Coppa del Mondo di spada maschile, 2° posto per gli azzurri a Tallinn. Passo avanti per Rio 2016
L'Italia migliora ancora e conquista il secondo posto nella gara a squadre della tappa di Tallinn del circuito di Coppa del Mondo di spada maschile. La formazione azzurra composta da Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli, dopo il quarto posto ai Campionati del Mondo Mosca 2015 e il terzo nella gara d'esordio stagionale di Berna, scala un altro gradino del podio a Tallinn e sale al fianco della Francia, unica squadra capace di fermare il quartetto azzurro sulle pedane estoni.
Il secondo posto conquistato a Tallin permette all'Italia di conquistare punti "pesanti" nella corsa alla qualificazione ai Giochi Olimpici di Rio 2016. La caccia al pass olimpico si compone di altre due prove: quella in programma ad Heidenheim il prossimo 23 gennaio ed infine la tappa di Vancouver del 14 febbraio.
Nella finale della tappa di Tallin i transalpini, sempre più leader del ranking mondiale, hanno superato l'Italia col punteggio di 45-40. Nel percorso di gara, gli azzurri hanno iniziato vincendo per 45-24 l'assalto del turno delle 32 contro il Brasile. Nel match successivo il quartetto italiano ha avuto la meglio sul Venezuela per 28-22, prima di sfidare ai quarti i padroni di casa dell'Estonia, sconfitti col punteggio di 45-32. In semifinale è infine giunta la vittoria contro l'Ucraina col punteggio, da individuale, di 10-8, figlio di un'attenta strategia degli azzurri che, dopo i primi tre parziali hanno inchiodato il punteggio sullo 0-0. A metà gara, sul punteggio di 7-7, il sesto, settimo ed ottavo parziale hanno visto gli atleti non portare a bersaglio alcuna stoccata, lasciando quindi agli ultimi due protagonisti, Marco Fichera e Bogdan Nikishin, il pallino decisivo dell'incontro. L'azzurro è stato capace di chiudere la frazione sul 3-1, portando la squadra italiana in finale e "dirottando" alla finale per il terzo posto l'Ucraina, poi sconfitta dalla Svizzera.
Malagò telefona a Masseglia: "CONI vicino alla Francia". Minuto di raccoglimento in tutte le competizioni
Alla luce dei gravissimi accadimenti occorsi ieri sera a Parigi, il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha telefonato questa mattina al Presidente del Comitato Olimpico Francese, Dennis Masseglia, per manifestare la vicinanza e la solidarietà dell’intero mondo sportivo italiano alla Francia e alle sue istituzioni olimpiche in questo particolare momento di dolore. Nel corso della telefonata, Malagò e Masseglia hanno convenuto che lo sport è l’unico strumento capace di unire i popoli e superare le divisioni. Malagò e Masseglia si sono dati appuntamento per un incontro giovedì 19 novembre a Praga, in occasione dell’Assemblea dei Comitati Olimpici Europei.
Al termine della telefonata, il Presidente Malagò ha annunciato di aver invitato tutte le Federazioni Sportive Nazionale, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva ad osservare un minuto di raccoglimento in tutte le manifestazioni sportive che si svolgono in Italia nel fine settimana per commemorare le vittime degli attentati di Parigi.
Roma 2024, il cordoglio di Montezemolo: solidarietà alla Nazione, alla città, alle famiglie
Il comitato Roma 2024, profondamente commosso, si stringe al cordoglio delle famiglie vittime dell'agghiacciante, spregevole e vigliacca azione terroristica che ha colpito Parigi e il cuore dell'umanità, ed è vicino a tutti i francesi in difesa dei valori più profondi della civiltà occidentale.
Il presidente Montezemolo esprime personale solidarietà alla Nazione, alla città, alle famiglie delle vittime e profonda partecipazione e vicinanza ai Colleghi del Comitato Promotore francese.
