Scelti gli azzurri per i Mondiali XCO/XCR, al via in Austria dal 7 ottobre
- CICLISMO
Messi in archivio i Mondiali su strada di Imola, l'attenzione del ciclismo internazionale, per quanto riguarda le attività delle Nazionali, si sposta in Austria, a Leogang, dove dal 7 all'11 ottobre andranno in scena i Mondiali XCO, XCR, DHI e E-MTB.
Oggi il tecnico della Nazionale XCO/XCR Mirko Celestino ha reso noti i convocati azzurri per l'appuntamento austriaco. "In una stagione così particolare gli unici riferimenti tecnici a mio disposizione sono stati i campionati italiani - ha spiegato -, nei quali gli atleti si sono confrontati tra loro e mi hanno permesso di trarre indicazioni per l'appuntamento iridato. Nel prossimo fine settimana molti di loro saranno impegnati nella prova di Coppa del Mondo a Nove Mesto. Sarà l'occasione per vedere gli effetti del lockdown anche in chiave internazionale."
In queste settimane la selezione azzurra ha svolto diversi ritiri con gli Elite a Livigno e il Ciocco, in occasione dei campionati italiani, mentre per quanto riguarda gli juniores, l'unico ritiro svolto è stato a Pila a luglio. Un elemento che il tecnico ha tenuto a sottolineare è la presenza di tanti juniores: "Andiamo in Austria con 6 juniores uomini e 3 donne. Stiamo iniziando a lavorare anche per il futuro e devo dire che abbiamo un gruppo di ragazzi di talento che sicuramente faranno bene". Tra questi anche Kevin Pezzo Rosola, vice campione italiano e con un cognome (anzi due) famoso. La mamma Paola è stata la dominatrice di questa specialità a cavallo del 2000, conquistando anche due indimenticate medaglie d'oro alle Olimpiadi di Atlanta '96 e Sydney 2000.
A Leogang saranno in palio ben 13 titoli mondiali, compresi i due di e-mtb, che verranno assegnati nella giornata di apertura dopo la tradizionale gara di Team Relay. Giovedì sono previste le gare juniores, venerdì quella U23, sabato U23 donne, Donne Elite e Uomini Elite. La domenica invece è interamente dedicata alle gare di Downhill.
Convocati XCO
Elite Uomini
BRAIDOT DANIELE - C.S. CARABINIERI
BRAIDOT LUCA - C.S. CARABINIERI
COLLEDANI NADIR - MMR FACTORY RACING TEAM
KERSCHBAUMER GERHARD - TORPADO URSUS
TABACCHI MIRKO - KTM - PROTEK - DAMA
Under 23 Uomini
AVONDETTO SIMONE - TEAM TREK-PIRELLI
VITTONE ANDREAS EMANUELE - KTM - PROTEK - DAMA
FONTANA FILIPPO - C.S. CARABINIERI
ZANOTTI JURI - KTM - PROTEK - DAMA
Juniores Uomini
AGOSTINACCHIO FILIPPO - SCOTT ITALIA - LIBARNA
PARISI YANNICK - MERIDA ITALIA TEAM
PECIS MICHAEL - KTM - PROTEK - DAMA
PEZZO ROSOLA KEVIN - A.S.D. US AUSONIA CSI PESCANTINA
SIFFREDI MATTEO - SCOTT ITALIA - LIBARNA
TRINCHERI LORENZO - UCLA1991
Donne Elite
LECHNER EVA - CENTRO SPORTIVO ESERCITO
Donne Under 23
MARCHET GIORGIA - TEAM RUDY PROJECT - XCR
TOVO MARIKA - KTM - PROTEK - DAMA
Donne Juniores
CHALLANCIN GIULIA - SCOTT ITALIA - LIBARNA
PESSE NICOLE - RDR ITALIA FACTORY TEAM
PLANKENSTEINER NOEMI - A.S.V. ST.LORENZEN RAD
Programma gare
Mercoledì 7 ottobre
12:30 Cross-country Team Relay World Championships
14:30 Men E-MTB World Championships
16:15 Women E-MTB World Championships
Giovedì 8 ottobre
13:30 Women Juniors Cross-country Olympic World Championships
15:30 Men Juniors Cross-country Olympic World Championships
Venerdì 9 ottobre
15:00 Men Under 23 Cross-country Olympic World Championships
Sabato 10 ottobre
10:00 Women Under 23 Cross-country Olympic World Championships
12:15 Women Elite Cross-country Olympic World Championships
14:45 Men Elite Cross-country Olympic World Championships
Domenica 11 ottobre
09:25 Women Junior Downhill World Championships
Men Junior Downhill World Championships
12:50 Women Elite Downhill World Championships
14:10 Men Elite Downhill World Championships
Coppa del Mondo: italiani sugli scudi a Szeged, unico appuntamento internazionale del 2020
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L’Italia della canoa velocità sugli scudi a Szeged, in Ungheria, dove ieri ha chiuso con un bottino di sette medaglie l’unica tappa di Coppa del Mondo rimasta in calendario nella stagione 2020. Ai quattro metalli ottenuti nella giornata di sabato se ne sono aggiunti altri tre: Carlo Tacchini vince l'oro nel C1 500 metri e il bronzo nei 5000, mentre Samuele Burgo e Luca Beccaro conquistano l’argento nel K2 1000 metri.
