Qualificazioni Europeo Under 21, domani Lituania-Italia: basta un punto per centrare Polonia 2017
A un passo dal traguardo. Domani la Nazionale di calcio Under 21 (ore 18 locali, le 17 italiane – diretta su Rai Tre) affronterà la Lituania nell’ultimo match delle qualificazioni al Campionato Europeo. Per avere la certezza di staccare il pass per Polonia 2017 all’Italia sarà sufficiente un pareggio, un risultato che impedirebbe di fatto alla Serbia, impegnata domani con la Slovenia e in vantaggio nella differenza reti in caso di arrivo a pari merito, di scalzare dal primo posto gli Azzurrini.
“Ma non giocheremo per il pari – avverte Luigi Di Biagio (foto FIGC) – sarebbe un errore gravissimo. Affronteremo la gara come abbiamo sempre fatto finora, cercando di vincere”. In serata si aggregherà al gruppo Marco Benassi: il centrocampista del Torino tornerà con l’Under 21 dopo aver risposto alla convocazione di Gian Piero Ventura per la gara di ieri sera a Skopje tra la Nazionale maggiore e la Macedonia. La sua esperienza sarà utile per mettere alle corde una Lituania terz’ultima nel girone e senza nessuna speranza di potersi qualificare, ma che venerdì a Kaunas ha dimostrato le sue qualità battendo la più quotata Slovenia: “La Lituania ci creerà sicuramente dei problemi – sottolinea il tecnico – dovremo essere bravi a mettere in campo la cattiveria agonistica che ci ha sempre contraddistinto e a tenerli nella loro metà campo stando attenti alle ripartenze”.
Quello di domani sarà l’ultimo ostacolo di un percorso sin qui esaltante, con gli Azzurrini imbattuti e capaci di collezionare sette vittorie e due pareggi. Sono 17 i gol realizzati da Cerri e compagni, solo 3 quelli subiti: “Se devo fare un bilancio sono orgoglioso del nostro percorso fatto – conclude Di Biagio - abbiamo disputato partite da squadra vera in uno dei gironi più difficili ed equilibrati di tutti. Devo fare un plauso a questi ragazzi per quello che hanno fatto in questo anno e mezzo”.
Programma e classifica del Gruppo 2
11 ottobre: Lituania-ITALIA
11 ottobre: Serbia-Slovenia
La classifica: ITALIA 23 punti, Serbia 20, Slovenia 15, Repubblica d’Irlanda 12, Lituania 9, Andorra 3.
Qualificazioni Mondiali, l'Italia vince 3-2 in Macedonia. Decide Immobile nel recupero
L’Italia soffre, ma alla fine conquista un risultato importante in una partita valida per la terza giornata del gruppo G di qualificazione per i Mondiali 2018. Una vittoria (3-2) in casa della Macedonia, che consente agli Azzurri di restare agganciati in classifica alla Spagna che ha battuto l’Albania e di tirare un sospiro di sollievo dopo 90 minuti tiratissimi risolti solo in extremis. Successo in rimonta per la squadra di Ventura che, dopo essere passata in vantaggio al 23’ del primo tempo con Belotti, nella ripresa ha subito nel giro di due minuti prima il pareggio e poi il vantaggio della Macedonia, soffrendo fino al 29’ quando Ciro Immobile (foto ANSA) ha siglato il 2-2 e poi firmato la sua doppietta in pieno recupero.
Cinque cambi rispetto alla partita di giovedì scorso contro la Spagna, in campo un’Italia rinnovata, ma soprattutto giovane con sei giocatori classe 1992. Con il veterano Buffon in porta, Ventura schiera la difesa a tre Barzagli, Bonucci, Romagnoli, a centrocampo Verratti in cabina di regia con Candreva e De Sciglio esterni e con Bernardeschi e Bonaventura, in attacco Belotti-Immobile, che il ct ha avuto nel Torino. Con il pubblico a favore, la Macedonia parte subito all’attacco e crea il primo pericolo con Pandev, al quale risponde Buffon. Fanalino di coda a zero punti, la squadra di casa è tutto tranne che arrendevole. E, dopo un gol annullato a Candreva per fuorigioco (10’), i macedoni si riversano a testa bassa all’attacco colpendo la traversa con Nestorovsky.
