Salto in alto: Gianmarco Tamberi chiude in terza posizione la Diamond League Final di Bruxelles
- ATLETICA
Gianmarco Tamberi sul podio nella Diamond League Final di salto in alto. L’olimpionico ed iridato azzurro, reduce dalla quarta corona continentale vinta a Birmingham, dall'affermazione nella tappa polacca in piazza di Katowice e dal primo titolo a tre cerchi conquistato nell'opening di questo mese in occasione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto, ha concluso in terza posizione a Bruxelles (Belgio), dove è calato il sipario sulla prima delle due giornate con in palio i titoli del massimo circuito itinerante di atletica leggera.
Il trentaquattrenne marchigiano (foto Francesca Grana/FIDAL), impegnato sulla pedana dello Stadio Re Baldovino, ha inaugurato la 50ª edizione del Memorial Van Damme superando al primo tentativo utile le misure di 2.16, 2.21 e 2.25, così come l’ucraino Oleh Doroshchuk. ‘Gimbo’ ha commesso il primo errore della serata a 2.28, decidendo poi di rinunciare ai tentativi successivi per potersene riservare due a 2.31. In seguito, però, si è ritrovato terzo dopo l’ultimo tentativo vincente da parte dell’americano JuVaughn Harrison (2.28) mentre Doroshchuk ha chiuso la sua gara con tre errori alla medesima quota spartiacque di una serata fredda (appena 16 gradi dopo un’ora di meeting). Per il fenomeno tricolore i due tentativi a 2.31 sono stati infruttuosi (al terzo l'asticella è caduta dopo essere inizialmente rimasta sui ritti), dovendo rinunciare ad aggiudicarsi per la storica quarta volta in carriera il Diamond Trophy dopo i titoli ottenuti a Zurigo (2021-2022) ed a Bruxelles (2024). Il successo è andato a sorpresa al polacco Mateusz Kolodziejski (vincitore con 2.28 al primo tentativo), che ha preceduto lo statunitense Harrison (2.28 al terzo tentativo). I due, poi, sono stati autori di tre errori per parte a 2.31. Alle loro spalle la coppia composta da Tamberi e Doroshchuk (terzi ex aequo con 2.25). (agc)
Vaires-sur-Marne: Marta Bertoncelli conquista il terzo posto in Coppa del Mondo nella canadese
- CANOA SLALOM
A 24 ore di distanza dal successo di Giovanni De Gennaro nel K1, l’Italia è tornata sul podio sul canale olimpico dello Stade Nautique Olympique d’Île-de-France di Vaires-sur-Marne (nei pressi di Parigi). Nella giornata intermedia della quarta e penultima tappa della Coppa del Mondo di canoa slalom (la prima valevole anche per il ranking verso i Giochi di Los Angeles 2028), infatti, Marta Bertoncelli si è presa il terzo posto nella canadese femminile (C1). Per la venticinquenne ferrarese si tratta di una conferma nell’élite internazionale dopo la quarta piazza ottenuta alla fine luglio scorso ai Campionati Mondiali di Oklahoma City, dove ha preso ufficialmente il via il percorso della qualifica olimpica per tutti gli specialisti della disciplina.
Dopo aver centrato senza problemi l’accesso alla finale a 12 con il nono tempo nelle qualificazioni, chiuse con il percorso netto in 118.00, l’emiliana (foto Romain Bruneau/FICK) ha alzato ulteriormente il suo livello nella discesa decisiva. L’azzurra, infatti, ha fermato il cronometro a 112.48, ai quali si sono aggiunti due secondi di penalità per via di un tocco, chiudendo in 114.48 ed assicurandosi quindi il terzo ed ultimo gradino del podio. La vittoria è andata alla slovacca Zuzana Pankova, prima in 111.85 (due penalità) mentre il secondo posto è stato appannaggio della slovena Eva Alina Hocevar, che ha concluso in 113.59 (due penalità).