Primo posto e medaglia d’oro per Carlo Tacchini, che dopo l’argento nella distanza olimpica dei 1000m conquistato sabato, è salito sul gradino più alto del podio sui 500 metri della canadese monoposto. Il poliziotto di Verbania in testa fin dai primi metri di gara, ha tagliato il traguardo in volata con il tempo di 1:50.70. Sette i decimi (+0.73) di vantaggio dell’azzurro sul bulgaro Angel Kodinov (1:51.43), argento. Bronzo per la Repubblica Ceca con Filip Dvorak (1:51.93) che con 77 centesimi di vantaggio si è imposto sull’altro azzurro in gara, Daniele Santini, che invece si è fermato ai piedi del podio in quarta posizione (1:52.70). Tacchini ha conquistato inoltre la medaglia di bronzo nella prova di fondo sui 5000 metri, chiudendo in 22:30.47 alle spalle dell’oro ungherese Adolf Balazs (22:01.68) e del bronzo russo Kirill Shamshurin (22:09.95)
Strepitosa anche la prova del K2 1000 metri (specialità olimpica) con Samuele Burgo e Luca Beccaro che hanno conquistato il secondo posto in 3:21.41, dietro ai francesi Cyrille Carré e Étienne Hubert (3:20.29), bronzo mondiale in occasione della rassegna iridata di Szeged 2019. La coppia azzurra ha lasciato alle spalle l’equipaggio spagnolo formato da Francisco Cubelos e Inigo Pena, terzo in 3:21.80. Dopo la carta olimpica portata a casa lo scorso anno e l’argento ottenuto nel test event di Tokyo, ultima gara pre-pandemia, i due portacolori delle Fiamme Gialle hanno conquistano il loro primo podio insieme in una tappa di Coppa del Mondo.
Sono stati invece 41 i centesimi di secondo che hanno separato Nicolae e Sergiu Craciun dal podio della finale del C2 1000m. I fratelli delle Fiamme Oro hanno fermato il cronometro su 3:42.02, tempo che è valso la quarta piazza nella gara vinta dalla Russia (3:40.49) sulle barche di Ungheria (3:41.08) e Romania (3:41.60).
Arrivo serratissimo nella finale del K4 500 dove l’Italia schierava ben due ammiraglie: Alessandro Gnecchi (Carabinieri), Manfredi Rizza (Areonautica Militare), Andrea Domenico Di Liberto (SC Trinacria) e Mauro Crenna (Fiamme Gialle) hanno chiusi sesti in 1:23.29, nono posto invece per Giulio Bernocchi (CUS Milano), Andrea Schera (Fiamme Gialle), Giacomo Cinti (CC Comacchio) e Luca Boscolo Meneguolo (Can. Padova) in 1:25.84. A salire sul podio della specialità olimpica che a Tokyo farà il suo debutto sulla nuova distanza dei 500 metri sono Francia (1:21.51), Ucraina (1:22.07) e Serbia (1:23.14).
