L'Italia maschile scrive la storia: batte la Danimarca a Plzen e si qualifica per PyeongChang
- CURLING
Il curling azzurro scrive la storia e vola a PyeongChang. La Nazionale maschile, allenata da Soren Gran e composta da Joel Retornaz (skip, Sporting Club Pinerolo), Amos Mosaner (third, Aeronautica Militare), Simone Gonin (second, Sporting Club Pinerolo), Daniele Ferrazza (lead, Curling Cembra) e Andrea Pilzer (alternate, Curling Cembra), ha sconfitto la Danimarca 6-5 nella gara dei playoff del torneo di qualificazione olimpica a Plzen, in Repubblica Ceca, ottenendo la qualificazione per la manifestazione a cinque cerchi in programma a febbraio in Corea del Sud.
Si tratta di una prima volta assoluta da quando la disciplina è nel programma olimpico (Nagano 1998), escludendo la partecipazione a Torino2006, garantita in qualità di Paese organizzatore.
La vittoria è arrivata al capolinea di una sfida da brividi: da 1-0 a 1-1 dopo due end, da 3-1 a 3-3 dopo quattro, quindi due mani a zero e, nella settima, il nuovo vantaggio danese. Gli azzurri non rispondono immediatamente, con l’ottava ripresa che scorre via, ma vanno a marcare due punti al nono end, con il parziale che si aggiorna sul 5-4 per l’Italia. Al decimo arriva il pari degli avversari che decreta l’extra end: qui è Mosaner, con un’ultima stone da leggenda, a trasformare il sogno in realtà.
“Nonostante l’esperienza e i 34 anni stanotte non sono riuscito a dormire. Questo giorno significava tantissimo perché ci giocavamo l’accesso alle Olimpiadi e con una vittoria siamo riusciti a fare la storia – le parole a caldo nel post partita dello skip azzurro Retornaz -. E’ la prima volta che raggiungiamo i Giochi giocandocela sul ghiaccio, senza il vantaggio di essere Paese ospitante, e questo dà l’idea della nostra impresa: abbiamo vinto le partite giuste e ce lo siamo meritati, è il giorno più importante della mia carriera. Quando parlo di Torino 2006, che ho vissuto da giocatore, mi vengono i brividi e volevo li potessero provassero anche i miei compagni: così, finiti gli Europei, ci siamo parlati a lungo perché speravo cogliessero a pieno l’importanza di questa occasione”.
L'Italia maschile scrive la storia: batte la Danimarca a Plzen e si qualifica per i Giochi Olimpici
- CURLING

Il curling azzurro scrive la storia e vola a PyeongChang. La Nazionale maschile, allenata da Soren Gran e composta da Joel Retornaz (skip, Sporting Club Pinerolo), Amos Mosaner (third, Aeronautica Militare), Simone Gonin (second, Sporting Club Pinerolo), Daniele Ferrazza (lead, Curling Cembra) e Andrea Pilzer (alternate, Curling Cembra), ha sconfitto la Danimarca 6-5 nella gara dei playoff del torneo di qualificazione olimpica a Plzen, in Repubblica Ceca, ottenendo la qualificazione per la manifestazione a cinque cerchi in programma a febbraio in Corea del Sud.
Si tratta di una prima volta assoluta da quando la disciplina è nel programma olimpico (Nagano 1998), escludendo la partecipazione a Torino2006, garantita in qualità di Paese organizzatore.
La vittoria è arrivata al capolinea di una sfida da brividi: da 1-0 a 1-1 dopo due end, da 3-1 a 3-3 dopo quattro, quindi due mani a zero e, nella settima, il nuovo vantaggio danese. Gli azzurri non rispondono immediatamente, con l’ottava ripresa che scorre via, ma vanno a marcare due punti al nono end, con il parziale che si aggiorna sul 5-4 per l’Italia. Al decimo arriva il pari degli avversari che decreta l’extra end: qui è Mosaner, con un’ultima stone da leggenda, a trasformare il sogno in realtà.
