasca rimonta e si prende la medaglia di bronzo dei 100 farfalla. La primatista italiana è terza: oggi per lei 57"71 (il suo record nazionale è 57"27) e al passaggio era quarta con 27"24. Nella vasca di ritorno ha nuotato in 30"47 superando allo sprint l'olandese Inge Dekker, alla fine quarta per un centesimo. Per un centesimo si è decisa anche la vittoria: la danese Jeanette Ottens con 56"51 ha anticipato la svedese Sarah Sjoestroem (56"62). Quinta l'altra finalista azzurra Elena Di Liddo con 58"27. (Fonte Federnuoto.it)
Europei - Batki, dieci metri d'argento

La medaglia è servita. Sul vassoio d’argento. Sicura e determinata dal primo all’ultimo salto, Noemi Batki si piazza seconda dalla piattaforma con 346.40 punti.
La 27enne (ad ottobre) italo-ungherese, allenata da mamma Ibolya Nagy, tesserata per Esercito e Triestina Nuoto, torna a salire sul podio dopo due anni. L’ultima medaglia era stata quella d’argento agli europei di Eindhoven 2012, preceduta dall’oro di Torino 2011 (europei di specialità), dal primo argento continentale della carriera conquistato nel 2010 a Budapest e dal bronzo in coppia con Tania Cagnotto a Eindhoven 2008. Al mondiale di Barcellona 2013 era stata ottava e nel team event, qui a Berlino, quinta il 18 agosto scorso in coppia con Michele Benedetti.
Oro e titolo alla britannica Sarah Barrow che chiude a 363.70. "La medaglia era mia - ha commentato Noemi - Era la cosa che volevo di più al mondo. Sapevo che dovevo osare. Ho disputato una gara regolare e mancato per poco il record personale di punti. Ho sporcato l'ultimo tuffo e ne sono rammaricata. Comunque non avrei potuto vincere perchè la britannica ha disputato una gara eccezionale. Le faccio i complimenti".
Al mattino aveva saltato male. Non era entrata in gara. Nel pomeriggio ha trovato la concentrazione giusta. Lo si è visto subito dal primo tuffo, il triplo e mezzo avanti, dove ha meritato 72 punti e nei preliminari ne aveva raccolti soltanto 43.50. Si è avuta la conferma con la verticale da 3.2 di difficoltà dove ha ricevuto 70.40 contro i 40.0 precedenti. Dopo la terza serie era seconda con 218.80 alle spalle dell’inglese Barrow (221.10). E’ andata sotto la media del 7.5 soltanto all’ultimo salto. Ma alla fine la regolarità ha pagato. "Questa finale me la sono goduta tutta - continua - Più le altre saltavano bene e più mi piaceva. Dedico l'argento a me stessa. Non voglio sembrare egoista ma ho lavorato tanto per tornare a questi livelli. E' stata una lenta risalita dopo l'anno olimpico. Ho compiuto sacrifici, perferzionato la preparazione atletica, inserito un nuovo tuffo che mi dà maggiore serenità: la verticale con dopio salto indietro con un avvitamento e mezzo rispetto alla verticale con doppio salto avanti con un avvitamento. Mentre gli altri saltavano per le World Series io ero a casa a lavorare. Il mio più grande problema sono gli alti e i bassi, ma un cavallo pazzo in squadra ci vuole sempre". Studia comunicazione e pubblicità all'Università. "Sono una perfezionista ma mi stanco subito e devo allenarmi anche sulla concentrazione per evitare di passare dalle stelle alle stalle". (Fonte Federnuoto.it)
Benelli re dello skeet, 10 anni fa il trionfo olimpico ad Atene
Il cappellino che vola, la corsa verso il pubblico e quella danza improvvisata che sprizza gioia da tutti i pori in una sequenza di abbracci e lacrime. Andrea Benelli conquista l’oro nel tiro a volo alla sua quinta partecipazione olimpica, al culmine di una carriera che a 44 anni lo incorona campione nello skeet, dopo il bronzo vinto ad Atlanta nel 1996.