Si è fermata invece nelle qualificazioni l’altra azzurra Elena Borghi, che ha terminato in 23ª posizione con il tempo complessivo di 123.73, frutto di un crono di 119.73 e quattro secondi di penalità. Nell’ultimo atto maschile, infine, da rimarcare per l’Italia le buone prove di Raffaello Ivaldi (sesto in 101.18 e due penalità) e di Flavio Micozzi (settimo in 105.81 e due penalità) nella gara portata a casa dal ceco Vaclav Chaloupka (primo in 94.94 e zero penalità) davanti allo sloveno Ziga Lin Hocevar (secondo con 95.10 e due penalità) ed al britannico Ryan Westley (terzo in 97.01 e zero penalità). (agc)

Taranto 2026 giunge al termine: Italia Team dei record rappresentato allo Stadio Iacovone dai portabandiera Andreoli e Condemi
- CERIMONIA DI CHIUSURA
Cala il sipario sull’indimenticabile edizione numero venti dei Giochi del Mediterraneo. La cerimonia di chiusura dello Stadio Erasmo Iacovone segna la fine di Taranto 2026, evento da record per l’Italia Team.
Gli azzurri, in testa al medagliere per la sesta volta consecutiva da Almeria 2005, chiudono il loro straordinario cammino in Puglia con 224 medaglie (74 ori, 78 argenti e 72 bronzi). Dopo aver superato l'ormai precedente primato assoluto del numero complessivo di podi (Bari 1997 con 193) ed aver tagliato la storica quota dei 200 metalli, Taranto 2026 si afferma come la seconda migliore edizione italiana di sempre per quanto riguarda il numero di ori (74) alle spalle della stessa Bari 1997 con 76 (sorpassate negli ultimi giorni di gare Atene 1991 con 67, Latakia 1987 con 69 e Mersin 2013 con 70). I numeri premiano decisamente una squadra inarrestabile.
Presenti alla cerimonia di chiusura (foto Andrea Masini/CONI) il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Segretario Generale del CONI Carlo Mornati, i vertici del Comitato Organizzatore di Taranto 2026 e del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo e altri rappresentanti delle istituzioni politiche e sportive per una serata all’insegna della musica, della tradizione, dei colori e delle luci che caratterizzano la Puglia.
La Grecia ha come sempre aperto la sfilata delle delegazioni al ritmo delle note e degli applausi di un pubblico festante, che non si è risparmiato quando a comparire sul prato dello Iacovone sono stati i portabandiera Italia Team Angela Andreoli e Francesco Condemi.
Mia Zottoli, Miss Mondo Italia 2026, ha consegnato il tricolore alla Guardia d’Onore della Marina Militare che ha eseguito l’alzabandiera durante l’Inno di Mameli. Poi Adhurim Alijaj, giocatore di pallacanestro del Kosovo, ha portato la bandiera del suo Paese che ospiterà la prossima edizione dei Giochi del Mediterraneo.
A questo punto ha avuto luogo la cerimonia della consegna della bandiera, il passaggio del testimone dall’Italia, rappresentata dal Sindaco di Taranto Piero Bitetti, al Kosovo, rappresentato dal Sindaco di Priština Përparim Rama, sotto gli occhi di Mehrez Boussayene, Primo Vice Presidentre in funzione di Presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo. Quest’ultimo ha dato il suo contributo al microfono come Massimo Ferrarese, Presidente di Taranto 2026. La musica è ripartita e il popolo pugliese ha vissuto con emozione e coinvolgimento la celebrazione che meritava. (agc)
Taranto 2026 in cifre: edizione record e sesta vittoria consecutiva del medagliere
- ITALIA TEAM
Taranto 2026 si chiude ed è già nella storia. Quando sta per prendere il via la Cerimonia di Chiusura dei ventesimi Giochi del Mediterraneo, l’Italia Team guarda con soddisfazione i numeri di questa edizione che entra di diritto nella storia dello sport tricolore.
Taranto 2026, infatti, diventa la più medagliata di sempre per i colori azzurri (battuta Bari 1997 che deteneva il record con 193 podi). L’Italia sfonda per la prima volta il muro delle 200 medaglie: un’impresa mai riuscita prima a nessun Paese europeo in una rassegna multidisciplinare come i Giochi Olimpici, i Giochi Europei o i Giochi del Mediterraneo.
Nel medagliere, vinto per la sesta volta consecutiva (una striscia iniziata ad Almeria 2005), l’Italia Team guarda tutti dall’alto con 224 medaglie (74 ori, 78 argenti, 72 bronzi) doppiando la Turchia, seconda con 111 podi. L’oro del Settebello porta a 74 le medaglie del metallo più pregiato, secondo miglior risultato azzurro dietro a Bari 1997.
