Cala il sipario su Milano Cortina 2026: il Tricolore sfila all'Arena di Verona tra le mani di Vittozzi e Ghiotto
- GIOCHI OLIMPICI
Un tributo alla bellezza per celebrare la conclusione dell’Olimpiade delle prime volte: con la Cerimonia di Chiusura all’Arena di Verona è calato ufficialmente il sipario sui Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Il Tricolore ha sfilato tra le mani dei portabandiera Lisa Vittozzi - prima campionessa olimpica nella storia del biathlon azzurro con l’oro nell’inseguimento femminile di Anterselva, nonché medaglia d’argento insieme a Dorothea Wierer, Tommaso Giacomel e Lukas Hofer nella staffetta mista – e Davide Ghiotto, trionfatore nell’inseguimento a squadre di pattinaggio di velocità con Andrea Giovannini e Michele Malfatti.
"È stata un'emozione unica ed indescrivibile soprattutto per l’entusiasmo trasmesso dal pubblico. Davvero un momento speciale”, ha dichiarato Ghiotto. "Abbiamo vissuto un'esperienza emozionante. Siamo orgogliosi di aver rappresentato il nostro Paese nella Cerimonia che ha chiuso l’Olimpiade Invernale più vincente di sempre dell’Italia Team”, le parole di Vittozzi.
La delegazione azzurra (foto Simone Ferraro/CONI) ha preso parte alla sfilata di chiusura sotto lo sguardo del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, della Presidente del CIO, Kirsty Coventry, del Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio e della Vice Presidente Vicario del CONI, Diana Bianchedi. Presenti anche il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, oltre ai rappresentanti degli enti locali coinvolti. Tra loro il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala e il Sindaco di Cortina d'Ampezzo, Gianluca Lorenzi, che hanno passato il testimone ad Alpi Francesi 2030, prossima edizione invernale, rappresentata dal Presidente della Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Renaud Muselier e dal Presidente della Regione Alvernia-Rodano-Alpi, Fabrice Pannekoucke. È il preludio allo spegnimento dei Bracieri all'Arco della Pace di Milano e in Piazza Angelo Dibona a Cortina.
Si chiude così l’Olimpiade dei record e delle prime volte per l’Italia Team. Trenta le medaglie, di cui 10 d'oro, oltre a sei argenti e 14 bronzi. Numeri superiori a quelli di Lillehammer 1994, l’edizione dei Giochi Invernali che per 32 anni ha detenuto il primato di podi (20) e ori (sette) azzurri. Con la delegazione italiana più numerosa di sempre a livello invernale (196 atleti, di cui 103 uomini e 93 donne), l’Italia Team è andata a medaglia in 10 diverse discipline (sci alpino, biathlon, sci di fondo, curling, pattinaggio di figura, freestyle, slittino, short track, snowboard e pattinaggio di velocità), una in meno del primato storico stabilito dagli Stati Uniti a Pyeongchang 2018. Tutti e quattro i portabandiera – prima Olimpiade della storia con un poker di alfieri alla Cerimonia d’Apertura – sono andati a medaglia: Federico Pellegrino col bronzo nella staffetta e nella team sprint di sci di fondo; Federica Brignone con l’oro nello slalom gigante e nel super-G di sci alpino; Amos Mosaner col bronzo nel doppio misto di curling; Arianna Fontana con l’oro nella staffetta mista e gli argenti nei 500 metri e nella staffetta femminile 3.000 metri. La percentuale di medaglie vinte a Milano Cortina 2026 rispetto al totale di medaglie assegnate (8.62%) è inferiore a livello assoluto solo all’edizione estive di Los Angeles 1932 (9.72%) e all’edizione invernale di Lillehammer 1994 (10.92%). Tanti, poi, i record individuali. Arianna Fontana ha superato il record azzurro di medaglie olimpiche di tutti i tempi (14), detenuto precedentemente dalla leggenda della scherma Edoardo Mangiarotti (13). A livello all-time invernale la fuoriclasse dello short track azzurro è seconda ex aequo con l’ex biatleta norvegese Ole Einar Bjørndalen, alle spalle solamente dell’ex fondista norvegese Marit Bjørgen (15). Francesca Lollobrigida (oro nei 3.000 metri e 5.000 metri) è invece la prima donna italiana a vincere il metallo più pregiato nel pattinaggio di velocità, nonché la prima azzurra in assoluto a riuscirci dopo Enrico Fabris (Torino 2006, oro nei 1500 metri e inseguimento a squadre). Doppio oro storico anche per Federica Brignone (slalom gigante e super-G), come solo Alberto Tomba era riuscito a fare prima di lei nello sci alpino in una stessa edizione a cinque cerchi (slalom speciale e gigante Calgary 1988). Storico anche l’oro della stessa Lisa Vittozzi nell’inseguimento femminile 10 km, il primo trionfo olimpico nella storia del biathlon azzurro.