"Davanti a queste immagini restiamo costernati -dice commossa il coordinatore generale del Comitato Diana Bianchedi - Un campo di calcio, pieno di giovani spaventati e disperati, immagini irreali...in questo momento di paura uniamoci per trarre forza. Siamo stati colpiti tutti da questo drammatico gesto".
Coppa del Mondo di spada, Garozzo 3° a Tallinn
Terzo posto per Enrico Garozzo nella prova individuale della tappa di Coppa del Mondo di spada maschile svoltasi a Tallinn. La gara sulle pedane estoni ha visto un epilogo insolito: un derby tutto giapponese tra Kazuyasu Minobe e Satoru Uyama, col primo a vincere col punteggio di 15-8. Il secondo, invece, è stato l'artefice dell'unica sconfitta di giornata per Enrico Garozzo, nell'assalto di semifinale. Per l'azzurro, infatti, il punteggio di 15-12 subìto dal giapponese Uyama, è valso il terzo gradino del podio.
Nel suo percorso di gara, Enrico Garozzo, dopo aver sconfitto nel primo match l'argentino Lugones Ruggeri per 15-11 e, a seguire, l'estone Marno Allika col punteggio di 15-10, ha avuto ragione nel turno dei 16 del tedesco Stephan Rein per 15-6 e poi, ai quarti, ha regolato per 15-11 il francese Jean-Michel Lucenay. Si sono fermati nel turno dei 32 invece gli altri azzurri. Andrea Santarelli è stato eliminato per 15-13 dal campione del Mondo in carica, l'ungherese Geza Imre, Andrea Baroglio, invece è stato superato dal ceco Pitra per 15-11, Gabriele Cimini, dopo aver superato nel prmo assalto il sudcoreano Park per 15-13 è uscito sconfitto dal francese Jean Lucenay per 15-10, Marco Fichera, che aveva vinto il match d'esoridio contro l'egiziano Fayez per 11-3, è stato fermato dall'altro transalpino Gustin col punteggio di 15-13, e Massimiliano Bertolazzzi, dopo aver vinto per 15-8 contro il polacco Zawrotnika per 15-8, è uscito di scena dopo la sconfitta contro il russo Anokhin per 15-3.
Proprio l'atleta russo era stato l'artefice, nel primo assalto di giornata, dell'eliminazione dell'altro atleta italiano, Paolo Pizzo, uscito sconfitto dal match col punteggio di 15-11. A fermarsi nel turno dei 64 era stato anche Lorenzo Bruttini che, nel giorno del suo compleanno, ha perso l'assalto contro l'ucraino Herey col punteggio di 15-8. Si era conclusa invece ieri l'esperienza in terra estone per Matteo Tagliariol, sconfitto 15-13 dal venezuelano Jimenez Ortiz, Tomaso Melocchi, superato nel derby azzurro da Massimiliano Bertolazzi per 15-8, Gabriele Bino, eliminato per mano del tedesco Herzberg per 15-10 e, con lo stesso punteggio, era stato fermato anche l'altro azzurro Lorenzo Buzzi dall'estone Lahtinen.
Conclusa la prova individuale, l'attenzione è tutta orientata sulla gara a squadre che si svolgerà questa domenica. L'Italia, dopo il terzo posto conquistato nella gara d'esordio stagionale a Berna, torna in pedana col quartetto composto da Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Marco Fichera ed Andrea Santarelli.
