Betti (short track) chiude il medagliere con un argento. L'Italia saluta Sarajevo con Ploner portabandiera
- EYOF
Arriva dallo short track l’ultima medaglia azzurra agli EYOF Invernali di Sarajevo. A conquistarla è stata Chiara Betti, argento nei 1000 m alle spalle della russa Rusnakova (1’38”566).
La pattinatrice italiana (1’39”662), che ha preceduto sul traguardo la bielorussa Dambrouskaya (2’10”698), consente alla delegazione azzurra di raggiungere quota 5 medaglie (1 oro, 3 argenti, 1 bronzo). Quinta in classifica la portabandiera nella cerimonia di apertura Festival Olimpico della Gioventù Europea e medaglia d’oro nei 1500 m, Elisa Confortola.
Da portabandiera a portabandiera: l’alfiere azzurro scelto per sfilare nella cerimonia di chiusura di questa XIV edizione degli EYOF Invernali che si è svolta nella piazza di fronte al Municipio di Sarajevo Est è stato lo sciatore Manuel Ploner, medaglia d’argento nello slalom.
Il medagliere azzurro:
Elisa Confortola (Short Track) – oro – 1500 m
Manuel Ploner (Sci alpino) – argento – Slalom
Matteo Bendotti (Sci alpino) – bronzo – Slalom Gigante
Lucrezia Beccari (Pattinaggio di Figura) – argento – singolo
Chiara Betti (Short Track) – argento – 1000 m
EYOF: Beccari d'argento nel pattinaggio di figura, Bendotti terzo nel gigante. Italia a quota 4 medaglie
- A SARAJEVO
Nella penultima giornata di gare degli EYOF Invernali di Sarajevo, l'Italia colleziona un argento e un bronzo. Merito di Lucrezia Beccari che, nel pattinaggio di figura, con 173.69 punti (suo personal best), conquista il secondo posto dietro alla russa Shcherbakova (202.79), precedendo l'ucraina Arkhipova (161.73).
L'altra medaglia, invece, porta la firma di Matteo Bendotti che, sulle nevi di Jahorina, ha conquistato la terza posizione, insieme al francese Banfi (+0.28), nel gigante maschile vinto dal norvegese Amdahl (2'09"95) davanti al russo Kazazaev (+0.07).
Gli altri italiani in gara: 11° Giovanni Franzoni, 13° Filippo Della Vite e 19° Manuel Ploner.
Il medagliere tricolore al Festival Olimpico della Gioventù Europea conta ora 4 medaglie dato che, nei giorni scorsi, gli azzurri avevano messo in bacheca un oro con la portabandiera Elisa Confortola (short track) e un argento con Manuel Ploner (slalom).
Disegna la medaglia olimpica, Losanna 2020 chiama a raccolta i designer di tutto il mondo
- AL VIA CONCORSO INTERNAZIONALE
Losanna 2020 chiama a raccolta i designer e i creativi di tutto il mondo. Il comitato organizzatore dei prossimi Youth Olympic Games Invernali ha indetto un concorso per scegliere le medaglie con cui saranno premiati gli atleti che prenderanno parte alla rassegna che si terrà in Svizzera e, in parte in Francia, dal 9 al 22 gennaio 2020.
Partecipare è semplice: basta collegarsi al sito www.medal-design-competition.com, trovare l’ispirazione e inviare il proprio progetto. Il concorso si apre oggi 14 febbraio 2019 e si concluderà l'8 aprile 2019.
Il designer vincitore e i due secondi classificati saranno selezionati da una giuria composta da Young Change-Makers+ e Young Reporters che sono stati coinvolti nelle precedenti edizioni dei Giochi. Tra i giudici ci saranno inoltre la responsabile della commissione coordinatrice del CIO per Losanna 2020, l'olimpionica Danka Bartekova, Virginie Faivre, presidente del comitato organizzatore e leggenda dello sci freestyle e Viviane Morey, preside dell’Eracom, la Scuola professionale di arti applicate e comunicazione di Losanna i cui studenti hanno creato la mascotte dei Giochi Olimpici Giovanili del 2020.
