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MASSAZZA CRIVELLI Isaline Leopolda Maria

Credera (CR) 04.01.1903 / Samedan (Svizzera) 30.05.1988

1936. Sci Alpino. Ritirata Combinata

Nata nella bassa cremonese, si trasferisce da bambina con la famiglia a Milano. Sin da adolescente pratica diversi sport, anche nuoto e ginnastica. Sposata Crivelli, diventa sportivamente nota con questo cognome anche perchè ottiene i migliori risultati dopo il matrimonio. Si dedica, con successo, anche al golf dove è tra le prime donne-giocatrici in Italia: nel 1929 a Firenze vince il primo titolo italiano femminile mai assegnato. In inverno scia: impara talmente bene ed è talmente appassionata da voler cimentarsi, per divertimento e spirito sportivo, in alcune gare. L’interesse sportivo le aumenta anche perchè la sorella Elda sposa Lando Ferretti[1] di cui dunque è cognata. Massazza, o meglio Crivelli, si tessera per lo Sci Club Milano dove trova in Paula Wiesinger un imprescindibile punto di riferimento e stimolo per migliorarsi. Ama le sfide ed il 20 gennaio 1932 partecipa ai tricolori di discesa a Cortina. Chiude ottima seconda, sorprendendo tutti, nella discesa, alle spalle della stessa Wiesinger che vince anche il titolo assoluto nella cui classifica Crivelli è di nuovo seconda dopo essere giunta terza nello slalom, alle spalle di Velo e Schott. Ormai è lanciata nell’olimpo delle grandi sciatrici: il 14 febbraio a Claviere vince la discesa valevole per la “Coppa Principessa di Piemonte”. Si ripete il 2 aprile al Sestriere quando, nella nebbia e qualche spruzzata di neve, si aggiudica il campionato milanese. La stagione non è ancora finita: il 24 aprile viene difatti organizzata una gara di discesa in alta quota, nelle Alpi Giulie, partendo dalla Sella del Monte Forato (oltre duemila metri) per arrivare al rifugio Nevea. Vince la svizzera Maillart, ma Crivelli è ottima seconda. Si continua a gareggiare in alta quota, sui ghiacciai: il 15 maggio si organizza difatti una gara di discesa dalla Marmolada di Rocca al Rifugio Fedaia: vince Bertolini e Crivelli chiude di nuovo alla piazza d’onore.

Si rivede in pista l’8 gennaio 1933 a Grindewald, in Svizzera, per una grande riunione internazionale femminile: in non perfette condizioni fisiche, per una caduta in allenamento, chiude al 12° posto sia in discesa che slalom, ottenendo lo stesso piazzamento anche nella combinata vinta dalla padrona di casa Zingg. Il 29 gennaio, al Sestriere, Crivelli termina invece seconda la discesa valevole per la “Coppa Principe di Piemonte”: l’unica a superarla è Gadda. L’8 febbraio partecipa alla discesa dei Mondiali di Innsbruck: chiude solo 18a, vince l’austriaca Wersin-Lantschner. Nella classifica a squadre le nostre giungono quinte (primeggia l’Austria). Dieci giorni dopo, è a Cortina per i tricolori: vince la discesa davanti a Wiesinger, staccata di 6”, che però ha trovato sulla sua strada le concorrenti partite prime di lei (!) dalle quali è stata rallentata non poco. La Wiesinger si prende la rivincita nello slalom e nella combinata, relegando Crivelli alla piazza d’onore. Il 26 marzo la stagione si chiude al Sestriere dove Crivelli ottiene buoni piazzamenti: seconda in discesa[2], battuta dalla svizzera Zogg, chiude al terzo posto slalom e combinata, superata dalla stessa Zogg e dalla sua connazionale Ruegg. Nel 1934, tra infortuni ed impegni vari, sparisce dalle cronache, ma rimane un’ottima sciatrice tant’è vero che viene inserita “d’autorità” tra le “probabili olimpiche”. Deve però confermarsi. Inizia il 30 gennaio 1935 a Garmisch che sta testando i suoi impianti in vista dei Giochi: nella discesa chiude dodicesima, lontana dalla vincitrice, la tedesca Cranz. Va meglio il giorno seguente nello slalom, vinto ancora da Cranz: termina settima e ciò le vale l’ottavo posto nella combinata (dominata ovviamente da Cranz), prima delle italiane. Si guadagna così già in pratica il posto ai Giochi. Peraltro si conferma l’11 febbraio a Cortina dove chiude seconda, alle spalle della “solita” Wiesinger, la discesa tricolore. Il giorno seguente cade e si ritira nel gigante vinto nuovamente da Wiesinger che si impone pure il 10 marzo nello slalom a S. Martino di Castrozza dove Crivelli termina terza, battuta anche da Frida.