“Nonostante l’esperienza e i 34 anni stanotte non sono riuscito a dormire. Questo giorno significava tantissimo perché ci giocavamo l’accesso alle Olimpiadi e con una vittoria siamo riusciti a fare la storia – le parole a caldo nel post partita dello skip azzurro Retornaz -. E’ la prima volta che raggiungiamo i Giochi giocandocela sul ghiaccio, senza il vantaggio di essere Paese ospitante, e questo dà l’idea della nostra impresa: abbiamo vinto le partite giuste e ce lo siamo meritati, è il giorno più importante della mia carriera. Quando parlo di Torino 2006, che ho vissuto da giocatore, mi vengono i brividi e volevo li potessero provassero anche i miei compagni: così, finiti gli Europei, ci siamo parlati a lungo perché speravo cogliessero a pieno l’importanza di questa occasione”.
Coppa del Mondo, Francesca Lollobrigida regina della Mass Start a Salt Lake City
- PATTINAGGIO VELOCITA'

E' ancora una miniera d'oro la Mass Start di Coppa del Mondo per l'Italia della pista lunga. Dopo lo splendido terzo posto di Francesca Lollobrigida ad Heerenveen (Olanda) e la vittoria di Andrea Giovannini la scorsa settimana a Calgary (Canada), nella tappa di Salt Lake City (Stati Uniti) - ultimo appuntamento valido per le qualificazioni ai Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018 -, la nazionale azzurra del c.t. Marchetto firma l'ennesimo capolavoro ancora con Lollobrigida, che domina la sua prova ed è regina della Mass Start americana. Dietro di lei, al 4° posto, una strepitosa Francesca Bettrone (Cosmo Noale Ice), mentre tra gli uomini Giovannini (Fiamme Gialle Predazzo) termina 7°.
Un successo da applausi per la pattinatrice romana dell'Aeronautica Militare, vincitrice in solitaria davanti alla cinese Dan Guo e alla coreana Bo-Reum Kim. Lei che già la scorsa stagione era stata seconda assoluta nel ranking di specialità in Coppa del Mondo, grazie a questo trionfo si è guadagnata la vetta della classifica con l'inseguitrice più vicina, la tedesca Pechstein, distante quasi settanta punti. Sul fatto che la condizione fisica dell'azzurra fosse quella giusta c'erano pochi dubbi, con la vittoria in semifinale che già aveva dato segnali di grandeur. E così l'Italia si toglie nuove soddisfazioni in una specialità che la incorona tra le nazioni più forti del mondo: perché tra Lollobrigida e Giovannini, ora c'è anche Francesca Bettrone a far paura come mina vagante.
Buoni piazzamenti e ottimi tempi sui 1500. In Division A l'unico azzurro in gara, Andrea Giovannini, chiude 11° in 1'45"35 mentre in Division B arrivano tre primati personali: quello di Nicola Tumolero (Fiamme Oro Moena), 11° in 1'45"07, quello di Michele Malfatti (S.C. Pergine), 32° in 1'48"85, e quello infine al femminile della Lollobrigida, 13ª in 1'57"64. L'altra italiana in gara, Francesca Bettrone, ha terminato invece 18ª in 1'59"21. Nella notte si svolgerà infine la seconda serie dei 500, con Mirko Giacomo Nenzi (Fiamme Gialle Predazzo) e Yvonne Daldossi (Carabinieri Selva di Val Gardena) impegnati in Division B sulla distanza. Domani ultima giornata di gare del week-end americano e spazio a 1000, 3000 e 5000 con quest'ultima gara, in particolare, che potrebbe regalare altre gioie al gruppo tricolore. E, guardando a Pyeongchang, la fiducia non può che crescere ancora.
Grand Prix, Spada azzurra protagonista a Doha. Seconda la Navarria, 3° posto per Pizzo e Santarelli
- SCHERMA
L'Italia si esalta sulle pedane di Doha. Sotto gli occhi dell'Ambasciatore italiano in Qatar, Pasquale Salzano, la spada azzurra si erge a protagonista del Grand Prix FIE maschile e femminile che conclude l'anno solare per l'arma non convenzionale. Nella prova femminile, infatti, Mara Navarria sfiora il bis stagionale, salendo sul secondo gradino del podio, mentre tra gli spadisti l'Italia vede Paolo Pizzo ed Andrea Santarelli conquistare il terzo posto. Ma l'eccellente prova corale si completa con Giulia Rizzi ed Enrico Garozzo che concludono le rispettive prove ai piedi del podio, dopo le sconfitte subite ai quarti di finale.
