E’ morto Carlo Vittori, il tecnico di Pietro Mennea e non solo
Lo sport italiano è in lutto. E’ morto nella sua Ascoli Piceno, il prof. Carlo Vittori. Maestro dello sprint tricolore, Vittori legò il proprio nome in particolare a quello di Pietro Mennea. Insieme al velocista di Barletta aveva formato uno straordinario rapporto tra caratteri forti, un binomio tecnico-atleta che tanti successi ha regalato allo sport italiano. Il suo nome era anche legato alla Centro di Preparazione Olimpica Bruno Zauli di Formia dove per anni ha plasmato i suoi campioni e dove è tornato l’ultima volta il 23 novembre scorso in occasione delle celebrazioni del 60° anniversario della fondazione. Una settimana dopo ha partecipato alla premiazione dei Concorsi Letterari e Giornalistici del CONI dove ha ricevuto ancora un altro riconoscimento il primo premio della sezione Tecnica con l’ultima sua fatica “Nervi e Cuore saldi”. Un saggio più che un volume di tecnica dove fin dal titolo è messa in evidenza la sua filosofia dell’allenamento dove gioca un ruolo fondamentale la motivazione al sacrificio che duro allenamento comporta.
Nato ad Ascoli Piceno il 10 marzo del 1931, si era affermato in gioventù come sprinter, arrivando a vestire la maglia azzurra per otto volte, tra il 1951 e il 1954 (nel 1952, anche la partecipazione ai Giochi di Helsinki); ma solo successivamente, a bordo pista, nel ruolo di allenatore, il professore contribuì a scrivere pagine memorabili per la velocità italiana. L’approccio metodologico innovativo, il rigore applicativo, avevano bisogno di un interprete: il cerchio si chiuse all’inizio degli anni ’70, quando Vittori prese in mano il talento di Pietro Mennea, elevandolo all’ennesima potenza sportiva. Tanto crebbe Mennea sotto la guida di Vittori, tanto crebbe il prof nella sua conoscenza della materia, in un'evoluzione che rese entrambi pilastri di una vera e propria scuola italiana della velocità internazionalmente riconosciuta.
Tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80 la sua esperienza si tramutò in un’età dell’oro per l’atletica azzurra. Oltre agli straordinari successi di Pietro Mennea (il primato mondiale dei 200 di Messico 1979, l’oro olimpico di Mosca 1980, solo per ricordare i due momenti più alti) arrivarono la medaglia d’argento mondiale della staffetta 4x100 a Helsinki 1983, con il quartetto azzurro (Tilli, Simionato, Pavoni, Mennea) incastrato tra Stati Uniti di Carl Lewis e le maglie rosse dell’Unione Sovietica, le due superpotenze, anche sportive, dell’epoca. Prodigo anche dal punto di vista letterario, decine di studenti-tecnici si sono formati sui testi firmati da Carlo Vittori, portando poi quella conoscenza, quella competenza, in tutto lo sport italiano (lo stesso Vittori, in una delle fasi della sua vita, si dedico agli sport “altri”, rimettendo in piedi, sportivamente parlando, per fare l’esempio più noto, un promettente ragazzo della primavera della Fiorentina reduce da un calvario chirurgico: Roberto Baggio).Tutto lo sport italiano oggi ha perso una colonna . Ai familiari, si stringono oggi tutti coloro che ne fanno parte.
I funerali del prof. Carlo Vittori si svolgeranno nella mattinata di sabato 26 dicembre presso la Chiesa di Sant'Angelo Magno ad Ascoli Piceno (via Sant'Angelo).
Inaugurata all'Acqua Acetosa la risonanza magnetica donata dalla Fondazione Roma
E' stato inaugurato oggi, nel Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti all'Acqua Acetosa, il nuovo padiglione costruito per ospitare l’innovativa risonanza magnetica, donata dalla Fondazione Roma al CONI e realizzata da General Electric Hedonata. La nuova apparecchiatura del Centro «Giulio Onesti» di Roma potrà migliorare sensibilmente la diagnosi in campo ortopedico, traumatologico, neurologico, internistico e cardiologico a disposizione degli atleti e degli sportivi, normodotati e disabili. L'inaugurazione è avvenuta alla presenza del Presidente del CONI, Giovanni Malagò, del Presidente della Fondazione Roma, Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, del Prof. Gianfranco Gualdi, Primario dell'Unità Operativa Complessa Radiologia del Policlinico Umberto I, designato come supervisore della nuova struttura, dell'Amministratore Delegato di Coni Servizi, Alberto Miglietta e del Direttore Sanitario dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, Antonio Spataro.