Erika Ferraioli si migliora: nuovo primato italiano nei 100 sl
Erika Ferraioli, 29enne di Esercito e Aniene, allenata da Mirko Nozzolillo, ha migliorato il proprio primato italiano con il tempo di 52"58. Il precedente limite assoluto era di 52"70 nuotato il 7 dicembre 2014 a Doha. Super gara per l'azzurra che saluta il pubblico di Massarosa e rivolge un pensiero alle vittime degli attentati a Parigi. "Sto bene e non me lo aspettavo davvero! Non avevamo rifinito questa gara e stiamo ancora scaricando. Meglio così, vuol dire che il lavoro è valido, ma sono scaramantica e non aggiungo altro. Vedremo agli europei. Prima di salutare tutti voglio rivolgere un pensiero alle vittime degli attentati di Parigi e un ringraziamento ai militari italiani impegnati nelle misisoni di pace all'estero". Con lei nel gran finale dei 100 stile libero Silvia Di Pietro (Forestale/Aniene) e Federica Pellegrini (Aniene). "Il record me lo aveva già tolto - scherza Federica, seconda con 53"05 - quindi va bene cosi. Io mantengo le mie gare ed esploro cose nuove. Sono molto contenta dei tempi di questi giorni". Terza Silvia Di Pietro con 53"21.
La quarta sessione dell'11° Gran Premio Italia e 39° trofeo internazionale Mussi-Lombardi-Femiano a Massarosa si era aperta con Gabriele Detti (Esercito/SMGM Team Nuoto Lombardia) che vinceva i 1500 stile libero con 14'42"85. Poi nei 200 farfalla la sfida in prima serie tra Alessia Polieri (Fiamme Gialle/Imolanuoto), Stefania Pirozzi (Fiamme Oro Roma/Napoli) e Federica Pellegrini (Aniene). Sfida vinta da Stefania Pirozzi, allenata da Stefano Morini al Centro Federale di Ostia, con il record personale di 2'05"95 (1'00"88 ai 100 metri); il precedente personale era 2'06"09 del 22 novenbre 2012 a Chartres.
Record personale e sesta all time italiana di Simone Sabbioni nei 200 dorso. Il 19enne di Esercito e Swim Pro SS9, allenato da Luca Corsetti, ha chiuso in 1'53"62 (55"28 ai 100 metri) migliorando 37 centesimi il precedente che aveva nuotato il 25 marzo di quest'anno a Riccione. Tripletta nel dorso, dopo le vittorie nei 50 e 100. Ilaria Scarcella (Aniene) ha fatto tripletta nella rana. Oggi pomeriggio ha vinto i 200 con 2'22"90, vicino al suo record personale (2'22"58 - 19 aprile 2015, Riccione) e al di sotto del tempo limite per gli Europei in vasca corta (2'23"0) benchè fosse già qualificata. Questa mattina ha vinto i 50 rana e ieri i 100.
In tre sotto i 22 secondi nei 50 stile libero: Marco Orsi (Fiamme Oro Roma/Uisp Bologna) che vince in 21"35, Giuseppe Guttuso (Promogest Cagliari) che si inserisce al secondo posto con 21"87 e Federico Bocchia (De Akker Team) terzo con 21"96. Piero Codia (Esercito/CC Aniene) è quarto con 22"07. Due gare a distanza di pochi minuti per Veronica Neri; l'atleta della SMGM Team Nuoto Lombardia prima vince i 100 dorso con il record personale di 59"14 (59"95 il precedente del 7 dicembre 2014 a Torino) e poi si classifica ultima nei 100 misti con 1'09"35; 100 misti vinti da Ilaria Bianchi (Fiamme Azzurre/NC Azzurra 91) che con 1'00"60 stabilisce il primato personale (1'01"04 il precedente del 15 novembre 2014 sempre a Massarosa).
Ottimi segnali di ripresa per Fabio Scozzoli (Esercito/Imolanuoto) che chiude in crescendo il meeting. Nei 200 misti vince con 1'56"77 dalla seconda serie e fa meglio del primatista italiano Federico Turrini (Esercito/Nuoto Livorno) che nella prima serie nuota in 1'57"19. Con 1'56"77 Fabio Scozzoli si avvicina al record personale col gommato del 22 novembre 2009 a Riccione (1'56"43) ed ottiene la seconda migliore prestazione personale di sempre (superando 1'56"83 del 20 aprile 2013 a Verona).
