Al via i Mondiali di Budapest per 20 azzurri: debutto stagionale per l'olimpionica Alice Bellandi
- JUDO
È tutto pronto alla Papp László Sportaréna di Budapest, in Ungheria, per l’edizione 2025 dei Campionati Mondiali di judo, l’appuntamento più prestigioso della stagione post-olimpica in programma dal 13 al 20 giugno sui tatami della capitale magiara.
La Nazionale, forte del record di nove podi fatto registrare a fine aprile in occasione degli Europei di Podgorica (Montenegro), si presenterà alla rassegna iridata con una squadra di 20 azzurri (distribuiti equamente tra donne e uomini). Assunta Scutto (-48 kg), Odette Giuffrida (-52 kg), Savita Russo (-63 kg), Carlotta Avanzato (-63 kg), Giorgia Stangherlin (-70 kg), Irene Pedrotti (-70 kg), l'oro olimpico in carica Alice Bellandi (-78 kg), Asya Tavano (+78 kg), Erica Simonetti (+78 kg), Andrea Carlino (-60 kg), Matteo Piras (-66 kg), Elios Manzi (-66 kg), Manuel Lombardo (-73 kg), Giovanni Esposito (-73 kg), Antonio Esposito (-81 kg), Christian Parlati (-90 kg), Kenny Komi Bedel (-90 kg) e Gennaro Pirelli (-100 kg) saranno al via per quanto riguarda i tabelloni individuali. Nell’elenco dei convocati figura anche il nome dell’olimpionica Bellandi (foto Emanuele Di Feliciantonio/IJF), pronta a fare il suo ritorno sulla scena internazionale oltre 10 mesi dopo l’impresa messa a segno ai Giochi di Parigi 2024 sui tatami della Champ-de-Mars Arena.
Scutto (-57 kg), Giuffrida (-57 kg), Russo (-70 kg), Avanzato (-70 kg), Pedrotti (-70 kg), Stangherlin (-70 kg), Bellandi (+70 kg), Tavano (+70 kg), Simonetti (+70 kg), Carlino (-73 kg), Piras (-73 kg), Manzi (-73 kg), Lombardo (-73 kg), Giovanni Esposito (-73 kg), Antonio Esposito (-90 kg), Parlati (-90 kg), Bedel (-90 kg) e Pirelli (+ 90 kg) sono tutti quanti iscritti anche al mixed team event conclusivo, torneo in cui potranno venire impiegati all’occorrenza anche Giulia Carna (-57 kg) e Daniel Kwadjo Anani (+90 kg).
In Ungheria si assegneranno nel complesso 15 titoli mondiali: sette femminili, altrettanti maschili e quello della prova a squadre miste (mixed team event). In ciascuna delle otto giornate di gara il final block avrà inizio a partire dalle ore 18.00. L’Italia proverà a fare meglio dell’edizione dell’anno scorso ospitata da Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), dove si congedò con quattro medaglie: l’oro di Giuffrida nei -52 kg, gli argenti di Scutto e Bellandi ottenuti rispettivamente nei -48 kg e nei -78 kg e lo storico bronzo conquistato dal gruppo azzurro nella competizione mista. Di seguito il programma con gli orari nel dettaglio. (agc)
MONDIALI DI BUDAPEST: IL PROGRAMMA
Venerdì 13 giugno
11.30 - Eliminatorie (-48 kg e -60 kg)
18.00 - Final block (-48 kg e -60 kg)
Sabato 14 giugno
11.00 - Eliminatorie (-52 kg e -66 kg)
18.00 - Final block (-52 kg e -66 kg)
Domenica 15 giugno
11.30 - Eliminatorie (-57 kg e -73 kg)
18.00 - Final block (-57 kg e -73 kg)
Lunedì 16 giugno
11.00 - Eliminatorie (-63 kg e -81 kg)
18.00 - Final block (-63 kg e -81 kg)
Martedì 17 giugno
11.00 - Eliminatorie (-70 kg e -90 kg)
18.00 - Final block (-70 kg e -90 kg)
Mercoledì 18 giugno
11.30 - Eliminatorie (-78 kg e -100 kg)
18.00 - Final block (-78 kg e -100 kg)
Giovedì 19 giugno
12.00 - Eliminatorie (+78 kg e +100 kg)
18.00 - Final block (+78 kg e +100 kg)
Venerdì 20 giugno
TBC - Eliminatorie mixed team event
18.00 - Final block mixed team event
La quarta Olimpiade di Retornaz: “Poter vivere Milano Cortina vent’anni dopo Torino 2006 mi riempie di orgoglio”
- CURLING
Capitano, leader, punto di riferimento. Joël Retornaz pensa già alla sua quarta Olimpiade, lui che da skip della Nazionale maschile di curling ha partecipato a Torino 2006, Pyeongchang 2018 e Pechino 2022.