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha commentato con orgoglio l'arrivo dell'innovativo macchinario. "L'Acqua Acetosa è uno di quei fiori all'occhiello non solo del CONI ma di tutto il sistema sportivo italiano. E' una di quelle cose che ci invidiano, per cui siamo conosciuti nel mondo e di cui andiamo fieri: la nuova risonanza donata dalla Fondazione Roma - grazie all'impagabile impegno del prof. Emanuele - rientra in quel piano di sviluppo di tutto il centro di preparazione olimpica. Come tutte le cose, giorno dopo giorno dobbiamo migliorare con investimenti nelle infrastrutture sportive, con miglioramenti tecnologici, con interventi nelle foresterie, che non devono però diventare alberghi a 5 stelle. Tutto questo entrerà nel dossier olimpico e non ci fermeremo. Ci sono altri progetti perché l'appetito vien mangiando e già pensiamo a cosa fare da qui a un anno. C'era il rischio forte che questo progetto non vedesse la luce, poi grazie a un
eccellente connubio tra pubblico e privato, due mondi apparentemente così lontani come la Fondazione Roma e il CONI, siamo riusciti ad andare avanti. Sono infinite le procedure burocratiche che ci troviamo davanti: facciamo tutto questo da ente pubblico e senza scopo di lucro in favore dello sport e del sociale. Devo dire che senza la mia ostinata determinazione e senza la grande pazienza e sensibilità del professor Emanuele oggi non saremmo qui. Abbiamo dimostrato che insieme si possono vincere queste partite".
Il Presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, ha amplificato il messaggio. "E' Grazie a Giovanni Malagò e ad Emmanuele se siamo riusciti a mettere questa risonanza in tempi stratosferici. Lavoro nel pubblico e non ho mai visto una cosa svolta in tempi così rapidi. Nel giro di qualche mese riuscire a montare una macchina di questo livello è veramente un record mondiale. Penso che questo sia solo l’inizio di questo centro che stiamo costruendo qua. So già che nella testa di Giovanni - ed Emmanuele è già d’accordo - che qui dobbiamo mettere anche una Tac, una Tac stratosferica, per poter vedere le coronarie degli atleti senza nemmeno utilizzare il mezzo di contrasto. Sicuramente saremo i primi ad avere queste macchine, anche la nuova mammografia che oggi si fa con la tomo sintesi e altri software per la risonanza magnetica. Siamo soltanto all’inizio di una cosa che trasformerà questo centro nel primo centro di medicina sportiva a livello europeo e internazionale".
Il Prof. Gianfranco Gualdi ha parlato della struttura che gestirà il macchinario. "Ho portato con me tutti i medici che lavorano con me nella radiologia d’urgenza del Policlinico, persone estremamente esperte ed abituate a fronteggiare situazioni di ogni tipo e ogni tipo di emergenza. Ho diviso il mio gruppo in persone che si occupano solo del cardiovascolare, chi si occupa di neuroradiologia e poi abbiamo una serie di specialisti sull’osteoarticolare. Questa macchina è la prima che consente di studiare le articolazioni in movimento; l’altro grosso vantaggio di questa macchina è che, anche se il paziente non riesce a mantenere una posizione ferma durante l’esame, noi possiamo ricostruire con un software particolare l’immagine come se il paziente fosse stato studiato da fermo. È una macchina che ci darà grandissime soddisfazioni, specie nell’ambito della medicina sportiva. Ringrazio ancora una volta Emmanuele e Giovanni per questa opportunità e ci impegneremo al massimo per ringraziare chi ha creduto in noi".
