Us Open: Pennetta è la regina di New York
Flavia Pennetta ha vinto gli Us Open superando in finale Roberta Vinci 7-6; 6-2.
E’ stata la finale che non si poteva immaginare ma che tutta l’Italia sportiva ha desiderato da sempre. Storica, unica, piena di primati, la conclusione del torneo femminile di Flushing Meadows ha messo insieme tante novità.
Per la prima volta due tenniste italiane hanno avuto accesso alla finale, sono state anche le più mature di sempre Flavia ha 33 anni, Roberta ne ha 32. Non sono state certo le prime connazionali ad animare l’ultimo incontro di questo torneo. Già 13 volte era successo e 9 volte erano state due statunitensi. Certo i 71 chilometri che dividono Taranto, città natale di Roberta Vinci, da Brindisi, dove è nata Flavia Pennetta, sono niente in confronto agli oltre 7.300 che dalla Puglia le due tenniste hanno dovuto fare per arrivare fino a New York.
Comunque Flavia e Roberta sono e saranno sempre nella storia dello sport per questa impresa.
Quella tra la Pennetta e la Vinci è la prima finale nei Major con due italiane, la quarta in uno Slam per il tennis femminile azzurro: in precedenza c’erano riuscite Francesca Schiavone al Roland Garros nel 2010 (vinse) e nel 2011, e Sara Errani nel 2012 sempre a Parigi. A queste vanno aggiunte le sei finali degli uomini, tutte al Roland Garros; una per Giorgio De Stefani (1932), quattro per Nicola Pietrangeli (trionfò nel 1959 e 1960 e perse nel 1961 e 1964) e una per Adriano Panatta (vinse nel 1976).
Alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi - che ha appositamente cancellato tutti i suoi appuntamenti - ed del Presidente del Coni Giovanni Malagò, insieme al Presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi, le due azzurre hanno dato vita comunque ad un incontro avvincente.
Nel primo set dopo un sostanziale equilibrio è stata Flavia Pennetta a strappare il servizio alla Vinci nel quinto game ma solo dopo una lunga serie di vantaggi annullati. Ha consolidato poi il vantaggio Flavia con il suo servizio. Ma non si è data per vinta Roberta che ha recuperato il servizio all’avversaria sul 4-4 partendo sotto 15-40. Il set si conclude al tie-break ed è stata Flavia Pennetta ad aggiudicarselo con un 7-4.
La vittoria da forza alla Pennetta che ha iniziato subito forte il secondo set conquistando il servizio all’avversaria e riuscendo a vincere a zero il terzo gioco (3-0). La Vinci sembra aver perso lucidità e idee. Subisce spesso l’iniziativa e perdendo un’altra volta la battuta (4-0). C’è ancora spazio per una punta d’orgoglio con Roberta che ha recuperato uno dei due servizi persi (1-4).Poi il match non ha più sussulti. Pennetta fa suo l’incontro e iniziano i festeggiamenti.
Mondiali a Lonato: Pellielo è d’argento, record di vittorie rinviato

Giovanni Pellielo ha vinto, nella fossa olimpica, la medaglia d’argento ai Campionati mondiali di tiro a volo che si disputano a Lonato. Giunto ad un passo dall’impresa di conquistate 5 mondiali, mai raggiunta da nessun tiratore, dopo aver vinto quattro titoli iridati (1995-1997-1998-2013), l’azzurro ha mancato il pokerissimo allo spareggio dopo aver dominato la finalissima.
Pellielo ha chiuso le due giornate di qualificazione al 4° posto, con 120 centri su 125, ha poi primeggiato in semifinale con 13 centri su 15 ed ha affrontato lo slovacco
Erik Varga, vincitore dello spareggio, con il belga Maxime Mottet e lo spagnolo Alberto Fernandez, per conquistare la finalissima. Nella sfida per il primo posto l’azzurro ha maturato anche due colpi di vantaggio sullo slovacco ma nei tiri finali ha annullato con due errori il suo vantaggio fino a concludere sul 12 pari. Al secondo tiro dello shoot-off l’errore di Pellielo ha consegnato la vittoria a Varga.
Nella gara per il terzo posto è stato il belga Mottet ha vincere la medaglia di bronzo con 13 centri contro i 11 dello spagnolo Fernandez.
