I dt azzurri a confronto su Tokyo 2020. Mornati, cogliamo opportunità da questa emergenza
- CONI
Criticità, ma anche opportunità da cogliere per ripensare lo sport di alto livello al tempo del coronavirus e per preparare al meglio i Giochi Olimpici di Tokyo. Lo sport italiano guarda al futuro e prova a ripartire dopo il lockdown che ha fermato gli atleti azzurri di alto livello e i direttori tecnici delle varie Nazionali si sono ritrovati via web al seminario “Tokyo 2020, la ripresa delle attività di alto livello tra criticità ed opportunità. Esigenze e proposte operative” organizzato dall’Area della Preparazione Olimpica del CONI, attraverso l’Istituto di Scienza dello Sport.
“Grazie all’Istituto di Scienza dello Sport possiamo sfruttare questo momento per fare una riflessione collettiva - ha dichiarato il Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati in apertura del seminario -. Ringrazio tutti DT per gli spunti offerti per ripartire. Ho insistito affinché fossero messe tra le criticità infinite anche delle opportunità che dobbiamo saper cogliere. Le Olimpiadi le vince chi sa adattarsi meglio, si vincono su un dettaglio e almeno noi che siamo la punta dell’iceberg sportivo dobbiamo vedere questo momento con quello spirito di positività che gli altri non vedono. Dopo il DPCM di ieri, dal 4 maggio gli atleti possono cominciare a fare qualcosa e viviamo queste due settimane fino al 18 maggio come una ripartenza collettiva anche per gli sport di squadra”. Lo sport prova a ripartire e il CONI, nel rispetto delle normative, per quanto possibile e, seppure a regime ridotto, metterà a disposizione i Centri di Preparazione Olimpica di Roma, Formia e Tirrenia.
“Oggi abbiamo presentato al Governo un report per non farci trovare impreparati – ha aggiunto Mornati riferendosi al report “Lo Sport riparte in sicurezza” sviluppato con il Politecnico di Torino e consegnato al Ministro per lo Sport Vincenzo Spadafora -. La ripresa delle attività sportive è in capo al Governo, ma noi abbiamo provato a dare tutti gli elementi possibili in modo che chi decide avesse un quadro globale sull’incidenza dei rischi di tutte le discipline. È venuto un lavoro estremante ben fatto. È indiscutibile che tutto sarà molto più complesso, ma anche lo sport deve adattarsi nel più breve tempo possibile. Siamo tutti concentrati su Tokyo ma cerchiamo di sfruttare questo momento per arrivare prima ad organizzarci nel miglior modo possibile perché non sarà più come prima”. Mornati ha quindi sottolineato lo stretto legame tra sport di vertice e di base. “Il 98% degli atleti olimpici si allena in società governate da volontari. Dobbiamo mettere in sicurezza le associazioni sportive e metterci dentro i nostri atleti di livello”.
Il momento di approfondimento, moderato e sviluppato da Giampiero Pastore, Responsabile della Scienza e Sport del CONI, ha visto la partecipazione di Alessandro Donati - Metodologia dell’allenamento Scienza Dello Sport CONI, Pierluigi Aschieri – Direttore Tecnico Karate Fijlkam, Gianlorenzo Blengini - Direttore Tecnico Pallavolo Maschile Fipav, Cesare Butini - Direttore Tecnico Nuoto FIN, Alessandro Campagna - Direttore Tecnico Pallanuoto Maschile FIN, Enrico Casella - Direttore Tecnico Ginnastica Artistica Femminile FGI, Davide Cassani - Direttore Tecnico Ciclismo FCI, Franco Cattaneo - Direttore Tecnico Canottaggio FIC, Andrea Cipressa - Direttore Tecnico Fioretto FIS, Valter Di Salvo - Responsabile Area Performance e Ricerca FIGC, Antonio La Torre - Direttore Tecnico Atletica Leggera FIDAL e Cesare Pisoni - Direttore Tecnico Snowboard/Freestyle FISI.