Soddisfatto l'AD di Coni Servizi, Alberto Miglietta. "Sono felice che questa sinergia, nata tra due così importanti istituzioni, permetta di aver realizzato tra mille difficoltà, e ringrazio Giovanni soprattutto per quello che ha fatto negli ultimi metri per tagliare questo filo di lana, una macchina che consente al nostro centro di continuare ad essere un’eccellenza nel mondo e a livello europeo che mette a disposizione dei nostri straordinari atleti quello che di meglio si possa fare. E grazie all’aiuto del municipio, mette a disposizione della nostra città e della nostra nazione uno strumento straordinario come questo".
Il Direttore Sanitario dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, Antonio Spataro, ha chiuso gli interventi istituzionali. "Questo istituto compie 51 anni e ha rappresentato e rappresenta un’eccellenza nel mondo della medicina dello sport per quanto riguarda la prevenzione e la cura degli atleti sia normodotati e disabili. Il mio ringraziamento va ai miei maestri il professor Antonio Venerando e il professor Antonio Dal Monte che hanno costruito questa storia che ci permette di essere qui oggi. Ovviamente devo ringraziare tutti i miei collaboratori che mi hanno supportato e sopportato in questa complicata operazione. Devo ringraziare il mio presidente, il CONI e la Coni Servizi per la pazienza e il supporto che hanno dato e soprattutto il professor Emanuele per averci erogato questo supporto finanziario e il sostegno per portare avanti questa operazione. Il mio mantra nella realizzazione di questo progetto è racchiuso in tre parole: sogno, passione e lavoro. Come diceva il grande Enzo Ferrari: ‘se lo puoi sognare, lo puoi fare’. Questo è fondamentale. Dagli atleti ho imparato in questi anni che nulla è impossibile. Bisogna credere di poter vincere anche quando le situazioni sono complicate.
Oltre a un’elevata qualità dell’immagine, l’innovativa risonanza magnetica realizzata da GE Healthcare offre tecnologie in grado di migliorare l’esperienza del paziente durante l’esame, come un sistema che permette di ridurne la rumorosità. Normalmente, un esame di risonanza magnetica può generare un rumore di livello simile a quello un concerto rock (oltre i 100 decibel): questa tecnologia invece può ridurlo portandolo a un livello simile a quello rilevabile in un ambiente dove si stia conversando. La risonanza è inoltre dotata di un’innovativa tecnologia che consente la visualizzazione dei tessuti molli e delle ossa nonostante la presenza di eventuali protesi di metallo, rendendo l’esame accessibile a un numero più ampio di pazienti sportivi. La struttura di 150 metri quadrati è stata progettata e realizzata in tempi record dalla Itel di Ruvo di Puglia. La foto di Pietro Mennea alle Olimpiadi di Mosca del 1980, medaglia d’oro nei 200 metri, è la gigantografia scelta per il Centro di diagnostica all’interno del Centro di Medicina dello Sport del Coni all’Acqua Acetosa di Roma. Un esempio per i giovani, la straordinaria storia umana e sportiva dell'olimpionico: alla presentazione - oltre a molti Presidenti Federali, esponenti degli organismi sportivi riconosciuti dal CONI e rappresentanti delle istituzioni locali - è intervenuta - tra gli altri - la signora Manuela Olivieri, moglie dell'indimenticato atleta pugliese.
Malagò incontra Federica Pellegrini e Filippo Magnini: auguri "tricolori" agli sportivi
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha ricevuto oggi al Foro Italico Federica Pellegrini e Filippo Magnini, la coppia d'oro del nuoto italiano. Nel corso dell'incontro sono stati celebrati gli ultimi, straordinari successi ottenuti dalla campionessa olimpica, che ai recenti Europei in vasca corta - disputati a Netanya - ha messo in bacheca la 40ª medaglia internazionale tra Giochi Olimpici, Campionati del Mondo e Campionati d'Europa e nell'ultimo weekend ha tagliato anche il traguardo dei 100 titoli nazionali. Il suo 2015 magico - grazie all'argento vinto a Mondiali di Kazan ad agosto - l'ha consacrata prima nuotatrice di tutti i tempi a collezionare il sesto podio iridato consecutivo.