Tra le gioie c’è quella di Sofia Goggia, bronzo in discesa libera e prima sciatrice donna nella storia a salire per tre volte consecutive sul podio a cinque cerchi di specialità dopo l’oro di Pyeongchang 2018 e l’argento di Pechino 2022. Non solo. Nel medagliere di Milano Cortina 2026 c’è la prima medaglia (bronzo nel team event) dell’Italia a squadre nel pattinaggio di figura (Sara Conti, Niccolò Macii, Charlène Guignard, Marco Fabbri, Daniel Grassl, Matteo Rizzo e Lara Naki Gutmann), il primo oro azzurro nella staffetta mista di short track (Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Pietro Sighel e Luca Spechenhauser), la prima doppietta di trionfi nei doppi di slittino (Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder al maschile; Marion Oberhofer e Andrea Voetter al femminile), disciplina che ha visto anche il primo storico podio (bronzo) nel team relay (Dominik Fischnaller, Verena Hofer, oltre ai già citati Kainzwaldner, Rieder, Oberhofer e Voetter). E ancora: le prime medaglie azzurre nel freestyle (oro di Simone Deromedis e argento di Federico Tomasoni nello ski cross e il bronzo di Flora Tabanelli nel big air) e la prima medaglia di specialità nella team sprint di sci di fondo (il bronzo di Elia Barp e Federico Pellegrino). Senza dimenticare una partecipazione che vale come una medaglia: la settima presenza olimpica invernale di Roland Fischnaller. Nessuno come lui. Nessun’altra Olimpiade come Milano Cortina 2026. Cala il sipario, ma il viaggio continua e l'ambizione di migliorarsi ancora rimane la stessa. La Fiamma è pronta ad ardere di nuovo con due grandi obiettivi nel mirino: tra due anni i Giochi Estivi di Los Angeles 2028, tra quattro l'Olimpiade Invernale sulle Alpi Francesi. (agc)
Cerimonia di chiusura: Vittozzi e Ghiotto portabandiera di una squadra da record
Milano Cortina 2026 nella storia, il Presidente Luciano Buonfiglio: "Olimpiade da trenta e lode"
- ITALIA TEAM
"Un'Olimpiade da trenta e lode". È la sintesi del bilancio finale del Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio durante la conferenza stampa di chiusura (foto Ferdinando Mezzelani/CONI) dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, che si è tenuta a Casa Italia Milano, con collegamenti con le altre hospitality house di Cortina e Livigno. Trenta le medaglie, di cui dieci d'oro: la rassegna a cinque cerchi si chiude con numeri da record, superiori a quelli di Lillehammer 1994, i Giochi che per 32 anni hanno detenuto il primato di podi (20) e ori (sette) azzurri a livello invernale.
Il Presidente Buonfiglio ha aperto la conferenza stampa ricordando le parole sullo sport nel messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Abbiamo risposto presente con questa Olimpiade diffusa, con 103 uomini e 93 donne, con 10 ori, sei argenti e 14 bronzi. Con l'Olimpiade di Milano Cortina anche noi contribuiamo ad arricchire la storia della nostra Repubblica - ha affermato Buonfiglio -. Vogliamo ringraziare il Presidente Mattarella perché è stato sempre presente, affettuoso ma soprattutto competente, come ha dimostrato anche in quest'ultima Olimpiade, dove ci è stato vicino più di una volta. È stato presente alla Cerimonia d'Apertura ma anche nelle venue dove le nostre atlete e i nostri atleti hanno vinto. Questo è un segnale importante per tutto lo sport italiano", ha aggiunto Buonfiglio, che ha anche sottolineato come al Capo dello Stato e al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sia stato conferito l'Ordine Olimpico in oro, la più alta onorificenza del CIO, il cui esecutivo ha conferito anche l'Ordine Olimpico d'argento al Vice Presidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, al Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi e al Ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, nonché ai rappresentanti degli enti locali, della Fondazione Milano Cortina 2026 e di SIMICO.
"Ringrazio il Segretario Generale e Capo Missione, Carlo Mornati e tutti gli staff perché non ci è mancato nulla. Siamo stati capaci di affrontare tutte le difficoltà nella prima Olimpiade diffusa. Non era facile garantire a tutti la stessa assistenza e supporto. Hanno fatto parte del programma 16 discipline distribuite in sei località differenti. Lo sforzo è stato importante ed è servito a tutti noi per migliorarci - ha spiegato Buonfiglio -. Questa è stata l'Olimpiade delle prime volte. La prima volta con quattro portabandiera. E tutti e quattro hanno vinto medaglie: Federico Pellegrino col bronzo nella staffetta e nella team sprint; Federica Brignone con l'oro nello slalom gigante e nel super-G; Amos Mosaner col bronzo nel doppio misto di curling e Arianna Fontana con l'oro nella staffetta mista 2.000 metri e gli argenti nei 500 metri e nella staffetta femminile 3.000 metri - ha proseguito il Presidente del CONI -. Abbiamo registrato il record assoluto di premi in denaro erogati in un’edizione dei Giochi Olimpici Invernali. È il livello più alto mai riconosciuto dal nostro Comitato Olimpico in un’Olimpiade Invernale. E non ci saremmo mai stancati di erogarne altri, perché dietro ad un premio in denaro c'è il riconoscimento alle atlete e agli atleti dell'impegno pluriennale, della capacità di mantenersi ai vertici delle loro discipline sportive, della determinazione a superare qualsiasi ostacolo, ma anche della capacità di rappresentare un esempio per spingere i giovani ad avvicinarsi allo sport".