In apertura il Professor Alessandro Pezzoli, del Politecnico di Torino ha illustrato ai direttori tecnici il report che certifica i diversi fattori di rischio delle 387 discipline sportive facenti capo al CONI e al Comitato Italiano Paralimpico. “Il CONI sta facendo un grande lavoro, con una visione di gruppo estremamente avanzata. Stiamo affrontando la diffusione di un virus visto come malattia che investe la comunità e solo con una visione di insieme si potrà ripartire in modo intelligente. Nella Fase 2 e poi nella 3 servirà partire con metodo, è inutile partire senza una pianificazione. Questo lavoro è veramente un’innovazione nel panorama sportivo a livello mondiale e si nota la volontà di ripartire con metodo logico per svolgere al meglio e in sicurezza l’attività sportiva”.
Alessandro Donati, Metodologia dell’allenamento Scienza Dello Sport CONI, ha evidenziato come occorra “essere pronti alla ripresa senza esporsi ad eventuali rischi” e ha illustrato come, negli allenamenti serva “puntare sulla varietà” evitando la “sommazione di carichi ai quali il soggetto non è abituato per non indebolire le difese immunitarie”.
Nel corso del Seminario i vari DT hanno manifestato le criticità ed evidenziato le opportunità che scaturiranno da un cambiamento così importante e le conseguenze sulla preparazione e sulle modalità di avvicinamento ai Giochi Olimpici e alle altre principali manifestazioni sportive internazionali.
Blengini, CT dell’Italvolley già qualificata per Tokyo, ha ammesso: “Ci saranno grandissime difficoltà ma abbiamo il dovere di provarci a portare i nostri atleti nel percorso che ci porterà a Tokyo Il nostro sport ha diverse criticità perché è uno sport di squadra e perché il pallavolista ha difficoltà a considerare nello specifico allenante quello che può essere fatto a casa. Stiamo parlando atleti di due metri con esigenze importanti dal punto di vista muscolare. Non potendolo fare in una palestra pesi attrezzata o in un impianto, il concetto di allenamento e adattamento è molto difficile per atleti di questo tipo. Noi abbiamo per regolamento l’obbligo di passarci la palla. Come possiamo comportarci in uno sport in cui c’è necessità di interazione? Questo rende la situazione ancora più critica. Dobbiamo cercare soluzioni di creatività e adattamento. Bisogna capire però quando potremo tornare alla base del nostro sport: lavorare in gruppi e dobbiamo cercare di ridare continuità agli atleti per arrivare più performanti possibile. Prima di tutto c’è la salute delle persone”.
Condivide parte dei problemi un altro sport di squadra come la pallanuoto. “Io sono ottimista di natura e cerco di cogliere opportunità da una crisi, da una sconfitta ma è chiaro che non possiamo non fare una fotografia sulla situazione attuale – le parole di Campagna, CT del Settebello, già con il pass per il Giappone -. Se non si risolve problema a livello societario tutto il sistema rischia di crollare. I nostri club sono disperati. Dobbiamo batterci tutti per far ripartire quanto prima l’attività di base che permette al campione di potersi allenare. Senza, il campione avrà possibilità di allenarsi poche settimane, perché tutti i costi degli impianti sarebbero a carico della Federazione. Stiamo cercando di tenere i ragazzi concentrarti sull’obiettivo di vincere l’olimpiade ma sappiamo che i nostri competitor hanno già ripreso ad allenarsi. Partiamo da situazioni svantaggiate, ma abbiamo fatto un allenamento domestico curato anche con dirette video per le esercitazioni ma ci sono stati diversi sbalzi d’umore, anche i miei atleti fanno parte del 30% italiani che iniziano avere insonnia, ansie. La cosa più difficile per noi è fare allenamenti senza avere la motivazione dell’appuntamento sportivo, della partita, ma i nostri ragazzi hanno una grandissima voglia di buttarsi in piscina”.
Acqua che manca anche agli azzurri del nuoto. “Le criticità sono quelle dell’alto livello e quelle di base, due facce della stessa criticità - ha ammonito il DT Butini -. L’attività dello sport è fatta dalle società, il vero motore dell’alto livello. Nella nostra federazione abbiamo cinque discipline olimpiche e più di 1500 società che hanno come comune denominatore l’acqua. Se non ripartono le nostre società inutile parlare dell’alto livello. Tra le criticità dell’alto livello c’è stata la difficoltà di accettare il posticipo dei Giochi. Noi siamo tra i più penalizzati, ci manca l’acqua. Abbiamo dato ai ragazzi indicazioni per il mantenimento della condizione. Non siamo abituati ad avere atleti che hanno subito uno stop addirittura di 8 settimane. Il Il rinizio dovrà essere molto graduale, senza avere fretta di accelerare”.