CdM Spada, Fiamingo e Del Carretto teste di serie, tre azzurre passano i preliminari
Cinque azzurre disputeranno domani la seconda giornata di gare di Coppa del Mondo di spada a Nanchino. Sulle pedane cinesi, ad affrontare il turno delle 64, nella notte italiana, saranno Rossella Fiamingo e Bianca Del Carretto, inserite come teste di serie oltre a Mara Navarria, Francesca Quondamcarlo ed Alberta Santuccio che hanno affrontato e superato oggi le qualificazioni.
Mara Navarria, dopo la fase a gironi, ha superato per 15-11 la sudcoreana Shin approdando al tabellone principale, così come Francesca Quondamcarlo che invece ha sconfitto 15-14 la francese Ngom. Ad attenderla, nel primo assalto del main draw, ci sarà Alberta Santuccio, approdata direttamente al tabellone principale dopo la fase a gironi avendo vinto tutti gli assalti del suo raggruppamento.
Si è invece già conclusa l'esperienza individuale per Francesca Boscarelli, Giulia Rizzi e Sara Carpegna. La prima è stata sconfitta 15-11 dalla francese Jacques Andre Coquin, Giulia Rizzi è stata invece superata per 15-14 dalla cinese Sheng Lin, mentre Sara Carpegna è uscita di scena dopo aver perso l'assalto contro la quotata tedesca Britta Heidemann.
L'attenzione sarà poi tutta orientata alla gara a squadre in programma domenica dove l'Italia deve riscattare la prestazione opaca offerta sulle pedane di Legnano, nella prima uscita stagionale, per riprendere quota nel ranking mondiale valido per la qualificazione olimpica.
Coppa del Mondo - Spada Femminile - Nanchino, 13-15 Novembre 2015
Tabellone delle 64
Navarria (ITA) - Gudkova (Rus)
Del Carretto (ITA) - Lehis (Est)
Quondamcarlo (ITA) - Santuccio (ITA)
Fiamingo (ITA) - Zamachowska (Pol)
Accordo sui corsi di formazione di Pronto Soccorso Sportivo e con defibrillatore sul territorio
Il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, Maurizio Casasco, hanno presentato oggi nel Salone d’Onore del Coni il protocollo attuativo dei corsi di formazione di Pronto Soccorso Sportivo (PSS) e di Pronto Soccorso Sportivo con defibrillatore (PSS-D). Alla presentazione è intervenuta anche la Responsabile Territorio e Promozione del Coni, Cecilia D’Angelo.
Questo accordo consentirà di far partire immediatamente questi corsi presso le varie sedi decentrate del Coni. I corsi di formazione sono tenuti dai medici della Federazione Medico Sportiva Italiana, accreditati quali Istruttori PSS-D e certificati, per il protocollo DAE (la formazione all’uso dei defibrillatori), da AREU su tutto il territorio nazionale.
La Federazione Medico Sportiva Italiana ha messo in atto un protocollo, riconosciuto dal Decreto Balduzzi (articolo 5, comma 7 del Decreto del 24 aprile 2013 “…Il CONI, nell’ambito della propria autonomia adotta protocolli di Pronto Soccorso Sportivo Defibrillato della Federazione Medico Sportiva Italiana…”), che ha introdotto il rischio sportivo specifico per ogni disciplina.
Tale protocollo prevede, infatti, non solo la tradizionale tecnica cardiorespiratoria, ma anche una formazione specifica di Pronto intervento su tutti gli organi, in base allo specifico rischio sportivo legato alla specifica disciplina praticata considerato sia in gara che in allenamento. I corsi vengono organizzati dalle strutture territoriali del Coni congiuntamente a quelle della Federazione Medico Sportiva Italiana e realizzati dai medici della FMSI addestrati e validati dalla Legge nazionale.
Alessandra Sensini prima italiana nella Hall of Fame ISAF
La vela italiana si inserisce per la prima volta nella Hall of Fame della Federazione Internazionale (ISAF) con Alessandra Sensini e Valentin Mankin. E’ quanto è emerso nel corso delle riunioni annuali dell’ISAF che si stanno svolgendo a Sanya in Cina. La Hall of Fame ISAF è stata istituita nel 2007 per celebrare il centenario della stessa Federazione.
