Quel Ferragosto da record: 25 anni fa lo storico primato di Lamberti nei 200 stile
Bonn, Europei di nuoto del 1989, finale dei 200 metri stile libero maschili. Un Ferragosto indimenticabile per lo sport italiano, ma soprattutto una data che rimarrà scolpita nella memoria di Giorgio Lamberti, il nuovo eroe del nuoto azzurro.
Il ventenne nuotatore bresciano, allievo di Alberto Castagnetti, vincendo la medaglia d’oro nella manifestazione continentale (cui aggiunse i titoli dei 100 metri stile libero e quello della staffetta 4x200) stabilisce il nuovo record del mondo, fermando il cronometro a 1’46”69, abbassando il precedente primato di 56 centesimi, detenuto dall'australiano Armstrong e stabilito un anno prima alle Olimpiadi di Seul.
Il suo straordinario record rimase imbattuto per dieci anni, il periodo più lungo della storia dei 200 metri, oltre ad essere l’unico primato mondiale maschile italiano in vasca lunga. Solo nel 1999, ai Giochi PanPacifici di Brisbane, nel corso della staffetta 4x200 metri, l’australiano Grant Hackett riuscì nell’impresa di abbassare ulteriormente il tempo. Un’impresa epica, ottenuta solo qualche mese prima della caduta del muro di Berlino.
Antonio Conte nuovo CT azzurro fino al 2016
Il Presidente Tavecchio e Antonio Conte si sono sentiti telefonicamente questa mattina definendo direttamente gli ultimi aspetti della collaborazione che legherà Antonio Conte alla FIGC fino al 31 luglio 2016, al termine della trattativa condotta nei giorni scorsi da Giulia Mancini per Antonio Conte e dall’Avv. Mario Gallavotti per la FIGC. Il nuovo C.T. ha condiviso con il Presidente Tavecchio il progetto di rilancio della Nazionale e il progetto di formazione dei nuovi calciatori azzurri attraverso i centri di formazione federale, con un forte impegno del C.T. nell’ambito del Settore Tecnico anche come coordinatore delle squadre giovanili, posizione già ricoperta da Arrigo Sacchi.
Il contratto tra la FIGC e Antonio Conte prevede un compenso allineato ai costi della precedente gestione con un bonus per la qualificazione a EURO 2016, un ulteriore bonus in caso di miglioramento del Ranking FIFA di almeno 5 posizioni, e un terzo bonus in caso di partecipazione alla Finale Euro 2016. Contestualmente, la FIGC ha definito i termini di un nuovo rapporto di partnership commerciale con alcuni dei propri sponsor con termini assai innovativi per la internazionalizzazione del marchio FIGC e la valorizzazione della Nazionale, e che prevedono anche l’utilizzazione dell’immagine del nuovo C.T. come testimonial, rendendo così possibile l’intera operazione.
La conferenza stampa di presentazione del nuovo C.T. è prevista per martedì prossimo 19 agosto alle ore 11.30 presso l’Hotel Parco dei Principi a Roma.
IL CURRICULUM DI ANTONIO CONTE
Nato il 31 luglio del 1969 a Lecce, Antonio Conte muove i primi passi nel mondo del pallone nel settore giovanile della squadra della sua città, il Lecce, nelle cui fila debutta anche in serie A il 6 aprile dell’86 – quando non aveva neppure compiuto 17 anni – contro il Pisa. Nel 1991 passa alla Juventus dove resterà per tredici stagioni a cavallo degli anni novanta e duemila, diventandone capitano e simbolo. Negli anni trascorsi in bianconero vince cinque campionati di Serie A e tutte le competizioni UEFA con la sola eccezione della Coppa delle Coppe, competizione cui non ha mai partecipato.
Con la maglia della Nazionale partecipa al Mondiale 1994 perdendo in finale contro il Brasile; a causa di un infortunio, salta l'Europeo 1996, disputando invece il successivo (Euro 2000), concluso però in anticipo a causa di una lesione ai legamenti della caviglia destra, ma vincendo comunque la medaglia d’argento.