E quella dell’Italia è un’egemonia dimostrata in tutte le discipline, con 25 Federazioni Sportive Nazionali a medaglia sulle 27 presenti (92,6%). La più medagliata è la FIN con 52 medaglie vinte: 51 nel nuoto e l'oro conquistato dalla pallanuoto.
Tra i 494 atleti italiani presenti a Taranto 2026 sono saliti almeno una volta sul podio in 309 (169 donne e 140 uomini). Tradotto: il 62,6% delle azzurre e degli azzurri schierati sui vari campi di gioco. In pratica quasi due atleti su tre. L'azzurro che ha conquistato più ori è stato Alberto Razzetti (nuoto) con tre successi nei 100 farfalla, 200 farfalla e 400 misti. Tra le azzurre, invece, spiccano Benedetta Gava (ginnastica artistica) che ha 'firmato' un tris nel volteggio, nel corpo libero e nel concorso a squadre e Viola Magoga (nuoto pinnato) tre volte sul gradino più alto del podio nei 50 m bipinne, 100 m bipinne e con la staffetta 4x50 mista bipinne.
L’Italia Team più forte di sempre ha onorato Taranto 2026 nel migliore dei modi l'evento, i XX Giochi del Mediterraneo sono stati una questione prettamente italiana. (agc)
Coppa del Mondo: Giovanni De Gennaro trionfa nel K1 e torna a regnare sul canale olimpico di Parigi
- CANOA SLALOM
Giovanni De Gennaro piazza il timbro del fuoriclasse nella giornata di apertura della penultima prova stagionale della Coppa del Mondo di canoa slalom. Allo Stade Nautique Olympique d’Île-de-France di Vaires-sur-Marne (nei pressi di Parigi), nella stessa acqua mossa dove (poco più di due anni fa) si mise intorno al collo un oro leggendario ai Giochi Olimpici del 2024, il veterano di Roncadelle ha conquistato nuovamente il primo posto nel kayak maschile (K1). Un successo dal sapore ancora più speciale, arrivato nella prima tappa del massimo circuito internazionale valevole per mettere in cascina punti preziosi per il ranking olimpico verso la prossima rassegna a cinque cerchi estiva di Los Angeles 2028 (il percorso di qualifica già si è aperto lo scorso fine luglio in occasione degli ultimi Campionati Mondiali di Oklahoma City).
“Ho i brividi pensando alle emozioni vissute su questo canale. Sono molto contento del risultato di oggi, dimostra che sono ancora in grado di gestire la pressione", ha confessato il trentaquattrenne bresciano. Quest’ultimo (foto Romain Bruneau/FICK), dopo il miglior riscontro cronometrico (90.33) fatto registrare nelle batterie mattutine, ha brillato anche nella finalissima a 12, conclusa di fronte a tutti grazie al tempo di 87.95 e soprattutto con zero penalità. Alle spalle del recente bronzo iridato si è posizionato il duo francese formato da Titouan Castryck (secondo in 90.52 e due penalità), argento olimpico in carica, e Martin Cornu (terzo in 90.67 e zero penalità). Ha terminato all’11° posto, invece, l’altro azzurro partito dal cancelletto ovvero Xabier Ferrazzi (97.73 e quattro penalità), che ha interrotto la sua personale striscia di tre podi di fila in Coppa del Mondo. Nella finale femminile, infine, ad alzare le braccia al cielo è stata l’olimpionica australiana Jessica Fox (prima in 102.88 e due penalità), che ha anticipato sia la slovacca Eliska Mintalova (seconda in 103.61 e zero penalità) sia la polacca Klaudia Zwolinska (terza in 105.20 e due penalità). In casa Italia soltanto 12ª Stefanie Horn (129.90 e sei penalità). (agc)

Il Settebello conquista l'oro dopo 33 anni: Montenegro battuto 18-14 nella finale di Taranto 2026
- PALLANUOTO
Il punto esclamativo su un’edizione già entrata di diritto nei libri di storia. Porta la firma del Settebello l’ultima medaglia dell’Italia Team ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. Decisiva per i ragazzi di coach Alessandro Campagna la vittoria della finale per l’oro ai danni del Montenegro, piegato con il risultato di 18-14 nel sold-out dello Stadio del Nuoto Torre d’Ayala. Per la Nazionale maschile di pallanuoto, tornata sul podio 17 anni dopo il bronzo conquistato a Pescara 2009, si tratta del settimo trionfo di sempre nella manifestazione riservata ai Paesi del Mare Nostrum. L'ultima affermazione dorata degli azzurri risaliva addirittura all’edizione transalpina di Linguadoca-Rossiglione 1993 (33 anni fa), kermesse in cui in acqua c’era anche lo stesso Campagna (vincitore del torneo da giocatore pure nel 1987 e nel 1991).