Buonfiglio ha poi ricordato alcuni dei primati storici toccati in questa Olimpiade. "Arianna Fontana ha raggiunto quota 14 medaglie olimpiche, diventando l’atleta italiana più medagliata di sempre. Francesca Lollobrigida ha conquistato l’oro nei 3.000 e 5.000 metri, prima donna italiana a vincere nel pattinaggio di velocità. Federica Brignone ha firmato una doppietta olimpica (gigante e super-G), come solo Alberto Tomba nel 1988. La sua è una storia che abbiamo vissuto con emozione. Poi il primo oro della storia nel biathlon con Lisa Vittozzi. La prima medaglia a squadre nel pattinaggio di figura e la prima doppietta di ori olimpici nelle gare di doppio di slittino e il primo podio nel team relay. È arrivato il primo oro nella staffetta mista di short track e le prime medaglie di sempre nel freestyle con il bronzo di Flora Tabanelli nel big air e l’oro e l’argento di Simone Deromedis e Federico Tomasoni nello ski cross. Inoltre è stata vinta la prima medaglia nella team sprint di sci di fondo con Elia Barp e Federico Pellegrino. La bellissima storia di Pietro e Arianna Sighel, fratello e sorella entrambi a medaglia nelle rispettive staffette. E non dimentico Roland Fischnaller, alla sua settima Olimpiade, record azzurro di partecipazioni ai Giochi Invernali, un esempio di longevità e dedizione. Inoltre, se andiamo a sommare i risultati di Parigi 2024 e quelli di Milano Cortina 2026 siamo tra i primi quattro Paesi al mondo per numero di medaglie vinte", ha detto Buonfiglio, che ha anche ricordato come tutte le atlete presenti alla Sessione del CIO di Losanna nel 2019 per sostenere la candidatura italiana siano salite sul podio a Milano Cortina 2026 (Arianna Fontana, Elisa Confortola, Sofia Goggia, Michela Moioli).
"Le medaglie sono arrivate in quel perimetro di valutazione di performance che la Preparazione Olimpica, con il Segretario Generale, aveva individuato. Il medagliere rappresenta un sistema capace di lavorare insieme - ha aggiunto il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio -. Farlo non è facile, vuol dire ascoltare gli altri, mettere insieme gli elementi giusti, senza arroccarsi sulle cose che vogliamo portare avanti a tutti i costi, ma portandole avanti nella maniera migliore, più efficace e più efficiente. L'affetto che quest'Olimpiade ha generato negli italiani è ciò che più ci riempie d'orgoglio, è un sentimento che resta dentro. Il risultato è estremamente positivo. Evidentemente la frase 'Siamo condannati a vincere' sta dando i suoi frutti".
A prendere la parola è stato anche il Segretario Generale del CONI e Capo Missione, Carlo Mornati che si è soffermato sulle tre Case Italia di Milano, Cortina e Livigno: "È stato un modello nuovo anche per noi. Per la prima volta tutte erano aperte al pubblico. Alla Triennale di Milano c'è stata una delle più grandi forme di attivazione per l'Olimpiade, un modo per il Comitato Olimpico di aprirsi alla cittadinanza. Lo stesso discorso si può fare per Livigno, all'Aquagranda, che è stato un ambiente di aggregazione. Casa Italia Cortina è stata di fatto una galleria d'arte, visitabile dal pubblico generalista. I numeri sono molto incoraggianti e pensiamo di aver fatto un grande lavoro di diffusione di tante discipline". Al termine della conferenza stampa è stato mostrato un video dedicato alle tre Case Italia. Oltre 6.000 i metri quadri allestiti nelle hospitality house, arricchite da 504 oggetti di design e 123 opere d'arte di 86 artisti nazionali e internazionali, che hanno richiamato oltre 120.000 ospiti. Un connubio unico tra sport, arte e cultura nell'Olimpiade dei record. (agc)
Milano: conferenza stampa di chiusura del Presidente Buonfiglio a Casa Italia
Concluse le ultime gare dei Giochi Olimpici: quinto posto per l'Italia nella prova a quattro di bob
- RISULTATI AZZURRI
Sono giunti al termine i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 dell'Italia Team. Il nostro Paese, quando sono andate in archivio le ultime competizioni, ha terminato a quota 30 medaglie (10 ori, sei argenti e 14 bronzi), un bottino raggiunto andando sul podio con ben 10 discipline (una in meno rispetto al record di 11 stabilito dagli Stati Uniti otto anni fa nell'edizione coreana di Pyeongchang 2018). Si tratta di una spedizione senza precedenti, nella quale sono caduti due storici primati che resistevano da ben 32 anni: il maggior numero di medaglie (20) e il numero più elevato di ori (sette), appartenenti entrambi alla rassegna norvegese di Lillehammer 1994. L'Italia, che ha vinto l'8.62% di medaglie rispetto al totale di quelle assegnate a Milano Cortina 2026 (348) si è posizionata quindi in quarta piazza nel medagliere finale, eguagliando il miglior piazzamento di sempre nell'ambito invernale raggiunto sia a Grenoble 1968 sia di nuovo a Lillehammer 1994. Meglio dei nostri colori hanno fatto solamente la Norvegia (prima con 41 di cui 18 ori, 12 argenti ed 11 bronzi), gli Stati Uniti (secondi con 33 di cui 12 ori, 12 argenti e nove bronzi) ed i Paesi Bassi (terzi con 20 di cui 10 ori, sette argenti e tre bronzi). Ecco di seguito tutti i risultati degli atleti azzurri impegnati nella giornata di chiusura di domenica 22 febbraio.