Ai primi sei atleti nominati otto anni fa (Olin Stephens - USA, Sir Robin Knox-Johnston e Dame Ellen Macarthur - GBR, Paul Elvström - DEN, Barbara Kendall – NZL ed Eric Tabarly – FRA), l’ISAF ha deciso di inserire altri sette campioni del vento e tra questi figurano Alessandra Sensini - la velista più titolata alle Olimpiadi con quattro medaglie (un oro, un argento e due bronzi), attualmente membro della Giunta del CONI, oltre ad rivestire il ruolo di Direttore Tecnico dell’Attività giovanile della FIV e di vice DT della Squadra Olimpica. Insieme alla campionessa olimpica azzurra ci sarà il grandissimo Valentin Mankin, ucraino di nascita e italiano di adozione, tre ori e un argento alle ai Giochi Olimpici, nonché una straordinaria carriera di allenatore e punto di riferimento inimitabile per intere generazioni di velisti italiani fino alla sua scomparsa, avvenuta nel giugno del 2014.
Gli altri cinque fuoriclasse della vela nominati sono gli statunitensi Dennis Conner, Harold Vanderbilt e Buddy Melges, il neozelandese Sir Peter Blake e il brasiliano Torben Grael.
“Voglio ringraziare tutte le persone presenti, perché è un onore per me essere qui oggi. Qualche anno fa ho ricevuto l'ISAF Rolex World Sailor of the Year Award ed è stato incredibile, adesso invece sono stata inserita nella Hall of Fame ed è qualcosa di totalmente inaspettato”, ha dichiarato Alessandra Sensini durante la cerimonia di introduzione. “Voglio ringraziare in particolare il Presidente dell’ISAF Carlo Croce, perché appena ho smesso con l’attività agonistica, mi ha consentito di sostenere e promuovere l’attività giovanile, a cui tengo molto, grazie a un importante ruolo nella Federazione Italiana Vela. Spero, in proposito, di essere fonte di ispirazione per le nuove generazioni e di riuscire a trasmettere ai giovani tutte le mie conoscenze nell’ambito dello sport della vela”.
Lo sport italiano festeggia i 100 anni della Marangoni, la medaglia olimpica più longeva del mondo
Cento anni che si specchiano nella leggenda. Vivente. Un ricordo in bianco e nero, mai sbiadito, che vale un'emozione per sempre. Lo sport italiano festeggia il secolo di vita di Clara (detta Carla) Marangoni, prima medagliata olimpica della storia azzurra, la donna più longeva del mondo a salire su un podio a cinque cerchi. La Marangoni, tesserata per la Ginnastica Pavese 1879, non aveva ancora compiuto 13 anni quando conquistò l'argento nella prova a squadre di ginnastica artistica ad Amsterdam 1928 - vinta dall'Olanda - insieme alle compagne Bianca Ambrosetti, Lavinia Gianoni, Luigina Giavotti, Luigina Perversi, Diana Pizzavini, Luisa Tanzini, Carolina Tronconi, Ines Vercesi e Rita Vittadini.
Dopo la scomparsa della ginnasta ungherese Olga Toros, avvenuta a febbraio, Clara detiene anche il primato del podio olimpico più datato in assoluto. Un doppio primato che impreziosce i contenuti di un compleanno speciale. Ieri il Presidente Malagò ha rivolto pubblicamente alla Marangoni gli auguri del CONI e dell'intera famiglia dello sport azzurro, nel corso del convegno incentrato proprio sul ruolo e sulla presenza delle donne nello sport. E lei, che ha scritto la storia, diventa un esempio su cui costruire un futuro di successi al femminile. Tanti auguri, Carla!
