Malagò telefona a Lara Lugli
- CONI
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha avuto un colloquio telefonico - questa mattina - con la pallavolista Lara Lugli. Malagò non avendo mai ricevuto nessuna comunicazione sull’episodio, ha letto la storia sugli organi di informazione e ha quindi telefonato all’atleta per conoscere l’intera vicenda dalla diretta interessata.
Al termine della telefonata il Presidente del CONI ha manifestato tutta la sua solidarietà a Lara Lugli e l’ha invitata per un incontro al CONI, non appena le condizioni generali del Paese lo consentiranno.
Carlo Silipo nuovo Ct del Setterosa
- PALLANUOTO
L'esperienza del fuoriclasse al servizio del movimento femminile. Il Presidente della FIN, Paolo Barelli, sentiti i consiglieri federali di riferimento - ha nominato Carlo Silipo commissario tecnico del Setterosa.
Napoletano, 50 anni il prossimo 10 settembre, Silipo è stato campione olimpico, del mondo e d’Europa con il Settebello, pluricampione italiano e continentale con il CN Posillipo e la Canottieri Napoli.
Silipo è uno dei pochissimi pallanotisti ad aver vinto ogni tipo di trofeo internazionale ed è il più azzurro di sempre con 471 presenze collezionate tra il 1991 e il 2004. La sua storia è raccontata all'International Swimming Hall Of Fame, il suo nome è una garanzia.
Già responsabile tecnico del CN Posillipo dal 2007 al 2012, Silipo collabora con la federazione sin dal 2007 quando fu nominato team manager delle selezioni giovanili; successivamente guida la nazionale universitaria a Belgrado nel 2009; nel 2018 porta la nazionale under 19 agli europei di Minsk e la nazionale under 18 ai mondiali di Szombathely e nel 2019 conquista la medaglia di bronzo con la nazionale under 20 ai mondiali in Kuwait.
Silipo lascia la collaborazione tecnica con la Svizzera e prende il posto di Paolo Zizza, che il 20 settembre del 2019 era subentrato al cittì campione d'Europa e argento olimpico Fabio Conti, diventato nel contempo direttore tecnico delle squadre nazionali e da poche settimane nominato responsabile del settore. (Foto Federnuoto)
Il 21 marzo Giornata della Memoria: CONI insieme a Libera per ricordare le vittime innocenti delle mafie
- L'INIZIATIVA
Il mondo dello sport scende in campo con Libera in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. CONI e Libera fanno squadra in occasione prossimo 21 marzo, per la XXVI Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera, diventata nel 2017 legge dello Stato.
Insieme ai familiari delle vittime, al mondo della cultura, alla rete associativa, anche gli atleti onoreranno l’impegno a non dimenticare chi ha speso la propria vita nella lotta contro il crimine organizzato.
Molte federazioni e realtà sportive di promozione sociale vestiranno nel week end sportivo del 19-21 marzo una maglia simbolica con la scritta per ricordare più di 1000 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere.
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha sottolineato il significato dell'adesione da parte dell'Ente e del mondo sportivo:
“Un cambiamento vero, non un semplice adattamento, è possibile solo attraverso una profonda consapevolezza dei mali che ci affliggono e una generale assunzione di responsabilità nel contrastarli. Solo dalla costruzione di un bene davvero comune può scaturire un’epoca di pace, giustizia e libertà universali. In questa prospettiva – ha dichiarato Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera si colloca la significativa partecipazione del CONI e il mondo dello sport alla “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” indetta da Libera. Lo sport – quando si coniuga all’etica e alla responsabilità – può essere per i giovani uno straordinario veicolo di crescita umana e culturale, e da sempre i giovani costituiscono la parte più cospicua e attiva del “popolo” di Libera. Ecco allora che questo 21 marzo ci chiede più che mai di fare della memoria del sangue del dolore provocati dalle mafie un impegno a costruire ponti per il futuro. Sono queste le infrastrutture etiche, sociali e culturali di cui ha bisogno il nostro Paese per inaugurare una stagione di prosperità e vincere la 'partita' più importante: quella le cui regole sono stabilite dalla nostra Costituzione, carta e “carne” dei nostri valori fondamentali".
Arianna Fontana ancora sul podio mondiale: è terza nella classifica overall. Sieghel bronzo nei 1000 metri
- SHORT TRACK
Sei medaglie è il bilancio degli azzurri ai Campionati Mondiali di Short Track che si sono conclusi a Dordrecht (Olanda). Ieri L’argento e il bronzo di Arianna Fontana e Pietro Sighel, nelle rispettive gare dei 500 metri, oggi altri quattro podi.
Il primo bronzo di giornata arriva da Pietro Sighel, che dopo l’exploit di ieri si ripete anche sui 1000 firmando prima il primato personale nei quarti di finale con il tempo di 1’24″554 e poi mettendo in mostra una progressione che gli vale il podio alle spalle dei fratelli ungheresi Liu. Per il 21ene trentino è il Mondiale della consacrazione: il settimo posto nella classifica overall, al netto delle singole medaglie, certifica un talento innegabile.