Al femminile, nella finale B del K1 500 Francesca Genzo (Fiamme Azzurre) è settima (16^ assoluta) con il tempo di 1:59.72, seguita dalla compagna Cristina Petracca (Marina Militare), ottava (17^ assoluta) in 1:59.95. La Genzo ha successivamente chiuso al decimo posto la prova di fondo sui 5000 metri del K1 con il tempo di 23:26.37, oro all’ungherese Dora Bodonyi in 22:21.89. Sempre sui 5000 metri ma del K1 maschile Samuele Burgo ha occupato la quinta posizione in 20:21:28, mentre Giulio Dressino invece è arrivato undicesimo in 20:49.52 nella gara vinta dal portoghese Fernando Pimenta (20:03.89)
L’Italia ha chiuso così la rassegna di Coppa del Mondo, unico appuntamento internazionale del 2020 post coronavirus, con un settimo posto nel ranking internazionale ed un quarto posto nel medagliere di Szeged.
Mondiali: Italia ancora sul podio a Imola, Longo Borghini di bronzo nella prova in linea
Italia ancora sul podio ai Mondiali di ciclismo su strada in corso a Imola. Sotto lo sguardo del Presidente del CIO, Thomas Bach e del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, Elisa Longo Borghini (foto ANSA) ha conquistato la medaglia di bronzo nella prova in linea femminile alle spalle delle olandesi Anna Van der Breggen, campionessa mondiale in solitaria e Annemiek Van Vleuten che si è aggiudicata lo sprint con l’azzurra (bronzo olimpico a Rio 2016 e argento europeo a Plouay 2020), sul traguardo dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari al termine di un percorso di 143 chilometri.
Coppa del Mondo: azzurri protagonisti a Szeged, Di Liberto vince nel K1 200. Tacchini 2° nel C1 1000
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Nel primo e unico appuntamento internazionale della canoa velocità di un 2020 stravolto dalla pandemia da Covid-19, l’Italia è subito protagonista. Nelle acque ungheresi di Szeged, sede dell’unica prova di Coppa del Mondo della stagione, il 23enne palermitano Andrea Domenico Di Liberto si è imposto nella distanza olimpica del K1 200 in 34"80. Sul podio anche Carlo Tacchini, secondo nel C1 1000. Nellle prove non olimpiche del C2 500 acuto vincente di Daniele Santini e Nicolae Craciun, mentre i giovanissimi Luca Boscolo Meneguolo e Giulio Bernok sono terzi nel K2 500.
Storica impresa di Filippo Ganna: primo azzurro Campione del mondo a cronometro
- MONDIALI DI CICLISMO
Filippo Ganna ha dominato la gara a cronometro dei Campionati Mondiali su strada in corso di svolgimento a Imola. L’azzurro ha vinto il titolo mondiale sul circuito di 31.7 km dall'Autodromo Ferrari a Borgo Tossignano e ritorno con il tempo di 35'54"10 ad una media di 53 km/h. Secondo si è classificato l'olandese Vout van Aert, a 26”72 di distacco, terzo posto per lo svizzero Stefan Kung, +29”80.
Il piemontese è il primo azzurro a trionfare in questa specialità iridata che si disputò per la prima volta nel 1994 a Catania.
"Era un sogno per me, - ha dichiarato Ganna nell'intervista di fine gara - sono molto contento. Ho avuto un grande supporto dalla macchina, ringrazio il mio team e la Nazionale azzurra, la Federazione. Negli ultimi tempi ho cercato di tenere lontana da me la pressione: sono abituato a vincere titoli mondiali su pista, questo voglio festeggiarlo con la mia famiglia".
Ganna era entrato nella leggenda già ai Mondiali su pista di Berlino, nel febbraio scorso, quando era riuscito a portandosi a casa il quarto titolo di campione del mondo dell'inseguimento individuale (2016, 2018, 2019, 2020) stabilendo anche il nuovo record mondiale con 4'01"934, alla media di 59,520 km/h.
Oltre 50 misure ideate, CIO e Comitato Organizzatore lavorano ai primi Giochi post Covid-19
- TOKYO 2020
La Commissione di coordinamento del CIO e il Comitato organizzatore di Tokyo 2020 hanno concordato oggi una serie di misure da adottare per adattare i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 ad un mondo post-coronavirus.
In seguito al rinvio dei Giochi di quest'anno causato dalla pandemia di Covid-19, sono state ideate oltre 50 misure per massimizzare i risparmi sui costi organizzativi e aumentare il rendimento dei Giochi.
