CdM Spada, Fiamingo e Del Carretto teste di serie, tre azzurre passano i preliminari
Cinque azzurre disputeranno domani la seconda giornata di gare di Coppa del Mondo di spada a Nanchino. Sulle pedane cinesi, ad affrontare il turno delle 64, nella notte italiana, saranno Rossella Fiamingo e Bianca Del Carretto, inserite come teste di serie oltre a Mara Navarria, Francesca Quondamcarlo ed Alberta Santuccio che hanno affrontato e superato oggi le qualificazioni.
Mara Navarria, dopo la fase a gironi, ha superato per 15-11 la sudcoreana Shin approdando al tabellone principale, così come Francesca Quondamcarlo che invece ha sconfitto 15-14 la francese Ngom. Ad attenderla, nel primo assalto del main draw, ci sarà Alberta Santuccio, approdata direttamente al tabellone principale dopo la fase a gironi avendo vinto tutti gli assalti del suo raggruppamento.
Si è invece già conclusa l'esperienza individuale per Francesca Boscarelli, Giulia Rizzi e Sara Carpegna. La prima è stata sconfitta 15-11 dalla francese Jacques Andre Coquin, Giulia Rizzi è stata invece superata per 15-14 dalla cinese Sheng Lin, mentre Sara Carpegna è uscita di scena dopo aver perso l'assalto contro la quotata tedesca Britta Heidemann.
L'attenzione sarà poi tutta orientata alla gara a squadre in programma domenica dove l'Italia deve riscattare la prestazione opaca offerta sulle pedane di Legnano, nella prima uscita stagionale, per riprendere quota nel ranking mondiale valido per la qualificazione olimpica.
Coppa del Mondo - Spada Femminile - Nanchino, 13-15 Novembre 2015
Tabellone delle 64
Navarria (ITA) - Gudkova (Rus)
Del Carretto (ITA) - Lehis (Est)
Quondamcarlo (ITA) - Santuccio (ITA)
Fiamingo (ITA) - Zamachowska (Pol)
Accordo sui corsi di formazione di Pronto Soccorso Sportivo e con defibrillatore sul territorio
Il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, Maurizio Casasco, hanno presentato oggi nel Salone d’Onore del Coni il protocollo attuativo dei corsi di formazione di Pronto Soccorso Sportivo (PSS) e di Pronto Soccorso Sportivo con defibrillatore (PSS-D). Alla presentazione è intervenuta anche la Responsabile Territorio e Promozione del Coni, Cecilia D’Angelo.
Questo accordo consentirà di far partire immediatamente questi corsi presso le varie sedi decentrate del Coni. I corsi di formazione sono tenuti dai medici della Federazione Medico Sportiva Italiana, accreditati quali Istruttori PSS-D e certificati, per il protocollo DAE (la formazione all’uso dei defibrillatori), da AREU su tutto il territorio nazionale.
La Federazione Medico Sportiva Italiana ha messo in atto un protocollo, riconosciuto dal Decreto Balduzzi (articolo 5, comma 7 del Decreto del 24 aprile 2013 “…Il CONI, nell’ambito della propria autonomia adotta protocolli di Pronto Soccorso Sportivo Defibrillato della Federazione Medico Sportiva Italiana…”), che ha introdotto il rischio sportivo specifico per ogni disciplina.
Tale protocollo prevede, infatti, non solo la tradizionale tecnica cardiorespiratoria, ma anche una formazione specifica di Pronto intervento su tutti gli organi, in base allo specifico rischio sportivo legato alla specifica disciplina praticata considerato sia in gara che in allenamento. I corsi vengono organizzati dalle strutture territoriali del Coni congiuntamente a quelle della Federazione Medico Sportiva Italiana e realizzati dai medici della FMSI addestrati e validati dalla Legge nazionale.
Alessandra Sensini prima italiana nella Hall of Fame ISAF
La vela italiana si inserisce per la prima volta nella Hall of Fame della Federazione Internazionale (ISAF) con Alessandra Sensini e Valentin Mankin. E’ quanto è emerso nel corso delle riunioni annuali dell’ISAF che si stanno svolgendo a Sanya in Cina. La Hall of Fame ISAF è stata istituita nel 2007 per celebrare il centenario della stessa Federazione.