Una leggenda vivente che ha saputo conquistare, oltre all'oro olimpico di Pechino 2008, anche quattro titoli mondiali e undici primati del mondo. Malagò, dopo gli affettuosi complimenti, ha rivolto alla Pellegrini e a Filippo Magnini, bicampione del mondo nei 100 sl, che - tra i numerosi titoli vinti - annovera anche il bronzo olimpico ad Atene 2004 e il recente 3° posto nella 4x100 sl ai Mondiali di Kazan 2015, l'incoraggiamento dello sport italiano in vista dell'appuntamento con la XXXI edizione dei Giochi Olimpici Estivi. L'incontro è stato suggellato con una foto beneagurante: gli auguri natalizi a tutti gli appassionati del movimento agonistico con una vestizione "tricolore" per salutare, orgogliosamente, un 2015 di emozioni e lanciare lo sguardo verso un 2016 all'insegna dei successi.
Torneo Continentale di Qualificazione Olimpica, scelte le 14 azzurre. In palio un posto per Rio 2016
Il ct della nazionale azzurra femminile, Marco Bonitta, ha scelto le quattordici atlete che prenderanno parte al Torneo Continentale di Qualificazione Olimpica in programma ad Ankara dal 4 al 9 gennaio 2016. Alzatrici: Francesca Ferretti (Liu Jo Modena) ed Alessia Orro (Club Italia) Opposti: Nadia Centoni (Galatasaray Istanbul) e Valentina Diouf (Liu Jo Modena) Centrali: Cristina Chirichella (Igor Novara), Anna Danesi (Club Italia) e Martina Guiggi (Igor Novara). Martelli: Lucia Bosetti (Fenerbahce Istanbul), Antonella Del Core (Dinamo Kazan), Paola Egonu (Club Italia), Anastasia Guerra (Club Italia), Alessia Gennari (Foppapedretti Bergamo) Liberi: Monica De Gennaro (Imoco Conegliano) e Stefania Sansonna (Igor Novara).
La squadra vincitrice del Torneo otterrà la qualificazione per Rio 2016. Le azzurre si raduneranno al Centro Pavesi, a Milano, nella serata del giorno di Natale. Il 27 dicembre partiranno per la Germania, direzione Schwerin, dove svolgeranno la preparazione in uno stage con la nazionale tedesca. Il trasferimento ad Ankara è in programma il 2 gennaio.
Malagò incontra l'olimpionica della scherma Arianna Errigo
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha ricevuto oggi al Foro Italico la campionessa olimpica di fioretto, Arianna Errigo. Nel corso dell'incontro, al quale hanno partecipato anche il Segretario Generale Roberto Fabbricini e il Vice Segretario Generale, e Responsabile della Preparazione Olimpica, Carlo Mornati, si è parlato dei programmi agonistici legati alla marcia di avvicinamento a Rio 2016.
L'azzurra, oro a squadre e argento individuale a Londra 2012, nel suo palmares vanta anche 2 ori Mondiali e 5 a squadre, oltre a 6 ori a squadra a livello continentale e a 4 Coppe del Mondo ed è tra i 31 atleti già certi della partecipazione alla XXXI edizione dei Giochi Olimpici Estivi. Malagò, complimentandosi con la fiorettista per i lusinghieri risultati ottenuti, le ha ribadito l'impegno del CONI nel garantire a tutti gli atleti - attraverso le strutture federali - massimo sostegno e supporto per l'ormai imminente appuntamento a cinque cerchi.

Nel corso dell'incontro i vertici dell'Ente e la campionessa olimpica sono stati raggiunti da Paolo Vaccari, ex campione di rugby e attuale consigliere Federale della FIR.
Indagine "Olimpia": TNA archivia procedimenti Grenot, Schwazer e Straneo
La Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha archiviato i procedimenti nei confronti degli atleti Libania Grenot, Alex Schwazer e Valeria Straneo, accogliendo l'istanza dell'Ufficio Procura Antidoping della NADO ITALIA, sulla base delle indagini “Olimpia” svolte dalla Procura della Repubblica di Bolzano ed agli esiti degli accertamenti svolti in ambito sportivo.