Nel 2006 inizia l'attività di allenatore nel Siena e nella stagione 2008-2009 ottiene il titolo di campione nel campionato cadetto con il Bari. Passato sulla panchina della Juventus nell'estate del 2011, si aggiudica il titolo di campione d'Italia per tre stagioni consecutive, impresa che in precedenza era riuscita solo a Carlo Carcano e Fabio Capello. Vince anche la Supercoppa Italiana per due volte, la prima contro il Napoli, la seconda contro la Lazio. Con la Juventus taglia due traguardi storici: i 102 punti in campionato e l'imbattibilità casalinga, con 57 punti conquistati su altrettanti disponibili. Oltre a Siena, Bari e Juve, guida anche l’Arezzo nella stagione 2006-2007 e Atalanta nel 2009-2010.
Russo si infortuna in allenamento: niente Giochi. Le prime foto dalla Cina
Brutta tegola sulla Ginnastica. Il romano Andrea Russo, impegnato in Cina con il Team Italia per i Giochi Olimpici Giovanili, si è infortunato questa mattina durante una fase di allenamento al volteggio. Il 17enne della S.G. Flaminio non ha completato la rotazione del suo avvitamento in fondo alla rincorsa dei 25 metri, completando il suo salto in una posizione scomposta. Da una prima risonanza magnetica, effettuata con la supervisione del Responsabile del Settore Sanitario del CONI, il dottor Stefano Dragoni, sembrerebbero interessati collaterale e crociato del ginocchio del ginnasta.
“Sono senza parole” ha scritto in un messaggio l'allenatore Marco Massara che era giunto a Nanchino insieme ad Andrea appena l'altro ieri. Sulla stessa lunghezza d'onda il responsabile del Settore di Ginnastica Artistica maschile, Paolo Pedrotti: “Appena ho avuto la notizia ho informato il Presidente Riccardo Agabio anche per predisporre l'accoglienza del ragazzo, che dovrà essere seguito dai medici federali. Per ora si è parlato di 40 giorni di fermo, ma saranno necessari ulteriori accertamenti. Intanto rimane la grande amarezza per un giovane serio che si era preparato tutta l'estate per questo appuntamento. Se l'incidente fosse accaduto durante la gara , pur nella sfortuna, sarebbe stato più accettabile. Farsi male così nel primo giorno di allenamento è, invece, una vera e propria beffa”.
Europei di Berlino, Vanelli 4° e Furlan 5° nella 10 km. La Bruni quinta nella 5 km
Dopo il bronzo di ieri, conquistato da Aurora Ponselé nei 10 chilometri femminili, sulla stessa distanza maschile sfiorano il podio sia Federico Vanelli che Matteo Furlan. Questa mattina, infatti, ai Campionati Europei di nuoto, in scena a Berlino, sulla distanza media in acque libere, la medaglia d'oro è andata all'olandese Ferry Weertman, che ha chiuso la gara in un'ora 49'56", davanti al tedesco Thomas Lurz (argento, in un'ora 49'59") e al russo Evgenii Drattcev
(bronzo, in un'ora 50'00"). Subito fuori dal podio, al quarto posto, Federico Vanelli (un'ora 50'02"), seguito da Matteo Furlan, quinto (un'ora 50'03"). Quindicesima piazza, infine, per il terzo italiano in gara, ovvero Simone Ruffini, che ha terminato le sue fatiche in 1h 50'12".
Isabelle Harle ha invece vinto la medaglia d'oro nella 5 chilometri femminile. La tedesca, con il tempo di 57'55"7, ha preceduto l'olandese Sharon Van Rouwendaal, argento in 58'29"9, e la spagnola Mirela Belmonte Garcia, bronzo in 58'41"4. La migliore delle tre azzurre in gara è stata Rachele Bruni, quinta in 58'56"3; dodicesima Isabella Sinisi in 1h00'48"9,
diciassettesima Giorgia Consiglio in 1h01'52"0.
Europei, Giorgi quinta nella 20 km di marcia. Vizzoni in finale. Gibilisco fuori: annuncia il ritiro
Elmira Alembekova ha vinto la 20 km di marcia agli Europei di atletica di Zurigo. La russa ha trionfato in 1h27'56'', precedendo l'ucraina Lyudmyla Olyanovska (1h28"07") e la ceca Anezka Drahotova (1h28'08"). La migliore delle italiane è stata Eleonora Giorgi (1h28'28''), quinta, mentre Eleonora Palmisano ha chiuso settima in 1h28'43".
Martello uomini - qualificazione
Nicola Vizzoni si fa trovare ancora una volta pronto al momento giusto. Il martellista toscano rompe il ghiaccio con 70,10, ma l'urlo e l'acuto arrivano subito dopo con 74,26, misura che, alla fine dei conti, lo installerà all'undicesimo posto in classifica. Quella di sabato pomeriggio (ore 15:00) sarà la dodicesima finale in una grande rassegna internazionale per il capitano della squadra azzurra. Oggi, intanto, l'iridato polacco Pawel Fajdek ha già messo le cose in chiaro con la migliore martellata di giornata, 77,45.