Casella, DT della ginnastica artistica femminile, ha evidenziato le difficoltà del proprio sport. “Nel momento in cui andiamo a lavorare indoor le palestre sono piene di attrezzature in contatto con tutti. Posso tenere distanziati gli atleti ma poi l’attrezzo viene toccato. Il problema è se ogni volta che si utilizzano le attrezzature occorre porre in atto sanificazione potrebbe essere un problema. L'atleta interagisce con la struttura, con l’impianto. Se penso alla mia disciplina abbiamo bisogno di grandi numeri di ripetizioni, il gesto tecnico. Poi parlando di ritmica, possono fare un lavoro tecnico individuale ma è necessario avere un luogo dove poter fare dei lanci. Bisogna al più presto capire le condizioni con cui possiamo controllare il nostro allenamento, salvaguardando la salute. Non poter compiere gesti tecnici potrebbe avvenire un decadimento che non è difficile da recuperare”.
Necessita dell’impianto anche il ciclismo su pista. “Anche io sono preoccupato per la nostra base – ha detto Cassani, DT dell’Italbici -. Diverse società con il Coronavirus non avranno le risorse per andare avanti. Dobbiamo aiutare queste società perché senza volontari e gli sponsor non possiamo andare da nessuna parte. Il ciclismo ha la possibilità di allenarsi con la tecnologia e i rulli e i ragazzi riescono ad allenarsi anche in compagnia anche se iniziano ad essere stanchi e stressati. Per Tokyo non sono particolarmente preoccupato perché i ragazzi si stanno allenando e dal momento in cui potranno tornare in strada avranno due mesi in vista delle corse. Per la pista dal 4 maggio a Montichiari stiamo cercando di capire come fare gli allenamenti, non potremo allenarci con il quartetto ma stiamo studiando tutto quello che serve per garantire la massima sicurezza ai nostri ragazzi”.
Per l’atletica ha parlato il DT La Torre. “Noi raccomanderemo ai nostri long distance e runners che hanno sofferto più di altri questo blocco che è importante mantenere alta l’intensità ma dovremo stare attenti che questo virus ha velocità nell’attaccare il sistema immunitario e potrebbe trovarsi spalancata la strada dall’indebolimento. Anche un piccolo stimolo allenante può ridurre gli effetti negativi del detraining. La nostra vita dopo non sarà più uguale, lo sport che abbiamo vissuto fino adesso dobbiamo in parte dimenticarcelo e in parte dobbiamo riprenderlo con strumenti diversi”.
“Noi abbiamo fatto bene nei tre anni precedenti, un’interruzione prolungata della preparazione ci metterà in un decondizionamento difficilmente recuperabile in tempi brevi – ha ammonito Cattaneo, del canottaggio -. La preparazione in casa non è una preparazione. Abbiamo bisogno del contatto con l’acqua e con i remi. Più si allunga questo tempo e più ci vorrà del tempo per tornare ai nostri livelli. È un dramma ma non piangiamoci addosso, cerchiamo di cogliere le opportunità che ci si presentano. Nel canottaggio abbiamo creato una serie di appuntamenti per tenere legata la nostra community al nostro sport”.
“Nella scherma l’alto livello non può prescindere dalla base, le società sono le fondamenta - è l’intervento di Cipressa, DT del fioretto -. Da queste società nascono ragazzi che diventano atleti importanti. Sono molto preoccupato che questa defezione olimpica ci creerà molte difficoltà. L’Olimpiade non solo è il palcoscenico più importante ma si buttano anche le basi per nuove iscrizioni e per portare nuovi atleti all’interno dei gruppi nazionali. Nella scherma non abbiamo centri federali, gli atleti crescono e si allenano nelle loro società. I ragazzi hanno vissuto bene questo passaggio di un anno olimpico. Sono fiducioso. La scherma però non può prescindere dal gesto tecnico, non basta la preparazione atletica. Siamo uno sport individuale ma anche di squadra, di contatto. Possiamo immaginare delle situazioni semplici per evitare dei fattori di rischio, ma evitare il contatto durante un assalto è impossibile”.