Ai primi sei atleti nominati otto anni fa (Olin Stephens - USA, Sir Robin Knox-Johnston e Dame Ellen Macarthur - GBR, Paul Elvström - DEN, Barbara Kendall – NZL ed Eric Tabarly – FRA), l’ISAF ha deciso di inserire altri sette campioni del vento e tra questi figurano Alessandra Sensini - la velista più titolata alle Olimpiadi con quattro medaglie (un oro, un argento e due bronzi), attualmente membro della Giunta del CONI, oltre ad rivestire il ruolo di Direttore Tecnico dell’Attività giovanile della FIV e di vice DT della Squadra Olimpica. Insieme alla campionessa olimpica azzurra ci sarà il grandissimo Valentin Mankin, ucraino di nascita e italiano di adozione, tre ori e un argento alle ai Giochi Olimpici, nonché una straordinaria carriera di allenatore e punto di riferimento inimitabile per intere generazioni di velisti italiani fino alla sua scomparsa, avvenuta nel giugno del 2014.
Gli altri cinque fuoriclasse della vela nominati sono gli statunitensi Dennis Conner, Harold Vanderbilt e Buddy Melges, il neozelandese Sir Peter Blake e il brasiliano Torben Grael.
“Voglio ringraziare tutte le persone presenti, perché è un onore per me essere qui oggi. Qualche anno fa ho ricevuto l'ISAF Rolex World Sailor of the Year Award ed è stato incredibile, adesso invece sono stata inserita nella Hall of Fame ed è qualcosa di totalmente inaspettato”, ha dichiarato Alessandra Sensini durante la cerimonia di introduzione. “Voglio ringraziare in particolare il Presidente dell’ISAF Carlo Croce, perché appena ho smesso con l’attività agonistica, mi ha consentito di sostenere e promuovere l’attività giovanile, a cui tengo molto, grazie a un importante ruolo nella Federazione Italiana Vela. Spero, in proposito, di essere fonte di ispirazione per le nuove generazioni e di riuscire a trasmettere ai giovani tutte le mie conoscenze nell’ambito dello sport della vela”.
Lo sport italiano festeggia i 100 anni della Marangoni, la medaglia olimpica più longeva del mondo
Cento anni che si specchiano nella leggenda. Vivente. Un ricordo in bianco e nero, mai sbiadito, che vale un'emozione per sempre. Lo sport italiano festeggia il secolo di vita di Clara (detta Carla) Marangoni, prima medagliata olimpica della storia azzurra, la donna più longeva del mondo a salire su un podio a cinque cerchi. La Marangoni, tesserata per la Ginnastica Pavese 1879, non aveva ancora compiuto 13 anni quando conquistò l'argento nella prova a squadre di ginnastica artistica ad Amsterdam 1928 - vinta dall'Olanda - insieme alle compagne Bianca Ambrosetti, Lavinia Gianoni, Luigina Giavotti, Luigina Perversi, Diana Pizzavini, Luisa Tanzini, Carolina Tronconi, Ines Vercesi e Rita Vittadini.
Dopo la scomparsa della ginnasta ungherese Olga Toros, avvenuta a febbraio, Clara detiene anche il primato del podio olimpico più datato in assoluto. Un doppio primato che impreziosce i contenuti di un compleanno speciale. Ieri il Presidente Malagò ha rivolto pubblicamente alla Marangoni gli auguri del CONI e dell'intera famiglia dello sport azzurro, nel corso del convegno incentrato proprio sul ruolo e sulla presenza delle donne nello sport. E lei, che ha scritto la storia, diventa un esempio su cui costruire un futuro di successi al femminile. Tanti auguri, Carla!
"Donne e Sport nell'Italia del futuro senza barriere". Malagò: acceleriamo per favorire la svolta
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha partecipato oggi, al Salone d’Onore del CONI, il Convegno “Donne e Sport nell’Italia del futuro: senza barriere”. All’approfondimento, incentrato sulla presenza femminile nel movimento agonistico del nostro Paese, e in particolare sulle barriere culturali che ne ostacolano lo sviluppo, sono intervenuti anche Andrea Garnero, Economista dell’OCSE, la campionessa olimpica dello sci di fondo e membro onorario del CIO, Manuela Di Centa, le olimpioniche della scherma Diana Bianchedi (Coordinatore Generale Roma 2024) e Valentina Vezzali (deputata, Commissione Cultura Scienza e Istruzione), Marco Bonitta, Ct della Nazionale Femminile di Pallavolo, Michele Uva, Direttore Generale della FIGC, Gisella Bellinello Quaglio, Presidente ASD Le Rose Rovigo Rugby e Franco Arturi, editorialista della Gazzetta dello Sport. L'incontro è stato moderato dal Direttore di Sky Tg 24, Sarah Varetto.