Vuelta di Spagna: Aru torna maglia rossa, domani ultimo traguardo a Madrid
Strepitoso Fabio Aru: è tornato ad indossare la maglia rossa ad una sola tappa dal traguardo finale di Madrid e ci sono poche possibilità che qualcuno domani gliela possa togliere. La Vuelta di Spagna è ormai praticamente sua.
Il corridore sardo dell'Astana al termine della ventesima tappa, da San Lorenzo de El Escorial a Cercedilla di 175 km, conduce in classifica con 1'17" sullo spagnolo Joaquin Rodriguez e 1'29" sul polacco Rafal Majka. E’ crollato, invece, l'olandese Tom Dumoulin partito in maglia rossa e ora è solo sesto a 3'46". La tappa è stata vinta dallo spagnolo Ruben Plaza Molina (Lampre-Merida) con 1'07" di vantaggio sul portoghese Josè Goncalves (Caja Rural-Seguros) e 1'08 sull'italiano Alessandro De Marchi (Bmc). Domani ultima frazione di gara con partenza da Halcalà de Henares e arrivo a Madrid dopo 98 km.
“Questa vittoria e' dei miei compagni di squadra: non solo oggi ma per tutta la Vuelta sono stati eccezionali" - ha detto il corridore di San Gavino Monreale - "Abbiamo iniziato questa Vuelta con un po' di problemi ma abbiamo dimostrato di essere un gruppo compatto, quando le cose vanno bene o male. Ci siamo motivati a vicenda e la nostra forza e' stato il gruppo. Sono contento".
Mondiali di Ritmica: Italia quarta conquista il pass per Rio 2016. Sono 77 i qualificati
La squadra di ginnastica ritmica, con il quarto posto nella gara All Around ai Campionati Mondiali di Stoccarda, si qualifica ai Giochi Olimpici di Rio 2016.
Le vice campionesse del mondo di Kiev 2013 e di Izmir 2014 hanno provato a rimanere sul podio, dove non scendevano da 10 anni, senza successo. Nella Porsche Arena di Stoccarda le azzurre hanno iniziato con l’esercizio dei 2 cerchi e le 6 clavette sulle note del “Faust” di Charles Gounod che si è concluso con un punteggio di 17,716. Poi i 5 nastri, eseguiti sulla melodia di “All or nothing” di Brand x Music, un errore ha penalizzato la squadra azzurra che ha chiuso con 17,066 punti (34.782 totale).
La squadra italiana, guidata da Emanuela Maccarani, con Marta Pagnini, Andrea Stefanescu, Camilla Patriarca (C.S. Aeronautica), Alessia Maurelli (Putinati Ferrara), Sofia Lodi (Brixia Brescia) e Martina Centofanti (Fabriano) è stata preceduta in classifica dalla Russia (36.266) medaglia d’oro, la Bulgaria (35,583) argento, la Spagna (34.900) bronzo.
Gli azzurri certi della partecipazione a Rio 2016 salgono così a quota 77 (46 uomini, 31 donne) in 12 discipline differenti, con 7 pass individuali.
Ecco il dettaglio:
Nuoto (20 carte olimpiche – 4x100 sl m e f – 4x100 mista m e f – 4x200 sl f)
Canottaggio (14 carte olimpiche - due senza, due di coppia PL, quattro senza, quattro senza PL, doppio)
Vela (10 carte olimpiche in 4 classi: Laser Radial d, Laser Standard m, RS:X 1 m e 1 d, 49er FX 2 d, Nacra 17 1 m e 1 d, 49er 2 u)
Tiro a Volo (9 carte olimpiche- Trap 3 – 2 uomini e 1 donna- Double Trap -2 – Skeet 4 – 2 uomini e 2 donne)
Tiro a Segno (5 carte olimpiche – Carabina 10 metri d, Carabina 3 p. m, carabina a terra m, Pistola libera m, Carabina 50 metri m)
Tiro con l’Arco (4 carte olimpiche – 3 m e 1 d)
Nuoto di Fondo (3 pass individuali: Simone Ruffini, Federico Vanelli, Rachele Bruni nella 10 km)
Pugilato (2 pass individuali: Valentino Manfredonia 81 kg e Clemente Russo 91kg)
Tuffi (2 carte olimpiche – Trampolino 3 metri d e piattaforma d)
Pentathlon Moderno: (2 pass individuali: Riccardo De Luca, Alice Sotero)
Lotta: (una carta olimpica, stile libero categoria 65 kg)
Ginnastica ritmica (5 carte olimpiche d)
Renzi, Malagò e Binaghi a New York per la finale degli Us Open

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Presidente del CONI Giovanni Malagò insieme al Presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi sono partiti per New York dove assisteranno alla finale tutta italiana degli Us Open. Le straordinarie vittorie di Flavia Pennetta e Roberta Vinci hanno fatto cambiare programma all'agenda odierna del Presidente del Consiglio.