Per un atleta simbolo del movimento, uno di quelli che ha concretamente contribuito alla crescita del suo sport tra la gente, presentarsi alla seconda personale edizione casalinga dei Giochi con il sogno di una medaglia è l’apice. Il coronamento di un percorso fatto di tanta fatica e ambizione.
“È stata una stagione difficile – spiega il due volte medagliato mondiale e tre volte europeo –. Non abbiamo confermato i risultati di due anni fa, quando abbiamo raggiunto traguardi storici. Non mi piace dare la colpa alla sfortuna, ma di sicuro siamo stati penalizzati da alcuni incastri. Abbiamo anche subito la pressione della prima posizione nella classifica mondiale. Tuttavia ritengo che quella appena conclusa sia stata una stagione fondamentale nel percorso di avvicinamento a Milano Cortina 2026. Per ricaricarci, per tornare con i piedi per terra e per arrivare ai Giochi Olimpici con la voglia di giocarci una medaglia per dimostrare nuovamente di essere tra le migliori squadre al mondo”.
Retornaz è stato sottoposto alle visite mediche del Protocollo Probabili Olimpici all’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del CONI e a diverse sessioni di test assieme ai compagni di Nazionale: “I Giochi Olimpici hanno sempre dato al curling una visibilità maggiore rispetto agli alti eventi. A Torino 2006 ci fu un grande successo mediatico e sicuramente l’oro nel doppio misto di Amos Mosaner e Stefania Constantini a Pechino 2022 ha esaltato i telespettatori. E poi i nostri quattro titoli Slam e gli ottimi risultati della Nazionale femminile hanno dato il loro contributo: il movimento italiano è sano e vincente, c’è sintonia con il popolo italiano che è un popolo affamato”.
Il sogno, a questo punto, è il podio di Milano Cortina: “È stato un percorso eccezionale, un viaggio fantastico. Partecipare a un’Olimpiade è per pochi eletti, poter vivere la quarta in casa vent’anni dopo la prima in Italia mi riempie di orgoglio. Rispetto ad allora, ovviamente, ho una testa diversa, un approccio diverso. Mi sento gratificato perché tutti i sacrifici che ho fatto sono stati ripagati. Ho inseguito il sogno olimpico, l’ho realizzato e l’anno prossimo proverò a conquistare una medaglia. Non sarà facile, ma abbiamo gli strumenti e la consapevolezza per poter provare a scrivere una nuova splendida pagina di storia del curling italiano”. (agc)
Doppio: Sara Errani e Jasmine Paolini trionfano al Roland Garros e si confermano le regine di Parigi
- TENNIS
Sara Errani e Jasmine Paolini sono ancora le regine di Parigi. Poco più di 10 mesi dopo il leggendario oro vinto ai Giochi Olimpici, infatti, il tandem azzurro, sulla terra rossa del mitico Court Philippe-Chatrier, si è assicurato il trionfo nel doppio femminile anche al Roland Garros, il secondo Major della stagione tennistica. È solamente la seconda coppia tutta italiana della storia a mettere a segno quest’impresa dopo quella formata dalla stessa Errani e da Roberta Vinci, che riuscirono a fare loro il trofeo nell’edizione del 2012.