Malagò ha aperto il lavori, sottolineando l’importanza della tematica affrontata: “Questo convegno è nato da un’idea di Franco Arturi, che ha sempre dimostrato grande sensibilità in riferimento a questa situazione. Il nostro mondo, anche a livello dirigenziale, è sempre stato prettamente maschile. Ho potuto sostenere la candidatura femminile nelle uniche situazioni in cui ero in condizioni di intervenire: Fiona May, Alessandra Sensini e Valentina Turisini sono entrate in Giunta CONI, nell’individuazione del DG del Comitato Promotore di Roma 2024, inizialmente Claudia Bugno – che ringrazio - e ora Diana Bianchedi. Sono molto felice di vedere, dal Corso di Management Olimpico del CONI in poi, che il nostro mondo attrae molto l’universo femminile. Essere donna però non vuol dire automaticamente avere diritti nel nostro mondo e negli altri ambiti: bisogna avere coraggio, sottoporsi a dinamiche elettorali. Sono il primo sostenitore del concetto che vuole le donne protagoniste del nostro movimento, ma con preparazione e aggiornamenti. Come la Vezzali, una campionessa immensa ma che non si è fermata alla pedana, si è formata, come la Di Centa e la Bianchedi, che hanno studiato. Sono felice di ricordare oggi che la prima italiana a vincere una medaglia olimpica fu Carla Marangoni, nella ginnastica ad Amsterdam 1928: domani compie 100 anni, è la più anziana vincitrice di una medaglia di tutto il mondo. Dobbiamo accelerare, anche in vista delle prossime tornate elettorali, creare le premesse per una successione che contempli una forte competitività delle figure femminili”.
Andrea Garnero, dell’OCSE, si è soffermato sull’impatto del fenomeno a livello occupazionale. “Una bambina di 13 anni ha scritto a Obama, dopo aver visto una gara del mondiale femminile con il fratello e lamentando le considerazioni che volevamo gli uomini più forti del gentil sesso. Un paio di settimane fa ha invitato la ragazza alla Casa Bianca a premiare la nazionale femminile. Obama si è interessato della situazione perché attraverso il coinvolgimento delle donne nello sport si può leggere il ruolo che la società dà a più di metà della sua popolazione. Nei Paesi Europei, secondo la UEFA, il tasso di occupazione sale in base al tesseramento nel calcio. Negli Stati Uniti, nel 1972 ci fu una riforma che obbligò tutte le scuole e i college che ricevono fondi federali a dare le stesse opportunità a ragazzi e a ragazze, con la partecipazione sportiva passata da 294 mila del 1971 a 3.100.000 del 2011. Isolare tale partecipazione da altri fattori, evidenzia come fare sport spiega il 40% dell'aumento del tasso di impiego delle donne tra i 25 e i 34 anni. L’OCSE ha calcolato che chiudere il gap di partecipazione nel mercato del lavoro tra uomini e donne può contribuire a un +1% di crescita nel nostro Paese. Gli aspetti culturali sono spesso la barriera più importante, che leggi e incentivi non sempre riescono a cambiare. E in questo lo sport può fare moltissimo. Un aumento della partecipazione femminile, soprattutto nelle discipline considerate più maschili, cambia la cultura. Perché sport vuole dire inclusione e crescita”.
L’olimpionica Manuela Di Centa, ha raccontato la sua storia personale: “Sono nata in montagna, in Friuli, sono cresciuta con il principio di parità e di normalità di famiglia. Con i valori che avevo non ho ritrovato le stesse cose nella vita di tutti i giorni, nelle prime squadre che ho frequentato. Ho trovato quelle difficoltà nel dover sempre dimostrare di essere uguale agli altri. Da quel giorno mi sono ripromessa di dover fare qualcosa per questa situazione. Ora qualcosa sta cambiando: la presenza femminile nel CIO sta crescendo, anche se su 208 Comitati Olimpici solo 11 sono al femminile. Nel 2018 dei Giochi Giovanili ci sarà il 50% preciso di presenze femminili, obiettivo eccezionale. Qualcosa va ancora fatto a livello di sport invernali. Siamo ancora lontani ma dobbiamo proseguire sulla strada intrapresa”.