Aprendo la riunione, il presidente del CIO Thomas Bach ha riconosciuto gli straordinari progressi compiuti da Tokyo 2020, rafforzando la sua convinzione che i Giochi Olimpici del prossimo anno saranno in assoluto i migliori in termini di preparativi.
Il Presidente, esprimendo gratitudine a tutti le parti coinvolte, ha inoltre sottolineato come i prossimi mesi richiederanno flessibilità e creatività da parte di tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione dell’Olimpiade giapponese.
L’incontro odierno ha offerto alla commissione di coordinamento l'opportunità di riesaminare l'attuale elenco di misure che offrono maggiori opportunità in vista dei Giochi. Queste sono state suddivise in quattro categorie principali: stakeholder; infrastrutture; promozione e altre aree di interesse.
Tra gli esempi delle misure iniziali adottate c’è la riduzione del personale degli stakeholder coinvolti nei Giochi, l’ottimizzazione dei servizi di trasporto, l'adeguamento delle attività degli spettatori nei luoghi delle competizioni e l’organizzazione online di una serie di riunioni pre-Giochi.
Al termine dei lavori, il presidente della Commissione di coordinamento di Tokyo 2020 John Coates ha dichiarato: “Elaborate sulla base delle indicazioni fornite dal Comitato direttivo congiunto di CIO e Tokyo 2020, queste ottimizzazioni e semplificazioni segnano un passo importante verso la realizzazione di Giochi sicuri e di successo nel 2021. Lo dobbiamo fare e spetta al pubblico mettere in atto queste misure durante questi tempi difficili, ecco perché non abbiamo lasciato nulla di intentato e continueremo a cercare ulteriori opportunità nei prossimi mesi. Lo sforzo unico di riorganizzare i Giochi Olimpici richiede che il Movimento a cinque cerchi sia forte e unito: su questa pietra miliare si basa il nostro impegno collettivo. Il “modello Tokyo" non solo fornirà Giochi adatti a un mondo post-coronavirus, ma diventerà un progetto che andrà a beneficio dei futuri comitati organizzativi per molti anni a venire".
Il presidente di Tokyo 2020 Mori Yoshiro ha aggiunto: “Considerando lo stato attuale del mondo, abbiamo discusso di come saremo in grado di offrire Giochi sicuri e protetti che possano conquistare la comprensione del pubblico in questi momenti difficili. Dopo aver stabilito l’obiettivo di semplificare i Giochi nel 2021, abbiamo lavorato a stretto contatto con il CIO, l'IPC e vari stakeholder come IF, NOC, NPC, partner ed emittenti, in ogni possibile area che può contribuire a semplificare. Questo processo andrà a beneficio della società futura, diventando un modello per i futuri eventi globali che si svolgeranno mentre le persone si adattano a vivere questa nuova normalità. Faremo tutto il possibile per garantire che i Giochi di Tokyo 2020 lascino un’eredità per il futuro. Continueremo a lavorare duramente sulle semplificazioni in vista del prossimo anno e chiederemo la continua collaborazione di tutti coloro che sono coinvolti”.
Le misure sono state sviluppate con il sostegno del Comitato paralimpico internazionale (IPC), Tokyo 2020, il governo metropolitano di Tokyo e il governo giapponese. Importanti input sono stati forniti anche dai principali gruppi di stakeholder olimpici, compresi i Comitati olimpici e paralimpici nazionali, le Federazioni internazionali, le emittenti che detengono i diritti, i media e i Top partner.
Con le misure concordate, Tokyo 2020 inizierà a stimare i risparmi sui costi provvisori che possono essere raggiunti, al fine di fornire un aggiornamento alla riunione del Comitato esecutivo del CIO in programma in ottobre.
La commissione di coordinamento del CIO ha ricevuto inoltre un aggiornamento sulla pianificazione delle contromisure per il Covid-19. Il CIO, insieme a Tokyo 2020 e alla Task Force di tutti i partner - che include l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), l'IPC, il governo del Giappone e il governo metropolitano, con il contributo di diversi esperti - ha esaminato una serie di scenari sulla base della situazione in Giappone e nel mondo, scenari che si potrebbero realizzare durante i Giochi del prossimo anno.
Questo approccio strategico è stato fondamentale per identificare le possibili contromisure necessarie per proteggere la salute di tutti i partecipanti ai Giochi e aiutare a costruire un quadro per tutta la pianificazione.