Le teste di serie numero due del tabellone (foto ANSA), dopo aver sconfitto nell’ordine l’atleta individuale neutrale Victoria Azarenka e la neozelandese Erin Routliffe (6-2 6-3), la neozelandese Lulu Sun e la cinese Yue Yuan (7-5 6-2), la brasiliana Beatriz Haddad Maia e la teutonica Laura Siegemund (6-4 6-3), la tennista individuale neutrale Veronika Kudermetova e la belga Elise Mertens (6-2 6-3) e le altre atlete individuali neutrali Diana Shnaider e Mirra Andreeva (6-0 6-1), nell’atto conclusivo hanno piegato la resistenza anche della kazaka Anna Danilina e della serba Aleksandra Krunic, costrette ad alzare bandiera bianca dopo due ore e 15 minuti con il punteggio di 6-4 2-6 6-1. Nel primo set le azzurre, in vantaggio per 4-2, si sono fatte riprendere fino al 4-4, salvo poi piazzare un break ulteriore proprio nel decimo gioco. La seconda frazione, poi, è andata senza patemi dalla parte delle avversarie, riuscite a siglare i due allunghi decisivi nel terzo e nel settimo game. Stupenda, infine, la reazione delle olimpioniche tricolori in un terzo e decisivo parziale dominato in lungo ed in largo e chiuso grazie ai break firmati nel secondo e nel quarto gioco.
Per Errani e Paolini si tratta dell’ottavo titolo di coppia, il primo in uno dei quattro tornei Major nonché il secondo stagionale dopo quello firmato soltanto meno di un mese fa in quel del Foro Italico a Roma in occasione degli Internazionali d’Italia. La veterana romagnola, inoltre, ha conquistato il suo ottavo Slam della carriera (sei in doppio e due in quello misto), il secondo in poche ore dopo quello ottenuto insieme ad Andrea Vavassori. La toscana invece, dopo tre finali perse (due in singolare e una in doppio) ha posto il proprio sigillo per la prima volta in un evento di questa caratura. (agc)

Nacra 17: Ugolini/Giubilei si tingono d'argento in Grecia e firmano il quarto podio di fila agli Europei
- VELA
Per la quarta edizione consecutiva Gianluigi Ugolini e Maria Giubilei sono saliti sul podio ai Campionati Europei. Dopo i terzi posti di Aarhus 2022 e di Vilamoura 2023 e la piazza d’onore di Palermo 2024, infatti, il tandem azzurro si è regalato per la seconda volta di fila l’argento nella classe velica del Nacra 17.
L’equipaggio tricolore, già certo di essersi garantito la seconda piazza continentale dopo un consistente 6-2-1-1 maturato nelle ultime quattro delle 12 regate preliminari nelle acque di Tessalonica (Grecia), ha terminato in ottava posizione la Medal Race a punteggio doppio riservata alle migliori 10 imbarcazioni, completando il proprio percorso ellenico con uno score di 67 punti netti. L’oro è stato appannaggio del binomio britannico formato da John Gimson ed Anna Burnet (31), che hanno ipotecato il titolo già dopo le regate del sabato in virtù di un irrecuperabile margine di ben 30 punti nei confronti degli italiani (foto Martina Orsini/FIV). Terzi ex aequo si sono posizionati gli argentini Mateo Majdalani/Eugenia Bosco ed i transalpini Tim Mourniac/Aloise Retornaz (79), con questi ultimi che hanno completato il podio europeo mettendosi al collo il bronzo. In casa Italia, infine, c’è da rimarcare anche la nona posizione open (sesti in ambito continentale) di Federico Figlia di Granara/Caterina Sedmak (127), l’altra coppia azzurra che ha avuto accesso alla regata finale. (agc)
Roland Garros: Sinner subisce la rimonta di Alcaraz e si arrende al super tie-break nella finale di Parigi
- TENNIS
Si è interrotto proprio sul più bello e tra più di qualche rimpianto il sogno di Jannik Sinner di diventare il terzo tennista italiano della storia a sollevare il trofeo del Roland Garros.