Trema il palo sopra la testa di Buffon, ma trema anche l’Italia, in difficoltà quando la Macedonia verticalizza il gioco, sfruttando la velocità dei propri attaccanti. La traversa sveglia gli Azzurri, che si organizzano per sfruttare le fasce e in particolare le qualità di Candreva, protagonista al 23’. Un perfetto cross, infatti, mette in condizione Immobile di tirare e costringere Bogatinov a salvarsi in angolo. Sugli sviluppi del corner battuto da Bernardeschi, Belotti con perfetta scelta di tempo anticipa tutti e realizza di interno destro l’1-0 e il suo primo gol con la maglia della Nazionale. Una volta in vantaggio, la squadra azzurra prende in mano la partita con più convinzione, chiudendo il primo tempo in attacco con il solito, perfetto cross di Candreva sul secondo palo, sul quale interviene in maniera scoordinata Bonaventura.
Nella ripresa, l’Italia prova a chiudere il conto. Ma, dopo un’iniziativa di Immobile neutralizzata da Bogatinov, nel giro di due minuti la Macedonia pareggia e passa in vantaggio prima con Nestorovsky (12’) e poi con Hasani (14’), due gol nati da altrettanti errori degli Azzurri. Ventura corre ai ripari effettuando due cambi al 19’: Parolo per Bonaventura e Sansone per Bernardeschi. Momento di grande difficoltà per gli Azzurri, che non riescono a superare il muro alzato dai macedoni tra difesa e centrocampo. E rischiano addirittura la terza rete quando al 25’ Mojsov colpisce a botta sicura e Buffon con un grande riflesso si salva in angolo.
Dalla paura alla gioia passano quattro minuti; al 29’, infatti, con l’interno del piede sinistro, Ciro Immobile firma il 2-2. Ritrovata la carica, l’Italia cerca di mettere alle corde i padroni di casa. E al 38’ Bogatinov si salva in angolo su Candreva. Subito dopo, a dare man forte all’assalto azzurro, entra anche Eder. Trascinata dall’orgoglio e dal carattere, la squadra di Ventura trova il gol al 44’ con Parolo, annullato per fuorigioco, e poi al 46’ con Ciro Immobile, che realizza la sua doppietta: stavolta è quella buona e gli Azzurri tornano a casa con un successo importantissimo.
L'Italia di Ventura sbarca a Skopje. Domani sera la sfida con la Macedonia
L’Italia di Gian Piero Ventura è sbarcata a Skopje. Dopo l’ultima seduta di allenamento svolta nel Centro Sportivo di Vinovo la Nazionale, reduce dall'1-1 con la Spagna, ha raggiunto la Macedonia per sfidare i padroni di casa, nella 3/a partita del Gruppo G di qualificazione ai Mondiali di calcio del 2018. Tra gli Azzurri non ci sarà Giorgio Chiellini, presente anche oggi a Vinovo ma con la maglia d’allenamento della Juventus. Il difensore, che aveva saltato per squalifica la sfida di giovedì con le 'Furie Rosse', ha iniziato il lavoro di recupero dal trauma contusivo al polpaccio destro che lo ha costretto a dare forfait per il match di domani sera.
Salterà ovviamente la gara in programma allo Stadio Arena Filippo II (ore 20.45 – diretta su Rai 1) anche Riccardo Montolivo: il centrocampista del Milan, infortunatosi giovedì con gli spagnoli, si è sottoposto questa mattina ad un intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. A Montolivo sono arrivati tanti messaggi affettuosi da parte dei compagni di Nazionale e anche il sostegno su Twitter del difensore della Spagna Sergio Ramos, protagonista dell’episodio costato l’infortunio al capitano rossonero.
In mezzo al campo, toccherà a Marco Verratti. "E' un capitale della Nazionale - riconosce Ventura -. Se non ci sono sorprese domani giocherà. Con la Spagna non era in condizione". Il Ct non snobba l'avversario di domani: "Sarà un match ostico. La Macedonia ha perso due partite ma ha avuto sfortuna. Sara una gara importante e determinante".
L’elenco dei convocati
Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Gianluigi Donnarumma (Milan), Mattia Perin (Genoa);
Difensori: Davide Astori (Fiorentina), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Angelo Obinze Ogbonna (West Ham), Alessio Romagnoli (Milan);
Centrocampisti: Marco Benassi (Torino), Federico Bernardeschi (Fiorentina), Giacomo Bonaventura (Milan), Antonio Candreva (Inter), Domenico Criscito (Zenit S. Pietroburgo), Matteo Darmian (Manchester United), Daniele De Rossi (Roma), Mattia De Sciglio (Milan), Alessandro Florenzi (Roma), Marco Parolo (Lazio), Marco Verratti (Paris Saint Germain);
Attaccanti: Andrea Belotti (Torino), Eder Citadin Martins (Inter), Manolo Gabbiadini (Napoli), Ciro Immobile (Lazio), Nicola Sansone (Villareal).