“Gli sport di combattimento hanno una loro specificità - ha aggiunto Ascheri, Dt del Karate -. Abbiamo fatto un’analisi su quello che era possibile fare da casa e abbiamo limitato il campo al lavoro su equilibrio e precisione e alla rimozione delle lacune personali nella preparazione fisica. Alcuni atleti hanno vissuto poi lo shock di essere a pochi punti dalla qualificazione e non sappiamo nemmeno se queste riprenderanno. Per noi sarebbe difficile l’uso delle mascherine perché sotto sforzo la ventilazione polmonare aumenta moltissimo”.
Il discorso Tokyo non riguarda calcio e sport invernali, ma le difficoltà restano per tutti.
“Sono dispiaciuto per il rinvio di Tokyo 2020 e degli Europei di calcio non solo per atleti e staff ma per tutte le persone. Alla sofferenza delle persone si aggiunge la mancanza di distrazioni che arrivavano settimanalmente dal mondo dello sport – ha detto Di Salvo, responsabile Area Performance della Federcalcio -. Dobbiamo lavorare perché gli atleti tornino ad allenarsi e poi alle competizioni, ovviamente in sicurezza. Dovremo definire criteri di allenamento strutturandolo per fasi, quattro fasi partendo da un riadattamento generale. Sarebbe auspicabile che i calciatori possano fare un allenamento individuale, poi la seconda fase con l’allenamento specifico ed esercitazioni di squadra dal 18 maggio, la terza fase precompetitiva in cui si cerca di far acquisire all’atleta ritmo e minuti di gioco e l’ultima fase è quella competitiva. I calciatori saranno esposti a un numero importante di partite e il nostro compito è proporre le giuste strategie. Visto il momento straordinario dobbiamo adottare protocolli straordinari. Molto importante è l’aumento delle sostituzioni dei giocatori, un break di 3 minuti che favorisca il recupero dell’atleta e consentire alle squadre di convocare un numero maggiore di giocatori. Almeno per il primo blocco di partite potrebbe essere definito un massimo minutaggio per ogni calciatore, per raggiungere il picco della performance. Parallelamente al lavoro delle commissioni medico scientifiche noi dell’area tecnica dovremmo lavorare sulle strategie che consentano ai nostri atleti di tornare ad allenarsi e a competere ad alto livello”.
“La nostra situazione è molto diversa – ha esordito Pisoni, DT Snowboard/Freestyle- perché in qualche modo abbiamo terminato la stagione anche in maniera rocambolesca, con risultati mai ottenuti prima. La nostra Federazione è molto grande con caratteristiche estremamente varie e all’interno ci sono sport completamenti diversi. La nostra federazione inoltre è strettamente interconnessa con il sistema montagna e le attività turistiche. Per gli allenamenti abbiamo il vantaggio di essere uno sport individuale, non abbiamo nessuna preclusione nell’utilizzo dei dispositivi di sicurezza. Per contro abbiamo criticità nell’utilizzo di alcuni impianti di risalita, i viaggi per il raggiungimento delle sedi e dipendiamo dalle strutture alberghiere. Abbiamo i campionati del mondo in Cina nel 2021, ma c’è un grosso punto di domanda su tutta la Coppa del Mondo ma dobbiamo pensare delle strategie per essere pronti ad affrontare le prime gare. Abbiamo fatto sempre differenza lavorando sui nostri ghiacciai italiani, ma non abbiamo indicazioni sull’apertura. È un grosso punto di domanda”.
Consegnato al Ministro Spadafora il report del Politecnico di Torino “Lo sport riparte in sicurezza”
- CONI
Nel corso della riunione informale della Giunta del CONI, tenuta questa mattina, il Presidente Giovanni Malagò ha informato i membri di aver inviato al Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, il report del Politecnico di Torino, titolato: “Lo Sport riparte in sicurezza”. Il Presidente Malagò, illustrando il documento, ha ringraziato il Segretario Generale, Carlo Mornati, che con il suo staff ha lavorato in questi giorni per portare a termine un lavoro di 404 pagine, comprensivo di numerosi allegati.
Come accade per l’Inail con l’elenco Ateco (attività economiche), questo studio serve per certificare i diversi fattori di rischio delle 387 discipline sportive facenti capo al CONI e al Comitato Italiano Paralimpico, fornendo indicazioni e azioni di mitigazione che possano accompagnare la ripresa dell’attività agonistica, quando sarà finito il lockdown, in virtù delle specificità proprie di ciascuna disciplina, con carattere temporaneo e strettamente legate alla fase di emergenza, sebbene alcune potranno essere utili anche ad emergenza superata.