Dopo quelli di Nicola Pietrangeli (1959 e 1960) e di Adriano Panatta (1976), infatti, non è arrivato il titolo per il leader del ranking mondiale che, dopo una corsa entusiasmante, nella finalissima del secondo evento Slam della stagione andata in scena sulla terra rossa del mitico Court Philippe-Chatrier, è stato costretto a subire la rimonta da parte del numero due della classifica ovvero lo spagnolo Carlos Alcaraz, impostosi in cinque set ed al super tie-break con lo score di 4-6 (4)6-7 6-4 7-6(3) 7-6(2) dopo un epico confronto sportivo durato cinque ore e 32 minuti (ultimo atto più lungo nella storia del Major francese). Tanto, però, il rammarico per l’allievo di Simone Vagnozzi e Darren Cahill, che si è trovato avanti di due parziali e che nel quarto (sopra per 5-3 e servizio per il suo avversario) ha avuto anche ben tre match point consecutivi a disposizione. Si è conclusa con due, quindi, la striscia (US Open 2024 e Australian Open 2025) di tornei Slam vinti consecutivamente dal ventitreenne di Sesto Pusteria e a 20 quella di match portati a casa di fila negli appuntamenti Major (la settima più lunga della storia nell'Era Open al pari dello svedese Björn Borg e dell'americano John McEnroe).
Nel primo set Jannik, in svantaggio per 3-2 e servizio Alcaraz, ha operato il contro-break istantaneo nei confronti dell’avversario per poi ripetersi chirurgicamente proprio nel momento più delicato per l’iberico ossia il decimo game. Quest’ultimo nel secondo parziale, in svantaggio per 5-2 e battuta a disposizione, ha avuto una reazione da grande campione levando il servizio all’azzurro nel nono gioco e trascinando la questione al tie-break. Qui, però, è uscita fuori tutta la forza mentale dell’italiano, che si è portato avanti sul 6-2 ed è riuscito a chiudere in proprio favore alla terza palla set disponibile. Sinner è affaticato nella terza frazione e, dopo uno scambio iniziale di break, ne subisce un altro nel quarto gioco per poi scivolare sotto sul 5-2. L'azzurro (foto ANSA) trova la forza per risalire fino al 5-4 ma nel decimo game capitola e (a zero) cede per la terza volta nel set la battuta.
La quarta partita è senza esclusione di colpi, con Sinner che per primo trova la forza di rompere la fase di equilibrio e pesca (a zero) il break nel settimo gioco. L'iberico rimane in vita, cancella ben tre match point consecutivi nel nono game, opera il break in quello seguente e rimanda qualsiasi discorso ad un altro tie-break, in cui domina per sette punti a trascinando la sfida al quinto e decisivo set. Il nativo di San Candido viene punito a freddo dal break dello spagnolo ma, sotto per 5-4 e servizio per Alcaraz, sottrae la battuta all'allievo di Juan Carlos Ferrero e porta la contesa al super tie-break, dove però non appare più in grado di impensierire il muro eretto da fondocampo dal rivale cedendo di schianto per dieci punti a due.
Rimane un'edizione estremamente positiva, tuttavia, per l’Italia del tennis che, oltre alla finale di Sinner nel singolare maschile (in cui c'è da rimarcare anche la semifinale agguantata dall'altro giocatore azzurro Lorenzo Musetti), può annoverare le due vittorie ottenute rispettivamente nel doppio misto (Sara Errani e Andrea Vavassori) e nel doppio femminile (Sara Errani e Jasmine Paolini). (agc)

Coppa del Mondo: terzetto azzurro secondo nella gara a squadre femminile del ricurvo ad Antalya
- TIRO CON L'ARCO
La Nazionale di tiro con l’arco si congeda con un podio (il primo stagionale) dalla terza tappa di Coppa del Mondo andata in scena ad Antalya, in Turchia.