La Scuola dello Sport guarda a Tokyo 2020. Malagò: "prepariamo le risorse professionali per il domani"
La Scuola dello Sport del CONI guarda al futuro. Tagliato il traguardo dei 50 anni di storia, l’Istituzione che ha dato lustro al movimento sportivo italiano, pensa già al domani e conclude la settimana di iniziative e appuntamenti programmati per festeggiare la ricorrenza, pronta ad affrontare le nuove sfide che l’attendono. Il simposio conclusivo è stato intitolato proprio ai prossimi obiettivi: “Verso Tokyo 2020 le nuove sfide nell’allenamento e le performances di alto livello: metodologie, ricerche e innovazioni scientifiche”, organizzato al Centro di Preparazione Olimpica "Giulio Onesti" in collaborazione con la Società Italiana delle Scienze Motorie e Sportive (foto Mezzelani/GMT).
“E’ un altro appuntamento che integra questa ricorrenza dei 50 anni della Scuola dello Sport, un’eccellenza del nostro mondo – ha sottolineato il Presidente del CONI, Giovanni Malagò aprendo i lavori assieme al Segretario Generale Roberto Fabbricini, al Vice Segretario, Carlo Mornati, al presidente della CONI Servizi, Franco Chimenti, al membro CIO Mario Pescante e al Presidente SISMES, Pasqualina Buono e il professor Antonio La Torre -. Qui oggi c’è una fortissima identificazione con i nostri stakeholder, i nostri rappresentanti. Dobbiamo seminare e preparare le risorse professionali per il domani. Ne abbiamo bisogno oggi, non è soltanto un problema generazionale. Non è detto che se sei stato un grande atleta, sarai necessariamente un buon dirigente sportivo. Non accade in automatico, perché sappiamo che oggi vivi più con gli aspetti amministrativi e gestionali piuttosto se, per esempio, conosci cosa sia la massa magra o un certo tipo di allenamento. Non si deve confondere il ruolo tra tecnico e dirigente. Ma questo è il vero traguardo dello sport in assoluto e dei nostri atleti. Siamo messi bene, abbiamo una bella base e, salvo quelle eccezioni che confermano la regola, un’eccellente credibilità internazionale grazie a persone come Mario Pescante che hanno preparato un buon terreno che va arato di nuovo, riseminato e da cui vanno raccolti i frutti. Il CONI sarà sempre al vostro fianco, siamo felici di investire sulla progettualità”.
“Come siamo arrivati a questo CONI di cui siamo tutti orgogliosi? – ha esordito Pescante - Questa struttura è erede di quel momento meraviglioso che si è sviluppato dopo le Olimpiadi del 1960. L’entusiasmo di quelle giornate, la legacy che lasciò ha fatto sì che lo sport italiano si è trasformato. L’Istituto di Medicina, prima della Scuola, fu la prima iniziativa al mondo di una struttura scientifica al servizio dello sport. Era un modello, qui sono passati allievi di ogni Paese. Poi tre anni dopo, si sviluppò l’idea della Scuola dello Sport: costruita perché erano avanzati tanti mattoni delle Olimpiadi da tre straordinari ingegneri che la realizzarono in stretta economia. E questi ingegneri girarono il mondo, incaricati dal CIO, per spiegare come in economia si potesse realizzare una cosa simile. Fu l’epoca poi dei centri sportivi. È passato mezzo secolo, ma questa resta l’immagine di come il CONI abbia saputo costruire una struttura ammirata in tutto il mondo”.
Numerosi gli interventi che si sono succeduti: Antonio La Torre, professore associato Metodi e didattica delle Attività Sportive presso l’Università degli Studi di Milano e docente SdS di Metodologia dell’Allenamento Sportivo, ha introdotto il workshop “Ricerca e Performance: spunti e piste di lavoro futuro”; Nicola Maffiuletti, direttore del Laboratorio di ricerca neuromuscolare Schulthess Clinic di Zurigo si è occupato del tema “I fattori neuromuscolari: è questa la frontiera dell’allenamento della forza?”; “Energy saving e Brain training per ottimizzare le prestazioni di endurance” è stato l’argomento affrontato da Federico Schena, professore ordinario di Scienze dello Sport dell’Università di Verona; Antonio Paoli, professore associato di Scienze Motorie e collaboratore del centro di ricerca sulla cellula muscolare dell’Università di Padova ha trattato il tema “Nutrizione, prestazione agonistica & recupero”; Claudio Robazza, professore associato presso l’Università “d’Annunzio” di Chieti-Pescara, direttore della Scuola Regionale dello Sport d’Abruzzo e docente della Scuola dello Sport del CONI, ha parlato, invece, di “una mente senza limiti?”; Pasqualina Buono si è occupata di “Genomica & performance sportiva: teorie e ricadute sportive”, mentre Marco Cardinale, Head of Sports Physiology Aspire Academy, ha discusso delle “Innovazioni tecnologiche e prestazioni sportive: un approccio evidence based”.