Le possibili contromisure sono state raggruppate in sette aree: viaggi / accesso al paese; distanziamento fisico; dispositivi di protezione individuale / pulizia; cibo e bevande; test / monitoraggio / isolamento; fornitura di informazioni e vaccini.
Come parte di questo processo, è stata evidenziata la stretta collaborazione tra il CIO, le Federazioni Internazionali e altri organizzatori di eventi che ha fornito un fondamentale input per una revisione continua delle migliori pratiche e degli insegnamenti forniti dalla ripresa degli eventi sportivi in Giappone e nel resto del mondo.
La Commissione ha stabilito che, man mano che le contromisure saranno ulteriormente sviluppate e riviste, si continueranno a fare importanti considerazioni con un approccio che pone l'attenzione principale nei confronti degli atleti, del personale coinvolto e degli spettatori. Questi preparativi continueranno ad evolversi in linea con il monitoraggio della situazione globale e il suo impatto sui preparativi dei Giochi.
Alessandra Sensini spettacolare: cade, soffre e vince la medaglia d’oro nella classe Mistral
- 20 anni fa i Giochi Olimpici a Sydney
Il 24 settembre del 2000 entrò a pieno titolo nella storia dello sport italiano per la prima medaglia d’oro di una donna nella vela. Alle sette e quarantacinque di quell’incredibile domenica, Alessandra Sensini si laureò campionessa olimpica nella classe Mistral coronando il suo grande sogno a cinque cerchi.
L’amore per il mare di papà Goffredo e la passione per quella disciplina ancora poco conosciuta in Italia da parte delle sorelle Irene ed Eleonora, la spinsero, a dodici anni, a salire su quella tavola con vela su cui vivrà anni di intense emozioni. Nel 1983 si classificò al secondo posto ai Giochi della Gioventù di Bracciano, in una gara mista maschi/femmine, facendo già intravedere le sue innate qualità. Nel 1985 vinse il suo primo titolo italiano juniores a soli 15 anni e da quel momento farà incetta di tutti i tricolori che la vedranno impegnata in gara. L’esordio internazionale è datato 1987 con il terzo posto ai Mondiali di Manly Beach, mentre il primo successo iridato arrivò due anni dopo in Texas.
E proprio da quel giorno iniziò un’ascesa inarrestabile, che la portò alla sua prima partecipazione olimpica. Ma a Barcellona, nel 1992, arrivò, invece, una grande delusione. Si classificò settima, dopo essere stata a lungo in zona medaglie. Quattro anni dopo ad Atlanta, con un bagaglio d’esperienza maggiore, si aggiudicò la medaglia di bronzo, preceduta solo dall’australiana Barbara Kendall e dalla neo campionessa di Hong Kong, Lee Lai Shan.
L’ingresso nel nuovo Millennio, però, le portò nuova linfa. Nel 2000 si aggiudicò non solo l’Europeo di Cadice, ma anche il Mondiale di Mar del Plata, dove si lasciò alle spalle proprio la Lee Lai Shan. Si presentò quindi tra le favorite ai Giochi della XXVII Olimpiade di Sydney.
A Rose Bay, nella prova della classe Mistral femminile, le ventinove atlete in gara dovevano affrontare undici regate in una settimana, con la possibilità di scartare i due risultati peggiori. Una sfida massacrante, che l’azzurra affrontò con grande tenacia ed intelligenza, conscia della sua forza e del valore delle avversarie. Tre le veliste che si giocarono le medaglie sin dalla prima giornata di gare: la Kendall, oro a Barcellona 1992 e argento ad Atlanta 1996; la tedesca Amelie Lux e la Sensini.
Nei primi tre giorni si disputarono quattro regate, con le tre contendenti che monopolizzarono la classifica: leadership per la Lux con quattro lunghezze di vantaggio sulla Sensini e cinque sulla Kendall. Nel quarto giorno di gare, complicato dal vento, la Sensini vinse la quinta regata, ma si dovette accontentare del quarto posto nella sesta, dove sbagliò, ma comunque poi scartò quel risultato. La Lux mantenne il comando, con la grossetana a tre lunghezze e la Kendall a sette.