Il merito è del terzetto femminile di ricurvo (foto World Archery) formato da Chiara Rebagliati, Roberta Di Francesco e Loredana Spera, che sono arrivate seconde nella prova a squadre. Dopo il settimo posto ottenuto al termine delle frecce di ranking round (1651), le azzurre hanno iniziato il loro cammino con un netto 6-0 contro la Malesia agli ottavi di finale. In seguito ai quarti hanno domato 5-3 la Cina mentre nella semifinale hanno avuto la meglio con un altro 6-0 nei confronti della Germania. Una corsa quasi perfetta si è interrotta solamente nell’atto conclusivo domenicale, in cui il successo è andato agli Stati Uniti con lo score finale di 6-2. Ha completato il podio la Corea del Sud, che nel bronze medal match non ha lasciato scampo alla sopracitata Germania, annientandola con il severo passivo di 6-0.
La stessa Di Francesco, poi, si è dovuta ancorare ai piedi del podio nel mixed team con Mauro Nespoli. Undicesimi in qualificazione (1121), gli azzurri nel tabellone principale hanno sconfitto Slovenia (6-2), Taipei (6-0) e Francia allo shoot-off per 5-4 (21-18) prima di arrendersi 6-2 di fronte alla Germania e, in seguito, 5-3 al cospetto del Giappone nella finale per il terzo gradino del podio. Successo per la Corea del Sud, che si è presa per 6-2 il gold medal match contro la suddetta Germania.
Quarta anche Spera, 37ª (545) dopo la fase preliminare, nel tabellone individuale. Dopo il 6-2 inflitto alla spagnola Marta Aznar Tejero (ESP), le due vittorie firmate allo shoot-off contro rispettivamente l’ucraina Dzvennyslava Chernyk per 6-5 (11-9) e la francese Victoria Sebastian per 6-5 (9*-9) ed il successo nei quarti per 6-0 sulla giapponese Tokugawa Satsuki, l’arciera della Nazionale ha dovuto alzare bandiera bianca in semifinale davanti alla numero uno del ranking mondiale nonché vincitrice di tre ori all’ultima Olimpiade parigina ovvero la sudcoreana Lim Sihyeon (poi trionfatrice nel gold medal match per 6-0 ai danni della connazionale An San), che si è imposta per 6-0. Nel successivo duello per il terzo posto Spera, sopra per 4-2, ha subito la rimonta della statunitense Casey Kaufhold, che ha conquistato l’incontro per 6-4. (agc)
Roland Garros, Sinner vince il duello contro Djokovic: 49 anni dopo un azzurro è di nuovo in finale a Parigi
- TENNIS
Dopo 49 anni un tennista azzurro tornerà a giocare la finale di singolare maschile del Roland Garros.
Nella terzultima giornata del secondo evento Slam della stagione, infatti, Jannik Sinner ha prevalso per 6-4 7-5 7-6(3) in semifinale nei confronti del 24 volte vincitore Major ossia il campionissimo serbo Novak Djokovic che, sulla terra rossa del mitico Court Philippe-Chatrier, è stato costretto alla resa dopo tre ore e 17 minuti di contesa. Per il ventitreenne di Sesto Pusteria si tratta della 26ª finale in carriera sul circuito maggiore, la quarta a livello Slam, la terza consecutiva dopo le due giocate (e vinte) agli US Open 2024 e agli Australian Open 2025, la terza stagionale nonché la prima sui campi di Bois de Boulogne. È il quarto italiano di ogni epoca a riuscire in quest’impresa dopo Giorgio De Stefani (1932), Nicola Pietrangeli (1959-1960-1961-1964) e Adriano Panatta (1976). Il numero uno della classifica mondiale, inoltre, ha conquistato il 20° successo di fila nei tornei Major (la settima striscia più lunga nell’Era Open come lo svedese Björn Borg e lo statunitense John McEnroe).
