Mancano 200 giorni a Dakar 2026, la prima rassegna a cinque cerchi in Africa
- GIOCHI OLIMPICI GIOVANILI
Mancano esattamente 200 giorni all'inizio dei Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026, primo evento a cinque cerchi della storia organizzato nel continente africano, in programma dal 31 ottobre al 13 novembre.
I Giochi consentiranno a 2.700 atleti di età non superiore ai 17 anni di gareggiare. La possibilità di partecipare alla manifestazione è offerta ai territori di 206 Comitati Olimpici Nazionali e, per la prima volta, a una squadra Olimpica composta da giovani rifugiati.
La parità di genere a Dakar 2026 va oltre il numero di atleti e atlete. Per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici Giovanili estivi, infatti, ci sarà anche un numero identico di gare per genere. Il programma prevede un totale di 153 gare: 73 gare femminili, 73 gare maschili e 7 gare miste.
È già stato presentato, in due lingue, lo slogan ufficiale che mette in risalto l'ospitalità africana e lo spirito festoso della capitale senegalese: "L'Afrique accueille, Dakar célèbre" in francese e "Afrig Dalal, Ndakaaru Jëmël" in wolof ("L'Africa accoglie, Dakar festeggia").
Lo slogan è ricco di simbolismo, poiché da solo evoca il carattere unico di questa edizione dei Giochi Olimpici Giovanili. Il Senegal è il primo Paese africano ad ospitare un evento Olimpico, cosa che ha spinto il comitato organizzatore di Dakar 2026 a sottolineare che questi Giochi non appartengono solo a un Paese, ma a un intero continente.
Diverse star internazionali sostengono i Giochi Olimpici Giovanili di Dakar 2026, un evento che consentirà di scoprire le future stelle dello sport internazionale. Sono già stati nominati diversi ambasciatori ufficiali di grande prestigio. Tra questi figura Kalidou Koulibaly, capitano della nazionale di calcio del Senegal, ma anche personaggi famosi che vanno oltre il semplice ambito sportivo, come l'attore Omar Sy e l'influencer Khaby Lame.
In programma nelle sedi di Dakar, Diamniadio e Saly gare di atletica, coastal rowing, badminton, baseball 5, basket 3x3, beach handball, beach volley, pugilato, breaking, ciclismo, scherma, futsal, ginnastica artistica, judo, lotta sulla spiaggia, nuoto, rugby a 7, skateboard, sport equestri, taekwondo, tennistavolo, tiro con l'arco, triathlon, vela, wushu, canoa, arrampicata sportiva, golf, pesi, hockey, karate, pentathlon moderno, surf, tennis e shooting.
Coppa del Mondo, tutte le armi protagoniste nel ricco weekend internazionale: pronti 80 azzurri
- SCHERMA
Tutte le armi impegnate sulle pedane della Coppa del Mondo. Da giovedì 16 fino a domenica 19 aprile, infatti, saranno complessivamente 80 (36 donne e 44 uomini) gli azzurri presenti per il ricchissimo fine settimana internazionale all’insegna della scherma, reso così denso a causa dei recuperi delle competizioni posticipate un mese fa in seguito alla chiusura di diversi spazi aerei per le note vicende di carattere internazionale. Le Nazionali di fioretto maschile e femminile saranno di scena al Cairo (Egitto). Gli sciabolatori, invece, gareggeranno a Padova in occasione dello storico Trofeo Luxardo mentre le sciabolatrici voleranno ad Atene (Grecia). Infine il Grand Prix di Budapest (Ungheria), con la capitale magiara che farà da cornice ai tabelloni individuali con punteggio maggiorato di spada maschile e femminile.
Per quanto riguarda il fioretto maschile difenderanno il tricolore Guillaume Bianchi, Tommaso Marini, Filippo Macchi, Giulio Lombardi, Tommaso Martini, Davide Filippi, Alessio Foconi, Damiano Di Veroli, Edoardo Luperi, Damiano Rosatelli, Alessio Di Tommaso e Giuseppe Franzoni. Tra le donne, quindi, spazio per Martina Favaretto, Martina Batini, Arianna Errigo, Anna Cristino, Alice Volpi, Martina Sinigalia, Francesca Palumbo, Irene Bertini, Carlotta Ferrari, Aurora Grandis, Elena Tangherlini e Matilde Molinari. I quartetti per le sfide a squadre saranno definiti una volta completate le competizioni individuali.
L’Italia, passando poi agli uomini della sciabola, in qualità di Paese ospitante potrà schierare ben 20 portacolori, con la possibilità di ulteriori innesti della vigilia a completamento dei gironi preliminari. Già ammesso di diritto Luca Curatoli (foto FIS), cercheranno un posto per il tabellone principale Pietro Torre, Michele Gallo, Matteo Neri, Cosimo Bertini, Dario Cavaliere, Leonardo Dreossi, Edoardo Cantini, Mattia Rea, Marco Mastrullo, Marco Stigliano, Edoardo Reale, Francesco Bonsanto, Daniele Franciosa, Lupo Veccia Scavalli, Leonardo Reale, Antonio Aruta, Pietro Hirsch Butte, Christian Avaltroni e Valerio Reale. Sulle pedane elleniche, invece, sono state convocate 12 sciabolatrici ovvero Michela Battiston, Mariella Viale, Chiara Mormile, Claudia Rotili, Manuela Spica, Martina Criscio, Eloisa Passaro, Carlotta Fusetti, Alessia Di Carlo, Michela Landi, Vittoria Mocci e Gaia Karola Carafa. Anche in questo caso i due quartetti verranno resi noti alla vigilia dei team event.