Il 21 settembre, però, la Sensini con un primo e secondo posto, rispettivamente nella settima ed ottava regata, si portò ad una sola lunghezza dalla tedesca. Il giorno successivo, quindi, la velista azzurra s’impose nella nona regata; mentre la Kendall fece sua la decima, con la Sensini dodicesima, risultato sfavorevole che verrà eliminato. Tutto venne quindi rimandato all’ultima e decisiva regata, con la trentenne di Marina di Grosseto obbligata ad arrivare davanti alla Lux per poter conquistare il primo posto. La Sensini partì davanti, ma la tedesca recuperò approfittando di un momento sfortunato dell’azzurra, che entrò in un buco di vento, riuscendo comunque a recuperare.
Le due avversarie si ritrovarono testa a testa in un finale straordinario. Ad un certo punto la Sensini cadde in acqua e il sogno olimpico sembrò svanire. Ma quando tutto sembrava perso, recuperò di bolina e s’involò verso la gloria con un incredibile cambio di marcia, difendendo con le unghie e con i denti il minimo vantaggio strappato alla penultima boa. Sette secondi di vantaggio per un meritato trionfo che negli ultimi metri sembrava non arrivare mai, ma che divenne una splendida realtà quarantotto anni dopo il successo di Tino Straulino e Nico Rode ad Helsinki.
Il mare non solo abbracciò quell’adolescente diventata donna, ma le volle bene premiandola con quell’oro tanto desiderato, quanto meritato. Al mare Alessandra Sensini resterà legata ancora per molto. Continuerà la sua carriera agonistica partecipando ad altre tre edizioni olimpiche (Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012) collezionando in totale 1 oro, 1 argento e 2 bronzi oltre a 6 titoli Mondiali e 5 Europei.
Terminata l’attività agonistica resterà un riferimento importante per la sua disciplina, dove è attualmente Direttore tecnico del Settore Giovanile e Vicedirettore tecnico Nazionale della Federazione Italiana Vela. Lo sport italiano le riconoscerà anche il ruolo dirigenziale, eleggendola nella Giunta Nazionale CONI, dove è Vice Presidente dal 2017.
Abbagnale, Sartori, Galtarossa, Raineri vanno in progressione e battono i tedeschi nel 4 di coppia
- 20 anni fa i Giochi Olimpici a Sydney
Il 24 settembre del 2000 l’Italia conquistò la decima medaglia d’oro ai Giochi della XXVII Olimpiade di Sydney. Protagonista di quella splendida giornata fu il canottaggio. Nel quattro di coppia gli azzurri diedero vita ad una gara perfetta, dominando dall’inizio alla fine. Nell’incantevole cornice del bacino di Penrith, a sessantacinque chilometri da Sydney, l’equipaggio italiano poté finalmente esultare dopo una settimana massacrante di gare ed allenamenti.
Il Commissario Tecnico, Giuseppe La Mura, selezionò per la prova olimpica il 34enne veterano di Pompei Agostino Abbagnale; il laziale Alessio Sartori, di dieci anni più giovane; il padovano Rossano Galtarossa, che di anni ne aveva ventotto e il 23enne Simone Raineri, originario di Casalmaggiore. Abbagnale, Sartori e Galtarossa erano tre canottieri esperti, già campioni del mondo, a differenza del debuttante Raineri.
Tredici gli equipaggi iscritti alla gara, che si affrontarono al primo turno nella giornata del 18 settembre. Si qualificavano le prime tre imbarcazioni di ogni batteria, mentre, le quattro escluse, disputavano un turno di ripescaggio. L’Italia si aggiudicò la terza batteria in 5’45”67 (miglior tempo assoluto), precedendo la Svizzera e i vice campioni olimpici uscenti degli Stati Uniti. Germania ed Australia, quindi, s’imposero rispettivamente nella prima e seconda batteria. Cuba, Austria, Belgio e Cina, di contro, affrontarono il ripescaggio che qualificò le prime tre.
Quattro giorni dopo fu la volta delle semifinali: due batterie di sei equipaggi l’una, con le prime tre che conquistavano il pass per la finale. Gli azzurri, ancora una volta, furono inarrivabili. Vinsero la seconda batteria con il tempo di 5’44”08, stabilendo il record olimpico, senza concedere nulla ai Paesi Bassi e all’Ucraina. Nella prima batteria, invece, la Germania non aveva concesso scampo ai padroni di casa dell’Australia, già bronzo ad Atlanta quattro anni prima e alla Svizzera.