BOB - Completate la terza e la quarta manche per quanto riguarda la prova a quattro maschile. Sul budello di Cortina non si è materializzato il sogno del podio per il quartetto azzurro di Patrick Baumgartner, Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Robert Mircea, che ha confermato il quinto posto ottenuto già al termine delle prime due discese. Sono 25 i centesimi che hanno separato la formazione azzurra (foto Giuseppe Giugliano/CONI) dal bronzo. Quest'ultimo è andato a sorpresa alla Svizzera di Michael Vogt, riuscita a scalzare dalla top-3 il tedesco Adam Ammour (quarto). Non si è concretizzata la tripletta per la Germania, dovutasi 'accontentare' solamente dell'oro e dell'argento, con Johannes Lochner (3'37"57) che ha avuto la meglio nel confronto interno andato in scena per l'intera durata del weekend con il connazionale Francesco Friedrich (+0"57).
SCI DI FONDO - La svedese Ebba Andersson (2h16'28"2) ha conquistato la medaglia d'oro nella mass start femminile in tecnica classica sui 50 km di Lago di Tesero. Ad aggiudicarsi il secondo ed il terzo gradino del podio nella massacrante sfida in Val di Fiemme sono state rispettivamente la norvegese Heidi Weng (argento con +2'15"3) e la sorprendente svizzera Nadja Kaelin (bronzo con +6'41"5). Prestigioso 16° posto per una generosa Anna Comarella, unica azzurra ai nastri di partenza, che ha archiviato la sua ultima apparizione sul palcoscenico olimpico pagando un ritardo di +14'33"2. (agc)
22 febbraio: le immagini del giorno
Le tute di Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana e Chiara Betti nel Museo Olimpico di Losanna
- MILANO CORTINA 2026
Le imprese azzurre realizzate ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 trovano casa nella storia. Le tute ufficiali indossate da Francesca Lollobrigida (pattinaggio di velocità), Arianna Fontana (short track) e Chiara Betti (short track) entreranno a fare parte della collezione permanente del Museo Olimpico di Losanna (Svizzera), il cuore della memoria sportiva mondiale.
Le tre azzurre hanno donato i propri completi di gara al termine di un’Olimpiade memorabile per l’Italia Team. Francesca Lollobrigida si è assicurata due medaglie d'oro (3.000 metri con tanto di record olimpico e 5.000 metri) nel pattinaggio di velocità, esaltandosi con prestazioni storiche sulla pista lunga del Milano Ice Park. Arianna Fontana, oltre a essere stata una delle grandi protagonista nelle gare di short track grazie a un tris di medaglie (oro nella staffetta mista 2.000 metri, argento nei 500 metri e ancora argento nella staffetta femminile 3.000 metri), è entrata ulteriormente nella leggenda, affermandosi (considerando sia i Giochi Invernali sia quelli Estivi) come l'atleta italiana più decorata della storia con 14 medaglie (superato il precedente record appartenente all'icona azzurra di scherma Edoardo Mangiarotti) e posizionandosi seconda in classifica all-time invernale al pari dell’ex biathleta norvegese Ole Einar Bjørndalen e a meno uno rispetto all'ex sciatrice di fondo Marit Bjørgen (15), la sportiva (donna o uomo) più medagliata della storia. Chiara Betti infine, al pari di Fontana, ha preso parte ai traguardi raggiunti sia dalla staffetta mista sia da quella femminile, delle imprese di squadra rese possibili anche grazie alle prove di tutti gli altri componenti.

Il passaggio di consegne è avvenuto al Villaggio Olimpico di Milano alla presenza del Vice Capo Missione dell’Italia Team, Enzo Bartolomeo, di Frédérique Jamolli, Head of International Cultural Development del Comitato Olimpico Internazionale, e della stessa Chiara Betti, presente alla cerimonia in rappresentanza delle altre pattinatrici azzurre. Un momento istituzionale che ha sancito l’ingresso ufficiale dei cimeli azzurri all'interno della collezione del Museo più prestigioso al mondo dedicato ai Giochi. Con questa donazione, Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana e Chiara Betti entrano idealmente nella galleria dei grandi campioni che hanno scritto le pagine della storia olimpica, lasciando una testimonianza concreta della loro partecipazione e dei risultati ottenuti a Milano Cortina 2026. (agc)

Coppa del Mondo: doppio terzo posto per l'Italia a Cottbus nell'ultima giornata di finali
- GINNASTICA ARTISTICA
La Nazionale di ginnastica artistica raccoglie altri due podi a Cottbus (Germania), dove è andato in archivio il primo appuntamento stagionale di Coppa del Mondo. A distanza di 24 ore dal successo e dal terzo posto ottenuti rispettivamente da Elisa Iorio e Giulia Perotti alle parallele asimmetriche e dall’altro trionfo firmato da Gabriele Targhetta al cavallo con maniglie, infatti, sono arrivati due nuovi importanti piazzamenti (foto FGI) nell'ultima giornata delle finali di specialità in terra tedesca.