Nella gara femminile, Mara Navarria conferma il suo feeling con le pedane qatariote. Qui aveva vinto infatti nel dicembre del 2015 e, due anni dopo, sfiora il bis che sarebbe stato anche il secondo successo stagionale dopo quello di Tallinn nella gara d'esordio. La friulana si ferma solo in finale al cospetto della romena Ana Popescu. Quest'ultima, argento olimpico a Pechino2008, che nel turno dei 16 aveva fermato l'avanzata di Rossella Fiamingo per 15-7, ha superato in finale l'azzurra col punteggio di 10-6.
Mara Navarria, dopo aver superato abilmente la fase a gironi, aveva esordito nel tabellone principale vincendo il match contro la kazaka Assel Alibekova per 15-10. Il suo cammino verso il podio l'aveva vista poi superare la spagnola Dora Kiskapusi per 15-11, la giapponese Ayaka Shimookawa per 15-8 ed ai quarti l'ucraina Olena Kryvytska col punteggio di 15-11. In semifinale si era poi imposta per 15-10 sulla sudcoreana Choi Injenong. Quest'ultima era stata l'artefice dell'eliminazione, ai quarti di finale, dell'altra friulana, Giulia Rizzi, col punteggio di 15-6. Se Rossella Fiamingo si era fermata agli ottavi sotto i colpi della romena Popescu, l'altra catanese Alberta Santuccio era stata sconfitta nel secondo turno di giornata dall'olimpionica di Rio2016, l'ungherese Emese Szasz per 15-9. Stop invece nel primo assalto di giornata per Nicol Foietta, sconfitta 15-10 dalla cubana Rodriguez Quesada, Brenda Briasco, fermata sul 15-13 dalla cinese Zu Chengzi, e per Alice Clerici, superata 15-10 dalla tedesca Alexandra Ndolo.
Erano uscite di scena sabato, invece perché sconfitte nel tabellone preliminare sia Marta Ferrari che Luisa Tesserin e Francesca Boscarelli. La prima era stata sconfitta dalla statunitense Nixon per 15-12, mentre Luisa Tesserin aveva subìto il 15-10 dall'estone Lehis. Francesca Boscarelli aveva invece subìto il 15-13 per mano della romena Popescu. Era stata eliminata dopo la fase a gironi Roberta Marzani.
Nella gara maschile, applausi per Paolo Pizzo ed Andrea Santarelli che si ritrovano insieme sul terzo gradino del podio dopo essere stati entrambi sconfitti in semifinali da due atleti portacolori della Corea del Sud. Paolo Pizzo ha subìto il 15-13 dal campione olimpico Park Sangyoung, poi vincitore finale del Grand Prix FIE di Doha, mentre Andrea Santarelli è stato fermato sul 15-11 dall'altro sudcoreano Jinsun Jung, che ai quarti aveva piazzato la stoccata del 15-14 ai danni di Enrico Garozzo, inchiodando il siciliano ai piedi del podio.
Paolo Pizzo conclude quindi sul podio il suo 2017 che lo ha visto ritornare sulla vetta del Mondo e del ranking mondiale. L'azzurro, testa di serie numero 1 del tabellone, ha esordito a Doha superando il polacco Karol Kostka per 15-12, prima di avere ragione in sequenza dello svizzero Bruce Brunold per 15-10 e del giapponese Kazuyasu Minobe per 15-11. Le porte del podio si erano poi spalancate dinanzi al catanese dopo la vittoria per 15-14 ai quarti sull'ucraino Bogdan Nikishin. Andrea Santarelli riscatta invece la prestazione opaca offerta nell'ultima prova di Coppa del Mondo a Legnano, con una prova che, dopo la fase a gironi, lo ha visto tra i protagonisti del main draw. L'atleta umbro, dopo aver superato lo svizzero Benjamin Steffen per 15-11, ha messo in riga il russo Vadim Anokhin per 15-9 e poi il francese Ronan Gustin per 15-14, prima del successo maturato ai quarti di finale contro l'ucraino Volodymyr Stankevych col punteggio di 15-13.