È stato, invece, il Segretario Fabbricini, insieme a Claudio Gallozzi,responsabile del dipartimento Scienza dello Sport dell’Istituto Medicina e Scienza dello Sport, ha ricordare la figura di Marcello Faina, scomparso nel 2012 e già direttore del dipartimento Scienza dello Sport. “E’ stato un personaggio particolare che ha fatto un lavoro, con la sua competenza, la sua profonda conoscenza del mondo dello sport e la sua fame di conoscere, fondamentale. È stato uno studioso con una dedizione completa, che ha lavorato a tempo pieno per lo sport italiano”, è stato il suo pensiero.
Mornati, capo missione ai Giochi di Rio 2016 - intervenuto insieme a Matteo Varnier, tecnico della coppia d'argento del beach volley Lupo-Nicolai, al ct della pallanuoto bronzo a Rio, Sandro Campagna e a Francesco Cattaneo, coordinatore della squadra azzurra del canottaggio che in Brasile ha vinto due bronzi - ha tracciato un bilancio dell’Olimpiade brasiliana, con uno sguardo volto al futuro e a Tokyo 2020. “E’ stata un’olimpiade vissuta molto intensamente - ha spiegato, sottolineando il lavoro di programmazione svolto per affrontare al meglio i primi Giochi sudamericani -. I numeri parlano da soli: abbiamo avuto 314 ragazzi, una spedizione molto ampia, dal punto di vista qualitativo 69 ragazzi sono andati sul podio. Abbiamo un centinaio di ragazzi nel Club Olimpico, un terzo di quelli che sono andati a Rio sono arrivati nei primi quattro. Un aspetto non trascurabile poi è quello legato all’età. Il cambio generazionale forse lo abbiamo sfruttato al meglio: quelle di Rio sono le più giovani medaglie d’oro della storia dopo Los Angeles. Un aspetto da non sottovalutare, inoltre, è che siamo arrivati verso una specializzazione naturale: sono state otto le federazioni che hanno preso una medaglia contro le quattordici di Londra. Anche se questa specializzazione è stata quasi non voluta, perché il CONI guarda lo sport a 360°. Dovremmo pensare a una programmazione a 7 anni? L’ideale sarebbe lavorare sulla base di un doppio quadriennio. E poi, possiamo avere tutta la tecnologia del mondo, ma se non ci sono gli atleti. Se sport evoluti come il calcio fanno fatica… bisogna fare un’analisi e capire quali sono le specialità in cui possiamo investire”.
La conclusione dei lavori è stata affidata a Rossana Ciuffetti, direttore della Scuola dello Sport: “si conclude così una settimana di convegni, i risultati si ottengono per piccolissimi dettagli. Noi abbiamo la necessità di essere un supporto per tutti gli staff tecnici per consentire di ottenere tutti i risultati che lo sport italiano merita”. “La nostra presenza qui è motivo di orgoglio per noi - ha aggiunto il Presidente SISMES, Buono -, spero che si possa saldare un rapporto di collaborazione scientifica che possa essere importante per lo sport”. “Lo sforzo che dobbiamo fare tutti è quello di fare squadra – l’auspicio di Fabbricini -. Con le difficoltà che incontriamo nel quotidiano è l’unico modo. Siamo concentrati tutti allo stesso modo su qualunque forza riguardi i nostri giovani e promuova l’organizzazione di momenti di acculturamento maggiore”.
Malagò premia con Zanella la campionessa pachistana di squash, Maria Toorpakai Wazir
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, unitamente al Segretario Generale, Roberto Fabbricini, ha ricevuto oggi al Foro Italico – insieme al Presidente della FIGS, Siro Zanella, al Segretario Generale Davide Monti e a una delegazione della Federazione - la campionessa pakistana di squash, Maria Toorpakai Wazir, reduce dalla testimonianza resa nella seconda giornata di lavori alla conferenza internazionale “Sport e Fede” in Vaticano. La giovane musulmana è intervenuta nell’ambito de “Il Rispetto”, uno dei sei princìpi scelti dal Pontificio Consiglio della Cultura.