L’attesissima finale per il titolo, pertanto, metteva di fronte la favorita Germania, due volte sul gradino più alto del podio ad Atlanta e Barcellona, nonché campione del mondo uscente, e l’Italia, capace di vincere quattro delle ultime cinque edizioni dei Mondiali. Nel quartetto tedesco Andreas Hajek, Stephan Volkert e André Willms puntavano al loro terzo oro, a differenza di Marco Geisler, alla ricerca del suo primo titolo. Una grande sfida in cui Paesi Bassi ed Australia erano gli outsider.
La Germania partì subito forte, con un ritmo indemoniato, proprio per avvantaggiarsi sugli azzurri che facevano della regolarità la loro arma migliore. Al termine dei primi 500 metri i tedeschi conducevano con un vantaggio di settanta centesimi, che divennero settantacinque ai 1000 metri. Gli azzurri, però, proprio a metà gara, cominciarono a recuperare, aumentando vertiginosamente il ritmo dei colpi, che li porterà in testa nel giro di duecento metri. A tre quarti di gara l’Italia comandava con 70 centesimi di vantaggio, mentre, la Germania, pagò l’avvio sconsiderato cedendo clamorosamente nel finale. L’imbarcazione italiana s’involò così verso il traguardo precedendo di oltre due secondi i Paesi Bassi, che proprio negli ultimi metri riuscirono a superare la Germania. Un trionfo!
Galtarossa non stava più nella pelle e si alzò in piedi con le braccia al cielo per festeggiare quell’agognata vittoria inseguita da ben otto anni. L’emozione, poi, travolse il prodiere Abbagnale, che ad inizio anno fu convinto dalla moglie Romilda a continuare dopo una serie di problemi fisici: un sacrificio che gli valse il terzo titolo olimpico, impresa sfuggita persino ai suoi fratelli Carmine e Giuseppe. Sartori, inoltre, si prese un’enorme rivincita, con Galtarossa, dopo la grande delusione di quattro anni prima, quando si dovette accontentare della medaglia di legno. Incredulo, ma alle stelle, il debuttante Raineri, che al primo colpo vinse l’oro.
Per il canottaggio italiano fu il secondo titolo olimpico conquistato nella specialità, dodici anni dopo il successo di Gianluca Farina, Piero Poli, Davide Tizzano ed appunto Agostino Abbagnale a Seoul 1988.
Comunicato del Consiglio Nazionale
- CONI
Il 277° Consiglio Nazionale del CONI si è riunito oggi, presso il Foro Italico, per discutere il seguente ordine del giorno:
1) Approvazione verbali del 2 luglio e del 5 agosto 2020: approvati all’unanimità.
2) Comunicazioni del Presidente: Malagò ha aperto i lavori ricordando i personaggi del mondo sportivo scomparsi nell’ultimo mese e sottolineando contestualmente i principali risultati di rilievo conseguiti dagli azzurri nello stesso periodo.
Il Presidente ha quindi letto il documento elaborato dalla Giunta Nazionale, dopo approfondite riflessioni con l’intero movimento, chiamato a rappresentare le istanze collettive rispetto ai contenuti emersi dalle bozze dei decreti attuativi della legge delega, relativa al riordino dell’ordinamento sportivo. Contestualmente il Segretario Generale, Carlo Mornati, ha portato all’attenzione del Consiglio la lettera inviata dal CIO – attraverso il Direttore delle Relazioni Istituzionali e dei rapporti con i Comitati Olimpici, James Macleod - al Governo Italiano, legata alla situazione afferente al CONI e alla sua autonomia in considerazione dell’attuale scenario normativo italiano rispetto ai dettami enucleati dalla Carta Olimpica.