200m donne - batterie
In pista oggi si comincia con un sorriso. E' quello della toscana Irene Siragusa che stamattina deve partire due volte. Il primo start è, infatti, gelato dal brivido di una falsa partenza, ma la russa Vukolova se la cava con un cartellino giallo. Si torna sui blocchi, stavolta senza intoppi e la giovane tricolore assoluta si fa trovare prontissima al colpo di pistola (reazione 0.142). Si presenta sul rettilineo dove aggancia e difende la terza posizione sigillandola in 23.61 (+0.1, secondo miglior crono in carriera) dietro la britannica Bianca Williams (23.28) e l'ucraina Nataliya Strohova (23.47). Promossa direttamente in semifinale come Marzia Caravelli che, nella quarta batteria vinta dall'olandese Jamile Samuel (23.10), prende il treno per il quarto posto in 23.27 (-0.4). L'ostacolista pordenonese arriva così ad 11 centesimi dal personale sul mezzo giro di pista. Stasera in semifinale ci sarà anche Martina Amidei, quinta nell'ultima batteria, ma il suo 23.64 (+0.1) è buono per rientrare tra i quattro tempi di recupero. Per la cronaca, le più veloci del primo round sono la neo campionessa d'Europa Dafne Schippers (22.73/+0.1) e la britannica Dina Asher-Smith (22.75/+0.1).
Salto con l'asta uomini - qualificazione
Niente da fare per Giuseppe Gibilisco. Il campione del mondo di Parigi 2003 esce di scena dal Letzigrund con tre nulli ai 5,40 della misura d'entrata. Il primo salto è meno di un accenno, al secondo l'astista azzurro abbatte con il petto l'asticella che cade inesorabilmente anche all'ultimo tentativo a disposizione. "Purtroppo è accaduto quello che era successo l'anno scorso ai Mondiali di Mosca: tre nulli alla misura d'entrata. Forse un po' di instabilità tecnica, forse qualcos'altro. Per ogni atleta arriva il momento in cui bisogna dire 'basta', e questo è il mio. E' da tempo che ci rifletto. Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di essere qui, e la FIDAL. Mi dispiace perché l'idea non era di andarmene con tre nulli alla misura d'entrata. Spero di aver lasciato bei ricordi ed emozionato nei miei anni migliori. Grazie all'atletica ho imparato tante cose, ho girato il mondo e conosciuto tante culture che altrimenti non avrei mai sfiorato. Grazie a tutte le persone che mi sono state vicino".
200m donne - semifinale
Martina Amidei si batte bene, come suo solito. L'avvio è eccellente (0.138) ma l'impresa, dalla prima corsia, appare immediatamente impossibile: il suo 23.51 (ottavo posto) è comunque peggiore del limite personale (il 23.49 realizzato a Rovereto) di appena due centesimi di secondo. Marzia Caravelli toglie altri quattro centesimi allo stagionale realizzato in batteria, correndo in 23.23 (v. -0.6). E' l'ennesimo segnale della buona condizione dell'ostacolista friulana, quinta nella semifinale vinta dall'olandese Dafne Schippers in 22.48. Ad Irene Siragusa, settima nella terza semifinale, manca probabilmente un riferimento davanti a sé, ma molto più probabilmente comincia ad affiorare anche un pizzico di stanchezza (quarta gara europea, dopo due turni nei 100 e ed altrettanti nella distanza doppia): in ogni caso, chiude in 23.50 (+0.3, settimo posto), abbassando di un decimo pieno il crono della batteria di stamattina. Alle ragazze in azzurro resta adesso l'appuntamento con una staffetta che, viste le premesse, ed al netto di difficoltà nei cambi, può aspirare ad un posto in finale.
110hs - semifinale
Non ne aveva, Paolo Dal Molin, e purtroppo si è visto. La sua semifinale è durata poco, probabilmente quattro barriere. Poi, la carenza di lavoro sulle gambe ha avuto la meglio dell'ariete azzurro, il cui ritorno in Nazionale, nonstante i postumi dell'infortunio patito agli Assoluti, va comunque salutato con apprezzamento. La semifinale dell'italiano la vince il britannico Sharman, con il personale portato a 13.16 (+0.4); Dal Molin è in linea con i primi per almeno quattro intervalli, poi l'azione si fa meno incisiva nella corsa, e più aerea nel passaggio delle barriere, fino al 13.72 conclusivo. Nell'altra semifinale, Pascal Martinot-Lagarde è regale nella parte centrale di gara, poi si rilassa, e percorre poi addirittura l'ultimo tratto sul piano festeggiando fino al 13.17 conclusivo (-0.3).