Nella prova femminile di spada proveranno a rendersi protagoniste Giulia Rizzi, Alberta Santuccio, Rossella Fiamingo, Sara Maria Kowalczyk, Roberta Marzani, Federica Isola, Gaia Caforio, Lucrezia Paulis, Carola Maccagno, Alessandra Bozza, Gaia Traditi e Beatrice Cagnin. Nella gara maschile, infine, andranno alla caccia del podio Matteo Galassi, Davide Di Veroli, Simone Mencarelli, Andrea Santarelli, Valerio Cuomo, Gianpaolo Buzzacchino, Filippo Armaleo, Enrico Piatti, Fabrizio Cuomo, Pietro Nicoli, Marco Francesco Locatelli ed Ettore Leporati. Di seguito i programmi dettagliati di tutte le tappe di Coppa del Mondo del prossimo weekend. (agc)
IL CAIRO: FIORETTO MASCHILE E FEMMINILE
Giovedì 16 aprile - Preliminari gara individuale maschile
Venerdì 17 aprile - Preliminari gara individuale femminile
Sabato 18 aprile - Gare individuali
Domenica 19 aprile - Gare a squadre
PADOVA: SCIABOLA MASCHILE
Venerdì 17 aprile - Preliminari gara individuale
Sabato 18 aprile - Gara individuale
Domenica 19 aprile - Gara a squadre
ATENE: SCIABOLA FEMMINILE
Venerdì 17 aprile - Preliminari gara individuale
Sabato 18 aprile - Gara individuale
Domenica 19 aprile - Gara a squadre
BUDAPEST: SPADA MASCHILE E FEMMINILE
Venerdì 17 aprile - Preliminari gara individuale femminile
Sabato 18 aprile - Preliminari gara individuale maschile
Domenica 19 aprile - Gare individuali
Masters 1000 di Montecarlo: Sinner annienta Alcaraz in finale e torna numero uno del mondo
- TENNIS
Jannik Sinner pigliatutto. Al Country Club di Montecarlo, cornice del primo Masters 1000 stagionale sulla terra battuta, il ventiquattrenne di Sesto Pusteria, dopo aver sconfitto (nell'ordine) il francese Ugo Humbert per 6-3 6-0, il ceco Tomas Machac per 6-1 (3)6-7 6-3, il canadese Felix Auger-Aliassime per 6-3 6-4 ed il tedesco Alexander Zverev per 6-1 6-4, ha dettato legge anche in finale. Qui, infatti, a cadere sotto i colpi del fenomeno altoatesino con lo score di 7-6(5) 6-3 è stato l’iberico Carlos Alcaraz, vincitore dell’ultima edizione, costretto ad abdicare nel Principato dopo una contesa durata ben due ore e 15 minuti. Un successo che vale doppio quello ottenuto dal classe 2001, che gli ha permesso di riprendersi nuovamente la vetta del ranking mondiale, scalzando dal trono del numero uno proprio il grande rivale spagnolo.
Per Sinner, quinto azzurro di ogni epoca ad imporsi in Costa Azzurra dopo Giovanni Baldi di Robecco (1922), Giovanni Palmieri (1935), Nicola Pietrangeli (1961-1967-1968) e Fabio Fognini (2019), si tratta del 27° torneo della carriera a livello di circuito maggiore, dell’ottavo Masters 1000 (primo vinto sul rosso) nonché del terzo trionfo in stagione dopo quelli siglati sul cemento outdoor statunitense negli altri due Masters 1000 di Indian Wells e Miami. L’azzurro, che ha allungato la sua striscia di successi di fila nei Masters 1000 alla quota di 22 se si considera pure la vittoria conquistata ad inizio novembre 2025 sul veloce indoor di Parigi Bercy (Francia), è diventato il secondo tennista della storia ad aggiudicarsi gli appuntamenti di Indian Wells, Miami e Montecarlo nella stessa stagione, un'impresa realizzata in passato solamente dal serbo Novak Djokovic (2015). Soltanto il già citato Djokovic e lo spagnolo Rafael Nadal, prima di oggi, erano riusciti inoltre a porre la loro firma su quattro Masters 1000 consecutivamente.