Si erano fermati agli ottavi invece, entrambi perché condannati dalla stoccata del 15-14, sia Marco Fichera, sconfitto dall'olimpionico sudcoreano Park e Valerio Cuomo, eliminato dallo svizzero Max Heinzer. Edoardo Munzone e Federico Vismara avevano invece concluso al secondo turno di giornata la propria gara. Il primo perché sconfitto 15-8 dal francese Gustin, mentre Vismara era stato fermato dal sudcoreano Jung Jinsun per 15-12. Stop al primo turno per Andrea Vallosio, fermato 15-9 dall'argentino Lugones Ruggeri, Lorenzo Buzzi, battuto 15-13 dal francese Fava, e per Gabriele Cimini, che ha ceduto il passo per 15-11 nel derby azzurro a Federico Vismara. Erano usciti di scena nel turno preliminare Lorenzo Bruttini ed Andrea Russo. Il primo era stato eliminato nel primo turno del tabellone preliminare perché sconfitto 15-11 dal tedesco Braun, mentre Russo aveva subìto la stoccata del 13-12 dal belga Ferot nel match che gli avrebbe spalancato le porte del main draw.
Il Team pursuit maschile si qualifica per i Giochi: 2° posto e record italiano in Coppa del Mondo a Salt Lake City
- PATTINAGGIO VELOCITA'

Non smette più di stupire l’Italia in questa strepitosa stagione di Coppa del Mondo di pattinaggio velocità. Nella giornata d’esordio della quarta ed ultima tappa di Salt Lake City, appuntamento valido per le qualificazioni ai Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018, il Team Pursuit maschile conquista uno straordinario secondo posto conquistando così il pass a cinque cerchi e realizzando così anche il nuovo record italiano.
Il terzetto azzurro formato da Andrea Giovannini (Fiamme Gialle Predazzo), Nicola Tumolero (Fiamme Oro Moena) e Riccardo Bugari (C.P. Piné-Pulinet) ferma infatti il cronometro dopo 3’36″55, a soli 10 centesimi di secondo dal Canada vincitore della gara e oltre tre secondi meglio del precedente primato nazionale di 3’39″72 che fecero registrare proprio a Salt Lake City Enrico Fabris, Matteo Anesi e Luca Stefani nel lontano 2009. Risultato eccezionale che porta l’Italia al terzo posto del ranking di specialità, blindando così definitivamente la partecipazione dei nostri nell’inseguimento a squadre maschile di Pyeongchang, gara per cui sono previsti otto posti alle Olimpiadi (con uno però già assegnato per diritto ai padroni di casa della Corea del Sud) e in cui gli azzurri possono vantare una tradizione invidiabile, con l’apice raggiunto grazie all’oro olimpico di Torino 2006.
Obiettivo dunque raggiunto per un venerdì che si era aperto invece all’insegna delle distanze brevi, con la sprinter azzurra Yvonne Daldossi (Carabinieri Selva di Val Gardena) piazzatasi 7ª nei 500 di Division B in 38″52 e la compagna Francesca Bettrone 11ª in 38″83. Al maschile squalificato invece Mirko Giacomo Nenzi (Fiamme Gialle Predazzo), unico atleta tricolore in gara sulla distanza. A chiudere, ormai nella notte italiana, ci saranno poi le semifinali di Mass Start con in gara Giovannini e Riccardo Bugari (C.P. Piné-Pulinet) al maschile, e Lollobrigida (Aeronautica Militare) e Bettrone al femminile. Domani invece in programma la seconda serie dei 500, i 1500 e proprio le finali di Mass Start nella seconda delle tre giornata americane. E l’Italia ha ancora fame di successi.
Il Team Pursuit maschile vola a PyeongChang: è 2° con record italiano in Coppa del Mondo a Salt Lake City
- PATTINAGGIO VELOCITA'
Non smette più di stupire l’Italia in questa strepitosa stagione di Coppa del Mondo di pattinaggio velocità. Nella giornata d’esordio della quarta ed ultima tappa di Salt Lake City, appuntamento valido per le qualificazioni di pista lunga ai Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018, il Team Pursuit maschile conquista uno straordinario secondo posto centrando così il pass a cinque cerchi e realizzando così anche il nuovo record italiano.