"Donne e Sport nell'Italia del futuro senza barriere". Malagò: acceleriamo per favorire la svolta
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha partecipato oggi, al Salone d’Onore del CONI, il Convegno “Donne e Sport nell’Italia del futuro: senza barriere”. All’approfondimento, incentrato sulla presenza femminile nel movimento agonistico del nostro Paese, e in particolare sulle barriere culturali che ne ostacolano lo sviluppo, sono intervenuti anche Andrea Garnero, Economista dell’OCSE, la campionessa olimpica dello sci di fondo e membro onorario del CIO, Manuela Di Centa, le olimpioniche della scherma Diana Bianchedi (Coordinatore Generale Roma 2024) e Valentina Vezzali (deputata, Commissione Cultura Scienza e Istruzione), Marco Bonitta, Ct della Nazionale Femminile di Pallavolo, Michele Uva, Direttore Generale della FIGC, Gisella Bellinello Quaglio, Presidente ASD Le Rose Rovigo Rugby e Franco Arturi, editorialista della Gazzetta dello Sport. L'incontro è stato moderato dal Direttore di Sky Tg 24, Sarah Varetto.
Malagò ha aperto il lavori, sottolineando l’importanza della tematica affrontata: “Questo convegno è nato da un’idea di Franco Arturi, che ha sempre dimostrato grande sensibilità in riferimento a questa situazione. Il nostro mondo, anche a livello dirigenziale, è sempre stato prettamente maschile. Ho potuto sostenere la candidatura femminile nelle uniche situazioni in cui ero in condizioni di intervenire: Fiona May, Alessandra Sensini e Valentina Turisini sono entrate in Giunta CONI, nell’individuazione del DG del Comitato Promotore di Roma 2024, inizialmente Claudia Bugno – che ringrazio - e ora Diana Bianchedi. Sono molto felice di vedere, dal Corso di Management Olimpico del CONI in poi, che il nostro mondo attrae molto l’universo femminile. Essere donna però non vuol dire automaticamente avere diritti nel nostro mondo e negli altri ambiti: bisogna avere coraggio, sottoporsi a dinamiche elettorali. Sono il primo sostenitore del concetto che vuole le donne protagoniste del nostro movimento, ma con preparazione e aggiornamenti. Come la Vezzali, una campionessa immensa ma che non si è fermata alla pedana, si è formata, come la Di Centa e la Bianchedi, che hanno studiato. Sono felice di ricordare oggi che la prima italiana a vincere una medaglia olimpica fu Carla Marangoni, nella ginnastica ad Amsterdam 1928: domani compie 100 anni, è la più anziana vincitrice di una medaglia di tutto il mondo. Dobbiamo accelerare, anche in vista delle prossime tornate elettorali, creare le premesse per una successione che contempli una forte competitività delle figure femminili”.
Andrea Garnero, dell’OCSE, si è soffermato sull’impatto del fenomeno a livello occupazionale. “Una bambina di 13 anni ha scritto a Obama, dopo aver visto una gara del mondiale femminile con il fratello e lamentando le considerazioni che volevamo gli uomini più forti del gentil sesso. Un paio di settimane fa ha invitato la ragazza alla Casa Bianca a premiare la nazionale femminile. Obama si è interessato della situazione perché attraverso il coinvolgimento delle donne nello sport si può leggere il ruolo che la società dà a più di metà della sua popolazione. Nei Paesi Europei, secondo la UEFA, il tasso di occupazione sale in base al tesseramento nel calcio. Negli Stati Uniti, nel 1972 ci fu una riforma che obbligò tutte le scuole e i college che ricevono fondi federali a dare le stesse opportunità a ragazzi e a ragazze, con la partecipazione sportiva passata da 294 mila del 1971 a 3.100.000 del 2011. Isolare tale partecipazione da altri fattori, evidenzia come fare sport spiega il 40% dell'aumento del tasso di impiego delle donne tra i 25 e i 34 anni. L’OCSE ha calcolato che chiudere il gap di partecipazione nel mercato del lavoro tra uomini e donne può contribuire a un +1% di crescita nel nostro Paese. Gli aspetti culturali sono spesso la barriera più importante, che leggi e incentivi non sempre riescono a cambiare. E in questo lo sport può fare moltissimo. Un aumento della partecipazione femminile, soprattutto nelle discipline considerate più maschili, cambia la cultura. Perché sport vuole dire inclusione e crescita”.