Il TNA dispone, inoltre, che il presente provvedimento sia comunicato agli interessati, all'UPA, alla FIDAL, alla IAAF, alla WADA e alle società di appartenenza all'epoca dei fatti.
World Cup, storico trionfo di Gaudiano a Londra con vista Rio 2016
La bandiera italiana sventola sul pennone più alto della tappa di Longines FEI World Cup™ di Londra (Gran Bretagna), in uno degli appuntamenti più attesi del circuito di Coppa del Mondo. Emanuele Gaudiano in sella ad Admara (Prop. Equita Kft), al termine di una gara perfetta, ha apposto la sua firma sul Gran Premio di Coppa del Mondo londinese, una prova mista (h. 160), valida ai fini del circuito di Longines FEI World Cup. Gaudiano, dunque, entra così nella storia dell'equitazione italiana e in quella del tradizionale concorso ippico britannico. E' il secondo successo, nella storia, per un cavaliere italiano in un Gran Premio di Coppa del Mondo: prima di lui c'era riuscito solo Juan Carlos Garcia nel 2006 a Bordeaux.
Dopo aver messo a segno un primo percorso netto, che gli ha garantito l’accesso al decisivo barrage, Gaudiano non solo è riuscito a replicare la prestazione agli ostacoli, ma ha anche fatto registrare il miglior tempo rispetto ai 36 partenti nella prova e con un doppio netto e un barrage chiuso in 36”20 ha vinto la gara facendo risuonare le note dell’Inno di Mameli, davanti al sempre caloroso e appassionato pubblico dell’Olympia. Gaudiano ha messo in riga il plotone britannico, che difficilmente lascia qualcosa di intentato quando scende in campo. Proprio cinque delle successive posizioni della classifica finale sono, infatti, occupate da rappresentanti dell’Union Jack, che non hanno potuto far altro che rassegnarsi al predominio italiano. La piazza d’onore, a poco meno di un secondo dal vincitore, è andata a Ben Maher – componente della squadra oro di Londra 2012 - in sella a Diva II (0/0; 37”15). Terzo posto per un altro grande dell’equitazione mondiale e componente di una vera dinastia di campioni: l’altro britannico Michael Whitaker in sella a Viking, che non è riuscito ad abbattere il tempo sotto i 37”28, dopo aver siglato due netti. Al quarto e quinto posto, rispettivamente ancora due cavalieri inglesi. Si tratta del numero uno al mondo e compagno di squadra di Maher a Londra 2012, Scott Brash su Hello M’lady (0/0; 37”49) e del connazionale Guy Williams su Titus (0/0; 37”74).
Una vittoria, quella del cavaliere italiano, che ha una importanza determinante, per diversi motivi. Primo fra tutti quello di essere riuscito a primeggiare nella patria di campionissimi indiscussi dell’equitazione internazionale e in un concorso fra i più belli al mondo. Poi perché la sua vittoria gli consente di fare un netto balzo in avanti nella classifica del circuito, dopo la settima tappa di Londra (13° posto con 28 punti; guida il tedesco Christian Ahlmann con 57): passaggio fondamentale per l’iter di qualifica ai prossimi Giochi Olimpici di Rio 2016.
Bis di Pellegrino, sua anche la Sprint di Dobbiaco
Pellegrino lo fa ancora, e sono cinque. Federico Pellegrino si impone anche nella sprint skating di Dobbiaco, dopo l'imperioso successo di Davos, la scorsa settimana. Ancora una volta il poliziotto di Nus, si dimostra il più in forma del lotto degli sprinter e quello dotato della miglior visione di gara.
Anche sull'anello di Dobbiaco, molto più arduo per la mancanza di dislivelli importanti che permettono a chi ha più braccia di fare la differenza, Pellegrino si qualifica con il settimo tempo e riesce a superare tutti i turni eliminatori fino alla finalissima, quando regola l'americano Simeon Hamilton e l'inglese Andrew Young, in una finale che vede i norvegesi fuori dal podio.
Per Pellegrino si tratta della vittoria numero cinque in Coppa del Mondo: il valdostano appaia Cristian Zorzi nella classifica all-time ed è secondo alle spalle di Pietro Piller Cottrer che di vittorie ne vanta sei.