Il terzetto azzurro formato da Andrea Giovannini (Fiamme Gialle Predazzo), Nicola Tumolero (Fiamme Oro Moena) e Riccardo Bugari (C.P. Piné-Pulinet) ferma infatti il cronometro dopo 3’36″55, a soli 10 centesimi di secondo dal Canada vincitore della gara e oltre tre secondi meglio del precedente primato nazionale di 3’39″72 che fecero registrare proprio a Salt Lake City Enrico Fabris, Matteo Anesi e Luca Stefani nel lontano 2009. Risultato eccezionale che porta l’Italia al terzo posto del ranking di specialità, blindando così definitivamente la partecipazione dei nostri nell’inseguimento a squadre maschile di Pyeongchang, gara per cui sono previsti otto posti alle Olimpiadi (con uno però già assegnato per diritto ai padroni di casa della Corea del Sud) e in cui gli azzurri possono vantare una tradizione invidiabile, con l’apice raggiunto grazie all’oro olimpico di Torino 2006.
Obiettivo dunque raggiunto per un venerdì che si era aperto invece all’insegna delle distanze brevi, con la sprinter azzurra Yvonne Daldossi (Carabinieri Selva di Val Gardena) piazzatasi 7ª nei 500 di Division B in 38″52 e la compagna Francesca Bettrone 11ª in 38″83. Al maschile squalificato invece Mirko Giacomo Nenzi (Fiamme Gialle Predazzo), unico atleta tricolore in gara sulla distanza. A chiudere, ormai nella notte italiana, ci saranno poi le semifinali di Mass Start con in gara Giovannini e Riccardo Bugari (C.P. Piné-Pulinet) al maschile, e Lollobrigida (Aeronautica Militare) e Bettrone al femminile. Domani invece in programma la seconda serie dei 500, i 1500 e proprio le finali di Mass Start nella seconda delle tre giornata americane. E l’Italia ha ancora fame di successi.
All'Olimpico di Roma la partita inaugurale di Euro 2020. Malagò: scelta dell'UEFA è segnale importante
- CALCIO
A 30 anni dalla finale del Mondiale del '90, Roma tornerà a ospiterà una partita simbolo del grande calcio internazionale: la gara inaugurale dell'Europeo 2020. Si tratta di un'edizione storica, nel 60° anniversario del torneo continentale, che coinvolgerà in tutto 12 città europee. L'annuncio ufficiale è stato dato oggi a Nyon dopo l'esecutivo dell'Uefa. A Roma si giocheranno in tutto quattro partite, tra cui anche uno dei quarti di finale, mentre Londra, oltre alle semifinali e alla finale, dovrà ospitare in più le quattro partite che avrebbero dovuto svolgersi a Bruxelles, a causa dell’impossibilità di rispettare termini e condizioni imposti per la consegna del nuovo stadio in tempo per la disputa del torneo.
La candidatura per la gara inaugurale era già contenuta nel dossier presentato dalla FIGC nell’aprile 2014. Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha commentato con orgoglio la decisione UEFA: "Lo Stadio Olimpico di Roma avrà l'onore di ospitare la partita inaugurale di EURO 2020. La scelta dell'UEFA è un segnale importante per lo stadio e tutto lo sport italiano".
Nel corso della riunione sono stati stabiliti gli abbinamenti tra le sedi di gara, limitatamente alla Fase a gruppi. Ciascuna delle squadre qualificate giocherà un minimo di due incontri in casa. Questa la composizione:
Gruppo A) Roma e Baku
Gruppo B) San Pietroburgo e Copenhagen
Gruppo C) Amsterdam e Bucarest
Gruppo D) Londra e Glasgow
Gruppo E) Bilbao e Dublino
Gruppo F) Monaco di Baviera e Budapest
A Salt Lake City ultima tappa di Coppa del Mondo, in palio la qualificazione per i Giochi
- PATTINAGGIO VELOCITA'

Parte domani a Salt Lake City, negli Stati Uniti, la quarta e ultima tappa di Coppa del Mondo di pista lunga, appuntamento conclusivo per definire il quadro dei qualificati ai prossimi Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018. Dopo le ottime prove europee di Heerenveen (Olanda) e Stavanger (Norvegia) e quella della scorsa settimana a Calgary (Canada), l’Italia del c.t. Marchetto vuole ripetersi anche nell’ultimo atto del circuito internazionale per confermare la propria competitività ad alti livelli, togliersi qualche soddifazione a livello di risultati e proseguire il momento d’oro con l’obiettivo sempre puntato verso la prossima rassegna olimpica.