D’intesa col Comitato Italiano Paralimpico, è stato quindi richiesto alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate e agli Enti di Promozione Sportiva - che hanno prontamente fornito la più piena collaborazione - di compilare un questionario analitico predisposto sulla base di un modello di analisi di rischio.
Il modello proposto evidenzia per ciascuna disciplina sportiva gli aspetti valutativi della distanza, dei dispositivi di protezione e della possibilità di utilizzo di tecnologie applicate allo sport (cosiddetta digitalizzazione).
È stato chiesto di indicare per ogni singola voce - applicata a ciascuna disciplina sportiva e con riferimento al luogo di pratica, nonché alla natura dell’evento (allenamento/gara) - il relativo fattore di rischio dove: 0= inesistente; 1=scarso; 2=medio; 3=alto; 4=elevato.
Con il Politecnico di Torino è stato sviluppato il “Rapporto lo sport riparte in sicurezza” per consentire ai vari stakeholder di procedere ad un self assessment (ovvero un’autovalutazione), secondo una metodologia basata su rilevanze tecnico-scientifiche, necessario per l’analisi accurata delle attività che si svolgono in un sito sportivo, del personale che opera, dell’organizzazione dell’attività sportiva, del lay-out del sito, alla luce del modello sportivo organizzato italiano facente capo al CONI e/o al CIP e delle organizzazioni sportive da loro riconosciute.
I protocolli d’emergenza hanno previsto nuove regole da mettere in atto, quali gli spostamenti delle persone, limitati ai soli bisogni assolutamente necessari e il distanziamento sociale: rimanere lontani dagli assembramenti e dallo spazio personale altrui.
Il CONI ha da subito offerto il proprio contributo al decisore politico per l’individuazione dei fattori di rischio nello specifico settore sportivo. Sarà poi il Governo a decidere i modi e i tempi della progressiva ripresa di allenamenti e gare dei diversi sport, garantendo adeguati livelli di tutela della salute e sicurezza di tutti, come già fatto per altri settori importanti della vita del Paese. Infatti il titolo dell’iniziativa realizzata dal Politecnico di Torino è “Ognuno protegge tutti”, tenendo conto dei diversi fattori di rischio di ogni disciplina sportiva.
Per assicurare la ripartenza in sicurezza con gli allenamenti, il Report è integrato con il protocollo di screening ad hoc e le raccomandazioni elaborati dalla Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), in qualità di Federazione medica del CONI e unica Società Scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport.
È opportuno sottolineare che per sito sportivo – sia per gli allenamenti sia per le competizioni – si intende indifferentemente ogni locale o insieme di locali destinato allo svolgimento di esercizi sportivi (atletici, ginnici, di pratica motoria) fornito degli attrezzi necessari, di spogliatoi, di impianti igienici e docce ovvero ogni impianto che rappresenta un insieme di uno o più spazi di attività sportiva dello stesso tipo o di tipo diverso, che hanno in comune i relativi spazi e servizi accessori, preposto allo svolgimento di manifestazioni sportive.
Il Rapporto è così strutturato:
1. INQUADRAMENTO DEL RISCHIO
2. NORMATIVA E ATTI DI INDIRIZZO DI RIFERIMENTO
3. CRITERI DELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO
4. ANALISI SPECIFICA DEL SITO SPORTIVO
5. MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
6. INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO: DEFINIZIONE DI ADEGUATI PROTOCOLLI E STRUMENTI
7. SORVEGLIANZA SANITARIA E MONITORAGGIO DEI CASI POSITIVI
8. DEFINIZIONE DEL SISTEMA DI VIGILANZA
9. STESURA DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE PER I RISCHI INTERFERENZIALI (IN CASO DI FORNITORI ESTERNI)
10. APPLICAZIONE DELLE BUONE PRASSI A CASI STUDIO (BETA TESTING) PER ALCUNE DISCIPLINE OLIMPICHE E PARALIMPICHE (BASKET, PALLAVOLO, CORSA DI VELOCITÀ, MEZZOFONDO E FONDO, TENNIS, VELA, TIRO CON ARCO, SCHERMA, JUDO).