Un successo giunto al termine di una gara dalle emozioni forti, risolta allo shoot off, lo spareggio all’ultimo piattello. Il tiratore fiorentino ed il finlandese Marko Kemppainen, in perfetta parità, terminano la gara in testa con 149 piattelli su 150. Si va quindi allo spareggio per l’assegnazione del titolo, con Benelli che centra sei piattelli su sette, laureandosi campione olimpico tra l’entusiasmo dei familiari giunti ad Atene per sostenerlo. Un sogno iniziato sedici anni prima a Seul e realizzato nella terra natia dei Giochi.
Il Novara ricorre contro FIGC per i criteri di ripescaggio relativi all'integrazione del campionato di B
Il Collegio di Garanzia dello Sport, in funzione di Alta Corte di Giustizia Sportiva, ex art.21 codice acgs, ha ricevuto un ricorso da parte della società Novara
Calcio Spa contro la Figc avverso la delibera Figc del 18 agosto 2014, pubblicata con C.U. n. 56/A di pari data, con cui il consiglio federale, dando esecuzione all'ordinanza collegiale n. 24/2014, emessa dal collegio di garanzia in data 11 agosto 2014, ha riportato l'organico del campionato di serie B 2014-2015 a 22 squadre, nella parte in cui reintegra l'organico mediante la procedura di ripescaggio già prevista con il C.U. n. 171/A del 27 maggio e dando termine sino al 25 agosto per il deposito delle domande e delle documentazioni richieste.
La società ricorrente chiede, in via cautelare, di inibire o comunque sospendere l'inizio dei campionati professionistici di serie B e di Lega Pro, girone A, nonché di disporre la sospensione cautelare dell'efficacia del provvedimento impugnato. In via principale, di annullare e/o riformare la suddetta delibera del consiglio federale del 18 agosto.
Europei - Quattro ragazze d'oro
Le ragazze della 4x200 stile libero vincono con il record dei campionati e regalano all’Italia la dodicesima medaglia ai campionati europei di Berlino, la quarta del metallo più pregiato.
Le azzurre segnano 7'50"53 e il record precedente era della Germania con 7'50"82 del 3 agosto 2006 a Budapest.
Dall'oro inedito di Debrecen 2012 all'oro della consacrazione di Berlino 2014 ci sono 2 secondi e 37 centesimi di progresso (7'52"90 contro 7'50"53; il miglioramento di Alice Mizzau, confermata in prima frazione (dall' 1'58"67 all’ 158”34); l'inserimento di Stefania Pirozzi (1’57”63) e di Chiara Masini Luccetti (1’58”06, che ha vinto in batteria lo spareggio con Diletta Carli, terza frazionista nel 2012) e la conferma di Federica Pellegrini che con il suo 1'56”50 ha raggiunto e superato nelle bracciate finali Stina Gardel. La Svezia, che cominciava a sperare nella vittoria, si è dovuta “accontentare” dell’argento chiudendo in 7’51”03. Terza l’Ungheria con 7’54”23 che ha lasciato dietro russe e francesi.
Per la 4x200 stile libero femminile è la seconda medaglia d'oro consecutiva della storia. In precedenza c'erano stati il bronzo nel 1989, l'argento nel 2000 e il bronzo nel 2008 con Federica Pellegrin, già capitano, che insieme ad Alice Mizzau è stata anche protagonista del bronzo conquistato con la 4x100 stile libero. (Fonte Federnuoto.it - Foto Deepbluemedia)
Stoccate d'oro, fiorettisti in cima al mondo ad Atene 2004
Quell’ultima stoccata, quell’interminabile attesa prima del brillar della luce, il sospiro trattenuto e la tensione che si fa gioia immensa. Ad Atene 2004 l’oro a squadre nel fioretto maschile è di nuovo italiano. Salvatore Sanzo, Andrea Cassarà e Simone Vanni conquistano il titolo olimpico esattamente vent’anni dopo il successo di Borella, Cerioni, Cipressa, Numa e Scuri a Los Angeles 1984. Due turni senza particolari problemi con Egitto (45-20) e Russia (45-27), prima della finale, sofferta ed emozionante, con la Cina.
Una partenza bruciante per gli azzurri che volano sul 40-34, prima del testa a testa finale tra Sanzo e Dong. L’azzurro fatica a reggere gli attacchi del cinese, che stoccata dopo stoccata si porta sul 42 pari. Cambia il fioretto, respira, prende tempo, poi nuovamente in pedana. Due botte e l’allungo sul 44-42, di lì a poco quella decisiva e il boato del pubblico che saluta il trionfo azzurro di una squadra mai doma, sul gradino più alto del podio con il cuore ed il tricolore.