Ares Federici ha conquistato il terzo posto al volteggio in virtù della media di 14.133. Ad imporsi è stato l’ucraino Nazar Chepurnyi (14.716) davanti al britannico Sol Scott (14.249). Ha concluso sesto, invece, l’altro azzurro Tommaso Brugnami (13.700). Si è meritata il gradino più basso del podio anche Emma Puato, che ha archiviato la propria prova con 12.933. Ad ottenere la vittoria è stata l’atleta individuale neutrale Anna Kalmykova (13.333) mentre sulla piazza d’onore si è andata a posizionare la giapponese Aiko Sugihara (13.133). Si è fermata al quinto posto, infine, l'avventura di Emma Fioravanti (12.600). (agc)

Andrea Giovannini agguanta il bronzo nella mass start: 30ª medaglia olimpica per l'Italia Team
- PATTINAGGIO DI VELOCITÀ
Porta la firma di Andrea Giovannini la 30ª medaglia (10 ori, sei argenti e 14 bronzi) dell’Italia Team ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Il trentaduenne trentino, smaltita l’euforia per l’oro firmato quattro giorni fa nell’inseguimento a squadre insieme a Davide Ghiotto e Michele Malfatti, è andato a prendersi in rimonta il bronzo nella mass start, specialità in cui nel corso della gloriosa carriera è stato capace di assicurarsi due Coppa del Mondo consecutive (2024 e 2025), due medaglie agli Europei (l’argento di Kolomna 2018 ed il bronzo di Tomaszów Mazowiecki 2026) e due medaglie ai Mondiali (il bronzo di Heerenveen 2023 e lo storico oro di Hamar 2025). Giovannini (foto Ferdinando Mezzelani/CONI), inoltre, è diventato il secondo azzurro a fare breccia sul podio a cinque cerchi nella partenza in linea, introdotta ai Giochi Olimpici soltanto a Pyeongchang 2018, dopo Francesca Lollobrigida, anche lei bronzo nell’edizione di quattro anni fa a Pechino 2022.
Il veterano azzurro si è qualificato per l'ultimo atto in virtù del quarto posto centrato nella seconda semifinale con 13 punti sprint alle spalle del francese Timothy Loubineaud (61), del cinese Yu Wu (40) e dell’olandese Stijn van de Bunt (24). In finale, quindi, ad alzare le braccia al cielo è stato l’altro pattinatore orange Jorrit Bergsma (oro con 68), che per primo ha interrotto gli indugi dandosi alla fuga insieme al danese Viktor Hald Thorup (argento con 47) e riuscendo poi a resistere sino agli ultimi metri di pista con il taglio in solitaria della linea di arrivo. Sul terzo gradino del podio olimpico si è andato a piazzare proprio Giovannini (21) che, a conclusione di una gara estremamente tattica ed in cui non è riuscito insieme al resto del gruppo a restare incollato e ad inseguire il duetto al comando, ha prevalso in volata nel duello per il bronzo ai danni dello statunitense Jordan Stolz (quarto con 10), già campione in questi Giochi di Milano Cortina 2026 sia nei 500 metri sia nei 1.000 metri, del sudcoreano Jae-Won Chung (quinto con 6) e del canadese Antoine Gelinas-Beaulieu (sesto con 3). Non ha preso parte alla finale l'altro azzurro Daniele Di Stefano, nono nella sua semifinale e primo degli esclusi dalla lotta per le medaglie per quanto riguarda la propria batteria. (agc)
IL MEDAGLIERE DELL'ITALIA TEAM
L'Italia Team fa 30: bronzo per Giovannini nella mass start di pattinaggio di velocità
Deromedis trionfa a Livigno davanti a Tomasoni: epica doppietta azzurra nello ski cross maschile
- FREESTYLE
L'Italia maschile scrive una pagina di storia indelebile sul tracciato del Livigno Snow Park. Simone Deromedis e Federico Tomasoni hanno conquistato rispettivamente l'oro e l'argento, regalando al nostro Paese un'epica doppietta nello ski cross maschile a poco più di 24 ore dalla conclusione delle competizioni dei Giochi di Milano Cortina 2026.
Si tratta della seconda e della terza medaglia azzurre di sempre in una prova olimpica di freestyle dopo l'impresa di bronzo targata Flora Tabanelli cinque giorni fa. Un doppio podio senza precedenti per i colori italiani in questa specialità, che fece la sua comparsa sul palcoscenico a cinque cerchi solamente 16 anni fa nell'edizione canadese di Vancouver 2010. L'Italia Team ha quindi posto la firma in pochi minuti sulla 28ª e sulla 29ª medaglia (10 ori, sei argenti e 13 bronzi) di questa rassegna olimpica invernale in casa, agguantando in un colpo solo anche la doppia cifra di trionfi.