Il primo set parte male per l’azzurro (foto ANSA), con Alcaraz che gli toglie immediatamente la battuta portandosi sul 2-0. Sinner, però, rimedia subito e nel terzo gioco recupera il break di svantaggio. In seguito non riesce a sfruttare altre quattro chance di break, di cui ben tre (non consecutive) nel nono game. La situazione si risolve soltanto al tie-break, con l’altoatesino che trova delle ottime prime di servizio e si porta piuttosto comodamente sul 6-4. Qui può chiudere con la battuta a disposizione ma spedisce in rete un dritto in avanzamento. Successivamente lo spagnolo, tuttavia, si rende protagonista di un sanguinoso doppio fallo, che di fatto consegna il tie-break nelle mani del proprio rivale con lo score di sette punti a cinque. Il secondo set si apre nel segno dell’iberico che, dopo aver mancato due palle break di fila in apertura, strappa per primo il servizio nel terzo gioco e poi sale 3-1. Da quest’istante, però, l’allievo di Simone Vagnozzi e Darren Cahill sale in cattedra e, in virtù dei due break conquistati rispettivamente nel sesto e nell’ottavo game, firma un tramortente parziale di cinque giochi a zero ed alza le braccia al cielo nel Principato.
"Siamo venuti qui con l'obiettivo di giocare quante più partite possibili prima di altri grandi tornei e oggi è stata una partita di alto livello da parte di entrambi. C'era un po' di vento e le condizioni erano diverse da quelle vissute fin qui, ma il risultato è straordinario e tornare numero uno del mondo significa molto per me anche se al tempo stesso dico sempre che il ranking è un aspetto secondario. Ho vinto un trofeo importante su questa superficie e non ci ero riuscito prima d'ora e significa davvero tanto per me. Ringrazio il mio team per spingermi sempre al massimo, avere questo trofeo tra le mani è speciale dopo che nella scorsa settimana abbiamo lavorato per capire come tornare a giocare al top su questa superficie. Giocare qui è come essere in Italia, è un sogno. Grazie a tutti per il supporto, ci vediamo l'anno prossimo", il commento di Sinner nel corso della cerimonia di premiazione. (agc)

Trave: successo per Manila Esposito nell'ultima tappa di Coppa del Mondo in Croazia
- GINNASTICA ARTISTICA
Brilla la stella di Manila Esposito ad Osijek (Croazia), dove è terminata anche la seconda giornata dedicata alle finali di specialità nella quinta ed ultima tappa stagionale della Coppa del Mondo di ginnastica artistica. La diciannovenne di Boscotrecase, infatti, si è andata a prendere il primo posto alla trave, specialità in cui nel 2024 si è fregiata del titolo europeo in quel di Rimini ma soprattutto della medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Parigi, ponendo la sua firma sul terzo podio della carriera sul massimo circuito internazionale dopo l'altra vittoria al volteggio e la piazza d’onore al corpo libero conquistate nel febbraio 2023 nel fine settimana tedesco di Cottbus.
La napoletana cresciuta a Civitavecchia (foto Simone Ferraro/FGI), dopo aver fatto registrare il miglior punteggio (13.733) già nella fase di qualificazione, ha continuato a regalare spettacolo anche nella finale ad otto. Qui, infatti, è stata premiata dai giudici con il punteggio di 13.666, che le ha consentito di mettersi alle spalle sia la transalpina Elena Colas (seconda con 13.433) sia la cinese Zhuofan Tian (terza con 13.266). C’era tanta Italia anche nell’atto conclusivo del corpo libero, che ha visto trionfare la stessa Colas (13.133) davanti alla coppia formata dalla canadese Lia-Monica Fontaine e dall’altra francese Maiana Prat (seconde ex aequo con 13.100). Top-3 solamente sfiorata, quindi, per July Marano (quarta con 13.000) mentre l’altra azzurra impegnata ovvero Benedetta Gava ha concluso quinta con 12.866. (agc)

Coppa del Mondo: secondo posto per Massimo Spinella nella pistola automatica 25 metri di Granada
- TIRO A SEGNO
Primo podio stagionale per la Nazionale di tiro a segno in Coppa del Mondo.
Nella tappa inaugurale del circuito ospitata da Granada, in Spagna, è Massimo Spinella a brillare nella gara di pistola automatica 25 metri.
Sesto nelle qualificazioni, l’azzurro (foto Ferdinando Mezzelani/CONI) disputa una finale solidissima in cui si arrende solo al cinese Yuhao Yang, che con 31 punti trionfa ed eguaglia il record del mondo oltre a firmare quello junior.
Secondo il calabrese a quota 30, completa il podio, terzo, il francese Jean Quiquampoix che si ferma a 27.
Fuori nelle qualificazioni gli altri azzurri in gara Matteo Mastrovalerio e Riccardo Mazzetti. (agc)
Gli atleti olimpici e paralimpici protagonisti a Milano Cortina 2026 ricevuti a Palazzo Chigi dal Presidente Giorgia Meloni
- GIOCHI INVERNALI
Si è conclusa a Palazzo Chigi l’intensa due giorni di impegni istituzionali dell’Italia Team. All’indomani della riconsegna del Tricolore al Capo dello Stato al Quirinale e della serata di celebrazione a Casina Valadier, infatti, gli atleti olimpici e paralimpici protagonisti a Milano Cortina 2026, reduci in mattinata dall’udienza con Papa Leone XIV, sono stati ricevuti dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni. All’incontro (foto Andrea Masini/CONI) hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis, il Segretario Generale del CONI e Capo Missione dell’Italia Team ai Giochi Carlo Mornati, il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e i Presidenti federali Flavio Roda (FISI) e Andrea Gios (FISG).