Pennetta-Vinci scrivono la storia:per la 1ª volta finale degli US Open tutta italiana

Una giornata memorabile, che scolpisce i nomi di due campionesse nella storia del tennis azzurro. Gli Us Open femminili sono avvolti dal tricolore: saranno infatti Flavia Pennetta e Roberta Vinci a contendersi l’ultimo Slam stagionale sui campi di cemento di Flushing Meadows a New York, in una finale mai vista.
Contro i pronostici, contro le prime del mondo. L'exploit che apre un venerdì da urlo è firmato da Flavia Pennetta, che batte la romena Simona Halep in due set: semifinale senza sbavature, un inno trionfale, chiuso in 6-1, 6-3, contro la numero 2 del ranking WTA. Roberta Vinci l’ha imitata, eliminando l'americana Serena Williams, numero uno del tabellone e della classifica Wta, con il punteggio di 2-6 6-4 6-4.
Roma 2024, ufficializzata la candidatura olimpica
Nell’incontro che si è tenuto oggi in Campidoglio al quale hanno partecipato il Sindaco di Roma Ignazio Marino, il presidente del CONI, Giovanni Malagò, il presidente del Comitato promotore delle Olimpiadi Roma 2024 Luca Montezemolo, il presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli, l’assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo e Claudia Bugno, direttore generale del Comitato olimpico Roma 2024, si è ufficializzata la candidatura di Roma per i Giochi Olimpici e Paralimpici 2024.
Nel corso dell’incontro è stata da tutti condivisa l’esigenza di individuare le priorità e la caratteristiche dell’organizzazione dell’evento sportivo cogliendo al meglio la straordinaria opportunità di sviluppo e di miglioramento per la città.
E’ stata, nell’occasione, verificata la possibilità di collocare il villaggio olimpico nell’area di Tor Vergata dove saranno realizzati nuovi impianti sportivi e completate le strutture esistenti. Un intervento che richiederà un progetto di collegamento con metropolitana tra l’area e il resto della città. Le Olimpiadi devono essere l’occasione per dare vita a una nuova visione della città, radicata nella storia e nella rigenerazione dell’esistente, con progetti di trasformazione urbana a partire dalla nascita di un parco fluviale del Tevere a nord di Roma che diventerà la porta di accesso alla Roma olimpica a disposizione di tutta la città.
Roma candidata alle Olimpiadi e Paralimpiadi del 2024
Roma è ufficialmente candidata alle Olimpiadi e Paralimpiadi del 2024. La lettera che ufficializza l'impegno dell'Italia a organizzare la più grande festa dello sport al mondo è partita oggi, destinazione il CIO, il Comitato Olimpico internazionale, che il 16 settembre rivelerà i nomi di tutte le città che si sono fatte avanti. Questa mattina in Campidoglio il presidente del Comitato Roma 2024 Luca di Montezemolo, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il sindaco Ignazio Marino hanno firmato la missiva che formalizza la sfida della candidatura italiana e ne esalta i punti di forza.
Per la Capitale inizia un percorso di costruzione e condivisione di un progetto che offrirà agli atleti e al mondo intero "l'occasione di vivere le emozioni e lo spirito olimpico" in un palcoscenico di ineguagliabile bellezza. Nessun'altra città al mondo può offrire un patrimonio artistico, storico e culturale che abbraccia un cosi ampio arco di tempo, e che permette di "disputare le gare olimpiche nei luoghi più spettacolari e simbolici della Città Eterna".
Bellezza, cultura, ma soprattutto, nell'impegno dell'Italia, innovazione e sostenibilità , secondo quelle che sono anche le principali linee operative dettate dall'Agenda CIO 2020 e che prevedono un forte accento sulla legacy, l' utilizzo futuro a favore della città delle strutture utilizzate per le Olimpiadi. Indicazione che il Comitato Roma 2024 sposa con grande convinzione accanto a quella, altrettanto cruciale, della sobrietà. Roma, spiega infatti la lettera, possiede moltissime infrastrutture sportive, in parte all'interno di parchi e importanti aree verdi, che potranno essere utilizzate per le Olimpiadi del 2024 con piccoli interventi di ammodernamento e con l'uso, ove necessario, di strutture amovibili.