Oltre al prestigio di partecipare alla creazione della storia olimpica, il designer vincitore vincerà un viaggio a Losanna per godersi la Cerimonia d'Apertura, assistere alla premiazione delle sue medaglie nelle competizioni sportive e ricevere una serie completa di medaglie da collezionare.
Nuova edizione dei Concorsi Letterari e del Racconto Sportivo. Presentazione testi entro il 17 aprile
- CONI
Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano rinnova la propria tradizione culturale con l'emissione dei bandi del LIII Concorso Letterario e del XLVIII Concorso del Racconto Sportivo. Il Concorso più antico, che ha contribuito negli anni alla produzione letteraria di contenuto sportivo e dato nuovo impulso agli studi specializzati in materia di sport, offre la possibilità agli autori italiani di partecipare, entro il 17 aprile 2019, con le opere editate nel 2018 nelle tre sezioni: 1) Narrativa - libri di poesie, romanzi o raccolte di racconti di pura creazione con argomento sportivo; 2) Saggistica - monografie, studi storico-letterari, biografie e simili, sempre di argomento sportivo; 3) Tecnica - studi specializzati in materia di sport.
Il Racconto sportivo si propone di promuovere e divulgare un genere narrativo sempre più diffuso. Chi ha pubblicato un testo nel 2018 e chi ha invece realizzato un'opera inedita, potrà inoltrare il proprio racconto seguendo le indicazioni del bando, entro il 17 aprile. Confermata la presenza del premio "Under 18", riconosciuto all'autore del miglior racconto sportivo scritto da un giovane nato dopo il 1° gennaio 2001.
Il concorso giornalistico conferma invece il doppio riconoscimento per gli Under 35, mantenendo immutato lo schema legato alle altre, consuete categorie di riferimento.
Il bando del LIII Concorso Letterario
Il bando del XLVIII Racconto Sportivo
Mondiali: domani le azzurre impegnate nel gigante, resta l'incognita meteo
- SCI ALPINO
L’Italsci torna in pista ai Mondiali di Are con le azzurre impegnate domani nello slalom gigante. La squadra è pronta ed è composta da Federica Brignone, Marta Bassino, Sofia Goggia e Francesca Marsaglia. Resta l'incognita meteo, visto che in queste ore, sulle Alpi svedesi, si sta scatenando una vera bufera di vento, pioggia e neve a tratti, che non lascia ben sperare.
L'ultima medaglia iridata azzurra al femminile nella specialità è quella di Sofia Goggia a St. Moritz, nel 2017, mentre Federica Brignone vinse l'argento a Garmisch nel 2011. Per trovare l'oro bisogna risalire, invece, a Sestriere '97 quando vinse Deborah Compagnoni, che ripeté il successo già ottenuto l'anno precedente a Sierra Nevada. La medaglia più antica è quella di Giuliana Chenal-Minuzzo nel 1960, cui sono seguiti altri due bronzi (Karbon ad Are, nel 2007 e, appunto, Goggia), tre argenti (Putzer 2001 e Karbon 2003 prima di Brignone) e due ori.
“Sto bene, da dopo la combinata ho fatto tre giorni di gigante, uno sulla pista da riscaldamento in notturna per provare la luce della seconda manche – ha rilevato Federica Brignone (foto FISI) -. Un giorno invece abbiamo sciato nell'orario della prima manche. A me piace tantissimo la luce artificiale perché illumina benissimo il terreno. Secondo me ci saranno più problemi nella prima manche, mentre quando è veramente buio, le luci illuminano perfettamente. C'è solo un punto scuro, prima dell'ultimo dosso, dove bisogna assolutamente passare. Spero che l'organizzazione riesca a far arrivare un po' di luce. Ad Are i miei risultati sono: due secondi posti, due quarti e due ottavi, ma tutti sulla pista dei maschi. Quella di questi Mondiali non l'ho mai provata. Il meteo non l'ho mai guardato, ma penso che sia meglio se pioverà perché saleranno e dovrebbe tenere. Personalmente preferisco una condizione così, piuttosto che la neve bagnata di oggi. Credo che il vero problema non sarà la neve, ma il vento, che blocca la seggiovia e comunque impedisce di gareggiare in sicurezza. In realtà gli allenamenti di questi ultimi giorni servono a poco, conta molto di più quanto tranquillo un atleta riesce ad arrivare in partenza. La preparazione pre-Mondiale deve portare ad essere sicuri al cancelletto, pieni di fiducia in se stessi e certi del lavoro fatto".