È festa grande per l’Italia Team. Il nostro Paese, già ampiamente certo di imporsi nel medagliere finale per la sesta volta consecutiva da Almeria 2005, ha concluso il suo straordinario cammino tarantino con 224 medaglie (74 ori, 78 argenti e 72 bronzi). Dopo aver superato l'ormai precedente record assoluto del numero complessivo di podi (Bari 1997 con 193) ed aver tagliato la storica quota dei 200 metalli, Taranto 2026 si è affermata come la seconda migliore edizione italiana di sempre per quanto riguarda il numero di ori (74) con davanti solamente la stessa Bari 1997 con 76 (sorpassate negli ultimi giorni di gare Atene 1991 con 67, Latakia 1987 con 69 e Mersin 2013 con 70).
Il Settebello (foto Andrea Masini/CONI) si è presentato all’atto conclusivo con in palio il titolo dopo aver dominato il girone B con quattro vittorie in altrettante apparizioni e dopo aver sconfitto di misura (11-10) la Serbia (poi vincitrice del bronzo) in semifinale. Nel gold medal match, quindi, la prima frazione si è conclusa sul 5-4 per l’Italia, trovatasi anche 3-0 in virtù delle reti di Pozo, Mladossich e Iocchi Gratta. Gli avversari hanno trovato un parziale di 0-4 ma, in chiusura di periodo, Andrea Condemi e di nuovo Mladossich hanno siglato il contro-sorpasso (5-4). L’Italia è arrivata anche al massimo vantaggio di +4 con Iocchi Gratta (10-6). I balcanici, però, non hanno mollato, ritrovando la via della rete grazie al tracciante all’angolino di Gojkovic, a cui ha replicato Occhione dal centro per l’11-7, prima che Radovic fissasse l’11-8 di metà partita.
Al rientro Occhione e Iocchi Gratta hanno timbrato due volte i nuovi +4 ma i nostri rivali hanno ribattuto colpo su colpo in un costante botta e risposta che ha fissato il tabellino sul 14-11 alla vigilia dell'ultima pausa. Mladossich ha calato il poker personale del 15-11, con Gojkovic che ha provato ancora a riportare sotto i suoi. Una contestata chiamata del direttore di gara ha acceso gli animi tra le due formazioni ed a farne le spese sono stati l'allenatore avversario Savic oltre a Danilo Stupar. Mladossich, top scorer di giornata con una cinquina, ha insaccato la lunga diagonale del 16-12. Ferrero, dalla mano sbagliata, ha insaccato quindi tra palo e portiere la diagonale del 17-13 ed Andrea Condemi, dalla distanza, ha infilato il punto della staffa con il 18-13. Il Montenegro ha fissato il risultato sul 18-14 negli ultimi istanti, preludio dell'inizio della festa a tinte azzurre.
Nella giornata conclusiva dei Giochi del Mediterraneo, quindi, non sono arrivati podi azzurri dalle mezze maratone di atletica leggera. Quarto posto per il pugliese Pasquale Selvarolo in 1h05:27. Si impone il turco Ali Kaya (oro in 1h02:06), che precede l’algerino Mohammed Boukartaba (argento in 1h03:26), bronzo all’altro anatolico Ramazan Bastug (1h04:08) sui saliscendi nel cuore della città in una mattinata resa impegnativa anche dal caldo. Tra le donne è la marocchina Fatima Ezzahra Birdaha, già oro domenica nei 5000 metri, ad aggiudicarsi la gara sui 21,097 chilometri in 1h09:59 staccando la slovena Klara Lukan (argento in 1h11:22) e la croata Matea Parlov Kostro (bronzo in 1h11:58), ottava Greta Settino (1h15:13). Sono rimaste 33 (13 ori, nove argenti ed 11 bronzi), quindi, le medaglie conquistate dalla Nazionale a Taranto 2026. (agc)
Taranto 2026, Angela Andreoli e Francesco Condemi portabandiera dell’Italia Team alla Cerimonia di Chiusura
- STASERA ALLO IACOVONE
Saranno Angela Andreoli e Francesco Condemi i portabandiera dell’Italia Team nella Cerimonia di Chiusura dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, in programma questa sera allo Stadio Erasmo Iacovone di Taranto (inizio alle ore 20).