Maria ha una storia particolare: si tagliò i capelli e iniziò a giocare nel Waziristan del Sud travestendosi da ragazzo, ma quando le accortezze utilizzate per nascondere l’identità vennero vanificate dalla riconoscibilità del nome, speso per iscriversi ai tornei, iniziò a subire minacce per l’abbigliamento indossato durante le gare e fu costretta a emigrare. Da qualche vive a Toronto , nel 2012 ha vinto il Liberty Bell Open ed oggi è tra le più forti giocatrici di squash al mondo. Ha creato una fondazione e iniziato a costruire un ospedale per gli sfollati, pensa a scuole e luoghi dedicati allo sport.
Malagò si è complimentato con Maria per l’esempio offerto, testimonial di sport che sa unire abbattendo ogni barriera, per i valori che hanno animato la sua ascesa sociale in nome della passione per il movimento agonistico come fonte di riscatto e affermazione. Il Presidente, parlandole dei successi dei campioni italiani di tutti i tempi, l’ha omaggiata con il libro del Centenario del CONI e con quello personale “Storie di sport, storie di donne”. La campionessa ha ricambiato donando a Malagò la sua pubblicazione autobiografica “La figlia diversa”.
L’incontro si è chiuso con la consegna alla Toorpakai Wazir del nick d'onore e della maglia tricolore della Federazione Italiana Gioco Squash, come riconoscimento per l’impegno profuso nella promozione della disciplina e per la tutela dei diritti delle donne di cui si è fatta portabandiera nel mondo.

Finale Coppa del Mondo: a Bologna Giordano è bronzo nella pistola libera
Esordio con medaglia (di bronzo) per la squadra azzurra alla Finale di Coppa del Mondo ISSF che è cominciata questa mattina a Bologna. A conquistarla è stato Giuseppe Giordano (Esercito), protagonista nella pistola libera: il tiratore italiano, infatti, dopo aver superato la fase di qualificazione è riuscito a mantenersi sempre nelle posizioni alte della classifica, e ha chiuso la sua prestazione conquistando la medaglia di bronzo. La gara è stata vinta dal cinese Wei Pang (190.6), reduce dal terzo posto conquistato ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, che ha preceduto l'indiano Jitu Rai (188.8). A premiare gli atleti è stato il Segretario Generale del CONI, Roberto Fabbricini.
In gara oggi anche gli atleti di carabina libera a terra uomini: medaglia d'oro per Michael Mcphail (209.1) che è riuscito a sovrastare il danese Torben Grimmel (208.5), in seconda posizione, e il fuoriclasse americano Matthew Emmons, al terzo posto. Sugli spalti un ospite d'eccezione: il campione olimpico Niccolò Campriani (Fiamme Gialle), che ha assistito alla gara insieme al Presidente UITS Obrist, al Segretario Generale del CONI Fabbricini e al Vice Presidente UITS Tito Suss.
Domani saranno in gara le tiratrici di pistola sportiva e gli atleti di pistola automatica, dove a rappresentare sulle linee di tiro sarà Riccardo Mazzetti (Esercito).