"La medaglia della Team Event è tutta di chi ha gareggiato, io ero riserva, ma i protagonisti sono stati gli altri – ha sottolineato Marta Bassino, ieri riserva nel Team Event che ha regalato all’Italia il bronzo -. Li ho visti ben determinati, e volevano questo risultato a tutti i costi e ci sono riusciti. Io conosco un po' di più Lara Della Mea, perché ultimamente sta frequentando la squadra: è determinata e senza pensieri. Cerca di fare del suo meglio e così ha fatto anche ieri. Io ora ho maggiore consapevolezza, ma mi rivedo un po' in lei, se ripenso al mio primo Mondiale. Era tutto nuovo in un mondo completamente diverso. Adesso so quello che vale e quello che valgo. Nel gigante di domani so cosa posso fare e mi farò valere. Sono contenta di come mi sono ripresa nel corso della stagione. All'inizio non sono partita bene, ma poi ho ritrovato le giuste sensazioni ed mi hanno riportato sul podio di Kronplatz".
Mondiali: storico bronzo degli azzurri nel team event con Vinatzer, Maurberger, Della Mea, Curtoni
- SCI ALPINO
L'Italia conquista la medaglia di bronzo per la prima volta nella storia nella gara a squadre ai Campionati Mondiali di Åre (Svezia). Sconfitti in semifinale dalla formazione austriaca (2-2) per una manciata di centesimi (+0.29), Alex Vinatzer, Simon Maurberger, Lara Della Mea e Irene Curtoni hanno disputato con grande grinta la finale per il 3° posto battendo la Germania (3-1).
Superata la beffa della semifinale, in finale sembrava fatta sul 2-1 per l'Italia nella finale per il 3° posto, La Germania ha piazzato però il punto decisivo con Linus Strasser nella sfida contro Alex Vinatzer, pareggiando i conti e portando avanti i tedeschi nella somma dei tempi. Solo che, prima dell'uscita dell'altoatesino che stava rischiando il tutto per tutto contro un rivale sulla carta superiore, Strasser aveva inforcato. Così gli azzurri (foto FISI) hanno vinto 3-1, come nel calcio nella finale mondiale dell'82.
Al primo turno gli azzurri avevano battuto 3-1 la Finlandia portandosi subito sul 2-0 grazie alla netta vittoria di Lara Della Mea su Nella Korpio, distanziata 1"21, e a quella sofferta di Simon Maurberger, che ha messo i propri sci davanti a quelli di Henttinen per appena 4 centesimi. Poi Irene Curtoni, complice un errore iniziale, ha perso la propria sfida con la Henkanen, ma ci ha pensato Alex Vinatzer a portare a casa il punto decisivo contro Rasanen.
Con lo stesso risultato (3-1) l'Italia aveva domato anche la Norvegia. Stavolta le cose si erano messe male, con la sconfitta di misura di Irene Curtoni, superata proprio nelle ultime porte da Thea Louise Stjernesund, poi però è cominciata la rimonta con Alex Vinatzer che ha approfittato dell'uscita di Foss-Solevaag, la bellissima manche di Lara Della Mea contro Lysdhal e il sigillo conclusivo di Maurberger nella sfida con Nestvold-Haugen.
La medaglia d’oro è stata vinta dalla Svizzera che superato l’Austria (2-2) per miglior somma di tempi.
Ploner argento nello slalom, 2° podio azzurro a Sarajevo. Delegazione ricevuta dall'Ambasciatore Minasi
- EYOF
Nella seconda giornata di gare agli EYOF di Sarajevo arriva la prima medaglia azzurra negli sport invernali.
A conquistarla è stato Manuel Ploner, altoatesino classe 2001, secondo nello slalom che si è disputato sulle nevi di Jahorina, dove Paola Magoni vinse l’oro olimpico nel 1984.