L’olimpionica Manuela Di Centa, ha raccontato la sua storia personale: “Sono nata in montagna, in Friuli, sono cresciuta con il principio di parità e di normalità di famiglia. Con i valori che avevo non ho ritrovato le stesse cose nella vita di tutti i giorni, nelle prime squadre che ho frequentato. Ho trovato quelle difficoltà nel dover sempre dimostrare di essere uguale agli altri. Da quel giorno mi sono ripromessa di dover fare qualcosa per questa situazione. Ora qualcosa sta cambiando: la presenza femminile nel CIO sta crescendo, anche se su 208 Comitati Olimpici solo 11 sono al femminile. Nel 2018 dei Giochi Giovanili ci sarà il 50% preciso di presenze femminili, obiettivo eccezionale. Qualcosa va ancora fatto a livello di sport invernali. Siamo ancora lontani ma dobbiamo proseguire sulla strada intrapresa”.
Michele Uva ha invece spiegato le iniziative messe in campo della FIGC a favore del movimento femminile: “La mia fortuna di dirigente è nata con il movimento femminile, con la pallavolo ho vinto tantissimo. La FIGC negli ultimi 12 mesi ha fatto più di quello che aveva fatto negli ultimi 20 anni. Ho subito nominato Vice Dg una ragazza, di grandi capacità. Mai in FIGC si è parlato tanto di calcio femminile. Abbiamo nominato capi delegazioni nuovi, tra cui tante donne e portato 5 donne in commissioni UEFA. Dal punto di vista pratico, ora abbiamo 6 nazionali femminili, le squadre di calcio possono comprare il titolo sportivo dell’omologa femminile. Il professionismo non è la chiave per risolvere il problema della crescita dello sport femminile, la chiave è la professionalità. La professionalizzazione dei dirigenti, delle calciatrici e delle allenatrici”.
Diana Bianchedi ha parlato dell’argomento dal punto di vista medico-scientifico: “Credo che la preparazione e la professionalità fanno avanzare il nostro mondo. Prima c’erano perplessità nel far praticare certe discipline alle ragazze. Era un problema di cultura e di approccio alla tematica, c’erano carichi e preparazioni diverse. A livello scientifico c’è stato un passo avanti, conoscere il corpo femminile per studiare le metodologie migliori. Le atlete garantiscono un modello sociale e culturale diverso, per questo è importante che non smettano di fare attività fisica in età adolescenziale, quando il corpo femminile cambia”.
Valentina Vezzali ha invece sottolineato l’importanza dell’aspetto culturale: “Ho iniziato a fare sport a 6 anni, in una disciplina che veniva considerata più maschile. Mio padre era molto scettico, poi è diventato il primo tifoso. Eravamo in poche, c’era chi abbandonava, chi preferiva lo studio e chi il divertimento. Non ho fatto rinunce, mi sono arricchita in un altro modo rispetto alle mie colleghe. Oggi mio marito guida una squadra di serie B femminile. E’ dalla scuola che deve partire l’insegnamento, è un discorso civico, anche la famiglia gioca un ruolo importante. Ogni donna ha diritto di scegliere della propria vita. L’atleta-donna che diventa mamma è una casistica che va studiata. Sono riuscita a dimostrare che si può vincere anche dopo la maternità”.
Laura Coccia, ex atleta paralimpica, deputata e prima firmataria di una proposta di legge per la parità di genere, ha sintetizzato la genesi delle sue sfide normative e ideologiche. “Non si può tollerare che ci sia una situazione di disparità di diritti. Nel mondo dello sport è fondamentale dare a tutti gli atleti le stesse possibilità, per ottenere ancora più risultati, non solo a livello agonistico ma sotto il profilo sociale, in termini di benefici diffusi”.