I vincitori del 50° Concorso Letterario
La Commissione per l’assegnazione del Premio della 50ª edizione del Concorso Letterario si è riunita oggi presso la sede del CONI. Presieduta dal Prof. Walter Pedullà e composta da Paola Pigni, Valerio Bianchini, Giorgio Cristallini, Piero Mei, Giancarlo Padovan e Roberto Rosseti, la Commissione, dopo un approfondito esame delle opere presentate, ha attribuito i seguenti premi:
Sezione Narrativa
| Premio | Autore | Titolo | Casa Editrice |
| 1° (euro 3.000) | Federico Buffa, Paolo Frusca | L’ultima estate di Berlino | Rizzoli |
| 2° (euro 2.000) | Andrea Barocci | Un italiano di nome Kobe | Absolutely Free |
| Segnalazioni particolari | Giovanni Fiorina | Masnago | Marsilio |
Sezione Saggistica
| Premio | Autore | Titolo | Casa Editrice |
| 1° (euro 3.000) | Gian Paolo Ormezzano | I Cantaglorie | 66TH A2ND |
| 2° (euro 2.000) | Alessandra Loro, Gianfranco Natoli | I ragazzi di Brema | Tipografia Moderna |
| Segnalazioni particolari | Antonella Stelitano, Alejandro Mario Dieguez, Quirino Bortolato | I papi e lo sport | Libreria editrice Vaticana |
Sezione Tecnica
| Premio | Autore | Titolo | Casa Editrice |
| 1°(euro 3.000) | Caterina Pesce, Rosalba Marchetti, Anna Motta, Mario Bellucci | Joy of moving | Calzetti e Mariucci |
| 2°(euro 2.000) | Luca Marin, Sara Ottobrini | Abili si diventa | Calzetti e Mariucci |
| Segnalazioni particolari | Andrea Vivian | Allenarsi con 1 euro | Calzetti e Mariucci |
Da martedì finale di Coppa del Mondo a Roma. Riflettori sulle stelle azzurre di Rio
Da lunedì 10 ottobre Roma diventerà il punto di massima attrazione per il Tiro a Volo internazionale. Sulle pedane del Tav Valle Aniene prenderà il via la Finale di Coppa del Mondo 2016, manifestazione alla quale prenderanno parte tutti i migliori tiratori della stagione agonistica in via di conclusione e tutti i medagliati dei Giochi Olimpici di Rio 2016. I riflettori si accenderanno martedì con la Cerimonia di Apertura, prevista per le ore 17, durante la quale il Presidente della ISSF, International Shooting Sport Federation, darà il via alle gare. A fare gli onori di casa sarà il Presidente Federale Luciano Rossi, anche Vice Presidente della ISSF, che accoglierà, tra gli altri, il Presidente del CONI Giovanni Malagò, diversi Membri del Comitato Olimpico Internazionale, a Roma per assistere alla competizione, e le autorità civili e militari.
Un parterre d’eccezione per una gara prestigiosa a cui l’Italia si è accreditata con prima nazione con ben 10 tiratori qualificati. La competizione entrerà nel vivo mercoledì 12 ottobre con ben due finali. Protagonisti in pedana saranno gli specialisti di Double Trap e Skeet. Tra i primi gareggeranno anche Marco Innocenti di Montemurlo (PO), argento olimpico a Rio, e Alessandro Chianese (Marina Militare), vincitore della Prima Prova di Coppa del Mondo ISSF di quest’anno a Cipro. Per loro la competizione si articolerà in 150 piattelli di qualifica da cui scaturiranno i sei semifinalisti che si giocheranno le medaglie. In questo caso la semifinale inizierà alle 13.30.
Per quanto riguarda lo Skeet, il comparto maschile sarà impegnato nelle prime tre serie di qualifica e concluderà la gara il giorno mentre quello femminile affronterà la gara completa, ovvero 75 piattelli di qualificazione e finale, prevista per le ore 15. In questa specialità l’Italia brillerà per quantità e qualità dei tiratori in gara. Nella gara femminile la nostra bandiera verrà portata da un super squadrone di mamme guidato da Diana Bacosi (Esercito), neo Campionessa Olimpica, Chiara Cainero (Forestale), Vice Campionessa Olimpica a Rio e Campionessa Olimpica a Pechino 2008, e da Simona Scocchetti (Esercito), quest’anno medaglia di bronzo alla Prova di Coppa del Mondo a Baku (AZE) e già Vice Campionessa del Mondo nel 2013 a Lima (PER).
In quella maschile verremo rappresentati dal neo Campione Olimpico e vincitore della Finale di Coppa del Mondo 2016 a Cipro Gabriele Rossetti (Fiamme Oro) e da Tammaro Cassandro (Forestale); quest’anno a podio in tre delle quattro Coppe di Mondo qualificanti con l’argento di San Marino ed i bronzi di Baku e Rio De Janeiro. In questo caso, dopo i 75 piattelli di mercoledì 12, la gara si concluderà giovedì 13 con ulteriori 50 piattelli e le finali, in programma per le ore 14.00 L’onore della chiusura spetterà agli specialisti di Fossa Olimpica, in gara venerdì 14 e sabato 15 ottobre con lo stesso programma dello Skeet. In gara ci saranno Giovanni Pellielo (Fiamme Azzurre), argento a Rio de Janeiro, a Pechino 2008 e ad Atene 2004 e medaglia di Bronzo a Sydney 2000, e Daniele Resca (Carabinieri), quest’anno medaglia d’argento nella Prova di Coppa del Mondo di San Marino, per la classifica maschile e Alessia Iezzi (Carabinieri), quest’anno medaglia di Bronzo nella Prova di Coppa di Baku (AZE). Ovviamente, ognuna delle Squadre Azzurre potrà contare sul supporto tecnico e personale dei rispettivi Direttori Tecnici Nazionali, Mirco Cenci per il Double Trap, Andrea Benelli per lo Skeet e Albano Pera per la Fossa Olimpica.