Meloni è stata omaggiata da Buonfiglio con la bandiera firmata dagli atleti e dal Presidente del CIP con la fiaccola dei Giochi Paralimpici. Il Presidente del Consiglio, a sua volta, ha donato agli azzurri dei cofanetti con all’interno il tricolore e delle medaglie celebrative.
In tarda mattinata, una rappresentanza dell'Italia Team aveva incontrato il Presidente del Senato Ignazio La Russa in occasione dell'evento 'Sport e Pace' organizzato dalla senatrice Giusy Versace presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. (agc)


L'Italia Team protagonista a Milano Cortina 2026 ricevuto a Palazzo Chigi dal Presidente Meloni
Papa Leone XIV accoglie in udienza le stelle di Milano Cortina 2026: “Atleti testimoni di un modo onesto e bello di abitare il mondo”
- AL PALAZZO APOSTOLICO
All’indomani della riconsegna del Tricolore al Presidente della Repubblica al Quirinale e della serata di celebrazione a Casina Valadier, i medagliati e i quarti classificati azzurri dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 sono stati ricevuti in udienza da Papa Leone XIV nella Sala Clementina, seconda loggia del Palazzo Apostolico (foto Andrea Masini/CONI).
Presenti, oltre agli atleti, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Segretario Generale e Capo Missione dell’Italia Team all’Olimpiade Carlo Mornati, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto Luca Zaia, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Sindaco di Verona Damiano Tommasi, il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, i membri onorari del CIO Manuela Di Centa, Franco Carraro e Mario Pescante, i vertici della Fondazione Milano Cortina 2026 guidati dal Presidente Giovanni Malagò, i membri di diritto del Consiglio Nazionale del CONI (presidenti federali), numerosi membri di Giunta, i presidenti delle commissioni atleti e tecnici del CONI.
“Santo Padre, a nome del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e di tutto lo sport italiano, desidero esprimerle la nostra più sincera gratitudine per averci accolto oggi e per l’attenzione costante che Lei dedica al mondo dello sport – le parole del Presidente del CONI Luciano Buonfiglio –. Le sue parole rappresentano per noi una guida preziosa: un richiamo continuo ai valori più autentici dello sport, come il rispetto, la solidarietà, il sacrificio e il senso di comunità. Valori che vanno ben oltre la competizione e che contribuiscono a formare donne e uomini migliori. Le nostre atlete e i nostri atleti, oltre che a vincere e a renderci orgogliosi, si impegnano ogni giorno a condividere concretamente il suo messaggio, non solo nelle competizioni, ma anche nella vita quotidiana, diventando esempi positivi soprattutto per le giovani generazioni. Santo Padre, la ringraziamo per il suo sostegno e per la forza morale che trasmette al nostro movimento. Continueremo a portare avanti, con responsabilità e orgoglio, questi principi, affinché lo sport sia sempre uno strumento di crescita, inclusione e pace. Grazie di cuore”.

Poi l’intervento del Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis: “Santità, abbiamo avuto il piacere, l’onore e la fortuna di conoscere personalmente i suoi predecessori Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco. Ritengo, però, che questa rappresenti un’occasione unica, storica ed irripetibile perché ha riunito qui al proprio cospetto l’universo dello sport olimpico e paralimpico. È un grande momento. So che lei è un uomo di sport e che è vicino al nostro mondo così come il nostro movimento è vicino alla Chiesa Cattolica. Abbiamo dei valori che sono insiti con quelli cristiani, dalla lealtà al fair play passando per l’inclusione, a prescindere da razze, tradizioni e qualsiasi estrazione. Il nostro compito è quello di accogliere e confrontarci con tutti lealmente sia durante una competizione sia al di fuori di essa, senza trascurare naturalmente ciò che la Chiesa promuove da millenni. Soprattutto per quanto riguarda il mondo paralimpico, non devono più esistere differenze e bisogna spalancare le porte del rispetto, dell’integrazione e della piena inclusione, non a parole bensì con i fatti. Tutti questi grandi atleti riuniti qui oggi e che hanno dato onore al nostro Paese dedicano le loro medaglie a lei affinché ognuno di noi possa diventare un cittadino migliore e credere davvero in quei valori che la Chiesa porta avanti da così tanto tempo”.