"Aspettavo questa gara soprattutto perché si svolgeva su una pista non propriamente adatta alle mie caratteristiche - ha detto Pellegrino - e invece mi sono sentito benissimo sin dalle qualificazioni. Ho superato i quarti e la semifinale con relativa facilità. Sono arrivato alla finale sapendo di essere molto forte. Qualche avversario ha sbagliato, tipo Krogh, ma credo che con la condizione di oggi l'avrei battuto lo stesso. Conservo il pettorale di leader, ma non cambia molto nella mia testa. Voglio continuare ad allenarmi e ha fare sci di fondo come sto facendo in questo momento. Il fondo è la mia vita e quando si può fare al meglio il lavoro che più ti piace, ci si sente al settimo cielo".
"Sono molto contento per tutto il movimento del fondo italiano e per lo staff della Nazionale, dagli ski-men ai capi allenatori - ha aggiunto -: tutti diamo il 110% per raggiungere i risultati più importanti. Domani non gareggerò nella 15 km, preferisco tornare a casa ad allenarmi. Sono sicuro che avrei potuto fare bene anche domani, ma la stagione è lunga e non mancheranno le occasioni".
Nella gara femminile, la vittoria è invece regolarmente norvegese con Maiken Caspersen Falla, davanti a Ingvild Oestberg e alla svede Stina Nilsson. Bene Gaia Vuerich con il 15/o posto e a punti anche Greta Laurent con il 30/o.
Dossier olimpico, designata Cagliari come sede per le regate veliche
Il lavoro della Commissione di Valutazione per la selezione della sede per le regate veliche di Roma 2024 si è concluso oggi con la scelta finale di Cagliari come sede per la candidatura Olimpica.
Questi i passi con cui il percorso di candidatura è approdato alla scelta a favore di Cagliari: prima l’individuazione delle città, attraverso le candidature libere per tutte le regioni, la short list formata da Bari e Cagliari con ulteriore dossier, visita e sopralluoghi ed infine la scelta.
Nella prima fase, partita il 7 ottobre, la Commissione ha invitato le Regioni a segnalare le città candidate (max 2) e successivamente inviato un questionario per la realizzazione del Dossier. Una volta ricevuti tutti i dossier, sono stati valutati e classificati in base ai due principali fattori determinanti: condizioni meteo e ambiente e valori infrastrutture e logistica a terra. Da questa graduatoria ne sono uscite le due città in short list: Cagliari e Bari.
Il 25 novembre sono state inviate le lettere alle due città e fissati i sopralluoghi per la preparazione di un secondo Dossier. Dal 30 novembre al 2 dicembre si è svolto il sopralluogo a Cagliari con la partecipazione del sindaco Zedda. Dal 2 al 4 dicembre il sopralluogo a Bari con la partecipazione del Sindaco De Caro. Sono state analizzate le principali aree d’interesse: aeroporto, area Villaggio Olimpico, spostamenti e infrastrutture principali. Sono stati confrontati i dati meteo e la sostenibilità ambientale. È stata inoltre effettuata un’analisi comparativa dei dati meteo e di sostenibilità ambientale dei “competitor” (Marsiglia, Kiel e Long Beach).
Oggi la scelta finale su Cagliari, arrivata dopo un’analisi approfondita e risultata vincente per la situazione meteo-marina con una maggiore intensità di vento e una regolarità eccezionale. La situazione ambientale, la città a misura d’uomo, i tempi di spostamento e il villaggio Olimpico. Cagliari fa la differenza anche per la sua popolarità internazionale come città del vento e della vela e la legacy rappresenta un ulteriore punto di forza della città sarda rispetto a Bari, che allo stato delle cose rappresenta un’ottima seconda scelta. Nei prossimi mesi la visita della Federazione Internazionale (ISAF) nella città scelta per il parere finale.
Posto Nazione Italia a Rio 2016 anche per la classe Finn. Salgono a 116 gli azzurri qualificati
La Federazione Mondiale della Vela ha formalizzato oggi l'allocazione dei pass Olimpici per Nazione ai singoli Paesi sulla base dei risultati ai recenti Campionati del Mondo 2015.