Solita prestazione inappuntabile per Sinner, arrivato a questo incontro dopo aver sconfitto all’esordio il francese Arthur Rinderknech (6-4 6-3 7-5), al secondo turno l’altro idolo di casa Richard Gasquet, nel terzo round il ceco Jiri Lehecka (6-0 6-1 6-2), agli ottavi di finale il russo Andrey Rublev (6-1 6-3 6-4) e nei quarti il kazako Alexander Bublik (6-1 7-5 6-0). Spietato l’altoatesino (foto ANSA), che ha risolto in proprio favore il primo set grazie al break ottenuto nel quinto game. Nella seconda frazione, sopra per 5-4 e servizio, ha perso per l’unica volta nel match la battuta, salvo poi piazzare un break ulteriore nell’undicesimo gioco e (stavolta) chiudere la pratica. La bagarre è proseguita anche nel terzo parziale in cui Jannik, sotto sul 5-4 e servizio a disposizione, ha reagito da campione annullando prima tre set point (due consecutivi) e poi andandosi a prendere la vittoria per sette punti a tre in un tie-break conclusivo senza esclusione di colpi.
Domenica 8 giugno il campione altoatesino, per la prima volta in una finale Slam, troverà dall’altra parte della rete (con inizio non prima delle ore 15.00) lo spagnolo Carlos Alcaraz, seconda forza della classifica mondiale, che nell’altra semifinale di giornata si è imposto con il punteggio di 4-6 7-6(3) 6-0 2-0 sull’altra stella tricolore Lorenzo Musetti, potendo usufruire del ritiro per problemi fisici del giovane toscano nelle battute iniziali del quarto set. L’allievo di Juan Carlos Ferrero conduce il computo dei precedenti per 7-4. L’ultimo incrocio è recente ossia quello nella finale degli Internazionali d’Italia portata a casa dall’iberico con il punteggio di 7-6(5) 6-1. Per l’Italia sarà addirittura la terza finalissima in quest’edizione a Parigi dopo quella che ha incoronato Sara Errani ed Andrea Vavassori nel doppio misto e quella che vedrà in campo (sempre domenica 8 ma a partire dalle 11.00) in doppio femminile ancora una volta Errani in coppia con l’altra olimpionica Jasmine Paolini. (agc)

Diamond League, cinque podi per l'Italia al Golden Gala: Battocletti da record nazionale sui 5.000 metri
- ATLETICA
Si è concluso con il buon bottino di cinque podi per la Nazionale il Golden Gala ‘Pietro Mennea’, evento di scena nella suggestiva cornice dello Stadio Olimpico di Roma e valido per la quinta tappa stagionale del massimo circuito internazionale di atletica leggera ovvero la Diamond League.
Strabiliante terzo posto di Nadia Battocletti (foto Grana/FIDAL) nei 5.000 metri femminili. La stella della Val di Non, che lo scorso agosto su questa distanza è stata capace di arrivare quarta ai Giochi Olimpici di Parigi, ha chiuso con il fantastico crono di 14’23”15 (seconda prestazione europea all-time), polverizzando di addirittura otto secondi il proprio primato nazionale (14’31”64) stabilito 10 mesi fa sulla pista dello Stade de France. Il successo lo ha ottenuto la keniana Beatrice Chebet, che ha terminato in 14’03”69 ponendosi davanti sia all’etiope Hailu Freweyni (seconda in 14’19”33) sia alla fuoriclasse trentina.