Infine, nella lettera, un richiamo ai valori olimpici che in un luogo multiculturale come quello della Capitale, "in cui la diversità diventa la spina dorsale dell'uguaglianza", possono davvero gettare un ponte verso la pace e l'amicizia dei popoli.
CONI-NADO partner della UEFA nel programma del passaporto biologico per gli atleti
Il CONI ha sottoscritto un importante accordo di collaborazione con la UEFA nell’ambito della lotta al doping, partecipando al programma di introduzione nella Champions League del passaporto biologico steroideo degli atleti promosso dalla Agenzia Mondiale Antidoping (WADA). La cooperazione, che si svilupperà in vari ambiti, ha lo scopo di armonizzare e razionalizzare il piano di controlli, facilitare lo scambio di informazioni ed aumentare le possibilità di ricerca di potenziali casi di doping.
L'UEFA darà infatti il calcio d’inizio alla stagione 2015/16 con la più forte campagna anti-doping mai vista nel calcio europeo. Questa include: l’introduzione del passaporto biologico steroidi del WADA (World Anti-Doping Agency), per migliorare l’identificazione dell’uso di steroidi; un rafforzamento delle regole legate ai luoghi consentiti al giocatore e alla squadra; stoccaggio dei campioni sul lungo periodo per permettere l’identificazione retrospettiva delle sostanze proibite; la continuazione del completo programma UEFA di testaggio del sangue e delle urine, durante e al di fuori delle competizioni.
Questa stagione vedrà inoltre un programma più coordinato e basato sull’intelligence, con accordi di cooperazione stabiliti fra la UEFA e le Organizzazioni Anti-Doping Nazionali (NADO, National Anti-Doping Organization) delle squadre che partecipano all Coppa dei Campioni UEFA. Per adesso, sono stati firmati accordi fra le NADO di Germania, Olanda, Spagna, Belgio (Fiammingo), Gran Bretagna, Svezia, Francia e Italia, con più paesi a seguire, man mano che il programma si espande al resto dell’Europa. Questa cooperazione permetterà una pianificazione più concertatata della distribuzione dei test, ridurrà la duplicazione innecessaria dei test, e facilitera’ la condivisione di informazioni riguardanti i profili biologici e i dati di intelligence relativi ai giocatori, per identificare potenziali episodi di doping.
Prima dell’inizio dei Campionato Europeo UEFA 2016, UEFA condurrà il più grande programma di test pre-campionato mai fatto. Tutti i giocatori che potenzialmente potrebbero essere scelti per essere parte delle squadre saranno soggetti a test dall’1 Gennaio 2016, attraverso il programma annuale UEFA, e attraverso un programma coordinato con i NADO, con l’inclusione dell’Agence Française de Lutte contre le Dopage (AFLD), nella nazione ospite francese. Le squadre saranno anche testate ad incontri di squadra prima del campionato, e dopo il loro arrivo in Francia.
Il campionato stesso vedrà una serie di test analitici di livello avanzato per il sangue e per le urine, effettuati ad ogni incontro, e il formato allargato della squadra di 24 membri lo renderà il più grande programma di controlli mai condotto durante un Campionato Europeo UEFA.
Il direttore della Commissione Medica UEFA, Michel D’Hooghe, dichiara: “La EUFA ha sempre mirato ad essere all’avanguardia negli sforzi per tenere il calcio libero dal doping, ed episodi recenti in altri sport hanno sottolineato l’importanza di rimanere sempre vigilanti e spingere per promuovere il progresso su tutti i fronti del nostro lavoro. Anche se le nostre statistiche sul doping rimangono basse in giocatori che partecipano ad incontri UEFA, non si deve lasciare spazio all’autocompiacimento, e la UEFA rimane impegnata ad avere un programma dinamico, sfaccettato e basato sull’intelligence, di cui i club e i giocatori hanno la massima fiducia”.