“Vi accolgo con gioia dopo la fine dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, che hanno diffuso nel mondo, insieme a competizioni di altissimo livello, anche un nobile messaggio umano, culturale e spirituale – le dichiarazioni di Papa Leone XIV –. Grazie per ciò che avete testimoniato. Lo sport, quando viene autenticamente vissuto, non resta soltanto una prestazione, ma una forma di linguaggio, un racconto fatto di gesti, di fatica, di attesa, di cadute e di ripartenze. Durante i Giochi abbiamo visto non solo corpi in movimento, ma storie, storie di sacrificio, di disciplina, di tenacia, in modo particolare nelle competizioni paralimpiche abbiamo osservato come il limite possa diventare luogo di rivelazione, non qualcosa che ostacola la persona ma che può essere trasformato, persino trasfigurato in vincolante qualità. Voi atleti siete diventati biografie che ispirano moltissime persone. In secondo luogo, il vostro affiatamento ci ricorda che nessuno vince da solo, perché dietro ogni vittoria tanti sono coinvolti: dalla famiglia alle squadre, molti giorni di allenamento, di pressione e di solitudine. Spesso è proprio in questi momenti che Dio si rivela. Lo sport concorre alla maturazione del nostro carattere, richiede una spiritualità santa e una forma feconda di educazione. Dallo sport si impara a conoscere il proprio corpo senza idolatrarlo, a governare le emozioni, a competere senza perdere il senso della fraternità, ad accogliere la sconfitta senza disperazione e la vittoria senza arroganza. Allenando la mente insieme alle membra, lo sport è autentico quando resta umano, cioè quando rimane fedele alla sua prima vocazione: essere scuola di vita e di talento. Una scuola nella quale si impara che il vero successo si misura dalla qualità delle relazioni, non dall’ammontare dei premi ma dalla stima reciproca, dalla gioia condivisa del gioco. Questa è la vita in abbondanza della quale parla il Vangelo: una vita piena di senso, una vita in cui corporeità e interiorità trovano armonia. Ecco la ragione della scelta di questa espressione evangelica come titolo della lettera che ho scritto proprio in occasione dell’inizio dei Giochi: La Vita in Abbondanza. Nel tempo attuale, così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti che sfociano in guerre devastanti, il vostro impegno assume un valore ancora maggiore. Lo sport può e deve diventare davvero uno spazio di incontro, non un’esibizione di forza ma un esercizio di relazione. Ho voluto ricordare in occasione di questi Giochi il valore della Tregua Olimpica: con la vostra presenza avete reso visibile questa possibilità di pace come una profezia niente affatto retorica. Spezzare la logica della violenza per promuovere quella dell’incontro. Al contempo sappiamo bene che lo sport porta con sé anche delle tentazioni: quella della prestazione a ogni costo, che può condurre fino al doping, quella del profitto che trasforma il gioco in mercato e lo sportivo in divo, quella della spettacolarizzazione che riduce l’atleta a un’immagine o a un numero. Contro queste derive la vostra testimonianza è essenziale. Cari atleti, voi siete stati testimoni di un modo onesto e bello di abitare il mondo, portate l’idea che si possa gareggiare senza odiarsi, che si possa vincere senza umiliare, che si possa perdere senza perdere se stessi. E questo vale anche oltre lo sport, nella vita sociale, nella politica, nelle relazioni tra i popoli, perché lo sport, se vissuto bene, diventa un laboratorio di umanità riconciliata, dove la diversità non è una minaccia ma una ricchezza. In un’epoca di grandi sfide climatiche questi Giochi ci ricordano anche il legame tra sport e natura e il nostro dovere di prenderci cura della casa comune. Oggi, in questa sala, guardiamo alla croce degli sportivi, la croce olimpica e paralimpica, che dai Giochi di Londra 2012 a quelli di Milano Cortina 2026 raccoglie preghiere, attese, speranze, paure e sofferenze delle donne e degli uomini che a ogni età condividono le loro esperienze sportive. Davanti a questo supremo ed essenziale esempio di dedizione rinnoviamo il desiderio di dare il nostro meglio, insieme, in ogni attività. Cari atleti, ringrazio tutti voi per il vostro impegno e prego affinché Gesù Cristo, vero atleta di Dio, ispiri a ciascuno sfide sempre più virtuose e doni la forza per viverle con passione. Mentre vi accompagno con la mia benedizione, vi affido una missione: continuare a far sì che la persona rimanga al centro dello sport in tutte le sue espressioni. Auguri a tutti voi”.
Il Papa, che ha ricevuto in dono le tute olimpiche e paralimpiche e le due fiaccole, ha poi salutato personalmente uno ad uno tutti i presenti.
Al termine dell’udienza Giampaolo Mattei, Presidente di Athletica Vaticana, e il Vescovo Paul Tighe, Segretario del Dicastero per la Cultura e l'Educazione, hanno accompagnato la delegazione composta da Federico Pellegrino, Federica Brignone, Michela Moioli, Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana, Davide Ghiotto e alcuni atleti paralimpici al vicino Dispensario Pediatrico Santa Marta per l’incontro con alcune famiglie con bambini piccoli. Il Dispensario, oltre a generi di prima necessità, garantisce a circa 500 famiglie (quasi tutte straniere e senza assistenza sanitaria) visite mediche specialistiche gratuite (ai piccoli e alle mamme) con i medici dell'Ospedale Pediatrico ‘Bambino Gesù’, del Policlinico ‘Gemelli’ e di altre strutture. Ad accogliere gli atleti l'Arcivescovo Luis Marín de San Martín, nuovo Elemosiniere di Sua Santità e Prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, di recente nominato dal Santo Padre Leone XIV. (agc)
Papa Leone XIV accoglie in udienza le stelle di Milano Cortina 2026
Atletica: il saltatore azzurro Matteo Sioli sottoposto a test al CPO di Formia
- IMSS CONI
Giornata di test al Centro di Preparazione Olimpica 'Bruno Zauli' del CONI, a Formia, per Matteo Sioli, atleta della Nazionale di salto in alto che lo scorso anno ha vinto il titolo mondiale under 23.