Deromedis, quinto ai Giochi di Pechino 2022, vincitore del titolo iridato nel febbraio 2023 in occasione dei Mondiali georgiani di Bakuriani nonché presentatosi a questi Giochi di Milano Cortina 2026 dopo la vittoria centrata lo scorso 31 gennaio al Park Monzoni nella gara-2 di Coppa del Mondo a Passo San Pellegrino, ha cominciato il proprio cammino sulla neve della località valtellinese con il nono miglior tempo (1'07"55) fatto segnare all'interno del seeding round. Tomasoni invece, terzo sempre tre anni fa nel mixed team mondiale in coppia con Jole Galli ed alla prima finale individuale della carriera (fu sesto ancora a Bakuriani nella gara singola mentre in Coppa del Mondo può vantare al massimo la quinta piazza del dicembre 2023 nella tappa svizzera ad Arosa, ha fatto registrare il 17° riferimento cronometrico (1'08"01) nella fase preliminare.
Il venticinquenne trentino ed il ventottenne bergamasco (foto Roberto Di Tondo/CONI), quindi, si sono piazzati primo e secondo nelle rispettive batterie di ottavi di finale, per poi dare vita ad un eccezionale gioco di squadra sia nella heat di quarti sia nella semifinale di apertura, dove in tutti e due i casi Deromedis ha tagliato la linea di arrivo di fronte a Tomasoni, assicurando all'Italia la certezza del podio. Il fenomeno della Val di Non, poi, nella big final riservata ai migliori quattro sciatori, si è reso autore di una partenza da incorniciare, prendendo subito il comando delle operazioni sin dalla prima curva (senza più mollarlo) e conducendo in porto da campione la vittoria.
Alle sue spalle, nel tripudio del pubblico azzurro presente ai bordi della pista di Livigno, è arrivato proprio il classe 1997 Castione della Presolana, spettacolare nell'assicurarsi l'argento al fotofinish ai danni dello svizzero Alex Fiva (bronzo), che ha assicurato all'Italia i due gradini più alti del podio. Immediato il dito rivolto verso il cielo per Tomasoni in ricordo della fidanzata Matilde Lorenzi, la giovane promessa dello sci alpino femminile scomparsa nell'ottobre 2024. Al quarto posto, quindi, è arrivato il giapponese Satoshi Furuno. Nulla da fare per gli altri due azzurri in gara ovvero Dominik Zuech ed Edoardo Zorzi, che hanno visto le loro gare concludersi rispettivamente ai quarti ed agli ottavi di finale. (agc)
IL MEDAGLIERE DELL'ITALIA TEAM
Freestyle, storica doppietta azzurra nello ski cross: trionfa Deromedis, Tomasoni d'argento
Wierer e Lollobrigida sfiorano il podio nelle mass start olimpiche di biathlon e pattinaggio di velocità
- RISULTATI AZZURRI
Italia Team tre volte sul podio nella penultima giornata di gare dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L'epica doppietta nello ski cross targata Simone Deromedis-Federico Tomasoni ed il bronzo di Andrea Giovannini nella mass start di pattinaggio di velocità (quando mancano all'appello soltanto le ultime sfide di domenica 22 febbraio) hanno fatto salire il nostro Paese alla cifra tonda di 30 medaglie (10 ori, sei argenti e 14 bronzi), valevole per il provvisorio quarto posto all'interno del medagliere alle spalle di Norvegia (40 con 18 ori, 11 argenti ed 11 bronzi), Stati Uniti (32 con 11 ori, 12 argenti e nove bronzi) e Paesi Bassi (20 con 10 ori, sette argenti e tre bronzi). Ecco di seguito i risultati di tutti gli altri atleti azzurri impegnati sabato 21 febbraio.
BIATHLON - Doppietta francese nella mass start femminile di Anterselva. Oceane Michelon (1-0-0-1) ha firmato la medaglia d'oro, completando la distanza dei 12.5 km con il tempo 37'18"1 e precedendo all'arrivo la connazionale Julia Simon (argento con 0-0-1-0 e +6"6) e la ceca Tereza Vobornikova (bronzo con 1-0-0-0 e +7"4). Ha gettato il cuore oltre l'ostacolo una grande Dorothea Wierer (0-1-1-0 con +30"0) che, al cancelletto di partenza in quella che rappresentava l'ultima gara della carriera (foto ANSA), ha provato in tutto l'ultimo giro a conquistarsi un posto all'interno della top-3, salvo poi tagliare la linea di arrivo in quinta piazza. Giornata molto complicata al poligono, invece, per Lisa Vittozzi (1-1-0-2 con +1'43"5), che si è congedata da Milano Cortina 2026 con un 18° posto.
PATTINAGGIO DI VELOCITÀ - Francesca Lollobrigida si è dovuta accontantare della quarta piazza nella mass start femminile. La trentacinquenne di Frascati, dopo aver superato in scioltezza lo scoglio della semifinale, nell'ultimo atto che assegnava le medaglie ha totalizzato solamente 10 punti sprint, posizionandosi alle spalle della favorita olandese Marijke Groenewoud (oro con 60), della canadese Ivanie Blondin (argento con 40) e della pattinatrice statunitense Mia Manganello (bronzo con 20).