400hs donne - semifinale
Yadis Pedroso è brava a centrare l'appuntamento con la finale europea, al pirmo grande appuntamento in maglia azzurra della carriera. L'ucraina Anna Titimets scappa via nella semifinale dell'italiana, e va a vincere in 54.90; la russa Davydova (55.69) soffia la seconda piazza alla Pedroso (56.07), ma il terzo posto consente il comodo passaggio diretto del turno. Appuntamento in finale sabato sera. Il miglior tempo dele semifinali è della britannica Child (54.71), altra pretendente per l'oro; la Pedroso ha l'ottavo tempo.
Giavellotto uomini - qualificazioni
Esperienza negativa per Norbert Bonvecchio, l'erore di Braunschwig (in Coppa Europa suonò la carica azzurra nella seconda giornata, con un primo lancio oltre gli 80 metri). Il trentino non va oltre i 69,38 (serie: N; 69,38; 68,83, sedicesimo posto nel gruppo), in un pomeriggio in cui, nel suo gruppo, nessuno va oltre gli 81 metri che segnano la misura di ammissione diretta alla finale. Per la cronaca, va detto che Bonvecchio, quest'anno non aveva mai lanciato al di sotto dei 70 metri (70,88 la misura di qualificazione agli Assoluti di Rovereto).
World Grand Prix - Domani l'Italia sfida la Russia
Giornata di vigilia per la nazionale italiana femminile, chiamata domani ad affrontare le campionesse Mondiali ed Europee della Russia (ore 18.10 italiane). La sfida contro le padrone di casa aprirà la tre giorni di gare decisiva per le azzurre, che nell’ultimo week end della fase a gironi del Grand Prix sono in cerca dei punti necessari per qualificarsi alla Final Six (Tokyo, 20-24 agosto). Oltre alla Russia, Piccinini e compagne sabato si troveranno di fronte la Germania di Giovanni Guidetti (ore 15.40) e domenica la Turchia di Massimo Barbolini (ore 15.40). L’obiettivo è fare più punti possibili per guadagnare almeno una posizione e classificarsi tra le prime quattro della graduatoria generale, al momento l’Italia occupa la quinta posizione (10 p.).
Per le ragazze di Bonitta sarà quindi molto importante partire bene già dal match contro la Russia. Un gara difficile soprattutto considerando le qualità della formazione guidata da Marichev, che ha nelle doti fisiche e nella potenza in attacco le sue armi migliori. Non a caso le russe lo scorso anno sono tornate sul tetto d’Europa e si sono aggiudicate le ultime due rassegne iridate, titolo che proveranno a difendere nel Mondiale italiano tra poco più di due mesi, quando potranno contare anche sull’opposto Gamova, in questi giorni aggregata al gruppo ma non utilizzabile.
L’ultimo precedente tra Italia e Russia risale alla scorsa edizione del World Grand Prix e a vincere furono le russe: 3-1 a Ekaterinburg.
“Sono sicura che sarà una bella partita. - le parole alla vigilia di Monica De Gennaro - La Russia è una delle migliori squadre al mondo che ha grandi individualità ed è fortissima sia a muro che in attacco. Noi dovremo essere brave a mantenere sempre alta sia l’intensità che l’aggressività, non solo contro le russe ma anche negli altri match contro Germania e Turchia.”
Il libero azzurro parla poi di quest’inizio del Grand Prix: “Ci stiamo integrando molto bene, siamo un bel gruppo che ha bisogno di migliorare un po’ nella costanza di gioco. Io sono molto contenta della fiducia che il ct mi ha dato e ce la sto mettendo tutta per ripagarlo.”
“La Final Six è un traguardo al quale teniamo moltissimo. - termina De Gennaro - Io ho avuto la fortuna di viverla lo scorso anno ed è stata un’esperienza molto importante, perché hai l’opportunità di confrontarti contro l’élite mondiale. Giocare cinque partite di così alto livello sarebbe davvero un test molto utile, soprattutto in vista del Campionato Mondiale italiano”.