Sotto la supervisione dello staff della FIDAL, l’azzurro è stato sottoposto a una batteria di test biomeccanici avanzati. Le analisi, condotte dagli esperti dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI, si sono avvalse di sistemi di acquisizione cinematica 3D, strumenti fondamentali per studiare in dettaglio il movimento umano.
L’obiettivo principale dei test è analizzare due momenti chiave del salto: la rincorsa e la fase di stacco. Attraverso la raccolta di dati precisi sono stati esaminati parametri come la lunghezza e la ritmica dei passi, i tempi di contatto e di volo e la velocità del centro di massa, offrendo all’allenatore di Sioli indicazioni oggettive per affinare la tecnica e migliorare la performance in pedana. (agc)
Riconsegnato il Tricolore di Milano Cortina 2026, Mattarella: “Pagina indimenticabile di emozioni e successi”
- AL QUIRINALE
Si chiude al Quirinale l’indimenticabile percorso di Milano Cortina 2026. Il Salone dei Corazzieri ha ospitato la cerimonia di riconsegna del Tricolore al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella da parte dei medagliati olimpici e paralimpici e dei quarti classificati ai Giochi Invernali dei record dell’Italia Team (foto Andrea Masini/CONI).
Presenti, oltre agli atleti guidati dai portabandiera olimpici Federica Brignone, Arianna Fontana, Amos Mosaner e Federico Pellegrino e da quelli paralimpici Chiara Mazzel e René De Silvestro, il Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera Federico Mollicone e i vertici dello sport azzurro: il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, il Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis, il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, il Segretario Generale del CONI e Capo Missione dell’Italia Team ai Giochi Carlo Mornati, i Vice Presidenti del CONI Diana Bianchedi (Vicario) e Marco Di Paola, i Presidenti federali Flavio Roda (FISI) e Andrea Gios (FISG) e alcuni dei tecnici che hanno fortemente contribuito ai successi di Milano Cortina 2026.
Ai Giochi Olimpici Invernali in casa, infatti, i terzi della nostra storia dopo Cortina 1956 e Torino 2006, l’Italia Team ha conquistato trenta medaglie (10 ori, 6 argenti, 14 bronzi). Numeri superiori a quelli di Lillehammer 1994, l’edizione dei Giochi Invernali che per 32 anni ha detenuto il primato di podi (20) e ori (sette) azzurri. Con la delegazione italiana più numerosa di sempre a livello invernale (196 atleti, di cui 103 uomini e 93 donne), l’Italia Team è andata a medaglia in 10 diverse discipline (sci alpino, biathlon, sci di fondo, curling, pattinaggio di figura, freestyle, slittino, short track, snowboard e pattinaggio di velocità), una in meno del primato storico stabilito dagli Stati Uniti a Pyeongchang 2018. Tanti i primati individuali, su tutti quello di Arianna Fontana, che con l’oro nella staffetta mista e gli argenti nei 500 metri e nella staffetta femminile di short track ha superato il record azzurro di medaglie olimpiche di tutti i tempi (14), detenuto precedentemente dalla leggenda della scherma Edoardo Mangiarotti (13). Il modo migliore per onorare l’impegno di ospitare un’Olimpiade strappando applausi da ogni angolo del mondo, per un trionfo a 360° sulla neve, sul ghiaccio e a livello organizzativo.
“Signor Presidente, esordire con la parola ‘grazie’ è un doveroso omaggio di profonda e sincera ammirazione per la vicinanza che ci ha manifestato in questi indimenticabili e storici Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 – ha dichiarato il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli –. Ma la parola ‘grazie’ stavolta non basta. Lo dico subito: sono emozionato. Questa di oggi non è un’udienza come altre che Lei ci ha concesso in passato. È un incontro che ha un sapore particolare, carico di gioia e di gloria. Non è retorica: abbiamo fatto innamorare l’Italia, abbiamo fatto sentire il nostro Paese orgoglioso di queste atlete e di questi atleti, ma anche dei loro tecnici, dei loro dirigenti, delle loro federazioni, qui rappresentate dai presidenti Flavio Roda e Andrea Gios. Siamo stati un tutt’uno che ha idealmente coperto con un immenso Tricolore l’intera nazione che ci ha seguito con trepidazione giorno dopo giorno. I risultati di audience e di share televisivi sono la conferma che le italiane e gli italiani sono stati letteralmente e piacevolmente travolti e trascinati dai nostri successi e hanno tifato ed esultato assieme a noi. Le trenta medaglie conquistate, oltre a rappresentare un record per la nostra storia olimpica invernale, sono quindi una meravigliosa collana tempestata di gemme preziose e un giusto tributo alla nostra Repubblica nell’anno in cui si celebrano gli 80 anni”.