Lo sciatore azzurro si è piazzato a 1”34 dall’austriaco Joshua Sturm, che ha vinto in 1’52”05, e davanti al norvegese Oscar Zimmer (+1”37). Quinto, invece, Matteo Bendotti.
Si tratta della seconda medaglia italiana al Festival Olimpico della Gioventù Europea dopo l'oro vinto ieri nello short track dalla portabandiera Elisa Confortola.
La delegazione italiana in serata è stata poi ricevuta ieri dall'Ambasciatore italiano in Bosnia, Nicola Minasi. All'incontro - avvenuto presso l’Hotel Hills, adibito a villaggio atleti -, hanno partecipato anche alcuni rappresentanti della comunità italiana a Sarajevo nonché alcuni imprenditori italiani attivi nel paese. L’Ambasciatore ha voluto conoscere e parlare con i ragazzi di questa esperienza agonistica, rivolgendo in particolare i complimenti ai due atleti capaci di salire sul podio nei primi giorni di gara.
“Questa è un’occasione informale per dirvi quanto siamo contenti di avervi qui a Sarajevo. Siamo contenti di festeggiare le prime medaglie, non dico nulla per scaramanzia sul prosieguo dei giochi ma fate del vostro meglio. Vorrei anche dirvi che questa manifestazione è molto importante e la vostra presenza lo è altrettanto almeno per due motivi: il primo è che c’è una grande comunità italiana, non tanto per numero ma per qualità: tante persone arrivate già dal 1800, e questa comunità è molto contenta di avervi qua e di festeggiare con voi. L’Italia è una grande amica per la Bosnia Erzegovina, ci sono tanti imprenditori italiani e loro imprese danno lavoro a più di 10.000 persone e sopratutto ci sono grandi legami d’amicizia. Ci sono scuole che vengono da tutta Italia per incontrare le scuole locali e avere degli scambi e spero veramente che anche la vostra presenza invogli nuove persone a visitare la Bosnia Erzegovina. Il secondo motivo è che questi Giochi sono molto importanti per Sarajevo e per questo Paese perchè l’esperienza della prima Olimpiade dell’84 è stata importantissima come segno di pace e questo segno a maggior ragione è importante oggi perché per la prima volta dopo la guerra che c’è stata qui tra il 92 e il 95 c’è un segno tangibile di rinascita, quindi tutti i vostri sorrisi, tutte le vostre vittorie, tutte le vostre gare sono un segnale veramente importantissimo per tutta la nazione perchè è anche l’occasione per la BIH di riaprisi al resto del mondo, al resto dell’Europa, nel segno dello sport e penso sia molto bello anche perchè, dato che tutti voi siete nati nei primi anni 2000, voi come i vostri coetanei di qua siete quelli chiamati davvero a cambiare ulteriormente il futuro di questo paese e dell’Europa e quindi vi auguro di gareggiare con felicità e di vincere e far vincere questa idea dello sport che unisce".


Lillehammer '94, 25 anni fa debuttavano i primi Giochi 'white and green'
- OLIMPIADI INVERNALI
Il 12 febbraio di 25 anni fa si apriva a Lillehammer la 17esima edizione dei Giochi Olimpici Invernali, i primi tenuti in un anno differente dall’edizione estiva, a soli due anni dall'Olimpiade di Albertville.
Qualcuno li definì i Giochi più belli, sicuramente furono un successo: Lillehammer fu scoperta dal mondo e i suoi Giochi sono diventati, nel tempo, un esempio di buone pratiche sostenibili nella mega organizzazione di eventi. Furono, infatti, Olimpiadi rispettose dell’ambiente - tanto da essere riconosciuti come i primi Giochi “bianchi e verdi" - e attente alla crescita del business e del turismo della zona.
Lillehammer ’94 gettò le le basi per lo sviluppo degli standard ambientali olimpici e rafforzò ulteriormente l'impegno della Norvegia per la sostenibilità.
A distanza di 25 anni tutte le 10 venues costruite appositamente per quei Giochi - e che durante la manifestazione ospitarono circa 200mila spettatori al giorno - sono ancora utilizzate e sette di queste sono state impiegate anche nell’edizione invernale degli Youth Olympic Games che la località norvegese ha ospitato nel 2016.