Sulle comunicazioni del Presidente e su altri temi di carattere generale sono intervenuti: Raffaella Masciadri (Rappresentante Atleti), Giovanni Petrucci (Pallacanestro), Marco Giunio De Sanctis (Bocce), Vincenzo Manco (Rappresentante Enti di Promozione), Mario Pescante (membro onorario CIO), Angelo Binaghi (Tennis), Silvia Salis (Rappresentante Atleti), Vincenzo Iaconianni (Motonautica), Paolo Barelli (Nuoto), Maurizio Casasco (Medici Sportivi), Luciano Rossi (Tiro a Volo), Antonio Urso (Pesistica), Claudio Barbaro (Rappresentante Enti di Promozione Sportiva), Orazio Arancio (Rappresentante Tecnici), Gabriele Gravina (Calcio), Franco Chimenti (Golf), Alfio Giomi (Atletica), Sabatino Aracu (Sport Rotellistici), Ugo Claudio Matteoli (Pesca Sportiva e Attività Subacquee), Angelo Cito (Taekwondo), Felice Buglione (Discipline Armi Sportive da Caccia), Giorgio Brandolin (Rappresentante Organi Periferici), Michele Maffei (Rappresentante Associazioni Benemerite), Bruno Molea (Rappresentante Enti di Promozione), Alfredo Gavazzi (Rugby), Franco Carraro (membro onorario CIO)
Il testo del documento è stato approvato dal Consiglio con l'astensione dei rappresentanti degli Enti di Promozione, Claudio Barbaro (ASI), Vincenzo Manco (UISP), Bruno Molea (AICS), Ugo Salines (CSEN), Antonino Viti (ACSI) e di Paolo Barelli (Nuoto) e Angelo Binaghi (Tennis).
3) Attività FSN-DSA-EPS: Sono state approvate all’unanimità le seguenti delibere. 1) Nomina del Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati, come commissario straordinario della Federazione Italiana Hockey, con Michele Signorini vice Commissario, affinché – con tutti i poteri del Presidente e del Consiglio Federale - assicuri il regolare svolgimento dell’attività federale e provveda alla celebrazione dell’Assemblea Elettiva. 2) la delibera relativa ai livelli delle competizioni internazionali e nazionali alle quali gli atleti debbono aver partecipato entro gli otto anni precedenti la data delle elezioni, ai fini dell’eleggibilità degli atleti stessi nella Giunta e nel Consiglio Nazionale. 3) la delibera relativa al numero complessivo di ingressi degli atleti stranieri, provenienti da Paesi non appartenenti alla Comunità Europea, che svolgeranno attività sportiva professionistica o comunque retribuita pari al numero di 1200 per la stagione agonistica 2020/2021. Approvata infine, con l’astensione di Paolo Barelli, la delibera relativa alla nomina del Prof. Fabio Pigozzi come commissario straordinario della Federazione Italiana Pentathlon Moderno, con Bruno Di Pietro e Giorgio Bartoletti Vice Commissari, affinché - con tutti i poteri del Presidente e del Consiglio Federale - assicuri il regolare svolgimento dell’attività federale e provveda alla celebrazione dell’Assemblea Elettiva,
Il Consiglio, non avendo altro da deliberare, ha chiuso i lavori alle 14.25.
Comunicato di Giunta Nazionale
- CONI
Si è tenuta questa mattina al Foro Italico la 1104ª riunione della Giunta Nazionale CONI che ha aperto i lavori approvando il verbale delle precedenti riunioni del 2 luglio e del 5 agosto. Il Presidente ha esordito aggiornando la Giunta sulle ultime vicende legate alla Legge Delega sullo Sport.
Prima di esaminare un documento condiviso, la Giunta ha deliberato di proporre al Consiglio Nazionale il Commissariamento della Federazione Italiana Pentathlon Moderno con Fabio Pigozzi (con vice Bruno di Pietro e Giorgio Bartoletti) e della Federazione Italiana Hockey col Segretario Generale del CONI Carlo Mornati (con vice Michele Signorini), a seguito delle dimissioni del Presidente Magini (Pentathlon) e della mancata elezione in assemblea del presidente della Federhockey. Approvate anche le delibere da sottoporre al Consiglio Nazionale sulla ripartizione per federazione del numero di extracomunitari e sui livelli minimi di competizioni sportive per candidature agli Organi del CONI. E’ stato trasmesso al Collegio di Garanzia del CONI l’incartamento degli atti esistenti tra la Federazione Italiana Scherma e l’Accademia Nazionale di Scherma al fine di ottenere la determinazione alla quale attenersi per il futuro dopo la sentenza del Consiglio di Stato.
La Giunta ha poi esaminato dettagliatamente e approvato all’unanimità (con astensione di Gallo) un documento da sottoporre in approvazione al Consiglio Nazionale. Dopo aver esaminato una lunga serie di altri temi di carattere organizzativo e amministrativo, e aver assunto le relative delibere, la Giunta ha concluso i propri lavori alle ore 11.30.
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