Storico primato di squadra nello Snowboard: Italia prima nella classifica complessiva
- SPORT INVERNALI
Non era mai successo prima. Dopo il successo dell'Italia nella classifica per nazioni della Coppa del mondo 2019/20 di sci alpino femminile e nella staffetta dello slittino su pista artificiale, questo fine stagione ha un'altra formazione italiana ha raggiunto un nuovo primato.. Si tratta della squadra di snowboard, capace di assicurarsi per la prima volta la graduatoria a squadre complessiva, che tiene conto di gigante parallelo, slalom parallelo, snowboardcross, halfpipe, slopestyle, big air, snowboardcross a squadre e parallelo a squadre.
Il team diretto da Cesare Pisoni ha totalizzato ben 29 podi con 12 successi, 12 secondi posti e 5 terzi posti. A questi piazzamenti ha contribuito l’olimpionica Michela Moioli vincitrice della Coppa del mondo nello snowboardcross mentre Rland Fischnaller si è aggiudicato il primato nelle classifiche di parallelo e del gigante parallelo.
Tutto questo, unito al resto dei piazzamenti, ha permesso di raggiungere la quota record di 35121,20 punti, contro i 31536,50 della Germania e i 30632,90 degli Stati Uniti, seguono Svizzera, Austria, Giappone, Canada e Russia, Cina e Australia.
Bach scrive a Conte: grazie per approvazione Legge Olimpica alla Camera, conferma grande supporto Italia
- MILANO CORTINA 2026
Il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach, ha inviato al Presidente del CONI, Giovanni Malagò, una lettera con preghiera di inoltrarla al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte.
Malagò ha informato della lettera il Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, e ne ha portato a conoscenza anche il CdA della Fondazione Milano Cortina 2026 riunitosi oggi pomeriggio in videoconferenza.
Eccellenza,
La prego di accettare le mie più sincere congratulazioni per l’approvazione della Legge Olimpica per i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 da parte della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano. Il travolgente risultato, con un supporto quasi unanime, è un altro riflesso del grande popolo italiano a sostegno di questi Giochi per una visione di un futuro più luminoso. E questo straordinario risultato è anche il segno della sua leadership in questi momenti difficili.
Il Comitato Olimpico Internazionale non vede l'ora di proseguire la sua stretta e proficua collaborazione con il Governo e il Comitato Olimpico Italiano, sotto l'eccellente guida del suo presidente e membro del CIO, Giovanni Malagò. Insieme a tutti i nostri amici e partner italiani, siamo impegnati a rendere i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 una storia di successo indimenticabile.
Mi permetta di ringraziarLa moltissimo per il suo continuo supporto personale e sono sicuro che presto avremo un altro forte segnale di fiducia nel successo dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, quando la Legge Olimpica sarà sottoposta al Senato della Repubblica per l'approvazione.
Nelle ultime settimane, i nostri pensieri sono stati rivolti a tutti gli italiani che hanno attraversato questa crisi senza precedenti. Auguro a Lei e a tutti i cittadini italiani una buona salute e il meglio per il futuro.
Per favore accetti le assicurazioni della mia più alta considerazione e stima personali.
Il 28 aprile Seminario 'Tokyo 2020, la ripresa delle attività di alto livello tra criticità e opportunità'
- CONI
Un seminario per proiettare lo sguardo verso il futuro e valutare le azioni chiamate a caratterizzare la ripartenza dello sport di vertice in vista dei Giochi di Tokyo, dopo il rinvio dell’evento a causa del virus Covid-19. Il Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati e l’Area della Preparazione Olimpica, attraverso l’Istituto di Scienza dello Sport, guidata dal Responsabile Giampiero Pastore, riuniranno il 28 aprile in videoconferenza – a partire dalle ore 15 - i Direttori tecnici delle Nazionali per sviluppare il tema “Tokyo 2020, la ripresa delle attività di alto livello tra criticità ed opportunità. Esigenze e proposte operative”.