Poi, al femminile è la volta della campionessa senza tempo. Arianna Fontana, quinta nei 1000 metri, centra il podio overall conquistando un bronzo nella classifica generale a quota 39 punti dietro all’onnipotente Schulting (136) e alla canadese Sarault (58). Una medaglia overall che mancava alla Freccia Bionda dall’edizione di Mosca 2015.
Ma l’Italia, al di là delle distanze individuali, ha trovato gloria anche nelle staffette: Arianna Fontana, Cynthia Mascitto (Skating Club Courmayeur), Arianna Sighel (Fiamme Oro), Arianna Valcepina (Fiamme Gialle) e Martina Valcepina (Fiamme Gialle) si mettono al collo un bronzo che mancava alla Nazionale femminile da sei anni. In Finale A il quartetto azzurro non ha mollato nonostante una caduta di Fontana nelle prime battute ed ha così approfittato poi della scivolata anche delle russe per conquistare uno splendido bronzo.
Bronzo bissato poco dopo anche dagli azzurri. Nella Finale A maschile Tommaso Dotti (Fiamme Oro), Yuri Confortola (C.S. Carabinieri), Pietro Sighel (Fiamme Gialle) e Luca Spechenhauser (Carabinieri) si sono visti attribuire la medaglia a causa della penalizzazione comminata alla Russia che aveva ostacolato i nostri in fase di cambio.
La Coppa del Mondo di Gigante resta in Italia: la vince Marta Bassino quarta azzurra nella storia
- SCI ALPINO
Marta Bassino, 25 anni dell’Esercito, è la quarta italiana della storia ad aggiudicarsi la Coppa del mondo di gigante, dopo Deborah Compagnoni nel 1997, Denise Karbon nel 2008 e Federica Brignone lo scorso anno.
La vittoria della Coppa arriva con una gara di anticipo sul finale della stagione, grazie ad una serie di vittorie e piazzamenti superlativi per l’azzurra di Borgo San Dalmazzo.
Tutto è cominciato con la vittoria di Soelden, proseguita con il successo di Courchevel, con il secondo posto di St. Anton, il doppio primo posto di Kranjska Gora e il terzo posto di Kronplatz. Una stagione coi fiocchi che porta l’azzurra a stravincere su avversarie fortissime che nel finale di stagione l’hanno costretta a tirare fuori le unghie per dare il colpo finale.
Ed è arrivato, con una gara ordinata, nel gigante di Jasna, nel quale la Bassino è comunque la migliore delle azzurre con il quarto posto finale, più che sufficiente per agguantare la Coppa di cristallo, che riceverà fisicamente alle Finali di Lenzerheide.
Sono 510 i punti dell’azzurra, contro i 362 di Tessa Worley e i 344 di Michelle Gisin. Federica Brignone è quinta con 322 punti a una gara dal termine della stagione. Quindi Marta è imprendibile per chiunque.
Petra Vlhova vince il gigante di casa con il tempo di 2’16″66, con 16 centesimi di vantaggio sulla neozelandese Alice Robinson e con 37 su Mikaela Shiffrin. Bassino è quarta a 96 centesimi, Brignone è sesta a 1″43. A punti anche Elena Curtoni e Laura Pirovano.
Tamberi sale in alto ma fino all’Argento con 2,35. Dal Molin bronzo 60 hs
- ATLETICA EUROINDOOR
Gianmarco Tamberi ha vinto la medaglia d’argento agli Europei indoor di Torun (Polonia) nel salto in alto. In una finale pazzesca per intensità emotiva, l’azzurro ha saltato m. 2,35, eguagliando il primato stagionale, ma il bielorusso Maksim Nedasekau lo sorpassa con il 2,37 della migliore prestazione mondiale dell’anno, ottenuta nell’unico tentativo rimasto a disposizione dopo due errori a 2,35.
Il 28enne marchigiano campione uscente, superato in classifica, ha provato a rispondere con tre prove a 2,37, una misura che gli mancava da cinque anni, dalla sera del record italiano a 2,39 e dell’infortunio di Montecarlo, però non è riuscito a oltrepassare la misura e ha dovuto accontentarsi di un argento comunque prestigioso.
È la seconda medaglia italiana agli Euroindoor di Torun dopo l’oro di ieri sera di Marcell Jacobs nei 60 metri. Nel triplo, quarta piazza per Tobia Bocchi con 16,65. Due azzurri in finale nei 60hs: Paolo Dal Molin con 7.64, Franck Brice Koua con 7.70, migliore prestazione italiana under 23.
Dopo l'argento di Gianmarco Tamberi, é arrivato il bronzo nei 60 ostacoli di Paolo Dal Molin, tornato di nuovo sul podio dopo l'argento di otto anni fa. L'italiano si esprime al massimo in finale: con 7.56 arrivando ad un solo centesimo dal primato stagionale e a cinque dal suo record italiano.