Europei - Paltrinieri, oro e record. Detti bronzo
Bum bum! Terza medaglia d'oro per l'Italia a Berlino. Dopo quelle di Martina Grimaldi nella 25 chilometri e Tania Cagnotto nel trampolino da 1 metro, è arrivata quella di Gregorio Paltrinieri nella finale dei 1500 stile libero. Per Greg anche il nuovo record europeo di 14'39"93 che cancella il precedente di 14'43"21 che apparteneva al russo Yuri Prilukov dal 17 agosto del 2008. Doppietta azzurra sul podio dei 1500 stile libero, dove sale anche Gabriele Detti che chiude al terzo posto e con il bronzo al collo in 14'52"53. (Fonte Federnuoto.it)
Europei - Tania Cagnotto centra l'oro dal metro

La seconda medaglia d’oro degli azzurri agli Europei di Berlino porta la griffe di Tania Cagnotto che vince la finale del trampolino da 1 metro con 289.30 punti. Per Tania è la ventesima medaglia ai campionati europei, compresi quelli di specialità, ed è la tredicesima d’oro: le altre sono 3 argenti e 4 bronzi. Per l’Italia è la medaglia numero 300 nella storia dei campionati d’Europa di tutte le specialità.
L’argento è della russa Kristina Ilinykh con 288.55 punti e il bronzo della tedesca Tina Punzel con 286.70. Quarta, per la settima volta tra campionati europei e mondiali, Maria Elisabetta Marconi con 285.50.
Per Maria - da un metro già bronzo nel 2006 a Budapest e argento a Torino 2009 - è come un salto a dodici anni fa. Stessa piscina. Stesso trampolino. Finì quarta, ma allora era all'inizio della carriera internazionale. Non immaginava che lo stesso destino l'avrebbe accompagnata molto spesso nel corso della carriera.
Proprio ai campionati europei del 2002 arrivò il sincro nel trampolino con Tania Cagnotto. Sembrava che dopo i successi nelle stagioni giovanili avrebbero potuto continuare a vincere insieme; invece infortuni e sfortuna si sono intromessi dividendo due carriere luminose, ma divise da troppi podi.
Nel pomeriggio conducono entrambe una gara regolare. Maria meritava sicuramente qualche punto in più, soprattutto nel momento della verità il quinto e ultimo tuffo con quattro atlete in 2.6 punti. Si esibisce nell'uno e mezzo rovesciato con un avvitamento e mezzo e riceve 59.80 punti. Bene. Poi tocca alla russa Kristina Ilinykh che già la precede e le rimane davanti. Quindi alla tedesca Tina Punzel spinta al secondo posto. Maria è terza e deve saltare Tania che esegue l'uno e mezzo rovesciato carpiato, prende 62,40 punti e conquista il meritato oro. Ma il finale vive di sentimenti contrastanti. Di una felicità a metà. In un angolo il sorriso di Tania, miss Europa. Dall'altro le lacrime di Maria, che metabolizza la rabbia tra le braccia di Domenico Rinaldi.