Michele Uva ha invece spiegato le iniziative messe in campo della FIGC a favore del movimento femminile: “La mia fortuna di dirigente è nata con il movimento femminile, con la pallavolo ho vinto tantissimo. La FIGC negli ultimi 12 mesi ha fatto più di quello che aveva fatto negli ultimi 20 anni. Ho subito nominato Vice Dg una ragazza, di grandi capacità. Mai in FIGC si è parlato tanto di calcio femminile. Abbiamo nominato capi delegazioni nuovi, tra cui tante donne e portato 5 donne in commissioni UEFA. Dal punto di vista pratico, ora abbiamo 6 nazionali femminili, le squadre di calcio possono comprare il titolo sportivo dell’omologa femminile. Il professionismo non è la chiave per risolvere il problema della crescita dello sport femminile, la chiave è la professionalità. La professionalizzazione dei dirigenti, delle calciatrici e delle allenatrici”.
Diana Bianchedi ha parlato dell’argomento dal punto di vista medico-scientifico: “Credo che la preparazione e la professionalità fanno avanzare il nostro mondo. Prima c’erano perplessità nel far praticare certe discipline alle ragazze. Era un problema di cultura e di approccio alla tematica, c’erano carichi e preparazioni diverse. A livello scientifico c’è stato un passo avanti, conoscere il corpo femminile per studiare le metodologie migliori. Le atlete garantiscono un modello sociale e culturale diverso, per questo è importante che non smettano di fare attività fisica in età adolescenziale, quando il corpo femminile cambia”.
Valentina Vezzali ha invece sottolineato l’importanza dell’aspetto culturale: “Ho iniziato a fare sport a 6 anni, in una disciplina che veniva considerata più maschile. Mio padre era molto scettico, poi è diventato il primo tifoso. Eravamo in poche, c’era chi abbandonava, chi preferiva lo studio e chi il divertimento. Non ho fatto rinunce, mi sono arricchita in un altro modo rispetto alle mie colleghe. Oggi mio marito guida una squadra di serie B femminile. E’ dalla scuola che deve partire l’insegnamento, è un discorso civico, anche la famiglia gioca un ruolo importante. Ogni donna ha diritto di scegliere della propria vita. L’atleta-donna che diventa mamma è una casistica che va studiata. Sono riuscita a dimostrare che si può vincere anche dopo la maternità”.
Laura Coccia, ex atleta paralimpica, deputata e prima firmataria di una proposta di legge per la parità di genere, ha sintetizzato la genesi delle sue sfide normative e ideologiche. “Non si può tollerare che ci sia una situazione di disparità di diritti. Nel mondo dello sport è fondamentale dare a tutti gli atleti le stesse possibilità, per ottenere ancora più risultati, non solo a livello agonistico ma sotto il profilo sociale, in termini di benefici diffusi”.
Marco Bonitta ha invece parlato di alcune esperienze personali e del ruolo dell’allenatore: “Come Federazione abbiamo più praticanti femminili ma ancora non c’è la cultura di creare parità culturale. Una volta a Urbino, durante la preparazione alla qualificazione mondiale, le ragazze scioperarono, incassando la mia solidarietà, perché non trovavano un accordo sui premi con la dirigenza federale. Il giorno dopo vennero stabiliti i premi. Questo episodio ha dato un valore straordinario al gruppo, io ero al loro fianco, si è creata una empatia particolare, che in campo ha dato risultati eccezionali. Loro volevano essere riconosciute come gruppo di professioniste. Io ho cominciato ad allenare uomini e poi sono passato alle donne. Fu un passaggio spontaneo. Sono in poche che immaginano di sedersi in panchina in futuro, non esiste vocazioni, serve una spinta culturale”.