Mass Start, Team Pursuit e 5000: queste in particolare le gare da tenere in considerazione in chiave azzurra, con la nazionale tricolore impegnata però anche nelle distanze più brevi con gli sprinter Nenzi e Daldossi. Nella Mass Start, dopo il gran 3° posto di Francesca Lollobrigida ad Heerenveen, è arrivata a Calgary anche la strepitosa vittoria di Andrea Giovannini, con i due che rappresentano senza dubbio le frecce di punta del movimento tricolore sulla specialità. Fari puntati anche sui 5000 dopo l’ottimo 4° posto ancora di Giovannini e il 6° di Nicola Tumolero nella gara di Division A in Canada, oltre ovviamente al Team Pursuit sul ghiaccio già domani nella giornata d’apertura del week-end a stelle e strisce e classificatosi anch’esso al quarto posto la scorsa settimana.
Ricapitolando, questi i dieci azzurri convocati: Andrea Giovannini (Fiamme Gialle Predazzo, nella foto ANSA), Mirko Giacomo Nenzi (Fiamme Gialle Predazzo), Nicola Tumolero (Fiamme Oro Moena), Davide Ghiotto (Cosmo Noale Ice), Riccardo Bugari (C.P. Piné-Pulinet), Michele Malfatti (S.C. Pergine), Gloria Malfatti (S.C. Pergine), Francesca Bettrone (Cosmo Noale Ice), Yvonne Daldossi (Carabinieri Selva di Val Gardena) e Francesca Lollobrigida (Aeronautica Militare).
La tappa statunitense, come detto, contribuirà alla composizione del quadro dei qualificati a Pyeongchang 2018, che, al termine dei quattro appuntamenti di Coppa del Mondo, conterà 100 uomini e 80 donne, con ogni nazione che potrà schierare fino a 10 uomini e 10 donne in caso di pass su tutte le distanze (Team Pursuit e Mass Start comprese). Le card verranno distruibuite per nazione tenuto conto di due ranking olimpici, uno basato sui punti stabiliti in base ai piazzamenti e l’altro sui tempi cronometrici, con ogni paese che potrà comunque schierare non più di tre atleti per ciascuna distanza ad eccezione dei 5000 femminili, dei 10.000 maschili e della Mass Start, dove se ne conteranno al massimo due, e con una sola squadra qualificabile per il Team Pursuit.
A Salt Lake City ultima tappa di Coppa del Mondo. Si decidono i "Giochi" per PyeongChang
- PATTINAGGIO VELOCITA'
Parte domani a Salt Lake City, negli Stati Uniti, la quarta e ultima tappa di Coppa del Mondo di pista lunga, appuntamento conclusivo per definire il quadro dei qualificati ai prossimi Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018. Dopo le ottime prove europee di Heerenveen (Olanda) e Stavanger (Norvegia) e quella della scorsa settimana a Calgary (Canada), l’Italia del c.t. Marchetto vuole ripetersi anche nell’ultimo atto del circuito internazionale per confermare la propria competitività ad alti livelli, togliersi qualche soddifazione a livello di risultati e proseguire il momento d’oro con l’obiettivo sempre puntato verso la prossima rassegna olimpica.
Mass Start, Team Pursuit e 5000: queste in particolare le gare da tenere in considerazione in chiave azzurra, con la nazionale tricolore impegnata però anche nelle distanze più brevi con gli sprinter Nenzi e Daldossi. Nella Mass Start, dopo il gran 3° posto di Francesca Lollobrigida ad Heerenveen, è arrivata a Calgary anche la strepitosa vittoria di Andrea Giovannini, con i due che rappresentano senza dubbio le frecce di punta del movimento tricolore sulla specialità. Fari puntati anche sui 5000 dopo l’ottimo 4° posto ancora di Giovannini e il 6° di Nicola Tumolero nella gara di Division A in Canada, oltre ovviamente al Team Pursuit sul ghiaccio già domani nella giornata d’apertura del week-end a stelle e strisce e classificatosi anch’esso al quarto posto la scorsa settimana.
Ricapitolando, questi i dieci azzurri convocati: Andrea Giovannini (Fiamme Gialle Predazzo, nella foto ANSA), Mirko Giacomo Nenzi (Fiamme Gialle Predazzo), Nicola Tumolero (Fiamme Oro Moena), Davide Ghiotto (Cosmo Noale Ice), Riccardo Bugari (C.P. Piné-Pulinet), Michele Malfatti (S.C. Pergine), Gloria Malfatti (S.C. Pergine), Francesca Bettrone (Cosmo Noale Ice), Yvonne Daldossi (Carabinieri Selva di Val Gardena) e Francesca Lollobrigida (Aeronautica Militare).