BOB - L'Italia maschile sogna il podio dopo le prime due run della gara a quattro. Sul budello di Cortina la squadra formata da Patrick Baumgartner, Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Robert Mircea (+0"78) si trova a soli 19 centesimi di ritardo nei confronti del terzo posto occupato al momento dall'equipaggio tedesco capitanato da Adam Ammour (+0"59). La Germania occupa anche le prime due piazze, con Johannes Lochner (1'48"61) al comando davanti a Francesco Friedrich (+0"43).
La Germania ha fatto la voce grossa anche nella gara a due femminile, che è arrivata a conclusione con la disputa di terza e quarta run. La doppietta teutonica si è materializzata grazie all'oro di Laura Nolte e Deborah Levi (3'48"46) e all'argento di Lisa Buckwitz e Neele Schuten (+0"53). Sul terzo ed ultimo gradino del podio si sono posizionate le statunitensi Kaillie Humphries Armbruster e Jasmine Jones (bronzo con +0"75). Giada Andreutti/Alessia Gatti (+4"71) hanno concluso al 20° posto mentre Simona De Silvestro/Anna Costella non si sono qualificate alla discesa decisiva, chiudendo in 23ª posizione overall.
SCI ALPINISMO - La Francia di Emily Harrop e Thibault Anselmet (oro in 26'57"44) si è aggiudicata la vittoria nella prima storica staffetta mista dei Giochi Olimpici. Sul secondo e sul terzo gradino del podio si sono posizionate la Svizzera di Marianne Fatton e Jon Kistler (argento con +11"86) e la Spagna di Ana Alonso Rodriguez e Oriol Cardona Coll (bronzo con +26"50). Buona prova per i coniugi valtellinesi Alba De Silvestro e Michele Boscacci, che hanno terminato in quinta posizione con uno svantaggio di +1'00"20 rispetto alla vetta.
SCI DI FONDO - La Norvegia ha calato la tripletta nella mass start 50 km in classico di Lago di Tesero, gara che ha fatto calare il sipario sul programma olimpico maschile. Johannes Hoesflot Klaebo (2h06'44"8) si è messo al collo il sesto oro in altrettante apparizioni a Milano Cortina 2026, precedendo al traguardo i connazionali Martin Loewstroem Nyenget (argento con +8"9) ed Emil Iversen (bronzo con +30"7). Per l'Italia ha chiuso tra i migliori 20 Simone Daprà (18° con +8'27"9) mentre Elia Barp (+11'38"1) ha archiviato la propria prova al 22° posto. Non ha preso parte alla sfida Federico Pellegrino (DNS), colpito in extremis da una forte sindrome influenzale. (agc)
21 febbraio: le immagini del giorno
Milano Cortina da record, il Segretario Generale Carlo Mornati: “È davvero l’Italia Team più forte di sempre”
- GIOCHI OLIMPICI
Nella mattinata della penultima giornata dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il Segretario Generale del CONI e Capo Missione, Carlo Mornati è intervenuto in conferenza stampa da Casa Italia Livigno, esprimendo alcune riflessioni sul rendimento azzurro in questa rassegna a cinque cerchi e sul percorso che ha permesso all’Italia Team di conquistare la cifra record di ventinove medaglie (di cui dieci d'oro), quando mancano ancora delle gare da disputare.
“Quando abbiamo fatto riflessioni sulle proiezioni di medaglia, mi ero sbilanciato dicendo che questa sarebbe stata la nostra squadra più forte di sempre alle Olimpiadi. Avevamo l’Olympic Index più alto di sempre nelle discipline invernali, cioè l’algoritmo che tiene conto di tutte le performance degli atleti parametrate alle 116 gare dei Giochi: era pari a 6.58 e dopo diciannove giorni di gare lo stesso indice è schizzato a 7.15. Il risultato è eccezionale. Oggi, quando i Giochi non sono ancora finiti, possiamo dire di avere effettivamente la squadra azzurra più forte di sempre, che ha capitalizzato questa forza con il numero di medaglie”, ha esordito Carlo Mornati durante la conferenza stampa da Livigno, alla presenza del Vice Capo Missione Elisa Santoni (Responsabile Cluster Valtellina) e che si è svolta in collegamento con le altre hospitaly house. A Casa Italia Cortina, ospitata nella Galleria Farsetti, erano presenti il Vice Capo Missione Vicario Alessio Palombi e il Vice Capo Missione e Responsabile Comunicazione e Cerimoniale, Danilo di Tommaso, mentre a Casa Italia a Milano, alla Triennale, hanno presenziato i Vice Capi Missione Enzo Bartolomeo (Responsabile Cluster Milano) e Giampiero Pastore (Responsabile IMSS). Collegato anche l'altro Vice Capo Missione e Responsabile Cluster Val di Fiemme, Alessio Boggiatto.