Storico oro di Jacobs sui 60 metri. Dopo 38 anni un azzurro vince la gara più veloce al coperto
- ATLTETICA EUROINDOOR
Marcell Lamont Jacobs ha conquistato la medaglia d’oro ai Campionati Europei indoor di Torun (Polonia) sui 60 metri. Nella gara più veloce l’azzurro ha dominato gli avversari chiudendo in 6”47. Dopo Stefano Tilli e dopo 36 anni (1983 oro Campionati Euroindoor - Budapest) un altro sprinter tricolore ha centrato il primo posto nella competizione continentale al coperto.
Il suo 6"47 è il nuovo record nazionale che con 6"51 apparteneva dal 2013 a Michael Tumi. Il crono di Jacobs, a cinque centesimi dal primato continentale che dal 2009 appartiene al britannico Dwain Chambers, é anche la miglior prestazione mondiale dell'anno.
Jacobs, che aveva un personale di 6”53 ha preceduto il tedesco Kevin Kranz (6”60) e lo slovacco Jan Volko (6”61).
Mondiali: Italia sul podio dei 500, Fontana d'argento a Dordrecht. Sighel bronzo al maschile
- SHORT TRACK
Doppia medaglia azzurra nella seconda giornata dei Mondiali di short track in corso a Dordrecht, nei Paesi Bassi. A firmarle nei 500 metri femminili e maschili sono stati un’eterna certezza come Arianna Fontana, d’argento, e una promessa come Pietro Sighel che conquista il bronzo.
La campionessa olimpica della specialità torna così alle gare da protagonista, cedendo in finale soltanto alla padrona di casa, Suzanne Schulting. Per la 30enne valtellinese si tratta dell’ennesima medaglia di una carriera unica che la riporta sul podio iridato dopo Mosca 2015.
È promettente invece il bronzo del 21enne ‘figlio d’arte’ (il papà Roberto si distinse sulla pista lunga) che, dopo l’argento nella classifica generale degli Europei di Danzica, fa il suo debutto sul podio iridato, alle spalle dell’ungherese Shaoang Liu e del russo Semen Elistratov.
Super Parlati (-81 kg), vince il Grand Slam di Tashkent e conquista punti pesanti in ottica Tokyo 2020
- JUDO
L’Italia del judo festeggia il successo di Chiristian Parlati, salito sul gradino più alto del podio del Grand Slam di Tashkent, in Uzbekistan.
L’azzurro è stato il protagonista assoluto della categoria -81 kg e si è imposto in finale su Sharofiddin Boltaboev, idolo di casa nonché vincitore del recentissimo Grand Slam a Tel Aviv e numero 9 del ranking mondiale.
Ma è stato importante tutto il percorso del judoka italiano che ha avuto la meglio sull’egiziano Abdelrahman Mohamed, l’ungherese Attila Ungvari, il belga Sami Chouchi e poi, in semifinale, il giapponese Takanori Nagase, bronzo a Rio 2016 e iridato nel 2015.
Con il successo odierno Parlati torna prepotentemente in lotta per la qualificazione ai Giochi di Tokyo 2020 e con i 1000 punti conquistati oggi alimenta il suo sogno a cinque cerchi.
Fischnaller vince a 40 anni la Coppa di Gigante per un punto: “La fortuna è stata dalla mia parte”
- SNOWBOARD
Dopo l’argento mondiale oggi è arrivata per Roland Fischnaller.anche la soddisfazione della vittoria della Coppa del mondo di Gigante. Il 40enne portacolori dell’Esercito, con il nono posto finale ottenuto a Rogla si è portato in dote 29 punti che lo hanno fatto salire a quota 215, un punto in più del russo Igor Sluev e due in più dell’austriaco Benjamin Karl.
Per “Fisch” si tratta della seconda Coppa di gigante, dopo quella dello scorso anno, cui vanno aggiunte le Coppe di slalom del 2013, 2016 e 2018 e la Coppa di parallelo del 2020, per un palmarès sempre più ricco.
Nella gara odierna, il migliore azzurro è stato Edwin Coratti, quarto, davanti ad Aaron March, quinto, a Fischnaller, nono, e a Felicetti decimo. La vittoria è andata allo sloveno Zan Kosir, davanti al russo Andrey Sobolev e al polacco Oskar Kwiatkowski.
Ora occhi puntati sulle gare finali di Berchtesgaden, del 20 e 21 marzo, dove Aaron March potrà giocare le sue carte per la vittoria della Coppa di parallelo. L’azzurro guida la classifica con 324 punti, contro i 322 del russo Dmitry Loginov e i 311 dello sloveno Zan Kosir.
Fischnaller: “Oggi la fortuna è stata dalla mia parte e mi ha aiutato a vincere per un punto. Forse non si può dire che vincere per un punto decreti il più forte, ma forse anche il più fortunato. Però, in passato io ho perso molte Coppe generali per uno, due o tre punti, quindi credo di meritarmi questa Coppa, grazie alla mia squadra e ai miei sponsor che mi sopportano da anni. Tra poco ne faccio 41. Il livello, nel maschile, è così alto che devi andare ad ogni gara “full gas” altrimenti non ce la fai. Chiaro che ci vuole anche un po’ di fortuna e questa volta io sono molto contento”.
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