Il momento di approfondimento vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Alessandro Donati - Metodologia dell’allenamento Scienza Dello Sport CONI, Pierluigi Aschieri – Direttore Tecnico Karate Fijlkam, Gianlorenzo Blengini - Direttore Tecnico Pallavolo Maschile Fipav, Cesare Butini - Direttore Tecnico Nuoto FIN, Alessandro Campagna - Direttore Tecnico Pallanuoto Maschile FIN, Enrico Casella - Direttore Tecnico Ginnastica Artistica Femminile FGI, Davide Cassani - Direttore Tecnico Ciclismo FCI, Franco Cattaneo - Direttore Tecnico Canottaggio FIC, Andrea Cipressa - Direttore Tecnico Fioretto FIS, Valter Di Salvo - Responsabile Area Performance e Ricerca FIGC, Antonio La Torre - Direttore Tecnico Atletica Leggera FIDAL e Cesare Pisoni - Direttore Tecnico Snowboard/Freestyle FISI.
Nel corso del Seminario si analizzeranno le criticità e le opportunità che scaturiranno da un cambiamento così importante e le conseguenze sulla preparazione e sulle modalità di avvicinamento ai Giochi Olimpici e alle altre principali manifestazioni sportive internazionali.
Il CONI invia agli organismi sportivi un questionario sui fattori di rischio della ripresa attività
- EMERGENZA COVID 19
ll mondo sportivo italiano si prepara ad affrontare la Fase 2 dell’emergenza COVID-19 e la ripresa delle attività, nel pieno rispetto delle attuali disposizioni di tutela di salute.
Il CONI, incaricato dal Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ha chiesto alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate e agli Enti di Promozione Sportiva di raccogliere elementi di valutazione, istanze e esigenze di ciascun organismo sportivo riconosciuto in modo da produrre un documento di sintesi da porre a disposizione del Ministro e del suo Ufficio di Gabinetto affinché si possano adottare le determinazioni più opportune.
L’emergenza epidemiologica sta mettendo a dura prova l’attività di Federazioni, Discipline Sportive Associate ed Enti di Promozione e, soprattutto, la sopravvivenza di migliaia di associazioni sportive e società dilettantistiche che costituiscono la spina dorsale del movimento sportivo nazionale che dovrà affrontare nell’immediato futuro sfide non facili e complicate. A partire dalla necessità di assicurare la ripresa degli allenamenti e delle attività sportive, nel rigoroso rispetto delle precauzioni e delle misure imposte dalla straordinaria emergenza sanitaria in corso e tenuto conto delle specificità e della natura di ogni singola disciplina sportiva.
In particolare, il CONI ha chiesto ai vari organismi sportivi di fornire, entro il 23 aprile, le varie informazioni, segnalando, attraverso un apposito questionario, l’incidenza dei fattori di rischio per le diverse aree ed attività, legati al sito sportivo, al sito di allenamento, al sito di gara e all’eventuale presenza di pubblico.
Con il Paese che si prepara a fronteggiare la Fase 2, anche lo sport italiano vuole farsi trovare pronto, mettendo al primo posto la salute delle proprie atlete e dei propri atleti e di tutti i protagonisti coinvolti.
Cancellati definitivamente i Mondiali di short track, di pattinaggio di figura e di sincronizzato
- LA DECISIONE DELL'ISU
L’International Skating Union ha ufficializzato la cancellazione definitiva dei Mondiali 2020 di short track previsti inizialmente a Seoul (Corea del Sud) dal 13 al 15 marzo, dei Mondiali 2020 di pattinaggio di figura in programma a Montreal (Canada) dal 16 al 22 marzo scorso e dei Mondiali di pattinaggio sincronizzato che si sarebbero dovuti tenere a Lake Placid (Stati Uniti) dal 3 al 5 aprile.
I suddetti eventi, inizialmente soltanto sospesi, sono stati annullati per l’impossibilità di trovare una data utile nel corso dei prossimi mesi del 2020 alla luce dell’escalation negativa del virus COVID-19 su scala mondiale e delle relative decisioni in merito da parte dei governi nazionali.
Con riferimento alla programmazione della prossima stagione, il Consiglio dell’ISU tornerà a riunirsi online il 28 aprile per discutere del calendario 2020/21 e valutare così i diversi scenari possibili tenendo conto della crisi della pandemia e i relativi sviluppi.
Annullato il Consiglio Nazionale. Il 28 aprile Giunta informale, dal 29 videoconferenze con le componenti
- CONI
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha ricevuto lo scorso 8 aprile dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri una lettera con la quale – ai sensi dell’art. 107 della Legge n. 18 del 17 marzo 2020 – è disposto il differimento dei termini di adozione dei rendiconti e dei bilanci di esercizio 2019 degli enti pubblici al 30 giugno 2020.