La tappa statunitense, come detto, contribuirà alla composizione del quadro dei qualificati a Pyeongchang 2018, che, al termine dei quattro appuntamenti di Coppa del Mondo, conterà 100 uomini e 80 donne, con ogni nazione che potrà schierare fino a 10 uomini e 10 donne in caso di pass su tutte le distanze (Team Pursuit e Mass Start comprese). Le card verranno distruibuite per nazione tenuto conto di due ranking olimpici, uno basato sui punti stabiliti in base ai piazzamenti e l’altro sui tempi cronometrici, con ogni paese che potrà comunque schierare non più di tre atleti per ciascuna distanza ad eccezione dei 5000 femminili, dei 10.000 maschili e della Mass Start, dove se ne conteranno al massimo due, e con una sola squadra qualificabile per il Team Pursuit.
Otto azzurre al via della Supercombinata di St. Moritz
- SCI ALPINO
Domani otto azzurre prenderanno parte alla combinata alpina di St. Moritz (supergigante alle ore 10, slalom alle 13). Come per le gare maschili di Val d'Isère, c'è qualche proccupazione da parte degli organizzatori riguardante le previsioni meteorologiche. E' prevista una leggera nevicata nelle ore di gara che non dovrebbe creare eccessive difficoltà, mentre sabato e domenica sono attese condizioni avverse che potrebbero creare qualche difficoltà.
Marta Bassino, Federica Brignone, Sofia Goggia, Nadia Fanchini, Elena Fanchini, Nicol Delago, Anna Hofer e Johanna Schnarf, dopo essersi dedicate nell'ultima settimana alla velocità sulla pista di Lake Louise, vogliono ritagliarsi una giornata da ricordare. Bassino, che ha saltato la tappa canadese per una forte botta alla bocca causata da un impatto contro un palo nello slalom di Killington, è pronta a lanciarsi in una specialità che l'anno passato l'ha vista piazzarsi al nono posto a Crans Montana. "Da quando sono tornata in Italia mi sono allenata due giorni in gigante e uno in slalom in Val di Fassa, la botta è stata molto forte ma ho fatto pace con lo slalom e sono qui per dimostrarlo. La pista è molto tecnica, bisogna tenerla bene in mente, perché senza riferimento e ci sono tante onde. La neve non è durissima, l'inizio di stagione finora non è stato certamente dei migliori, a Soelden e Killington mi aspettavo certamente di ottenere risultati diversi ma gli appuntamenti sono tanti e c'è tutto il tempo per recuperare".
Anche Federica Brignone torna in gara dopo avere saltato le prove veloci di Lake Louise. "Continuo ad allenarmi con grande attenzione - spiega - sono rduce da tre giorni di lavoro in Trentino senza forzare, continuo a vivere alla giornata e prendere le gare di questo periodo senza chiedere troppo a me stessa, fortunatamente il lavoro sulla neve fatto in Argentina mi ha consentito di reggere fisicamente nel gigante di Killington, vediamo cosa sarò capace di fare in questi giorni".
Al via ci sarà anche Nadia Fanchini: "Ho fatto qualche punto al rientro a Lake Louise e posso essere soddisfatta perché sono conscia di non essere ancora competitiva ai massimi livelli, ma sapevo di arrivare in Canada con pochi giorni di allenamento in pista ed è solo un mese che scio. Mi aspetto di crescere di gara in gara, mi rendo conto che dopo tutti gli infortuni patiti in passato, diventa sempre più difficile rientrare, mi auguro da qui alle Olimpiadi riesca di trovare la scioltezza del passato, perché nel cuore ho un sogno chiamato Olimpiade. Torno a St. Moritz su una pista che mi ha segnato la carriera con un brutto infortunio tanto anni fa, tuttavia cerco di guardare le cose positive. Qui ho fatto anche un terzo posto in supergigante nel 2008 , era il mio terzo podio consecutivo e indossavo addirittura il pettorale rosso di leader della specialità'. Si tratta di uno dei ricordi più belli della mia carriera".
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