La ginnasta azzurra - medaglia d'argento a squadre a Parigi 2024 e plurimedagliata agli Europei e ai Giochi del Mediterraneo (vincitrice dell'oro a squadre a Taranto 2026) - e il capitano del Settebello - che ha in bacheca un argento mondiale e un bronzo europeo, vincitore della World Cup nel 2022 e finalista oggi contro il Montenegro a Taranto 2026 - guideranno la delegazione italiana nell’ultimo atto della manifestazione, rappresentando un’Italia Team protagonista di un’edizione da record e capace di diventare la più vincente della storia dei Giochi del Mediterraneo. (agc)
Cloudbreak, Leonardo Fioravanti ancora sul podio nel Championship Tour: terzo posto al Fiji Pro
- SURF
Leonardo Fioravanti torna a fare capolino sul podio nella World Surf League. Il ventottenne romano, infatti, ha concluso in terza posizione al Fiji Pro, l’ottavo appuntamento stagionale del Championship Tour. Per il fuoriclasse azzurro si tratta dell’ottavo podio in carriera nel massimo circuito internazionale nonché del terzo di questa fantastica annata dopo lo storico successo ed il secondo posto ottenuti nello scorso mese di giugno rispettivamente al Surf City El Salvador ed al Vivo Rio Pro in Brasile. Adesso il capitolino (unico surfista europeo all'interno della top-10 della classifica mondiale) grazie a 41.015 punti occupa al momento sempre il secondo posto del ranking, non lontano dal leader brasiliano Italo Ferreira (in vetta alla graduatoria con 43.250).
Il percorso di Fioravanti (foto ANSA) tra le iconiche onde di Cloudbreak è cominciato nel primo round con la vittoria ai danni dell’hawaiano Eli Hanneman (11.06 vs 9.17). Poi agli ottavi ed ai quarti di finale ha superato gli australiani Morgan Cibilic (14.33 vs 10.43) e Callum Robson (14.10 vs 10.94), successi che gli hanno consegnato la certezza di chiudere sul podio. Il semaforo rosso per il fuoriclasse tricolore è arrivato nella successiva semifinale, in cui ad avere la meglio è stato l’americano Cole Houshmand (17.10 vs 11.33), poi vincitore del titolo nell’ultimo atto, in cui ha saputo regolare anche il brasiliano Gabriel Medina (16.87 vs 15.17). (agc)
Pallanuoto: il Settebello trionfa di misura sulla Serbia e ritorna in finale ai Giochi dopo 21 anni
- RISULTATI AZZURRI
L'Italia Team compie la storia nella penultima giornata dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. In attesa delle due mezze maratone di atletica leggera e della finale maschile per l'oro di pallanuoto con protagonista il Settebello, infatti, il nostro Paese (già ampiamente certo di imporsi nel medagliere finale per la sesta volta consecutiva da Almeria 2005) è approdato a quota 223 medaglie (73 ori, 78 argenti e 72 bronzi). Dopo aver superato il record assoluto del numero complessivo di podi (Bari 1997 con 193) ed aver tagliato la storica quota 200, Taranto 2026 (quando mancano ancora le ultime tre competizioni per far calare il sipario su questa rassegna pugliese a tre cerchi), trascinata quest'oggi da canottaggio, ginnastica artistica, vela, pesi, skateboarding ed atletica laggera, è diventata la seconda migliore edizione italiana di sempre per quanto riguarda il numero di ori (73) con davanti solamente la stessa Bari 1997 con 76 (sorpassate Atene 1991 con 67, Latakia 1987 con 69 e Mersin 2013 con 70). Seguono i risultati di tutti gli altri atleti azzurri impegnati mercoledì 2 settembre.