E poi: “Milano Cortina è stata la mia prima Olimpiade alla guida del CONI e Le garantisco che non è stato facile domare le emozioni che ci hanno regalato le nostre campionesse e i nostri campioni. Se a tutto questo aggiungiamo che alcune di queste memorabili vittorie ho avuto la fortuna di viverle al suo fianco, credo che non esistano parole per descrivere la felicità e la gratificazione di momenti unici e irripetibili. Signor Presidente, Lei è da sempre il nostro faro, il nostro punto di riferimento, il nostro Capitano non giocatore, ma a questi Giochi la sua presenza al nostro fianco in diverse e graditissime occasioni, unitamente alla Signora Laura, è stata la più grande spinta motivazionale che avrebbero potuto ricevere le azzurre e gli azzurri. Nessuno dimenticherà mai le sue visite ai Villaggi Olimpici di Milano e di Cortina, le sue presenze a Casa Italia, i suoi pranzi con la squadra, la sua scelta di indossare la divisa dell’Italia per assistere alle gare, gli incontri con le atlete e gli atleti, le parole di saggezza e di incoraggiamento che ci ha voluto riservare. Lei è stato uno di noi. L’abbiamo sentita come uno di noi. Il mondo olimpico ha capito che Lei è uno di noi. Mi creda, Signor Presidente, non è piaggeria e non ne sarei capace: ma il grido di San Siro ‘Sergio, Sergio’ è stato il momento più sublime che ha impressionato il mondo olimpico internazionale come mai nessun altro in passato. Ecco perché, insieme al Capo Missione e Segretario Generale Carlo Mornati, Le rinnoviamo riconoscenza e gratitudine. Lei ci ha trasmesso quella carica che ha contribuito a rendere magica e memorabile questa quarta Olimpiade italiana. I giudizi sono stati unanimi: siamo stati bravi nell’organizzazione, e rinnovo i complimenti al Presidente della Fondazione Giovanni Malagò, siamo stati bravi sulla neve e sul ghiaccio, siamo stati bravi nei comportamenti in gara e verso chi ci guardava perché questo gruppo di ragazze e ragazzi che oggi è qui al Quirinale, nella Casa degli Italiani, è stato un esempio per tutti sia da un punto di vista agonistico sia comportamentale. Anche chi ha sfiorato il podio, giungendo quarto, si è sentito, grazie al suo gentile invito, importante al pari di chi ha conquistato una medaglia. E a proposito di medaglie, concludo con una piccola divagazione storica. Ne abbiamo vinte 30, di cui 10 d’oro, 6 d’argento e 14 di bronzo. 10-6-14. Sembrano numeri di una sequenza normale, ma per il CONI rappresentano e simboleggiano una data fondamentale. È il giorno della fondazione del nostro ente, che è nato appunto il 10 giugno del 1914. Sarà stato un caso, un segno del destino, ma anche questa coincidenza numerica resterà scolpita nella storia di questa meravigliosa, spettacolare e straordinaria Olimpiade di Milano Cortina 2026. Grazie ancora Signor Presidente. Viva l’Italia, viva lo Sport”.
“Abbiamo vinto la scommessa di rendere accessibile a tutte le disabilità, anche le più severe, uno dei monumenti più importanti della storia dell’umanità, l’Arena di Verona, teatro della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici – le parole del Presidente del CIP Marco Giunio De Sanctis –. È stato un sogno realizzato, una dimostrazione di grande crescita del Paese. I risultati dei Giochi Olimpici e Paralimpici sono un vanto per l’Italia, un balzo in avanti incredibile. La macchina organizzativa è stata perfetta. Alla vigilia dei Giochi Paralimpici c’era tensione a causa della delicata situazione geopolitica, ma gli atleti sono stati eccezionali. Hanno lottato, hanno gestito una pressione enorme sino a conquistare risultati incredibili. Grazie, Presidente, per la vicinanza che ci ha dimostrato anche in questa occasione. Mi auguro che da questa straordinaria edizione si possano aprire le porte del rispetto e della piena inclusione tra tutti, sportivi e non”. Poi il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: “Questa splendida cerimonia ci dà la possibilità di manifestare apertamente nei suoi confronti, Signor Presidente, la riconoscenza per quello che fa nei confronti del popolo italiano e del mondo dello sport. Siamo onorati di come voi atleti avete rappresentato l’Italia. Con la consegna delle bandiere il Presidente vi ha affidato i sentimenti degli italiani. La gioia per i vostri risultati ha toccato i nostri cuori. Siamo grati a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di un evento straordinario con risultati straordinari. Da soli non si vince e non ci si rialza nei momenti di difficoltà. Sono stati Giochi Olimpici e Paralimpici memorabili. Gli altri Paesi ce lo hanno manifestato. Abbiamo fatto prevalere la matrice comune dell’interesse di far brillare il nostro Paese. Faremo in modo che l’esempio di voi atleti sia di ispirazione per il nostro agire quotidiano”.
A questo punto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto il Tricolore dai portabandiera della cerimonia di apertura di Milano Arianna Fontana e Federico Pellegrino, da portabandiera della cerimonia di Cortina Federica Brignone ed Amos Mosaner e da quelli della cerimonia paralimpica di Verona Chiara Mazzel e René De Silvestro.