PROGRAMMA
Martedì 11 ottobre Allenamenti Ufficiali di Skeet e Double Trap
Ore 17.00 Cerimonia di Apertura
Mercoledì 12 ottobre Gara Double Trap (150 piattelli)
Gara Skeet Maschile (75 piattelli)
Gara Skeet Femminile (75 piattelli)
Ore 13.30 Finale Double Trap
Ore 15.00 Finale Skeet Femminile
Giovedì 13 ottobre Allenamenti Ufficiali Trap
Gara Skeet Men (50 piattelli)
Ore 14.00 Finale Skeet Maschile
Venerdì 14 ottobre Gara Trap Maschile (75 piattelli)
Gara Trap Femminile (75 piattelli)
Ore 15.00 Finale Trap Femminile
Sabato 15 ottobre Gara Trap Maschile (50 piattelli)
Ore 14.00 Finale Trap Maschile
Scuola dello Sport, seminario su Giulio Onesti per celebrare i 50 anni. Malagò: un fiore all'occhiello
Una storia speciale che sintetizza l’essenza dello sport. Perché va oltre l’aspetto agonistico, significa cultura, tradizione, civiltà. Educazione e formazione declinate nella loro forma più nobile. La Scuola dello Sport ha tagliato il prestigioso traguardo di 50 anni di attività: una settimana di celebrazioni e di approfondimenti per celebrare chi ha scritto pagine indelebili del movimento tricolore, creando le premesse di un percorso inimitabile che ancora oggi è un modello a livello internazionale. Giulio Onesti è stato il padre, il fondatore di una struttura - oggi guidata da Rossana Ciuffetti - che caratterizza l'attività del CONI. La sua figura, le finalità perseguite nel corso di questi 50 anni, insieme alle personalità più influenti e ai personaggi che hanno contribuito alla crescita di questa splendida realtà, sono state oggetto del Seminario odierno “La Scuola dello Sport e il suo fondatore”.
I lavori sono stati aperti dal saluto del Segretario Generale del CONI, Roberto Fabbricini, con menzione speciale alla memoria di Carlo Vittori, docente e allenatore di campioni, e sono proseguiti con gli interventi dell’Amministratore Delegato di Coni Servizi, Alberto Miglietta, del membro CIO, Franco Carraro, e del Presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica, Bruno Grandi. Vincenzo Cappelletti, dottore in Medicina e in Filosofia, ha invece sottolineato la meritoria opera di Antonio Venerando e Giorgio Oberweger a favore dello sviluppo delle linee guida dettate da Onesti, Francesco Bonini, Rettore della LUMSA e professore ordinario di storia delle istituzioni politiche, ha parlato di “Giulio Onesti e dell’ordinamento sportivo italiano, una proposta per la storia dello sport”, Antonio Lombardo Professore ordinario di Storia contemporanea presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e titolare degli insegnamenti di Storia dello sport e di Storia dell’educazione fisica nel Corso di laurea in Scienze motorie, ha trattato il tema del CONI e dello sport scolastico, mentre Marco de Guzzis, Amministratore Delegato EDITALIA, ha presentato il volume “Emozione olimpiche di tutti i tempi”.
Il Segretario Generale, Roberto Fabbricini, nel suo discorso ha ricordato come "Onesti ebbe il merito di trovare soluzioni ai problemi del nostro mondo, creando la figura del maestro dello sport, che poi è stata diversificata anche in altre forme, come in quelle di dirigente e di operatore sportivo". Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, è intervenuto nel cuore del Seminario per sottolineare l’importanza strategica della Scuola dello Sport nella mission che intende perseguire il CONI per promuovere lo sviluppo del movimento italiano. “Questa struttura é un’eccellenza del nostro mondo. Franco Carraro e gli altri qualificati relatori hanno potuto offrire un contributo storico importante, per esaltare tutto quello che di importante e bello è stato fatto negli anni: il mio contributo è finalizzato a conferire alla Scuola un impulso diverso. Per questo ho messo Rossana Ciuffetti alla guida, perché la considero una persona di valore. Abbiamo sinergie sempre più significative con il mondo universitario e stiamo cercando di trovare nuove strade di successo, come il corso di management olimpico. Questa scuola è fondamentale nella ottica del ricambio generazionale a livello dirigenziale ed è un punto di riferimento anche per gli atleti che abbandonano il campo per perseguire una nuova carriera. La Scuola sta crescendo e la richiesta del mercato esorta a trovare strade alternative: per questo voglio dedicare nuovi spazi alla Biblioteca dello Sport, voglio portarla in un luogo pubblico più grande, negli edifici ex Civis. Il mondo dello sport deve ringraziare ancora una volta Onesti. Era stato mandato per liquidare il Coni e invece ne ha fatto uno dei Comitati più prestigiosi al mondo: 50 anni fa è stato fatto il primo corso ma la scuola dello sport sarebbe mai nata tale senza questo gioiello chiamato Acqua Acetosa. Un posto strategico, bellissimo, concepito grazie alla candidatura di Roma '60. La legacy è stata fondamentale, è un concetto universale, sempre attuale, oltre all’indubbio, grandissimo lavoro di Giulio Onesti. Siamo orgogliosi del nostro passato e pronti a sfidare il futuro”.