ATLETICA - Nei 400 ostacoli maschili settimo posto per Alessandro Sibilio con 51"54. Successo marocchino con Ismail Manyani (oro in 48"87), che anticipa all'arrivo i turchi Ismail Nezir (argento in 49"01) e Berke Akcam (bronzo in 49"55). Thomas D'Este chiude quinto in 29'24"86 i 10.000 metri maschili, prova portata a casa con margine dall'algerino Said Ameri (oro in 28'31"26) nei confronti dei marocchini Mustapha Akkaoui (argento in 28'38"50) e Hicham Ouladha (bronzo in 28'56"64). Ludovica Cavalli è invece sesta in 4'18"37 nei 1.500 metri femminili. Vittoria alla portoghese Patricja Cabral Da Silva (oro in 4'08"41), che precede la marocchina Souad Elhaddad (argento in 4'08"51) e la turca Silan Ayyildiz (bronzo in 4'09"79). Da rimarcare anche la settima piazza di Ala Zoghlami nei 3.000 siepi maschili con il tempo di 8'55"80. Rinuncia per un fastidio muscolare, invece, il gemello Osama Zoghlami. Doppietta marocchina targata da Salah Eddine Ben Yazide (oro in 8'46"14) e Mohamed Tindouft (argento in 8'46"58). Terza posizione per l'algerino Omar Seraiche (bronzo in 8'47"31).
KARATE - Giornata amara per i tre azzurri impegnati nelle ultime categorie di peso del kumite. Matteo Avanzini (+84 kg) riesce a spingersi sino alla finale per il bronzo ma la perde di misura (7-6) contro il turco Ugur Aktas. Fuori ai quarti di finale, quindi, Matteo Fiore (-84 kg), che si arrende 8-1 contro l'egiziano Youssef Emad Mahmoud Abdelhameed Ba. Semaforo rosso agli ottavi, infine, per Clio Ferracuti (+68 kg), sconfitta per 8-7 dalla turca Fatma Cekic.
PALLANUOTO - Cinque su cinque per il Settebello (foto Andrea Masini/CONI). I ragazzi di coach Alessandro Campagna, dopo i quattro successi ottenuti per chiudere al primo posto nel girone B, si ripetono anche in semifinale prevalendo con il punteggio di 11-10 ai danni della Serbia. Adesso nell'incontro con in palio il titolo c'è il Montenegro. Italia in finale (21 anni dopo quella raggiunta e poi persa sul filo di lana nell'edizione di Almeria 2005 contro i padroni di casa della Spagna), dunque, e già certa di mettersi al collo una medaglia, assente al maschile ai Giochi del Mediterraneo da ben 17 anni (bronzo nell'altra edizione italiana di Pescara 2009).
TENNISTAVOLO - Si chiude senza una medaglia al collo lo splendido percorso nel singolare femminile di Giorgia Piccolin, superata per 4-1 (7-11 11-5 16-14 11-3 11-9) in semifinale dall'egiziana Hana Goda. Nella successiva finale per il bronzo, poi, si materializza un'altra sconfitta, stavolta per 4-2 (13-11 10-12 11-2 11-6 8-11 11-9) contro la serba Izabela Lupulesku.
Le gare dei Giochi del Mediterraneo sono trasmesse dalla RAI in collaborazione con il CONI. La copertura principale, garantita dall’emittente pubblica, viene integrata dalla produzione dei canali streaming di Italia Team TV, anche grazie al contributo di Sportface, partner tecnologico del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. (agc)
Quarta giornata da 11 medaglie per l'Italia: trionfano Fantini, Fontana, Folorunso e due staffette
- ATLETICA
Quarta giornata da ben 11 medaglie (cinque ori, tre argenti e tre bronzi) ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 per la Nazionale di atletica leggera, che (in attesa delle mezze maratone di chiusura) si è congedata dalla pista dello Stadio Giuseppe Valente (foto Andrea Masini/CONI) con un bottino complessivo di 33 metalli (13 ori, nove argenti ed 11 bronzi). L'Italia Team momentaneamente è volata a quota 223 medaglie (73 ori, 78 argenti e 72 bronzi). Dopo aver superato il record assoluto del numero complessivo di podi (Bari 1997 con 193) ed aver tagliato la storica quota 200, Taranto 2026 (quando mancano ancora le ultime competizioni per far calare il sipario su questa rassegna pugliese a tre cerchi) è diventata la seconda migliore edizione italiana di sempre per quanto riguarda il numero di ori (73) con davanti solamente la stessa Bari 1997 con 76 (sorpassate Atene 1991 con 67, Latakia 1987 con 69 e Mersin 2013 con 70).