Nella giornata di oggi l’Italia ha svolto una seduta in sala pesi e in serata si allenerà nel palazzetto di gioco, lo Yantarny Sports complex: impianto che può contenere fino a 7000 spettatori.
PRECEDENTI - 59 gli incontri disputati tra Italia e Russia con 16 vittorie azzurre.
Il Calendario delle Azzurre - Pool H (Kaliningrad, Russia): 15/8 Russia-Italia (ore 18.10), 16/8 Italia-Germania (ore 15.40), 17/8 Italia-Turchia (ore 15.40).
CLASSIFICA GENERALE - Brasile 18, Turchia e Cina 13, Serbia 11, Italia 10, Stati Uniti e Corea del Sud 9, Germania 8, Russia 7, Giappone 5, Rep.Dominicana 3, Thailandia 2.
Europei, azzurre quarte anche nel team free
Azzurre quarte anche nel team free. I preliminari della seconda giornata dei campionati d’Europa di nuoto sincronizzato stanno cominciando a segnare le gerarchie. C’è ancora tempo per definire le classifiche, bisognerà aspettare le finali di sabato e domenica, ma qualcosa sta già cambiando. Il nuovo regolamento e i nuovi criteri di giudizio (uno su tutti quello dei singoli elementi) si vedono. L’Italia spera di guadagnarci qualche punto in più, considerata l’esecuzione dei suoi esercizi che possono essere comparati a quelli spagnoli e ucraini. Intanto blinda il quarto posto.
Le ragazze di Roberta Farinelli entrano in acqua per prime. Elisa Bozzo, Beatrice Callegari, Camilla Cattaneo, Francesca Deidda, Manila Flamini, Mariangela Perrupato, Danila Schiesaro e Sara Sgarzi. Le musiche sono quelle del Macbeth, già ascoltate a Barcellona. Pronte, via e Manila Flamini viene lanciata in alto (capriola), nella seconda parte si fanno notare i salti contemporanei di Manila Flamini e Dalila Schiesaro e a chiudere una bella uscita di Francesca Deidda, che viene alzata da Manila Flamini, a sua volta sorretta dal gruppo che fatica sottacqua. Applausi e 88.9333 punti: 26.7000 per l’esecuzione, 35.7333 per l’impressione artistica e 26.5000 per gli elementi.
“Siamo un bel gruppo, amiche unite e affiatate. Sempre insieme, anche quando usciamo”, parola di capitano, Manila Flamini. “Facciamo della forza fisica il nostro punto di forza”. Il lavoro teatrale iniziato quest’anno con l’attore di arte drammatica e regista Enrico Zaccheo è già stato percepito e comincia a dare risultati. “La collaborazione con Enrico ci aiuta molto – continua Manila – e migliora l’espressività, la visione globale e così aumenta anche la fiducia reciproca”.
L’Ucraina rovina un’altra volta la giornata alla Spagna e fa diventare straordinaria la propria. Come questa mattina con il doppio, oggi pomeriggio con la squadra l’Ucraina è seconda: Ananasova, Grechykhina, Kondrashova, Sabauda, Sadurska, Savchuk, Sydorenko e Voloshyna (la singolista che non salta una gara) chiudono con 92.7000; le spagnole Basiana Canellas, Cabello Rodilla, Carbonell, Crespi Yaume, Levj Sellares, Mass Pujadas, Salvador Gonzalez, Klamburg che nuotano subito dopo si fermano a 91.7667. Le russe sono prime, anche con un punteggio alto, se si pensa ai nuovi parametri: 96.0333. Domani, ferragosto, complice il rest day del nuoto in acque libere, il nuoto sincronizzato è l’unica disciplina in gara all’Europeo. Ultimo turno preliminare: alle 10 il solo libero e alle 18 il combo.
Bettini nella storia, 10 anni fa il primo oro olimpico azzurro su strada
- CICLISMO
Uno straordinario campione, Paolo Bettini, conquista Atene e regala all’Italia il primo oro olimpico azzurro nel ciclismo su strada dal 1992 dopo quello di Casartelli a Barcellona 1992.
Sono passati dieci anni da quel trionfo olimpico entrato nella storia. Caparbio e voglioso di prendersi quell’oro sfuggitogli nel 2001 ai Mondiali di Lisbona - dove si dovette accontentare della piazza d’onore dietro allo spagnolo Oscar Freire - Bettini centra una vittoria voluta e cercata, con la testa e con i muscoli, frutto di una strategia pianificata con il Ct Franco Ballerini e con la collaborazione di una squadra perfetta.