Gisella Bellinello Quaglio, Presidente ASD Le Rose Rovigo Rugby ha raccontato la sua esperienza: “La mia è una storia fuori dal comune. Dopo 25 anni mi sconvolge ancora che una città che vive di rugby ha una mentalità che non contempla il movimento femminile, è una guerra continua”. Maria Cristina Tonna, ex capitano della Nazionale femminile di rugby e oggi responsabile FIR del settore, ha amplificato il concetto: “Un gioco che ha una percezione fortemente maschile può essere femminile. L’anno scorso abbiamo ottenuto il 3° posto nel Sei Nazioni di rugby, battendo Francia, Scozia e Galles, fu una grande soddisfazione e sinonimo di crescita del movimento. Tramite il Sei Nazioni vogliamo qualificarci alla Coppa del Mondo del 2017”.
Valeria Panzironi, responsabile del settore legale del CONI, ha infine anticipato un’iniziativa: “Stiamo lavorando con la Fondazione Bruno Visentini per organizzare una serie di seminari che hanno come oggetto la presenza delle donne nei vari settori del lavoro e della vita quotidiana. L’idea è individuare i problemi e cercare le soluzioni, anche a livello regolamentare per trovare applicazione anche nello sport. Ci piacerebbe chiudere l’anno con proposte concrete”.
Franco Arturi, l’ideatore dell’iniziativa, ha chiuso i lavori con un intervento articolato. “Sono felice di questo scatto in avanti grazie all’impegno del Presidente Malagò. La fotografia, il grafico della pratica femminile in Italia è pari a quella delle analisi di un malato: completamente sballato. Soprattutto negli sport di combattimento. Femminilità è un termine che detesto, come virilità. Non esiste una femminilità in senso assoluto ma una in ogni donna. Una bambina che vuole avvicinarsi allo sport ha più condizionamenti da superare: come quella che la associa al termine maschiaccio, altra parola da bandire, insieme a femminuccia. Il maschilismo è imperante. E’ un condizionamento socio-culturale, perché la società è maschilista. Gli schemi mentali sono ancora cavernicoli, ne fanno le spese le donne. Esiste un ostracismo nei confronti delle donne in relazione agli sport considerati virili. Una delle cartine tornasole è quella del calcio femminile: ci sono 168 mila calciatrici in Svezia con 10 milioni di abitanti, mentre in Italia ce ne sono 20 mila con 60 milioni di abitanti, nonostante il nostro Paese sia considerato una delle culle del movimento. Stiamo perdendo un treno storico, dobbiamo invertire questa tendenza. Non esiste una femminilità ma milioni. Lasciate libere ogni bambina di scegliere lo sport che più le interessa e diverte. In Italia il problema ha una profondità maggiore rispetto ad altri Paesi, bisogna lavorare per rimuovere l’affronto nei confronti delle donne. Restituiamo loro piena dignità”.
Malagò e Scarso incontrano il Presidente della Scherma degli Emirati Arabi, HH. Engr. Sheikh Salem Sultan S.Alqasimi
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, insieme al Presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso, ha ricevuto oggi al Foro Italico il Presidente della Federazione Scherma degli Emirati Arabi Uniti, HH. Engr. Sheikh Salem Sultan S.Alqasimi. All'incontro hanno partecipato anche il Segretario della FIS, Marco Cannella e il responsabile tecnico della scherma degli Emirati, Ibrahim Khaled.
Nel corso dell'incontro sono stati affrontati diversi temi, tra cui le potenziali sinergie tra i due movimenti agonistici, in vista dei prossimi impegni internazionali. Successivamente il Presidente Scarso ha portato la delegazione degli Emirati Arabi Uniti in visita al Centro di Preparazione Olimpica CONI "Giulio Onesti" all'Acqua Acetosa.
Mondiali, gli 8 azzurri per Houston con vista Rio 2016
A Houston, tra dieci giorni, prenderà il via il Mondiale Seniores di Pesistica, fondamentale ai fini della qualificazione ai Giochi di Rio de Janeiro. Due le “partite” da giocare per le nostre Nazionali: la squadra femminile per staccare già da ora i pass per i Giochi Olimpici grazie al sistema di qualificazione a squadre, Mirco Scarantino e Antonino Pizzolato (Fiamme Oro), i due pesisti della squadra maschile convocati dalla Direzione Tecnica Nazionale, per migliorare il proprio totale olimpico nelle rispettive categorie nelle ranking list individuali di qualificazione, attestato alle misure fatte registrare nei Mondiali Juniores di Wroclaw (262 kg per Scarantino nella 56 kg, 347 kg per Pizzolato nella 85 kg).