Dominio di Sara Fantini nel lancio del martello femminile. L’argento europeo della recente rassegna di Birmingham ha risolto la pratica oro grazie alla misura di 73.03, realizzata al terzo tentativo utile. Nulla da fare sia per l’iberica Laura Redondo Mora (argento con 67.82) sia per l’algerina Zahra Tatar (bronzo con 66.88) mentre Rachele Mori ha concluso ottava con 61.23. Successo anche di Ayomide Folorunso (oro in 54”22), trionfatrice nei 400 metri ostacoli femminili davanti alla transalpina Louise Maraval (argento in 54”68) ed alla connazionale Alice Muraro (bronzo in 54”95). Ottima prova pure per Vittoria Fontana (oro in 22”93) che, sul traguardo dei 200 metri femminili, ha preceduto la greca Ra Spanoudaki Chatziriga (argento in 23”07) e la turca Sila Kologlu (bronzo in 23”12). Sesta piazza per Elena Cambiolo (23”52). È grande Italia nella staffetta 4x100 mista, specialità che per la prima volta vedremo anche sul palcoscenico olimpico ai prossimi Giochi di Los Angeles 2028, con il poker formato da Eric Marek, Dalia Kaddari, Filippo Cappelletti ed Alice Pagliarini (oro in 40”98) che chiude al comando non lasciando scampo alle formazioni di Francia (argento in 41”50) e Grecia (bronzo in 41”74). Tutto liscio anche per la 4x400 femminile, schieratasi con Clarissa Vianelli, Sara Cirillo, Ginevra Ricci ed Ilaria Accame. Le azzurre (oro in 3’29”89) si sono messe alle spalle Francia (argento in 3’32”24) e Marocco (bronzo in 3’32”66).
Un buon Filippo Dezza (argento in 20”22) ha confermato le buone sensazioni delle ultime settimane terminando secondo i 200 metri maschili. Vittoria per il marocchino Yassine Hssine (oro in 19”94), con il podio che è stato completato dal transalpino Theo Schaub (bronzo in 20”52). Non ha preso parte alla finale il portabandiera Filippo Tortu, costretto a rinunciare per un affaticamento al bicipite femorale destro. Si è fregiato della medaglia d’argento anche Federico Lorenzo Bruno, atterrato a 16.16 con il quinto e penultimo balzo nel salto triplo maschile, gara in cui in chiave Italia è arrivato quinto Alex Fabbri (15.98). Successo per il campionissimo algerino Yasser Mohammed Triki (oro con 16.97) mentre il bronzo è stato appannaggio dell’anatolico Can Ozupek (16.14). Nel lancio del disco femminile ha messo la firma sull’oro la portoghese Irina Carreira Rodrigues (oro con 62.51), con gli altri due gradini del podio occupati da Daisy Osakue (argento in virtù del 60.96 di apertura) e della turca Ozlem Becerek (bronzo con 60.18). Bronzo nel salto con l’asta maschile per Matteo Oliveri con 5.65, misura inferiore solamente a quelle del francese Mathieu Collet (oro con 5.70) e del turco Ersu Sasma (argento con 5.70). In chiusura di serata, quindi, è arrivato il bronzo pure per gli azzurri della 4x400 metri, con Federico Falsetti, Riccardo Meli, Lapo Bianciardi e Luca Sito (3’02”73) che non sono riusciti nello sprint conclusivo ad avere la meglio di Turchia (oro in 3’02”02) e Marocco (argento in 3’02”31).
Le gare dei Giochi del Mediterraneo sono trasmesse dalla RAI in collaborazione con il CONI. La copertura principale, garantita dall’emittente pubblica, viene integrata dalla produzione dei canali streaming di Italia Team TV, anche grazie al contributo di Sportface, partner tecnologico del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. (agc)
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