La soddisfazione di Tania Cagnotto (Fiamme Gialle / Bolzano Nuoto). "Sono felice perché tenevo molto a questa gara. Sapevo di poter vincere ma anche che non ero preparata al 100%. Peraltro nelle eliminatorie ho saltato molto meglio che in finale e l'errore nell'uno e mezzo rovesciato con un avvitamento e mezzo mi sarebbe potuto costare la medaglia d'oro. Mi stavo arrabbiando e avevo consentito a tutte le avversarie di ridurre sensibilmente lo svantaggio. Dovevo chiudere la serie eseguendo un tuffo dei miei e ci sono riuscita, ma che rischio!". Una vittoria di testa e di cuore, giunta al termine di una stagione di allenamenti più leggera del consueto, malgrado abbia partecipato a tutte le prove delle World Series. "L'esperienza in questo sport è determinante. Ciò significa che sarò competitiva finché il fisico mi sosterrà pur senza allenamenti massacranti. Fino a stamattina non avvertivo neanche la tensione, cresciuta appena sono entrata in piscina. Ho disputato una finale regolare e meritato di vincere. Mi spiace molto per Maria, per l'ennesimo quarto posto; ma sono convinta che ha la forza per recuperare e trasformare la rabbia in energia per il trampolino da 3 metri". Con questo successo sono 13 ori e 20 medaglie europee. "Significa che sono diventata anziana, ma che ancora reggo l'avanzare delle più giovani. Il mio fisico è cambiato, la mia concezione dei tuffi pure, soprattutto dopo le Olimpiadi di Londra. Adesso riesco a vivere tutto con maggiore serenità e forse ne traggo beneficio anche a livello tecnico - dice sorridendo - Eppure non mi sembra sia passato così tanto tempo da quando partecipavo alle competizioni giovanili". C'è chi si aspetta il tris, ma Tania subito frena gli entusiasmi. "La competizione da un metro ha tuffi semplici da eseguire. Nei tre metri aumentano le difficoltà e la mancanza di allenamento potrebbe venire fuori, così come nel sincro insieme a Francesca Dallapè. Intanto dedico questa medaglia a papà e ad Oscar Bertone che mi allenano insieme. Mi fa piacere che Oscar abbia deciso di aiutarci. E' uno di famiglia, allievo di papà e cresciuto tra noi. Per me è uno stimolo in più nel corso delle sessioni di allenamento mentre papà resta il mio riferimento in gara. La squadra funziona. Ne sono convinta e contenta".
Non ci resta che attendere, sperando che anche Maria Marconi (Fiamme Gialle / Lazio Nuoto) torni a sorridere. "Sorrido per non fare brutte figure. Parolacce non posso dirle e allora proverò a essere chiara. Sono molto soddisfatta della mia prestazione. Non ho sbagliato un tuffo e il mio punteggio è giusto. Quello della tedesca no. Non meritava la mia medaglia". Maria Marconi è delusa. "Sono distrutta. Piango per sfogarmi. Un po' di tempo e mi passerà ma una cosa è certa. Dal trampolino 3m o vinco o arrivo ultima. Se mi trovo in una condizione di incertezza chiudo un tuffo di pancia perché un altro quarto posto non voglio rischiarlo. Ormai mi manca solo che mi tatui il numero 4. Peraltro sono anche quarta figlia, magari era un segno del destino che non avevo interpretato. Vorrei sottolineare un aspetto. Al nostro arrivo a Berlino, in conferenza stampa, avevo detto che mi mancava l'esperienza per competere con le più grandi. Mi correggo. Non è vero. Ho dimostrato di essere anch'io una grande atleta. Oggi mi sono mancati solo i punti che hanno regalato alla tedesca. A questo punto spero che l'Italia organizzi al più presto un campionato europeo così magari aiuteranno me. Ma penso che non ci sia più tempo. Dopo le Olimpiadi di Rio de Janeiro smetto. Avrò 32 anni e tanti quarti posti alle spalle". Malgrado l'amarezza non dimentica la compagna di squadra Tania, campionessa europea. "Le faccio i complimenti. Merita questa medaglia ed è una grande campionessa. Bravissima. Mi sarebbe piaciuto salire sul podio insieme a lei".
La pensa nello stesso modo il cittì Giorgio Cagnotto, diviso tra la gioia per il successo della figlia e la delusione per il quarto posto di Maria. "Provo sensazioni contrastanti - racconta - Sono felice per Tania ma mi si è spezzato il cuore per Maria. Non meritava il quarto posto e sarebbe stato bello e giusto avere due azzurre sul podio. Le faccio l'in bocca al lupo per i 3m, ma penso fosse più pronta per il metro, come del resto Tania. Le manca allenamento e salendo in altezza potrebbe pagarlo anche in coppia con Francesca Dallapè nel sincro. Abbiamo partecipato a questa gara con l'obiettivo del podio. Le prossime saranno più complicate. Le Olimpiadi di Londra ci hanno insegnato a vivere i verdetti dei giudici con più calma e distacco. Non è mai facile assorbire certi colpi. Tania ha dimostrato di essere una campionessa matura. Ha disputato una gara di carattere e concentrazione malgrado qualche errore, soprattutto nel quarto tuffo che poteva condizionare il risultato. Dovrà stare più attenta nelle prossime gare". (Fonte Federnuoto.it)
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