L’Italia, grazie al risultato riportato alla recente Finn Gold Cup di Takapuna (NZL) da Giorgio Poggi, ha conquistato il posto nazione anche nella classe Finn portando a otto le specialità in cui ha ottenuto l’accesso su dieci previste dal programma olimpico.
Sono saliti a cinque i posti Nazione assegnati nella Finn in occasione della rassegna Iridata in Nuova Zelanda, non avendo alcun paese dell’Oceania partecipato alla successiva selezione continentale di Melbourne all’infuori di Australia e della Nuova Zelanda stessa (già qualificate dopo i Mondiali Santander 2014).
Un risultato di rilievo da parte della Squadra Azzurra diretta da Michele Marchesini, che si era vista sfuggire la qualifica al Mondiale di Santander 2014 per una manciata di punti nella stessa classe con Michele Paoletti. A poco meno di otto mesi dai Giochi Olimpici, l’Italia va dunque ad eguagliare per numero di qualifiche quanto ottenuto per le Olimpiadi di Londra 2012 e compare oggi, nella speciale classifica, alle spalle delle sole superpotenze Francia, Inghilterra, Nuova Zelanda (10 pass) e Australia (9 pass) su un totale di 51 Paesi. Mancano ancora all’appello il Doppio Maschile e il Doppio Femminile (470 M e F), che avranno un’altra possibilità alla regata di Palma di Maiorca, in programma ad aprile.
Gli azzurri certi della partecipazione a Rio 2016 sono 116 (68 uomini, 48 donne) in 18 discipline differenti, con 30 pass individuali. Ecco il dettaglio:
Nuoto (2 pass individuali: Gregorio Paltrinieri 1500 sl; Federica Pellegrini 200 sl - 20 carte olimpiche – 4x100 sl m e f – 4x100 mista m e f – 4x200 sl f)
Canottaggio (14 carte olimpiche - due senza, due di coppia PL, quattro senza, quattro senza PL, doppio)
Pallavolo (carta olimpica per la squadra maschile, 12 unità)
Vela (11 carte olimpiche di cui 5 individuali: nel 49er FX; nel RS:X femminile; nel Nacra 17 misto) in 8 classi: Laser Radial d, Laser Standard m, RS:X 1 m / RS:X d Flavia Tartaglini, 49er FX Giulia Conti e Francesca Clapcich, Nacra 17 Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri, 49er 2 u, Finn 1 u.
Tiro a Volo (9 carte olimpiche- Trap 3 – 2 uomini e 1 donna- Double Trap -2 – Skeet 4 – 2 uomini e 2 donne)
Tiro a Segno (5 carte olimpiche – Carabina 10 metri d, Carabina 3 p. m, carabina a terra m, Pistola libera m, Carabina 50 metri m)
Ginnastica artistica (5 carte olimpiche d)
Ginnastica ritmica (5 carte olimpiche d)
Tiro con l’Arco (4 carte olimpiche – 3 m e 1 d)
Nuoto di Fondo (3 pass individuali: Simone Ruffini, Federico Vanelli, Rachele Bruni nella 10 km)
Pugilato (2 pass individuali: Valentino Manfredonia 81 kg e Clemente Russo 91kg)
Scherma (2 pass individuali (fioretto): Elisa Di Francisca e Arianna Errigo)
Tuffi (2 carte olimpiche – Trampolino 3 metri d e piattaforma d)
Pentathlon Moderno: (2 pass individuali: Riccardo De Luca, Alice Sotero)
Lotta: (una carta olimpica, stile libero categoria 65 kg)
Canoa: (due carte olimpiche, K1 slalom maschile e femminile)
Ciclismo: (una carta olimpica, crono maschile)
Atletica (14 pass individuali Eleonora Giorgi, Libania Grenot, Gloria Hooper, Anna Incerti, Antonella Palmisano,Yadisleidy Pedroso, Elisa Rigaudo, Alessia Trost, Marco De Luca, Fabrizio Donato, Marco Fassinotti, Daniele Meucci, Ruggero Pertile, Gianmarco Tamberi)
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