I Giochi furono un volano anche dal punto di vista sportivo. Essi, infatti, ispirarono una generazione "dorata" di atleti nel Paese che ha elevato la Norvegia tra i protagonisti assoluti negli sport invernali.
Ma è positivo anche il ricordo azzurro. L’Italia, che si presentò al mondo, nella cerimonia di apertura, con la portabandiera Deborah Compagnoni (poi vincitrice dell’oro nello slalom gigante), celebrò al meglio quell'Olimpiade innovativa conquistando 7 ori, 5 argenti e 8 bronzi: un bottino che valse alla spedizione tricolore il quarto posto nel medagliere.
Il fondo azzurro la fece da padrone con nove medaglie e protagonista assoluta della squadra italiana fu Manuela Di Centa (foto Allsport - CIO) che firmò cinque di quelle medaglie, portando in dote 2 ori, 2 argenti e un bronzo, vinte in altrettante gare disputate.
Furono i Giochi della rimonta di "Tomba la bomba" con l’Alberto nazionale che entusiasmò tutti con un’epica rimonta nello slalom che lo portò dal dodicesimo posto della prima manche alla medaglia d’argento.
Furono i Giochi, oltre a quelli già citati, di tanti campioni azzurri che entrarono nella storia: dal fondo, con Stefania Belmondo, Bice Vanzetta, Gabriella Paruzzi, Marco Albarello, Maurilio De Zolt, Giorgio Vanzetta e Silvio Fauner, allo sci alpino con Isolde Kostner, passando per lo slittino con Brugger-Huber, Gerda Weissensteiner e Armin Zoeggler e lo short track con Maurizio Carnino, Orazio Fagone, Hugo Herrnhof e Mirko Vuillermin.
E, a 25 anni di distanza, l’Italia non può ricordare Lillehammer ’94 se non con un sorriso.
Prima medaglia dallo short track, la portabandiera Confortola è d'oro nei 1500
- EYOF
Per l'Italia è un avvio con il botto quello degli EYOF Invernali in corso a Sarajevo.
La prima medaglia della spedizione azzurra impegnata in Bosnia è d’oro e porta la firma della portabandiera, Elisa Confortola, che ieri sera ha sfilato nella cerimonia di apertura della manifestazione dedicata agli atleti tra i 14 e i 18 anni.
L’azzurra dello short track si è aggiudicata la finale dei 1500 in 2’39”258 davanti alla slovacca Rusnakova e all’olandese Velzeboer.
Trofeo Inalpi: emozioni azzurre a Torino, podio tricolore nel fioretto femminile
- SCHERMA
Il Pala Alpitour di Torino si colora d'azzurro grazie alle emozioni che l'ItalFioretto regala al pubblico torinese. Il Grand Prix FIE trofeo "Inalpi" si conclude infatti con la tripletta italiana nel fioretto femminile, grazie ad Alice Volpi, Elisa Di Francisca e Francesca Palumbo, cui si aggiunge il terzo posto di Alessio Foconi nella gara di fioretto maschile.
Sul gradino più alto del podio femminile sale Volpi che bissa il successo torinese del 2015. In finale la campionessa del Mondo in carica si aggiudica il derby azzurro contro Elisa Di Francisca, col punteggio di 15-9. L'olimpionica di Londra2012 ed argento a Rio2016, a sua volta, aveva "dirottato" sul terzo gradino del podio Francesca Palumbo, al suo secondo podio in carriera, superandola per 15-7.
Al maschile, invece, Foconi conclude la sua tappa torinese al terzo posto. A fermare la corsa dell'azzurro, che continua a rimanere sul podio in Coppa del Mondo dopo il successo di Parigi ed il terzo posto ottenuto nella tappa di Tokyo, è stato lo statunitense Race Imboden che in semifinale si è imposto per 15-13 e che a seguire ha vinto la gara maschile. Il campione del Mondo aveva sconfitto ai quarti il bronzo olimpico, il russo Timur Safin, col punteggio di 15-12, dando continuità ad un percorso iniziato di prima mattina con la vittoria contro il cinese Chen Li per 15-9.
Pagina 501 di 951