Pertanto la riunione di Consiglio Nazionale, prevista per martedì 28 aprile alle ore 15.00, non avrà luogo in ragione delle prorogate disposizioni contenitive in materia di virus Covid-19 ed è rinviata a data da destinarsi.
Con riferimento alla Giunta Nazionale programmata per martedì 28 aprile è stato deciso che la stessa riunione, posticipata dalle ore 10.00 alle ore 12.00, avrà natura informale e si svolgerà, in ottemperanza alle disposizioni governative, in collegamento attraverso la piattaforma di videoconferenza Microsoft Teams.
Per aggiornare le varie componenti che fanno parte del CONI, il Presidente Giovanni Malagò ha indetto una serie di riunioni informali, tutte col sistema di videoconferenza, che avranno il seguente calendario:
Mercoledì 29 aprile – ore 11 – Presidenti Federazioni Sportive Nazionali
Mercoledì 29 aprile – ore 17 – Presidenti Discipline Sportive Associate
Giovedì 30 aprile – ore 11 – Presidenti Enti di Promozione Sportiva
Giovedì 30 aprile – ore 16 – Associazioni Benemerite
Giovedì 30 aprile – ore 17 – Presidenti Comitati Regionali CONI
Altre riunioni, laddove necessarie, verranno organizzate nel mese di maggio, compatibilmente con le disposizioni governative.
Qualificazioni olimpiche, traslate al 2021 sedi e date 2020. Posticipati gli eventi previsti entro giugno
- LOTTA
La United World Wrestling ha deciso di mantenere le date e le città ospitanti per i rimanenti eventi di qualificazione per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020, slittati al 2021. Inoltre ha comunicato una serie di aggiustamenti tecnici riguardo all’eleggibilità olimpica degli atleti e annunciato il Congresso Ordinario del 2020.
Le qualificazioni continentali si disputeranno, come era previsto quest'anno, nel mese di marzo a Budapest, in Ungheria, e l’ultima chance sarà quella di Sofia, in Bulgaria, alla fine di aprile. Come dichiara il presidente Nenad Lalovic, le decisioni sono state prese cercando pianificare il calendario UWW in collaborazione con il CIO e in sincro con le nuove date di Tokyo 2020, ritenendo vitale continuare a lavorare con le città ospitanti e le relative federazioni nazionali.
La UWW ha deciso inoltre di posticipare qualsiasi evento pianificato prima del 30 giugno 2020 e i tornei internazionali nel medesimo periodo sono stati cancellati. Consigliando anche alle federazioni nazionali di fare lo stesso. Per il resto del 2020 si valuterà l'evoluzione della pandemia Covid-19, anche sulla base delle relative prescrizioni. Per quanto riguarda l’eleggibilità olimpica degli atleti, saranno ammessi alle gare di qualificazione quelli che compiranno il minimo di età richiesto nel 2021, mentre non sarà ammesso alcun nuovo cambio di nazionalità. Il Congresso Ordinario della UWW, invece, programmato per il 6 settembre è stato confermato per la stessa data.
Mattarella a Malagò: "Emozionato dal video CONI, complimenti"
- TELEFONATA CON IL QUIRINALE
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è complimentato questa mattina al telefono col Presidente del CONI, Giovanni Malagò, per l’iniziativa che ha unito gli azzurri di Italia Team in un messaggio corale di solidarietà a medici e infermieri, “eroi” protagonisti della battaglia al coronavirus. "Il video mi è piaciuto molto – ha detto Mattarella a Malagò -, è stato emozionante. La prego di rivolgere i miei più sinceri complimenti alle atlete e agli atleti perché hanno interpretato con semplicità il pensiero di tutti gli italiani. A loro dico grazie per aver condiviso il sostegno a medici e infermieri che sono in prima linea in questi giorni difficili. La solidarietà dei campioni dello sport è un messaggio importante per tutti e di questo sono grato a lei e al Coni per aver dimostrato sensibilità e attenzione verso chi sta soffrendo. Spero di potervi incontrare, quando le condizioni lo renderanno possibile, qui al Quirinale per manifestare di persona la mia gratitudine”.
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