Nel pomeriggio sono intervenuti Augusto Frasca, “il 1946 di Giulio Onesti”, Gianfranco Colasante, “Onesti e Zauli, i due ‘nemici’ che costruirono lo sport italiano, Giuseppe Gentile, “I Giochi della Gioventù”, Sergio Giuntini, “Onesti e la Scuola Centrale dello Sport”, Rossana Ciuffetti, “Giulio Onesti: le Olimpiadi italiane e la legacy olimpica”, Nicola Sbetti, “La politica estera di Giulio Onesti 1944-1953” e Tito Forcellese “Giulio Onesti e il Parlamento italiano.
Dal Cile all'Austria, prosegue la preparazione degli azzurri in vista dell'esordio stagionale
Nonostante qualche piccolo intoppo legato alle condizioni meteorologiche, prosegue il lavoro delle slalomiste azzurre impegnate sul ghiacciaio di Hintertux (Austria) in vista della nuova stagione che prenderà il via il 22 ottobre a Soelden.
Agli ordini del capo allenatore Matteo Guadagnini sono presenti in raduno Irene Curtoni, Manuela Moelgg, Karoline Pichler, Chiara Costazza (rientrata in accordo coi tecnici nella giornata odierna), a cui si sono aggiunte Elena Curtoni (in ripresa dopo l'infortunio muscolare che l'ha costretta anzitempo al rientro dall'Argentina) e le convalescenti Michela Azzola e Nicole Agnelli.
"Sinceramente abbiamo trovato condizioni poco favorevoli - fa sapere Guadagnini -, però ci rimangono un paio di giorni di lavoro e le previsioni parlano di un miglioramento leggero. Del resto siamo in autunno e le condizioni del tempo sappiamo che peggiorano. A Ushuaia abbiamo lavorato molto bene, è stato un mese intenso in cui il team ha prodotto tanto lavoro. Le ragazze si sono impegnate e hanno acquisito fiducia in loro stesse. Qui a Hintertux volevamo vedere i miglioramenti fisici di Elena Curtoni ma dovremo aspettare perchè non è il caso di rischiare, così come per Nicole Agnelli e Michela Azzola, anch'esse in recupero dopo i recenti infortuni e che hanno solamente bisogno di recuperare la fluidità necessaria. Nelle prossime settimane la Val Senales sarà la base di allenamento per le gigantiste fino all'esordio di Soelden, credo che la nostra preparazione stia seguendo la tabella di marcia prefissata".
Prosegue spedita anche la preparazione di Dominik Paris che ha concluso da pochi giorni la sua trasferta cilena, in un raduno diviso fra La Parva e Valle Nevado, che è servito all’azzurro per mettere benzina nelle gambe in vista dell’esordio stagionale fissato per il 26 e 27 novembre a Lake Louise, dove sono in programma la gara di discesa e il supergigante. Paris, vicecampione mondiale di discesa a Schladming nel 2013 e terzo nella classifica di specialità dello scorso anno, ha completato l'intero programma fissato dallo staff tecnico diretto da Alberto Ghidoni, mettendo insieme 18 giorni sulla neve: 2 di slalom, 4 di gigante e 12 fra discesa e supergigante.
"Un buon bottino - spiega l’altoatesino -, sono moderatamente soddisfatto. Non è stato possibile sostenere test sui materiali perchè la neve sudamericana in questo periodo non si adattava, però era importante svolgere tante giornate con gli sci e ci siamo riusciti. Nelle prossime settimane torneremo a concentrarci sulla preparazione fisica, faremo qualche richiamo atletico che logicamente non è stato possibile eseguire in Cile, e poi ci lanceremo con grande entusiasmo nei primi impegni agonistici di coppa".
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