Sei le azzurre convocate: Genny Pagliaro (CS Esercito), Eva Giganti (Atletico Ercole Caltanissetta), Giorgia Russo (Jaguar Club Palermo), Jennifer Lombardo (Fiamme Azzurre), Giorgia Bordignon (Fiamme Azzurre) e Grazia Alemanno (CS Esercito). Le ragazze dovranno difendere il quindicesimo posto ottenuto nella classifica di qualificazione dopo il Mondiale dello scorso anno, piazzamento che permetterebbe alla nostra Nazionale di ottenere ben tre posti in pedana a Rio. Anche il piazzamento dal diciassettesimo al ventunesimo posto garantirebbe il raggiungimento dell’obiettivo, con due pass olimpici.
La squadra maschile, così come quella femminile nel caso di non raggiungimento della qualificazione al termine di questa gara, avrà comunque un’ulteriore chance di qualificazione collettiva nel corso dell’Europeo 2016 in Norvegia. Le gare inizieranno venerdì 20 novembre, con le prime finali di categoria e i primi titoli iridati in palio sabato 21. La Delegazione, che partirà da Fiumicino per il Texas sabato 14, sarà composta dagli otto atleti più il capodelegazione Michele Barbone, dai Tecnici Angelo Mannironi, Giovanni Scarantino, Alessandro Ficco e Domenico Marzullo e dal collaboratore Francesco Riccardo; lo staff sanitario sarà composto da Nicola Voglino e Alessandro Lastoria.
Coppa del Mondo, la spada azzurra a Nanchino e a Tallin: in palio punti per la qualificazione olimpica
Occhi puntati sulla spada nel fine settimana di Coppa del Mondo. E' il momento infatti dell'arma senza convenzione che è pronta a vivere la seconda tappa della lunga stagione internazionale. La spada femminile vola in Oriente dove, a Nanchino, è in programma la tappa cinese di Coppa del Mondo, mentre gli spadisti sono chiamati a salire sulle pedane di Tallinn, in Estonia. Da una parte all'altra del Mondo per cercare di acquisire punti sempre più importanti per la corsa alla qualificazione olimpica ai Giochi di Rio2016.
Ad iniziare per prime, per via del fuso orario che vede le lancette di Nanchino sette ore avanti rispetto a quelle in Italia, saranno le spadiste azzurre impegnate nella fase preliminare in programma questo venerdi. Alberta Santuccio, Mara Navarria, Francesca Boscarelli, Giulia Rizzi, Francesca Quondamcarlo e Sara Carpegna saranno infatti in pedana nella notte italiana per affrontare la fase a gironi ed i turni del tabellone di qualificazione, al termine del quale sarà definito il quadro del turno delle 64 da cui scatterà la giornata di sabato. Ad attenderle perché già ammesse nel tabellone principale, sono Rossella Fiamingo e Bianca Del Carretto che, quindi, approfitteranno del venerdi per l'allenamento di rifinitura ma anche per incitare le compagne che saranno seguite a fondo pedana dal Commissario tecnico, Sandro Cuomo e dai maestri Daniele Pantoni e Roberto Cirillo.
L'attenzione sarà poi tutta orientata alla gara a squadre in programma domenica. L'Italia deve riscattare la prestazione opaca offerta sulle pedane di Legnano nella prima uscita stagionale. Per farlo il CT Sandro Cuomo ha scelto di confermare il quartetto, già protagonista ai Mondiali di Mosca2015, e composto da Rossella Fiamingo, Bianca Del Carretto, Mara Navarria e Francesca Boscarelli. A Tallinn, invece, saranno dodici complessivamente gli azzurri in gara nella prova individuale. A dover affrontare la fase preliminare in programma venerdi, saranno Andrea Baroglio, Massimiliano Bertolazzi, Gabriele Bino, Lorenzo Bruttini, Lorenzo Buzzi, Gabriele Cimini, Marco Fichera, Tomaso Melocchi, Andrea Santarelli e Matteo Tagliariol. Ad essere esentati perché già ammessi di diritto al tabellone principale, il cui via è in programma sabato, sono Enrico Garozzo, numero 3 del ranking mondiale, e Paolo Pizzo che, nonostante la 17esima posizione nella classifica internazionale, rientra tra le prime 16 teste di serie del tabellone grazie al forfait del sudcoreano Jinsun Jung.