“Non è un consuntivo, quello verrà fatto alla fine – ha precisato il Segretario Generale -. Ma una riflessione tecnica verso la fine dell’Olimpiade, con ancora tanti atleti in gara. Eravamo presenti in sedici discipline e siamo andati a medaglia in dieci discipline. Dietro i numeri c’è il lavoro di otto anni di due federazioni e quello del Comitato Olimpico, oltre naturalmente al lavoro degli atleti”, ha spiegato Mornati - pochi minuti prima della straordinaria doppietta siglata da Simone Deromedis (oro) e Federico Tomasoni (argento) nello ski cross maschile, medaglie numero 28 e 29 dell'Italia -, ricordando in seguito i dati del rapporto del Censis intitolato “Il valore sociale delle funzioni istituzionali del CONI”, presentato lo scorso 16 dicembre. “Dopo Parigi abbiamo commissionato al Censis uno studio per verificare quello che è il vero valore sociale dietro i successi degli italiani. Sono venuti fuori dei dati eccezionali: per l’89% degli italiani, su un campione che va dai 15 anni ai 90 anni, è importantissimo vincere le medaglie olimpiche perché attribuisce prestigio e crea aggregazione nel proprio Paese, permettendogli di essere in una posizione di rilievo a livello internazionale. Questa è una cosa molto bella e lo stesso discorso vale a livello sociale. Per l’87% degli italiani le medaglie vinte dagli atleti sono importanti perché inducono i ragazzi a fare sport. Sapere che dietro questi successi ci saranno più tesserati e ragazzi che si accostano allo sport dà un valore sociale importantissimo al lavoro che facciamo quotidianamente”, ha aggiunto Mornati, che ha ricordato le borse di studio pari a 1.120.000 euro e i premi pari a 6.240.000 euro distribuiti dal CONI. "Siamo molto contenti. Mi ricollego al rapporto Censis. Per l'81.3% degli italiani è fondamentale garantire un sostegno economico agli atleti che partecipano ai grandi eventi e quindi alle Olimpiadi. Non è un aspetto che sentiamo solo noi, ma che ha un valore sociale per gli italiani", le parole di Mornati.
Dietro i successi, c'è un lavoro che passa dai Centri di Preparazione Olimpica fino all'attività scientifica e di medicina dello sport. "Abbiamo iscritto 196 atleti e ci sono 268 officials. Cinquanta afferiscono al CONI e 218 alle federazioni. Questo è un numero eccezionale. Se c'è una cosa in cui il CONI è campione olimpico indiscusso è proprio su questo aspetto. L'incidenza di officials è superiore agli atleti e succede solo a noi. La media è di circa 100 officials, noi ne abbiamo 168 in più. Questo vuol dire che ogni singolo atleta ha un ingegnere, un fisioterapista, un medico, un allenatore e una parte tecnica di supporto nettamente superiore alla media dei loro competitor", ha ricordato Carlo Mornati. "Milano Cortina è stata, come Parigi, la fine di un cammino. I filoni principali della preparazione olimpica del CONI sono i rapporti con le federazioni, l'assistenza agli atleti, l'utilizzo dei centri di Preparazione Olimpica e la ricerca fatta dall'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport. Lo sport deve vivere la quotidianità con gli atleti ed è quel che abbiamo provato a fare dal 2014: il pieno compimento lo abbiamo avuto a Parigi nel 2024, a Milano Cortina c'è stata l'esplosione - ha spiegato Mornati -. In ogni cluster e in ogni struttura questo piccolo ecosistema si è riprodotto e l'atleta si è ritrovato con lo stesso fisioterapista, lo stesso ingegnere e lo stesso tecnico che lo ha seguito nel corso degli anni. Dei 196 atleti di sedici discipline, prima di venire qui, 104 di nove discipline sono stati seguiti direttamente in questo ecosistema. L'intervento è su istanza federale e vuol dire che le due federazioni di riferimento hanno grande fiducia negli strumenti tecnico-scientifici del CONI". L'Olimpiade dei record parte da lontano. (agc)
Livigno: la conferenza stampa di Mornati a Casa Italia
Tre podi azzurri di specialità a Cottbus: trionfi per Iorio e Targhetta, Perotti terza
- GINNASTICA ARTISTICA
Arrivano tre podi per l’Italia di ginnastica artistica nella tappa di Coppa del Mondo, che si sta svolgendo a Cottbus, in Germania. Nella prima giornata dedicata alle finali di specialità, la spedizione azzurra si regala una splendida doppietta alle parallele asimmetriche: Elisa Iorio, argento olimpico a squadre a Parigi 2024, migliora il punteggio di qualifica (13.866) e trionfa con il punteggio di 14.266, mentre la classe 2009 Giulia Perotti chiude in terza posizione a quota 14.033, alle spalle della russa Milana Kaiumova (14.133).
Sorride anche Gabriele Targhetta che trionfa al cavallo con maniglie, dopo aver centrato la qualificazione all'ultimo atto con il miglior punteggio utile (15.000), poi bissato nell'appuntamento decisivo, dove ha preceduto l'armeno Mamikon Khachatryan (14.966) e il kazako Nariman Kurbanov (14.933). (agc)
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