La preparazione olimpica inizia già a novembre quando le migliori sciatrici, tra cui pure Crivelli, vengono convocate all’Accademia Femminile di Educazione Fisica ad Orvieto dove inizia la preparazione atletica, con lavoro “a secco”. Un mese dopo si va al Sestriere, sotto la direzione dell’austriaco Wolfgang e la supervisione del Commissario Gianni Albertini. Al termine del collegiale si svolge uno slalom dove, con Wiesinger a riposo per un infortunio, vince proprio Crivelli. Quindi tocca ai tricolori di Madonna di Campiglio, tra 9 e 11 gennaio 1936: Crivelli cade in discesa e termina quinta in slalom, prove vinte entrambe dalla grande Wiesinger. Nonostante questo, avendo dimostrato ottime doti nel ritiro del Sestriere, il suo nome è nella lista per Garmisch dove le medaglie vengono assegnate solo nella combinata che, per la prima volta ai Giochi, consiste di discesa e slalom (in due manches), con classifiche separate in base ai tempi impiegati. Vengono poi assegnati punti (100 alla prima) in base ai distacchi accumulati, a scalare, secondo una determinata tabella. Questa gara assume particolare significato storico: è difatti la prima volta in assoluto che si disputa una prova femminile per le medaglie ai Giochi Invernali. La discesa si svolge il 7 febbraio, su un percorso di 3,3km ed 820m di dislivello, in località Kreuzeck. Al via 37 sciatrici di 13 nazioni. Temperatura qualche grado sotto zero. La più veloce risulta a sorpresa la giovanissima e sconosciuta norvegese Nilsen in 5’04”4 davanti alle tedesche Resch (5’08”4) e Grasegger (5’11”0). Crivelli parte bene, ma poi trova sulla sua strada la lentissima lettone Martinsone (partita un minuto prima!) che la ostacola nel sorpasso, facendola cadere. Tutto compromesso: Crivelli chiude solo 27a in 7’24”4. Il giorno seguente tocca allo slalom in due manches. Con Nilsen in difficoltà, ne approfittano le tedesche: prima Cranz in 2’22”1 e seconda Grasegger (2’33”4). Crivelli salta una porta e si ritira, così non viene classificata nella generale di combinata. Fatti i conti, è dominio tedesco: oro a Cranz (97,06 punti), grazie ad un fenomenale recupero nello slalom, argento per Grasegger (95,26) e bronzo a Nilsen (93,48). Crivelli è l’unica delle azzurre a non essere classificata: non si tratta certo di una prestazione memorabile. Poi sparisce dalla scena sportiva, dedicandosi in toto alla pittura, sua vecchia passione. Pittrice delicata e sobria, senza fronzoli, dai segni sfumati e con tratti impressionisti, di ambienti ed atmosfere velate. Nel dopoguerra espone anche alla Biennale di Venezia.


 

[1] Nato a Pontedera (PI) il 02.05.1895. Laureato in Lettere e Giurisprudenza, giornalista, deputato fascista sin dal 1924. Presidente del CONI dal 1925 al 1928, poi influente membro del Gran Consiglio del Fascismo. Espulso dal Partito Fascista nel 1939 per certi atteggiamenti ostili alla Germania ed alle leggi antiebraiche. Nel dopoguerra Senatore del MSI a più riprese

[2] In questa gara giunge quinta la tedesca Leni Riefenstahl, la nota regista del film “Olympia” sui Giochi del 1936


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