Nel salto in lungo maschile non ha tradito le grandi attese il bronzo olimpico Mattia Furlani, capace di assestarsi al secondo posto. Il capitolino ha dato il meglio di sé proprio in concomitanza degli ultimi tre balzi (8.04, 8.07 e 8.13), con cui si è andato a prendere la leadership provvisoria. A beffarlo e a negargli in extremis la vittoria di fronte al pubblico amico, tuttavia, è stato l’australiano Liam Adcock grazie all’8.34 fatto segnare nel salto di finale. Ha completato il podio, poi, il campione olimpico, mondiale ed europeo in carica ovvero il greco Miltiadis Tentoglu (terzo con 8.10).
Piazza d’onore per Roberta Bruni (4.65) nel salto con l’asta femminile. La capitolina, già seconda alla metà di maggio nella terza tappa di Doha (Qatar), ha commesso tre errori alla misura di 4.75, che per lei sarebbe valso come record nazionale. La posizione è stata condivisa dalla beniamina di casa insieme alla statunitense Gabriela Leon, autrice dello stesso numero di tentativi falliti alla medesima quota. Ad alzare al cielo le braccia è stata l’altra atleta a stelle e strisce Sandi Morris (prima con 4.80) mentre l’altra azzurra in gara ovvero Elisa Molinarolo non è andata oltre la nona posizione (4.35).
Secondo posto anche per Ayomide Folorunso nei 400 metri ostacoli femminili. L’azzurra, già sul podio solamente pochi giorni fa in quel di Rabat (Marocco), ha completato la sua prova con il tempo di 54”21 (quarta prestazione in carriera valida per la sua migliore classifica in una tappa Diamond. A posizionarsi sul primo e sul terzo gradino del podio sono state le due giamaicane Andrenette Knight (53”67) e Rushell Clayton (54”31) mentre Linda Olivieri ha tagliato la linea di arrivo all’ottavo posto in 56”06.
Nel getto del peso maschile, infine, a trionfare è stato il neozelandese Tom Walsh in virtù del 21.89 fatto segnare con il primo tentativo utile. Per l’Italia ottime notizie per la ritrovata condizione fisica di Zane Weir, protagonista di ben tre lanci sopra i 21 metri tra cui il quinto da 21.67 che gli vale il secondo posto davanti al giamaicano Rajindra Campbell (terzo con 21.64). Settimo l’argento mondiale in carica nonché finalista olimpico Leonardo Fabbri (21.35). (agc)
Consiglio Nazionale Elettivo, i candidati alla Presidenza e alla Giunta Nazionale
- CONI
Alle ore 14 di oggi, alla scadenza del termine fissato per le candidature alla Presidenza e alla Giunta Nazionale, in vista del Consiglio Nazionale Elettivo del 26 giugno a Roma, le seguenti persone, riportate in ordine alfabetico, hanno presentato ufficialmente la loro candidatura:
PRESIDENZA: Duccio Bartalucci, Luciano Buonfiglio, Franco Carraro, Mauro Checcoli, Pierluigi Giancamilli, Carlo Iannelli, Giuseppe Macchiarola, Luca Pancalli.
La Commissione Elettorale Centrale ha escluso le candidature di Saimon Conti ed Ettore Thermes per assenza di requisiti.
La Commissione, premesso che la candidatura del Dottor Franco Carraro è ritenuta idonea e completa dei requisiti previsti dall'attuale Statuto CONI, alla luce della nota ufficiale pervenuta il 3 giugno 2025 dall'Autorità vigilante del CONI, trattandosi di questione che necessita di una interpretazione normativa primaria che non rientra nelle sue prerogative, rimette ogni eventuale ulteriore e definitiva valutazione nel merito ai competenti organi decisionali di grado superiore della precedente procedura ove attivati, così come previsto dal regolamento elettorale approvato dal Consiglio Nazionale del CONI il 17 dicembre 2024.