Marco Bonitta ha invece parlato di alcune esperienze personali e del ruolo dell’allenatore: “Come Federazione abbiamo più praticanti femminili ma ancora non c’è la cultura di creare parità culturale. Una volta a Urbino, durante la preparazione alla qualificazione mondiale, le ragazze scioperarono, incassando la mia solidarietà, perché non trovavano un accordo sui premi con la dirigenza federale. Il giorno dopo vennero stabiliti i premi. Questo episodio ha dato un valore straordinario al gruppo, io ero al loro fianco, si è creata una empatia particolare, che in campo ha dato risultati eccezionali. Loro volevano essere riconosciute come gruppo di professioniste. Io ho cominciato ad allenare uomini e poi sono passato alle donne. Fu un passaggio spontaneo. Sono in poche che immaginano di sedersi in panchina in futuro, non esiste vocazioni, serve una spinta culturale”.
Gisella Bellinello Quaglio, Presidente ASD Le Rose Rovigo Rugby ha raccontato la sua esperienza: “La mia è una storia fuori dal comune. Dopo 25 anni mi sconvolge ancora che una città che vive di rugby ha una mentalità che non contempla il movimento femminile, è una guerra continua”. Maria Cristina Tonna, ex capitano della Nazionale femminile di rugby e oggi responsabile FIR del settore, ha amplificato il concetto: “Un gioco che ha una percezione fortemente maschile può essere femminile. L’anno scorso abbiamo ottenuto il 3° posto nel Sei Nazioni di rugby, battendo Francia, Scozia e Galles, fu una grande soddisfazione e sinonimo di crescita del movimento. Tramite il Sei Nazioni vogliamo qualificarci alla Coppa del Mondo del 2017”.
Valeria Panzironi, responsabile del settore legale del CONI, ha infine anticipato un’iniziativa: “Stiamo lavorando con la Fondazione Bruno Visentini per organizzare una serie di seminari che hanno come oggetto la presenza delle donne nei vari settori del lavoro e della vita quotidiana. L’idea è individuare i problemi e cercare le soluzioni, anche a livello regolamentare per trovare applicazione anche nello sport. Ci piacerebbe chiudere l’anno con proposte concrete”.
Franco Arturi, l’ideatore dell’iniziativa, ha chiuso i lavori con un intervento articolato. “Sono felice di questo scatto in avanti grazie all’impegno del Presidente Malagò. La fotografia, il grafico della pratica femminile in Italia è pari a quella delle analisi di un malato: completamente sballato. Soprattutto negli sport di combattimento. Femminilità è un termine che detesto, come virilità. Non esiste una femminilità in senso assoluto ma una in ogni donna. Una bambina che vuole avvicinarsi allo sport ha più condizionamenti da superare: come quella che la associa al termine maschiaccio, altra parola da bandire, insieme a femminuccia. Il maschilismo è imperante. E’ un condizionamento socio-culturale, perché la società è maschilista. Gli schemi mentali sono ancora cavernicoli, ne fanno le spese le donne. Esiste un ostracismo nei confronti delle donne in relazione agli sport considerati virili. Una delle cartine tornasole è quella del calcio femminile: ci sono 168 mila calciatrici in Svezia con 10 milioni di abitanti, mentre in Italia ce ne sono 20 mila con 60 milioni di abitanti, nonostante il nostro Paese sia considerato una delle culle del movimento. Stiamo perdendo un treno storico, dobbiamo invertire questa tendenza. Non esiste una femminilità ma milioni. Lasciate libere ogni bambina di scegliere lo sport che più le interessa e diverte. In Italia il problema ha una profondità maggiore rispetto ad altri Paesi, bisogna lavorare per rimuovere l’affronto nei confronti delle donne. Restituiamo loro piena dignità”.
Pagina 775 di 959