Il ciclista di Cecina, sulla salita del Licabetto, a venti chilometri dal termine, mette a segno lo strappo decisivo che spacca il gruppo, fa il vuoto e batte allo sprint il portoghese Sergio Paulinho, l’unico avversario in grado di tenergli testa.
Nella volata finale, partita quasi in surplace, i due ciclisti prima si studiano e poi si lanciano verso l’arrivo. Il lusitano è in testa, ma Bettini, mai domo, piazza l’affondo decisivo che lo consacra campione olimpico dopo cinque ore di autentica battaglia. Al traguardo è un crescendo di emozioni che sfociano nelle lacrime di un atleta che tra il Tempio di Zeus Olimpico ed il Partenone realizza il suo sogno a cinque cerchi.
La leggenda dei Montano, Aldo consacra ad Atene una famiglia d'oro
Ci voleva un livornese doc, figlio d’arte, per riportare in Italia la medaglia d’oro nella prova individuale di sciabola.
Aldo Montano, ottantaquattro anni dopo il trionfo di un altro livornese, Nedo Nadi, ai Giochi di Anversa del 1920, regala all’Italia un‘emozione indimenticabile, figlia di una finale al cardiopalma con l’ungherese Zsolt Nemcsik.
Il magiaro ad una stoccata dalla vittoria (14-13), viene letteralmente ipnotizzato dalla classe e dal coraggio di Montano, che prima pareggia i conti e poi mette la “botta” decisiva che lo incoronerà campione olimpico.
Un mix di talento, sfacciataggine e rischio, che lo sciabolatore azzurro sciorinerà per tutto il torneo e che culminerà con le note dell’inno di Mameli e quel tricolore portato sul podio con inciso, a pennarello, il prefisso telefonico della città labronica.
Aldo, non ancora 26enne, fa parte di quell’ultima generazione della formidabile famiglia Montano che continua a regalare all’Italia emozioni olimpiche nella scherma.
Qualificazioni Euro 2015, l'Italia vince in Russia
Priva di molte delle sue stelle (Belinelli, Gallinari, Bargnani), l’Italia di Simone Pianigiani compie un’impresa andando a vincere in Russia nel primo match di qualificazione per gli Europei del 2015.
Gli Azzurri si sono imposti sui padroni di casa per 65 a 63 dopo che hanno inseguito per tre quarti di partita. Da incorniciare la prova di Alessandro Gentile: il capitano dell’Olimpia Milano ha messo a referto 20 punti accompagnati da 3 rimbalzi e 2 assist. La guardia dell’Italia ha tenuto a galla i propri compagni quando i ragazzi di Pianigiani facevano fatica a trovare la via del canestro. Buono il contributo di Capitan Datome, 11 punti e 8 rimbalzi, e di Cinciarini ed Aradori, quest’ultimo freddissimo in un finale al cardiopalma.
Immarcabile il centro Timofej Mozgov, leader dei Denver Nuggets in Nba: per il gigante di Leningrado 17 punti e dieci rimbalzi oltre ad una presenza costante nel perimetro. Ora l’Italia scenderà in campo contro la Svizzera, terza squadra del girone, sabato 17 agosto a Sassari.
Ad applaudire gli Azzurri a Mosca anche il Presidente Fip Giovanni Petrucci, che a fine gara ha ricevuto la telefonata di complimenti del Presidente del CONI Malagò.
“Una vittoria importante – commenta il CT Simone Pianigiani – ottenuta grazie ad un grande atteggiamento e alla maturità dei ragazzi. Siamo stati bravi a resistere all’impatto fisico dei russi e ad un metro arbitrale tosto. Abbiamo fatto un grande sforzo per tenere la Russia a punteggio basso e allo stesso tempo abbiamo mantenuto la fiducia in noi stessi e nel nostro gioco anche quando le percentuali non ci sorridevano. Sotto di 10 punti siamo rimasti a combattere mettendoci tutti qualcosa in più: come Ale Gentile, che ha stretto i denti ed è voluto rientrare per le giocate decisive e come Cusin che ha avuto qualche problema in settimana. Sapevamo che era importante vincere ma sapevamo anche che questa è solo una delle quattro finali che devono portarci all’Europeo. Ora vogliamo meritarci la qualificazione passando per le gare di Cagliari e quella di Bellinzona”.
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