Arianna Fontana ha osservato: “Ringrazio il Presidente della Repubblica a nome di tutti gli atleti, presenti e non. È sempre un grande onore rappresentare il Tricolore. Lei ha reso questa Olimpiade speciale. È stato il simbolo di tutti gli italiani, ci ha regalato tanti gesti che non dimenticheremo mai. Ci ha fatto diventare parte della sua famiglia. Non dimenticherò mai quando mi ha telefonato per condividere la gioia di una medaglia. È stato sempre pronto a sostenerci e dedicarci del tempo. È stato qualcosa di incredibile. Quando indossiamo il Tricolore ci sentiamo uniti, oltre il semplice risultato di una gara. Ringrazio tutti gli italiani e l’Italia”. Federico Pellegrino ha aggiunto: “Ho realizzato un sogno grazie alle mie gambe e a chi mi ha aiutato a renderle performanti fino al 2026. Si è realizzato in forma unica dal punto di vista emotivo: l’ingresso allo stadio di San Siro cercando il suo sguardo, Signor Presidente, è stato qualcosa di enorme. Grazie anche ai miei compagni di squadra, a tutti gli atleti italiani che ai Giochi ci hanno fatto saltare facendo il tifo. Mi sento tanto fiero di essere italiano”. Poi Amos Mosaner: “Signor Presidente, la ringrazio per l’onore di essere stato portabandiera, un’emozione unica. È stata un’Olimpiade veramente emozionante, il pubblico ci ha sostenuto dall’inizio alla fine. Trenta medaglie sono un record storico. Atleti e staff hanno lavorato in maniera egregia. Speriamo di aver fatto appassionare tanti italiani allo sport, perché lo sport unisce ed è vita”. E a chiudere Federica Brignone: “Per me è stato un percorso un po’ diverso. A dicembre avevo detto che la mia presenza non era affatto scontata. Sono riuscita a fare qualcosa che non mi sarei mai aspettata. L’onore di portare la bandiera alla cerimonia di apertura mi ha dato una spinta, le motivazioni per una sfida impossibile. È stato bellissimo. Abbiamo vissuto emozioni incredibili che ricorderemo per sempre”.
Dopo gli interventi di Chiara Mazzel e René De Silvestro, Luciano Buonfiglio e Marco Giunio De Sanctis hanno consegnato al Presidente della Repubblica i cofanetti contenenti le copie delle medaglie olimpiche e paralimpiche d’oro, d’argento e di bronzo.
Ha preso dunque la parola il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella prima di consegnare una medaglia ad ogni atleta presente: “È un vero piacere accogliervi e ricevere dagli alfieri le bandiere a cui avete dato tanto prestigio. Questi Giochi hanno scritto una pagina indimenticabile di emozioni e successi. I Giochi sono stati motivo di orgoglio per il nostro Paese. Sul piano sportivo, i medaglieri sono colmi. La sequenza numerica evidenziata dal Presidente Buonfiglio è significativa, una coincidenza di grande significato storico. Oltre alle medaglie ho avuto la fortuna di essere presente alla conquista di diversi record che certificano l’alta qualità nostro movimento sportivo. Tante storie personali entusiasmanti ci hanno coinvolto, storie che sono motivo di interesse pubblico ed attrazione ed esempio per i giovani. È stato un successo a livello di organizzazione per l’ospitalità offerta dalla complessa macchina che ha sorretto anche tanti eventi contestuali. Avete trasmesso in ogni continente l’immagine di un’Italia di grande efficienza. Tutto è andato bene. Contro ogni scetticismo. Ma la bellezza e l’importanza dello sport vanno oltre l’evento sportivo e i gesti atletici. Lo sport è cultura, espressione e proiezione della società. La nostra organizzazione efficace e i risultati lusinghieri hanno offerto al mondo la nostra amicizia, la nostra capacità di accoglienza, il rispetto per gli altri, la capacità di costruire reti di socialità. Viviamo un tempo difficile offuscato da minacce gravi e guerre sanguinose. La cultura che lo sport trasmette è ben diversa. È significativo che sia toccato all’Italia e all’Europa farsi vetrina di una manifestazione di amicizia e umanità. A prevalere sono stati i valori sportivi. I quarti classificati rappresentano tutti i partecipanti ai Giochi, per questo sono qui. Grazie, quindi, a organizzatori, tecnici, a coloro che hanno accompagnato, assistito e allenato atlete e atleti. Bentornati con la nostra bandiera a cui avete reso onore, grazie”. (agc)
L'elenco delle atlete e degli atleti presenti
Milano Cortina 2026: medagliati e quarti classificati al Quirinale
Coppa del Mondo: De Silvestro e Boscacci arrivano secondi a Villars-sur-Ollon e conquistano il trofeo di staffetta mista
- SCI ALPINISMO
Si chiude nel migliore dei modi la stagione di Alba De Silvestro e Michele Boscacci.
Dopo la Sfera di Cristallo conquistata da Giulia Murada, la veneta classe ’95 bissa il trofeo di individual e si aggiudica assieme al marito la Coppa del Mondo di staffetta mista di sci alpinismo.
Al termine di uno splendido percorso la coppia azzurra (foto ANSA) arriva al secondo posto nella gara di Villars-sur-Ollon, in Svizzera, vinta dagli spagnoli Ana Alonso Rodriguez ed Oriol Cardona Coll. Completano il podio, terzi, i francesi Celia Perillat Pessey e Thibault Anselmet. Così gli atleti tricolore archiviano in prima posizione la classifica di specialità grazie al terzo podio stagionale dopo quelli di Solitude (Stati Uniti) e Val Martello. (agc)
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