La prova a squadre è in programma domenica ed il quartetto italiano composto da Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli proverà a dare continuità a quanto di buono mostrato col quarto posto ai Campionati del Mondo di Mosca ed il terzo conquistato nella prova di esordio stagionale a Berna.
Coppa del Mondo: 15 convocate in Nord America. Brignone leader
La trasferta americana della squadra di Coppa del mondo femminile è ormai alle porte. Sabato 14 novembre sarà giorno di partenza per gli Stati Uniti. Il programma delle sciatrici italiane prevede sabato 28 e domenica 29 novembre il gigante e lo slalom ad Aspen mentre, fra venerdì 4 e domenica 6 dicembre, una doppia discesa ed un supergigante a Lake Louise.
Il direttore sportivo Massimo Rinaldi ha convocato per l'appuntamento sulle nevi del Colorado: Sofia Goggia, Nicole Agnelli, Marta Bassino, Federica Brignone (leader della classifica generale di Cdm dopo il successo di Soelden), Irene Curtoni, Manuela Moelgg, Chiara Costazza, Nadia Fanchini, Karoline Pichler Pichler, Elena Curtoni e Francesca Marsaglia. La base per tutte sarà a Vail con l'eccezione delle ultime tre atlete, che si aggregheranno alla squadra di discesa in preparazione a Copper Mountain fino al 29 novembre prima di trasferirsi in Canada con Johanna Schnarf, Verena Stuffer, Elena Fanchini e Daniela Merighetti.
E’ probabile che qualcuna delle ragazze prenderà parte ad alcune gare Fis organizzate appositamente in Colorado nel periodo di preparazione. "Speriamo di fare un discreto lavoro preparatorio sulla velocità - sottolinea il nuovo allenatore responsabile delle discipline tecniche Gianluca Rulfi -. Ci aspetta una neve fredda e molto aggressiva, temperature molto basse e una pista molto tecnica, da affrontare con grinta e senza paura". L'Italia dispone di dieci posti nella gara di gigante, sei nello slalom, sette nella discesa e nove nel supergigante.
Roma 2024, l'olimpionica Diana Bianchedi nuova coordinatrice
Chiusa la fase della start up, parte la fase due del Comitato Promotore Roma 2024. Claudia Bugno lascia la Direzione per affrontare una nuova e importante sfida professionale manageriale. Al suo posto, al coordinamento del team per le Olimpiadi presieduto da Luca Montezemolo, arriva oggi Diana Bianchedi, 46 anni, laureata in medicina sportiva, con alle spalle una lunga e prestigiosa carriera agonistica nella nazionale del fioretto femminile culminata con la conquista di 16 medaglie tra cui due ori olimpici nel fioretto a squadre ai Giochi di Barcellona ‘92 e Sidney 2000, 5 titoli mondiali e 2 titoli europei. Al CONI ha ricoperto inoltre prestigiosi incarichi tra cui Vicepresidente vicario, Presidente della Commissione Atleti, membro esecutivo della Commissione Scientifica Antidoping e, attualmente, Presidente della Commissione Benemerenze.
"Desidero ringraziare Claudia per il grande lavoro svolto - ha detto Luca Montezemolo –. La sua esperienza è stata determinante per gettare le basi della candidatura olimpica e generare un piano solido e sostenibile. Diana, alla quale do il benvenuto, oltre a essere una indiscussa campionessa, è una manager esperta e capace. La sua comprovata conoscenza del mondo dello Sport rappresenterà un decisivo valore aggiunto a Roma 2024, progetto che pone al centro gli atleti e il territorio”.
“Nell’augurare a Claudia tutto il meglio nella nuova sfida manageriale – ha dichiarato il Presidente del CONI Giovanni Malagò – esprimo un grazie sincero per il grande impegno profuso al nostro fianco. Sono entusiasta e al tempo stesso voglioso che Diana giochi un ruolo importante in questo Progetto, perché è fondamentale la presenza di una persona con il suo profilo sportivo e manageriale. Il suo percorso al CONI, unito alla sua storia sportiva, rappresenta un unicum formidabile”.
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