GIUNTA NAZIONALE
RAPPRESENTANTI FSN-DSA (7 posti, di cui al massimo 5 per Presidenti Federali): Diana Bianchedi, Tania Cagnotto, Angelo Cito (Taekwondo), Giovanni Copioli (Motociclismo), Cordiano Dagnoni (Ciclismo), Luca Antonio M. Di Mauro, Marco Di Paola (Sport Equestri), Francesco Ettorre (Vela), Laura Lunetta (Danza Sportiva), Andrea Mancino (Biliardo e Bowling), Giuseppe Manfredi (Pallavolo), Ugo Claudio Matteoli (Pesca Sportiva e Attività Subacquee), Stefano Mei (Atletica), Francesco Montini, Claudio Ponzani (Surfing Sci nautico e Wakeboard), Flavio Roda (Sport Invernali), Mario Scarzella, Giulia Soresina, Paolo Vaccari.
ATLETI (2 posti, con equa rappresentanza di genere): Elena Micheli (Pentathlon Moderno), Giampaolo Ricci (Pallacanestro), Valentina Rodini (Canottaggio).
TECNICI (1 posto): Tathiana Garbin (Tennis), Elisabet Spina (Calcio).
ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA (1 posto): Cecilia Morandini (ritirata), Juri Morico (Opes), Andrea Pantano (ritirato), Salvatore Bartolo Spinella (Csain).
RAPPRESENTANTE COMITATI REGIONALI (1 posto): Domenico Ignozza (ritirato), Bruno Perra, Marco Riva, Sergio Roncelli.
RAPPRESENTANTE DELEGATI PROVINCIALI (1 posto): Sergio D’Antoni, Domenico Ignozza, Sergio Roncelli (ritirato), Guglielmo Talento (ritirato).
Si ricorda che al fine di assicurare l’equilibrio di genere, nella misura del 30% dei componenti nella composizione della Giunta Nazionale deve essere garantita la presenza di componenti di genere diverso in misura non inferiore a quattro.
Roland Garros: Sara Errani e Andrea Vavassori conquistano il titolo nel doppio misto di Parigi
- TENNIS
Per la seconda volta nella storia una coppia tutta italiana ha ottenuto un titolo Slam nella specialità del doppio misto.
I protagonisti sono di nuovo l’olimpionica Sara Errani ed Andrea Vavassori che, nove mesi esatti dopo lo storico successo firmato agli US Open, si sono concessi il bis sulla terra rossa del Roland Garros, dove è in corso il secondo Major stagionale di tennis. I due azzurri, teste di serie numero tre del tabellone, dopo aver battuto la taiwanese Hao-Ching Chan ed il monegasco Hugo Nys (6-4 6-3) all’esordio, la cinese Xinyu Jiang e lo statunitense Robert Galloway (6-3 7-5) agli ottavi di finale, il duo inglese formato Olivia Nicholls ed Henry Patten (walkover) ai quarti e l’altra cinese Shuai Zhang ed il salvadoregno Marcelo Arevalo (6-2 6-3) in semifinale, nell’atto conclusivo non hanno lasciato scampo anche alla formazione a stelle e strisce composta da Taylor Townsend ed Evan King (quarta forza del seeding), caduti con il punteggio di 6-4 6-2 in poco meno di un’ora ed un quarto nell'incontro andato in scena sull'iconico Court Philippe-Chatrier. Decisivi ben tre break (uno nel primo e due nel secondo set) per Errani e Vavassori (foto ANSA), bravi nel cancellare tutte e cinque le chance offerte agli avversari di strappargli il servizio.
Per la veterana romagnola, si tratta del settimo sigillo in carriera a livello Slam (cinque in doppio e due in quello misto) nonché del secondo trofeo sui campi di Bois de Boulogne dopo il titolo femminile vinto nel 2012 insieme alla celebre compagna Roberta Vinci. Nel mezzo (sempre sul rosso di Parigi) va sottolineato anche lo storico oro conseguito nell’agosto del 2024 ai Giochi Olimpici in tandem con Jasmine Paolini. Il torinese, invece, ha agguantato la sua seconda vittoria in un Major dopo il sopracitato titolo newyorkese dello scorso settembre colto sul veloce outdoor di Flushing Meadows. (agc)
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