La UEFA è anche in prima linea con il suo programma educativo: un sito web aggiornato dedicato ad e-learning in via di sviluppo; nuovi opuscoli informativi per i giocatori per il 2015/2016; l’erogazione di educazione anti-doping per i dottori delle sue 54 associazioni nazionali anti-doping, come parte del seminario tenutosi in aprile dedicato al programma di educazione UEFA per dottori del calcio (UEFA Football Doctor Education Programme), adesso in fase di trasmissione alle associazioni nazionali attraverso il processo “a cascata” della UEFA. La UEFA effettua in totale più di 2000 esami anti-doping (combinazione di sangue e urine) per stagione in tutte le competizioni.
Chamizo nella storia, 1° oro Mondiale azzurro nello stile libero (65kg): 72 qualificati per Rio
Frank Chamizo è il nuovo campione del Mondo della categoria 65 kg stile libero di lotta. L'azzurro di origini cubane, fino a ieri numero 5 nel ranking, ha compiuto un'impresa eccezionale, superando in finale l'uzbeco Navruzov (4-3) nella rassegna iridata in corso a Las Vegas e ottenendo, automaticamente, la carta olimpica per Rio 2016, riservata ai primi sei classificati. L’atleta di origine cubane (è sposato con la lottatrice Dalma Caneva) è riuscito nella storica impresa di portare in Italia e per la prima volta nello stile libero, un titolo mondiale; a vent’anni dall’ultima medaglia iridata di Giovanni Schillaci (bronzo nel 1994 a Istanbul) e a trenta dall’ultimo oro del mitico Vincenzo Maenza nella greco romana (1985 a Tokyo).
Chamizo (nelle foto FIJLKAM) ha catalizzato l’attenzione dei presenti con una finale mozzafiato: a pochi secondi dal fischio finale subiva infatti il 3-2 dell’uzbeko Ikhtiyor Navruzov ma con un’azione felina che ha scatenato la standing ovation del pubblico, è riuscito a ribaltare il suo avversario e a mettere a segno i due punti della vittoria (4-3).
Da segnalare, inoltre, l’incontro dei quarti di finale dove l’azzurro ha nettamente superato il Campione olimpico di Londra Toghrul Asgarov (AZE) per 10-5, prendendosi così la rivincita della finale dei Giochi Europei di Baku. “Non ci sono parole per descrivere cosa significa per me aver portato all’Italia questa medaglia”.
Questo il percorso dell’azzurro:
1/16: Frank CHAMIZO MARQUEZ (ITA) df. Magomedmurad GADZHIEV (POL), 4-3
1/8: Frank CHAMIZO MARQUEZ (ITA) df. Ju Song KIM (PRK), 5-2
1/4: Frank CHAMIZO MARQUEZ (ITA) df. Toghrul ASGAROV (AZE), 10-5
1/2: Frank CHAMIZO MARQUEZ (ITA) df. Seyedahmad MOHAMMADIPAHNEHKOLAEI (IRI) by KO, 2-2
Gold –Frank CHAMIZO (ITA) df. Ikhtiyor NAVRUZOR (UZB), 4-3

Gli azzurri certi della partecipazione a Rio 2016 salgono così a quota 72 (46 uomini, 26 donne) in 11 discipline differenti, con 7 pass individuali.
Ecco il dettaglio:
Nuoto (20 carte olimpiche – 4x100 sl m e f – 4x100 mista m e f – 4x200 sl f)
Canottaggio (14 carte olimpiche - due senza, due di coppia PL, quattro senza, quattro senza PL, doppio)
Vela (10 carte olimpiche in 4 classi: Laser Radial d, Laser Standard m, RS:X 1 m e 1 d, 49er FX 2 d, Nacra 17 1 m e 1 d, 49er 2 u)
Tiro a Volo (9 carte olimpiche- Trap 3 – 2 uomini e 1 donna- Double Trap -2 – Skeet 4 – 2 uomini e 2 donne)
Tiro a Segno (5 carte olimpiche – Carabina 10 metri d, Carabina 3 p. m, carabina a terra m, Pistola libera m, Carabina 50 metri m)
Tiro con l’Arco (4 carte olimpiche – 3 m e 1 d)
Nuoto di Fondo (3 pass individuali: Simone Ruffini, Federico Vanelli, Rachele Bruni nella 10 km)
Pugilato (2 pass individuali: Valentino Manfredonia 81 kg e Clemente Russo 91kg)
Tuffi (2 carte olimpiche – Trampolino 3 metri d e piattaforma d)
Pentathlon Moderno: (2 pass individuali: Riccardo De Luca, Alice Sotero)
Lotta: (una carta olimpica, stile libero categoria 65 kg)
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